Consulta giovanile, Lecis: ''Aperte le iscrizioni''

CIVITAVECCHIA – “Sono aperte le iscrizioni alla Consulta Giovanile”. Lo dichiara l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis che spiega che “il primo incontro si terrà venerdì 18 gennaio presso L’aula consiliare Pucci e sarà la prima riunione di tutti i giovani interessati a partecipare alle attività della Consulta – continua – con la finalità di approfondire insieme i progetti che potranno essere realizzati”.

Durante l’incontro sarà attivo un tavolo per effettuare l’iscrizione sul momento. La Consulta dei giovani, organismo permanente istituito dal comune di Civitavecchia, avrà  le seguenti finalità: esprimere pareri consultivi e non vincolanti sugli atti dell'Amministrazione Comunale che riguardano le tematiche giovanili; elaborare documenti e proposte da sottoporre agli organi competenti dell'amministrazione comunale inerenti le Politiche giovanili, tramite i quali concorrere alla definizione delle stesse; promuovere progetti, ricerche, incontri, dibattiti e altre iniziative inerenti le tematiche giovanili; favorire il raccordo tra i gruppi giovanili e le istituzioni locali; promuovere rapporti permanenti con altre Consulte giovanili presenti nel territorio provinciale e regionale, con le Consulte presenti nelle altre regioni e si raccorda con il livello nazionale ed internazionale; elaborare annualmente progetti di intervento per i giovani da sottoporre all'amministrazione comunale e favorire scambi culturali dei Giovani nei paesi europei e promuove la ricerca e lo studio dei bandi europei per l’accesso ai finanziamenti comunitari e contribuisce all’eventuale studio di proposte progettuali.

“A tal proposito – conclude Lecis – si invitano tutti i giovani interessati ad aderire alla Consulta giovanile per avviarne il funzionamento e le relative attività, compilando il modulo di iscrizione (disponibile on line sul sito del Comune) in ogni parte e sottoscritti a cura dello studente”. I moduli potranno essere restituiti presso l’ufficio Politiche giovanili dell’ex caserma Stegher.

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''Sfidiamo le forze politiche a presentarsi da sole''

TARQUINIA – Analisi politica del proprio operato da parte del M5s di Tarquinia che invita le forze politiche a presentarsi da sole alle prossime elezioni amministrative. «L’azione assidua del M5S nel consiglio comunale di Tarquinia ha fatto la differenza nel breve periodo trascorso tra le elezioni e l’uscita di scena di Pietro Mencarini. – afferma il consigliere Ernesto Cesarini – Pur nella difficoltà di agire nel clima di conflittualità permanente tra le componenti che avrebbero dovuto sostenere Mencarini, il M5S ha lavorato con senso di responsabilità verso la città tutta, perché il consiglio comunale desse indirizzi efficaci all’amministrazione. La prova è agli atti. L’albo pretorio del Comune parla solo di proposte di minoranza targate 5 Stelle, spesso concluse con delibere che l’hanno trasformate in volontà consigliare”. “Quello del M5S – aggiunge Cesarini –  è stato un lavoro da formica operosa, che ha cercato di ottenere risultati politici per la città senza rinunciare ai principi che lo ispirano. Vedi la regia svolta per un’azione corale del consiglio contro la centrale a bio-metano, che ha determinato la recente bocciatura regionale dell’impianto in loc. Olivastro, impedendo così che 30.000 tonnellate di rifiuti altrui giungessero a Tarquinia e rendessero insalubri case e campagne e danneggiassero l’agricoltura tarquiniese. Non da meno la mozione di contrasto al gioco d’azzardo. Da ricordare anche le azioni destinate ad affermare la partecipazione democratica sancita dallo statuto comunale; ne è un esempio l’aver restituito alla città la possibilità d’uso della sala consiliare per incontri pubblici, anche con finalità politiche.  Così facendo Tarquinia s’è ripresa quello che un sindaco precedente aveva precluso e in molti hanno già utilizzato questa opportunità. Ma non ci fermiamo alle cose fatte. Ai Tarquiniesi diciamo che stiamo lavorando per una proposta efficace alle elezioni di maggio 2019. Molti altri stanno tramando e manovrando per costruire i prossimi fallimenti, con accozzaglie di candidati, a volte obbligati da legami che nulla hanno a che fare con la buona politica, che riempiranno le molte liste a sostegno di candidati sindaci che rappresentano il nulla.  Noi, come annunciato all’ultimo consiglio comunale prima dello scioglimento, sfidiamo fin d‘ora tutte le forze politiche a dare vita a iniziative politiche coraggiose, accettando una sfida alla pari, con candidati sindaci sostenuti ciascuno da una sola lista di persone competenti e appassionate. Tarquinia ha bisogno di chiarezza per non soffocare».

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Pas: lavoratori preoccupati

CIVITAVECCHIA – Le notizie che si rincorrono nelle ultime settimane non sono delle migliori. Lo spettro di una crisi sembra sempre essere dietro l’angolo. Ed i lavoratori sono preoccupati. Perché c’è incertezza, al momento, sul futuro della Pas, la Port Authority Security, la società controllata al 100% dall’Autorità di Sistema Portuale che si occupa della sicurezza all’interno dello scalo. 
Tanto che gli stessi sindacati sono decisi a fare il punto della situazione con i vertici della società e, di fatto, con la stessa Authority. Cgil, Cisl e Uil, già qualche giorno fa, avevano chiesto un incontro per discutere di una serie di questioni. Ma oggi quell’incontro si fa necessario. Perché in ballo c’è il futuro di circa 80 famiglie. 
«Apprendiamo solamente attraverso i mezzi di stampa – ha scritto Stefano Rosignoli della Uiltucs Roma e Lazio – della crisi della società Port Authority Security che, oltre a mettere a rischio le retribuzioni di dicembre e la 13^ mensilità, cela lo spettro della messa in liquidazione della stessa società». Motivo per il quale viene sollecitato un incontro «per avere informazioni – ha aggiunto – e per aprire un tavolo di confronto. In caso contrario mettereremo in atto tutte quelle iniziative sindacali e di legge a tutela dei diritti dei lavoratori». Perchè a quanto pare, infatti, gli uffici amministrativi di Molo Vespucci avrebbero certificato, dopo aver fatto i conti di fine anno, l’impossibilità di versare non più di 80mila euro nelle casse della controllata, e questo creerebbe un serio problema economico-finanziario per la società. Per il presidente Di Majo si tratta di «un allarme ingiustificato» ma le sue dichiarazioni non tranquillizzano del tutto i lavoraratori coinvolti. «Una giustificazione, la sua, che non garantisce le giuste certezze – ha aggiunto Rosignoli – in un anno abbiamo visto andare via tre amministatori delegati, probabilmente perché non riuscivano a lavorare come avrebbero voluto. Eppure siamo convinti che questa società è e debba rimanere un fiore al’occhiello». Giovedì si terrà un incontro ad hoc con l’attuale amministratore pro tempore Vincenzo Conte – già direttore tecnico e nominato da Di Majo in attesa dell’individuazione del nuovo amministratore – e si farà il punto della situazione, per capire che strada prendere. 
Nel frattempo lunedì gli stessi vertici della società si riuniranno anche con l’Ugl, «per capire – ha spiegato  Fabiana Attig – che tipo di futuro si prospetta per la società ed i lavoratori. La nostra posizione rimane sempre la stessa. Bisogna partire dalla necessità di fare della Pas l’unico punto di riferimento per la sicurezza portuale, l’unico soggetto del settore: non è più possibile avere, all’interno dello scalo, più istituti di vigilanza con la stessa finalità ma che operano con criteri diversi». Già a settembre la stessa Attig aveva sottolineato la necessità «di procedere ad una razionalizzazione dei costi, che sia oculata e scientifica». 
Poi ad inizio ottobre la questione del futuro della Pas era sbarcata anche in comitatodi gestione, dove si discuteva proprio il mantenimento in house della Pas. Una discussione rinviata, anche su richiesta del rappresentante del Pincio Giuseppe Lotto, il quale aveva chiesto di posticipare la votazione per poter verificare con più attenzione, e con una relazione più dettagliata a disposizione, l’effettivo stato economico della azienda stessa nell’ottica di perseguire la salvaguardia dei livelli occupazionali e non creare problemi ai lavoratori della società. La questione non è ancora tornata in Comitato di Gestione. Bisognerà capire ora che strada si va a delineare. 

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Pas: lavoratori preoccupati

CIVITAVECCHIA – Le notizie che si rincorrono nelle ultime settimane non sono delle migliori. Lo spettro di una crisi sembra sempre essere dietro l’angolo. Ed i lavoratori sono preoccupati. Perché c’è incertezza, al momento, sul futuro della Pas, la Port Authority Security, la società controllata al 100% dall’Autorità di Sistema Portuale che si occupa della sicurezza all’interno dello scalo. 
Tanto che gli stessi sindacati sono decisi a fare il punto della situazione con i vertici della società e, di fatto, con la stessa Authority. Cgil, Cisl e Uil, già qualche giorno fa, avevano chiesto un incontro per discutere di una serie di questioni. Ma oggi quell’incontro si fa necessario. Perché in ballo c’è il futuro di circa 80 famiglie. 
«Apprendiamo solamente attraverso i mezzi di stampa – ha scritto Stefano Rosignoli della Uiltucs Roma e Lazio – della crisi della società Port Authority Security che, oltre a mettere a rischio le retribuzioni di dicembre e la 13^ mensilità, cela lo spettro della messa in liquidazione della stessa società». Motivo per il quale viene sollecitato un incontro «per avere informazioni – ha aggiunto – e per aprire un tavolo di confronto. In caso contrario mettereremo in atto tutte quelle iniziative sindacali e di legge a tutela dei diritti dei lavoratori». Perchè a quanto pare, infatti, gli uffici amministrativi di Molo Vespucci avrebbero certificato, dopo aver fatto i conti di fine anno, l’impossibilità di versare non più di 80mila euro nelle casse della controllata, e questo creerebbe un serio problema economico-finanziario per la società. Per il presidente Di Majo si tratta di «un allarme ingiustificato» ma le sue dichiarazioni non tranquillizzano del tutto i lavoraratori coinvolti. «Una giustificazione, la sua, che non garantisce le giuste certezze – ha aggiunto Rosignoli – in un anno abbiamo visto andare via tre amministatori delegati, probabilmente perché non riuscivano a lavorare come avrebbero voluto. Eppure siamo convinti che questa società è e debba rimanere un fiore al’occhiello». Giovedì si terrà un incontro ad hoc con l’attuale amministratore pro tempore Vincenzo Conte – già direttore tecnico e nominato da Di Majo in attesa dell’individuazione del nuovo amministratore – e si farà il punto della situazione, per capire che strada prendere. 
Nel frattempo lunedì gli stessi vertici della società si riuniranno anche con l’Ugl, «per capire – ha spiegato  Fabiana Attig – che tipo di futuro si prospetta per la società ed i lavoratori. La nostra posizione rimane sempre la stessa. Bisogna partire dalla necessità di fare della Pas l’unico punto di riferimento per la sicurezza portuale, l’unico soggetto del settore: non è più possibile avere, all’interno dello scalo, più istituti di vigilanza con la stessa finalità ma che operano con criteri diversi». Già a settembre la stessa Attig aveva sottolineato la necessità «di procedere ad una razionalizzazione dei costi, che sia oculata e scientifica». 
Poi ad inizio ottobre la questione del futuro della Pas era sbarcata anche in comitatodi gestione, dove si discuteva proprio il mantenimento in house della Pas. Una discussione rinviata, anche su richiesta del rappresentante del Pincio Giuseppe Lotto, il quale aveva chiesto di posticipare la votazione per poter verificare con più attenzione, e con una relazione più dettagliata a disposizione, l’effettivo stato economico della azienda stessa nell’ottica di perseguire la salvaguardia dei livelli occupazionali e non creare problemi ai lavoratori della società. La questione non è ancora tornata in Comitato di Gestione. Bisognerà capire ora che strada si va a delineare. 

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� scontro aperto sulle Terme

CIVITAVECCHIA – È scontro sulle Terme dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il sindaco pentastellato Antonio Cozzolino rassicura: “La Ficoncella non subirà danni. La Regione Lazio – spiega il primo cittadino – ha rilasciato un'autorizzazione e posto delle serie prescrizioni che controlleremo vengano rispettate. C'è un interesse concreto di operatori del settore a dare vita ad un progetto di termalismo vero: come abbiamo già detto pubblicamente, e come non ho problema a ribadire, siamo assolutamente favorevoli ad iniziative private che valorizzino l'area archeologica termale senza scadere nella speculazione edilizia. Nei prossimi giorni ci verrà presentato un progetto, lo analizzeremo con grande attenzione. Così come abbiamo accolto con soddisfazione che alla manifestazione d'interesse circa la valorizzazione delle Terme Taurine sono arrivate ben 6 proposte: è un segnale positivo. Quando si fanno gare pubbliche, per davvero, la collettività ne guadagna sempre e la leale concorrenza stimola le imprese ad offrire il meglio per il proprio progetto e per la collettività. Nessuna guerra alla Pro Loco – continua Cozzolino – solo il rispetto della convenzione con la Soprintendenza e l'obiettivo di valorizzare il sito”.

Non è dello stesso avviso il consigliere d’opposizione Grasso che tuona: “Il sindaco Cozzolino con la sua replica sulle terme si scopre improvvisamente attento “agli interessi dei privati”. A scapito dell’interesse collettivo, che è quello di mantenere la Ficoncella e di avere le terme pubbliche. La risposta del Sindaco – sottolinea il capogruppo de La Svolta – alla mia preoccupazione su quanto sta avvenendo la dice lunga su come il primo cittadino tuteli gli interessi dei civitavecchiesi: basta leggere l’autorizzazione regionale alle perforazioni per rendersi conto di due cose: la prima è che qualche dubbio (più che fondato) doveva averlo anche Cozzolino se andò in commissione regionale ad esprimere il proprio parere negativo al rilascio dei permessi di ricerca dell’acqua termale, dichiarando che – cita – “con l’attivazione del pozzo si mette a rischio la potenzialità delle terme di Traiano e di conseguenza si determina l’impossibilità di valorizzare oltre le terme anche il parco annesso e il parco archeologico”. Salvo poi lasciare che il Comune desse parere positivo in conferenza dei servizi. Il secondo aspetto inquietante – continua – è che Cozzolino si fa scudo delle prescrizioni della regione sulle perforazioni: in caso di “interferenze” con le sorgenti delle terme di Traiano si dovrebbe infatti richiudere il pozzo e ripristinare le condizioni pre-esistenti. Che – come si è già visto con le captazioni di venti anni fa – è praticamente impossibile. L’equilibrio sotterraneo delle acque termali infatti è già stato compromesso in modo irreversibile, tant’è che già oggi l’acqua della Ficoncella sgorga con una temperatura e caratteristiche che non sono più quelle pre-captazioni”.

Secondo il capogruppo de La Svolta non va sottovalutato nemmeno il fatto che “allora, con tanto di finanziamenti europei, si rischiò di compromettere la falda e le sorgenti per realizzare un polo pubblico termale, nell’interesse collettivo. Oggi – incalza Grasso – si tratta di una iniziativa esclusivamente privata, del tutto legittima – come già detto – ma sicuramente con finalità diverse da quelle espresse a suo tempo con la volontà politica del Comune di dare vita ad un progetto termale di grande interesse pubblico e per questo finanziato con tanti soldi pubblici. in ogni caso, di fronte ad una questione così delicata e di così grande interesse e importanza per la città, non si può non stigmatizzare il comportamento di Cozzolino che ancora una volta ha deciso da solo, tenendo all’oscuro il Consiglio Comunale e la città, di cui è stato messo a fortissimo rischio di essere compromesso in modo definitivo e irrecuperabile un altro simbolo come la Ficoncella.

Lo sprint decisivo – conclude – sul tema Terme Cozzolino avrebbe dovuto e potuto darlo attivando finalmente il procedimento per il progetto termale pubblico/privato, essendo stati superati i contenziosi che finora ne avevano impedito l’avvio concreto”.

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Gravi rischi per le acque termali e la Ficoncella

CIVITAVECCHIA – "L'assenza assoluta di idee e di obiettivi chiari da parte di Cozzolino e del M5S ora rischia di creare danni irreparabili anche per le terme e la Ficoncella". Ne è convinto il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, che si dice preoccupato per il permesso rilasciato recentemente dalla Regione Lazio alla società Terme dei Papi di Viterbo – che ha acquistato dal fallimento il Casale dei Bagni adiacente alle terme taurine – per la ricerca di acqua termominerale, nell'ambito del progetto "Terme Imperiali". 

"Quanto sta accadendo nel comparto termale rischia di compromettere per sempre la possibilità di realizzare le terme e anche gli stessi bagni della Ficoncella tanto cari a intere generazioni di civitavecchiesi – ha spiegato Grasso – peraltro ciò avviene proprio ora che, risolti gli annosi contenziosi legati al fallimento della Terme Taurine, la vera partenza del sogno turistico-termale di Civitavecchia è legata all'effettiva manifestazione di una volontà politica in tal senso da parte dell'Amministrazione Comunale. L'avvio di nuove perforazioni infatti, (anche alla luce di quanto accadde quando vennero effettuate le ricerche e le opere di captazione per l'impianto termale con l'evidente modificazione della portata e della temperatura di buona parte dei flussi di acqua anche alla Ficoncella), potrebbe incidere negativamente con i millenari equilibri sotterranei del bacino e delle sorgenti delle originarie terme di Traiano. Peraltro, tutto questo avviene non per l'avvio dell'impianto termale comprendente anche la parte pubblica, ma nell'ambito di una iniziativa imprenditoriale privata, del tutto legittima, ma nata con finalità di certo diverse da quelle che oltre trent'anni fa portarono all'avvio del percorso infinito per la creazione del polo termale, in cui il Comune di Civitavecchia era protagonista di un progetto di enorme interesse pubblico".

E secondo il leader della Svolta, "tutto questo avviene, ancora una volta, anche a causa dell'assenza di un indirizzo chiaro da parte dell'Amministrazione Cozzolino, che da un lato – ha aggiunto – è ancora alle prese con il tentativo di estromettere la Pro Loco dalla gestione del sito archeologico termale, dall'altro anziché assumere l'iniziativa per avviare il procedimento del polo turistico termale, assiste inerte ad una operazione commerciale rischia di compromettere tutto il resto, a partire dall'esistenza stessa della Ficoncella. In Conferenza dei Servizi il Comune di Civitavecchia prima ha espresso parere favorevole, attraverso l'Ufficio Lavori Pubblici, poi solo dopo la conclusione positiva della stessa Conferenza dei Servizi, il Sindaco Cozzolino in commissione regionale consultiva per le acque minerali e termali, si è "ricordato" di intervenire, esprimendo parere negativo con la gravissima motivazione che "con l'attivazione del pozzo di mette a rischio la potenzialità delle terme di Traiano e di conseguenza si determina l'impossibilità di valorizzare anche il parco annesso e il parco archeologico". Il risultato è stato il rilascio del permesso, con la prescrizione che qualora si verifichi una "interferenza negativa" con i pozzi o le sorgenti della adiacente concessione mineraria delle terme di Traiano, il pozzo per la ricerca dell'acqua dovrà essere chiuso e dovranno essere ripristinate le condizioni iniziali: come se ciò fosse possibile senza danni per i predetti equilibri millenari, che una volta consentivano addirittura di fare arrivare le benefiche acque fino a viale Garibaldi".

Un'ultima riflessione Grasso la dedica al fatto che, poco più di dieci anni fa, "di fronte ai soldi pubblici spesi per la realizzazione dei serbatoi di accumulo e per le captazioni delle acque termali che ancora oggi fanno disperdere inutilmente tantissima acqua, la proprietà di Aquafelix, progetto di rilevanza turistica strategica, tanto da essere inserito nelle norme di attuazione del Piano Provinciale Territoriale Generale insieme al parco termale, chiese – ha ricordato il consigliere – di poter utilizzare parte di quelle stesse acque per prolungare in inverno l'apertura del parco acquatico, garantendo anche il funzionamento e la manutenzione degli impianti realizzati per le terme e rimasti inutilizzati. Nessuno ha mai risposto agli imprenditori civitavecchiesi, mentre oggi per una analoga operazione, si consentono all'impresa viterbese nuove perforazioni potenzialmente dannosissime, che il Sindaco – con la sua inerzia – non è riuscito a scongiurare, forse anzi incoraggiando (non si sa quanto inconsapevolmente) il progetto nella sua fase iniziale. Sarebbe stato necessario, di fronte a questo pericolo potenziale incombente, che il Comune avesse impugnato subito la determinazione dirigenziale dello scorso settembre con cui è stato rilasciato il permesso per le perforazioni. Al momento, visto il silenzio assoluto del Sindaco su una vicenda così importante – ha concluso Grasso – non è chiaro cosa abbia fatto per scongiurare questo rischio, né cosa intenda fare. Dovrà spiegarlo presto, in Consiglio Comunale e alla città. Certo è che noi diciamo a chiunque: giù le mani dalle terme e dalla Ficoncella".

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Pomeriggio intenso per il pubblico con Fabio Stassi

TARQUINIA – Pomeriggio ricco di intense suggestioni quello che si è svolto martedì 13 novembre nella Sala grande della biblioteca, tra le illustrazioni della XIII edizione di Pagine a Colori, manifestazione promossa dal Comune e dalla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, quest’anno in partnership con Tarquinia Film Office e il supporto di Enel a cui si affiancano le partecipazioni di BCC Roma, Unicoop Tirreno, DG Cinema & Consulting, CBM e dell’IIS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. 
Ospite d’onore Fabio Stassi, con la sua calda empatia e la sua straordinaria capacità di evocare il potere dei libri e il fascino della lettura, ha accompagnato il pubblico in un caleidoscopico viaggio attraverso ‘‘il buio e la cecità’’ nella letteratura: da Omero a Borges, da Kafka a Saramago, il racconto e la riflessione dello scrittore si sono irradiati in tutte le direzioni, toccando la fotografia e la Torre di Babele, gli alfabeti, i simboli e i segni del linguaggio letterario, il rapporto «promiscuo», ambiguo e misterioso tra il libro ed il lettore, la «voce profetica» della narrazione. Ne è scaturito un elogio appassionato della letteratura come «fenomeno sovranazionale», espressione universale dei sentimenti umani, finzione «più vera» della realtà stessa e baluardo contro le dittature, in quanto capace di vedere ciò che è invisibile, di attivare l’immaginazione, di guardare al mondo con «sguardo simbolico» andando oltre le apparenze e la percezione ingannevole dei sensi. Il tutto arricchito da innumerevoli spunti e suggerimenti bibliografici, in perfetta coerenza con il ruolo di «biblioterapeuta» che, inventato per uno dei suoi più celebri personaggi, l’investigatore Vince Corso, si è ormai identificato con Fabio Stassi, come lui stesso ha simpaticamente confermato. Bibliotecario ed editor della casa editrice Minimum Fax, lo scrittore, tra l’altro, ha curato la selezione dei testi di letteratura italiana raccolti nei due volumi «Curarsi con i libri» e «Crescere con i libri» (di Ella Berthoud e Susan Elderkin, Sellerio editore): veri e propri «prontuari farmaceutici» che, per tutti i possibili disturbi o problemi esistenziali – classificati in rigoroso ordine alfabetico -, suggeriscono il rimedio bibliografico più efficace. «Si tratta di due strumenti particolarmente significativi nell’ambito delle finalità di PaC – ha sottolineato Roberta Angeletti, direttrice artistica del festival dedicato all’illustrazione e alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza – in quanto la formazione degli adulti è un presupposto fondamentale per la corretta fruizione dei testi da parte di bambini e ragazzi». 
La Angeletti ha inoltre annunciato che sarà proprio Stassi l’autore prescelto per il concorso che ogni anno PaC rivolge agli studenti del primo biennio della scuola superiore. Si rinnova dunque il legame speciale tra Fabio Stassi e la città di Tarquinia, sbocciato già lo scorso anno, quando lo scrittore è intervenuto all’inaugurazione del Certame Nazionale Cardarelliano in occasione della proiezione del suo documentario «L’ultima spiaggia», dedicato a Vincenzo Cardarelli. 

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Università Agraria di Bracciano: al via il progetto Collina dei Venti casa di accoglienza per donne vittime di violenza

BRACCIANO – Prosegue l’attività di valorizzazione del patrimonio dell’Università Agraria di Bracciano. Grazie ad un accordo siglato con l’Associazione Temporanea di Imprese Collina dei Venti i locali e 9 ettari di terreno in località Macchia Grande diventeranno una casa di accoglienza di secondo livello mirata al recupero dell’autosufficienza da parte di donne già vittime di violenza.

“E’ un progetto al quale credo molto e che ho seguito in ogni suo passaggio perché credo sia una ottima soluzione – commenta Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Università Agraria di Bracciano – non solo per andare a valorizzare spazi del patrimonio collettivo ma anche per contribuire alla realizzazione di importanti attività di alta valenza sociale. Non si tratterà di una struttura chiusa – aggiunge ancora Bergodi – ma di un servizio che proporrà, al contrario, occasioni di integrazione con il territorio e che garantirà la massima fruibilità sia per gli utenti che per i cittadini. Pensiamo – sottolinea il vicepresidente – che attivare sinergie e collaborazioni a vantaggio della comunità debba essere uno degli obiettivi per un ente di gestione di proprietà collettive come il nostro e questo progetto. A mio avviso, risponde appieno a questa esigenza”.

L’area che era già stata utilizzata per la comunità di recupero per tossicodipendenti Punto Linea Verde con questo progetto, nato dalla stretta collaborazione tra l’Università Agraria e la associazione di imprese, si candida a divere il luogo dove realizzare uno dei primi progetti in Italia indirizzati a questi importanti scopi sociali.

L’Università Agraria di Bracciano aveva indetto un bando per la presentazione di manifestazione d’interesse specifica per la assegnazione di questi spazi in esecuzione della deliberazione della Deputazione Agraria del 15 giugno 2015 e la proposta presentata dalla ATI che vede come capofila la Associazione per la  Fondazione Paola Decini trova oggi, dopo la firma dell’accordo, la possibilità di concretizzarsi unendo un progetto di valenza sociale a quello della valorizzazione del patrimonio collettivo.

Disposto, in particolare l’affidamento per sei anni, rinnovabili in altri sei anni. L’obiettivo è la realizzazione di una casa di semi-autonomia, ovvero di una struttura di accoglienza e ospitalità temporanea di secondo livello, rivolta a donne vittime di violenza e ai loro figli minori.

La gestione è affidata ad un Consorzio che include tra i partner l’Università Agraria di Bracciano alla quale viene affidato un ruolo di supervisione volto a verificare la coerenza del progetto accolto e la compatibilità con gli scopi dell’ente.

Oltre al recupero dei 14 fabbricati presenti, verranno attivate attività agricole e creata una fattoria sociale con scopi anche educativi. La struttura ospiterà anche una scuola dei mestieri dedicata alla formazione di artigiani guardando alle nuove tecnologie produttive e si propone come spazio di incontro e per la organizzazione di attività culturali. Prevista inoltre la realizzazione di sentieri e percorsi attrezzati. L’intervento previsto è di oltre 1.500.000 euro.

“Grazie alla sensibilità ed alla attenzione alle finalità sociali dell’Università Agraria di Bracciano – commenta il professor Vinicio Bottacchiari, presidente dell’Associazione per la Fondazione Paola Decinifinalmente si può realizzare un progetto a cui la Associazione Paola Decini ha lavorato per anni, elaborando un percorso sempre più ricco di suggestioni e di esperienze. Si tratta di creare un insieme di condizioni e di opportunità che consentano alle donne che hanno subito violenza di superare la fase emergenziale e di progettare un futuro di emancipazione e di autosufficienza, in un contesto di serenità e di fiducia. Sarà una esperienza di comunità solidale ed aperta, con percorsi di valorizzazione delle competenze e di costruzione di profili professionali autonomi ed imprenditoriali. Essenziale sarà il rapporto con l’ambiente sociale ed istituzionale locale, in una logica di interscambio e di sussidiarietà. Il progetto, cui hanno già aderito molti soggetti – conclude Bottacchiari – è aperto alla attiva partecipazione di Enti, associazioni ed organizzazioni, soprattutto locali, così da proporsi come modello ad altre esperienze. Siamo fieri di potere così continuare il lavoro e gli ideali di Paola Decini, cui è dedicata la Associazione”.

L’intero progetto verrà illustrato a breve nei dettagli nel corso di un evento di presentazione.

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Il tavolo tecnico per la cultura dell'agibilità promette battaglia

CIVITAVECCHIA – È tornato a riunirsi giovedì scorso presso la sala dell'Ordine degli Avvocati del Tribunale il Tavolo tecnico per la cultura dell'agibilità con i membri più decisi che mai ad andare avanti. Tanto che dall'incontro è emerso che, qualora si riscontrasse da parte degli enti preposti disinteresse o ulteriore non rispetto delle normative vigenti in materia di “Total Quality” (più volte indicate dal direttivo del Tavolo Tecnico per la Cultura dell’Agibilità e fino ad oggi da molti disattese ed ignorate), si dovrà agire anche con azioni legali mirate.   

"Il tavolo – ha spiegato il presidente Elena De Paolis – ha incontrato i rappresentanti delle associazioni del territorio e nazionali per continuare ed implementare un lavoro sinergico atto alla sensibilizzazione ed alla divulgazione della cultura dell’agibilità".
Il direttivo ha quindi ringraziato i numerosi partecipanti ed augura un buon lavoro a tutti per il raggiungimento delle finalità preposte. "Certi che “l’unione fa la forza” si è deciso per un percorso congiunto – ha concluso De Paolis – portando i bagagli di esperienze delle singole associazioni, le difficoltà e le problematiche riscontrate sul territorio ai fini di migliorarne la vivibilità e la percezione della qualità della vita". 

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