Premio ai Quartieri per il restyling al cimitero comunale

SANTA MARINELLA – Si è rivelato veramente emozionante l’incontro che il sindaco Tidei ha avuto con i Quartieri, la nota famiglia di operatori turistici di Santa Severa, che ha ricevuto un significativo riconoscimento da parte del primo cittadino per essere stata protagonista di un atto che ha consentito di effettuare un consistente restyling al cimitero comunale. «Dobbiamo dire grazie a Maddalena, Fabio e Stefano Quartieri – ha commentato Tidei – per aver fatto fare una vera e propria riqualificazione del cimitero a proprie spese. Tutto questo in onore del fratello Antonio, che io conoscevo benissimo, e che purtroppo ora non c’è più. Con questo gesto, il giorno dei defunti, il nostro camposanto è apparso tirato a nuovo».  Tra le lacrime, Maddalena Quartieri, ha voluto far presente che il restyling c’è stato anche grazie all’aiuto della cittadinanza e che il progetto deve essere ancora portato a termine.

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Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Cpc e Corneto provano ad accorciare sulla vetta

Nell’undicesima giornata del campionato di Promozione, la Cpc2005 fa visita al Canale Monterano. Dopo la vittoria interna a spese del Montefiascone, in cui si sono ritrovati gol e determinazione, c’è la trasferta in terra viterbese per gli uomini di Caputo. Se da una parte vincere è l’obiettivo primario, dall’altra l’occhio va alle sfide delle dirette concorrenti di questa rincorsa al primato. La capolista Monti Cimini in casa affronterà il Pian due Torri, la seconda in graduatoria, la Vigor, a un punto di distanza, sarà impegnata invece sul campo del Montefiascone, mentre la Corneto, a pari punti coi portuali e con tre punti di distanza dalla vetta, affronterà il Bomarzo al Bonelli. Per la trasferta dei portuali, il Canale viene dall’importante vittoria ottenuta in casa dell’ostico Pian due Torri, in una classifica che li vede ora in un confortante ottavo posto. Da un campionato anomalo dove il divario tra le prime della classe e il resto del gruppo è più che evidente, perdere terreno nelle sfide sulla carta più soft potrebbe diventare pericoloso. La Csl Soccer di patron Vitaliano Villotti, sfida il fanalino di coda Aurelio Roma, con soli due punti all’attivo. Alle 11, i rossoblù del tecnico Daniele Fracassa, saranno impegnati nella Capitale per cercare di espugnare l’ostico campo e tornare a vincere in trasferta. I leoni, infatti, non fanno bottino pieno fuori dal “Gagliardini” da ben cinque partite di fila tra campionato e Coppa Italia. Giovedì scorso la Csl ha giocato anche un’amichevole con il Montalto di Salipante, compagine che milita in Eccellenza. Il tecnico civitavecchiese schiererà il 3-5-2, saranno assenti Gaeta e Siani per problemi fisici, mentre Luca Bresciani è in dubbio. Una sfida, dunque, tutta da vivere per una Csl che vuole avvicinarsi il più possibile alla vetta. «Francamente ci stiamo provando – dice il ds D’Aponte – nulla accade per caso ci tengo a sottolinearlo, il parco giocatori è di livello, l’ambiente ha le sue diatribe come tutte le famiglie calcistiche e non, ma nel complesso è coeso, le motivazioni a spingerci oltre un limite, aumentano ogni giorno, dobbiamo lavorare con umiltà però, verranno momenti meno belli e li dovremmo essere lucidi». Oggi pomeriggio alle 14.30 al Tamagnini, saranno di scena in un derby che si preannuncia molto bello, il Santa Marinella e il Tolfa. I tirrenici dovranno fare i conti con gli infortunati perché, a quanto sembra, sia Iacobucci (capocannoniere dei rossoblù con sei gol realizzati) per un ginocchio gonfio che Rosati, sofferente di una distorsione, dovranno saltare questa gara. «Il Tolfa e un’ottima squadra – dice mister Morelli – difficile da affrontare, forte agonisticamente e se vuoi batterla devi giocartela con la concentrazione giusta. Noi, se non diamo il 101 per cento delle nostre possibilità, non facciamo nulla. Purtroppo la rosa è ancora corta e abbiamo delle assenze, quindi serviranno due centrocampisti un attaccante alla riapertura del mercato dicembrino. Finalmente ho visto uno spogliatoio coeso e questo produce molto ottimismo». Sull’altra sponda mister Sperduti sarà privo di Cascianelli e Mecucci. «Troveremo una squadra diversa rispetto a quella affrontata in Coppa Italia – spiega il tecnico collinare – ora ha più fiducia di se stessa, dopo il successo di domenica scorsa con il Cerveteri. Dovremo far fronte ad un gruppo agguerrito che ci aspetta per confermare il loro buon momento. È una partita importante dove ci sono tre punti in palio, ma noi l’abbiamo preparata bene. Grande rispetto per loro, nonostante la differenza in classifica. Non abbiamo obiettivi particolari in questa stagione, ma con il Santa Marinella giocheremo per vincere». Gara tutta da giocare tra il Città di Cerveteri e l’Urbetevere. Questa mattina al “Galli”, mister Zeoli dovrà rinunciare ai soliti Bacchi, D’Amelio e Paris oltre a Giustini squalificato. Tre sconfitte nelle ultime quattro gare per i verdazzurri. «Ho visto una squadra moscia domenica con il Santa Marinella – dice il presidente Ranieri – bisogna partire sempre dal fatto che stiamo giocando tre gare a settimana con 12-13 giocatori in organico, dunque dobbiamo stare vicini alla squadra perchè siamo in un momento difficile. Dobbiamo andare avanti domenica per domenica e cercare di rimetterci in carreggiata. È vero che con il Santa Marinella non dovevamo perdere, ma bisogna capire che mister Zeoli deve sopportare delle grosse difficoltà di effettivi a disposizione. Questa rosa oggettivamente non è da quarto posto né prima con Silvestri e né ora con Zeoli. Basta guardare le rose delle squadre che occupano i primi sei sette posti della classifica per rendersene conto». Pronostico tutto a favore per il Corneto Tarquinia che questa mattina in casa, nella gara contro un Bomarzo privo di Daniele Ingiosi che nei giorni scorsi ha lasciato la comitiva. Del Canuto avrà tutta la rosa a disposizione, eccezion fatta di Vincenzi. L’Atletico Ladispoli, invece, viaggia alla volta della Capitale per affrontare il Duepigreco Roma.

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Vecchia, Rocchetti torna sui suoi passi

di MATTEO CECCACCI

Tutto come prima, l’allenatore del Civitavecchia Calcio 1920 rimane Andrea Rocchetti. L’ex tecnico degli Allievi Elite, dopo aver rassegnato le proprie dimissioni nella tarda serata di martedì, poi respinte poco dopo dai vertici societari, è tornato sui suoi passi. Giovedì, infatti, si è tenuta una stretta riunione privata tra il presidente Ivano Iacomelli, il dirigente responsabile Fabio Ceccacci e Rocchetti stesso. Una chiacchierata bella lunga che senza ombra di dubbio avrà fatto pensare molto a Rocchetti che alla fine ha deciso di rimanere il mister della prima squadra. Sicuramente non è stata una bella azione quella che ha fatto il tecnico mercoledì scorso, quando all’appuntamento con la squadra non si è presentato per affrontare la trasferta capitolina di Coppa Italia contro la Boreale Don Orione, poi persa 3-1 con Pasquale Oliviero in panchina, ma tutto questo ormai è passato e adesso è giusto pensare al presente e ai fatti che dovranno venire d’ora in poi. Domenica tra le mura amiche andrà in scena l’undicesima giornata di campionato contro il Campus Eur, una sfida da vincere a tutti i costi, perché gli eventuali tre punti saranno di fondamentale importanza, sia per l’intera rosa, che per il continuo di Andrea Rocchetti, anche se la società tiene a specificare che la partita non sarà determinante per il suo futuro. Ovviamente c’è da mettere in conto che una sconfitta potrebbe comunque far scaturire a Rocchetti il pensiero di dimettersi un’altra volta, con la speranza, però, che la società non gliele respinga nuovamente. Di certo, l’aria in casa nerazzurra non è delle migliori, si respira con fatica, con affanno, perché la crisi c’è e rimane, d’altronde i fatti parlano chiaro: la prima squadra della città è ultima in classifica e viene da sei ko consecutivi, considerando l’insuccesso in Coppa Italia.
Poi ci sarebbe da analizzare la questione Scorsini, con la Vecchia che cerca l’ex allenatore del Crecas mentre Rocchetti stava a un passo dall’addio, ma il club smentisce il tutto, con Scorsini, però, che mette tutte le carte in tavola mettendo in risalto con un comunicato la poca serietà della società che prima lo chiama fissandogli un appuntamento, ma poi fa un secondo squillo per annullare tutto.

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Scorsini: ''Mi avevano dato un  appuntamento per martedì sera, poi hanno annullato tutto''

di MATTEO CECCACCI

Sempre più confusione in casa Civitavecchia Calcio 1920.
Come se non siano bastate le dimissioni del tecnico Andrea Rocchetti, poi respinte dalla società, ci si è messa a peggiorare la situazione la questione Marco Scorsini. L’ex allenatore del Crecas Città di Palombara è stato nei giorni scorsi sotto i riflettori, peccato però che tutte le notizie riportate da alcune testate locali hanno fatto infuriare l’allenatore che ha voluto chiarire una volta per tutte la situazione.
QUI IL COMUNICATO DI MARCO SCORSINI: «In merito ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri da una testata giornalistica locale, ho letto cose non vere che danneggiano pesantemente la mia immagine, soprattutto quando viene usato il mio nome in maniera priva di fondamento.
Non è assolutamente vero che nessuno del Civitavecchia Calcio mi ha mai contattato in questi giorni, perché martedì sera,  sono stato contattato dalla società per un appuntamento, ma poi lo stesso è stato disdetto con estrema confusione, poca chiarezza e giri di parole inutili, figli dell’attuale confusione che regna in società. In quanto alla mia presenza alla Cavaccia, dico che essendo libero per una crescita personale e professionale mi reco tutte le domeniche sui campi della regione, così come ho visto varie volte il Civitavecchia ho visto tante altre squadre e non capisco dove sia il problema. Auguro comunque al Civitavecchia Calcio le migliori fortune».

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Ranalli e Don Milani, caos istituzionale

CIVITAVECCHIA – «La nostra intenzione era di essere coinvolti per rispondere alla cittadinanza». Lo dichiara l’assessore all’Istruzione Alessandra Lecis che interviene cercando di fare chiarezza dopo la nota stampa inviata giovedì a fi rma congiunta con l’assessore all’Edilizia scolastica Gioia Perrone sulla chiusura delle materne Don Milani e Ranalli. Si sarebbe trattato di un semplice malinteso con l’utilizzo della parola ‘‘chiusura’’ invece di ‘‘spostamento’’.

Una parola che però cambia completamente l’interpretazione della nota inviata. Secondo l’assessore, infatti, la chiusura delle aule è stata concordata «con l’ingegnere della sicurezza Del Piano – spiega Lecis – hanno convenuto che era auspicabile chiudere la scuola per ripristinare il sito». La decisione incriminata è stata quella dello spostamento delle aule per cui, sempre secondo l’assessore, il Comune è stato avvisato solo a cose fatte. Resta il fatto però che, come la stessa Lecis ammette: «L’alternativa era solo questa ed è stata presa per tutelare i bambini».

L’assessore rassicura sul fatto che non ci siano intenzioni bellicose nella nota inviata, resta quindi poco chiaro il senso della manovra. Lecis, infatti, dice che la decisione presa è giusta ma avrebbe preferito un maggior coinvolgimento del Comune nel processo. Sicuramente nella vicenda si è creata molta confusione e, come è possibile verifi – care tra i vari commenti sui social, ci sono non pochi genitori che non hanno apprezzato non solo lo spostamento ma anche come la vicenda è stata gestita nella sua interezza. Per ora le aule restano inagibili e probabilmente bisognerà attendere la riunione di lunedì per capire quali saranno i tempi necessari per il ripristino.

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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Agraria Tarquinia, Leoncelli e Massi: «Vogliamo i documenti che attestano il debito»

TARQUINIA – Ancora polemiche sull’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ad alzare la voce  contro l’operato della giunta Borzacchi sono i consiglieri leoncelli e Massi che parlano di un’amministrazione  inconcludente, “capace  solamente di  scaricare  le  colpe  sulle  altre  amministrazioni”. Imprenditori  agricoli  (così  si  definiscono ) che  poco  hanno  a  che  fare  con  l’amministrazione  pubblica, e che pensano di amministrare l’ente come fosse  la  propria  azienda  agricola”.  Al centro degli attacchi le mancate risposte da parte del presidente Sergio Borzacchi: “Dopo  quel  manifesto  che   la  maggioranza  ha  sbandierato   ai  quattro  venti – dicono Roberto Massi e Maurizio Leoncelli –  con  più  di  4  milioni  di  euro  di  debito,  avevamo fatto  richiesta  della  documentazione  per verificare  la  reale  esistenza  di  tale  debito. Era il  1 ottobre  e ad  oggi  non  è  pervenuta  alcuna documentazione . Considerando  che  per  legge  l’ ente  ha  a  disposizione  30 giorni  per  produrre  tutti  i  documenti  del  caso  a  qualsiasi  amministratore  che  ne  faccia  richiesta,  siamo fuori  tempo  massimo.  Ma   sembra  che  questa  amministrazione  non  faccia  tanto  caso  né  a  rispettare  lo  statuto  né  la  legge:  vedi  la  convocazione  dei  consigli, in  un  anno  sono stati fatti solo 3  e  tutti e tre  carenti  di  documenti  e  di  convocazioni;  addirittura spostate  con  dei  messaggi  sul  telefonino, o  addirittura  con un  consuntivo  che  doveva  essere  fatto  ad aprile  e ad  oggi,  allo  scadere  del  2018, ancora  non  è  stato  prodotto;  per  finire  con la  richiesta  di  documentazione  dove  saremo  costretti  a  rivolgerci  alle  autorità  competenti visto  che  è  un  diritto  visionare  i  documenti.  Questi amministratori  sono solo  capaci di  farsi  dei  selfi  a  scopo  mediatico  ma  ad  oggi   non  hanno  prodotto  nulla, addirittura  non  sono riusciti  ancora  a  produrre  legname  per  la  stagione  corrente; sono  riusciti  a  far  lievitare  il  credito  con  la  Maretour a  700.000.00 settecento  mila  euro,  mai  successo  in  alcuna  amministrazione,  per  poi  non  produrre  nulla,  solo  la  certezza  che  oltre  al  debito  che  loro  sostengono,  il  credito  vantato  non  potrà  più  essere  esigibile, vista  la  situazione  critica  in cui versa    la  società  che  gestisce  la  pineta.  Forse  il  tutto  è  anche  imputabile  a  degli  amministratori, inesperti  della  gestione  pubblica  che  pensano  che  tutto  possa  essere  gestito  come  la  cosa  propria, e  che  se  guardiamo  nell’ archivio  dell’ ente   li  ritroviamo  alcuni  ad  amministrare   proprio  negli  anni  che  è  stato  prodotto  il  maggior  debito  dell’ ente.   Detto  ciò nei  prossimi  giorni  saremo  costretti  a  presentarci   alle  autorità  competenti  e  denunciare    l’ impossibilità  di  esercitare  il  nostro  mandato,  visto  che  non  ci  vengono  consegnati  i  documenti   inerenti   i  debiti    sbandierati   dalla  medesima  maggioranza”.

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L’Ultimo etrusco continuerà a vivere

TARQUINIA – Il mito continuerà a vivere: nella memoria dei tarquiniesi, ma anche e soprattutto attraverso le sue imponenti opere e presto anche nell’attività della Fondazione che la figlia Daniela si sta apprestando a creare.  Quello di oggi, nella gremita chiesa del Duomo di Tarquinia, è stato quindi  solo un arrivederci ad Omero Bordo. L’’’Ultimo degli Etruschi’’ – come convintamente lo ha voluto definire il critico d’arte Vittorio Sgarbi che con tanto di fascia tricolore da sindaco di Sutri, non ha voluto mancare all’appuntamento, improvviso, per rivolgere un pensiero ad “un grande amico” e ad un “grande artista” – continuerà infatti a far parlare di sé. Anche e forse più di prima, grazie pure alla penna nobile di Sgarbi che si è detto pronto a ripubblicare il libro di tanti anni fa che racconta la sua vita di Omero Bordo.
Morto nella sua casa di Tarquinia, nel cuore del centro storico, Omero Bordo è stato fino all’ultimo contornato dall’affetto della sua famiglia: la moglie Anna Lucia e le figlie Daniela e Katia. Da qualche tempo combatteva contro una malattia che lo affaticava nel fisico ma non nel spirito, sempre pronto attento e pieno di idee. A salutarlo ieri tanti tarquiniesi, rappresentanti di più o meno recenti cariche istituzionali. Persone che lo hanno amato e aiutato, anche nei momenti difficili che non sono mancati nella sua vita. La cerimonia, officiata da Don Rinaldo Copponi e da Don Roberto Fiorucci, ha lasciato spazio al termine del rito religioso, a tre interventi illustri: quello del giornalista Osvaldo Bevilacqua, del politico del territorio Gianni Moscherini e del critico d’arte Vittorio Sgarbi.
“Dovevo essere a Venezia per la presentazione di un libro. – ha raccontato Sgarbi –  Ma ho telefonato che non sarei andato. Mi sembrava più giusto essere qui per dire il mio pensiero su una persona che mi era cara sul piano istintivo e umano. Sono arrivato in tarda serata a Tarquinia e ho alloggiato in albergo. Un portiere gentilissimo mi ha dato il libro “Omero, l’ultimo degli Etruschi – La mia biografia”. Un’opera bella, che ho subito letto, nella quale Omero attraverso lo scritto del giornalista Cecchelin non nasconde nulla della sua vita. Sarà mio impegno – ha annunciato Sgarbi – come amico e uomo delle istituzioni, di ripubblicare questo libro per farlo conoscere al mondo, come merita”. Sgarbi ha letto alcuni passaggi del libro sottolineando, tra le altre cose, la dolcezza dell’uomo: l’amore e il legame profondo che Omero nutriva ad esempio per la figlia Daniela; e gli incontri nei suoi tanti viaggi-studio sulle tracce degli Etruschi.
Cariche di pathos le parole del giornalista Osvaldo Bevilacqua che, con la sua trasmissione Tv Sereno Variabile,  ha raccontato tante volte Omero Bordo e la sua arte di realizzare vasi etruschi con tecniche arcaiche che non ha mai completamente svelato. Bevilacqua ha voluto ricordare come grazie ad Omero abbia conosciuto la moglie Sandra (nipote dell’artista) con la quale ha costruito una famiglia. “Caro Omero, ti aspettavi così tanta gente? Una così grande partecipazione? – ha esclamato alla platea Bevilacqua – Omero è stato un grande artista, un genio nella sua semplicità. Il fatto che un critico, uno scrittore, un ricercatore così importante come Sgarbi sia qui, dimostra e testimonia che il valore di Omero è grande. Era un uomo molto semplice, ma un grande genio che ci ha avvicinato al mondo degli Etruschi. Io personalmente devo molto ad Omero, è stato fondamentale per la mia vita. E’ stato uno dei primi personaggi che ho voluto intervistare e conoscere per quello che ha rappresentato. Dal punto di vista umano e familiare lo debbo ringraziare perché attraverso di lui ho conosciuto mia moglie e costruito una famiglia, i miei figli, che lui adorava”. “Forse – ha aggiunto Bevilacqua – Omero Bordo è stato anche sottovalutato; forse qualcuno avrebbe potuto dargli ancora più risalto. Ma poi la vita gli ha dato grandi soddisfazione. Tante opere che si trovano al Louvre o altrove e che portano il suo nome ne sono la dimostrazione. Vi garantisco che Omero ci capiva tanto di Etruschi, ma veramente tanto; più di quanto si possa immaginare. Ci ho tenuto a far capire che in questo territorio ha vissuto un grandissimo artista”. 
Gianni Moscherini, che di Omero era pure grande amico, ha voluto ricordare due  incarichi importanti che gli affidò nel corso della sua carriera politico-amministrativa: prima da presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, quando gli diede l’incarico di realizzare la maestosa statua in bronzo di Traiano all’ingresso del porto, di oltre due metri; poi da sindaco di Civitavecchia, quando chiese ad Omero di dedicare una statua al vescovo Carlo Chenis, che potesse stare in mezzo alla gente. “Omero – ha ricordato Moscherini – scelse di collocarla sul primo gradino della scalinata della cattedrale di Civitavecchia”. Moscherini ha ricordato anche il grande successo che ebbero i vasi etruschi di Omero che portò più volte alla fiera di Miami. 
 “Il negozio di Omero – ha anche detto Moscherini – non è un negozio normale. A me richiamava la bottega dell’arte di Firenze, del Rinascimento. Un luogo aperto al pubblico dove poter vivere e parlare della cultura etrusca”. Moscherini ha ricordato Omero anche per il grande amore per la sua famiglia, un amore fortemente ricambiato.

Il mito di Omero oggi continua a vivere oltre i 75 anni nei quali l’artista ha costruito  un personaggio che si è presentato al mondo – attraverso interviste rilasciate a televisioni e giornali – in tutta la sua semplicità ma anche nella sua grande competenza e conoscenza, formatasi più che sui libri, proprio ‘’sul campo’’ in senso stretto, quando già 15enne si sentì travolto dalla passione per gli Etruschi e divenne un ineguagliabile scavatore clandestino. Un ‘’errore di gioventù’’ disse più tardi, quando a 20 anni passò dalla parte della legge, divenendo invece collaboratore della Soprintendenza  dalla quale ottenne il permesso di scavo grazie al sovrintendente  Mario Moretti. Fu così  che scoprì la Tomba delle Pantere, tra le più importanti della necropoli di Tarquinia, e poi molte altre persistenze di notevole importanza, come pure diversi frammenti dell’Ara della Regina.  Da lì in poi una escalation di attività, viaggi ed incontri che lo vedono ormai consacrato come l’indiscusso “ultimo Etrusco’’. Erano gli inizi degli anni 70 quando Omero Bordo iniziava la ricerca dell’impasto arcaico, la produzione di ceramica e poco dopo la produzione di opere in bronzo e più tardi la lavorazione dei preziosi etruschi, in particolare dell’oro. Prolifico il  decennio di lavoro al fianco del grande amico e pittore cileno Sebastian Matta, dando vita alla scuola Etrusculudens, ricca di produzioni ceramiche di altissimo valore. Nel 1995 inizia a coronare  il sogno della sua vita con la costruzione di Etruscopolis, un vero  viaggio nel tempo. Numerose sue opere si trovano esposte nei più importanti musei del mondo. Innumerevoli i premi e le onorificenze: il San Valentino d’oro, la laurea honoris causa a Boston per la facoltà di Etruscologia, il premio Europa con il regista Zeffirelli. Le sue opere sono esposte nei musei di tutto il mondo.
 

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