«Guardarsi negli occhi»: i calciatori si fanno autogol con le frasi fatte

Tra le tante espressioni che sanno di luoghi comuni quella del «guardarsi negli occhi» è tipica dei giocatori. Come se questo gesto fosse l’unico segreto per vincere

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Pestaggio al Pirgo: denunciati dei giovani magrebini

CIVITAVECCHIA – Sono servite due settimane di indagini, fatte di controlli e di verifiche, per consentire agli agenti del commissariato di Polizia diretti dal dottor Nicola Regna di identificare e denunciare gli autori di una violenta aggressione, avvenuta nella notte del 28 luglio sul lungomare Thaon de Revel. 

La vittima, un giovane nordafricano, sebbene gravemente ferito e sanguinante, era riuscito a raggiungere il Commissariato di viale della Vittoria, chiedendo aiuto agli agenti ai quali, prima di venire trasportato in ospedale, aveva raccontato di essere stato aggredito da un gruppo di giovani maghrebini, che lo avevano a più riprese colpito, anche con delle bottiglie, e a stento era riuscito a scappare. I ragazzi, tutti riconosciuti dalla vittima, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per rispondere, in concorso tra loro, del reato di lesioni gravissime.

Sempre riguardo l’attività di controllo del Commissariato di Civitavecchia sul fenomeno della cosiddetta movida notturna, nella serata di ieri, in sinergia con la Polizia Locale, hanno effettuato ulteriori mirati servizi ad esercizi di somministrazione di cibo e bevande in zona centro cittadino, al termine dei quali sono state rilevate 3 violazioni amministrative per le quali sono state elevate sanzioni per circa 6.000 euro; è stato inoltre effettuato un sequestro amministrativo di merce posta in vendita senza le previste autorizzazioni ed è stata effettuata un’ulteriore diffida per occupazione di suolo pubblico.

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''Migliaia di finanziamenti inutilizzati''

SANTA MARINELLA – Sulla questione del bilancio, il sindaco Tidei ogni giorno ne scopre una nuova. Oltre alle negligenze della passata amministrazione, che nel 2013 avrebbe potuto approfittare di una legge speciale che gli avrebbe consentito di perdere il titolo di Comune virtuoso e ciò avrebbe permesso di non pagare per i successivi cinque anni il Fondo di Soilidarietà, con un risparmio di oltre 6,5 milioni di euro all’anno (e di conseguenza 30 milioni di euro fino ad oggi) e che avrebbero evitato il dissesto finanziario, questa volta la nuova amministrazione, cercando tra gli uffici della Regione le attività fatte dal Comune di santa Marinella per ottenere finanziamenti regionali, ha scoperto che nella sede di Via della Pisana giacciono nelle casse quasi due milioni di euro destinati alla Perla del Tirreno e mai richiesti. Ecco perché, il sindaco Tidei, si dice sconcertato di tanta incapacità da parte della giunta Bacheca. «I tecnici di bilancio – spiega il sindaco – che dal primo giorno del mio insediamento, hanno passato ai raggi ics tutti i conti dell’Ente, insieme ai funzionari comunali, si sono dedicati all’esame di tutti i finanziamenti regionali degli ultimi dieci anni. Un lavoro serrato, che è stato portato all’attenzione degli uffici dell’assessorato alla programmazione economica della Regione Lazio. Da questo incontro, è emerso un dato davvero sconcertante, oltre 1.960 mila euro di finanziamenti fermi e mai richiesti dal 2008 ad oggi». «Paradossale – continua Tidei – mentre la giunta Bacheca si adoperava all’attivazione di quei fondi regionali per i Comuni in pre dissesto, quasi due milioni di euro giacevano nelle casse della Regione per irresponsabilità ed inadempienza. Vorrei dire a chi mi ha preceduto che un biglietto del treno, buona volontà e la consapevolezza che esiste un mondo oltre il municipio, avrebbero potuto, insieme ad un’amministrazione meno scellerata, evitare sicuramente il dissesto finanziario».

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Tidei: ''Non era necessario scomodare il prefetto''

SANTA MARINELLA – Immediata la risposta del sindaco Piertro Tidei, alle rimostranze fatte dall’associazione commercianti del Centro, all’ordinanza firmata dal primo cittadino che istituisce l’isola pedonale nella zona di piazza Trieste e piazza Civitavecchia fino al 30 agosto.

“Non era necessario – dice il sindaco – scomodare il Prefetto, i vigili del fuoco di Roma, la Questura e quanti in indirizzo, nell’esposto ricevuto dai commercianti di Piazza Trieste per un progetto, quello dell’isola pedonale, in fase sperimentale per soli tre week end. Tralasciando i dati che ci dicono che un’attività commerciale a Santa Marinella ha un ciclo vitale di circa dodici mesi, qualcosa in più per quelle di somministrazione, l’isola pedonale è un atto di civiltà e d’obbligo per una città che vuole essere a vocazione turistica. Quando a Civitavecchia ho introdotto lo stesso provvedimento, la novità non ha trovato immediato accoglimento, specialmente dalla categoria realmente beneficiaria, quella degli operatori commerciali che, a distanza di un anno, mi hanno chiesto di prolungare il periodo di chiusura al traffico”.

“Dobbiamo guardare in avanti – prosegue Tidei – ricordando che la civiltà si misura in passi e non con il numero delle automobili, per questo motivo siamo intenzionati a portare avanti a Santa Marinella il progetto delle isole pedonali da estendere possibilmente anche in altre aree cittadine. A Cerveteri, Ladispoli, Civitavecchia, Fiumicino sono solitamente i commercianti a dare ausilio al Comune durante la stagione estiva , specialmente nelle chiusure al traffico locale dove loro stessi installano dehors garantendo alla clientela la possibilità di degustare un buon prodotto senza smog e senza il rischio di poter essere investiti”.

“Ciò detto – conclude il primo cittadino – oltre alla mia disponibilità ad un incontro, posso confermare che la gestione della sicurezza in piazza Trieste sarà garantita dai volontari della Protezione Civile e dalla Polizia Locale, nonostante la carenza di organico e senza onere per i commercianti. Colgo l’occasione per richiamare la categoria al rispetto delle norme per l’occupazione di suolo pubblico nonché al pagamento dell’imposta Cosap dovuta, ricordando che si tratta di un beneficio e non di un diritto”.

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Vertenze portuali, Forza Italia si appella al Prefetto

CIVITAVECCHIA – Come preannunciato nei giorni scorsi, Forza Italia di Civitavecchia ha sensibilizzato i suoi parlamentari “al fine di chiedere al Prefetto di Roma – spiegano dal partito – un intervento a seguito delle tante tensioni che ci sono in Autorità Portuale. Purtroppo sinora le varie istituzioni in gioco (amministrazione comunale, Regione Lazio e Governo) oltre alle parole hanno portato il nulla sulle tante vertenze sul tavolo, anzi hanno peggiorato una situazione oltremodo esplosiva. Prima che questa situazione possa portare, come sembrano preventivare le tensioni in consiglio comunale, a gesti eclatanti – hanno aggiunto gli azzurri – caldeggiamo pertanto un intervento della Prefettura al fine di garantire sicurezza sul territorio”. 

Forza Italia si augura anche che le interrogazioni parlamentari fatte dal centrodestra di opposizione “servano da sprone al Governo, e più precisamente il Ministero delle infrastrutture, ad intervenire concretamente. Chi ha il potere – hanno concluso – lo deve esercitare, altrimenti si rischia di perdere tempo in vane chiacchiere senza arrivare ad una soluzione delle diverse problematiche: prima fra tutte quella della Cfft, laddove il territorio si aspetta che siano ristabiliti i traffici della frutta nelle modalità antecedenti i recenti cambiamenti, in modo tale da salvaguardare così  i 65 posti di lavoro”. 

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Usi civici, Porrello presenta un mozione in Regione

CIVITAVECCHIA –  Il consigliere regionale Devid Porrello presenta una mozione in Regione sull’annosa questione degli usi civici per chiedere il ritiro della determina A07844. “Sia il Comitato usi civici di Civitavecchia appena costituitosi – spiega il consigliere comunale Emanuele La Rosa – sia il gruppo consiliare M5S del consiglio regionale del Lazio chiedono il ritiro della determina A07844, che ha fatto sorgere tanti problemi a tanti abitanti di Civitavecchia. Mentre il Comitato Usi Civici ha inviato venerdì scorso un comunicato alla stampa in cui lanciava una petizione per il ritiro della determina A07844, per coincidenza il sottoscritto – continua il pentastellato – insieme a Daniele Natili, il consigliere comunale e metropolitano M5S Matteo Manunta, l’assessore Alessandro Manuedda e il presidente del consiglio di Civitavecchia Dario Menditto si sono recati nell’ufficio del consigliere regionale Devid Porrello per finalizzare una mozione che va proprio verso quella direzione”.

Il pentastellato spiega che oggi la mozione è stata protocollata “per ricominciare un percorso virtuoso sulla soluzione del problema legato agli usi civici a Civitavecchia. Mozione che ci aspettiamo che il consiglio regionale approverà all’unanimità. Ci teniamo a far capire alla comunità – prosegue La Rosa – che gli usi civici sono uno strumento ottimo che va a favore della comunità, il problema attuale è legato ai tanti errori che sono stati fatti in passato e che la determina del 2013 ha reso efficaci causando l’enorme disagio che i cittadini stanno subendo. Come illustriamo nella mozione, la determina non è priva di difetti e, a causa della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 31 maggio, ormai inapplicabile. Vi sono, pertanto, tutte le ragioni per richiederne il ritiro. Va anche detto – evidenzia La Rosa – che il ritiro di questa determina è solo un primo passo, è importante che i ricorsi effettuati portino a sentenze utili per tutta la collettività ed è per questo che il Comune è presente in questi ricorsi con la propria avvocatura e con il proprio perito”. 

Il consigliere comunale spiega che è necessario fugare ogni dubbio sulla natura demaniale su tutti i terreni di Civitavecchia in modo che si possa delineare una soluzione finale per “eliminare il gravame demaniale sul territorio di Civitavecchia – conclude La Rosa – senza pesare sulle tasche dei cittadini, i quali sono incolpevoli di questa situazione”.

Porrello ha aggiunto che “l’atto protocollato è un monito per la Giunta regionale di prendere in seria considerazione il disagio che le comunità locali, prima fra tutte Civitavecchia, stanno vivendo a causa di scellerate scelte fatte negli ultimi anni. L’impegno che vogliamo prendere è quello di trovare una giusta soluzione interessando, come già stiamo facendo, il Ministro competente e i nostri parlamentari”.

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Iachini: "Tante le cose che non tornano nel ragionamento di Paolo di Martino"

SANTA MARINELLA – "Tante le cose che non tornano nel ragionamento fatto da Paolo Di Martino". A parlare è Jacopo Iachini, consigliere comunale eletto nella lista “Gli amici dello Sport”: "Mi piacerebbe avere a disposizione lo stesso spazio non per replicare ma semplicemente per cercare di capire le cose che Di Martino volutamente non ha detto. Lui si arroga la qualifica di rappresentante della lista ma mai è stata fatta una votazione in questo senso né la sua carica risulta da qualche verbale. Io sono stato eletto nella lista e quindi la rappresento in Consiglio Comunale ma della riunione che si è svolta con il Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei ho saputo solo a cose fatte, leggendone sul giornale, non essendovi stato invitato".

"Dopo il primo turno elettorale il gruppo si è praticamente sciolto – aggiunge Iachini –  costringendomi a fare la campagna per il ballottaggio da solo ma nonostante questo ho declinato l’invito rivoltomi dal Sindaco Tidei a fare l’assessore in favore di un altro nominativo designato dal gruppo ma visto come si sta comportando chi pretende da solo di rappresentare tutti credo che rivedrò le mie posizioni e ne parlerò, appena possibile, con il Sindaco stesso".

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Centrodestra, D'Ottavio (FI): "La porta è aperta ma non accettiamo più prese in giro"

CIVITAVECCHIA – Nel corso della conferenza stampa di ieri per la presentazione del nuovo corso di economia circolare presso l’università locale c’è stato tempo anche per la politica. Almeno per il senatore viterbese Francesco Battistoni che, invitato dal rettore dell’Università della Tuscia di Viterbo a concludere i lavori di presentazione, ha rilasciato alcune dichiarazioni ad alcuni giornalisti presenti. Secondo Battistoni, stando a quanto riportato da diverse testate locali, la scelta del candidato sindaco sarebbe stata fatta seguendo un modus operandi errato. A replicargli è il coordinatore locale di Forza Italia Roberto D’Ottavio che in una trasmissione autogestita andata in onda ieri su Telecivitavecchia ha commentato: “Ci dispiace che Battistoni non abbia condiviso il nostro modo di operare. Abbiamo fatto una grande campagna elettorale al neo eletto senatore, ci dispiace non avere il suo consenso. Allo stesso tempo siamo sicuri delle scelte fatte condivise con il coordinatore regionale Fazzone. Da statuto di Forza Italia avrei potuto scegliere il candidato sindaco con il coordinatore regionale senza passare neanche dal direttivo locale. Invece ho condiviso la scelta con tutti, come fatto anche nella costruzione delle priorità del programma, frutto di mesi di incontri al tavolo del centrodestra, tra tutti i partiti e le liste civiche”.

D’Ottavio ne ha anche per Alessandro D’Amico, coordinatore della Lega: “Quando ci fu la firma del documento che sottoscriveva i punti principali del programma e di quello con la scelta di Grasso sindaco, lo scorso autunno, ero in ospedale da mio padre. D’Amico volle fortemente la mia presenza e la mia firma nonostante la mia situazione, temendo un mio ripensamento. Mi fa sorridere che ora possa essere lui a ritrattare, senza un valido motivo, quanto dichiarato e sottoscritto mesi fa”.

Infine D’Ottavio critica aspramente l’atteggiamento di D’angelo e le sue zero presenze in consiglio comunale nell’ultimo anno e lancia quello che è il suo messaggio personale: “Io ho solo una parola, figuriamoci se posso contraddire quanto scritto con la mia firma. La strada è tracciata. Il programma è scritto. Il candidato è scelto. Naturalmente la porta è aperta, ma non accettiamo più prese in giro”.

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