La lunga marcia per Marco

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Inizia stamattina per Alessandro Signorini la terza giornata di marcia per raggiungere Cerveteri il 17 maggio, giorno in cui ci sarà la fiaccolata @noninmionome per chiedere giustizia per Marco Vannini a tre anni esatti dalla sua tragica scomparsa.  E’ doveroso ricordare che tale fiaccolata è la risposta irritata e volontaria  della gente ad una sentenza di primo grado ritenuta lieve nei confronti degli imputati.  Oggi Alessandro da Siena dovrà raggiungere in serata  la meta della terza tappa prevista a Montalcino. Una faticosa e lunga camminata di protesta e di indignazione per chiedere pene certe e più severe per chi commette un omicidio e al contempo manifestare vicinanza e solidarietà ai genitori di Marco. Come approfondito su queste colonne Alessandro ha vissuto in prima persona la stessa tragedia dei Vannini perché anche lui ha subito una gravissima perdita: il nipote, all’epoca diciottenne fu ammazzato, nel  ’93, da un colpo di pistola. Dopo una lunga vicenda giudiziaria l’assassino fu condannato a 14 anni,  ridotti però nei fatti ad 11 per via di un indulto.  
Come è noto Alessandro è partito mercoledì da Pontedera  e dopo aver attraversato diverse frazioni e paesi del centro Italia ha raggiunto passo dopo passo la prima meta, San Cimignano.  Alessandro però non è riuscito a completare tutti i 48 Km a piedi ma ne ha percorso 38, poi è stato raggiunto a San Vivaldo da Alberto Rosi, titolare del camping Il Boschetto Di Piemme,  con la macchina che lo ha portato con lui e ospitato per la notte. «Una persona molto gentile e disponibile – dice Alessandro – mi ha ospitato e offerto la cena. Si è anche molto commosso per la vicenda di Marco».  Dopo qualche kilometro dalla partenza Alessandro ha avuto un problema. Si è spaccato lo zaino e ha perso due ore di marcia in attesa che un suo amico gliene portasse uno nuovo.  «Una giornata – spiega Alessandro –  nella quale non ho potuto fare le pause di riposo come programmato quindi ho spinto di più. Una tappa parecchio dura. Ho faticato tanto e il ginocchio mi faceva molto male per cui alla fine sono arrivato a San Vivaldo e mi sono arreso. Ho fatto il passo più lungo della gamba come si suol dire».
A questo si aggiunge che poco prima di arrivare a Castelfalfi Alessandro ha incontrato la pioggia e si è dovuto fermare per un’oretta.  Va detto che questa marcia per lui è molto dura anche perché a seguito di un incidente in moto nel 99 ha dei problemi al ginocchio e porta  un tutore.
Ieri mattina pienamente in forma ha iniziato la marcia alle 7,30 per coprire i 35km della seconda tappa: da San Cimignano a Siena. Si è dovuto fermare quasi subito per qualche oretta per via della pioggia. Sbucato il sole è ripartito e con vigore ha ripreso a ‘’pedalare’’. Di filato ha percorso i primi 15 km. Poi è stato raggiunto da un amico di Pontedera che lo ha rifocillato con un panino e l’acqua. Abbiamo raggiunto telefonicamente Alessandro verso le 14 quando si trovava in un bar vicino a Monteriggioni per fare la pausa pranzo. Mancano solo 15 kilometri per raggiungere la meta. Alessandro è molto triste e commosso perché ha sentito un’intervista di mamma Marina e per l’esperienza personale vissuta sa bene cosa la donna sta passando. 
«Quando succedono queste tragedie si entra in un limbo che è difficile da spiegare. Sono momenti indescrivibili. Perdi la lucidità, perdi la ragione. Entri in un marasma di emozioni che ti arrivano addosso e che non sei capace in quei momenti di gestire. Sono comunque abituato a portarmi dietro questo masso per cui riesco con facilità a superare la tristezza e a cambiare umore velocemente. Basta un attimo. Ci ho fatto il callo al dolore. Purtroppo Marina ancora se lo deve fare. Tre anni non sono niente. Sono come un battito di ciglia per Marina.  E’ dura farsene una ragione. La rabbia più grande è comprendere per quali motivo vengono date pene così lievi di fronte ad un caso di omicidio.  Marco è morto perché l’hanno lasciato morire. E io non riesco a capire questa sentenza. La trovo ingiusta perché alla famiglia Vannini al danno sembra si sia aggiunta la beffa. Sentenze assurde se ne possono citare a decine». Alessandro nel corso della conversazione ci parla anche della telefonata di solidarietà ricevuta dalla mamma di Jennifer Sterlecchini, la giovane di 26 anni  ammazzata a coltellate dal compagno, mentre lei impotente fuori dalla porta sentiva le urla atroci della figlia.

 

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Coser Metà inarrestabile

Ancora una super Coser Metà. Domenica a Latina le gialloblu hanno infatti collezionato l’ennesima vittoria stagionale, battendo nell’undicesima giornata del campionato di serie B femminile le rivali dirette dello Splash per 7-4.
Partita decisiva ai fini del raggiungimento dei playoff, con le civitavecchiesi che, oltre a tenere la vetta della classifica, hanno messo una seria ipoteca sull’approdo alla post season.
Un incontro che nascondeva tante insidie, ma giocare all’aperto sotto un sole cocente era il maggiore dei problemi. Le coserine hanno faticato come non mai a carburare, evitando di portare il motore ai massimi giri, un inizio difficoltoso che pur con diversi errori in avanti è servito a rendere inoffensivo il gioco d’attacco delle avversarie, oltre che a centellinare gol su gol un successo mai messo in discussione.
La Cosernuoto va in vantaggio con Cicoria dopo una bella azione corale, poi è la volta di Regoli che, in superiorità, schizza la palla alle spalle di Meccariello, a seguire Pipponzi con un tiro dai cinque metri, il secondo quarto termina sul 3-0.
Nel terzo Tatarelli accorcia le distanze, ma poi Regoli e Fanisio rimettono prontamente il parziale in sicurezza.
Nel quarto la Cosernuoto allunga ancora portandosi sul 7-1 con reti di Foschi e Fanisio, negli ultimi due minuti lo Splash prende coraggio riuscendo ad andare in rete per ben tre volte.
Parziali: 0-1; 0-2; 1-2; 3-2.
Splash Latina: Meccariello, De Gennaro S, Ciccione G, Ferrara 1, Ciccione A, Rao 1, Tatarelli 1, Alicandro, De Gennaro A, Falso 1, De Gennaro O, Calabrese, Camerota. Allenatore: Giacomo Falso.
Cosernuoto Metà: Caricaterra, Pipponzi 1, Braccini, Cicognani, Rastelli, Sacco, Fanisio 2, Regoli 2, Scifoni, Foschi 1, Cicoria 1, Di Basilio, Bottiglieri. Allenatore: Marcello Del Duca.
 

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Weekend da dimenticare per Giammaria

<p>Si &egrave; purtroppo conclusa ancor prima di iniziare la prima gara della Blancpain GT Series Endurance Cup 2018 per Raffaele Giammaria, impegnato nel weekend appena trascorso all&rsquo;autodromo nazionale di Monza. Il pilota ufficiale Lamborghini, portacolori del Grasser Racing Team al volante della Lamborghini Hurac&aacute;n GT3 #19 in equipaggio con Ezequiel Perez Companc (ARG) e Marco Mapelli (ITA), &egrave; arrivato sul circuito brianzolo motivato ad iniziare con il piede giusto la stagione 2018, in una delle edizioni pi&ugrave; combattute di sempre della prestigiosa serie per vetture Gran Turismo con ben 53 vetture al via.<br />
L&rsquo;appuntamento sulla pista italiana &egrave; stato per&ograve; decisamente impegnativo per Giammaria, che fin dalle sessioni di prove libere del venerd&igrave; ha faticato a trovare il giusto feeling con la vettura per una anomala erogazione della potenza del motore che ha ridotto la velocit&agrave; di punta della Lamborghini Hurac&aacute;n GT3. Un aspetto che su un tracciato come Monza, dove le medie sono particolarmente alte, ha inciso in maniera piuttosto consistente sulle prestazioni.<br />
Non &egrave; andata meglio in qualifica, con Giammaria che ha preso il volante della vettura in Q2, ma non ha potuto migliorare il crono iniziale di 1:49.824 a causa di un&rsquo;interruzione per bandiera rossa dopo l&rsquo;incidente della Mercedes AMG GT3 #49.&nbsp;<br />
Per effetto dei nuovi regolamenti, che stabiliscono il tempo di qualifica di ciascun equipaggio calcolando la media tra le migliori prestazioni di ciascun pilota, Giammaria si &egrave; cos&igrave; qualificato in trentasettesima posizione. <strong>(agg. 26/04 ore 17.54 segue)</strong></p>

<p>IN GARA IL PILOTA CIVITAVECCHIESE NON SCENDE NEANCHE IN PISTA: Con un&rsquo;obbligata strategia di gara orientata alla rimonta, Giammaria avrebbe dovuto guidare nel conclusivo terzo stint, ma un contatto tra Perez Companc e il compagno di team Rolf Ineichen, al volante della Lamborghini Hurac&aacute;n GT3 #82, dopo appena trenta giri, ha costretto l&rsquo;equipaggio #19 dapprima ad una lunga sosta ai box e quindi ad un prematuro ritiro.&nbsp;<strong>(agg. 26/04 ore 17 segue)</strong></p>

<p>RAFFAELE GIAMMARIA: &laquo;Sono chiaramente dispiaciuto per come sono andate le cose a Monza, non &egrave; stato il weekend che avrei voluto. Anche se dopo aver riscontrato i problemi al motore sapevo che sarebbe stato pi&ugrave; difficile essere competitivi in gara, era importante macinare chilometri per prendere confidenza con le nuove gomme 2018 e con tutto il set-up della vettura, ma purtroppo la gara &egrave; terminata troppo presto. Cercher&ograve; di concentrarmi da subito sul round di Silverstone per riscattare quanto prima questo difficile avvio di stagione&raquo;.<br />
Raffaele Giammaria torner&agrave; al volante della Lamborghini Hurac&aacute;n GT3 del Grasser Racing Team per il secondo appuntamento stagionale in programma sul circuito di Silverstone dal 18 al 20 maggio.&nbsp;<strong>(agg. 26/04 ore 18.10)</strong></p>

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Raffaele Giammaria sfiora il podio Pro AM

Due podi Pro AM mancati di poco hanno aperto la stagione di Raffaele Giammaria, impegnato nel weekend appena trascorso sul circuito dell’Estoril (P) per il primo appuntamento dell’International GT Open 2018. Il pilota italiano, portacolori di Imperiale Racing al volante della Lamborghini Huracán GT3 numero 19 in equipaggio con il giovane Jia Tong Liang (PRC), ha messo in pista tutta la sua esperienza in un weekend particolarmente impegnativo reso insidioso ed incerto dalle mutevoli condizioni meteo. (Agg. 18/4 ore 17.56 SEGUE)

LA CRONACA DELLA PROVA SUL TRACCIATO DELL'ESTORIL – Fin dalle sessioni di test del giovedì, Giammaria ha faticato a trovare il migliore set-up sulla vettura, e questo aspetto ha reso più difficile l’approccio alle due gare. Dopo i buoni riferimenti cronometrici nelle prove libere del venerdì, in Q1, disputata con pista asciutta sabato mattina, il pilota italiano ha fermato i cronometri in 1:37.429, qualificandosi in nona posizione con il terzo tempo di categoria Pro AM. Determinato a recuperare fin dai primi giri, Giammaria ha impostato il proprio stint in gara uno tutto all’attacco e la sua prestazione è stata particolarmente entusiasmante. Nel corso del diciassettesimo giro il portacolori Imperiale Racing ha ingaggiato una spettacolare battaglia con la Lamborghini Huracán GT3 #27 di Fabrizio Crestani per il podio di categoria Pro AM, ma un incolpevole contatto ha costretto Giammaria in testacoda facendogli perdere diverse posizioni. Dopo lo stint del compagno di equipaggio, il pilota italiano ha concluso al quinto posto in Pro AM. Domenica, il pilota ufficiale Lamborghini è tornato in pista per gara due determinato ad ottenere un risultato di spessore. Liang ha preso il via dalla settima fila dopo aver qualificato la vettura con il tredicesimo tempo, e ha consegnato il volante al pilota italiano in diciannovesima posizione dopo una prima fase resa complessa dalle molte bagarre accese a centro gruppo. Giammaria si è così lanciato in una furiosa rimonta, determinato a conquistare il podio in categoria Pro AM, e dopo aver recuperato ben otto posizioni ha tagliato il traguardo in undicesima piazza, quarto in Pro AM ad un passo dal terzo posto. (Agg. 18/4 ore 18.24 SEGUE)

I COMMENTI DEL PILOTA CIVITAVECCHIESE RAFFAELE GIAMMARIA – «Sicuramente è stato un weekend molto impegnativo – ha spiegato Raffaele Giammaria – più complesso di come me lo sarei aspettato, e dispiace di non aver afferrato il podio dopo esserci andato molto vicino sia in gara uno che in gara due. Il passo è stato buono, sia sull’asciutto che sul bagnato, e anche se la vettura non mi ha restituito un feeling perfetto, ho disputato comunque due buone gare. Sicuramente ci sono i presupposti per battagliare per le posizioni di spicco e sono fiducioso che riusciremo a risolvere questi problemi di set-up per essere competitivi al 100% già dalla gara del Paul Ricard».
Raffaele Giammaria tornerà in pista nell’International GT Open per la seconda gara del calendario in programma dal 4 al 6 maggio sul circuito del Paul Ricard a Le Castellet (FRA). (Agg. 18/4 ore 18.53)

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Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

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San Paolo ferma la corsa della Stemar 90

di ALESSIO ALESSI

Settima giornata di ritorno amara per la Cestistica Civitavecchia, superata 77-58 sul parquet del San Paolo Ostiense. Una sconfitta che fa scendere la Stemar 90 dal secondo al sesto posto in classifica. Mercoledì al PalaRiccuci il recupero contro la capolista Stella Azzurra, un successo potrebbe riportare i rossoneri in seconda piazza, proprio alle spalle di Viterbo. (Agg. 26/02 ore 10.50 SEGUE)

LE PAROLE DI COACH CECCHINI – Della debacle in terra romana, ha parlato coach Lorenzo Cecchini: "Un punteggio bugiardo: al termine dei primi due quarti meritavamo di stare avanti. Abbiamo difeso bene di squadra, ma paradossalmente subìto l'uno contro uno, dico paradossalmente in quanto i mismatch erano a nostro favore. Abbiamo faticato a segnare con i lunghi, dando poi il la alla transizione di San Paolo, ciò anche a causa di un arbitraggio troppo permissivo che ci ha penalizzato sotto il loro canestro. I capitolini hanno comunque fatto una buona gara, con ottime percentuali dalla distanza. La cosa che più mi conforta è aver visto la mia squadra viva". (Agg. 26/02 ore 11.22 SEGUE)

 I TABELLINI

Parziali: 18-18, 19-18, 22-9, 18-13.

San Paolo Ostiense: Melegoni 12, Pioggiarella n.e., Miscione 10, Loi 4, Sernicola 0, Tocci 0, Giannini 25, Garofolo 12, Conte R. 9, Conte F. 0, Polselli 2, Cocchi 3. Coach: Colella.

Cestistica Civitavecchia: Campogiani 4, Bezzi 5, Bencini n.e., Bottone 12, Gianvincenzi 3, Profumo D. 0, Morrison 13, Profumo N. n.e., Dieye 0, Pebole 11, Spada 3, Cattaneo 7.0 Coach: Cecchini. (Agg. 26/02 ore 11.32 )

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