Registro tumori, è scontro aperto

CIVITAVECCHIA – È scontro sul registro tumori ma dalla Regione arrivano rassicurazioni sull’imminente pubblicazione. Tutto parte dall’allarme lanciato nei giorni scorsi del sindaco Antonio Cozzolino che evidenziava ritardi ingiustificati da parte della Pisana. Ieri il supporto del consigliere regionale David Porrello. «La giunta Zingaretti – ha tuonato il pentastellato – chiarisca il clamoroso ritardo nella pubblicazione del registro tumori, come previsto dalla nostra legge approvata nella scorsa legislatura, e che viene giustamente reclamato da territori come il comune di Civitavecchia – ha sottolineato – che vivono tutti i giorni sulla propria pelle le conseguenze e i disagi delle emergenze ambientali vicino alle proprie case ma lontane dagli occhi, e a quanto pare anche dall’agenda di priorità, delle istituzioni regionali».

Porrello ricorda come il registro tumori sia stato «istituito grazie ad una legge del M5S» e che «doveva essere pubblicato on line entro il 31 dicembre 2015 ma ad oggi ancora non se ne vede traccia. Eppure – ha continuato – lo scorso marzo il Dep, il Dipartimento epidemiologico della Regione, rispondendo al sindaco di Civitavecchia, Cozzolino, ne aveva dato per imminente la pubblicazione. Ma – ha incalzato Porrello – ad oggi nulla è cambiato e il grido di dolore di enti e comunità locali è rimasto». L’appello del pentastellato è simile a quello di Cozzolino: «La Regione dia al più presto una risposta sull’iter di applicazione – ha concluso duro – in base a quanto dichiarato dai suoi stessi uffici competenti nei mesi scorsi».

Ma la risposta dalla Pisana non si fa attendere e arriva dall’assessore alla sanità e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D’Amato. «Voglio tranquillizzare il consigliere regionale Porrello – ha detto D’Amato – circa l’impegno della Regione sul registro tumori. Vi sono stati dei tempi tecnici per avere l’ok al regolamento da parte del garante nazionale per la privacy per la gestione dei dati sensibili, ma posso annunciare – ha rassicurato – che molto presto ci sarà nella Regione Lazio la più grande operazione italiana di open data sullo stato di salute della popolazione nel rispetto della volontà del Consiglio regionale». Il problema del registro tumori rimane in piedi a Civitavecchia, nonostante i proclami da parte di politici che negli anni non sono mai mancati e che hanno trovato sponda anche presso la Asl Roma 4.

La situazione su tutto il territorio è allarmante, prendendo per buone le ultime cifre divulgate dall’associazione ‘‘Civitavecchia C’è’’, a quanto pare ottenute proprio dall’azienda sanitaria locale: in città, solo nei primi cinque mesi del 2018, la Asl avrebbe attivato 150 nuove esenzioni, 102 delle quali per malattie oncologiche (il famoso codice 048). Nonostante tutto del registro di tumori non si parla quasi più se non a ridosso delle campagne elettorali. Cosa hanno da dire a tale proposito la Regione Lazio e la Asl Roma4? Civitavecchia e i comuni limitrofi attendono da anni di conoscere i dati legati alla salute pubblica di un territorio che risulta tra i più inquinati.

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Tarquinia, al via il corso di micologia

TARQUINIA – Partirà lunedì 26 novembre il corso di micologia organizzato dall’Università Agraria di Tarquinia in collaborazione con l’Amevit (Associazione micologica ecologica viterbese). Superiori alle attese le iscrizioni raccolte in pochi giorni. “E’ con grande soddisfazione che siamo riusciti a organizzare dopo diversi anni un corso per l’abilitazione alla raccolta dei funghi. – riferisce il Vice Presidente Alberto Tosoni – Ci tengo a ringraziare il consigliere delegato all’ambiente Alessandro Sacripanti per l’impegno mostrato alla realizzazione dell’iniziativa e il Presidente del Circolo Cacciatori, Benedetto Natali per il fondamentale supporto. Questo corso servirà per tutto coloro che sono appassionati di prodotti del nostro sottobosco a prendere coscienza dell’importanza del nostro patrimonio ambientale, della sua tutela e delle leggi che regolano la raccolta”. Il corso della durata di 14 ore sarà svolto in tre appuntamenti che avranno luogo presso la sala riunioni dell’Università Agraria. Si parte lunedì 26 novembre dalle ore 17 alle ore 21, si replica con lo stesso orario giovedì 29 e si chiude domenica 2 dicembre dalle ore 8 alle ore 14 con un’uscita nelle aree boschive gestite dall’Ente. “Con questo corso- riprende Alberto Tosoni- riusciremo a far conseguire l’attestato che autorizza alla raccolta dei funghi epigei come da Legge Regionale nr. 32/98. Il corso sarà tenuto dal Dott. Claudio Celestini al quale rivolgo i miei ringraziamenti. Con uno sforzo economico minimo (15 euro) comparato ai corsi che normalmente hanno luogo daremo la possibilità a tantissimi tarquiniesi di poter esercitare la raccolta seguendo le normative vigente. Con questa iniziativa ci auguriamo che i nostri corsisti possano poi poter acquisire il tesserino con il quale potranno raccogliere il famoso e pregiato fungo ferlengo presente presso la nostra riserva al Pianoro della Civita”.

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Sereno variabile a Viterbo e Tarquinia, tra cultura, arte e tradizione

VITERBO – La troupe di Sereno Variabile ha fatto recentemente tappa a Viterbo, Tarquinia e nella Tuscia, in una delle zone più suggestive del Lazio, un territorio in cui natura, arte e storia creano un connubio dal fascino unico. Il viaggio partirà dal capoluogo che vanta uno dei centri storici medievali tra i più estesi d’Europa, cinto da possenti mura in peperino, la pietra locale dal caratteristico colore grigio – si legge sulla pagina fb della trasmissione condotta e ideata da Osvaldo Bevilacqua -. Il noto giornalista e conduttore inizierà il suo racconto da piazza San Lorenzo, con il famoso palazzo papale, sede del più lungo conclave della storia, si calerà poi nei sotterranei della città, per svelare un nuovo spettacolare percorso da poco accessibile al pubblico e reso ancora più suggestivo dai suoni e dalle coreografie danzate del gruppo sperimentale Synaulia. 

Il conduttore proseguirà il suo tour incontrando Marco Lanzi, viterbese e chef per passione che apre le porte della propria casa per accogliere alcuni studenti americani ai quali insegna le basi della cucina italiana.

D’obbligo un capitolo dedicato alla Trasporto della Macchina di Santa Rosa, spettacolare rito vecchio di secoli che vede coinvolta l’intera cittadinanza e i turisti devoti alla santa. Bevilacqua incontrerà il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e alcuni aspiranti  facchini che si alterneranno nella caratteristica “prova di portata”.

Maria Teresa Giarratano condurrà il pubblico nel caratteristico quartiere medievale viterbese di San Pellegrino e sarà ospite di una storica bottega artigiana a conduzione familiare dove si realizzano originalissime creazioni in vetro.  In conclusione si concederà una pausa di relax e spensieratezza in un’area termale in aperta campagna nei dintorni del capoluogo. Durante la puntata si parlerà inoltre dell’Università degli Studi della Tuscia e di alcuni corsi di laurea dell’ateneo viterbese unici in Italia. Questo e molto altro nella puntata in onda domani e in replica domenica 25 novembre alle ore 7.15 circa. Sereno Variabile, programma di Osvaldo Bevilacqua, Carlotta Ercolino, Giuseppe Gennaro, Alessandra Izzo, per la regia di Gabriella Squillace, compie quest’anno 40 anni. Solo all’estero conta 35 milioni di spettatori. 

 

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Commento al Vangelo – Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo

di Don Ivan Leto

Non c’è comandamento più grande dell’amore: per Dio e per il prossimo. Quando c’è l’amore, cioè la sincerità del cuore, allora il culto è vero, autentico, efficace. Ogni rito, qualsiasi atto di culto, perderebbe significato se non venisse da un cuore che ama Dio e ama il prossimo. Se comprendiamo questo siamo vicini al Regno. L’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo, sono due comandamenti che si illuminano a vicenda, come le due ante di una finestra. Non si ama Dio a metà e non si ama il prossimo solo quando ci fa piacere o fino a un certo punto. Dio non è un optional nella vita del credente, ma il centro della sua esistenza. Nel libro del Deuteronomio leggiamo il famoso Shemà Israèl: «Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore» (I Lettura). La prima lettura ci porta al cuore della Legge d’Israele: l’amore e la fedeltà all’unico Dio che ha liberato il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto. Il primo atteggiamento autentico del credente è quello dell’ascolto efficace, dell’attenzione alla Parola del Signore che cambia la vita di quanti si mettono sul suo sentiero. Israele ha tradotto in preghiera la sintesi dei comandamenti di Dio. I comandamenti sono vita per il popolo d’Israele, e la vita si traduce in preghiera. È nel cuore che Israele deve sperimentare la presenza e l’azione del Signore. Nel Vangelo, infatti, ad uno scriba che gli si era avvicinato e gli aveva chiesto: «Qual’ è il primo di tutti i comandamenti?», Gesù risponde sottolineando l’importanza fondamentale dell’amore verso Dio e verso il prossimo, sintesi di tutta la Legge d’Israele: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi» L’amore verso il prossimo è difficile, però è il vero amore. Amare davvero il prossimo è una sfida all’odio e all’egoismo. Per mettere in pratica il comandamento dell’amore abbiamo bisogno di essere sostenuti dal Signore Gesù che intercede per noi presso il Padre: «Cristo […] Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore» (II Lettura). Concludo con le parole di sant’Agostino il quale diceva: «Nell’amare Dio, amo anche l’uomo, e nell’amare l’uomo, amo anche Dio».

 

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Uno studio di fattibilità contro l'erosione

LADISPOLI – Uno studio di fattibilità che possa indicare al Comune la via da seguire per mettere al riparo dall'erosione più costa possibile. E' la strada che gli amministratori di palazzo Falcone vuole intraprendere per salvare le spiagge del litorale utilizzando il finanziamento elargito dalla Pisana: oltre 6 milioni di euro. Da Torre Flavia a Palo Laziale, passando per il centro città, sono diversi i punti in cui ormai la spiaggia, a causa delle continue mareggiate, sta sparendo. E sebbene la priorità sia quella di tutelare la palude di Torre Flavia (dove la contaminazione dell'acqua salata potrebbe mettere a serio rischio flora e fauna) palazzo Falcone guarda alla tutela e al ripascimento di tutte le sue spiagge. O almeno della maggior parte di esse. Da qui la decisione di «commissionare uno studio di fattibilità», ha spiegato il vicesindaco e assessore al Demanio marittimo Pierpaolo Perretta «per andare a individuare quale soluzione sia più consona adottare per la tutela delle nostre spiagge». Non solo: in diversi punti sarà necessario procedere al ripascimento, e perché no, utilizzando la tipica sabbia nera che ha reso particolarmente famoso, negli anni passati, il litorale ladispolano (grazie alle proprietà curative proprio di questo tipo di sabbia). Lo studio di fattibilità, dunque, dovrà prevedere anche le operazioni di prelievo, lavorazione e riposizionamento delle sabbie nere che il Comune conta di prelevare dall'unica fonte a disposizione: i due fossi che attraversano la città. «Contiamo di affidare lo studio entro la fine dell'anno – ha spiegato ancora Perretta – in questo modo i risultati dovrebbero arrivare entro febbraio».

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Rimini: dopo anni di abbandono riapre la discoteca Paradiso: diventerà un hotel

Era il locale più famoso degli anni Ottanta dove nacquero le «cubiste». Ora è stato venduto all’asta per quasi 1 milione di euro

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Una mostra per scoprire il lato artistico di Mafalda Molinari

CIVITAVECCHIA – A tre anni dalla scomparsa di Mafalda Molinari, i parenti e la Fondazione da lei fortemente voluta, hanno deciso di omaggiare la sua memoria organizzando un evento insolito, e soprattutto far scoprire un suo lato sconosciuto. Infatti domani, data della ricorrenza della morte, “Artispazio" in via Santa Fermina 35, ospiterà il ritratto inedito di una donna anticonformista, riservata, consapevole e generosa che ha lasciato un segno speciale nella città dove ha sempre voluto vivere.

In mostra circa 18 opere realizzate in vita dalla donna imprenditrice che dedicò gran parte del suo tempo all’azienda di famiglia, oggi conosciuta in tutto il mondo, ma che nello stesso tempo coltivava una forte passione per l’arte, oltre che per gli animali.

L’appuntamento è a partire dalle 18.30 fino alle 21.30. L’esposizione proseguirà anche sabato 20 ottobre dalle 18.30 alle 21.30. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare. Le opere esposte sono tutte di proprietà della famiglia Molinari.

L’immagine scelta per rappresentare l’evento, ed utilizzata per la locandina, ritrae una giovane donna dal look contemporaneo, sicuramente poco conosciuta dai più. Eppure, quella donna, è portatrice di un cognome famoso in grande parte del mondo, soprattutto grazie al suo impegno ed alla sua dedizione.

 

“…salvaguardare quei rapporti armonici che presiedono alla visione oggettiva delle cose e nella quale, pur lasciando trasparire una sottile e appena perturbata meditazione interiore…. E se Mafalda Molinari indulge in quella sobrietà e chiarità della materia pittorica, a volte scaldata dalla luce solare, a volte illividita in tonalità metafisiche, comunque sempre silenziosa e ferma nello stupore di una rappresentazione scandagliata e scoperta con gli occhi del ricordo…”

Luigi Tallarico, giornalista e critico d’arte

Il Secolo d’Italia – sabato 7 dicembre 1974 – Terza pagina

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Una mostra per scoprire il lato artistico di Mafalda Molinari

CIVITAVECCHIA – A tre anni dalla scomparsa di Mafalda Molinari, i parenti e la Fondazione da lei fortemente voluta, hanno deciso di omaggiare la sua memoria organizzando un evento insolito, e soprattutto far scoprire un suo lato sconosciuto. Infatti domani, data della ricorrenza della morte, “Artispazio" in via Santa Fermina 35, ospiterà il ritratto inedito di una donna anticonformista, riservata, consapevole e generosa che ha lasciato un segno speciale nella città dove ha sempre voluto vivere.

In mostra circa 18 opere realizzate in vita dalla donna imprenditrice che dedicò gran parte del suo tempo all’azienda di famiglia, oggi conosciuta in tutto il mondo, ma che nello stesso tempo coltivava una forte passione per l’arte, oltre che per gli animali.

L’appuntamento è a partire dalle 18.30 fino alle 21.30. L’esposizione proseguirà anche sabato 20 ottobre dalle 18.30 alle 21.30. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare. Le opere esposte sono tutte di proprietà della famiglia Molinari.

L’immagine scelta per rappresentare l’evento, ed utilizzata per la locandina, ritrae una giovane donna dal look contemporaneo, sicuramente poco conosciuta dai più. Eppure, quella donna, è portatrice di un cognome famoso in grande parte del mondo, soprattutto grazie al suo impegno ed alla sua dedizione.

 

“…salvaguardare quei rapporti armonici che presiedono alla visione oggettiva delle cose e nella quale, pur lasciando trasparire una sottile e appena perturbata meditazione interiore…. E se Mafalda Molinari indulge in quella sobrietà e chiarità della materia pittorica, a volte scaldata dalla luce solare, a volte illividita in tonalità metafisiche, comunque sempre silenziosa e ferma nello stupore di una rappresentazione scandagliata e scoperta con gli occhi del ricordo…”

Luigi Tallarico, giornalista e critico d’arte

Il Secolo d’Italia – sabato 7 dicembre 1974 – Terza pagina

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Il grano senatore Cappelli protagonista in collina

ALLUMIERE – L’Università Agraria di Allumiere punta sulla tradizione per investire sul futuro. Lo storico grano Senatore Cappelli torna disponibile per panificazione e pastificazione direttamente dalle colture dell’ente agrario di Allumiere. Ieri e oggi pasta e pane prodotti con la farina di questo prestigioso grano prodotto biologicamente dall’Agraria di Tolfa è stato presentato ieri e verrà presentato e fatto degustare anche oggi nella Festa d’Autunno. Il famoso Pane Giallo di Allumiere veniva tradizionalmente lavorato con la farina di grano duro ottenuta dal frumento Senatore Cappelli che è anche idoneo alla pastificazione motivo per cui sarà disponibile presso molti punti vendita di Allumiere la pasta prodotta con questa farina. I primi prodotti derivati dalla nuova coltivazione dell’Università Agraria saranno ufficialmente presentati, con la collaborazione di Slow Food-Costa della Maremma Laziale con lo show cooking con i cuochi Paolo Cappelletti del ristorante ‘’Orsola’’ e da Claudiio Appetecchi del ristorante ‘‘La Fontanaccia’’ Durante la giornata sarà possibile assistere a show cooking, acquistare e degustare i prodotti da forno e la pasta ottenuti dal grano duro di Senatore Cappelli. Per gli amanti della semplicità e della tradizione ovviamente non mancherà la classica bruschetta di pane giallo con l’olio nuovo fornito dal frantoio dell’Università Agraria. La cultivar di grano duro Cappelli venne creata dal genetista e ricercatore Nazareno Strampelli e rilasciata nel 1915. Il ricercatore dedicò questa nuova specie di frumento al marchese Raffaele Cappelli, Senatore del Regno d’Italia, che mise a disposizione dello scienziato campi, risorse e attrezzature per le sue ricerche. Il Grano Cappelli ebbe enorme successo in Italia e all’estero per le caratteristiche di rusticità, adattabilità e tardività. Era questo un fattore fondamentale consentiva di evitare la raccolta durante la calura di agosto e con essa il picco della malaria. Era d’altro canto una cultivar predisposta all’allettamento e alle ruggini così, quando negli anni ’70 del ‘900, vennero immesse sul mercato nuove specie di frumento più basse, redditizie e resistenti alle malattie, sebbene nutrizionalmente inferiori, il Grano Cappelli perse lentamente il suo primato. La rimessa a coltura di questa varietà di frumento da parte dell’Università Agraria di Allumiere è una misura volta alla riscoperta della tradizione di panificazione allumierasca. Il famoso Pane Giallo di Allumiere veniva tradizionalmente lavorato con la farina di grano duro ottenuta dal frumento Senatore Cappelli. “Abbiamo fatto questa scelta di puntare sulla qualità – spiega il presidente dell’Università Agraria Pietro Vernace – e siamo molto soddisfatti dei risultati che stiamo ottenendo. Vogliamo continuare a portare il nostro territorio con le sue ricchezze e peculiarità sulle tavole di tutti. I nostri prodotti sono sinonimo di qualità, di biologico, di genuinità. Siamo orgogliosi poi per il fatto che abbiamo ottenuto il marchio Slow Food per la nostra carne maremmana biologica. Vogliamo continuare a puntare sull’agricoltura e sull’allevamento e a tal proposito annunciamo che abbiamo acquistato altri due tori per aumentare il bestiame. Intanto proseguono le attività di frangitura delle olive al nostro frantoio. Farina, olio, grano e carne di qualità: vogliamo rilanciare allumiere e i suoi prodotti tipici”. 
 

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