Minghella: ''Non sono stato ascoltato''

S. MARINELLA – Attaccato da più parti, l’assessore alle Attività produttive Emanuele Minghella, desidera spiegare il perché ha deciso di fare il “salto del fosso” e appoggiare alle elezioni il sindaco Pietro Tidei. “Sento il dovere di intervenire in merito alla posizione espressa sulla stampa da Sinistra Democratica – dice Minghella – di cui comprendo pienamente l’esigenza politica. Rimango dell’idea che solo lavorando si possano dimostrare impegno e serietà, ma è anche giusto che la maggioranza di cui faccio parte ed i cittadini, abbiano delle spiegazioni. Durante i quattro anni e mezzo della vecchia giunta, mi sono impegnato a dare il meglio per il bene della città, alcune volte infruttuosamente rispetto alle aspettative e sono il primo a rammaricarmi e ad assumermi la mia parte di responsabilità considerando gli esiti che si sono determinati, seppur con tutti gli avvertimenti che ho lanciato, attraverso atti, fino ad arrivare alla famosa relazione di cassa del maggio 2017.Avvertimenti che non sono stati accolti dagli uffici comunali prima e dalla commissaria prefettizia dopo, la quale ha lasciato morire un Comune ormai malato». «Tuttavia – continua l’assessore – non posso non affermare che tali responsabilità debbano essere estese alla maggioranza politica del sindaco Bacheca e ad alcuni dirigenti degli uffici. Mi sono speso più di una volta per evidenziare la crescente difficoltà economica del Comune senza essere ascoltato. Il mio errore è stato quello di non aver preso le distanze dalla ex giunta».

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Commercio, Nunzi: ''Servono politiche attive''

CIVITAVECCHIA – L’ex commissario Confcommercio, ora promotore del progetto di cittadinanza attiva ‘‘Meno poltrone, più panchine’’, Tullio Nunzi, riporta i dati ricavati da una recente indagine di Confesercenti, nella quale si afferma che a Roma ci siano circa diecimila negozi sfitti, e che ne chiudano mediamente duemila l’anno. «La situazione a Civitavecchia – afferma – è simile. Nelle vie più centrali si notano negozi sfitti, chiusi da tempo. Questo è un chiaro segnale di una difficoltà oggettiva: tasse elevate a fronte di servizi scarsi come i consumi da parte di famiglie in difficoltà, abusivismo, centri commerciali, internet. Aspettando i dati finali, si ha la brutta sensazione che i saldi, che molto spesso incidono consistentemente nel bilancio delle attività commerciali si siano rivelati un flop, diversamente dalle aspettative, aggravando una situazione già precaria. Tralascio il caso dei dehors e le deliranti esternazioni del consigliere Cosimi sul degrado del Pirgo addebitabile ai commercianti. È il momento – continua – di evidenziare un’emergenza commercio, una grave situazione per un settore fondamentale e determinante per lo sviluppo, per la città, per l’occupazione. Si evidenzino politiche attive per il settore, interventi fiscali, una serie di attività che permettano di mettere fine ad una calma piatta che sta sfiancando il terziario da troppi anni, rischia di creare una desertificazione commerciale, già evidente in periferia. Ci si renda finalmente conto – conclude – che commercio, turismo e servizi sono i settori trainanti per occupazione e sviluppo».

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Bertini: acquisiti documenti ed immagini

CIVITAVECCHIA – Ancora fuoco in zona industriale. Ieri mattina i Vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere due piccoli focolai che si sono riattivati all’interno del l’Autodemolizioni Bertini, nell’area posta sotto sequestro dalla magistratura a seguito del grosso incendio che si è sviluppato martedì mattina. Sul posto anche la Polizia che si sta occupando delle indagini che, intanto, proseguono a 360 gradi, nonostante sia stato lo stesso sindaco Antonio Cozzolino a evidenziare che l’ipotesi di un incendio doloso sia quella più accreditata. Gli inquirenti non si sbilanciano e attendono quantomeno gli accertamenti dei Vigili del fuoco che dovrebbero essere effettuati questa mattina. Il fuoco è stato spento nonostante la guardia rimanga alta nell’eventualità di nuovi focolai. Al momento l’area rimane sequestrata e la polizia ha acquisito la documentazione per il funzionamento dell’attività e quella relativa alla sicurezza dei dipendenti e pare sia tutto in regola. Inoltre continua l’acquisizione dei filmati anche delle attività vicine, nonostante manchino ancora alcuni orari. Troppo presto secondo gli inquirenti per rimanere su una sola pista. 
Le indagini della Polizia, affiancata dal Nucleo investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco, vanno avanti, gli agenti coordinati dal dirigente del commissariato di viale della Vittoria Nicola Regna sono al lavoro su filmati e documentazioni alla ricerca di indizi che possano fare chiarezza sui motivi del rogo di martedì mattina. Secondo le prime ricostruzioni intorno alle 5 di martedì alcuni dipendenti erano in cantiere dove pare abbiano caricato i camion per poi allontanarsi. Gli uffici avrebbero aperto alle 9. L’allarme è scattato poco dopo le 7 quando le fiamme hanno iniziato a rafforzarsi. Per quanto riguarda l’allarme di ieri mattina si sarebbe trattato semplicemente di una ripresa di fumi, niente di cui preoccuparsi, ma l’allerta rimane e i Vigili de fuoco restano pronti ad intervenire per evitare qualsiasi possibile complicazione. 
L’area al momento resta sottoposta a sequestro come disposto dal sostituto procuratore Federica Materazzo. Il legale dei proprietari del centro demolizioni Lorenzo Mereu ha dichiarato: «Confidiamo della rapidità delle indagini e l’azienda – ha sottolineato – spera di poter riaprire quanto prima per salvaguardare il lavoro di 34 dipendenti».

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Il centrodestra replica alla Riccetti: ''Basta giochini e chiacchiere''

CIVITAVECCHIA – La coalizione di centrodestra si schiera a difesa del suo candidato dopo l’attacco dell’esponente leghista Alessandra Riccetti. Lo fa con una nota condivisa da Forza Italia, Fdi e dalle liste civiche: «Noi riteniamo che la città non possa più aspettare quelle “indecisioni” o quei “giochini” che fanno parte delle vecchie logiche che la signora Riccetti dice di voler combattere, ma che in questo momento evidentemente intende applicare come accadeva in passato.
Per questo, tutti insieme, abbiamo deciso di rompere gli indugi e di assumerci, insieme a Massimiliano Grasso, l’onere di cominciare da subito ad ascoltare i cittadini e ad illustrare il nostro programma, la nostra idea di città, le soluzioni che proponiamo ai problemi di Civitavecchia».
I partiti di centrodestra non mancano di evidenziare il recente passato politico della ex presidente del consiglio comunale: «Riccetti forse era ancora nel M5S o stava cercando di dialogare con Fratelli d’Italia o Forza Italia, quando  insieme partiti e liste civiche, a partire dalla Lega, abbiamo sottoscritto un documento che costituisce la base del nostro programma condiviso, a cui fa riferimento la signora Riccetti. Per quanto riguarda il candidato, che abbiamo scelto tutti insieme, a partire dalla Lega, lo abbiamo scelto per competenza, coerenza e costanza nel suo impegno e nelle battaglie condivise da tutta la coalizione. La questione dei presunti conflitti di interesse, un tema caro al M5S, a cui Alessandra Riccetti continua evidentemente a restare molto legata, crediamo sia una boutade che non interessa nessuno. Quanto al ruolo nell’Autorità di Sistema Portuale, ricordiamo a Riccetti che Grasso ha rischiato di pagare il suo impegno politico con il licenziamento e lo sta pagando con la rimozione, dettata solo da motivi politici, dal suo ruolo di capo ufficio stampa da parte del presidente Di Majo, nominato dal Pd, e in odore, anche lui, di avvicinamento al M5S. Quindi crediamo che la risposta alle “preoccupazioni” della signora Riccetti sia nei fatti».
La coalizione di centrodestra in sintesi si dichiara disponibile ad aprirsi ai problemi dei cittadini lasciandosi alle spalle le polemiche politiche, spiegando così la presentazione della candidatura a dieci mesi dalle elezioni: «Noi siamo scesi in campo subito proprio per ascoltare i cittadini. Le dinamiche stantie sono quelle che sta contribuendo a mettere in atto chi cerca di dividere il centrodestra che resta invece unito attorno a Massimiliano Grasso.
La Lega farebbe meglio a non utilizzare in maniera strumentale quelle provocazioni giornalistiche che, al solo fine di indebolire lo schieramento di centrodestra, evocano un fantomatico quanto inesistente flirt con il PD. Le scelte relative a Civitavecchia si compiono a Civitavecchia: un principio ribadito e voluto anche dalla Lega. Su una cosa siamo d’accordo con l’esponente della Lega: è giunto il momento che le persone di buona volontà che veramente tengono al futuro della nostra Città scendano in campo. Per questo noi siamo già in campo, con tanta gente, a sostenere il nostro progetto. E ci chiediamo perché la Lega non sia ancora in prima fila insieme a noi e come non ritenga che tale modus operandi possa far sì che si rischi di nuovo di regalare al M5S un immeritato successo alle prossime elezioni amministrative con buona pace delle aspettative di una intera città. Chi o cosa bisogna ancora aspettare?».
 

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Il centrodestra replica alla Riccetti: ''Basta giochini e chiacchere''

CIVITAVECCHIA – La coalizione di centrodestra si schiera a difesa del suo candidato dopo l’attacco dell’esponente leghista Alessandra Riccetti. Lo fa con una nota condivisa da Forza Italia, Fdi e dalle liste civiche: «Noi riteniamo che la città non possa più aspettare quelle “indecisioni” o quei “giochini” che fanno parte delle vecchie logiche che la signora Riccetti dice di voler combattere, ma che in questo momento evidentemente intende applicare come accadeva in passato.
Per questo, tutti insieme, abbiamo deciso di rompere gli indugi e di assumerci, insieme a Massimiliano Grasso, l’onere di cominciare da subito ad ascoltare i cittadini e ad illustrare il nostro programma, la nostra idea di città, le soluzioni che proponiamo ai problemi di Civitavecchia».
I partiti di centrodestra non mancano di evidenziare il recente passato politico della ex presidente del consiglio comunale: «Riccetti forse era ancora nel M5S o stava cercando di dialogare con Fratelli d’Italia o Forza Italia, quando  insieme partiti e liste civiche, a partire dalla Lega, abbiamo sottoscritto un documento che costituisce la base del nostro programma condiviso, a cui fa riferimento la signora Riccetti. Per quanto riguarda il candidato, che abbiamo scelto tutti insieme, a partire dalla Lega, lo abbiamo scelto per competenza, coerenza e costanza nel suo impegno e nelle battaglie condivise da tutta la coalizione. La questione dei presunti conflitti di interesse, un tema caro al M5S, a cui Alessandra Riccetti continua evidentemente a restare molto legata, crediamo sia una boutade che non interessa nessuno. Quanto al ruolo nell’Autorità di Sistema Portuale, ricordiamo a Riccetti che Grasso ha rischiato di pagare il suo impegno politico con il licenziamento e lo sta pagando con la rimozione, dettata solo da motivi politici, dal suo ruolo di capo ufficio stampa da parte del presidente Di Majo, nominato dal Pd, e in odore, anche lui, di avvicinamento al M5S. Quindi crediamo che la risposta alle “preoccupazioni” della signora Riccetti sia nei fatti».
La coalizione di centrodestra in sintesi si dichiara disponibile ad aprirsi ai problemi dei cittadini lasciandosi alle spalle le polemiche politiche, spiegando così la presentazione della candidatura a dieci mesi dalle elezioni: «Noi siamo scesi in campo subito proprio per ascoltare i cittadini. Le dinamiche stantie sono quelle che sta contribuendo a mettere in atto chi cerca di dividere il centrodestra che resta invece unito attorno a Massimiliano Grasso.
La Lega farebbe meglio a non utilizzare in maniera strumentale quelle provocazioni giornalistiche che, al solo fine di indebolire lo schieramento di centrodestra, evocano un fantomatico quanto inesistente flirt con il PD. Le scelte relative a Civitavecchia si compiono a Civitavecchia: un principio ribadito e voluto anche dalla Lega. Su una cosa siamo d’accordo con l’esponente della Lega: è giunto il momento che le persone di buona volontà che veramente tengono al futuro della nostra Città scendano in campo. Per questo noi siamo già in campo, con tanta gente, a sostenere il nostro progetto. E ci chiediamo perché la Lega non sia ancora in prima fila insieme a noi e come non ritenga che tale modus operandi possa far sì che si rischi di nuovo di regalare al M5S un immeritato successo alle prossime elezioni amministrative con buona pace delle aspettative di una intera città. Chi o cosa bisogna ancora aspettare?».
 

]]>20.07.2018
Presentato il corso di Economia Circolarehttp://www.civonline.it/articolo/presentato-il-corso-di-economia-circolareCIVITAVECCHIA – Grande presenza istituzionale per la presentazione del corso di laurea magistrale in Economia Circolare avvenuta questa mattina presso la sede di piazza Verdi. Il consorzio tra Comune, Fondazione Cariciv e università della Tuscia ha visto la nascita di questo corso, il primo del genere in Italia, che sottolinea la sostenibilità economica ma anche ambientale del percorso economico. Il rettore dell’Università della Tuscia Alessandro Ruggieri ha aperto i lavori alla presenza del vicepresidente della regione Lazio Massimiliano Smeriglio, Valentino Carluccio in rappresentanza della Fondazione Cariciv, il sindaco Cozzolino e al Presidente di Unindustria Lazio, Filippo Tortoriello. «E’ un  segno tangibile – ha detto Ruggieri- della presenza sul territorio, ringraziando anche Stefano Cenci per Unindustria Civitavecchia». A testimoniare l’importanza dell’evento anche un rappresentante della Commissione Europea, Mattia Pellegrini, capo dipartimento dell’agenzia europea per le piccole e medie imprese. Questo dimostra l’attenzione rivolta dall’Europa al tema dell’economia circolare in linea con il progetto europeo SCREEN di cui la regione Lazio è capofila. Erano presenti anche l’onorevole Alessandro Battilocchio e il senatore Francesco Battistoni, intervenuto per concludere i lavori. Il sindaco Cozzolino ha posto l’accento su alcuni servizi, richiesti dagli studenti, quali la mensa, i trasporti e le agevolazioni sugli affitti che saranno oggetto di inserimento nel prossimo bilancio di previsione. Valentino Carluccio, uno dei massimi dirigenti della Fondazione, ha ribadito la volontà di proseguire la linea progettuale già intrapresa.  Filippo Tortoriello presidente di Unindustria Lazio, ha focalizzato l’attenzione su importanti dati occupazionali di Green Italy affermando che, nel  Lazio, nel 2017 sono stati registrati 35.000 nuovi posti di lavoro nel settore. La presentazione e del corso è stata a cura del  professor Enrico Maria Mosconi che ne ha delineato la struttura ed i suoi due  curricula, green e blue, dai contenuti multidisciplinari e trasversali. Il presidente dell’Autorità portuale Francesco di Majo ha condiviso infine l’esperienza del porto che ha avviato un progetto sperimentale sul riciclo delle plastiche recuperate in 

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Scarico del carbone a Tvn: Filt Cgil pronta allo sciopero

CIVITAVECCHIA – La Filt Cgil è pronta allo sciopero. La vertenza legata alla decisione di Enel di indire una gara d’appalto per lo scarico del carbone a Tvn, dopo dieci anni di affidamento diretto, non sembra trovare ancora una soluzione. Il 18 giugno scorso il sindacato, come spiegato dal segretario Alessandro Borgioni, ha aperto lo stato di agitazione, chiedendo un incontro immediato con l’Adsp, la società Minosse ed Enel «per evidenziare le criticità normative – hanno spiegato – presenti nel bando». Secondo la Filt la clausola sociale è insufficiente a tutelare l’intera pianta organica esistente, in quanto inserisce una serie di sottocondizioni atte a non garantire la continuità occupazionale. Inoltre si evidenziano una serie di violazioni della legge 84/94. «Ad oggi, decorsi i 10 giorni previsti dalle procedure del CCNL, ancora non abbiamo ricevuto una formale convocazione, pertanto nell’eventualità non dovessero arrivare notizie nei prossimi giorni – ha aggiunto Borgioni – ci vedremo costretti ad articolare una serie di scioperi a tutela di tutti i lavoratori presenti nell’appalto e per il rispetto delle regole stabilite dalla legge sui porti». Critico anche il comitato territoriale di Potere al Popolo che esprime solidarietà ai lavoratori, pronto ad unirsi alla lotta. «Stiamo assistendo ancora una volta ad una riorganizzazione aziendale – hanno evidenziato – che si tradurrà nella diminuzione degli operai occupati e nel maggiore sfruttamento dei rimanenti. In pochi mesi le compagnie elettriche che operano in città hanno tagliato decine di posti di lavoro».

Potere al Popolo ricorda che "gli operai impegnati presso le navi carboniere manovrano enormi scaricatori a tazze e puliscono le stive, cioè scendono scale alte decine di metri per raccogliere, con mezzi meccanici e pale, il carbone che i macchinari più grandi non riescono a scaricare da soli. Per terminare tali manovre nei giusti tempi – hanno aggiunto – e mantenere alto il livello di sicurezza, in luoghi insalubri ed angusti, servono approfondite competenze e grandi capacità di concentrazione. È da irresponsabili permettere di tagliare il numero di operai impiegati o sostituirli con lavoratori meno addestrati. La professionalità mostrata negli anni dal personale in banchina deve essere rispettata. Ribadiamo che raggiungere miseri risparmi aziendali, mettendo a repentaglio la serenità e la sicurezza degli operai, è sintomo di scarsa sensibilità oltre che di basse capacità manageriali.  La cittadinanza sta già pagando un prezzo insopportabile in termini di salute ed impatto ambientale e nonostante questo a Civitavecchia il tasso di disoccupazione è altissimo. La colpa è di colossi come Enel che vedono la nostra costa, la nostra aria e la nostra gente come merce da trasformare in profitti aziendali. Colpevoli di questa situazione sono anche le istituzioni locali. A Palazzo del Pincio ed a Molo Vespucci regna il silenzio. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Di Majo è chiamato in causa in quanto la banchina dove attraccano le navi è sotto la sua competenza. In veste di rappresentante pubblico lo invitiamo a difendere le istanze dei nostri concittadini, unici legittimi proprietari del porto, e non solo e sempre quelli del profitto privato. Il Sindaco Cozzolino – hanno sottolineato – continua a disattendere le promesse fatte in campagna elettorale, quando tuonava ogni giorno contro le imprese energetiche. L’elargizione di qualche autobus e pochi spicci per il rifacimento del Parco della Resistenza lo devono aver convinto a desistere dal combattere i soprusi che Enel sta facendo ai civitavecchiesi. 
Potere al Popolo si unisce alla lotta dei lavoratori. Saremo al loro fianco nell’intraprendare ogni azione riterranno necessaria per difendere la stabilità e la sicurezza del loro lavoro". 

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Elezioni Santa Marinella, Marietta Tidei: "Un augurio speciale a mio padre''

SANTA MARINELLA – A festeggiare, tra i 500 supporters della coalizione del centrosinistra, anche la figlia del neo sindaco Pietro Tidei, Marietta, che ha voluto evidenziare anche le vittorie dei ballottaggi del III° Muncipio di Roma, a Fiumicino e a Velletri. «Un augurio speciale a mio padre – ha detto a caldo il consigliere regionale – eletto Sindaco di Santa Marinella. Dopo tanti anni, il centrosinistra, grazie ad un progetto inclusivo di tante forze civiche, torna al governo della città. È stata una battaglia dura ma emozionante, come solo le sfide più difficili sanno esserlo. Ci ha messo il coraggio del combattente che non si lascia abbattere dal clima avverso e dai colpi bassi ed una squadra generosa, piena di idee e di entusiasmo. Idee ed entusiasmo che serviranno tutte per risollevare la città dalle condizioni difficili in cui si trova ma anche per costruire un futuro di opportunità, per tutte e per tutti».

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Civitavecchia e i suoi vigili del fuoco: un legame indissolubile

CIVITAVECCHIA – Una giornata dedicata al ricordo e alla memoria, con un occhio al presente e al legame profondo tra il corpo e la città, e al futuro con una serie di iniziative in agenda. 

I Vigili del fuoco hanno voluto celebrare oggi i 100 anni dalla morte di Fortunato Bonifazi, il brigadiere medaglia d'oro al valor civile che perse la vita il 3 giugno 1918 durante un intervento al porto, per lo spegnimento di un incendio che aveva coinvolto due imbarcazioni all'interno dele quali erano stipate delle munizioni. "Nonostante furono messe in atto tutte le manovre per lo spegnimento dell'incendio – ha ricordato Stefano Filogonio, pronipote del brigadiere – iniziarono le detonazioni con Fortunato colpito a morte da una scheggia alla gola. Al comandante che gli ordinava ripetutamente di mettersi in una posizione di sicurezza, rispose: "Permetta che compia in pieno il mio dovere". E queste sue parole sono il simbolo di valori importanti come l'abnegazione, il dovere e lo spirito di servizio".

A Bonifazi è intitolata la caserma di Porta Tarquinia dove questa mattina è stata deposta una corona davanti alla lapide posta all'ingresso della struttura, alla presenza del comandante provinciale di Roma Marco Ghimenti, del sindaco Antonio Cozzolino e delle altre forze armate e dell'ordine. La cerimonia si è quindi spostata all'aula Pucci. Nell'atrio una mostra fotografica sui Vigili del fuoco ed i loro interventi sul territorio. All'interno invece una serie di interventi da parte delle autorità, tutti tesi ad evidenziare il grande impegno del corpo ed il rapporto costante con la città e con le altre forze che operano per la sicurezza dei cittadini.

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Omicidio Vannini, depositate le motivazioni

LADISPOLI – Antonio Ciontoli “ha deciso di andare a recuperare le pistole (…) a tarda sera e proprio mentre il Vannini si trovava nel bagno a fare la doccia, non si è rifiutato di mostrare il funzionamento della pistola come – a suo dire – richiestogli dal ragazzo, ha impugnato la Beretta cal. 9 senza verificare che fosse scarica e in condizioni di sicurezza, ha “scarrellato” l'arma, inserendo, così, il colpo in canna, (…) ha interrotto la prima chiamata al 118, riferendo a chi interloquiva con l'operatore sanitario di una presunta “ripresa” del Vannini (…)".

Sono queste alcune delle considerazioni che emergono nel documento, lungo 42 pagine delle motivazioni prodotte dalla Corte di Roma che ha portato alla condanna per omicidio colposo con dolo eventuale di Antonio Ciontoli per la morte del giovane Marco Vannini. In sostanza, nelle motivazioni, ripercorrendo quanto emerso durante la fase dibattimentale e durante quella notte, la Corte spiega come la “condotta posta in essere dal Ciontoli, dimostra senza alcun dubbio, che la situazione oggettiva rendeva possibile, prevedibile e altamente probabile, secondo la più comune esperienza – in assenza di tempestivi soccorsi – l'evento letale e, sotto il profilo soggettivo, che lo stesso imputato non potesse non rappresentarsi, prevedendole, le conseguenze letali del suo gesto, del ritardo nell'attivazione dei soccorsi e delle menzogne che reiteratamente aveva addotto a spiegazioni delle condizioni del ferito. Nel contempo, continuando – anche dopo la morte del Vannini – a tentare di nascondere quale fosse stato il suo reale comportamento”. Sempre dalle motivazioni si legge come il Ciontoli abbia deciso di “agire 'accada quel che accada' pur di perseguire il suo scopo. E ciò risulta sicuramente vero – atteso lo sviluppo dei fatti, come sopra indicato – soprattutto quando ha ritardato i soccorsi e mentito sugli eventi – circostanze risultate esiziali per il ferito -e, perciò, quando il 'bilanciamento' – prospettatosi nella sua mente – delle conseguenze del suo agire, lo ha fatto propendere per la tutela dei propri interessi piuttosto che per la salvezza del ferito. E ciò, omettendo del tutto di prendere in considerazione – in quei momenti così importanti per assicurare un diverso esito della vicenda – quanto più grave sarebbe stato il 'costo' versoimilmente rischiato in caso di morte del Vannini”.

Diversa la posizione di Maria Pezzillo e di Federico e Martina Ciontoli. Per la Corte i tre non erano presenti in bagno quando è esploso il colpo di pistola ma avrebbero dovuto comprendere la drammaticità del momento e della situazione: “Le condizioni del ferito – si legge – erano tali da evidenziare palesemente e univocamente la necessità di assicurargli il più rapido soccorso medico possibile. Intanto, un colpo di pistola era stato sparato e per quanto gli imputati possano affermare di aver avvertito solo un 'forte rumore' (così forte che era stato perfettamente avvertito anche dai vicini di casa che si trovavano nell'abitazione confinante a parete con quella dei Ciontoli (…)) immediatamente dopo hanno visto – per prima Martina e poi Federico – la pistola che era sul pavimento del bagno; arma che, a richiesta del padre, Federico aveva rapidamente rimosso da dove si trovava e, necessariamente in presenza di tutti, aveva dapprima portato al piano terra e poi, una volta 'messa in sicurezza' – come affermato nel corso del suo esame, dallo stesso Federico – riposta sotto il suo letto”.

Per la Corte inoltre anche e soprattutto le condizioni in cui si trovava Marco subito dopo lo sparo avrebbero dovuto “destare la massima preoccupazione”. Marco urlava, non solo “lamenti ad alta voce come li ha definiti Martina Ciontoli o lamentazioni in maniera strana come riferiti dal fratello Federico. In realtà si trattava di vere e proprie grida: la stessa Corte le ha potute apprezzare – in dibattimento – ascoltando le note telefonate al 188, nel corso delle quali in sottofondo si sentono perfettamente acute urla, tanto che la stessa operatrice del 118 ne chiede conto ai propri interlocutori, manifestando subito perplessità sulla dichiarata loro origine, attribuita a un 'attacco di panico'”.

Insomma le circostanze avrebbero dovuto imporre ai tre di “attivarsi in prima persona e nella maniera più rapida possibile per assicurargli adeguati soccorsi”. Per la Corte non può inoltre essere usata come “discolpa” per i tre il fatto che siano affidati, come prospettato dalla Difesa, al padre, il capofamiglia. “Se può essere vero – si legge infatti nelle motivazioni – che il Ciontoli, come capo famiglia e, forse, come persona di forte carattere e personalità, avesse la possibilità di influenzare le decisioni dei propri congiunti, è ancor più vero che sia la moglie che i figli erano soggetti adulti, di cultura medio alta, e pertanto, siciuramente capaci di discernere autonomamente la veridicità di quanto veniva loro raccontato e di adottare condotte esattamente opposte a quelle in concreto tenute, soprattutto in considerazione dei forti legami affettivi col ferito, che avrebbero, semmai, dovuto destare in loro ben altre preoccupazioni e indurli ad assumere iniziative a suo favore e non certo, invece a rimettersi pedissequamente alle rassicurazioni – si ribadisce – inverosimili che venivano loro date”.

E poi c'è la posizone di Viola Giorgini, assolta perché il fatto non sussiste. Secondo le motivazioni presentate dalla Corte Viola, da quanto si è evinto dalle fasi dibattimentali del processo, non era entrata in bagno, non era entrata in contatto col corpo di Marco e non era presente all'interno della camera da letto. Inoltre per la Corte “non è certo che avesse ascoltato la seconda telefonata al 118 e sentito quanto detto sulla causa del ferimento. D'altra parte, è pur comprensibile come non si possa pretendere, considerata la sua posizione di ospite della famiglia Ciontoli – pur se con familiare frequentazione – che la Giorgini, stanti le rassicurazioni date dal padre del suo fidanzato e la minore conoscibilità delle condizioni del ferito, potesse effettivamente percepire e valutare il reale stato di pericolo in cui questi versava, ovvero che si potesse rendere conto della necessità di attivare differenti modalità di soccorso”.

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