Civitavecchia e i suoi vigili del fuoco: un legame indissolubile

CIVITAVECCHIA – Una giornata dedicata al ricordo e alla memoria, con un occhio al presente e al legame profondo tra il corpo e la città, e al futuro con una serie di iniziative in agenda. 

I Vigili del fuoco hanno voluto celebrare oggi i 100 anni dalla morte di Fortunato Bonifazi, il brigadiere medaglia d'oro al valor civile che perse la vita il 3 giugno 1918 durante un intervento al porto, per lo spegnimento di un incendio che aveva coinvolto due imbarcazioni all'interno dele quali erano stipate delle munizioni. "Nonostante furono messe in atto tutte le manovre per lo spegnimento dell'incendio – ha ricordato Stefano Filogonio, pronipote del brigadiere – iniziarono le detonazioni con Fortunato colpito a morte da una scheggia alla gola. Al comandante che gli ordinava ripetutamente di mettersi in una posizione di sicurezza, rispose: "Permetta che compia in pieno il mio dovere". E queste sue parole sono il simbolo di valori importanti come l'abnegazione, il dovere e lo spirito di servizio".

A Bonifazi è intitolata la caserma di Porta Tarquinia dove questa mattina è stata deposta una corona davanti alla lapide posta all'ingresso della struttura, alla presenza del comandante provinciale di Roma Marco Ghimenti, del sindaco Antonio Cozzolino e delle altre forze armate e dell'ordine. La cerimonia si è quindi spostata all'aula Pucci. Nell'atrio una mostra fotografica sui Vigili del fuoco ed i loro interventi sul territorio. All'interno invece una serie di interventi da parte delle autorità, tutti tesi ad evidenziare il grande impegno del corpo ed il rapporto costante con la città e con le altre forze che operano per la sicurezza dei cittadini.

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Omicidio Vannini, depositate le motivazioni

LADISPOLI – Antonio Ciontoli “ha deciso di andare a recuperare le pistole (…) a tarda sera e proprio mentre il Vannini si trovava nel bagno a fare la doccia, non si è rifiutato di mostrare il funzionamento della pistola come – a suo dire – richiestogli dal ragazzo, ha impugnato la Beretta cal. 9 senza verificare che fosse scarica e in condizioni di sicurezza, ha “scarrellato” l'arma, inserendo, così, il colpo in canna, (…) ha interrotto la prima chiamata al 118, riferendo a chi interloquiva con l'operatore sanitario di una presunta “ripresa” del Vannini (…)".

Sono queste alcune delle considerazioni che emergono nel documento, lungo 42 pagine delle motivazioni prodotte dalla Corte di Roma che ha portato alla condanna per omicidio colposo con dolo eventuale di Antonio Ciontoli per la morte del giovane Marco Vannini. In sostanza, nelle motivazioni, ripercorrendo quanto emerso durante la fase dibattimentale e durante quella notte, la Corte spiega come la “condotta posta in essere dal Ciontoli, dimostra senza alcun dubbio, che la situazione oggettiva rendeva possibile, prevedibile e altamente probabile, secondo la più comune esperienza – in assenza di tempestivi soccorsi – l'evento letale e, sotto il profilo soggettivo, che lo stesso imputato non potesse non rappresentarsi, prevedendole, le conseguenze letali del suo gesto, del ritardo nell'attivazione dei soccorsi e delle menzogne che reiteratamente aveva addotto a spiegazioni delle condizioni del ferito. Nel contempo, continuando – anche dopo la morte del Vannini – a tentare di nascondere quale fosse stato il suo reale comportamento”. Sempre dalle motivazioni si legge come il Ciontoli abbia deciso di “agire 'accada quel che accada' pur di perseguire il suo scopo. E ciò risulta sicuramente vero – atteso lo sviluppo dei fatti, come sopra indicato – soprattutto quando ha ritardato i soccorsi e mentito sugli eventi – circostanze risultate esiziali per il ferito -e, perciò, quando il 'bilanciamento' – prospettatosi nella sua mente – delle conseguenze del suo agire, lo ha fatto propendere per la tutela dei propri interessi piuttosto che per la salvezza del ferito. E ciò, omettendo del tutto di prendere in considerazione – in quei momenti così importanti per assicurare un diverso esito della vicenda – quanto più grave sarebbe stato il 'costo' versoimilmente rischiato in caso di morte del Vannini”.

Diversa la posizione di Maria Pezzillo e di Federico e Martina Ciontoli. Per la Corte i tre non erano presenti in bagno quando è esploso il colpo di pistola ma avrebbero dovuto comprendere la drammaticità del momento e della situazione: “Le condizioni del ferito – si legge – erano tali da evidenziare palesemente e univocamente la necessità di assicurargli il più rapido soccorso medico possibile. Intanto, un colpo di pistola era stato sparato e per quanto gli imputati possano affermare di aver avvertito solo un 'forte rumore' (così forte che era stato perfettamente avvertito anche dai vicini di casa che si trovavano nell'abitazione confinante a parete con quella dei Ciontoli (…)) immediatamente dopo hanno visto – per prima Martina e poi Federico – la pistola che era sul pavimento del bagno; arma che, a richiesta del padre, Federico aveva rapidamente rimosso da dove si trovava e, necessariamente in presenza di tutti, aveva dapprima portato al piano terra e poi, una volta 'messa in sicurezza' – come affermato nel corso del suo esame, dallo stesso Federico – riposta sotto il suo letto”.

Per la Corte inoltre anche e soprattutto le condizioni in cui si trovava Marco subito dopo lo sparo avrebbero dovuto “destare la massima preoccupazione”. Marco urlava, non solo “lamenti ad alta voce come li ha definiti Martina Ciontoli o lamentazioni in maniera strana come riferiti dal fratello Federico. In realtà si trattava di vere e proprie grida: la stessa Corte le ha potute apprezzare – in dibattimento – ascoltando le note telefonate al 188, nel corso delle quali in sottofondo si sentono perfettamente acute urla, tanto che la stessa operatrice del 118 ne chiede conto ai propri interlocutori, manifestando subito perplessità sulla dichiarata loro origine, attribuita a un 'attacco di panico'”.

Insomma le circostanze avrebbero dovuto imporre ai tre di “attivarsi in prima persona e nella maniera più rapida possibile per assicurargli adeguati soccorsi”. Per la Corte non può inoltre essere usata come “discolpa” per i tre il fatto che siano affidati, come prospettato dalla Difesa, al padre, il capofamiglia. “Se può essere vero – si legge infatti nelle motivazioni – che il Ciontoli, come capo famiglia e, forse, come persona di forte carattere e personalità, avesse la possibilità di influenzare le decisioni dei propri congiunti, è ancor più vero che sia la moglie che i figli erano soggetti adulti, di cultura medio alta, e pertanto, siciuramente capaci di discernere autonomamente la veridicità di quanto veniva loro raccontato e di adottare condotte esattamente opposte a quelle in concreto tenute, soprattutto in considerazione dei forti legami affettivi col ferito, che avrebbero, semmai, dovuto destare in loro ben altre preoccupazioni e indurli ad assumere iniziative a suo favore e non certo, invece a rimettersi pedissequamente alle rassicurazioni – si ribadisce – inverosimili che venivano loro date”.

E poi c'è la posizone di Viola Giorgini, assolta perché il fatto non sussiste. Secondo le motivazioni presentate dalla Corte Viola, da quanto si è evinto dalle fasi dibattimentali del processo, non era entrata in bagno, non era entrata in contatto col corpo di Marco e non era presente all'interno della camera da letto. Inoltre per la Corte “non è certo che avesse ascoltato la seconda telefonata al 118 e sentito quanto detto sulla causa del ferimento. D'altra parte, è pur comprensibile come non si possa pretendere, considerata la sua posizione di ospite della famiglia Ciontoli – pur se con familiare frequentazione – che la Giorgini, stanti le rassicurazioni date dal padre del suo fidanzato e la minore conoscibilità delle condizioni del ferito, potesse effettivamente percepire e valutare il reale stato di pericolo in cui questi versava, ovvero che si potesse rendere conto della necessità di attivare differenti modalità di soccorso”.

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Amedeo Brigante Sargolini ''finisher'' alla 100 chilometri del Passatore

Una vittoria di altissimo significato morale oltre che sportivo, unicamente da attribuire ad una grande determinazione, quella conseguita nei giorni scorsi da Amedeo Brigante Sargolini alla 46esima edizione della ‘‘100 chilometri del Passatore’’. È proprio in questi termini, che vogliamo evidenziare la straordinaria performance del runner civitavecchiese presente, insieme a circa 3000 concorrenti, alla più importante ultramaratona italiana. Firenze-Faenza, passando per i comuni di Fiesole, Borgo San Lorenzo, Marradi, Brisighella, questo il tradizionale percorso che dopo 6h54’34’’ di gara ha legittimato leader indiscusso della manifestazione il reggiano Andrea Zambelli seguito al secondo posto dal tedesco Benedikt Hoffmann (7h04’52’’) ed al terzo dal runner romano Giorgio Calcaterra (7h32’04”), grande mattatore delle 12 precedenti edizioni. Per il runner locale, portacolori dell’Associazione Podistica Atletica Scandiano, da anni esempio di tenacia e determinazione, capace di sottoporsi giornalmente a lunghe ed estenuanti sedute di allenamento, le lancette del cronometro si sono fermate sul tempo di 15h17’12’’, cogliendo tra gli M50 la 258esima posizione sui 441 partenti.
«Ho raggiunto un sogno – sottolinea con orgoglio Amedeo sul suo profilo Facebook – ancora non ci credo, non riesco a metabolizzare, era iniziato per gioco ed invece eccomi al 5° passatore». Queste le parole di Amedeo su Facebook che, oltre a ringraziare parenti ed amici, descrive, tra sofferenza e determinazione, chilometro dopo chilometro, una prestazione che va al di là dei normali limiti umani.
 

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Rifiuti: prosegue la battaglia di Cerveteri e Fiumicino per eliminare il rischio discarica

CERVETERI – «Nelle scorse settimane siamo venuti a conoscenza che, in un documento inviato alla Regione Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale aveva individuato tra le cosiddette “Aree bianche” (le zone idonee alla localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti) anche alcune aree del nostro territorio su cui avevamo rilevato la presenza di vincoli storico-artistici ai sensi del Decreto Ministeriale, ex art. 136 D. Lgs. 42/2004. Nel documento della Città Metropolitana, addirittura, le nostre osservazioni non venivano indicate tra quelle presentate. Immediatamente, insieme al Comune di Fiumicino, abbiamo richiesto un tavolo tecnico che recepisse le nostre osservazioni, in modo da escludere definitivamente eventuali minacce di nuove discariche sul nostro territorio». 
Lo ha dichiarato il sindaco Pascucci a margine della riunione tenutasi martedì scorso presso gli Uffici della Città Metropolitana.
L’incontro, promosso dal delegato alle Politiche Ambientali della Città Metropolitana Matteo Manunta, su richiesta del sindaco di Cerveteri e consigliere metropolitano Alessio Pascucci e di Elena Gubetti assessora all’Ambiente del Comune di Cerveteri, in coordinamento con l’assessore all’Urbanistica del Comune di Fiumicino Ezio Di Genesio Pagliuca, ha visto la presenza oltre che degli amministratori dei tecnici dei comuni di Cerveteri e Fiumicino, della Soprintendenza e della Città Metropolitana. Presenti in qualità di uditori anche alcuni esponenti dei comitati ambientalisti del territorio.
«La Città Metropolitana – continua Pascucci – ci ha confermato di aver recepito le nostre osservazioni e di averle già inviate alla Regione Lazio, senza però aver aggiornato le mappe relative alle Aree Bianche. Proprio su questo tema abbiamo allora nuovamente sollecitato il delegato Manunta e gli Uffici della Città Metropolitana a effettuare un ulteriore approfondimento, che recepisca i vincoli esistenti sulle aree dei Comuni di Cerveteri e Fiumicino e trasmetta le mappe aggiornate alla Regione, integrando lo Studio precedentemente inviato. Ci tengo inoltre a ringraziare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale che ha sostenuto con forza nel tavolo tecnico la necessità di evidenziare e riconoscere nelle mappe l’esistenza di tali vincoli storico-artistici nelle aree dei nostri comuni».
«Questo tavolo – conclude Pascucci – è solo il primo passo nella battaglia per eliminare definitivamente la minaccia ambientale che continua a gravare come un macigno sui nostri territori. Vigileremo con attenzione agendo in tutte le sedi e non ci fermeremo finché non verranno recepite tutte le nostre istanze e quelle dei cittadini e dei comitati e fino a che non avremo ottenuto il riconoscimento definitivo e ufficiale da parte delle istituzioni preposte che nessuna discarica verrà insediata su aree dei nostri Comuni. Chi pensa di scavalcarci con azioni che mettono a repentaglio la salute e il futuro dei cittadini, sappia che lotteremo con ogni mezzo a nostra disposizione per la difesa dei nostri territori».

 

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Grasso: "Bollette idriche, oltre il 75% sono errate"

CIVITAVECCHIA – "La gestione del passaggio della gestione del servizio idrico ad Acea è stata fatta alla carlona, come gran parte delle poche cose fatte da Cozzolino e dal M5S". Non usa mezzi termini il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso, che torna sul caso denunciato qualche giorno fa e relativo all'invio delle bollette idriche da parte del Pincio, che inserisce una lettura definita "reale" alla data del 2 aprile ma in moltissimi casi notevolmente superiore a quella effettiva registrata in questi giorni da Acea.

"Il dirigente dei servizi finanziari oggi afferma che circa il 25% degli utenti ha fatto ricorso all’autolettura – ha infatti spiegato Grasso – quindi c’è da pensare che potenzialmente oltre tre quarti delle fatture siano errate, riportando la dicitura “reale” accanto a consumi solo stimati alla data del 2 aprile scorso".

L'assessore Florinda Tuoro cerca di minimizzare la situazione, confermando che sì, un po' di confusione c'è, ma era piuttosto scontata con il passaggio ad Acea. "I disagi ci sono, un po' perché non era possibile per noi leggere i contatori di tutte le utenze – ha spiegato – abbiamo infatti chiesto la collaborazione dei cittadini, chiedendo di inviarci la lettura". Ma evidentemente non tutti hanno proceduto in questo senso. Il risultato sono state bollette relative ad un periodo di un anno e mezzo, non corrispondenti alla realtà ma "reali" secondo il Pincio. "Le bollette comunque sono sempre state modificabili – ha aggiunto Tuoro – se il consumo non coincide con quanto fatturato. È possibile quindi recarsi al COmune per chiedere uno storno di quella che, eventualmente,  è la parte in più richiesta". 

Peccato però, come ricordato dal consigliere Grasso, che "l’amministrazione non ha neppure pensato a rafforzare adeguatamente la dotazione di personale dell’ufficio tributi, quando sarebbe stato facilmente prevedibile – ha sottolineato – un vero e proprio assalto di centinaia e centinaia di persone allo sportello, per farsi rettificare le fatture sbagliate. Come sempre, il cittadino intanto deve pagare. Poi, per quanto riguarda l’acqua, se avrà diritto ad un rimborso, dovrà attendere i tempi della burocrazia per riavere i propri soldi. Il tutto, con una scarsa comunicazione ai cittadini da parte dell’amministrazione comunale. Andrebbe tutto annullato in autotutela, per riemettere le fatture dopo aver acquisito le letture reali. Ma il Comune non lo farà. Quindi il consiglio, per chi non lo avesse fatto, è quello di procedere comunque con l’autolettura del contatore e, per chi riscontrasse consumi sensibilmente difformi rispetto a quelli fatturati al 2 aprile dal Comune, di inviare una PEC al Comune o di recarsi personalmente presso l’ufficio tributi a palazzo del Pincio per farsi stornare la fattura errata, con contestuale emissione della nuova. L’unico punto fermo, al momento, è infatti che Acea partirà con la propria fatturazione dal proprio valore di lettura del contatore. Quindi tutto ciò che sta “a monte” andrà definito da ogni utente con il Comune”. 

Il dirigente ai Servizi Finanziari ha confermato comunque una riunione con Acea per evidenziare le criticità registrate nel passaggio. "Peocederemo – ha aggiunto l'assessore Tuoro – anche con un incrocio dei dati per cercare di sistemare le cose. C'è confusione, ma cerchiamo di gestirla al meglio". 

Nel frattempo sono tanti i cittadini che lamentano anche il solito accavallarsi delle bollette: stanno infatti arrivando insieme sia la Tari che appunto l'idrico. "Cozzolino e Tuoro – ha concluso Grasso – dando prova per l’ennesima volta di non tenere in alcuna considerazione i cittadini-contribuenti, non hanno nemmeno evitato di fare arrivare insieme fatture dell’acqua e dei rifiuti, con scadenze a maggio e nel solito ingorgo fiscale di giugno". Secondo l'assessore non era possibile fare altrimenti, non potendo ritardare ulteriormente quelle relative all'idrico, entrando in gioco Acea, e non riuscendo però a far slittare neanche quelle della Tari. Con i cittadini costretti a mettere pesantemente mano al portafoglio. 

 

 

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Siccità, il Comune eroga oltre 137mila euro a favore degli agricoltori

Siccità, il Comune eroga oltre 137mila euro a favore degli agricoltori

 

A seguito della siccità avvenuta nel 2017 ai danni del comparto agricolo, il Comune di Montalto di Castro ha attivato e concluso la procedura di contributo per risollevare le aziende che hanno subito ingenti danni a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Tali fondi, per un totale di 137mila euro, con la delibera di giunta n. 126 del 23 maggio scorso, verranno destinati ai soggetti ammessi al contributo. Si tratta di un sostegno economico del valore minimo tra il 10% e un massimo di 10mila euro dell'importo del finanziamento assunto da parte degli agricoltori presso gli istituti di credito. «Con questo contributo – dichiara il consigliere all'agricoltura, Rita Goddi – andiamo a sostenere un comparto già gravemente colpito dalla crisi del settore. L'agricoltura nel nostro territorio è una delle fonti economiche più importanti e la sensibilità dimostrata in questa occasione, va ad evidenziare la volontà dell'amministrazione di far crescere e sostenere il comparto agricolo in un'ottica di valorizzazione del territorio».

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Siccità, Montalto eroga 137mila euro per gli agricoltori

MONTALTO – A seguito della siccità avvenuta nel 2017 ai danni del comparto agricolo, il Comune di Montalto di Castro ha attivato e concluso la procedura di contributo per risollevare le aziende che hanno subito ingenti danni a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Tali fondi, per un totale di 137mila euro, con la delibera di giunta n. 126 del 23 maggio scorso, verranno destinati ai soggetti ammessi al contributo. Si tratta di un sostegno economico del valore minimo tra il 10% e un massimo di 10mila euro dell’importo del finanziamento assunto da parte degli agricoltori presso gli istituti di credito. 
«Con questo contributo – dichiara il consigliere all’agricoltura, Rita Goddi – andiamo a sostenere un comparto già gravemente colpito dalla crisi del settore. L’agricoltura nel nostro territorio è una delle fonti economiche più importanti e la sensibilità dimostrata in questa occasione, va ad evidenziare la volontà dell’amministrazione di far crescere e sostenere il comparto agricolo in un’ottica di valorizzazione del territorio».

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Caso Vannini, Le Iene replicano ai legali dei Ciontoli

LADISPOLI – Si è tornato a parlare del caso Marco Vannini ieri sera su Italia 1 alle Iene. L'inviato Giulio Golia, presente anche lui alla fiaccolata di giovedì scorso a Cerveteri, ha replicato punto per punto alla lettera inviata dai legali dei Ciontoli, gli avvocati Mirali e Messina. Nella missiva inviata alla redazione delle Iene, e alle altre testate giornalistiche i legali avevano evidenziato varie "inesattezze" contenute nel servizio. Dagli audi fatti degli interrogatori del 2005 fatti sentire, e superati per i legali dal dibattimento processuale, alle spiegazioni fornite dallo specialista in balistica forense, il dottor Farneti, sull'arma utilizzata da Ciontoli, la beretta calibro 9, fino ad arrivare al rumore dello sparo e alle intercettazioni ambientali di Martina nella caserma dei Carabinieri che se fatte sentire nella sua interezza, secondo quanto riferito dai legali, avrebbero fatto emergere come Martina non era presente in bagno al momento dello sparo. 

Ieri sera, Giulio Golia ha risposto punto per punto alle precisazioni dei legali dei Ciontoli, tornando ad evidenziare le incongruenze emerse dagli interrogatori del 2005 (dove Ciontoli ha affermato prima di aver sparato per sbaglio mentre tentatava di afferrare la pistola, e successivamente ha affermato alla pm di aver sparato per scherzo pensando che l'arma fosse scarica) e da quanto detto dagli imputati in tribunale "dove Ciontoli – ha spiegato Golia – ha detto di essersi accorto subito del colpo partito". 

E proprio soffermandosi sull'arma, sulle dichiarazioni rilasciate da Ciontoli, Golia ha "riabilitato" le dichiarazioni dello specialista in balistica forense, il dottor Farneti che nel servizio precedente aveva chiarito come scarrellando la pistola Ciontoli "avrebbe visto il proiettile che dal caricatore passava nella canna dello scoppio". Per quanto riguarda il rumore dello sparo, scambiato con un forte tonfo, una porta che sbatte, tesi, per i legali, avvalorata anche dai vicini che hanno parlato di un forte rumore. Golia ha rimandato in onda l'audio della conversazione tra i vicini e la moglie di Ciontoli, dove si parla di un forte rumore, come di un vetro che si rompe, con Marco che urlava sto male sto male. "Un conto è non riconoscere un colpo di pistola dalla casa a canto, un conto dalla stanza accanto". 

Precisazioni anche in merito alla frase utilizzata dai legali che hanno evidenziato come "l'aver propinato al pubblico atti superati ha costituito l'ennesima distorsione della verità processuale, frutto di una visione a senso unico della vicenda". Proprio Golia ha infatti tenuto a sottolineare come lui stesso sia andato a cercare Martina, Federico e Viola. Tutti e tre indisposti a rilasciare dichiarazioni al giornalista delle Iene. 

Sulla maglietta sparita, i legali hanno poi evidenziato che la perizia ha chiarito che Marco al momento dello sparo non indossava alcun indumento perché sono state ritrovate tracce della polvere da sparo sulla sua pelle: "Fatto sta – ha detto Golia – che la maglietta è sparita". 

Per quanto riguarda poi l'intercettazione ambientale fatta sentire durante il servizio, dove Martina racconta di aver visto il padre mentre gli puntava la pistola, i legali avevano sottolineato come se ascoltata nella sua interezza l'intercettazione, sarebbe emersa un'altra parte in cui si evince che Martina non era in bagno. "Lo dice al telefono con il cugino di Marco che chiedeva notizie". 

Insomma, per l'inviato delle Iene, ci sono così tanti aspetti oscuri nella vicenda, da non rendere possibile ad oggi, sapere esattamente cosa sia successo quella notte. Una verità ad oggi ancora negata ai genitori di Marco che giovedì sera insieme a oltre 10mila persone, proprio come raccontato da Golia, si sono ritrovati a Cerveteri, nel giorno del terzo anniversario della morte di Marco, per chiedere ancora una volta giustizia per il giovane 20enne. 

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Outlet a Fiumaretta: Confcommercio contrariata

CIVITAVECCHIA – “Così come è stato concepito, il progetto avrà numerosi risvolti negativi sulla già precaria situazione commerciale cittadina”. Altro che condivisione. Non sembrano infatti positive le valutazioni della Confcommercio, così come espresse dal presidente Graziano Luciani, sul polo di convergenza turistica di Fiumaretta. Le rassicurazioni del sindaco Antonio Cozzolino e dell’assessore al Commercio Enzo D’Antò sul progetto, ribadite nel corso del consiglio comunale per l’approvazione della variante urbanistica, si scontrano con le parole di Luciani, che oggi torna a ribadire la contrarietà della categoria. I tempi non sono certo stretti, avendo votato ieri la nuova variante e considerata la fase di stallo degli ultimi tre anni. Ma se dovesse andare in porto, il progetto non riesce ancora a convincere del tutto politica e commercianti. Dall'opposizione sono stati diversi i dubbi sollevati sul progetto, così come quelli messi in evidenza anche dal consigliere di maggioranza Rolando La Rosa, che ha espresso perplessità sull'impatto che una simile struttura potrebbe avere sul futuro del territorio. A partire ovviamente dall'outlet che, stralciata ormai l'ipotesi della realizzazione del mega albergo, resta il punto centrale del progetto. E la Confcommercio, oggi, torna ad alzare diversi dubbi, come già fatto nei mesi passati.

“Durante un incontro organizzato il 22 febbraio scorso – ricorda Luciani – ci eravamo resi disponibili a partecipare attivamente al "progetto" per contribuire ad evidenziare e migliorare le criticità emerse. Da quella data, sebbene gli Assessori D'Antò e Ceccarelli avessero rassicurato sulla volontà dell'Amministrazione comunale di adottare anche in questa fase un metodo condiviso, è caduto il silenzio totale”. Non si può quindi far finta di non sentire le voci che arrivano dalla categoria. “Le istanze dei commercianti vanno ascoltate – ha aggiunto Luciani – ad oggi non abbiamo avuto risposte in merito alla chiusura del "circuito", alla gestione del punto informativo, alle scelte in tema di mobilità e alla seconda stazione ferroviaria. La città ha fortemente bisogno di una programmazione di lungo periodo basata su strategie precise, ed interventi funzionali a realizzare progetti condivisi di crescita sociale e commerciale”.

Si parla di una struttura commerciale da 70 negozi – prima erano 49 – disposti su un’area di 17mila metri quadrati, di un Welcome Center e di un ampio spazio dedicato a parcheggio (6185 mq di parcheggio pubblico per autobus e taxi, 20mila mq di parcheggio provato anche per lunga sosta).

IL PROGETTO – Come descritto nella relazione architettonica nei sei ettari di proprietà del Comune, dopo l'abbattimento dei manufatti esistenti, si andrà a realizzare un "Welcome centre" per l'accoglienza e l'assistenza dei turisti che transitano per il porto ed un parco commerciale denominato "Outlet Porto". Il Welcome centre si apre verso il porto sia funzionalmente che architettonicamente, e si struttura come un’ampia superficie vetrata pronta a mediare il passaggio tra la terra ed il mare. Ha lo scopo di filtrare il sistema di arrivo al porto dei croceristi. È collegato direttamente con l’outlet, seppur mantenendo una sua autonomia gestionale oltre che funzionale. Dal grande salone interno che fa da accesso all'outlet è inoltre prevista la futura realizzazione di un collegamento interrato che andrà a costituire il primo tratto di collegamento con la futura nuova stazione prevista lungo la linea ferroviaria al di la della via Aurelia. L’Outlet Porto si struttura come un area commerciale completamente chiusa e destinata all’uso dei croceresti che trovano qui la possibilità di effettuare acquisti di vario genere ed in gran parte non disponibili nel tessuto commerciale esistente a Civitavecchia . L’edificio si ispira formalmente alla tradizione dei magazzini portuali, da Genova a Triste ad i grandi porti del nord Europa, con una facciata esterna ritmata dalla funzione interna che ripete un modulo tipicamente industriale.

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Project financing per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici

LADISPOLI – “L'impianto di riscaldamento del patrimonio edilizio del comune di Ladispoli in alcune strutture è palesemente obsoleto. Spesso ha causato disservizi sia all’interno della sala consiliare di piazza Falcone che nelle scuole. E’ il momento di invertire la tendenza ed adottare provvedimenti efficaci”.

A parlare è l’assessore ai lavori pubblici, Veronica De Santis, che ha annunciato come l'amministrazione abbia individuato nello strumento del project financing, ai sensi del Codice degli Appalti D.lgs. 50/2016, la possibilità di intervento per la riqualificazione e l'efficientamento energetico degli edifici pubblici.

“La Società Siram SPA – prosegue l’assessore De Santis – oggi affidataria del servizio di riscaldamento per il Comune di Ladispoli tramite Convenzione Consip per la stagione termica 2017/18, effettuerà un audit energetico su una lista di immobili comunali indicati nella delivera di Giunta, per poi effettuare un progetto globale, studiato specificatamente su necessità, caratteristiche e disponibilità economiche del nostro ente. A seguito della fase di studio, verrà proposto il progetto all'amministrazione, la quale se lo riterrà opportuno, potrà approvarlo con atto formale. Quindi procederà ad indire una gara d'appalto per l'affidamento del servizio. Teniamo ad evidenziare che tutta questa fase preliminare è per le casse del Comune a costo zero. Sarà Uun altro passo avanti per l'innovazione della città di Ladispoli, così come era previsto nel programma del sindaco Grando”.

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