Roberto Taranta del  Movimento Cinque Stelle  difende la sindaca Raggi

ALLUMIERE – Il Movimento Cinque Stelle di Allumiere (Meetup Allumiere in Movimento), attraverso il suo portavoce, ossia il consigliere comunale, Roberto Taranta, interviene in merito alla ‘’discarica delle discordie’’ per smentire «le incongrue notizie che alcuni rappresentanti del nostro paese dal PD a Forza Italia passando per forze civiche incontrollate, stanno facendo circolare usando anche i potenti e veloci mezzi social, forse  per discolparsi appunto velocemente, riguardo al pericolo nato secondo questi tali, dal volere fantomatico della Raggi di far sorgere dalle parti nostre una discarica per lo smaltimento dei rifiuti romani e dei paesi limitrofi afferenti alla Città Metropolitana» . Taranta evidenzia: «Invitiamo i cittadini a documentarsi come umilmente abbiamo fatto noi per conoscere la verità e per non credere a prescindere a quel che si vuole dire dall’una o dall’altra parte, ma preferendo leggere con i nostri occhi quello che in circa 800 pagine «certi politici» sono stati capaci di scrivere tentando poi di discolparsi richiamando alle responsabilità di chi sarà semplicemente tenuto a rispettare normative e criteri imposti dall’alto. Ci riferiamo al Piano Regionale dei Rifiuti pubblicato su Bollettino Ufficiale n. 10 del 14 marzo 2012, vangelo nella pianificazione e programmazione per la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in tutta la Regione Lazio firmato mentre misteriosi oggi irreperibili movimenti ambientalisti del territorio, gridavano insieme proprio in quei mesi in cui il piano veniva approvato di aver scongiurato il pericolo. Di averlo scongiurato mentre appunto sempre nel 2012 dettava nel Piano Regionale al punto 16.3.3 e 16.4.3 i fattori preferenziali imposti nella individuazione di siti idonei nella scelta delle mappe designanti le zone preferite dalla Regione come appunto riporta il Piano stesso, per la realizzazione di impianti da destinare a discariche. In quei punti riportati rispettivamente a pag 311 e 313 si indica di considerare siti idonei infatti, ecco da dove nasce la matassa, le aree degradate da bonificare, discariche o cave e le aree militari o di interesse strategico nazionale previo assenso del Ministero della Difesa. Ebbene per questo allora ci chiediamo dove siano le battaglie che qualcuno diceva di aver vinto proprio nel 2012. Oggi forse quel qualcuno mascherato da altro tenta di manipolare l’opinione pubblica denunciando che la colpa sia della Raggi e della Città Metropolitana alle quali oggi spetta solo di disegnare una mappa comprendente tutti i possibili siti idonei, rispettando vincoli e criteri già dettati dalla Regione. Esprimere tutti i possibili siti, rispettando criteri imposti dall’alto, infatti non significa aver scelto dove realizzare gli impianti. È infatti la Regione che con il suo Piano, che non casualmente proprio i portavoce del M5S della Città Metropolitana oggi contestano e denunciano vecchio chiedendo che venga modificato. È il Piano Regionale dei rifiuti, che pianifica tutta la programmazione nella gestione dei rifiuti laziali e che ci teniamo quindi a sottolineare detta i criteri  principe che la Città Metropolitana è tenuta per legge a seguire nell’approvazione della mappa dei siti idonei, tra i quali appunto per la Regione dovranno ricadere come preferenziali quelli indicati a pag 311 e 313 del Piano firmato nel 2012 da chi governava già da quegli anni la Regione Lazio». Il pentastellato collinare invira poi: «Chi oggi riveste i panni di rappresentante scrivendo persino sui social, forse per discolparsi il più velocemente possibile, addirittura con dettami tipo «credo che…» di andare prima a leggere la opportuna normativa di riferimento. 

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''Pronto alle barricate in Consiglio metropolitano''

CERVETERI –  «È notizia di questi ultimi giorni che il Ministero dell’Ambiente ha indicato in modo chiaro ed inequivocabile che è compito del Consiglio Metropolitano approvare l’atto con cui si vanno ad individuare le zone idonee per realizzare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti all’interno dell’area della Città Metropolitana di Roma Capitale. La cosa ci fa ancora una volta tremare, quando leggiamo che fra le aree possibili si parla ancora di Cerveteri: in qualità di Consigliere Metropolitano quando si dovrà discutere questo atto sono pronto ad alzare le barricate per contrastare la possibilità che le nostre zone agricole, i nostri siti archeologici e storici  meravigliosi siano scambianti per luoghi idonei alla localizzazione di discariche, inceneritori, impianti per il TMB».
Lo dichiara in una nota Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e consigliere della Città Metropolitana di Roma.
«Già nel mese di giugno – continua Elena Gubetti, Assessora all’ambiente del Comune di Cerveteri – abbiamo scoperto che la mappa redatta dalla Città Metropolitana per individuare le aree idonee non aveva tenuto conto delle osservazioni inviate dal nostro Comune e da quello di Fiumicino. Una mappa incompleta che non rappresenta la realtà  e non evidenzia  neanche le aree protette da vincoli ministeriali.  Indignati per la grave mancanza con cui si era confezionato il piano rifiuti, abbiamo chiesto un incontro con i responsabili della redazione del piano di Città Metropolitana, la Sovrintendenza e l’Assessore Manunta, alla presenza anche del Comune di Fiumicino, nel quale fu preso un impegno preciso: inviare alla Regione le nostre osservazioni e far includere le aree protette dai vincoli in modo da mettere la parola fine a progetti scellerati».
«Oggi a distanza di 3 mesi nulla è stato fatto di quanto è stato promesso in quell’incontro  – conclude Pascucci – per questo continueremo ad agire in tutte le sedi, sia nei confronti della Città Metropolitana che della Regione Lazio, e non ci fermeremo finché non verranno recepite tutte le nostre istanze e quelle dei cittadini e dei comitati e fino a che non avremo ottenuto il riconoscimento definitivo e ufficiale da parte delle istituzioni preposte che nessuna discarica verrà insediata su aree dei nostri Comuni. Inoltre aspetteremo con ansia la discussione in Consiglio metropolitano per manifestare il nostro dissenso a chi pensa di scavalcarci con azioni che mettono a repentaglio la salute e il futuro dei cittadini e per lottare, con ogni mezzo a nostra disposizione, per la difesa dei nostri territori».

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Degrado al cimitero nuovo, Frascarelli (FI): ''Amministrazione inconcludente''

CIVITAVECCHIA – Sempre peggio il cimitero nuovo. La segnalazione arriva dal vice coordinatore locale di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che evidenzia, ancora una volta, lo stato di degrado in cui versa il cimitero sulla Braccianese Claudia. I problemi sono gli stessi, o quasi, da anni ma nessuno sembra voler intervenire. L’azzurro si rivolge al sindaco Antonio Cozzolino e all’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli. (SEGUE)

I PROBLEMI – «Sono tre le cose fondamentali che ci chiedono i cittadini che vengono a trovare i loro cari presso il padiglione F – spiega Frascarelli – innanzitutto la rampa per disabili, ormai da parecchio tempo chiusa transenne senza che si veda l’ombra dell’attività dell’amministrazione per ripristinare l’accesso». Altro problema, sono gli ascensori non funzionanti: «Occorre un intervento immediato per ripristinare questo servizio che richiedono a gran voce tutti i cittadini – continua l’azzurro – poi ci sono i marciapiedi, vicino i padiglioni i e h, sconnessi dalle radici degli alberi anche qui un intervento da anni richiesto dai cittadini». (Agg. 05/10/2018 ore 19,46) 

LA RICHIESTA – Problemi già segnalati ma tutto tace e il degrado è evidente. Inoltre un altro allarme viene lanciato dall’azzurro che mostra in un video un vero e proprio strapiombo tra i padiglioni, non segnalato o transennato. Il vice coordinatore locale di FI si rivolge ai pentastellati: «Evitiamo queste situazioni pericolose per cortesia Sindaco – tuona Frascarelli – noi speriamo di vedere entro fine mese un’azione di questa amministrazione inconcludente». (Agg. 05/10/2018 ore 20,09)   

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Pas: un esposto sulla nomina dell'amministratore unico

CIVITAVECCHIA – Presunte illegittimità, vizi procedurali e criticità. Tutto messo nero su bianco in un esposto presentato nei giorni scorsi in Procura da parte di uno dei candidati a ricoprire l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security srl. Professionista che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica per titoli sia nel 2017 che quest’anno. E già sotto questo aspetto è emersa la prima contraddizione: mentre nel 2018 il suo nome è stato escluso preliminarmente (a differenza di altri professionisti con un quadro simile), nel 2017 questo non era accaduto, seppur in presenza dello stesso curriculum, anzi forse con qualche esperienza professionale in più nell’ultimo anno. Diversi i punti che vengono contestati nel documento con il quale si chiede alla magistratura di disporre gli accertamenti per valutare eventuali profili di illeceità penale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili per procedere così nei loro confronti. Il nome del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo è ricorrente nell’esposto dove si evidenzia innanzitutto una possibile incompatibilità del numero uno di Molo Vespucci, autoproclamato presidente della commissione che ha provveduto a nominare l’amministratore di una società controllata dalla stessa Authority: e questo perché nel primo caso, tra i candidati, erano presenti un dipendente della Pas ed uno dell’Autorità di Sistema Portuale, mentre all’ultima selezione, quella del 2018, aveva partecipato un dipendente della stessa Pas. Motivi per il quale, secondo il professionista, il presidente Di Majo avrebbe dovuto astenersi obbligatoriamente dall’effettuare la selezione dell’amministratore unico. Criticata poi la decisione di scegliere, nel 2018, il dottor Andrea Rigoni per ricoprire l’incarico. Come sottolineato nell’esposto, infatti, il presidente Di Majo avrebbe posto in essere una condotta non conforme alle norme, lesiva di interessi pubblici e privati, favorendo la nomina di un soggetto che avrebbe avuto minori requisiti professionali rispetto al secondo candidato in ballo, per un compenso tra l’altro di circa 60mila euro per tre anni. Tra i due candidati in questione, infatti, ci sarebbe stata una differenza di oltre trenta anni in ambito professionale, surclassata da una dichiarata migliore conoscenza della lingua inglese, con Di Majo che avrebbe verbalizzato di aver preferito Rigoni per la sua esperienza nella gestione ed amministrazione societaria, aspetto non richiesto, però, tra i requisiti specifici. A questo si aggiungono una serie di problemi riscontrati al momento dell’accesso agli atti da parte del professionista che avrebbe riscontrato carenze e mancanza di documenti. Tutte questione, quindi, sottoposte all’attenzione della Procura affinché si possa far luce sulla vicenda.

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Dehors, Cardinale: "Nel nostro regolamento è già presente un abaco''

CIVITAVECCHIA – «Il regolamento delle installazioni esterne approvato a novembre 2017 dal consiglio comunale di Civitavecchia prevede un abaco di soluzioni, già approvate dalla Soprintendenza, che semplifica notevolmente il lavoro dei commercianti e dei loro tecnici incaricati». Parola del consigliere comunale del M5S Salvatore Cardinale che commenta l’approvazione dell’emendamento alla Pisana proposto da Marietta Tidei (consigliere regionale del Pd) riguardo i dehors. (SEGUE)

IL PERCORSO – «Per arrivare a questo risultato – prosegue Cardinale – in maniera perfettamente coerente con i valori del Movimento 5 Stelle, c’è stato un ampio e prezioso confronto con le associazioni di categoria e con la Soprintendenza stessa e grazie alla loro collaborazione il regolamento approvato ha messo ordine in un settore in cui regnava il caos». (Agg. 04/10/2018 ore 19,03)

IL CONSIGLIO – Il suggerimento da parte dei pentastellati  agli altri Comuni «che vorranno seguire il modello Civitavecchia e dare riscontro alla direttiva della Regione Lazio” è quello “di avviare un discorso con le associazioni di categoria locali e con la Soprintendenza  – evidenzia il consigliere comunale – onde evitare il pericoloso errore di adottare un abaco di soluzioni non conforme alle linee guida paesaggistiche che potrebbe portare i tecnici dei vari commercianti a proporre modelli di installazioni esterne previste nell’abaco – conclude Cardinale – approvate dal Comune ma in seguito bocciati dalla Soprintendenza». (Agg. 04/10/2018 ore 19,31)

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Sprar: Grasso invita a ritirare il progetto

CIVITAVECCHIA – "Mi auguro che almeno ora il Sindaco dimostri buon senso, ritirando senza ulteriori indugi il progetto Sprar per Civitavecchia". È quello che auspica il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che, insieme al collega in consiglio Daniele Perello, ha votato contro il progetto nel 2017 e, solo la scorsa settimana, "dopo la presentazione del Decreto Salvini – ha spiegato Grasso – abbiamo invitato il Sindaco a sospendere la gara in autotutela e a non procedere con la variazione di bilancio. Cozzolino e il M5S come sempre non ci hanno ascoltato e hanno deciso di proseguire per la loro strada".

E il capogruppo della Svolta evidenzia come "oggi, anche la città manifesta la sua contrarietà al progetto di accoglienza dei primi 65 immigrati, mandando deserta – ha aggiunto – la gara per la messa a disposizione degli alloggi necessari ad un progetto che, con l'entrata in vigore del DL Salvini sarebbe comunque stato sostanzialmente rivisto e ridimensionato, a partire dai soggetti destinatari". Da qui l'invito a ritirare il progetto. 

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Luca Riccioni primo al concorso internazionale Global Physics Photowalk

CIVITAVECCHIA – Il vincitore è Luca Riccioni. Il fotografo di Civitavecchia (che è anche dirigente territoriale della CNA) tra centinaia di partecipanti ha svettato al Global Physics Photowalk 2018, il concorso di livello mondiale che consente di esplorare i grandi laboratori in tutto il pianeta e di mostrare il campo della fisica. Lui ha puntato sul rivelatore Kloe2, immortalato nei laboratori dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) di Frascati, dedicato allo studio dell’origine dell’asimmetria tra materia e antimateria nell’universo. Il primo posto gli è stato assegnato dalla giuria popolare: l’annuncio è arrivato durante la conferenza annuale dell’Associazione internazionale dei musei della scienza e tecnologia (ASTC) di Hartford, nel Connecticut (Stati Uniti).

Ma dietro al successo c’è una storia che merita di essere raccontata.

Riccioni è un professionista noto: ha lavorato come cameraman con importanti registi e direttori della fotografia e a Civitavecchia ha aperto lo studio Kinoki nel 1994. Al Global Physics Photowalk la sua foto è stata giudicata la migliore dal voto popolare. L’idea è nata quasi per caso. “I laboratori – dice – un giorno all’anno aprono al pubblico, la mia partecipazione è partita come una passeggiata, tanto che non mi ero portato neanche una macchina professionale”. È servito un permesso, lì non c’era mai stato. Eppure ha vinto prima a livello locale, poi è stato selezionato tra i migliori 12 per la successiva sfida in ambito nazionale, infine il successo mondiale.

“Mi ero quasi dimenticato – continua – invece sono stato il più votato dalla giuria popolare: l’ho saputo in questi giorni, mi hanno inviato una mail”. Il bianco e nero è stata una scelta precisa. “Dopo 40 anni – spiega Riccioni – Kloe2 stava andando in pensione: quel macchinario era un po’ nell’angolo, così ho voluto fotografarlo”. La scelta è stata vincente. E il successo ha un sapore particolare. “Per me è una rinascita, una vittoria doppia, anche psicologica”. Riccioni ha avuto un ictus e quella di Frascati, a giugno, è stata la sua prima uscita dopo quattro mesi in ospedale. Era ancora claudicante, ma andarci è stata una svolta anche per un altro motivo: “Mia figlia ha visto il papà ripartire”.

Commenta così Mirco Villa, portavoce nazionale dei fotografi CNA: “Riccioni, in questo suo importante riconoscimento, evidenzia quanto la fotografia professionale sia un patrimonio e un linguaggio di espressione contemporanea. Ha saputo evidenziare, con un solo scatto professionale, come la fotografia possa essere l’espressione di tante parole e di un grande racconto che, in questo caso, farà il giro del mondo.”

Un motivo di soddisfazione anche per Alessio Gismondi, presidente della CNA di Civitavecchia, dal quale arrivano i complimenti a Riccioni. “Siamo fieri di averlo con noi: è la dimostrazione che con la qualità del lavoro – sottolinea – si arriva a traguardi importanti. E che questa è fondamentale nella vita di ogni artigiano”.

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Eremo della santissima Trinità nel degrado

ALLUMIERE – Nuova interrogazione presentata dal consigliere comunale d’opposizione Alessio Sgriscia (gruppo Abc) sull’eremo della Santissima Trinitá indirizzata al sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini. Sgriscia evidenzia che: «Da qualche anno l’eremo non è custodito, non è oggetto di manutenzione ed è esposto ad una nuova rovina» e quindi chiede che la struttura «venga concessa al Gar o ad associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». «La presentazione del libro, ‘’L’eremo della Santissima Trinità di Allumiere di Bruno e Marco Fracassa, quest’estate, prima nel nostro paese e poi a Tolfa, ha richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui versa questo complesso monumentale di grande importanza per la storia del territorio – scrive Sgriscia – secondo alcuni storici, nell’eremo, edificato sopra i resti di un manufatto romano, predisposto alla sorveglianza delle sorgenti dell’Acquedotto Traiano, viveva un gruppo di monaci, che accolsero, a quanto afferma una costante tradizione, Sant’Agostino, che quì soggiorno nel novembre del 387. Altrettanto degna di credibilità sembra la tradizione, attestata dalle epigrafi, che, sullo stesso eremo il santo abbia compilato la seconda ‘’Regola’’ ed è incominciato il trattato ‘’De trinitate’’, interrompendolo dopo una nuova visione del fanciullo che voleva mettere il mare in una buca di sabbia. Nel corso dei secoli, l’eremo ebbe una grande importanza nell’Ordine Agostiniano, soffrendo poi una progressiva decadenza e il definitivo abbandono all’inizio del secolo scorso, l’ultima custode morì nel 1918. Sia pure ridotto ad un ammasso di rovine, l’eremo della Santissima Trinità è sempre stato soggetto di cure dei volontari e da parte di associazioni, che periodicamente, lo liberavano dalla vegetazione. Negli anni ‘80 del secolo scorso, l’allora amministrazione comunale di Allumiere ottenne, in commodato d’uso, dal Comune di Civitavecchia l’edificio e il terreno circostante con l’impegno di provvedere ad un restauro funzionale dell’Eremo stesso. In poco tempo il restauro è stato portato a termine con l’apporto finanziario dell’assessorato alla cultura della Regione Lazio e affidato alla custodia di gruppi di preghiera». Fatte queste osservazioni il consigliere comunale di miniranza interroga quindimil primo cittadino «Per sapere se da parte dell’amministrazione comunale si intende prendere qualche iniziativa per evitare i danni che l’abbandono può provocare a questo monumento. Il sottoscritto, considerato che il Gruppo Archeologico Romano è in cerca di «appoggio» per le sue attività, che da decenni hanno richiamato e richiamano sul territorio numerosi studenti da ogni parte del mondo, propone che il suddetto G.A.R. sia contattato per l’eventuale affidamento della gestione dell’Eremo. In alternativa si possono anche prendere in considerazione associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». 

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Temporaneamente sospesa la mensa al plesso Montessori

di TONI MORETTI

CERVETERI – Suvvia ragazzi, non scherziamo. Evitiamo di scendere nel ridicolo. Le istituzioni e i ruoli istituzionali sono una cosa seria e vanno interpretati con serietà. Solo pochi giorni fa la consigliera di opposizione Anna Lisa Belardinelli, lancia un allarme per denunciare che non ci sarebbe stata un apertura regolare delle scuole, poiché delle aule che l’amministrazione ha recuperato in via Consalvi in sostituzione di quelle che si erano dovute lasciare in via Marieni, non erano ancora pronte per essere utilizzate e lo sarebbero state il primo ottobre. Naturalmente il tutto accompagnato da una polemica politica che evidenziava la leggerezza e la mancanza di una precisa pianificazione dei responsabili della giunta in particolare dell’assessora alla scuola Francesca Cennerilli e quello ai Lavori pubblici Giuseppe Zito.  Mentre Zito ha fatto scivolare la cosa come un fatto che può succedere, stante anche le difficoltà avute con la  proprietà delle aule di via Marieni con la quale non è stato possibile trovare un accordo per il rinnovo, piccata è stata invece la presa di posizione dell’assessora Cenerilli, che salita sul podio ha dato una lezione ad un consigliere di opposizione dovrebbe fare il suo mestiere, aggiornandosi cioè sul sito della scuola e non certo procurando allarme. E’ vero, in virtù di questo imprevisto, c’è stata una riunione con genitori e decenti della Montessori, coi quali si è convenuto che con un progetto in comune, nel periodo che andava dalla data di apertura delle scuole fino al primo di ottobre, data della consegna delle aule di via Consalvi, i ragazzi avrebbero utilizzato gli spazi esistenti nel plesso della montessori coinvolgendo nelle attività anche il locale mensa. Sta di fatto che, iniziata l’attività didattica il diciassette, ieri , ventidue, cinque giorni dopo, la scuola manda una nota stampa che dice: «Refezione scolastica al Montessori momentaneamente sospesa».  Il servizio di refezione scolastica per gli alunni del plesso Montessori è temporaneamente sospeso, fino a nuova comunicazione .Infatti siamo in attesa del trasferimento degli alunni “ex Marieni” dall’attuale plesso Montessori nei nuovi locali di via Consalvi, che saranno pronti all’inizio del mese di ottobre.
Si evince che il disagio c’è stato e continua, che l’allarme non era immotivato, e che le critiche mosse agli assessori competenti, in fondo ci stavano tutte.  Ciò che impensierisce  è la supponenza di chi credendo di essere prima della classe evidenzia il capello nell’occhio dell’altro e non si accorge della trave che ha nel suo.

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Eremo della santissima Trinità nel degrado

ALLUMIERE – Nuova interrogazione presentata dal consigliere comunale d’opposizione Alessio Sgriscia (gruppo Abc) sull’eremo della Santissima Trinitá indirizzata al sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini. Sgriscia evidenzia che: «Da qualche anno l’eremo non è custodito, non è oggetto di manutenzione ed è esposto ad una nuova rovina» e quindi chiede che la struttura «venga concessa al Gar o ad associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». «La presentazione del libro, ‘’L’eremo della Santissima Trinità di Allumiere di Bruno e Marco Fracassa, quest’estate, prima nel nostro paese e poi a Tolfa, ha richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui versa questo complesso monumentale di grande importanza per la storia del territorio – scrive Sgriscia – secondo alcuni storici, nell’eremo, edificato sopra i resti di un manufatto romano, predisposto alla sorveglianza delle sorgenti dell’Acquedotto Traiano, viveva un gruppo di monaci, che accolsero, a quanto afferma una costante tradizione, Sant’Agostino, che quì soggiorno nel novembre del 387. Altrettanto degna di credibilità sembra la tradizione, attestata dalle epigrafi, che, sullo stesso eremo il santo abbia compilato la seconda ‘’Regola’’ ed è incominciato il trattato ‘’De trinitate’’, interrompendolo dopo una nuova visione del fanciullo che voleva mettere il mare in una buca di sabbia. Nel corso dei secoli, l’eremo ebbe una grande importanza nell’Ordine Agostiniano, soffrendo poi una progressiva decadenza e il definitivo abbandono all’inizio del secolo scorso, l’ultima custode morì nel 1918. Sia pure ridotto ad un ammasso di rovine, l’eremo della Santissima Trinità è sempre stato soggetto di cure dei volontari e da parte di associazioni, che periodicamente, lo liberavano dalla vegetazione. Negli anni ‘80 del secolo scorso, l’allora amministrazione comunale di Allumiere ottenne, in commodato d’uso, dal Comune di Civitavecchia l’edificio e il terreno circostante con l’impegno di provvedere ad un restauro funzionale dell’Eremo stesso. In poco tempo il restauro è stato portato a termine con l’apporto finanziario dell’assessorato alla cultura della Regione Lazio e affidato alla custodia di gruppi di preghiera». Fatte queste osservazioni il consigliere comunale di miniranza interroga quindimil primo cittadino «Per sapere se da parte dell’amministrazione comunale si intende prendere qualche iniziativa per evitare i danni che l’abbandono può provocare a questo monumento. Il sottoscritto, considerato che il Gruppo Archeologico Romano è in cerca di «appoggio» per le sue attività, che da decenni hanno richiamato e richiamano sul territorio numerosi studenti da ogni parte del mondo, propone che il suddetto G.A.R. sia contattato per l’eventuale affidamento della gestione dell’Eremo. In alternativa si possono anche prendere in considerazione associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». 

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