Scorsini: ''Mi avevano dato un  appuntamento per martedì sera, poi hanno annullato tutto''

di MATTEO CECCACCI

Sempre più confusione in casa Civitavecchia Calcio 1920.
Come se non siano bastate le dimissioni del tecnico Andrea Rocchetti, poi respinte dalla società, ci si è messa a peggiorare la situazione la questione Marco Scorsini. L’ex allenatore del Crecas Città di Palombara è stato nei giorni scorsi sotto i riflettori, peccato però che tutte le notizie riportate da alcune testate locali hanno fatto infuriare l’allenatore che ha voluto chiarire una volta per tutte la situazione.
QUI IL COMUNICATO DI MARCO SCORSINI: «In merito ad un articolo pubblicato nella giornata di ieri da una testata giornalistica locale, ho letto cose non vere che danneggiano pesantemente la mia immagine, soprattutto quando viene usato il mio nome in maniera priva di fondamento.
Non è assolutamente vero che nessuno del Civitavecchia Calcio mi ha mai contattato in questi giorni, perché martedì sera,  sono stato contattato dalla società per un appuntamento, ma poi lo stesso è stato disdetto con estrema confusione, poca chiarezza e giri di parole inutili, figli dell’attuale confusione che regna in società. In quanto alla mia presenza alla Cavaccia, dico che essendo libero per una crescita personale e professionale mi reco tutte le domeniche sui campi della regione, così come ho visto varie volte il Civitavecchia ho visto tante altre squadre e non capisco dove sia il problema. Auguro comunque al Civitavecchia Calcio le migliori fortune».

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Roberta Felici: ''Una manifestazione salvata grazie a Calvo''

SANTA MARINELLA – «In consiglio comunale è stato votato il regolamento del cerimoniale, che, nel dettaglio, disciplina la gerarchia delle cariche pubbliche, l’uso della bandiera nazionale, dello stemma, del gonfalone e della fascia tricolore nonché le festività pubbliche ricorrenti e occasionali che ne prevedono l’uso – a dirlo è l’esponente locale della Lega Roberta Felici, che poi spiega – all’articolo 26 tra le manifestazioni che richiedevano l’utilizzo del gonfalone c’era la vistosa mancanza della cerimonia dedicata ai Martiri delle Foibe. Se non fosse stato per il tempestivo intervento del consigliere comunale Massimiliano Calvo, che ringraziamo, il giorno del ricordo avrebbe avuto un trattamento diverso rispetto alle altre manifestazioni pure essendo a tutti gli effetti una ricorrenza nazionale istituita con un’apposita legge. Come Lega, esprimiamo forte rammarico per questo atteggiamento volto chiaramente a porre i martiri italiani in una posizione di subordine rispetto ad altri morti. Non dare degno ricordo di quella che fu la vendetta titina con l’eccidio di migliaia di nostri connazionali e cercare di far cadere nel dimenticatoio l’esodo istriano è veramente irrispettoso ed offensivo».

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Trovata la soluzione per via Consalvi

di TONI MORETTI

CERVETERI – Appare quantomeno strano il clamore sollevato dalla questione dell’utilizzo, se ciò si potesse fare, in quale data sarebbe avvento qualora possibile, il trasloco dei quarantasette bambini della scuola materna “esiliati” come dicono le loro mamme al  plesso dismesso del Quartaccio ai nuovi locali, affittati dall’amministrazione comunale in via Consalvi e fatti ristrutturare e adeguare alla funzione. I dubbi e le incertezze da parte degli interessati, le mamme dei bambini, un po’ alimentati dalla perdita di credibilità dell’assessora alla scuola Francesca Cennerilli che riferiscono  abbia reagito in più occasioni in modo supponente e arrogante tanto da arrivare a sintetizzare uno sgradevole e irrispettoso: “Se vi piace è così, se no tenetevi i figli a casa”, portando un membro dell’opposizione, il consigliere Luca Piergentili a chiederne le dimissioni durante un consiglio comunale per manifesta incapacità a gestire il suo ruolo. Un po’ perché i “pasticci” prodotti da politici e dirigenti che ruotano intorno a questa amministrazione sono ben noti, per tutti si veda la situazione venutasi a creare con i parcherggi che dovevano essere a pagamento e con il project financing per il nuovo cimitero privato, per cui di cose “impiccate” se ne sono lasciate parecchie, per cui  per quelle mamme, che anche il trasloco dei loro figli a via Consalvi, poteva rivelarsi una cosa “impiccata” che avrebbe potuto vedere quei bambini trascorrere nell’attesa l’intero anno scolastico al Quartaccio. Ma il problema nasce quando si è rivelato il noto corto circuito tra la ASL che certifica l’idoneità dei locali di via Consalvi e l’ufficio tecnico comunale che non è intenzionata a concederla. Il vulvus sembra sia contenuto nelle disposizioni del decreto che stabilisce gli standard di capienza dell’edilizia scolastica per cui ci si sarebbe fermati su due accezioni. La prima è che la ASL abbia certificato come corretti siano gli spazi riservati ad ogni bambino ma l’opposizione arriverebbe dall’ufficio tecnico che, specificatamente per le scuole dell’infanzia, debbono garantirsi anche spazi per le attività all’aperto, come sostiene il decreto governativo, che nella fattispecie non ci sono. L’amministrazione sembra aver trovato due soluzioni, una proprio alla Pascucci. 
Il decreto in questione parla di standard relativi a edifici scolastici di nuova costruzione e non essendo quelli di via Consalvi di questo genere  non rientrerebbero nell’accezione. Ma dando per certa la mancanza di spazi per l’attività all’aperto ecco che una dirigente scolastica collaborativa, quella del Giovanni  Cena, si prenderebbe la responsabilità di garantire presso il suo istituto, le attività all’aperto necessarie ai quarantasette bambini. Basterà la garanzia offerta dalla dottoressa Cherubini, dirigente del Giovanni Cena per indurre l’ufficio tecnico a concedere l’autorizzazione? 
La  souspance è terminata nella tarda serata di ieri, quando l’arcano è stato svelato alle mamme convocate al Granarone per importanti “buone  notizie”. Le buone notizie ci sono state, ossia che i bambini andranno a via Consalvi come abbiamo ipotizzato.

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Collisione tra due navi al porto: indaga la Capitaneria

CIVITAVECCHIA – La Capitaneria di porto sta indagando su quanto accaduto domenica mattina, poco prima delle 8, tra la banchina 13 Sud e la banchina 23. 
Due navi sono venute a collissione, senza per fortuna gravi conseguenza e, soprattutto, senza far registrare feriti. 
Ma Msc Orchestra stava infatti eseguendo le operazioni di ormeggio alla banchina 13 Sud quando, per cause che andranno verificate attraverso le indagini della Guardia Costiera, ha urtato la nave da carico Ziad Junior, ferma in banchina 23. 
Per fortuna, essendo in fase di manovra, la collisione è avvenuta senza troppa forza, con le fiancata sinistra della nave da crociera che si è appoggiata all’aletta sinistra della nave cargo, la sovrastruttura, senza andare a coinvolgere lo scafo vero e proprio. 
Lievi i danni alla Msc Orchestra, mentre la Ziad Junior ha subito le conseguenze maggiori, ma non eccessive. È stata sottoposta a lavori di sistemazione in banchina. 
Attimi di paura a bordo della nave da crociera, ma soprattutto a bordo della imbarcazione da carico colpita. Il personale a bordo, secondo i primi racconti, alla vista del gigante del mare che si avvicinava pericolosamente alla loro nave, è letteralmente scappato lasciando l’imbarcazione, per evitare conseguenze peggiori. 
La Capitaneria è subito intervenuta sul posto, inviando a bordo delle due navi il proprio personale ispettivo per verificare l’idoneità alla navigazione. Sono state quindi acquisite le immagini registrate dagli apparati di bordo e sono state ascoltate le persone presenti in quel momento a bordo delle due navi. La Msc è poi ripartita senza problemi, mentre la Ziad Junior è stata sottoposta a riparazioni. 

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Tutti uniti per Marco e Francesco

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – ‘’Tutti uniti per Marco e Francesco’’ è lo slogan che come un tormentone impazza sui social. ‘’Mandiamoli in America  a curarsi! Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto’’  è l’invito dell’associazione Nazionale CeroidoLipofuscinosci A-NCL Onlus che ha attivato un conto per la raccolta fondi per i due fratellini di Cerveteri. Marco, otto anni, e Francesco, cinque anni sono affetti dall’età di tre dalla malattia di Batten di tipo 7, una rarissima malattia congenita neurodegenerativa, su base genetica. Un momento senz’altro difficile per i genitori, Silvia Sette e Emiliano Camerini, che dopo aver avuto due figli sani, due femmine, una diciottenne e l’altra quattordicenne, si sono trovati a combattere per gli altri due maschietti con una malattia rarissima  caratterizzata da un lento e progressivo decadimento motorio, sensitivo e cognitivo. 
Entrambi i fratellini, come tanti altri bambini,  sono nati normali, energici, ma poi dopo i tre anni arrivano i primi sintomi. Infine, la diagnosi che ha sconvolto completamente le loro vite. Oggi, però, per i pazienti affetti da questa malattia la speranza arriva da una terapia sperimentale in via di sviluppo negli Stati Uniti, per l’esattezza da un Centro Medico UT Southwestern di Dallas nel Texas. Entro la metà di dicembre, a giorni si avrà la data esatta, i genitori con i due figli partiranno per un primo incontro al Centro Medico di Dallas dove verranno seguiti i due bambini. I genitori hanno già dato due settimane fa il loro consenso. Si tratta della prima sperimentazione mondiale per cercare di bloccare l’evolversi della malattia. Questo primo incontro durerà una settimana e poi, invece, in primavera o all’inizio dell’estate quando inizia la sperimentazione dovranno rimanerci tre mesi. 
I genitori non sono nelle condizioni economiche di sostenere tutte le spese a cui andranno incontro, che sono eccessive rispetto alle loro possibilità. Per questo in tutto il litorale si è scatenata una gara di solidarietà con l’organizzazione di una serie di eventi per la raccolta fondi che ha visto in prima linea Ladispoli, Bracciano, Tarquinia, Civitavecchia e infine Cerveteri.  
Mamma Silvia: «Ci sono attualmente quattordici varianti per questa malattia che differiscono per profilo genetico, età d’insorgenza e decorso clinico. Per la numero 2 già è attiva una sperimentazione al Bambi Gesù, per le altre ancora no. Per la 7, che riguarda i miei due figli, la prima sperimentazione mondiale si farà a Dallas. Stiamo organizzando questo viaggio perché siamo stati contattati direttamente dal Centro Medico americano. Un mio primo obiettivo è quello di far conoscere questa malattia perché essendo rara, in Italia ci sono in tutto quattro casi, non se ne parla e non si conosce. Solo dal 2015 si può fare un esame prenatale per diagnosticarla. Di non secondaria importanza è aiutarci nella raccolta fondi perché è importante dare questa opportunità ai miei figli, soprattutto per Marco che sta in una fase avanzata della malattia e ha già perso la vista e ho paura che non possa rientrare nella sperimentazione.Francesco, invece, da quanto sono venuta a conoscenza, è il secondo bambino più piccolo al mondo affetto da questa malattia e quindi per lui l’ingresso nella sperimentazione è garantito». 
Mamma Silvia è determinata e non molla: «I bambini hanno un sorriso particolare e loro ti danno la forza per andare avanti. Siamo seguiti da un’associazione formata da famiglie come la nostra che ha aperto un conto per la raccolta fondi». 
Si tratta, come già citato, della  A-NCL e per il bonifico le coordinate bancarie sono: Associazione Nazionale Ceroidolipofuscinosi; Banca Prossima (Gruppo Intesa San Paolo); IBAN: IT15 T033 5901 6001 0000 0015 911; nella causale specificare: per Marco e Francesco Camerini. 
Martedì sera a Cerveteri uno spettacolo di beneficenza il cui ricavato andrà a favore  di Marco e Francesco. Si terrà alle 21 all’Auditorium Ises Enrico Mattei e per l’ingresso è prevista una donazione di cinque euro che sarà devoluta a A-NCL onlus . Una serata divertente organizzata da Danny Durantini, Moreno Sagripanti e Pier Luca Cerasa. Un grande spettacolo comico e musicale con I Sequestrattori direttamente da Zelig, Marko Tana e i Fandango con il loro tributo a Ligabue.

 

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Acea, Cozzolino incontr� Lanzalone

CIVITAVECCHIA – Le indagini relative allo stadio della Roma si sono concluse lo scorso martedì. Tra le persone che rischiano il processo ci sono il costruttore Luca Parnasi e l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone. 
Con la chiusura delle indagini sono diventate pubbliche anche le intercettazioni e le chat degli indagati. Tra queste ce ne è una che vede citato il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino. È la stessa Virginia Raggi, sindaco di Roma, tramite la messaggistica istantanea a scrivere a Lanzalone: «Ti chiederei di darmi un paio di date per incontrare i sindaci di Anguillara, Trevignano e Bracciano sulla questione del livello dell’acqua del lago». E aggiunge: «Poi ti chiede un appuntamento anche Antonio Cozzolino, sindaco M5S di Civitavecchia». Un incontro che poi c’è stato come spiega anche lo stesso sindaco di Civitavecchia. «Ho incontrato in alcune occasioni il dott. Lanzalone, nell’ambito del passaggio del servizio idrico dal Comune ad Acea sentenziato dal Consiglio di Stato – ha spiegato il Sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino – come normale che sia, essendo lui in quel momento il massimo rappresentante di Acea, c’è stato un confronto sul tema che si è concluso poi con la firma di Comune e Acea circa le condizioni del passaggio del servizio idrico». 
Il Sindaco nel raccontare gli incontri spiega anche che «è stata una normale interlocuzione fra il Sindaco ed il presidente di Acea. La magistratura farà tutto il necessario per appurare eventuali responsabilità su altre situazioni ma io ed il Comune di Civitavecchia siamo completamente estranei ai fatti su cui la magistratura sta indagando». 
Intanto, nonostante il passaggio ad Acea, continuano i disservizi. A sottolinearlo il consigliere comunale Mirko Mecozzi. «Doppio disservizio, quello arrecato dal Medio Tirreno e quello arrecato da Csp. Vorrei ricordare a riguardo che ambedue gli acquedotti risultano ad oggi ancora di competenza di questa Amministrazione». Secondo il consigliere il problema principale  è «il bacino di calma di Lasco de Falegname che non è stato più svuotato e che inevitabilmente, ogni volta che piove in maniera importante, produce le odiate torbide che provocano il disservizio a S. Liborio ed a tante altre zone della città. Su queste questioni ho scritto fiumi di inchiostro. Vedo la mancanza di determinazione verso il gestore Acea che in questi casi, dovrebbe essere indotto dal Sindaco Cozzolino a incrementare, se non addirittura raddoppiare, la fornitura idrica almeno per contenere il disservizio in aree più circoscritte di quelle attualmente interessate dai disagi».

 

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Il Paese che vorrei, una mozione per il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del territorio

SANTA MARINELLA – Il 5 novembre in Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica dello Statuto comunale presentata da “il paese che vorrei” e volta a promuovere la partecipazione.

Gli strumenti di partecipazione popolare, pur essendo previsti nello Statuto comunale sin dal 2001, nella nostra città di fatto non possono essere applicati. Il desiderio dei cittadini di essere parte attiva della vita pubblica si è sempre infranto, infatti, contro soglie di sottoscrizioni altissime e contro la mancanza dei regolamenti operativi, mai approvati. Tutto questo ha fatto si che venisse negato il diritto alla partecipazione, riconosciuto a tutti i livelli normativi.

"Nel tempo, – spiegano dal Paese che vorrei –  questa grave lacuna ha costituito un deterrente alla discussione e alla formulazione di proposte collettive sui problemi del territorio. Si è diffuso invece un sistema attraverso il quale il cittadino è portato a rivolgersi direttamente al singolo referente dell’Amministrazione per la risoluzione di problemi e i rappresentanti politici si rivolgono ai cittadini solo in occasione delle tornate elettorali. Questo rapporto interpersonale ormai consueto, oltre a comportare evidenti lacune sotto il profilo della trasparenza, blocca lo sviluppo di una consapevolezza sulla natura collettiva di alcune istanze, sull’attuazione dei  diritti condivisi dai cittadini e sulla maggiore forza contrattuale insita nel coinvolgimento collettivo".

Per favorire la discussione pubblica e promuovere il confronto, “il Paese che Vorrei” ha ritenuto opportuno avanzare una proposta di modifica di alcuni articoli dello Statuto, che interessano proprio la partecipazione popolare. "In primo luogo  – spiegano – si richiede di adeguare allo standard nazionale il numero delle sottoscrizioni necessarie per avanzare istanze, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e promuovere referendum. Attualmente il numero di sottoscrizioni richieste è spropositato rispetto alla realtà degli altri comuni (il 35% degli aventi diritto al voto contro una media nazionale del 10%). Inoltre, per rendere operativi gli strumenti di partecipazione, sono stati elaborati tutti i regolamenti necessari, raccolti in un Testo Unico in materia di democrazia partecipata".

Nel dettaglio gli istituti interessati alla modifica sono i seguenti: le istanze, con cui i cittadini possono sollecitare l’iniziativa del Comune su questioni di interesse generale; le petizioni popolari che offriranno la possibilità di chiedere direttamente a Sindaco, Giunta e Consiglio spiegazioni e delucidazioni nel merito di atti emanati dagli organi dell’amministrazione; le  proposte di deliberazione di iniziativa popolare attraverso cui i cittadini possono avanzare al Consiglio comunale vere e proprie proposte per l’emanazione di provvedimenti; il referendum consultivo che consiste nel chiamare i cittadini a esprimere il loro orientamento in merito a un tema, iniziativa o progetto e il referendum abrogativo, con cui i cittadini possono esprimersi in merito alla cancellazione totale o parziale di una deliberazione adottata dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

"Queste modifiche – concludono dal Paese che vorrei –  intendono restituire voce ai cittadini riportandoli al centro della vita politica e sociale del nostro comune. Hanno l’ambizione di far rinascere negli abitanti di Santa Marinella la voglia e l’orgoglio di sentirsi parte di una collettività e di tornare a interessarsi ai temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita".

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Oggi i funerali di Pino Grasso

CIVITAVECCHIA – Oggi l'ultimo saluto a Pino Grasso, maestro del giornalismo, scomparso ieri mattina dopo una lunga malattia ad ottant'anni. In Cattedrale i funerali di quello che, per oltre mezzo secolo, è stato un punto di riferimento in città.

E si moltiplicano i messsaggi di cordoglio.  

"Non amavi la retorica ed io non ti farò il torto di usarla per te. Eri diretto, a volte persino brusco e non amavi giri di parole. Così eri e così amavi essere. E così ti accettavamo e così ti volevamo. Un Pino diverso sarebbe stato impensabile. Perché nei tuoi modi si esprimeva la tua natura ed emergevano le tue passioni autentiche. Non sopportavi l’errore, la superficialità, le approssimazioni. Soprattutto nel tuo mestiere di giornalista. Strapazzavi i tuoi collaboratori a volte con una rudezza che provenendo da altri avrebbe provocato reazioni. Eri una fonte inesauribile di notizie. Sapevi tutto della tua città, dei personaggi, degli intrecci e degli intrighi.  E avevi il mito della “civitavecchiesità”, pur non essendo nato a Civitavecchia. Si, avevi il mito di una città che la nostra generazione aveva idealizzato, davvero “la città d’incanto”, che si poteva criticare, giudicare per i suoi tanti difetti, ma alla quale sei rimasto legato tutta la vita, non immaginando altra comunità diversa da questa. Negli ultimi tempi, quando le tue frequentazioni si sono ridotte a causa della malattia, esprimevi sofferenza per le trasformazioni della città, dove non sentivi più quella solidarietà, quel conoscersi tutti e chiamarsi per nome, che avevano caratterizzato la tua, la nostra, generazione. E ti indignavi, quasi a voler recuperare con l’invettiva almeno la dimensione della memoria, rifiutando la crudeltà del tempo che cancella le cose e le persone. E ricordavi, nelle lunghe telefonate, i vecchi amici, i protagonisti di tempi che consideravi esemplari. Ma lascia, Pino, che sia io ora a lanciare una invettiva verso di te: la tua assenza aggraverà ancora di più quella perdita di identità che tanto lamentavamo, perché tu sei stato un protagonista e un testimone tra i più significativi di un’epoca che sta tramontando portando con sé tanti insostituibili valori".
Fabrizio Barbaranelli

"Con Pino Grasso la città perde un decano del giornalismo e una personalità che ne ha accompagnato la crescita negli anni. Forza Italia di Civitavecchia esprime perciò il suo cordoglio e si stringe all'amico e consigliere Massimiliano per il grave lutto". Forza Italia

"Onda Popolare rivolge le proprie condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Pino Grasso, giornalista che ha seguito e caratterizzato con I suoi “pezzi giornalistici” la cronaca e la storia di questa città sin dagli anni 60/70, esemplificando con professionalità il giornalismo libero". Graziano Puppi presidente Onda Popolare 

"Faceva freddo. Caspita se faceva freddo. Arrivare a Molo Vespucci , a gennaio, dopo le 8 di sera era come imbarcare su un rimorchiatore.  Il Consiglio comunale cominciava a quell’ora.  Dopo le undici tutti a “fare il pezzo” nel prestigioso ufficio stampa del Consorzio del Porto che Lui dirigeva.
Su una macchina da scrivere elettrica.  Un demonio difficile da domare per chi era abituato alla Lettera 35. Poi si dettava la corrispondenza ai “dimafoni”. Ed era allora che, magicamente,  spuntava un tè o un caffé caldo. E iniziava il “bello”.
Pino era stato in redazione prima di me, e conosceva tutti noi giovani cronisti. Io ero al Tempo per 5500 lire al mese di rimborsi.  Arrotondavo portando gli abbonamenti per le case.
Il “bello” erano i suoi racconti. Indimenticabile quello delle “Sirene di Ladispoli”.
Lo svegliò la redazione di Roma in piena notte: “Grasso, ma come…. Avvistano una sirena a Ladispoli e ancora non sai niente”.
“Ma vàh!”
“C’è un’ Ansa… c’è un’ Ansa,  hai capito?  Aspetta che te la leggo. Titolo: Avvistata una Sirena a Largo di Ladispoli” Testo: Due perscatori locali…”.
Raccontava che aveva riso. Che aveva interrotto il trafelato Capo Servizio prima che gli leggesse i due nomi,  indovinandoglieli tutti e due.
Conosceva tutti. Compreso i due bontemponi che si erano presi gioco di tutta la grande stampa nazionale. Fino a quel momento.
Oggi sarebbe una perfetta “Fake new”. Ma a quell’epoca il giornalismo aveva dei bravi maestri. I miei? Aldo, Danilo, Giovanni Maria  e Pino Grasso.
Lui mi insegnò a non credere alle Sirene.  E vi assicuro, giornalisti o no,  non è poco. Specie di questi tempi.
Ciao Pino, riposa in pace". Fabio Angeloni

 

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Derby Cpc-Santa Severa, il Real Fiumicino vuole mantenere la vetta

Oggi alle 15 va in scena la 5^ giornata del campionato di calcio a cinque serie C2 girone d. Ben cinque le squadre del comprensorio a scendere sui vari parquet. Alle 15.30 a San Liborio  la Cpc2005 sfida il Futsal Santa Severa. Match per gli uomini di Branchesi molto sentito, essendo un derby contro una compagine che staziona al penultimo posto della classifica, reduce dalla pesante sconfitta interna con l’Eur Massimo.  I rossi del binomio sportivo Atletico Tirrena- Cpc005 nell’ultima gara sono usciti invece vincitrici in casa della Virtus Anguillara, persa la qualificazione in Coppa Lazio ha inanellato poi i quattro  risultati positivi in campionato, che la mantengono stabile in seconda posizione. Tornando alla Futsal Santa Severa, invece, i ragazzi di mister Villella non riescono più a portare via un successo che darebbe una chiara iniezione di fiducia. Con un solo punto all’attivo, infatti, i tirrenici sono ancorati al penultimo posto della graduatoria anche se, dalla loro, hanno il fatto che sono dei neo promossi e quindi necessitano di tempo per integrarsi in un torneo difficile come quello di C2.
Turno interno per la Td Santa Marinella, che oggi alle 15 al Pala De Angelis ospita il Grande Impero.
I ragazzi di mister Di Gabriele, reduci da una vittoria, un pareggio e due sconfitte, sono ancorati in una posizione di centro bassa classifica, con quattro punti nel carniere e quindi lontani dalle posizioni di vertice detenute dall’Eur Massimo, dal Laurentino e dal Fiumicino. 
«Noi per ora dobbiamo cercare di limitare i danni – dice Di Gabriele – perché quest’anno abbiamo allestito una squadra molto giovane. Questi ragazzi hanno bisogno di tempo per ambientarsi e dunque, se non troveremo i risultati in tempi brevissimi, dovremo continuare a dargli fiducia comunque, perché sono loro il futuro di questa società». 
La Futsal Academy di patron Elso De Fazi sfida tra le mura amiche la compagine Virtus Anguillara Futsal che naviga nei bassifondi della graduatoria con un solo punto all’attivo. I civitavecchiesi dopo la vittoria ottenuta con il Blue Green cercheranno il secondo successo consecutivo.
La capolista Real Fiumicino/Futsal Isola, a punteggio pieno dopo quattro gare disputate, sfidano la terza della classe Valentia. Una gara non facile per gli aeroportuali che vogliono mantenere a tutti i costi la vetta.
 

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Marco Lodadio bronzo Mondiale

Marco Lodadio è bronzo ai Mondiali di Doha. Il ginnasta della cantera dell’As Gin e componente del team azzurro ha effettuato una prova eccezionale che gli è valsa il terzo posto in questa grande e importante competizione a cui hanno partecipato i mostri sacri della ginnastica artistica planetaria, quelli plurimedagliati alle Olimpiadi e ai Mondiali. Lodadio con impegno, grinta, sacrificio e determinazione ha mostrato a tutti il suo talento innato e la tecnica acquisita dopo anni di intenso allenamento. 
Pian piano ha sbaragliato tutti i concorrenti arrivando a conquistare il pass per la la finale degli anelli, dove si sono sfidati i migliori 8 atleti del mondo e qui Marco Lodadio ha dato il massimo conquistando un meritatissimo terzo posto, portando così in alto contemporaneamente l’Italia, l’As Gin e Civitavecchia. Davanti a Lodadio solo due campioni: il greco Petrunias e il brasiliano Zanetti, due mostri con alle spalle più Olimpiadi. Marco, pur essendo in assoluto l’atleta più giovane, con un esercizio ottimo ha ottenuto il punteggio di 14,9 che lo ha fatto salire sul terzo gradino del podio. 
Dai tempi di Jury Checchi l’atleta made in As Gin è il primo italiano a portare a casa un così prestigioso traguardo. Ieri prima della gara Lodadio su Facebook aveva scritto: «Oggi è quel giorno che sogno da sempre. Da bambino mentre guardavo le finali dei Mondiali pensavo “ma quanto sono forti questi?”.  Era un’ammirazione profonda e il pensiero di arrivare a questi livelli, che per anni ho addirittura tenuto nel cassetto, era lo stesso, di quello di un bambino che vuole fare l’astronauta, senza crederci veramente fino in fondo. Mi sembrava impossibile arrivarci, anche solo pensare di farlo a volte è stato un peso, quasi una frustrazione; essere in palestra con un sogno che non si stava realizzando mai! Oggi non mi sento il più forte, ma fortunato, perché realizzare un sogno è un mix di ingredienti, di “x” da risolvere in un equazione più grande di te! A chi guarderà la mia gara oggi pomeriggio dico una cosa “non state guardando una possibile medaglia o un possibile successo, state guardando un ragazzo normale che realizza un sogno”. Vada come vada, sognate con me». 
E così è stato: Lodadio ha fatto sognare tutti, è stato il bel finale di una favola in cui il protagonista da piccolo atleta con impegno, sacrificio e costanza è ora sul tetto del mondo, è il testimone che volere è potere e il bello deve ancora arrivare. 
Al settimo cielo mister Gigi Rocchini che al suo pargolo scrive: «È il momento di urlare, urlare ce l’ho fatta conservando però energie per l’ennesimo giro di ‘‘giostra’’. La testa bassa, a seguitare concentrato, la mente lucida a raccogliere una vita di esperienze fatte con l’obiettivo chiaro di  ‘‘prendersi la giusta ricompensa’’. Marco vai e goditela. Noi possiamo solo essere felici per la tua camminata fino qui, il resto verrà».
Emozioni, lacrime, gioia ai massimi livelli all’As Gin. Alle 16.30 nel geodetico di San Gordiano si è fermato tutto: gli atleti, i coach, i dirigenti tutti davanti ai maxischermi a sostenere il pupillo di casa e alla fine è stata un’apoteosi di festa ed emozioni. Il presidente dell’As Gin e consigliere nazionale della Federazione Ginnastica Pierluigi Miranda in lacrime ha commentato: «Marco è un grande e ho sempre saputo che aveva ed ha la stoffa del campione e ho sempre creduto in lui. È una vittoria meritata perché in questi anni ha sacrificato molto e dato tanto. Lo ringrazio per questa gioia immensa che ha regalato alla nostra società ma anche all’Italia intera. Ha compiuto un’impresa stratosferica e ora non è finita: puntiamo alle Olimpiadi di Tokyo e il Mondo è avvertito: c’è anche il nostro Marco Lodadio».

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