Rotatoria sull'Aurelia, è di competenza di Ladispoli

LADISPOLI – Anche la rotatoria al confine tra Ladispoli e Cerveteri è di competenza del Comune di Ladispoli. A stabilirlo sarebbe proprio una convenzione stipulata tra Anas e i due comuni del litorale risalente al 2014 dove Anas e Cerveteri avrebbero di fatto delegato a Ladispoli, in accordo con l'amministrazione dell'ex sindaco Paliotta, la manutenzione delle due rotatorie che insistono sull'Aurelia. Viene dunque così ''scagionato'' da inottemperanza il Comune di Cerveteri chiamato in causa nei giorni scorsi da un consigliere di minoranza relativamente allo sfalcio dell'erba all'interno della rotatoria. Se è vero infatti che Anas in una mail notificata al consigliere comunale aveva espressamente detto che la manutenzione dell'opera spettava al Comune, è anche vero che il Comune in questione è proprio quello di Ladispoli e non quello del sindaco Pascucci. Sebbene dunque sia da apprezzare la buona volontà del delegato ladispolano, Gianfranco Fioravanti, che, dopo le varie proteste, anche social, di vari cittadini, a causa dell'erba troppo alta e che impediva la visibilità in rotatoria, ha deciso di mettersi a disposizione, andando in ''soccorso'' dei vicini di casa ripulendo l'intera rotatoria; ora bisognerebbe capire come mai, fino ad oggi, mentre la rotatoria all'ingresso di Ladispoli risulta ben curata, quella di Cerveteri sia stata invece abbandonata al suo destino fino all'arrivo del supereroe Fioravanti.

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Un esposto sulla nomina di Vincenzo Conte

CIVITAVECCHIA – Una serie di anomalie e criticità, non solo nella nomina di Andrea Rigoni – così come evidenziato già nell’esposto presentato qualche settimana fa da un professionista civitavecchiese – ma oggi anche sull’incarico affidato a Vincenzo Conte. Continua a far discutere la procedura con la quale Molo Vespucci ha affidato l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security a Conte, già direttore tecnico della stessa società. Tanto che sui tavoli della magistratura è arrivato un secondo esposto, anche questa volta presentato da uno dei professionisti locali che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica proprio per ricoprire quel ruolo.

Ripercorrendo quanto già evidenziato nella precedente denuncia, questa volta l’esposto mette in evidenza presunte criticità anche sulla recente decisione presa dal vertice dell’Adsp, dopo le dimissioni di Rigoni.

«Dimissioni – si legge nel documento – che per legge sono riconosciute come atto unilaterale e le norme prevedono, espressamente, che l’Amministratore dimissionario rimane in carica fino alla nomina del nuovo Amministratore. Non si comprende come in questo caso non sia stata espletata la selezione pubblica come in precedenza. Ma cosa ancora più grave, non si comprende come il presidente Francesco Maria Di Majo abbia nominato colui che è assunto, con l’incarico di Direttore Tecnico. Nomina che non è stata ancora pubblicata nella sezione amministrazione trasparente della società, così come non è stato pubblicato copia del verbale dell’assemblea con la quale il dott.Vincenzo Conte è stato nominato anche Amministratore Unico della Pas. Si tratta dell’unica figura dirigenziale presente nella pianta organica della società che, in modo unilaterale ed assolutamente arbitrario, è stato chiamato a ricoprire anche il ruolo di Amministratore Unico. Scelta incomprensibile e, soprattutto, contraria a qualsiasi normativa vigente».   

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Conte: amministratore "a tempo" della Pas

CIVITAVECCHIA – "La nomina del dottor Vincenzo Conte quale amministratore unico pro tempore della Pas per il tempo strettamente necessario all’individuazione di un nuovo amministratore è stata effettuata nel pieno rispetto della legge". Arriva direttamente da Molo Vespucci la difesa della decisione presa dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo – all'indomani delle dimissioni lampo, ed inaspettate, di Andrea Rigoni – di affidare l'incarico a Conte, già direttore tecnico della Port Authority Security.  

E l'Authority cita il D.Lgs. 175/2016 per confermare come non vi sia alcuna incompatibilità nel ricoprire entrambi i ruoli. "L’articolo 11, comma 8, del D.Lgs. 175/2016 stabilisce infatti – hanno sottolineato – che gli amministratori delle società a controllo pubblico non possono essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti. Qualora siano dipendenti della società controllante, in virtù del principio di onnicomprensività della retribuzione, fatto salvo il diritto alla copertura assicurativa e al rimborso delle spese documentate, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 6, essi hanno l'obbligo di riversare i relativi compensi alla società di appartenenza. Dall'applicazione del presente comma non possono derivare aumenti della spesa complessiva per i compensi degli amministratori”. L’ incompatibilità poteva quindi sussistere, come peraltro è stato in passato precisato anche dal Mit, laddove il dottor Conte fosse stato dipendente dell’Autorità di Sistema Portuale, ovvero utilizzando la formulazione della norma sopra richiamata, dipendente dell’amministrazione pubblica controllante".

L'Adsp ha poi precisato come Conte abbia rinunciato ai compensi di amministratore unico "ed è stato espressamente autorizzato dalla propria amministrazione di provenienza, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – hanno concluso – a svolgere l’incarico di amministratore con soli compiti di ordinaria amministrazione, senza retribuzione, per il periodo necessario alla nomina del nuovo amministratore. L’assemblea della Pas aveva infatti anch’essa deliberato di nominare il dottor Conte ad interim".  

Rimangono però i dubbi, al di là del decreto citato relativo tra l'altro al pubblico impiego. Quelli cioè legati al fatto che in una società in house come la Pas amministratore unico e dipendente – come è il caso di Conte già direttore tecnico – difficilmente possono essere la stessa persona, con controllato e controllore che vanno a coincidere, senza più il necessario vincolo di subordinazione. Ma a dirimere questi dubbi, a questo punto, potrebbero essere il collegio dei revisori – al quale poteva essere affidato l'incarico ad interim come già accaduto in precedenza – e la stessa Anac, competente a decidere in questi contesti. 

 
 

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Di Majo rischia per la nomina di Conte

CIVITAVECCHIA – La nomina di Vincenzo Conte ad amministratore unico della Pas (Port Authority Security), la società che si occupa dei controlli ai varchi e delle banchine nell’ambito della sicurezza portuale, il cui socio unico è l’Autorityà di Sistema Portuale, è finita non solo in Procura della Repubblica, in seguito ad un esposto presentato nei giorni scorsi, ma anche all’Anac (l’Autorità Anticorruzione) e alla Direzione Porti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui è stato inviato il medesimo esposto già trasmesso a via Terme di Traiano.

Secondo quanto contenuto nell’esposto, infatti, la nomina sarebbe irregolare: Conte, infatti, è il direttore tecnico della società, di fatto un suo dipendente. Ed ai sensi del codice civile, come ribadito anche nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica, la stessa persona non può essere contemporaneamente dipendente ed amministratore unico di una srl.

Si tratta di una causa di incompatibilità espressamente prevista dalla normativa vigente: l’amministratore/lavoratore, infatti, questa è la ratio della norma, deve risultare in concreto assoggetato ad un potere disciplinare direttivo esercitato da altri amministratori (come potrebbe essere nel caso di un consiglio di amministrazione in cui le deleghe relative al personale potrebbero essere conferite ad un componente diverso dal Presidente del Cda, qualora questi fosse anche dipendente dell’azienda). Pertanto, è pacifico che l’amministratore unico non possa essere anche lavoratore dipendente della società (come nel caso del direttore tecnico) non ravvisandosi in tal caso il vincolo di subordinazione e cumulandosi nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. Peraltro, a quanto pare, Conte non avrebbe dichiarato l’intenzione di dimettersi da direttore tecnico (ruolo per il quale percepisce oltre 200.000 euro annui), bensì la volontà di svolgere l’incarico di amministratore unico a titolo gratuito.

Una scelta, questa, che però non servirebbe a rimuovere l’oggettiva condizione di incompatibilità. Inoltre, qualora il vizio della nomina fosse riscontrato (e sarebbe interessante conoscere il parere del collegio dei revisori dei conti della società a questo proposito), sarebbe con ogni probabilità sanzionabile ai sensi della Legge Severino (trattandosi di una società inhouse di un ente pubblico) anche chi ha deciso e firmato la nomina in qualità di socio unico, ossia il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, che in caso di applicazione della norma, potrebbe essere inibito ad effettuare altre nomine per almeno 3 mesi. 

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''Caso Corrado Melone'', Grando: «Chiesto un incontro al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale»

LADISPOLI – “Vogliamo che il centro di via Begnac sia a disposizioni dei ragazzi di tutte le scuole di Ladispoli e di tutte le associazioni che nella nostra città praticano attività culturali, musicali e teatrali”.
Con queste parole il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, è intervenuto sulla decisione dell’Amministrazione comunale di predisporre, per gli alunni della Corrado Melone che fino allo scorso anno scolastico consumavano i pasti nella struttura Polifunzionale, un nuovo locale mensa nel plesso Fumaroli.
“Questa mattina – ha proseguito Grando – insieme alla Asl abbiamo effettuato un sopralluogo nella nuova mensa e gli ispettori non hanno trovato nulla da eccepire sull'idoneità dei locali che devono ospitare il servizio di refezione scolastica, idoneità che era già stata garantita dagli uffici comunali competenti.Inoltre, non corrisponde al vero che la società CIR abbia affermato che i nuovi locali non fossero idonei, notizia che era stata data ai genitori dal Prof. Agresti in una delle sue email informative. Poiché vogliamo che le famiglie abbiano la massima certezza che i proprio figli frequentino locali a norma, abbiamo chiesto espressamente alla Asl, anche se non dovuto per legge, un parere scritto che certifichi l'idoneità dei locali e anche il numero di alunni che possono essere ospitati. In attesa di ciò, a partire da domani e fino alla completa definizione della vicenda, i ragazzi della Corrado Melone potranno consumare i pasti all’interno del Polifunzionale che, ribadisco, in futuro dovrà essere un luogo a disposizione di tutta la popolazione studentesca e di tutte le associazioni di Ladispoli. Non è oggettivamente possibile garantire la convivenza delle attività culturali con quella di refezione scolastica. Già in passato si sono verificati problemi e, sempre poiché abbiamo a cuore la salute dei ragazzi che frequentano le nostre scuole, abbiamo preso la decisione di dividere i due settori. Non saranno le urla e le invettive di una rumorosa minoranza di genitori, aizzati ad arte contro il Comune dalla Dirigenza e da alcuni insegnanti politicizzati della Melone, a fermare l’impegno dell’Amministrazione comunale per le scuole di Ladispoli".
Il primo cittadino bacchetta poi il dirigente scolastico sulla "guerra" a suon di comunicati nei confronti dell'assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Cordeschi e all'amministrazione comunale, definendoli "vergognosi". 
"Questo è il ringraziamento per aver lavorato una estate intera per esaudire le richieste di aule aggiuntive della Melone. Richiesta che è stata prontamente accolta nonostante la Corrado Melone fosse stata già diffidata a non accettare iscrizioni oltre il limite di capienza delle aule che ha in dotazione. La Dirigenza delle Melone ritiene però di non dover rispettare tali limitazioni e di avere il diritto/dovere di aumentare all'infinito il numero di iscritti, senza considerare le ripercussioni di questo comportamento. A Ladispoli ci sono altri 3 Istituti comprensivi, con nessuno di questi ci sono i problemi di alcun tipo e ogni questione viene affrontata con il massimo rispetto da ambo le parti. Lo scorso anno l'Istituto Ladispoli 3 ha dovuto far fronte alla mancanza del plesso di via Rapallo e a metà di quello di via del Ghirlandaio e quest'anno ancora a quello di Via Rapallo, eppure non c'è traccia di tutto il polverone alzato in questi giorni dalla dirigenza della Melone. La salute e la sicurezza dei ragazzi è sempre stata e continuerà ad essere una priorità della mia amministrazione. Lo abbiamo dimostrato con i fatti, intervenendo in tempi record lo scorso anno sul plesso di via del Ghirlandaio e recuperando un finanziamento di mezzo milione di euro per la ristrutturazione della scuola di via Rapallo che stava per essere perso a causa del disinteresse chi ci ha preceduto. Inoltre, questa estate sono stati eseguiti lavori di manutenzione, controlli sugli impianti elettrici e sulle dotazioni antincendio di tutti gli Istituti per oltre 100.000 euro di investimenti.   E qualcuno vorrebbe farci passare come persone che non hanno a cuore la sicurezza dei bambini? Non scherziamo, non ci sto! Stiamo facendo i miracoli senza soldi a disposizione, chiedendo alle ditte di fare lavori quasi a prezzo di costo per il bene dei ragazzi. A loro e a tutti gli uffici comunali va il mio personale ringraziamento e quello di tutta l'amministrazione. Chi invece porta la politica all'interno delle scuole non merita nulla. Ho già chiesto un incontro con al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale perché questa volta non intendo soprassedere su quanto accaduto. Pretendo il rispetto che si deve all'Istituzione che ho l'onore di rappresentare e non intendo minimamente assecondare i comportamenti riprovevoli che si sono verificati in queste settimane. Le famiglie degli alunni stiano tranquille, l'amministrazione comunale continuerà a fare tutto il possibile per garantire a tutti ragazzi di Ladispoli la massima sicurezza e tranquillità”.

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Reati giudicati con rito ordinario e abbreviato: come si applica la continuazione?

La diminuente di un terzo contemplata dall'art. 442, comma 2, c.p.p., non può essere estesa oltre i casi previsti espressamente dalla…

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Presentata lunedì la squadra dell'Allumiere

Lunedì pomeriggio nella piazzetta dell’Unione Sportiva è stata presentata ufficialmente la squadra e la dirigenza dell’Allumiere calcio ed è quindi partita la nuova ‘’Era Superchi’’. La massima carica della società biancazzurra è infatti Enrico Superchi, ex presidente della Cm Tolfallumiere; vice presidente Mauro Annibali. Uno dei pilastri e bandiere dell’Allumiere calcio, Giampiero Regnani, ha assunto il ruolo di direttore sportivo; segretario Marco Rossi. Numerosa la schiera dei consiglieri tra cui Carlo Amici, Danilo Sestili e molti ex giocatori biancocelesti. “La rosa dei dirigenti – spiega il presidente Enrico Superchi – non è chiusa perché il mio auspicio è che possano entrare in società altre persone innamorate dell’Allumiere calcio. Aspettiamo a braccia aperte sia i dirigenti della passata gestione che chiunque voglia mettersi in gioco”. Il presidente Superchi, visibilmente emozionato per questa nuova avventura, ha voluto ringraziare “i dirigenti uscenti, l’amministrazione comunale e tutti coloro che hanno sposato questo nuovo progetto”. Durante la presentazione erano presenti anche il sindaco Antonio Pasquini, il vicesindaco Manrico Brogi e il delegato allo Sport Gabriele Volpi che sono saliti sul palco e hanno espresso parole di elogio e di ringraziamento verso i dirigenti e i giocatori. Applausi poi per il nuovo tecnico della squadra Nico Rogai, uno tosto, grintoso e ‘’tignoso’’ come gli allumieraschi e che come i collinari non ama perdere. Rogai nel suo intervento tra l’altro ha spiegato: “Sono molto contento di essere approdato ad Allumiere con questa dirigenza e questo gruppo. A me non piace perdere e quindi chiedo ai ragazzi che in ogni partita diano il massimo. Non si fanno proclami e promesse. L’unica cosa certa è che ci impegneremo a far bene. Parlare di obiettivi ora è veramente prematuro”. Superchi ha ribadito la volontà di dare spazio ai giocatori di Allumiere e Tolfa ma abbiamo con noi anche giocatori di Civitavecchia. Tra i nostri obiettivi principali c’è quello di portare in campo e sugli spalti la gente di Allumiere e Tolfa”. Durante la presentazione Superchi e i suoi hanno espressamente spiegato: “Abbiamo scelto di presentare la squadra il 13 agosto èerchè è il compleanno del grande Riccardo Rinaldi che nel 1953 ha fondato l’Unione Sportiva. A lui il grazie nostro e di tutti gli sportivi di Allumiere”. Dal 22 agosto prossimo mister Rogai alla Cavaccia darà il via alla preparazione atletica in vista della stagione 2018-2019. Cresce quindi l’attesa in vista dell’ultima domenica di settembre, giorno in cui si alzerà il sipario sul campionato di prima categoria; per ora non si sa in quale girone sarà inserito l’Allumiere calcio.  Intanto è stato aperto il tesseramento e i fdirigenti invitano tutti a tesserarsi a da settembre a seguire sugli spalti la squadra negli impegni interni.

Il roster.

Portieri: Franco Smacchia e Manolo Rossi.

Difensori Mario Pacchiarotti, Giuseppe Del Frate, Antonio Superchi, Giampiero Olivetti, Gabriele Baffetti, Giordano Golino, Gianluigi Brunori, Luca Brodolini, Massimo Feuli

Centrocampisti: Giuseppe Testa, Damiano Testa, Dario Perfetti, Alessandro Fracassa, Alessio Alessio Caputo, Christian Cirotto, Gianluca Mocci, Marco Del Frate, Mauro Mosca, Diego Burattini, Nicholas Pinardi, Giovanni Superchi, Luca Vittori.

Attaccanti: Mirko Chima, Riccardo Cottuno, David Superchi, Mirko Piroli, Valerio Massi, Doriano Ricci e Federico Macchiola.  

  

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n. 180 SENTENZA 10 – 27 luglio 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali – Codice di
autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati
– Astensione del difensore nei procedimenti e processi in relazione
ai quali l'imputato si trovi in stato di custodia cautelare –
Possibilita' di procedere malgrado l'astensione solo ove l'imputato
lo chieda espressamente, con conseguente obbligo, per il difensore,
di assicurare l………(T-180180)

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Moscherini: ''San Giorgio, avanti con la legge 28/80'' 

TARQUINIA – Entro il 10 agosto il passaggio in commissione urbanistica, convocata ad hoc, che acquisirà la legge regionale 28/80 e che permetterà di stoppare, subito, le demolizioni. Comprese le procedure già avviate. Poi,  nei tempi possibili, l’acquisizione del documento  in consiglio comunale. Perché la risoluzione del caos urbanistico di San Giorgio si ottiene “salvando tutti”,  e soprattutto attraverso il percorso delineato dalla legge 28/80 che riporta tutto in mano all’amministrazione comunale. 
Parola del consigliere comunale Gianni Moscherini che ieri mattina ha indetto una conferenza stampa per illustrare, anche alla presenza di alcuni consorziati,  che “stavolta si volta pagina”, dopo 50 anni di immobilismo incapacità.
Moscherini ha annunciato, dalle sale del ‘’Cantiere della nuova politica”, di essere in linea con il percorso che ha deciso di intraprendere l’amministrazione comunale per riportare ordine in una delle zone più belle del territorio di Tarquinia. L’iter procedurale su come affrontare il caso San Giorgio Moscherini lo ha infatti già discusso con il sindaco Pietro Mencarini e il segretario generale.
«Mi ero preoccupato molto in questi giorni –  ha detto – per le notizie diffuse circa il fatto che gli uffici comunali stanno mandando ai consorziati le lettere di acquisizioni e di demolizione; anche a coloro che hanno pagato il condono. Il sindaco però mi ha confortato, condividendo un’azione amministrativa che sarà risolutiva nel riportare tutto alla legalità, nell’ambito di un progetto urbanistico che risponderà a tutte le esigenze: turistiche, abitative, dei servizi». 
«Anche Mencarini – ha aggiunto il consigliere –  insieme al segretario generale, condivide con me  il fatto di dover procedere utilizzando la legge regionale 28/80 uni vero percorso per riportare tutto sul binario giusto. Anche perché la legge ci consente immediatamente di stoppare gli ordini di demolizione, e rimettere in mano tutta la vicenda  urbanistica al Comune. Perché il Comune ha il dovere di risolvere i problemi che ci sono nell’area e  che risalgono al 1964. La legge in questione stabilisce anche quali sono i benefici che i Comuni, applicando la norma, possono utilizzare  in via straordinaria per i cittadini». 
Moscherini non ha dubbi: «In quella legge è disegnato il percorso. Quindi, con il sindaco  e il segretario generale siamo perfettamente d’accordo; al punto che mi hanno comunicato che prima del 10 agosto si terrà una commissione urbanistica ad hoc, in Comune, dove si stabilirà questo percorso dell’utilizzo della legge 28/80.  La commissione voterà, cioè,  un documento di linea di indirizzo che sarà portato in consiglio comunale per essere votato, ci auguriamo, all’unanimità. Nel documento chiederò espressamente di raccomandare agli uffici comunali di stoppare immediatamente  le demolizioni, senza neanche aspettare il voto del consiglio comunale, che, comunque,  certificherà in maniera inequivocabile l’applicazione della legge». Per uscire dal caos per Moscherini serve anche procedere con un altro tassello: «Un altro passaggio fondamentale – ha detto il consigliere – è quello di chiudere i consorzi, che hanno contribuito a generare il caos. Qui bisogna ridisegnare quella che io in campagna elettorale ho definito come ‘’città giardino’’. Il Comune, riprendendo in mano tutta l a vicenda urbanistica, dovrà far fare un nuovo progetto, dove verranno tutelati i diritti di tutti, nessuno escluso. Tutti i problemi devono essere risolti: urbanisticamente, in tema di servizi e altro. Ringrazio il sindaco e il segretario generale per questa decisione che cambierà il volto di un’area importante di Tarquinia. I consorzi si mettano da una parte, non si occupino più di materie che attengono al Comune e ai professionisti ai quali l’amministrazione si affiderà per portare a termine l’obiettivo». «La legge 28/80 – ha voluto rimarcare Moscherini –  rimette in mano tutto al Comune, e i Consorzi non si infilino sulla questione urbanistica. I consorziati si devono allineare perché con l’applicazione della legge 28 si sana il diritto. Trovo questa novità da parte dell’amministrazione molto bella, che ridà una luce di speranza, anche ad  altri progetti». «In commissione – ha più volte rimarcato Moscherini –  farò inserire esplicitamente la dicitura che invita la commissione a sospendere qualunque procedura già avviata ai fini della demolizione. Da questo momento, pertanto, si apre un capitolo nuovo. Io sono favorevole  a questo iter e chiederò agli altri colleghi della minoranza  di sostenere questo percorso. Sarebbe importante che uscisse con un voto in commissione, e poi in consiglio, all’unanimità».
A margine della conferenza, gli interventi di alcuni consorziati che hanno sconfessato il presidente Lugni il quale, a loro dire, avrebbe assunto la decisione di ricorrere al Tar (senza tuttavia chiedere la sospensiva) contro la delibera di giunta, n13, che adotta la legge 28/80,  senza preventivamente  consultarsi con il consorzio che rappresenta. «Non trovo giusto che un presidente possa fare iniziative di questo tipo senza aver riunito preventivamente i consorziati in assemblea. Siamo esausti.  Io, come tutti, chiedo, in linea con l’amministrazione comunale e il consigliere Moscherini che venga immediatamente applicata la 28/80». 
 

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Santa Marinella: l’incubo dissesto diventa realtà

SANTA MARINELLA – Lunedì, il Comune di Santa Marinella, dichiarerà il dissesto finanziario. Lo ha deciso il sindaco Pietro Tidei, che ieri ha fatto inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale che si terrà dopodomani nella sala Flaminia Odescalchi, il punto che recita «Dissesto finanziario del Comune ai sensi dell’articolo 246 del Decreto Legislativo 267 del 2000». E’ il passo ufficiale verso la bancarotta del Comune di Santa Marinella che avrà degli effetti importanti sulla vita dei cittadini e in particolare per le casse comunali. Infatti, nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del Comune, sindaco, giunta e consiglio resterebbero in carica ma verrebbero coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni. La commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio risanato. La dichiarazione del dissesto di fatto congelerebbe invece la scadenza del bilancio stesso, mettendo in moto una procedura del tutto diversa per la definizione e l’approvazione del bilancio stesso, le conseguenze maggiori del dissesto finanziario si hanno sotto il profilo contabile. L’Ente è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali quali Imu, addizionale comunale, Tarsu, mensa scolastica, scuolabus e occupazione del suolo pubblico, saranno aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, basato, inoltre, sul contrasto all’evasione e sul contenimento di tutte le spese. Gli amministratori riconosciuti responsabili non potranno ricoprire, per un periodo di cinque anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali o di rappresentante di tali enti presso istituzioni, organismi ed enti pubblici o privati. Inizia lunedì quindi una fase nuova per l’amministrazione comunale che dovrà gestire un periodo abbastanza difficile della macchina comunale, cercando di riequilibrare il prima possibile il bilancio. Tra le note positive, il Comune non dovrà più versare allo Stato il fondo di Solidarietà che costa alle casse del Comune qualcosa come sette milioni di euro all’anno. Attualmente, infatti, lo squilibrio di bilancio è di 14 milioni di euro e di circa sette milioni di fatture non pagate.

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