Abusivismo commerciale: FdI prepara un esposto

CIVITAVECCHIA – Il circolo "Giorgio Almirante" di Fratelli d'Italia dice basta al dilagare del fenomeno dell'abusivismo commerciale, definendolo ormai fuori controllo in città. Tanto che, nei prossimi giorni, presenterà un dettagliato esposto presso la Procura della Repubblica, "con l’auspicio – spiegano dal circolo – che questa nostra ulteriore iniziativa possa finalmente garantire una maggiore attenzione verso questo fenomeno da parte di Polizia Locale, di Polizia di Stato  Carabinieri e Guardia di finanza, affinché intervengano sistematicamente e duramente: siamo convinti che un blitz o azioni una tantum non saranno mai risolutive, ma che sia indispensabile un controllo quotidiano del territorio, con interventi sistematici volti a sanzionare i contravventori, sequestrando, come prevede la legge, la merce esposta ed oggetto di commercio abusivo. Solo attraverso questi mirati e tempestivi interventi da parte delle forze dell’ordine e sequestrando sistematicamente la merce il commercio abusivo sarà stroncato a Civitavecchia, liberando la città da questa piaga ed assicurando un maggior controllo del territorio, a presidio della sicurezza dei cittadini e di coloro che transitano per turismo a Civitavecchia".

E FdI si riferisce sia agli ambulanti ormai stanziali, come il caso dei cittadini del Bangladesh che si trovano lungo via XVI Settembre e corso Marconi, sia a quelli che definisce "itineranti", per la maggior parte africani e spesso donne. "La cosa che poi ci fa ancora più rabbia è che spesso questi venditori sono dei “pendolari” del commercio illegale – hanno aggiunto – visto che la maggior parte di loro vengono da Roma, città ormai in balia dei clandestini. E alcuni di questi abusivi un tempo operavano a Ladispoli, dove i maggiori controlli promossi dall'amministrazione di centrodestra del sindaco Alessandro Grando li ha indotti a preferire la piazza di Civitavecchia, dove possono operare impuniti ed indisturbati. E molti di questi sono entrati in Italia clandestinamente. Non è la prima volta che interveniamo su questo tema lanciando il nostro grido di allarme e chiedendo un intervento da parte dell’Amministrazione Comunale e delle forze dell’ordine, affinché vengano garantiti un maggior controllo del territorio ed il rispetto di ordinanze e leggi che vieterebbero il commercio abusivo e l’accattonaggio molesto nel territorio comunale. Purtroppo i nostri appelli sono caduti sistematicamente nel vuoto, visto che il problema – hanno concluso dal partito – sembra aggravarsi sempre di più e le segnalazioni di cittadini esasperati che si rivolgono al nostro circolo sono sempre più numerose".

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� morto Omero Bordo: addio all'Ultimo Etrusco

TARQUINIA – Addio all'Ultimo etrusco. È morto all'età di 75 anni nella sua casa al centro storico di Tarquinia Omero Bordo, l'etrusco doc, l'artista che ha vissuto la sua vita convinto che la discendenza dei suoi antichi conterranei fosse stata un suo diritto esclusivo. Con alle spalle un passato di tombarolo, quando da ragazzino scavava coccetti, vasi e bronzi, Omero Bordo abbandonó quegli "errori di gioventù", per diventare un vero e proprio imprenditore dell'archeologia, riproducendo oggetti che gli Etruschi realizzavano migliaia di anni fa.  

Dipinse tombe etrusche come fossero originali, dimostrando al mondo intero la sua abile arte che gli ha regalato grande fama nazionale ed internazionale per la riproduzione fedele di metodi e tecniche sconosciute e mai completamente rivelate.

 Ospite di trasmissioni in tv e autore di libri, Omero Bordo è colui che scoprì la tomba delle Pantere, risalente al settimo secolo avanti cristo, forse la prima tomba mai realizzata a Tarquinia; e alcuni frammenti del frontone dell'Ara della Regina.

"Non sapevo che quel gioco da bambino, diventato mestiere e passione, fosse reato", ha sempre raccontato Omero durante le sue interviste ormai da artista famoso.

Fondatore del noto Etruscoludens, laboratorio ceramico di Tarquinia dove tanti ragazzi hanno imparato e sperimentato la lavorazione della creta con tanto di tornio e forno di cottura, Omero Bordo lascia a Tarquinia una delle sue ultime maestose fatiche: Etruscopolis, il suo grande sogno, un museo privato che riproduce i manufatti artistici dell'antico popolo italico.

"Andavo a visitare le tombe già scoperte e mi accorgevo che nessuno sapeva spiegare realmente la loro storia -raccontó Omero -. Da qui decisi di realizzare un luogo dove si potesse comprendere visivamente come veniva deposto un morto etrusco nella tomba, come venivano sistemati gli oggetti, i vasi, gli ori". Ben 15mila metri quadri scavati sotto terra, nella pietra in macco,  per rappresentare l'intera civiltà di un popolo che ha ispirato tutta la vita di Omero Bordo , regalandogli gioie e dolori.

 Etruscopolis sorge in una cava originale a 50 metri di profondità nell'area alta di Tarquinia, a poca distanza dalla Necropoli. Qui sono state fedelmente ricostruite sette tombe dipinte complete di corpi e corredo funebre, il plastico dell'antica città di Tarquinia, l'abitazione italica, una rappresentazione del lavoro di estrazione, la preparazione del corpo del defunto prima di essere deposto nella tomba. Un'ampia area è stata adibita a museo, con vasi e bronzi di varie epoche. Ad Etruscopolis tra i tanti che vi hanno fatto visita spicca anche il nome di Arafat.

Omero ha rappresentato un'icona in tutto il mondo: di lui si ricordano l'invito di una prestigiosa Università di Los Angeles, nel 2003 a Roma fu insignito con il registra Zeffirelli del Premio Europa. Ha anche proposto al prestigioso Metropolitan Museum di New York di acquistare i suoi vasi perché lui stesso diceva: "Sono un'autentica opera d'arte etrusca contemporanea".

Nella sua terra ottenne, tra le altre cose, anche il riconoscimento ufficiale di un importante organismo culturale che suggellò definitivamente la riconciliazione di fatto con la sua Tarquinia. Con la scrittura del libro "Omero: la mia vita con gli Etruschi", finalmente la figura inquieta e chiacchierata del tombarolo lasciò il posto all'artista con un percorso coraggioso, comune a tutta l'arte, fatto di riproduzioni, falsificazioni e passione che hanno avuto il potere dirompente di tramandare la storia di un popolo altrimenti troppo sconosciuto.

 Prima la sua opera e poi la sua fama hanno fatto presto il giro del mondo dove Omero ha esposto vasi e bronzi e raccontato l'arte etrusca, conquistando pagine e pagine di giornali, tra i quali anche il New York Times. Omero Bordo è stato anche l'autore di Traiano, maestosa opera in bronzo realizzata per il porto di Civitavecchia. Tanti i riconoscimenti e le benemerenze, compresa quella dell'Università Agraria di Tarquinia che in tempi più recenti gli ha riconosciuto i meriti archeologici e artistici conseguiti in Italia e all'estero.

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Vernace: ''Il territorio prima di tutto''

ALLUMIERE – Dopo la visita dell’assessore regionale Enrica Onorati ad Allumiere insieme ai consiglieri regionali Marietta Tidei e Emiliano Minnucci, non si spegne l’eco positivo dell’incontro, in particolare grande soddisfazione ha espresso il presidente dell’Università Agraria di Allumiere Pietro Vernace. «È stata una giornata positiva: il territorio prima di tutto! – spiega il presidente Vernace – abbiamo parlato dei Psr fatti sia per i fontanili che per l’invaso  da farsi alle Cese e l’assessore è rimasta basita dalle potenzialità del nostro territorio. Da questo primo appuntamento abbiamo gettato le basi per uno sviluppo serio salvaguardando la terra che dovremmo lasciare ai nostri figli. Abbiamo esposto all’assessore Onorati, ma anche ai consiglieri regionali Tidei e Minnucci i nostri progetti e le idee per il futuro. L’assessore è rimasta colpita dall’eccellenza del nostro frantaio di cui andiamo fieri. Abbiamo spiegato quello che stiamo facendo con il grano Senatore Cappelli coltivandolo in maniera biologica producendo poi la farina e la pasta. Abbiamo avuto la gioua di mostrare il nostro allevanento biologico di vacca maremmana e con orgoglio abbiamo annunciato ai nostri amministratori regionali che siamo entrati nella Condotta Sloow Food della carne maremmana e, infatti, saremo presenti alla prestigiosa manifestazione: ‘’Gustos’’ che si terrà ad Orbetello a fine mese proprio per promuovere le nostre prelibatezze. Grazie di vuore da tutti noi dell’Agraria all’assessore Onorati che ha mosteato l’intenzione di puanufucare interventi e strategue von noi e gli altri Enti del territorio e ai consiglieri regionali Marietta Tidei e Emiliano Minnucci che ci sono accanto e fanno da portavoce alle istanze del nostro territorio». Anche il cinsihluere comunale di Tolfa Mario Curi è sulla stessa linea del presidente Vernace: «Ringrazio l’assessore Onorati per essere venuta sui nostri territori. Un’iniziativa da noi voluta che spero darà buoni frutti. A breve usciranno altri bandi regionali con importanti opportunità per l’economia dei nostri paesi. Lavoreremo insieme per creare occasioni di lavoro per i giovani che vorranno provare ad essere protagonisti in positivo. Ringrazio ancora i nostri consiglieri regionali Marietta Tidei e Emiliano Minnucci».

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Un esposto sulla nomina di Vincenzo Conte

CIVITAVECCHIA – Una serie di anomalie e criticità, non solo nella nomina di Andrea Rigoni – così come evidenziato già nell’esposto presentato qualche settimana fa da un professionista civitavecchiese – ma oggi anche sull’incarico affidato a Vincenzo Conte. Continua a far discutere la procedura con la quale Molo Vespucci ha affidato l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security a Conte, già direttore tecnico della stessa società. Tanto che sui tavoli della magistratura è arrivato un secondo esposto, anche questa volta presentato da uno dei professionisti locali che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica proprio per ricoprire quel ruolo.

Ripercorrendo quanto già evidenziato nella precedente denuncia, questa volta l’esposto mette in evidenza presunte criticità anche sulla recente decisione presa dal vertice dell’Adsp, dopo le dimissioni di Rigoni.

«Dimissioni – si legge nel documento – che per legge sono riconosciute come atto unilaterale e le norme prevedono, espressamente, che l’Amministratore dimissionario rimane in carica fino alla nomina del nuovo Amministratore. Non si comprende come in questo caso non sia stata espletata la selezione pubblica come in precedenza. Ma cosa ancora più grave, non si comprende come il presidente Francesco Maria Di Majo abbia nominato colui che è assunto, con l’incarico di Direttore Tecnico. Nomina che non è stata ancora pubblicata nella sezione amministrazione trasparente della società, così come non è stato pubblicato copia del verbale dell’assemblea con la quale il dott.Vincenzo Conte è stato nominato anche Amministratore Unico della Pas. Si tratta dell’unica figura dirigenziale presente nella pianta organica della società che, in modo unilaterale ed assolutamente arbitrario, è stato chiamato a ricoprire anche il ruolo di Amministratore Unico. Scelta incomprensibile e, soprattutto, contraria a qualsiasi normativa vigente».   

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Ladispoli, aria irrespirabile a causa di roghi tossici

“Si intervenga, l’aria è davvero irrespirabile”. Ancora roghi tossici a Ladispoli, dal pomeriggio tardo fino a notte. Stavolta l’allarme scatta nelle campagne di Monteroni, Olmetto e Boietto dove lunedì scorso molti cittadini hanno protestato per l’odore acre e malsano che si respirava nell’aria. “Difficile stabilire dove fosse il punto esatto, speriamo carabinieri o polizia riescano ad individuarli perché sono dei criminali”, si lamenta un residente. Effettivamente la sensazione è che venga bruciata plastica e anche gomma, che costerebbe molto di più se smaltita correttamente. Ecco la soluzione: dare tutto alle fiamme quando cala l’oscurità per risparmiare e non pagare nulla, a costo di inquinare l’ambiente e le persone. Non è la prima volta a Ladispoli. Quest’anno proprio per i fumi e le esalazioni che ormai da tempo i residenti del quartiere Miami sono costretti a inalare quasi quotidianamente è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica. L'esposto era stato presentato al comando della Stazione dei Carabinieri di Ladispoli e poi indirizzato alla Procura della Repubblica. 

“Confidiamo nella maggiore capacità ed autorità d’intervento della magistratura viste le oggettive difficoltà riscontrate, malgrado la volontà espressaci, rivolgendoci sia alle autorità comunali che alle forze dell’ordine presenti sul territorio", aveva scritto il presidente del Comitato Tommaso Forese. 

L'aria è diventata irrespirabile ora anche in periferia a causa di odori acri assimilabili a gomma, plastica bruciata e prodotti chimici, altamente pericolosi per la salute dei residenti. 

Il Comune si muove invece per il bosco di Palo impiegando le “sentinelle”, volontari in azione a sorvegliare il parco pubblico dopo i tentativi di dare alle fiamme il simbolo della città ladispolana.

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Di Majo rischia per la nomina di Conte

CIVITAVECCHIA – La nomina di Vincenzo Conte ad amministratore unico della Pas (Port Authority Security), la società che si occupa dei controlli ai varchi e delle banchine nell’ambito della sicurezza portuale, il cui socio unico è l’Autorityà di Sistema Portuale, è finita non solo in Procura della Repubblica, in seguito ad un esposto presentato nei giorni scorsi, ma anche all’Anac (l’Autorità Anticorruzione) e alla Direzione Porti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui è stato inviato il medesimo esposto già trasmesso a via Terme di Traiano.

Secondo quanto contenuto nell’esposto, infatti, la nomina sarebbe irregolare: Conte, infatti, è il direttore tecnico della società, di fatto un suo dipendente. Ed ai sensi del codice civile, come ribadito anche nel testo unico sulle società a partecipazione pubblica, la stessa persona non può essere contemporaneamente dipendente ed amministratore unico di una srl.

Si tratta di una causa di incompatibilità espressamente prevista dalla normativa vigente: l’amministratore/lavoratore, infatti, questa è la ratio della norma, deve risultare in concreto assoggetato ad un potere disciplinare direttivo esercitato da altri amministratori (come potrebbe essere nel caso di un consiglio di amministrazione in cui le deleghe relative al personale potrebbero essere conferite ad un componente diverso dal Presidente del Cda, qualora questi fosse anche dipendente dell’azienda). Pertanto, è pacifico che l’amministratore unico non possa essere anche lavoratore dipendente della società (come nel caso del direttore tecnico) non ravvisandosi in tal caso il vincolo di subordinazione e cumulandosi nella stessa persona il ruolo di controllore e controllato. Peraltro, a quanto pare, Conte non avrebbe dichiarato l’intenzione di dimettersi da direttore tecnico (ruolo per il quale percepisce oltre 200.000 euro annui), bensì la volontà di svolgere l’incarico di amministratore unico a titolo gratuito.

Una scelta, questa, che però non servirebbe a rimuovere l’oggettiva condizione di incompatibilità. Inoltre, qualora il vizio della nomina fosse riscontrato (e sarebbe interessante conoscere il parere del collegio dei revisori dei conti della società a questo proposito), sarebbe con ogni probabilità sanzionabile ai sensi della Legge Severino (trattandosi di una società inhouse di un ente pubblico) anche chi ha deciso e firmato la nomina in qualità di socio unico, ossia il presidente dell’Adsp Francesco Maria Di Majo, che in caso di applicazione della norma, potrebbe essere inibito ad effettuare altre nomine per almeno 3 mesi. 

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Pas: un esposto sulla nomina dell'amministratore unico

CIVITAVECCHIA – Presunte illegittimità, vizi procedurali e criticità. Tutto messo nero su bianco in un esposto presentato nei giorni scorsi in Procura da parte di uno dei candidati a ricoprire l’incarico di amministratore unico della Port Authority Security srl. Professionista che aveva partecipato all’avviso di selezione pubblica per titoli sia nel 2017 che quest’anno. E già sotto questo aspetto è emersa la prima contraddizione: mentre nel 2018 il suo nome è stato escluso preliminarmente (a differenza di altri professionisti con un quadro simile), nel 2017 questo non era accaduto, seppur in presenza dello stesso curriculum, anzi forse con qualche esperienza professionale in più nell’ultimo anno. Diversi i punti che vengono contestati nel documento con il quale si chiede alla magistratura di disporre gli accertamenti per valutare eventuali profili di illeceità penale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili per procedere così nei loro confronti. Il nome del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo è ricorrente nell’esposto dove si evidenzia innanzitutto una possibile incompatibilità del numero uno di Molo Vespucci, autoproclamato presidente della commissione che ha provveduto a nominare l’amministratore di una società controllata dalla stessa Authority: e questo perché nel primo caso, tra i candidati, erano presenti un dipendente della Pas ed uno dell’Autorità di Sistema Portuale, mentre all’ultima selezione, quella del 2018, aveva partecipato un dipendente della stessa Pas. Motivi per il quale, secondo il professionista, il presidente Di Majo avrebbe dovuto astenersi obbligatoriamente dall’effettuare la selezione dell’amministratore unico. Criticata poi la decisione di scegliere, nel 2018, il dottor Andrea Rigoni per ricoprire l’incarico. Come sottolineato nell’esposto, infatti, il presidente Di Majo avrebbe posto in essere una condotta non conforme alle norme, lesiva di interessi pubblici e privati, favorendo la nomina di un soggetto che avrebbe avuto minori requisiti professionali rispetto al secondo candidato in ballo, per un compenso tra l’altro di circa 60mila euro per tre anni. Tra i due candidati in questione, infatti, ci sarebbe stata una differenza di oltre trenta anni in ambito professionale, surclassata da una dichiarata migliore conoscenza della lingua inglese, con Di Majo che avrebbe verbalizzato di aver preferito Rigoni per la sua esperienza nella gestione ed amministrazione societaria, aspetto non richiesto, però, tra i requisiti specifici. A questo si aggiungono una serie di problemi riscontrati al momento dell’accesso agli atti da parte del professionista che avrebbe riscontrato carenze e mancanza di documenti. Tutte questione, quindi, sottoposte all’attenzione della Procura affinché si possa far luce sulla vicenda.

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Apostrofare l'avvocato come “sua falsità” è diffamazione

Risponde di diffamazione chi invia al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati un esposto contenente espressioni offensive della reputazione dell'avvocato, non…

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Eremo della santissima Trinità nel degrado

ALLUMIERE – Nuova interrogazione presentata dal consigliere comunale d’opposizione Alessio Sgriscia (gruppo Abc) sull’eremo della Santissima Trinitá indirizzata al sindaco di Allumiere, Antonio Pasquini. Sgriscia evidenzia che: «Da qualche anno l’eremo non è custodito, non è oggetto di manutenzione ed è esposto ad una nuova rovina» e quindi chiede che la struttura «venga concessa al Gar o ad associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». «La presentazione del libro, ‘’L’eremo della Santissima Trinità di Allumiere di Bruno e Marco Fracassa, quest’estate, prima nel nostro paese e poi a Tolfa, ha richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui versa questo complesso monumentale di grande importanza per la storia del territorio – scrive Sgriscia – secondo alcuni storici, nell’eremo, edificato sopra i resti di un manufatto romano, predisposto alla sorveglianza delle sorgenti dell’Acquedotto Traiano, viveva un gruppo di monaci, che accolsero, a quanto afferma una costante tradizione, Sant’Agostino, che quì soggiorno nel novembre del 387. Altrettanto degna di credibilità sembra la tradizione, attestata dalle epigrafi, che, sullo stesso eremo il santo abbia compilato la seconda ‘’Regola’’ ed è incominciato il trattato ‘’De trinitate’’, interrompendolo dopo una nuova visione del fanciullo che voleva mettere il mare in una buca di sabbia. Nel corso dei secoli, l’eremo ebbe una grande importanza nell’Ordine Agostiniano, soffrendo poi una progressiva decadenza e il definitivo abbandono all’inizio del secolo scorso, l’ultima custode morì nel 1918. Sia pure ridotto ad un ammasso di rovine, l’eremo della Santissima Trinità è sempre stato soggetto di cure dei volontari e da parte di associazioni, che periodicamente, lo liberavano dalla vegetazione. Negli anni ‘80 del secolo scorso, l’allora amministrazione comunale di Allumiere ottenne, in commodato d’uso, dal Comune di Civitavecchia l’edificio e il terreno circostante con l’impegno di provvedere ad un restauro funzionale dell’Eremo stesso. In poco tempo il restauro è stato portato a termine con l’apporto finanziario dell’assessorato alla cultura della Regione Lazio e affidato alla custodia di gruppi di preghiera». Fatte queste osservazioni il consigliere comunale di miniranza interroga quindimil primo cittadino «Per sapere se da parte dell’amministrazione comunale si intende prendere qualche iniziativa per evitare i danni che l’abbandono può provocare a questo monumento. Il sottoscritto, considerato che il Gruppo Archeologico Romano è in cerca di «appoggio» per le sue attività, che da decenni hanno richiamato e richiamano sul territorio numerosi studenti da ogni parte del mondo, propone che il suddetto G.A.R. sia contattato per l’eventuale affidamento della gestione dell’Eremo. In alternativa si possono anche prendere in considerazione associazioni, cooperative o privati in grado di presentare adeguati progetti di gestione». 

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