«Aria irrespirabile tutte le sere»

LADISPOLI – Puntuale quasi come un orologio. E' l'odore acre che quasi ogni sera, da diversi anni ormai, colpisce i cittadini del quartiere Miami. Che qualcosa bruci nell'aria risulti alquanto evidente ai residenti della zona. E che questo qualcosa possa essere nocivo per la salute degli stessi risulta altrettanto evidente dal cattivo odore che emana: quasi come fosse della plastica (nei migliori dei casi) a bruciare. Purtroppo, ado ggi, le segnalazioni effettuate alle Forze dell'Ordine (Carabinieri e Polizia locale) non hanno sortito alcun effetto. Non si è infatti ancora riusciti a capire da dove questi odori acri arrivino e soprattutto chi li produca e perché. Tanto che ora il Comitato di Quartiere Miami, come anticipato già nei giorni scorsi, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo un suo intervento «per cercare di verificare, nei tempi e nei modi più opportuni – si legge nel documento – (p. es: tramite ispezioni sui sistemi di controllo tracciabilità dei rifiuti e/o sulle bolle di accompagnamento merci, mappature termodinamiche aeree, centraline di rilevazione e analisi qualità dell'aria, etc.) se nelle aree circostanti il quartiere possano esserci attività illecite di privati e/o imprese (artigianali, industriali, agricole) al fine di tutelare e prevenire ogni possibile ripercussione alla salute delle famiglie interessate da questi spiacevoli episodi».
Nell'esposto il Comitato di quartiere cerca di ripercorrere un po' la storia di quanto si ritrova ad affrontare, definendo la situazione, a causa della frequenza con cui si ripete,«una situazione non più sostenibile e tollerabile in quanto a causa di potenziale e immediato pericolo per la salute degli abitanti della zona».«Ci si riferisce in particolare – si legge nell'esposto – al fatto che ormai negli ultimi giorni, praticamente tutte le sere, solitamente all'imbrunire e dal tramonto in poi, l'aria diventa quasi irrespirabile a causa di odori acri assimilabili a gomma/plastica bruciata e/o solventi, prodotti chimici». Inutile denunciare poi la situazione sui giornali nella speranza che gli autori del disagio vi pongano la parola fine. I fumi e i cattivi odori persistono. «Conseguentemente all'aver recepito numerose segnalazioni da parte dei residenti – prosegue il Comitato nell'esposto – e viste le difficoltà nel poter dare soluzione a questi accadimenti, è stata sollecitata l'iniziativa di far presente la gravità della situazione alle autorità comunali tramite apposita raccolta firme». Ora “l'ultima speranza” per risolvere definitivamente il problema: che la Procura scopra cosa accade al tramonto nei pressi del quartiere Miami e mettervi la parola fine.

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Sagra dell'Uva, gli stand d'artigianato superano la prova

CERVETERI – La Sagra dell'Uva e l'Etruria Eco Festival (che dal prossimo anno si punta a relizzare in collaborazione e non in sovrapposizione) cancellano con un colpo di spugna il flop degli eventi natalizi di Piazza Risorgimento. Rancore passato e amministrazione comunale e associazioni di categoria pronte a ricominciare una sana e proficua collaborazione grazie all'amore ritrovato in questo fine settimana. Le migliaia di visitatori che nel week end hanno infatti affollato le vie del centro storico, regalando alla città etrusca un'edizione della Sagra e dell'EcoFestival indimenticabile hanno infatti riacceso in tutti la speranza che qualcosa di più, in città, si può fare. E si può fare anche bene. E proprio come per la Piazza dei Sapori e il collega Ferri, ora anche l'Assessore alle Attività Economiche e Produttive è già pronto per il bis: «Abbiamo creato un gruppo – ha detto – che a partire da ottobre vedrà tutti i Rioni (anche quelli che non hanno partecipato alla sfilata) lavorare insieme all'amministrazione comunale per stilare un calendario di iniziative da promuovere durante tutto l'anno e per il coinvolgimento, a partire dal prossimo anno, del centro storico che in questa edizione è rimasto più defilato. Per far ciò – ha spiegato Ridolfi – i Rioni, nei giorni di festa, andranno ad occupare con le loro iniziative tutte le piazzette del centro». E tra le idee c'è anche quella di trasformare Piazza Risorgimento in «un salotto permanente per gli artisti e gli artigiani locali». Gli stessi artigiani che in occasione di questa edizione della Sagra hanno esposto e realizzato opere originali ottenendo un riconoscimento, a sorpresa, da parte dell'amministrazione comunale.

Non sono mancate poi, da parte dell'Assessore alle Attività Economiche e Produttive, parole di elogio anche per le attività realizzate per i più piccini e che per tutto il fine settimana hanno visto grande partecipazione, né sono mancati i complimenti all'area food che quest'anno è riuscita a riportare l'uva in piazza, proprio su richiesta di Ridolfi. Una manifestazione, tra l'altro, quella di quest'anno che non ha escluso nessuno, nemmeno «i commercianti abituali che hanno sempre investito in questa festa». Un plauso e un ringraziamento, da parte dell'assessore è andato anche ai giostrai che pazientemente «mettendo da parte anche i vantaggi economici, hanno risposto positivamente alle nostre richieste per la buona riuscita dell'evento». Un lavoro di sinergia che sicuramente è stato portato avanti positivamente grazie all'impegno e alla professionalità messa in campo dagli uomini della Polizia locale, dalle Guardie Ambientali e dai volontari della Protezione civile.«Senza dubbio quello della sicurezza – ha detto Rifoldi – è stato uno dei temi più delicati da affrontare, ma grazie alla grande collaborazione con chi preposto, siamo riusciti a garantire la buona riuscita dell'evento».

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Perdita d’acqua sul ponte del Mignone, esposto del Codacons alla Corte dei Conti e alla Procura

TARQUINIA – Dopo aver segnalato inutilmente circa 20 giorni fa una copiosa perdita d'acqua sul ponte del Mignone alle Autorità amministrative, il Codacons ha deciso di presentare un esposto oltre che alle caserme dei Carabinieri di Tarquinia e Civitavecchia, anche alle Procure della Repubblica di Viterbo e di Civitavecchia affinché siano individuati i responsabili dei reati ipotizzati quali “il danneggiamento aggravato in concorso, l'omissione di atti d'ufficio da parte di eventuali pubblici ufficiali titolari della conduttura, oltre ai reati ambientali”.

“Il Codacons – Spiega Sabrina De Paolis – chiede l'immediato sequestro al comandante della caserma dei carabinieri competente sull'acquedotto e l'intervento del genio militare per la riparazione del guasto. L'esposto è stato inviato anche alla Procura Generale della Corte dei Conti del Lazio per la valutazione dei danni all'erario”.

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Perdita d’acqua sul ponte del Mignone, esposto del Condacons alla Corte dei Conti e alla Procura

TARQUINIA – Dopo aver segnalato inutilmente circa 20 giorni fa una copiosa perdita d'acqua sul ponte del Mignone alle Autorità amministrative, il Codacons ha deciso di presentare un esposto oltre che alle caserme dei Carabinieri di Tarquinia e Civitavecchia, anche alle Procure della Repubblica di Viterbo e di Civitavecchia affinché siano individuati i responsabili dei reati ipotizzati quali “il danneggiamento aggravato in concorso, l'omissione di atti d'ufficio da parte di eventuali pubblici ufficiali titolari della conduttura, oltre ai reati ambientali”.

“Il Codacons – Spiega Sabrina De Paolis – chiede l'immediato sequestro al comandante della caserma dei carabinieri competente sull'acquedotto e l'intervento del genio militare per la riparazione del guasto. L'esposto è stato inviato anche alla Procura Generale della Corte dei Conti del Lazio per la valutazione dei danni all'erario”.

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Lavori pubblici, Mecozzi critica la tempistica

CIVITAVECCHIA – È critico il consigliere comunale del Polo democratico Mirko Mecozzi, all’indomani dell’annuncio, da parte dell’assessore Ceccarelli, dell’avvio di alcuni importanti lavori, “guarda  caso – ha sottolineato – tutti concentrati nel mese di ottobre e presumibilmente conclusi a ridosso delle elezioni amministrative del Maggio 2019 prossimo, guarda caso. Quattro anni di nulla, dove non è stata posata in opera neanche una betonella o realizzato un metro di asfalto per tutelare i cittadini, su una viabilità compromessa e scandalosa sotto il profilo della sicurezza. Ora i lavori, quelli raccimolati in quattro e quattr'otto, verranno concentrati in pochi mesi, tanto per buttare un po di fumo negli occhi a chi per quattro lunghi anni è stato lasciato alla mercé delle tante criticità che hanno esposto la cittadinanza al pericolo vero nel suo senso lato”. 

Mecozzi prende quindi in esame i vari interventi programmati. “Inizieranno i lavori di sistemazione del tunnel fognario di via Giordano Bruno ad ottobre, ma l'Assessore si scorda di rammentare e non dice che il sinistro – ha aggiunto – si è verificato tre anni fa e che per tre anni decine di famiglie che abitano nelle vicinanze non hanno potuto dormire sonni tranquilli per paura di un ulteriore inaspettato crollo che avrebbe potuto determinare una tragedia di immani proporzioni per Civitavecchia. Inizieranno, sempre ad Ottobre, anche i lavori di due lotti stradali per circa 2.000.000 di euro, ma badate bene che questa cifra non è stata raccimolata, come si vorrebbe far credere, per una attenta gestione del bilancio, ma sono somme stanziate e non utilizzate, per i noti motivi, dalla passata amministrazione comunale per finanziare il raddoppio della arteria stradale di Viale della Vittoria, quindi nessun merito a chi merito non ne ha. Per quanto riguarda il progetto delle manutenzioni fognarie, se non ricordo male risalente a circa due anni fa mi chiedo come mai anch'esso verrà messo in cantiere ad Ottobre, sempre a ridosso delle prossime elezioni, guarda caso. Anche i grillini quindi non sono diversi dagli altri, anzi credono che con espedienti di piccolo conto e basso rango, riusciranno ancora una volta ad aprire le porte del cuore dei civitavecchiesi che mai come questa volta si sono sentiti ultimi della classe, traditi ed umiliati da chi ha professato un cambiamento radicale che non è mai avvenuto. Cambiare tutto per non cambiare nulla, questo – ha concluso il consigliere –  è stato il loro motto sensa mai pensare che prima di tutto e tutti vengono i civitavecchiesi”.

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Cimitero monumentale, una mozione a tutela della memoria

CIVITAVECCHIA – Le preoccupazioni di Enrico Cianacrini della Società Storica e dei volontari della “Casa della Memoria” per le estumulazioni straordinarie all’interno del ci itero di via Tarquinia si sono concretizzate in una moIone presentata dal capogruppo Pd Marco Piendibene. 

Nel documento si impegnano l Sindaco e la Giunta a richiedere che CSP effettui una documentazione fotografica delle lapidi e delle tombe interessate dal provvedimento di estumulazione; a preservare con cura i marmi delle lapidi rimosse al fine di poterne fare un uso testimoniale e storico inserito in un contesto di ristrutturazione e valorizzazione del Cimitero Monumentale; ad avviare le procedure per ottenere i finanziamenti disponibili per la ristrutturazione di beni monumentali (D.L. 42/2004) presso il Ministero dei Beni Culturali (ministro Alberto Bonisoli – Movimento 5 Stelle) considerando che la presentazione delle domande scade il 30 settembre di ogni anno.

Piendibene ricorda poi come le estumulazioni straordinarie rappresentino “un palliativo rispetto alla crisi determinata dalla recente carenza di loculi presso entrambi i cimiteri cittadini; la crisi dei cimiteri  – ha ricordato – era ampiamente prevedibile e, nonostante nel piano triennale delle opere pubbliche 2016/2018 fosse stato inserito un intervento di 300.000 euro per la realizzazione di loculi al Nuovo Cimitero e nel piano triennale 2017/2019, tale importo fosse lievitato a circa 600.000 euro, non risulta che in questi anni sia stata predisposta alcuna procedura che abbia consentito una strutturale risoluzione del problema delle tumulazioni. Le 78 salme che saranno esumate si trovano nel cosiddetto reparto Guglielmi del cimitero di via Tarquinia, ai settori 1, 2 e 3 e si tratta di persone che sono state seppellite moltissimi anni fa dato che il Cimitero Monumentale di Civitavecchia nasce nel 1789, uno dei primi esempi di camposanto extra moenia ancora prima dell'editto napoleonico di Saint Cloud del 1804 esteso all'Italia due anni dopo; proprio per quanto sopra esposto, il Cimitero negli anni è diventato un luogo in cui "leggere" la Memoria della Comunità civitavecchiese tanto che alcune lapidi sono testimonianza di episodi di storia nazionale o locale, preziose per i civitavecchiesi di ogni generazione al fine di conoscere la propria storia dall'Ottocento ai giorni nostri”. Secondo il capogruppo del Pd, quindi, “il rischio di distruggere le lapidi di loculi di cinquanta o anche cento anni fa, che hanno custodito persone che oggi non hanno più discendenti, può compromettere  – ha concluso. – un prezioso “Luogo della Memoria” del Cimitero facendo venir meno anche la funzione rievocativa che lo aveva caratterizzato negli ultimi anni; in vari anni sono state organizzate visite guidate che hanno riscosso un grande successo fra i Civitavecchiesi curiosi di conoscere il proprio passato anche attraverso le vicende di coloro che sono tumulati presso il Cimitero Monumentale; si deve operare affinché alcuni tratti del vecchio cimitero mantengano quanto più inalterato il proprio aspetto caratteristico di fine Ottocento e primo Novecento che testimonia l’unicità del nostro cimitero”. 

Sulla stessa linea anche il leader della Svolta Massimiliano Grasso: “La memoria di una comunità va preservata. In 3 anni la giunta M5S ha fatto costruire un forno crematorio, ha inserito nel piano triennale dei lavori pubblici loculi per 600.000 euro, ha detto no al privato che li voleva realizzare in Project financing,e ora – dopo aver affidato il compito a Csp senza essere stata capace di costruire ancora un solo loculo – ordina la distruzione di un pezzo di memoria collettiva come il vecchio cimitero, con la scusa che si tratta di defunti senza discendenti”.
“Sono d’accordo – conclude Grasso – con Enrico Ciancarini che ha segnalato questo scempio, e voterò la mozione presentata da Marco Piendibene,ma non basta preservare le lapidi, è necessario realizzare subito i loculi al nuovo cimitero”.

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Crisi idrica: parte la raccolta firme

CIVITAVECCHIA – Boccelle, via Apollodoro, viale matteotti, piazzale Torraca, via Buonarroti, San Liborio. Sono solo alcune delle zone da dove arrivano segnalazioni per la mancanza d'acqua. Rubinetti a secco da giorni in alcuni casi, in altri quartieri, invece, l'acqua scompare nel tardo pomeriggio per tornare la mattina. Disagi che si moltiplicano, senza che vi sia una soluzione. L'acqua manca. E anche il Pincio, dopo settimane di solleciti da parte dei cittadini, ha deciso di intervenire scrivendo formalmente ad Acea e chiedendo di trovare un modo per risolvere queste criticità. 

Nel frattempo i cittadini non stanno con le mani in mano. E come promesso il mese scorso quando è stato costituito il comitato spontaneo contro la carenza idrica – apolitico ma aperto a tutti i contributi possibili – oggi si parte con la raccolta firme. Nella lettera di accompagnamento viene evidenziata "un'interruzione continua, costante e reiterata nel tempo – si legge – dell'erogazione di acqua per uso domestico ed igienico in vaste aree di Civitavecchia. Situazione venutasi a creare in modo allarmante soprattutto durante il periodo estivo, ma che è perdurata, peggiorando ad oggi". COme spiegato dal presidente e dal suo vice, rispettivamente Daniele Di Sante e Cinzia Luciano, l'obiettivo è quello di risolvere il grave problema, chiedendo con un esposto alla Procura della Repubblica "di voler accertare la sussistenza di eventuali responsabilità sull'accaduto – si legge ancora ipotizzando i reati di interruzione di pubblico servizio – al fine di applicare le dovute, quanto necessarie, sanzioni penali. In un paese normale l'esposto sarebbe dovuto partire dal Sindaco che sta subendo in maniera pesante i disagi legati prima alla presunta siccità, poi dal malfunzionamento dei vari acquedotti Acea-Oriolo che stanno diminuendo la portata dell'acqua. Purtroppo così non è stato e quindi – chiude la lettera – per impedire che la negazione di un diritto passasse inosservata abbiamo deciso cge lo scriveremo di nostro pugno". 

Nel frattempo i quartieri di Campo dell'Oro, San Gordiano e Boccelle devono fare i conti anche con la non potabilità dell'acqua, in base all'ordinanza emessa dal Pincio dopo le analisi eseguite dalla Asl sulle fontanelle pubbliche dei quartieri. In attesa dei risultati delle nuove verifiche, con Acea che è intervenuta per riportare la situazione nei limiti di legge, l'ordinanza rimane ancora in vigore.   

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«Ladispoli, diversamente abili: parcheggi gratuiti sugli stalli blu»

LADISPOLI – «A Ladispoli i diversamente abili, dopo aver esposto il tagliando, possono parcheggiare, a eccezione di pochissime zone, per tutta la giornata sugli stalli blu presenti in città». La precisazione arriva dall'assessore alla Sicurezza, Polizia locale, Mobilità e trasporti Amelia Mollica Graziano dopo l'intervento dell'esponente del Pd Emanuele Pierini che puntava i riflettori sulle difficoltà per i diversamente abili di sostare negli stalli blu gratuitamente. «Devono esporre il disco orario solo in piazza Marescotti, viale Italia e piazzale Roma dove la sosta è consentita gratuitamente per un massimo di due ore essendo delle aree ad alta densità di circolazione. Dal momento del nostro insediamento – ha proseguito l'Assessore – lavorando per costruire una città sempre più accessibile a tutti e per la prima volta i diversamente abili possono parcheggiare gratuitamente sugli stalli blu sul lungomare: questa è una realtà non è un’utopia. Probabilmente l’esponente del Pd avrebbe dovuto sollevare queste osservazioni alla passata amministrazione quando sul lungomare non c’erano agevolazioni per i diversamente abili. Lo invitiamo, quindi, a non fare propaganda politica sulla pelle dei più deboli». 

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