Successo per i "Confetti di Verona"

CIVITAVECCHIA – "I Confetti di Verona": un dolce successo. Dopo quattro intense serate di applausi, è calato il sipario sullo spettacolo che ha divertito, e non poco, il pubblico del Nuovo Sala Gassman. La compagnia Arteatro, che da anni in collaborazione con l'associazione Futuro Onlus e il centro diurno Asl Roma 4 mette in opera un laboratorio teatrale integrato che promuove la crescita, lo sviluppo e la formazione di persone svantaggiate, ha presentato l'esilarante commedia che prende spunto da Romeo e Giulietta, nota tragedia di William Shakespeare. "I Confetti di Verona" opera nata dalle menti vulcaniche dei fratelli Enzo Rosanna e Carlo Gattavilla e raccontata in maniera fantasiosa e surreale, ha visto il susseguirsi sul palcoscenico ben ventisette attori impeccabili nelle loro performance. Ecco di seguito i nomi dei protagonisti.

Alice Doviziani, Allison Gattavilla, Antonella Perondi,  Antonio Bezio, Antonio Gammarino, Antonio Noto, Alessandro Pala Maftei,  Basilio Impastato, Beatrice Urrai, Chiara Marotta, Davide Doviziani, Daniela Frisieri, Daniele Remedi, Federiko Muja, Floriana Gigli, Francesca Laudati, Giuseppe di Costanza, Karlos Muja, Irene Pasquini, Marco Gattavilla, Marco Serci, Marcello Doviziani, Matteo Malara, Matteo Dottarelli, Melinda Mondelli, Natascia Cimino, Raffaele Testaguzzi, Rosanna Barbieri. 

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Tanti giovani ad ascoltare i luminari

di TONI MORETTI

CERVETERI – Ieri mattina alle nove, l’aula consiliare del Granarone era già piena a metà. Erano già arrivati i professori di neurochirurgia degli ospedali e delle università più accreditati nella regione che avrebbero partecipato all’incontro: “Riunione Neurochirurgie Laziali”, fortemente voluto dal Prof Massimiliano Visocchi, neurochirurgo di fama mondiale che vive e da lustro, alla nostra città. Da anni, Massimiliano Visocchi, uomo caratterizzato da una grande umiltà, alla mano e amico di tutti, si adopera per divulgare al massimo e rendere fruibile anche alla gente comune, il sapere della sua professione che esercita con tanta competenza e tanta passione tanto da essere una eccellenza nel mondo e cova un suo desiderio, non tanto nascosto, di realizzare a Cerveteri, luogo ameno, baciato dagli Dei Etruschi nel clima e nella bellezza delle sue terre che producono anche loro eccellenze mondiali, un centro operativo e di ricerca di neurochirurgia che concepito così come lo ha in testa, diventerebbe non solo una struttura di grande utilità per il territorio ma anche per la nazione intera ed un polo di attrazione scientifico a livello mondiale.  Lo ha detto anche il sindaco Pascucci mentre portava il saluto agli ospiti e che ha consegnato una targa al luminare indiano Prof Atul Goel, che non ha potuto raggiungere Cerveteri per una questione di visto, che spesso, per realizzare certi sogni si incontrano difficoltà ed ostacoli che sembrano insormontabili.  
Massimiliano Visocchi però, non demorde e con una calma che sa di rituale, dovuta senza dubbio ad un allenamento costante che lo aiuta nella sua attività, continua con la sua attività di divulgazione, tenendo alta l’attenzione e facendo crescere l’interesse. E che l’interesse cresce quando vedi che un sabato mattina, verso le undici, con una bella giornata di sole, con una sagra paesana tradizionale e di grande attrazione come quella del carciofo a Ladispoli, paese a meno di cinque chilometri dalla città, la sala del Granarone era piena. Non stracolma ma piena, di giovani e di gente comune, ad ascoltare luminari che illustravano e descrivevano loro esperienze di interventi veri, realmente effettuati, quasi sempre complessi di neurochirurgia, scambiandosi tra di loro le esperienze, gli errori, i dubbi che hanno avuto prima di prendere le decisioni sul come intervenire che potevano essere azzeccate e di successo o fatali per il paziente, che era un essere umano e non un manichino. 
La cosa più esilarante è stata percepire il coraggio nell’affrontare cose a volte impreviste basandosi sulle conoscenze acquisite da anni di studio e di esperienza, per migliorare le condizioni di vita di un essere umano portandolo ad una guarigione a volte difficile. La capacità, da parte di persone in età matura ma anche molto giovani, dei quali è stata sottolineata con soddisfazione la presenza in questa edizione, proprio da uno degli illustri moderatori nel suo commento finale alla fine dell’incontro, il professor  Alessandro Olivi, ordinario di neurochirurgia alla Cattolica nonché primario della stessa specialità presso il policlinico Agostino Gemelli a Roma.

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Invernale: bis di Tevere Remo Mon Ile

Tanto vento, tanta onda e tutti gli imprevisti tipici di una regata tirata al massimo, con vele (anche nuovissime) scoppiate e outsider che hanno conosciuto la loro giornata di gloria. Finisce così l’Invernale di Riva di Traiano – Trofeo Paolo Venanzangeli, con una giornata, quella di sabato, finalmente all’altezza della fama di questo campo di regata, dove vince chi ama il gioco duro. Innanzitutto onore ai vincitori assoluti, a cominciare dalla classe regina, quella dei Regata, dove, sia in IRC sia in ORC, ha trionfato Tevere Remo Mon Ile, First 40 di Gianrocco Catalano, che ha conquistato per la seconda volta consecutiva l’Invernale. In IRC ha preceduto Vulcano 2, First 34.7 di Giuseppe Morani e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi; in ORC, Aeronautica Militare Duende, Vismara 46 di Raffaele Giannetti e Aphrodite, Swan 45 di Pierfranco Di Giuseppe. Tevere Remo Mon Ile si è anche aggiudicato il 1° Trofeo Challenge Roma d’Inverno, quale 1° classificato overall in IRC. Nei Per2, in IRC c’è stata una cavalcata trionfale di Lolifast, Sun Fast 3600 di Davide Paioletti, che ha lasciato il secondo posto a Don Pedro, Bavaria 34 di Francesco Pelaia, ed il terzo a Gygas, Grand Soleil 43.2 di Alberto Tamantini. In ORC la cavalcata di Libertine, Comet 45S condotto da Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi, è stata ancor più travolgente, con Davide Paioletti e il suo Lolifast quasi sempre secondi. L’ultimo gradino del podio è andato a Jox-Avs Group, X41 di Pietro Paolo Placidi. Tra i Crociera, lo splendido campionato di Malandrina, che ha dovuto scartare un secondo posto quale peggior risultato, ha condotto sul gradino più alto del podio l’equipaggio del First 36.7 condotto da Roberto Padua, seguito dal sorprendente Sun Odyssey 49 Mylan di Anna Paolini, che si è avvalso al timone dell’esperienza dell’Ammiraglio Franco Lo Sardo, e Fata Ignorante, Dufour 34 di Stefano Sorgente. In Gran Crociera, vittoria di First Wave, First 405 di Guido Mancini, su Blues, Duck 31 di Dario Conte.
L’ultima regata sabato scorso. Si è iniziato con circa 15 nodi di vento e con tanta onda, ma poi le condizioni si sono fatte decisamente più cattive, con raffiche che hanno superato i 20 nodi. I Regata hanno faticato di più, sobbarcandosi ben 15 miglia, 10 i Crociera e 5 i Gran Crociera. I Per2, che godono di un percorso ad hoc, hanno regatato per circa 12 miglia, con un lungo lato di bolina. Alla fine la soddisfazione tra i regatanti era grande almeno quanto la stanchezza. Le condizioni, durissime, hanno provato il fisico dei velisti e la resistenza delle imbarcazioni.
C’è stato un soccorso in mare, per un malore verificatosi a bordo di Coda di Volpe, e una serie di incidenti, con tante rotture di vele, che hanno costretto al ritiro Soul Seeker, X362 Sport di Federico Galdi, Rosmarine 2, Grand Soleil 46B di Riccardo Acernese, e Vahiné 7, First 45 di Francesco Raponi, che è stato il più penalizzato, perché i punti persi lo hanno fatto uscire dal podio della Classifica Generale in ORC e perdere il secondo posto in IRC. In Regata IRC, Paolo Morville ha finalmente condotto alla vittoria il suo First 45S “Er Cavaliere Nero”, riscattando un campionato avaro di soddisfazioni, mentre in ORC Biscarini/Rocchi con il loro Mylius 15e25 Ars Una hanno imposto per la prima volta la loro legge sia in reale sia in compensato. Anche nei Per2 c’è stata un’importante “prima volta”: in IRC, infatti ha vinto Oscar Campagnola, che ha portato alla sua prima vittoria il Comfortina 42 Fair Lady Blue. Al contrario, nella Per2 ORC, c’è stata la conferma della schiacciante supremazia di Libertine, il Comet 45 S di Marco Paolucci e Lorenzo Zichichi che è riuscito a vincere ben 6 delle 8 regate disputate. In Crociera ennesima grande prova di Malandrina, che non ha avuto rivali in questo campionato, mentre in Gran Crociera la vittoria è andata a First Wave, che ha vinto 4 delle 5 prove disputate. (Agg. 13/03 ore 18.03 SEGUE)

I COMMENTI DEL PRESIDENTE DEL CNRT ALESSANDRO FARASSINO – «È stata una giornata decisamente emozionante – ha commentato il Presidente del CNRT Alessandro Farassino – con tanto vento e tanti imprevisti occorsi non solo ai regatanti, ma anche alle barche dell’organizzazione. Il Tevere ci ha regalato il suo lato peggiore, visto che con lo Scirocco sul nostro specchio d’acqua è arrivato di tutto. Dobbiamo ringraziare la motovedetta della Polizia di Stato che ha tolto dalla linea di partenza una vera e propria isola galleggiante di rifiuti, ma niente ha potuto contro un’altra massa di rifiuti che ha investito il gommone dei posaboe, imprigionandone l’elica in una matassa inestricabile prima, che potesse posare la boa di disimpegno».
La motovedetta della Polizia di Stato ha inoltre supportato il gommone della Direzione di Corsa nel soccorso di un velista, svenuto per un malore nel corso della regata, scortando a riva l’imbarcazione coinvolta. I soccorsi sono stati tempestivi e il velista è stato sbarcato e affidato all’ambulanza accorsa prontamente in Torre di Controllo. (Agg. 13/03 ore 18.22 SEGUE)

LE DICHIARAZIONI DEL DIRETTORE DI CORSA FABIO BARRASSO – «Portare a compimento 8 regate sulle 9 programmate in una stagione invernale atipica come quella appena trascorsa – ha commentato il Direttore di Corsa Fabio Barrasso – è stata la giusta ricompensa a un grande lavoro svolto da tutto il team. Abbiamo vissuto le ultime due giornate di regata giocando sempre d’anticipo.  Il 25 febbraio sfruttando le prime avvisaglie di Burian e portando a termine due prove. Questo sabato cavalcando l’anticipo della perturbazione, che è poi arrivata nelle ore successive, e dando finalmente pieno sfogo alla voglia di regatare al massimo che sembra essere quasi nel dna dei regatanti di Riva di Traiano. Tirando le somme, è’ stato un campionato divertente, molto combattuto e molto tecnico». Nel corso dell premiazione c’è stato un esilarante fuori programma, con il solitario Oscar Campagnola che ha improvvisato un elogio del Comitato di Regata leggendo una lettera proveniente dalla Nuova Zelanda, dove sono stati avvertiti i ‘‘rumori di guerra’’ provenienti da Riva di Traiano. (Agg. 13/03 ore 18.54)

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