Ladispoli, chiesto lo sfratto per i carabinieri

LADISPOLI – Carabinieri di Ladispoli a rischio sfratto. Mentre la costruzione della nuova caserma di Ladispoli va a rilento. Uno scenario di emergenza quello che potrebbe profilarsi per i militari poiché è ormai scaduto il contratto stipulato tra l’Arma e i proprietari dell’immobile di via Livorno, esattamente il 31 luglio del 2016. E, notizia delle ultime ore, i possessori dell’edificio hanno già avviato la pratica per chiedere il rilascio della struttura. “Come stabilito da una normativa regionale abbiamo usufruito del Piano casa per aumentare la cubatura dell’immobile rivendicando quindi il diritto di poter effettuare dei lavori entro e non oltre il 2020, pena decadenza”, conferma il richiedente dello sfratto.

Il nodo della vicenda sarebbe legato ai lavori relativi al Piano casa – fanno sapere i proprietari dello stabile – da compiersi entro aprile 2020 e non oltre quella data. In sostanza, con i carabinieri ancora in servizio in caserma, addio cantiere nell’edificio di oltre 300 metri quadri. Nel frattempo non si sa quando la nuova caserma dei carabinieri vedrà la luce. Un progetto urbanistico annunciato nel 2008 ma che, per varie vicissitudini, non è ancora andato in porto. Polemiche, bandi sospesi, contese a colpi di carte bollate tra le ditte contendenti. Fino ad arrivare alla determina dirigenziale con la quale il Comune ha selezionato la società a cui spetterà pubblicare il bando di gara per la selezione conclusiva. Opera che verrà realizzata attraverso un project financing da 1milione e mezzo che potrebbe portare ad un rafforzamento dell’organico dei carabinieri tuttora sottodimensionato rispetto alle esigenze della città.

Il project financing della nuova caserma dei carabinieri, dopo essere stato riattualizzato, volge ad una prima approvazione da parte della stazione appaltante. Si apprende infatti che a Santa Marinella, nella Centrale unica di committenza, la stazione appaltante avrebbe approvato la nuova opera pubblica che sarebbe così affidata ad una ditta del territorio.

La nuova caserma sorgerà su un terreno di 918,52 metri quadrati, sul quale verranno realizzate anche le residenze dell’Arma per circa 440 metri quadrati, oltre ad un park, un piazzale, un ingresso carrabile e un ingresso pedonale. L’area prevista è viale Mediterraneo, tra i quartieri Campo Sportivo e Cerreto.

 

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Agraria Tarquinia, il presidente Borzacchi: ''Ereditati debiti per oltre 4 milioni''

TARQUINIA – Comincia a delinearsi meglio  la difficilissima situazione economico-finanziaria dell’Università Agraria di Tarquinia.

Pesantissima l’eredità lasciata dalla ex amministrazione Antonelli, anticipata dall’allora commissario Mario Venanzi, e della quale ha riferito ieri sera in consiglio di amministrazione  il presidente Sergio Borzacchi, che ha chiaramente sottolineato  che “i cittadini hanno il diritto di conoscere la situazione in cui versa l’ente”.

Gli elementi salienti della situazione economico-finanziaria dell’Università Agraria di Tarquinia saranno affissi in un manifesto del quale il presidente ha dato lettura ieri  in consiglio.  

Il dato accertato dai tecnici del presidente Borzacchi parla di oltre quattro milioni di buco. Una cifra anche superiore rispetto a quanto si era prospettato all’inizio. 

I debiti accertati al 18 gennaio 2018 risultano esattamente pari a 4.396.538, 26 euro di cui 2.034.246,87 euro sono legati a imposte, tasse e contributi Consorzio Bonifica.

Nel manifesto predisposto per la cittadinanza viene specificato che imposte, tasse e contributi riguardano 58 cartelle emesse da Equitalia, notificate nel periodo 2005-2017 e relative agli anni che vanno dal 1998 al 2017, e che la cifra complessiva comprende sanzioni ed interessi per € 1.222.463,06, dovuti al mancato pagamento nei termini. Spuntano anche 834.305,17 euro di contributi previdenziali ai dipendenti, non pagati all’Inps nel periodo 2012/2017. 

Tra i debiti anche 392.611,63 euro maturati nei confronti di professionisti; 182.531,82 euro di fatture insolute; 474.752,37 euro di mutui e residui di capitale; 22.139,28 euro per le rate del mutuo scadute il 31 dicembre 2017; infine uno scoperto in banca, al 31 dicembre 2017, pari a 455.951,26 euro.

I due mutui stipulati per complessivi 690.000 euro, importo ora ridotto a 474.752,37 per avvenuto pagamento di alcune rate, riguardano inoltre debiti fuori bilancio per 390.00 euro e costi per l’esecuzione dei lavori relativi al secondo stralcio del restauro del casale in Località Roccaccia per 300.000 euro. Il costo per la ristrutturazione del casale è stato di 428.051,12 euro, casale che è stato poi concesso in locazione a 550 euro al mese. Da aggiungere anche il fatto che nel 2007 Equitalia ha emesso il fermo amministrativo sui tre automezzi dell’ente per cartelle non pagate, con la conseguenza che gli stessi non possono circolare.

Le verifiche, spiega il presidente Borzacchi nel manifesto, non sono ancora terminate e “l’ente si riserva di effettuare le opportune comunicazioni agli organi di controllo”. Ma la macchina amministrativa punta ad andare avanti.

“Stiamo percorrendo tutte le strade possibili per il necessario risanamento – afferma il presidente dell’Agraria Sergio Borzacchi – L’obiettivo di questa amministrazione era e lo è ancora quello di amministrare il patrimonio dell’Ente che è di proprietà di tutti gli utenti e che è costituito da 6283 ettari di terreno, da un campeggio, da alcuni fabbricati e da circa 300 capi di bestiame, usando la normale diligenza di un qualsiasi produttore agricolo, tanto più accorta, considerata la situazione di difficoltà economica”.

“L’intenzione quindi – spiega Borzacchi nel manifesto – è di gestire al meglio il patrimonio dell’ente, di ricavare utili da investire, in vari modi, a favore di tutti i cittadini e soprattutto ridurre i costi che hanno portato debiti accertati pari a 4.396.538,26”.

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Vecchia: via Simmi, ecco Verdicchio

di MATTEO CECCACCI

Sembra di rivivere la stessa situazione che accadde esattamente il primo agosto scorso quando, dopo la rottura del crociato di bomber Cerroni avvenuta la sera del 24 luglio, il giorno dopo c’era già il sostituto, ovvero il pregiato centravanti Lorenzo Serafini. La stessa cosa è successa in settimana, ma con una sola differenza: nessuno infortunato, bensì una richiesta di svincolo. Trattasi del difensore classe 1992 Gianluca Simmi che per motivi lavorativi si è trovato costretto a chiedere lo svincolo, dopo aver stilato la firma del contratto l’11 luglio scorso insieme all’attaccante Alessio Moneti. La società del Civitavecchia Calcio 1920, seppur con animo dispiaciuto, ha dovuto obbligatoriamente andare incontro al calciatore concedendogli immediatamente lo svincolo, ma senza perdere tempo, perché poche ore dopo il club si è messo subito al lavoro per cercare un degno sostituto di Simmi. Così si è arrivati all’acquisto del ventunenne nativo di Maddaloni, città in provincia di Caserta Luigi ‘‘Gigi’’ Verdicchio: forte difensore centrale con esperienze importanti e significative, partendo dalle giovanili con Savio, Lazio e Latina, passando agli anni trascorsi con Poggibonsi e Chieti, arrivando all’ultima annata in serie D con l’AltoVicentino, società fallita lo scorso anno. Verdicchio ha già firmato con la società nerazzurra e ha anche esordito negli ultimi 15’ finali domenica scorsa alla Cavaccia durante il match con l’Atletico Vescovio, vinto 5-2.
«Sono molto felice – esordisce il giovane Gigi Verdicchio – di aver firmato per una società così importante come il Civitavecchia Calcio 1920: quando mi ha contattato il direttore sportivo mi ha convinto subito e non ci ho pensato due volte ad accettare. Il gruppo è buono, mi è parso di capire in queste prime sedute di allenamento che il roster è molto tecnico e possiamo fare grandi cose. Non nego – conclude il classe ‘97 – che ho molta voglia di riscatto e farò di tutto per farmi valere fino all’ultima partita».

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Pino Quartullo in scena al Teatro Ghione di Roma

CIVITAVECCHIA – Pino Quartullo porta in scena “Sei lezioni di danza a domicilio” al Teatro Ghione di Roma. Lo spettacolo, con le coreografie di Maria Luisa Rubulotta, sarà sul palco da giovedì a sabato.

Una simpatica signora borghese decide di reagire alla solitudine prendendo lezioni di danza in casa. Un giovane bizzarro ballerino cambierà la sua vita. Sei scene, sei stili di danza da imparare in fretta, 6 attori e 6 attrici si alterneranno per interpretare i 2 personaggi pieni di sorprese. Il primo stile sarà lo swing con Margherita Macor e Roberto Fazioli, sarà poi la volta del tango con Giusy Armato e Antonio Massimo, poi ci sarà il valzer con Maria Luisa Rubulotta e Gabriele Del Cane. Nella quarta settimana ci saranno Francesca Spina e Daniele Ceccarelli con il fox-trot, Iolanda Zanfrisco e Mattia Calefati porteranno in scena il cha cha cha, mentre Silvia Bruni e Alessandro Orfini: disco e balli moderni.

Una commedia brillante, attuale, che non fa mai mancare il colpo di scena, che commuove e crea continuamente spunti di riflessione, anche comici ed ironici. Pino Quartullo  non dirige due attori, ma dodici:  ogni settimana.

Michele insegnerà a Lilli una nuova danza, e ad ogni lezione  entrerà in scena una nuova coppia di attori.
Il progetto nasce da un workshop per attori, diretto da Pino Quartullo nel Forte Michelangelo di Civitavecchia, in collaborazione con la Capitaneria di porto.  Il cambio di coppie sorprenderà lo spettatore scena per scena, facendolo meditare su quanto possa cambiare un personaggio se interpretato da diversi interpreti, scoprendo ogni volta aspetti umani imprevedibili, a seconda dalle caratteristiche fisiche, psicologiche, vocali  dell'interprete. Ogni interprete porterà sulla scene soprattutto se stesso, cercando di mantenere le proprie caratteristiche umane, esattamente come nella vita reale, ma mettendole al servizio dei due personaggi. 

Giovedì  e venerdì lo spettacolo sarà sul palco del Ghione alle 21 mentre sabato doppio spettacolo alle 17 e alle 21.

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Mensa alla Melone, Agresti: ''Anche per la CIR locali non idonei''

LADISPOLI  – Torna alla carica il dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti. Ancora al centro della polemica con l'assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi, ci sono i locali mensa della scuola. Quelli realizzati dall'amministrazione per "liberare" il polifunzionale, attiguo all'istituto e che fino allo scorso anno veniva utilizzato come mensa (oltre che luogo per spettacoli) proprio dalla Melone. 

"A seguito dell’intervista rilasciata dall’assessore Cordeschi a “Centromareradio”, sabato mattina scorso, duole essere costretti a contestare e conseguentemente “sbugiardare” l’esimia assessora che a volte non sa nulla, mentre a volte sa cose che nessuno conosce. Quale delle due situazioni sia estremamente improbabile lo lascio al giudizio del lettore, ma proprio perché, come diceva Socrate, si sa solo di non sapere, riporterò solo i dati di fatto in riscontro alle stravaganti e spesso contraddittorie affermazioni dell’assessora, frasi che riporto citando a memoria.
Assessora: “La popolazione scolastica di Ladispoli è cresciuta”, se è vero, perché sta consentendo che in altre Scuole vi siano o vi saranno aule vuote (ad esempio le aule attualmente utilizzate per ospitare i bambini di via Rapallo i cui lavori di ristrutturazione finiranno entro Natale)?
Assessora: “Chi ci ha preceduto non ha pensato la mensa”, se è vero, come spiega la presenza della sala polifunzionale che è, appunto, multi funzione con priorità mensa scolastica?
Assessora: “La ASL ha fornito parere negativo alla polifunzionale come mensa”, se è vero, come spiega l’esistenza dei documenti diffusi a tutti i genitori dai quali si evince che la mensa può coesistere con attività serali ma, se non sanificata, debba essere usata solo come mensa scolastica?
Assessora: “Esiste il parere favorevole all’uso dei nuovi locali da parte dei VVFF”, se è vero, come mai invece di fare un sopralluogo lunedì mattina, i VVFF non hanno risposto che abbiamo già il loro parere?
Assessora: “Risulta rispettato il parametro di Legge per l’affollamento previsto per la mensa”, se è vero, come mai un tecnico (architetto), il Responsabile per la sicurezza, la prevenzione e la protezione di bambini e dei lavoratori afferma il contrario su un documento ufficiale?
Assessora: “La risposta visiva dei locali è diversa, non è un rettangolo ma i tavoli entrano tutti”, se è vero che tavoli e sedie sono entrati tutti nel nuovo locale, il problema è che devono entrarci fisicamente circa 100 persone alla volta e la disposizione dei tavoli non permette una rapida evacuazione del locale.
Assessora: “Non si deve sempre parlare de PTOF della Melone”, mi domando quale sia il problema della trasparenza del nostro Istituto: se le altre Scuole realizzano volantini pubblicitari per attirare iscrizioni, perché la Melone non può parlare semplicemente dei fatti e di ciò che realmente offre? D’altronde i genitori devono avere libertà di scelta e quindi è un loro diritto conoscere per avere l’opportunità di valutare e scegliere a ragion veduta.
Assessora: “I genitori devono avere libertà di iscrizione”, esattamente ciò che affermiamo e se le iscrizioni superano la capienza dell’edificio, è il Comune che deve recuperare i locali per garantire la soddisfazione delle richieste dei genitori, ad esempio pretendendo i locali inutilizzati dalle altre Scuole o effettuando un corretto dimensionamento degli Istituti.
Assessora: “Esiste un decreto legge che ho mostrato ad Agresti che limita il numero di iscrizioni”, probabilmente l’assessora mi ha sognato e nel sogno ha stilato un decreto legge che non esiste. In ogni caso questo fatto contraddirebbe ciò che ha appena affermato: se la “Melone” deve rinunciare alle iscrizioni che vi arrivano, come sarebbe garantita la libertà di scelta dei genitori che gradiscono la nostra offerta formativa?
Assessora: “Non si deve parlare solo della Melone e del suo PTOF, tutte le Scuola lo hanno uguale”, credo che questa sia la risposta alla mia domanda precedente: se i genitori non conoscono ciò che le Scuole di Ladispoli realmente offrono, allora possono essere dirottati verso Scuole che non offrono altrettanto e la stessa assessora mostra di non conoscere le grandi differenze presenti fra una Scuola e l’altra.
Assessora: “Il Comune collabora, però fino a un certo punto, non può esaudire tutte le richieste di Agresti”, forse l’assessora dimentica che le richieste sono per i bambini e non per il dirigente. Io non chiedo benzina per la mia auto, né un aumento dello stipendio (come hanno fatto gli assessori) né altro per me, ma solo ciò che possa garantire il bene dei bambini, cittadini di Ladispoli.
Assessora: “Ho risposto no alle richieste di arredo di Agresti, ma comunque le abbiamo esaudite”, francamente non credo che chiedere banchi e sedie per i bambini sia una richiesta da non esaudire, comunque quando ricevetti la risposta negativa dell’assessora non feci una piega, avevamo già programmato di mandare le classi senza arredi a fare lezione nella sala consiliare.
Assessora: “Le Scuole lasciano arredi nuovi alle intemperie, compresa la Melone”, ora se avessimo avuto gli arredi nuovi (negati a luglio, e ricevuti solo la scorsa settimana) non li avremmo richiesti, non ce ne avrebbero dati altri la scorsa settimana, non li avremmo lasciati alle intemperie, evidentemente l’assessora ci confonde con altre scuole, alla Melone non abbiamo “arredi nuovi” da lasciare alle intemperie. Non li abbiamo punto!
Assessora: “Le aule ci sono tutte per tutti”, certamente non grazie al suo lavoro che è solito svolgere senza chiedere né confrontarsi perché “io sono l’assessore e decido io” (sic!), ma grazie all’aiuto del Sindaco. Se non fosse intervenuto confrontandosi con la Scuola per conoscere le problematiche, le nostre tre classi che l’assessora ha fatto spostare dalla Livatino per lasciare vuote le aule (che saranno usate da chi?) sarebbero andate a fare lezione in sala consiliare.
Assessora: “I genitori hanno solo una parte delle informazioni che il Comune ha”, “Il Comune conosce altre verità”, “la sala polifunzionale ha problemi strutturali”, “La ASL ha vietato un uso promiscuo”, “La CIR avrebbe dovuto igienizzare la sala dopo l’uso serale”, “La sala polifunzionale sarà usata solo come teatro perché gli uffici appositi lo hanno stabilito”, effettivamente nessuna di queste frasi trova riscontro fra i documenti a disposizione della Scuola o comunque dei cittadini, non vorrei che si tratti di uno dei famosi sogni dell’assessora. Restiamo in attesa di poter vedere questi fantomatici documenti, che una seria amministrazione avrebbe dovuto mettere immediatamente a disposizione invece di permettere l’uso della sala polifunzionale. Se questi documenti su problemo strutturali esistono veramente, la cosa sarebbe gravissima perché significherebbe che il Sindaco ha messo a rischio la salute dei bambini e dei lavoratori della Melone!
Assessora: “La sala sarà disponibile per spettacoli e laboratori mattutini per tutte le scuole di Ladispoli”, ma allora i problemi strutturali ci sono o no? L’assessora dimentica però un piccolo particolare, la sala polifunzionale non è sua proprietà e la struttura è disponibile per il Comune (come lo è la palestra) solo dopo il termine delle lezioni dell’Istituto dove è ubicato, per cui nessuno può mettervi piede senza l’autorizzazione del dirigente scolastico. Ora è vero che personalmente non avrò alcun problema a cedere i locali per i bambini di altre Scuole (per me i bambini hanno tutti gli stessi diritti), ma è anche vero che non mi risulta che le altre Scuole (e non per le recite di fine anno) in questi anni abbiano mai avuto necessità di locali come la sala polifunzionale. Nemmeno quando la sala consiliare (concessaci senza problemi dal Sindaco Paliotta) ospitò personalità ragguardevoli, nessuna classe, eccetto che dalla Melone, ha mai partecipato (anche a causa delle distanze delle rispettive sedi). Nel ribadire che personalmente autorizzerò l’ingresso di qualsiasi classe entro il recinto della Melone, non vorrei che l’assessora stia pensando di sprecare altri soldi dei cittadini per bypassarmi e recintare la sala polifunzionale per metterla fuori dagli spazi di mia competenza e responsabilità.
Assessora: “Ho chiesto io alla CIR di dare i panini per il pic nic”, forse l’assessora non sa ciò di cui io sono perfettamente a conoscenza ovvero che la stessa CIR ritiene inidonei i locali da lei fatti realizzare con i soldi pubblici e che la CIR non avrebbe fornito alcun pasto lunedì se non avesse saputo che i docenti avevano deciso, a loro volta, di non far entrare alcun bambino nei locali adibiti a mensa portandoli a consumare un panino all’aperto; forse l’assessora non sa che da un accordo di venerdì pomeriggio la CIR ha concesso i pranzi al sacco che i nostri alunni consumeranno all’aperto sotto la sorveglianza dei docenti, altrimenti la Scuola avrebbe dovuto chiudere le lezioni alle ore 13.00 senza avere potuto avvisare alcuno.
Assessora: “Martedì i bambini mangeranno a mensa”, poiché non credo che l’assessora non abbia minima coscienza della realtà che dovrebbe gestire, posso ipotizzare che abbia la bacchetta magica e martedì sarò a mensa a mangiare con i bambini.
Assessora: “Faremo una pseudo protesta al MIUR”, probabilmente, anzi sicuramente, ho compreso male: l’assessora andrà al MIUR insieme ad altri a fingere una manifestazione?
Devo avere capito male!"

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Consiglio, il Pd: "Due grandi assenti: il sindaco Mencarini e la chiarezza"

TARQUINIA – "Nella seduta del consiglio comunale convocato il 13 settembre, per la presa d’atto delle dimissioni presentate dal Sindaco Pietro Mencarini e protocollate in data 3 settembre c’erano due grandi assenti: il sindaco Mencarini e la chiarezza". Immediato il commento della segreteria del partito democratico all'indomani del consiglio comunale sulle dimissioni del sindaco Mencarini.

"Eppure, i consiglieri di opposizione Sandro Celli e Anselmo Ranucci, in nome della cittadinanza, hanno chiesto esattamente e unicamente che la maggioranza facesse chiarezza sulle motivazioni che lo stesso Sindaco definisce “politiche”, – aggiungono dal Pd – le quali lo hanno indotto a lasciare dopo alcuni mesi, la guida dell’amministrazione cittadina. Nel domandare spiegazioni, hanno citato frasi, pronunciate dallo stesso Sindaco dimissionario, che di lusinghiero nei confronti dei membri della sua stessa maggioranza, avevano ben poco e che da sole, sarebbero dovute bastare a suscitare una reazione, un moto di orgoglio, il bisogno di dare giustificazioni plausibili ai cittadini che erano accorsi numerosissimi, se non altro, per aiutarli a capire".

"Invece niente. – tuonano i democrat – Il silenzio di assessori e consiglieri di maggioranza, è stato scrosciante. L’”Orchestrina del Titanic”, forse ammutolita dall’imbarazzo, ha smesso di suonare proprio nel momento in cui aveva il dovere di emettere illuminanti note chiarificatrici. E così, gli unici elementi che si possono correttamente trarre da questa vicenda, sono quelli derivanti dalle dichiarazioni di Mencarini il quale, stufo dell’immobilismo, dell’inimicizia. dell’eccessiva ambizione personale dei suoi amministratori che evidentemente costituiva insormontabile intralcio all’azione di governo, ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di amministrare la cosa pubblica e trarne, correttamente, le logiche conseguenze".

"L’imbarazzo, l’incapacità di dare spiegazioni, l’arrancare del presidente del consiglio sul crinale di argomentazioni speciose (Tutti colpevoli, nessun colpevole), – conclude il Pd – forse sono più eloquenti di mille chiarimenti politici. Forse, il momento di voltar pagine è arrivato prima di quanto chiunque si sarebbe aspettato, ma sarà la data del 23 settembre, giorno in cui le dimissioni di Pietro Mencarini diverranno irrevocabili, che ce lo dirà con assoluta certezza". 

 

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Joe Intenso presenta il nuovo brano Pulsar

LADISPOLI – Torna alla ribalta Joe Intenso, rapper di Ladispoli “on air” con il nuovo brano Pulsar, tratto dall'Album intitolato 'ILDISCODELLANNO' uscito nel mese di Maggio. Il cantante offre qualche anticipazione. “Si tratta di un progetto di 9 brani prodotti tutti da mio fratello $tone Gold, compresa questa traccia, ed una prodotta da Andy-B”.

Già un anno fa ci fu il primo singolo estratto chiamato 'L'uomo della pioggia' con la prestigiosa collaborazione di un rapper molto conosciuto, cioè Caneda.

“Il video di Pulsar – prosegue nel racconto il cantante ladispolano – è uscito esattamente un anno dopo così da chiudere simbolicamente il cerchio, il ciclo che gira attorno a questo lavoro in cui io, Joe Intenso, sperimento molto con il flow su beat già sperimentali di mio fratello. Non manca la parte sempliciotta ma ciò che è assai presente per tutto il disco e ne fa quasi da filo conduttore è la filosofia. La scelta di estrarre questo video è dovuto dal fatto che tutti gli ascoltatori avevano apprezzato ILDISCODELLANNO ma premevano sul fatto che Pulsar fosse qualcosa di diverso, avesse qualcosa in più. Difatti a livello di suono e di testo abbiamo raggiunto un punto preciso e lo si può sentire dall'effetto messo da Flavio MixerT nel suo studio, lo storico Bunkerino, dove io vado a registrare”.

Nel brano si può percepire la tipica lirica influenzata culturalmente da cinema, musica ed anche da teatro, proprio perchè sono più di due anni che Joe Intenso fa parte anche di una compagnia guidata dalla SG Project, creata dal maestro Gabriele Abis.

Quindi cultura ed esperienza – in questo caso – sono gli ingredienti per creare un testo.

“Il resto è qualcosa di alto, perchè scrivere è un processo che va al di fuori del razionale, è come un'esplosione di una stella dentro di sè. Ed è terapeutico, quindi necessario. Una volta deciso ho contattato Michele Longobardi della BeLoud, io avevo visto un posto e pensavo fosse adatto per il pezzo, oramai la simbiosi è forte tra di noi (mi ha girato tutti i videoclip dall'inizio fino ad ora), la sua creatività e fantasia hanno portato questo prodotto eccellente”.

ILDISCODELLANNO è presente su tutte le piattaforme streming attraverso questo link: https://2lnk.eu/ildiscodellanno (inoltre è presente su Youtube e SoundCloud).

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Emergenza loculi, ''I 5 stelle non lasciano in pace nemmeno i morti''

CIVITAVECCHIA – “Questa Giunta è riuscita nell’impresa di non lasciare in pace nemmeno i morti”. La battuta di una anziana visitatrice del Cimitero vecchio, riassume, nel più crudo ma efficace dei modi, i commenti di numerosi cittadini dopo la notizia – apparsa qualche giorno fa – relativa alla volontà di Cozzolino di procedere alla requisizione di alcuni loculi, “applicando – per carità – il regolamento di polizia mortuaria del Comune di Civitavecchia”, come lo ha subito difeso qualche pasionaria attivista del movimento.

Il Comune, infatti, negli ultimi quattro anni e mezzo, nonostante i ripetuti proclami, non è riuscito a costruire nemmeno un nuovo loculo e la situazione, già critica, è divenuta ingestibile. Di qui, la decisione disperata del Sindaco che, dopo aver esaurito quelli inutilizzati da “requisire” a via Braccianese Claudia, dove nemmeno l’entrata in funzione a pieno ritmo del crematorio ha “mitigato” l’emergenza, tenterà di individuare alcune decine di loculi pressoché abbandonati, presso il cimitero vecchio, per dare almeno una degna sepoltura ai defunti. Si spera di arrivare così ad aprile-maggio e scaricare anche questo problema alla prossima amministrazione.

Per la verità, ormai da tre o quattro anni, i grillini si erano detti certi della imminente costruzione di nuovi loculi da parte della società comunale. Ma alle parole, come al solito, non sono seguiti i fatti.

Già a partire dal 2015, Micchi (HCS) dichiarava che la costruzione dei nuovi loculi sarebbe stata curata dalla “imminente” new co. La HCS, in fase di liquidazione, non poteva certo occuparsene. Il passaggio alla new co., prospettato a fine 2014, è avvenuto alla fine del 2017 (tre anni più tardi). Da quel momento, è subentrata CSP, ma la musica è rimasta la stessa.

Nell’autunno 2017, De Leva dichiarava, infatti, di aver raggiunto l’accordo con l’amministrazione, per la costruzione dei 300 loculi. Ma anche qui, un anno è passato e dei loculi nemmeno l’ombra. Nel frattempo, le ridottissime risorse, stanziate con il contratto di servizio a CSP, hanno determinato un’altra infinita lista di guai: il crollo del muro perimetrale del cimitero nuovo; continui crolli al cimitero vecchio; disordine e sporcizia ovunque. Unica iniziativa sulla quale l’amministrazione è stata rapidissima, manco a dirlo: il forno crematorio, privato, che, già da mesi, come detto funziona a pieno ritmo.

La situazione – insomma – è al collasso e ormai, nei 7/8 mesi che mancano alla amministrazione, è difficile aspettarsi che si recuperi quello che non è stato fatto nei quattro anni e mezzo precedenti. I cittadini sono ormai esausti e nemmeno reagiscono più dinnanzi a tanta e tale sciatteria.

Sul punto è intervenuto il candidato Sindaco del centrodestra, Massimiliano Grasso: “Criticare la Giunta Cozzolino è ormai come sparare sulla croce rossa. Tra qualche mese occorrerà ricominciare tutto da capo. Bisogna restituire dignità ai nostri cimiteri e seguire le soluzioni innovative che lo scenario nazionale ci offre. Requisire loculi nella speranza che nessuno li rivendichi non è certo la strada. Requisirli poi al cimitero vecchio, che dovrebbe invece essere lentamente orientato verso la completa “musealizzazione” è iniziativa esattamente contraria a quello di cui c’è bisogno. Appena insediati – promette Grasso – porremo in essere le soluzioni ideali, anche con il coinvolgimento di privati nella realizzazione di opere a valenza pubblica quali l’ampliamento e la riqualificazione dei cimiteri. Altre risorse saranno poi recuperate attraverso una semplice modifica al regolamento comunale che stanno adottando moltissimi comuni. Le concessioni “perpetue” che insistono ormai da due secoli (al cimitero vecchio) saranno trasformate in “concessioni di lunga durata”, sottoposte, quindi, a rinnovo al massimo ogni trent’anni. Con il piccolo contributo di chi – di fatto – non ha mai pagato la concessione, riusciremo così ad integrare le risorse comunali ed a riqualificare completamente i cimiteri cittadini, trasformandoli in luoghi di vero e proprio culto e rispetto per i nostri defunti. La situazione – conclude il capogruppo de La Svolta –  attuale sarà solo un brutto ricordo”.

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Nuova sfida per Matteo Passacantilli  alle finali internazionali di matematica

SANTA MARINELLA – Due giorni impegnativi per lo studente dell’Istituto comprensivo Piazzale della Gioventù di Santa Marinella, Matteo Passacantilli. Il ragazzo, pronto a tornare sui banchi per frequentare la terza media, si trova a Parigi per mettersi nuovamente alla prova con numeri e problemi. 
Sarà infatti impegnato a partecipare alle prove della finale internazionale di Matematica, previste per oggi e domani nella capitale francese, confrontandosi con altri ragazzi di tutta Europa. Passacantilli a maggio scorso si era distinto ai Giochi Internazionali Matematici organizzati dalla Bocconi, con le finali che si sono svolte a Milano, piazzandosi al primo posto nella categoria C1 dedicata agli alunni delle classi prima e seconda media. In un’ora e mezza di tempo aveva risposto esattamente a dieci problemi su dieci, consegnando in 44 minuti il compito. 
E così ha strappato il pass per far parte della squadra che rappresenta oggi l’Italia a Parigi. 

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