Vecchia-Bricchetti: per ora nessun contatto

di MATTEO CECCACCI

Era un venerdì pomeriggio del 23 giungo 2017 quando il capitano Daniele Bricchetti lasciò il Civitavecchia Calcio per accasarsi alla Pol. Monti Cimini e ad oggi, esattamente dopo un anno e cinque mesi, potrebbe esserci un gradito ritorno. 
L’ex difensore nerazzurro, attualmente in forza al Ronciglione United, sarebbe disposto a vestire nuovamente la maglia nerazzurra, ma c’è da dire che l’ultimo incontro tra Bricchetti e i vertici societari risale a ben tre mesi fa. Il classe 1989 nativo di Brescia, trent’anni il prossimo aprile, è già da tempo sotto gli occhi dei dirigenti della Vecchia. 
«Era settembre – spiega Bricchetti – quando parlai con il presidente Iacomelli e il dirigente Ceccacci per un probabile ritorno, ma la chiacchierata non ebbe nessun tipo di esito, o meglio, avevamo deciso di rinviare il tutto a dicembre, ma ad oggi non ho avuto più contatti con nessuno. Non escludo, comunque, un mio ritorno; lunedì apre ufficialmente il mercato e sicuramente qualcosa si muoverà. Il Civitavecchia lo porto nel mio cuore».
A chiarire la situazione ci pensa anche il ds Petronilli: «Bricchetti per noi sarebbe un ottimo acquisto, infatti siamo andati anche a vederlo. Inoltre stiamo cercando un centrocampista di contenimento, mentre l’attaccante Filoia è stato tesserato».

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«L'acqua pubblica non si difende stando alla finestra»

LADISPOLI – «La stalla è stata chiusa dopo la fuga dei buoi». Inizia così la nota del Movimento civico Ladispoli Città sul tema acqua pubblica. Già in precedenza, all'arrivo dell'ultimatum da parte dell'assessore Alessandri di cedere il servizio idrico ad Acea Ato2 entro e non oltre il 3 dicembre, i consiglieri Trani e Palermo, rappresentanti del Movimento Civico Ladispoli Città erano intervenuti sull'argomento bacchettando l'amministrazione di «inerzia» (con il consigliere Trani peraltro presente all'incontro del 20 ottobre scorso in Regione all'audizione congiunta delle Commissioni Tutela del Territorio e Agricoltura e Ambiente). E ora, all'indomani dell'audizione alla Commissione VIII della Camera dei Deputati dove il sindaco Grando e il delegato al servizio idrico Filippo Moretti hanno illustrato la gestione in house del servizio idrico della città, tornano alla carica contro l'amministrazione. «C'è da scommetterci: ''ne sentiremo delle belle'', in questo rimbalzo di responsabilità tra Regione Lazio ed enti locali, uno scaricabarile che porterà solo al risultato di avere, in un comune come Ladispoli, un'acqua più cara, una manutenzione scarsa, livelli occupazionali messi in discussione e, su tutto, la messa in crisi della tenuta della partecipata Flavia Servizi». Per i due consiglieri di minoranza che di fatto, mentre c'è chi ancora lotta contro il passaggio al servizio idrico in tutte le sedi competenti in materia (dalla Camera dei Deputati ieri, alla Regione Lazio lunedì con tanto di invito da parte degli amministratori alla città di protestare sotto la Pisana per far sentire la propria voce mentre negli uffici regionali si discuterà ancora dell'argomento) il servizio idrico è già consegnato ad Acea. Ma a ricordare ai consiglieri di minoranza che la guerra non è ancora finita è il consigliere delegato al servizio idrico Filippo Moretti: «Di solito, quanto più grande è l’incapacità ad agire tanto più grande è l’abilità di parlare a sproposito.  E’ questo il caso dei consigliere Trani che, dimenticato da tutti per le sue impalpabili capacità di assessore nell’ultimo quinquennio della gestione Paliotta, non perde occasione per dispensare consigli su problemi che lui non ha affrontato, né risolto quando era chiamato a farlo.  La cosa più preoccupante però è che, dopo il suo nullo apporto a livello regionale sulla questione acqua pubblica, ora cerca di speculare sulle possibili responsabilità dell’ipotetico passaggio del nostro servizio idrico ad Acea. Un comportamento sconsiderato, proprio nel momento in cui è massima la mobilitazione di tutte forze politiche per convincere consiglio e giunta regionale che Ladispoli è una realtà virtuosa e non va toccata. Ognuno di noi sta facendo il massimo, senza distinzione di colore, adoperandosi a tutti i livelli affinchè venga riconosciuta a Ladispoli la propria autonomia gestionale. E’ di ieri un’audizione parlamentare nella quale insieme al sindaco Grando abbiamo presentato alla commissione VIII Ambiente le nostre proposte di modifica alla nuova legge sull’acqua pubblica che dovrà essere approvata a breve. Abbiamo ricevuto grande consenso per il lavoro svolto e comprensione per la nostra situazione, esattamente il contrario di quanto sta avvenendo a livello regionale dove, è bene ricordarlo, governano proprio quelli che il consigliere Trani considera suoi referenti politici. Dunque per chiarire bene la situazione a chi non lo avesse capito ora il quadro è questo: mentre l’amministrazione di Ladispoli, capofila di circa 20 comuni del Lazio, si sta adoperando in tutte le sedi per scongiurare il passaggio del nostro servizio idrico sotto Acea, in regione una guerra tra bande, tutta interna al centrosinistra, mette a repentaglio la nostra autonomia gestionale. In questo panorama  due consiglieri di Ladispoli, Trani (la mente) e Palermo, che fino ad ora non hanno fatto nulla perché politicamente sono di scarso peso, commentano lo spettacolo stando affacciati alla finestra come le comari di paese». 
 

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Eventi natalizi: il bando è un flop

CIVITAVECCHIA – Bando flop per gli eventi natalizi ma il Comune corre ai ripari. Non è andata esattamente come sperato da Palazzo del Pincio ma l’assessore D’Antò si dice sicuro del fatto che “andrà tutto bene”. Ad inizio ottobre esce il bando per la ricerca di un gestore unico delle iniziative, si pensava in grande con la Marina pronta a cambiare volto e a vestirsi a festa per il Natale con un villaggio, un’area giochi, luminarie sulle palme e l’immancabile casa di Babbo Natale. Area ristoro per la sera delle storiche Pastorelle e una serie di eventi, tra cui proprio l’arrivo di Babbo Natale dal mare. Stessa cosa per l’Epifania. Da parte del Comune la disponibilità di un massimo di 20mila euro.

Niente da fare perché al bando ha partecipato solamente un soggetto e privo dei requisiti richiesti. Tutto da rifare ma per fortuna a correre in aiuto al Pincio c’è la rete d’imprese The Shopping port con una serie di iniziative – circa 6 – a supporto di quelle dell’amministrazione. Gli eventi della rete di commercianti cittadini si svolgeranno tra piazza Calamatta, viale Garibaldi e corso Marconi. “Ci saranno gli elfi e Babbo Natale – ha spiegato D’Antò – e la cassetta delle lettere per i bambini”.

La casa di Babbo Natale si sposta a piazza Calamatta, all’interno della sala conferenze della Biblioteca comunale. Inoltre ci saranno “una serie di concerti alla Cittadella – ha detto D’Antò – e due spettacoli per i bambini al teatro Traiano”. Il primo sarà ‘La bella e la bestia’’ il 2 dicembre alle 17,30.

Tutto ok, secondo l’assessore pentastellato, anche per le luminarie e l’arrivo di Babbo Natale dal mare che accorcerà il tragitto e passerà per Porta Livorno. “Ci saranno anche 6 o 7 giorni con spettacoli di artisti di strada lungo le strade del centro e piazza Calamatta – ha continuato D’Antò – e la casa di Babbo Natale sarà gestita da un’associazione”.

Slitta invece la partenza, nel bando inizialmente prevista per il primo novembre, all’8 dicembre. Il tutto durerà fino al 6 gennaio. Sicuramente, nonostante l’ottimismo di D’Antò, il bando flop andrà a pesare non poco visto che si parla di più di un mese in meno di eventi natalizi.      

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Eventi natalizi: il bando è un flop

CIVITAVECCHIA – Bando flop per gli eventi natalizi ma il Comune corre ai ripari. Non è andata esattamente come sperato da Palazzo del Pincio ma l’assessore D’Antò si dice sicuro del fatto che “andrà tutto bene”. Ad inizio ottobre esce il bando per la ricerca di un gestore unico delle iniziative, si pensava in grande con la Marina pronta a cambiare volto e a vestirsi a festa per il Natale con un villaggio, un’area giochi, luminarie sulle palme e l’immancabile casa di Babbo Natale. Area ristoro per la sera delle storiche Pastorelle e una serie di eventi, tra cui proprio l’arrivo di Babbo Natale dal mare. Stessa cosa per l’Epifania. Da parte del Comune la disponibilità di un massimo di 20mila euro.

Niente da fare perché al bando ha partecipato solamente un soggetto e privo dei requisiti richiesti. Tutto da rifare ma per fortuna a correre in aiuto al Pincio c’è la rete d’imprese The Shopping port con una serie di iniziative – circa 6 – a supporto di quelle dell’amministrazione. Gli eventi della rete di commercianti cittadini si svolgeranno tra piazza Calamatta, viale Garibaldi e corso Marconi. “Ci saranno gli elfi e Babbo Natale – ha spiegato D’Antò – e la cassetta delle lettere per i bambini”.

La casa di Babbo Natale si sposta a piazza Calamatta, all’interno della sala conferenze della Biblioteca comunale. Inoltre ci saranno “una serie di concerti alla Cittadella – ha detto D’Antò – e due spettacoli per i bambini al teatro Traiano”. Il primo sarà ‘La bella e la bestia’’ il 2 dicembre alle 17,30.

Tutto ok, secondo l’assessore pentastellato, anche per le luminarie e l’arrivo di Babbo Natale dal mare che accorcerà il tragitto e passerà per Porta Livorno. “Ci saranno anche 6 o 7 giorni con spettacoli di artisti di strada lungo le strade del centro e piazza Calamatta – ha continuato D’Antò – e la casa di Babbo Natale sarà gestita da un’associazione”.

Slitta invece la partenza, nel bando inizialmente prevista per il primo novembre, all’8 dicembre. Il tutto durerà fino al 6 gennaio. Sicuramente, nonostante l’ottimismo di D’Antò, il bando flop andrà a pesare non poco visto che si parla di più di un mese in meno di eventi natalizi.      

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Agraria Tarquinia, Idea Sviluppo: ''Il presidente Borzacchi ha rinnegato gli alleati''

TARQUINIA – Comunicato di fuoco del gruppo politico Idea Sviluppo all’indirizzo del presidente dell’Università Agraria di Tarquinia Sergio Borzacchi. Un intervento che certifica, se ce ne fosse ancora bisogno, la definitiva rottura tra le parti.
«Viste le inadempienze dell’Ente nei confronti dei nostri consiglieri in merito alla legittima richiesta dei documenti correlati alla grave situazione debitoria dell’Università Agraria – affermano da Idea Sviluppo –  il direttivo risponde al presidente Borzacchi, il quale non può ogni volta giustificarsi con il fatto di non essere un “politico” e per questo sottrarsi al dibattito pubblico o all’obbligo di condivisione delle scelte amministrative con tutti i consiglieri eletti». «Con il suo operato il presidente Borzacchi ha già tradito la volontà dei propri elettori, – tuonano dal gruppo che fa capo a Pietro Serafini.  – visto che una volta in carica ha rinnegato gli alleati girandogli le spalle con la disinvoltura di un politico navigato, per altro sfruttando, comunque, i voti di una compagine che gli ha consentito con circa 4000 voti di raggiungere il successo elettorale che da solo mai avrebbe potuto solo immaginare». 
«Proprio sotto il profilo “politico” – aggiungono da Idea Sviluppo – il presidente, insieme all’assessore Guarisco, hanno già tradito gli accordi elettorali visto che come regola postada Borzacchi stesso era previsto che chi avesse ricoperto la carica di assessore avrebbe dovuto rinunciare alla carica di consigliere. L’assessore Guarisco, invece, ormai fedelissimo del Borzacchi, non ha mai rispettato tale accordo con la presentazione delle proprie dimissioni».  «Presidente, se non vuole che venga tacciato di inesperienza, – aggiungono – deve anche sapere che i revisori dei conti non redigono o approvano il bilancio ma esprimono un parere su un documento già predisposto dagli uffici e dall’amministrazione, inoltre il consigliere ha si il potere di controllare i documenti, ma questi devono essere forniti dai dipendenti dell’ente entro i termini stabiliti dalla legge. Quando si viene investiti della responsabilità amministrativa, si deve sapere che ci sono delle regole che devono essere rispettate ed il presidente ne deve essere il garante. Questo vale soprattutto per il rispetto dell’obbligo di trasparenza amministrativa e per l’esercizio dell’accesso civico generalizzato agli atti amministrativi dell’ente pubblico.  Nel momento, quindi, in cui un consigliere ufficialmente richiede di visionare dei documenti, tra l’altro oggetto di indagine, devono essere messi a disposizione del richiedente entro 30 giorni. Nel nostro gruppo militano persone alla prima esperienza amministrativa che hanno il diritto, anche per svolgere la loro funzione rappresentativa delegata dagli elettori, di ricevere tutti i documenti  relativi alla situazione debitoria attuale e pregressa, da lei divulgata a mezzo stampa e mai esattamente spiegata in commissione o alla presenza dei tecnici, ovvero alla presenza di tutta l’amministrazione». 
«Caro presidente – concludono dal direttivo di Idea Sviluppo – le ricordiamo che il nostro mandato ci è stato conferito dalla popolazione proprio come il suo e non consentiremo a nessuno di darci lezioni amministrative. Inoltre siamo sicuri che i debiti generano altri debiti e quindi visto che non ha mai ascoltato i nostri appelli, pretendiamo dei chiarimenti in merito alla strategia amministrativa, visto che poi saremo proprio noi a votare e prendere tutte le responsabilità in carico, anche quando le scelte si rivelino assolutamente sbagliate. Faccia attenzione ai membri della sua giunta perché se hanno tradito il patto con rispettivi gruppi che gli hanno consentito di essere eletti potrebbero in futuro tradire anche Lei, se invece la sua strategia è quella di non rispettare il prossimo, come fatto con consiglieri dimissionari di altri gruppi, stia tranquillo che non ci dimetteremo ed onoreremo al meglio il nostro mandato di controllori anche del suo operato».
 

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Il Ladispoli incassa la quinta sconfitta stagionale: all’Anco Marzio è 3-2 Ostiamare

Non è riuscito il Ladispoli ad espugnare l’Anco Marzio di Osta. L’Ostiamare infatti si aggiudica il match per 3-2 in una gara dai tanti capovolgimenti di fronte. Padroni di casa sul doppio vantaggio già nel primo tempo grazie alle reti di Bertoldi prima e di De Iulis poi. A pochi istanti dal rientro negli spogliatoi poi una perla di Camilli riporta in partita i rossoblu. Gli ospiti tornano carichi dagli spogliatoi e al 10’ ristabiliscono prepotentemente gli equilibri con un’altra punizione, stavolta di Cardella. Solo due minuti più tardi  l’Ostiamare chiude la partita con il gol del classe ’99 Cabella. Nei primi minuti di partita è l’Ostiamare a gestire maggiormente il possesso palla, il primo squillo infatti è proprio di marca biancoviola: il portiere rossoblu è chiamato ad un grande intervento sul tiro dalla distanza di Cabella. I padroni di casa costruiscono molto e al 25’ riescono a sbloccare il risultato: tiro rasoterra di Bertoldi che si infila all’angolino basso alla sinistra di Salvato. Forti del vantaggio i ragazzi di mister Greco si portano sul doppio vantaggio, stavolta grazie al pallonetto sotto l’incrocio di De Iulis, già autore del gol vittoria nella gara sul Latina. Quando sembra ormai imminente il duplice fischio, siamo al terzo minuto di recupero, Jacopo Camilli compie una prodezza su calcio di punizione e porta i suoi al riposo sul 2-1. Al 10’ della ripresa Federico Cardella riporta il risultato in situazione di parità: sulla punizione del bomber rossoblu Giannini rimane immobile col pallone che si infila in rete. Passano esattamente due minuti e complice di una svista da parte degli ospiti, Andrea Cabella entra in area e a tu per tu con Salvato sigla la rete del sorpasso. De Fato e Cardella sono gli ultimi ad arrendersi in casa Ladispoli: il centrocampista cerca la rete con un destro sul palo di Giannini che respinge in calcio d’angolo e il bomber non trova la porta dopo una mezza rovesciata nei minuti finali.

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Servizi Sociali, è ancora scontro tra Barbazza e Fantozzi

SANTA MARINELLA – Continua la polemica tra il referente cittadino di Fratelli D’Italia Ilaria Fantozzi e l’assessore ai servizi sociali Renzo Barbazza. “Fa piacere il fatto che forze giovani, come Ilaria Fantozzi, si impegnino per problemi sociali, al di là del colore politico – dice Barbazza – ma le situazioni vanno conosciute nei dettagli precisi, dopo aver ascoltato e approfondito i diversi aspetti, non solo quelli portati avanti dai diretti interessati, per non rischiare di poter scivolare nella demagogia politica e nel mancato rispetto della verità. La signora Abbatiello prende un contributo economico per il sostegno alla locazione mensile di 500 euro esattamente dal 2011.Su valutazione del servizio sociale, da febbraio 2018, si è aggiunta la carta Rei, con un ulteriore sostegno di 187 euro al mese. La legge stabilisce, altresì che, laddove ci siano figli maggiorenni, questi sono tenuti a provvedere al sostegno dei genitori. Dopo la dichiarazione di dissesto economico, il servizio sociale ha dovuto rivalutare tutte le situazioni economiche delle persone che avevano avuto l'accesso al reddito di sostegno. I mesi di giugno, agosto e settembre sono stati pagati da impegni che il servizio sociale aveva già preparato da tempo ma che, a seguito del dissesto, erano rimasti temporaneamente in sospeso all'ufficio ragioneria con determina 44 del 24 settembre, e poi sbloccati quando le condizioni lo hanno consentito naturalmente, ma non certo per l'intervento di FdI. Infine i mesi di aprile, maggio e luglio sono stati impegnati con i fondi del distretto socio-sanitario del Comune. Quindi, la signora ha avuto una risposta adeguata, compatibilmente con le tante altre condizioni di povertà e indigenza che il Comune ha il dovere di considerare e valutare in piena autonomia, senza pressioni mediatiche o politiche, ma nel rispetto della normativa e di criteri valutativi di giustizia sociale”.

 

 

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Ladispoli, chiesto lo sfratto per i carabinieri

LADISPOLI – Carabinieri di Ladispoli a rischio sfratto. Mentre la costruzione della nuova caserma di Ladispoli va a rilento. Uno scenario di emergenza quello che potrebbe profilarsi per i militari poiché è ormai scaduto il contratto stipulato tra l’Arma e i proprietari dell’immobile di via Livorno, esattamente il 31 luglio del 2016. E, notizia delle ultime ore, i possessori dell’edificio hanno già avviato la pratica per chiedere il rilascio della struttura. “Come stabilito da una normativa regionale abbiamo usufruito del Piano casa per aumentare la cubatura dell’immobile rivendicando quindi il diritto di poter effettuare dei lavori entro e non oltre il 2020, pena decadenza”, conferma il richiedente dello sfratto.

Il nodo della vicenda sarebbe legato ai lavori relativi al Piano casa – fanno sapere i proprietari dello stabile – da compiersi entro aprile 2020 e non oltre quella data. In sostanza, con i carabinieri ancora in servizio in caserma, addio cantiere nell’edificio di oltre 300 metri quadri. Nel frattempo non si sa quando la nuova caserma dei carabinieri vedrà la luce. Un progetto urbanistico annunciato nel 2008 ma che, per varie vicissitudini, non è ancora andato in porto. Polemiche, bandi sospesi, contese a colpi di carte bollate tra le ditte contendenti. Fino ad arrivare alla determina dirigenziale con la quale il Comune ha selezionato la società a cui spetterà pubblicare il bando di gara per la selezione conclusiva. Opera che verrà realizzata attraverso un project financing da 1milione e mezzo che potrebbe portare ad un rafforzamento dell’organico dei carabinieri tuttora sottodimensionato rispetto alle esigenze della città.

Il project financing della nuova caserma dei carabinieri, dopo essere stato riattualizzato, volge ad una prima approvazione da parte della stazione appaltante. Si apprende infatti che a Santa Marinella, nella Centrale unica di committenza, la stazione appaltante avrebbe approvato la nuova opera pubblica che sarebbe così affidata ad una ditta del territorio.

La nuova caserma sorgerà su un terreno di 918,52 metri quadrati, sul quale verranno realizzate anche le residenze dell’Arma per circa 440 metri quadrati, oltre ad un park, un piazzale, un ingresso carrabile e un ingresso pedonale. L’area prevista è viale Mediterraneo, tra i quartieri Campo Sportivo e Cerreto.

 

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Agraria Tarquinia, il presidente Borzacchi: ''Ereditati debiti per oltre 4 milioni''

TARQUINIA – Comincia a delinearsi meglio  la difficilissima situazione economico-finanziaria dell’Università Agraria di Tarquinia.

Pesantissima l’eredità lasciata dalla ex amministrazione Antonelli, anticipata dall’allora commissario Mario Venanzi, e della quale ha riferito ieri sera in consiglio di amministrazione  il presidente Sergio Borzacchi, che ha chiaramente sottolineato  che “i cittadini hanno il diritto di conoscere la situazione in cui versa l’ente”.

Gli elementi salienti della situazione economico-finanziaria dell’Università Agraria di Tarquinia saranno affissi in un manifesto del quale il presidente ha dato lettura ieri  in consiglio.  

Il dato accertato dai tecnici del presidente Borzacchi parla di oltre quattro milioni di buco. Una cifra anche superiore rispetto a quanto si era prospettato all’inizio. 

I debiti accertati al 18 gennaio 2018 risultano esattamente pari a 4.396.538, 26 euro di cui 2.034.246,87 euro sono legati a imposte, tasse e contributi Consorzio Bonifica.

Nel manifesto predisposto per la cittadinanza viene specificato che imposte, tasse e contributi riguardano 58 cartelle emesse da Equitalia, notificate nel periodo 2005-2017 e relative agli anni che vanno dal 1998 al 2017, e che la cifra complessiva comprende sanzioni ed interessi per € 1.222.463,06, dovuti al mancato pagamento nei termini. Spuntano anche 834.305,17 euro di contributi previdenziali ai dipendenti, non pagati all’Inps nel periodo 2012/2017. 

Tra i debiti anche 392.611,63 euro maturati nei confronti di professionisti; 182.531,82 euro di fatture insolute; 474.752,37 euro di mutui e residui di capitale; 22.139,28 euro per le rate del mutuo scadute il 31 dicembre 2017; infine uno scoperto in banca, al 31 dicembre 2017, pari a 455.951,26 euro.

I due mutui stipulati per complessivi 690.000 euro, importo ora ridotto a 474.752,37 per avvenuto pagamento di alcune rate, riguardano inoltre debiti fuori bilancio per 390.00 euro e costi per l’esecuzione dei lavori relativi al secondo stralcio del restauro del casale in Località Roccaccia per 300.000 euro. Il costo per la ristrutturazione del casale è stato di 428.051,12 euro, casale che è stato poi concesso in locazione a 550 euro al mese. Da aggiungere anche il fatto che nel 2007 Equitalia ha emesso il fermo amministrativo sui tre automezzi dell’ente per cartelle non pagate, con la conseguenza che gli stessi non possono circolare.

Le verifiche, spiega il presidente Borzacchi nel manifesto, non sono ancora terminate e “l’ente si riserva di effettuare le opportune comunicazioni agli organi di controllo”. Ma la macchina amministrativa punta ad andare avanti.

“Stiamo percorrendo tutte le strade possibili per il necessario risanamento – afferma il presidente dell’Agraria Sergio Borzacchi – L’obiettivo di questa amministrazione era e lo è ancora quello di amministrare il patrimonio dell’Ente che è di proprietà di tutti gli utenti e che è costituito da 6283 ettari di terreno, da un campeggio, da alcuni fabbricati e da circa 300 capi di bestiame, usando la normale diligenza di un qualsiasi produttore agricolo, tanto più accorta, considerata la situazione di difficoltà economica”.

“L’intenzione quindi – spiega Borzacchi nel manifesto – è di gestire al meglio il patrimonio dell’ente, di ricavare utili da investire, in vari modi, a favore di tutti i cittadini e soprattutto ridurre i costi che hanno portato debiti accertati pari a 4.396.538,26”.

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Vecchia: via Simmi, ecco Verdicchio

di MATTEO CECCACCI

Sembra di rivivere la stessa situazione che accadde esattamente il primo agosto scorso quando, dopo la rottura del crociato di bomber Cerroni avvenuta la sera del 24 luglio, il giorno dopo c’era già il sostituto, ovvero il pregiato centravanti Lorenzo Serafini. La stessa cosa è successa in settimana, ma con una sola differenza: nessuno infortunato, bensì una richiesta di svincolo. Trattasi del difensore classe 1992 Gianluca Simmi che per motivi lavorativi si è trovato costretto a chiedere lo svincolo, dopo aver stilato la firma del contratto l’11 luglio scorso insieme all’attaccante Alessio Moneti. La società del Civitavecchia Calcio 1920, seppur con animo dispiaciuto, ha dovuto obbligatoriamente andare incontro al calciatore concedendogli immediatamente lo svincolo, ma senza perdere tempo, perché poche ore dopo il club si è messo subito al lavoro per cercare un degno sostituto di Simmi. Così si è arrivati all’acquisto del ventunenne nativo di Maddaloni, città in provincia di Caserta Luigi ‘‘Gigi’’ Verdicchio: forte difensore centrale con esperienze importanti e significative, partendo dalle giovanili con Savio, Lazio e Latina, passando agli anni trascorsi con Poggibonsi e Chieti, arrivando all’ultima annata in serie D con l’AltoVicentino, società fallita lo scorso anno. Verdicchio ha già firmato con la società nerazzurra e ha anche esordito negli ultimi 15’ finali domenica scorsa alla Cavaccia durante il match con l’Atletico Vescovio, vinto 5-2.
«Sono molto felice – esordisce il giovane Gigi Verdicchio – di aver firmato per una società così importante come il Civitavecchia Calcio 1920: quando mi ha contattato il direttore sportivo mi ha convinto subito e non ci ho pensato due volte ad accettare. Il gruppo è buono, mi è parso di capire in queste prime sedute di allenamento che il roster è molto tecnico e possiamo fare grandi cose. Non nego – conclude il classe ‘97 – che ho molta voglia di riscatto e farò di tutto per farmi valere fino all’ultima partita».

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