Vertenza container, revocato lo sciopero

CIVITAVECCHIA – Filt Cgil e Uiltrasporti hanno revocato lo stato di agirazione e lo sciopero a seguito dell'ordinanza firmata ieri dal presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo che sospende gli effetti della sua stessa contestata ordinanza di luglio fino al pronunciamento, nel merito, da parte del Tar del Lazio, con l'udienza fissata al 5 giugno prossimo, consentendo così di mantenere a Civitavecchia un importante traffico come quello di Chiquita. I sindacati sono convinti che la strada da fare sia ancora tanta. Motivo per il quale chiedono la costituzione di un tavolo permanente sul lavoro, utile a monitorare e favorire l'andamento delle nuove fasi in un clima di condivisione e concertazione.  

"La sospensiva, come più volte richiesto – hanno spiegato Alessandro Borgioni e Angelo Manicone della Filt e Gennaro Gallo della Uiltrasporti – è un atto di buon senso che invece ne permetterà la lavorazione in loco, fino alla sentenza del Tar. Ci aspettiamo che il tempo della sospensiva sia utilizzato per risolvere definitivamente il problema. È necessaria una riqualificazione di tutto il porto, che lo per renda dinamico e attrattivo per gli operatori del settore, essenziale è il completamento delle infrastrutture interne ed esterne al porto, senza le quali è difficile ipotizzare il salto di qualità. La sospensiva deve, inoltre, essere utile a Rtc e Cfft, per il raggiungimento di un accordo commerciale che noi tutti auspichiamo".

E sulla vicenda continuano ad arrivare commenti anche dalla politica. “Meglio tardi che mai” dicono dal coordinamento del circolo "Giorgio Almirante" di Fratelli d'Italia, riferendosi ad una soluzione suggerita anche dallo stesso partito proprio dopo che i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospensiva presentata da Cfft, giudicata la più opportuna per tutelare gli interessi del porto, arrivata dopo quasi un mese di riunioni e dopo l'intervento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

"Il colpevole ed inspiegabile ritardo nell’assumere una decisione doverosa – hanno commentato – è costata al nostro porto la perdita di due navi cariche di banane, approdate a Livorno invece che a Civitavecchia: è evidente il danno economico provocato alle imprese portuali di Civitavecchia, ma è indubbio anche il grave danno di immagine per il porto di Civitavecchia sul mercato, dove gli operatori commerciali e le imprese di Civitavecchia (e non solo) hanno potuto, purtroppo, toccare con mano ed avere una triste conferma della inadeguatezza ed inaffidabilità dell’attuale presidente della Adsp che gestisce il nostro scalo portuale. È paradossale leggere i commenti di esponenti del Pd, partito fautore della nomina dello stesso Di Majo ed al quale lo stesso Di Majo apre sistematicamente le campagne elettorali, che dispensano lodi del tutto immeritate e fuori luogo e dipingono oggi come salvatore della patria Di Majo, ovvero proprio colui che è l’artefice e la causa di questa vertenza, che ha rischiato di compromettere definitivamente uno dei pochi traffici commerciali promettenti per il nostro scalo portuale. Questa sfacciata ed immotivata esaltazione del presidente Di Majo da parte della sinistra appare veramente assurda e costituisce la più lampante e clamorosa conferma di quanto sostenuto da Fratelli d’Italia in questi mesi, a proposito delle responsabilità politiche della pessima attuale gestione del porto sotto la guida dell’attuale presidente, che rappresenta una triste eredità del governo Renzi e del ministro Delrio, famigerati esponenti di primo piano del Partito Democratico, che hanno scritto alcune delle peggiori pagine della storia dell’Italia repubblicana. Oggi prendiamo, comunque, atto di questa buona notizia, perché, con l'ordinanza n. 45 a firma del Presidente di Adsp, Di Majo limita i danni di Di Majo: il traffico delle banane, almeno fino a giungo 2019, rimarrà nel porto di Civitavecchia e continuerà ad essere fonte di lavoro per le maestranze di Civitavecchia e per le imprese che operano ed investono nel nostro porto, ma anche fonte di gettito erariale per Molo Vespucci e per la nostra Regione Lazio, con buona pace della Toscana e di Livorno che erano pronti a raccogliere il gradito regalo che stavano ricevendo grazie alle improvvide iniziative di Molo Vespucci. Tuttavia hanno concluso – riteniamo che i problemi del porto di Civitavecchia non potranno essere definitivamente risolti fino al giorno in cui a Molo Vespucci non avvenga il tanto atteso e necessario ricambio, con la nomina di un manager finalmente capace ed autorevole, di cui Civitavecchia ed il suo porto hanno un disperato bisognoper tornare a crescere ed essere il vero volano di sviluppo e di lavoro per il territorio di Civitavecchia e dell’Etruria.

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FdI, dieci hashtag per un "Contratto per Tarquinia"

TARQUINIA –  Le donne e gli uomini di Fratelli d'Italia-Tarquinia stanno lavorando alla formazione di una lista in vista delle amministrative 2019. "Un gruppo di persone pulite, – spiegano da Fratelli d'Italia – che sappiano mettere a disposizione le proprie competenze con passione, che abbiano voglia di dare il proprio contributo, che sappiano lavorare in gruppo. Un gruppo credibile, che abbia voglia di mettersi in gioco con forte determinazione, perchè per prima cosa a Tarquinia bisogna riportare al centro la politica, nel senso più bello, che poi è intrinseco nella sua parola: occuparsi della città; un gruppo nuovo, diverso, all'interno del quale i valori ed i principi della destra siano un collante in più, nonché garanzia, ma che trovi le sue basi soprattutto sull'amicizia e il piacere di lavorare insieme, senza protagonisti e comparse, un gruppo che "si vince o si perde tutti insieme".

A disposizione di questo gruppo vi è un partito intero, coerente e che "disgusta inciuci o il prevalere di interessi personali, fatto di persone capaci, dinamiche, e sensibili a percepire le criticità ed esigenze dei singoli territori".

"Stanno lavorando a un programma, racchiuso in 10 punti, che – spiegano da Fratelli d'Italia – sottoporremo alle persone ed alle formazioni che vogliano condividere con noi il cammino verso le comunali del 2019. Che sarà la base di partenza per un confronto che vorremmo avviare con tutta la popolazione. Se c'è chi si accorda per governare una nazione dopo le elezioni con l'artefizio del "contratto di governo" noi preferiamo farlo prima ed essere votati per quello. Lo chiameremo "Contratto per Tarquinia" fatto di 10 punti, 10 "hashtag". Un programma semplice e concreto. Senza voli pindarici. Un programma dove, per esempio, al primo posto c'è l'ospedale, non l'aeroporto. Perché è inutile parlare del futuro di Tarquinia se tra qualche anno sui documenti delle nuove generazioni ci sarà scritto: nato a Civitavecchia, Viterbo, Roma o chissà dove. Noi abbiamo l'obbligo di far sì che i nostri figli possano godere del diritto di studiare e lavorare a Tarquinia, ma soprattutto di nascere Tarquiniesi". 

"Vogliamo che si torni a parlare di bellezza, – affermano da Fratelli d'Italia – perché pensiamo che nei prossimi anni bisognerà lavorare con slancio per far venire fuori di nuovo la bellezza del nostro territorio, del centro storico come delle campagne, delle nostre zone archeologiche uniche al mondo come del nostro mare. La bellezza del nostro clima e della nostra gente,  dei nostri mestieri e dei frutti della nostra terra. Tarquinia deve essere più che mai attrattiva per i turisti ma anche per chi la scelga come posto dove vivere fuggendo dal caos delle città. E l'esaltazione delle nostre bellezze stimolerà tutti: i commercianti ad alzare la mattina la saracinesca dei propri negozi con fiducia e gioia, gli agricoltori a coltivare con orgoglio i nostri prodotti unici, gli operatori turistici ad accogliere i propri clienti col sorriso, i nostri figli a studiare la nostra storia per essere orgogliosi del proprio paese, e quindi rispettarlo, amarlo e farlo conoscere al mondo intero. In sintesi a Tarquinia si dovrà respirare storia, tradizione, serenità, dovrà essere di nuovo una cittadina di cui esser fieri, e per la quale tutti abbiano voglia di dare il proprio contributo".

"Solo allora  potremo pensare al resto, – concludono da Fratelli d'Italia – a fare un ulteriore passo in avanti, e pensare a porti o aeroporti. Bellezza, amore, orgoglio, tutto deve ricominciare da queste tre parole importanti. Noi ci proviamo, e ce la metteremo tutta". 

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Pascucci a Salvini: «Sgombera Casapound»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come sindaco di Cerveteri, come consigliere dell’Area Metropolitana e come coordinatore nazionale del Movimento Italia In Comune, Alessio Pascucci interviene con una missiva inviata al Ministro degli Interni Matteo Salvini, al Prefetto Basilone e alla sindaca Raggi. «Nella Capitale esiste  – scrive Pascucci – un elenco di immobili occupati stilato, con deliberazione n.50 del 26 aprile 2016 dal Prefetto Tronca. In tale deliberazione vengono individuati 16 immobili da sgomberare con assoluta priorità, fra i quali vi è anche il palazzo di Via Napoleone III n. 8,occupato dal 2003 dal movimento politico ‘Casapound’ che ha trasformato tale immobile pubblico nella sede ufficiale del partito. Come sindaco, io voglio essere tranquillo che il ministro dell’Interno intende far rispettare la legge ovunque questa venga infranta, senza andare a colpire qua e là. Per questo motivo ho inviato la lettera e mi aspetto una risposta forte e decisa come quelle date finora sui migranti o sui campi rom. Sono certo che Salvini farà rispettare la legge anche ai neofascisti di Casapound».  
«L’illegalità – continua Pascucci – non ha colore di pelle o nazionalità, esattamente come i bisogni delle persone. Se uno stabile è occupato illegalmente occorre verificare le condizioni di quelle persone, censirle e, laddove ne abbiano diritto, offrire loro delle soluzioni alloggiative alternative. Ci risulta però che in quell’immobile vivano anche amici e parenti dei leader di partito. E’ una cosa inaccettabile – prosegue  Pascucci -. E’ incredibile che in Italia un partito politico possa avere una sede abusiva in un palazzo illegalmente occupato dal 2003, fare attività politica, conferenze stampa e convegni e inneggiare al fascismo, cosa che dovrebbe essere considerato un reato, almeno finchè il ministro Fontana non farà cancellare la legge Mancino. Quella sede,  dista fra l’altro  pochi passi dal Viminale. Uno schiaffo in faccia alla tanto decantata legalità che per il momento a destra può non essere rispettata. Sarebbe un bel segnale di legalità se il ministro Salvini venisse a via Napoleone III, magari indossando le felpe con gli slogan di Casapound, e spiegasse a queste persone che quel palazzo è del demanio e non può essere occupato e trasformato in sede politica. Lo farà o proseguirà ad inseguire gli immigrati che arrivano sui barconi?». 
Dura, decisa e maschia la presa di posizione di Pascucci, che fa le prove generali di come affrontare il suo ruolo di coordinatore di Italia in comune, che fino ad oggi non si è distinto con posizioni eclatanti nei confronti di questa dubbia quanto infelice coalizione di governo. Sembra che il movimento, definito ormai da tutti il “partito dei sindaci”, abbia difficoltà ad uscire da quel ghetto dove si è autoconfinato, fatto di esaltazione  delle buone pratiche amministrative fatte dagli amministratori locali. Se è vero, come sarà vero, che il futuro terreno di contesa sarà la riaffermazione di basilari postulati politici offuscati dai gas velenosi fuoriusciti dalle pance della gente e  provocati da chi riesce a parlare solo con quelle creando un contagio epidemico, Italia in Comune dovrà attrezzarsi a fare da argine per non rimanere intossicato e stordito dalle esalazioni.

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Un concerto evento per ricordare la fine della prima guerra mondiale

ALLUMIERE – Grande appuntamento estivo per l’associazione ‘‘Amici della Musica’’ di Allumiere. I musicanti collinari, in collaborazione con il Comune e la Regione Lazio daranno vita ad un concerto evento per ricordare la fine della prima guerra mondiale. Il titolo del concerto è ‘’La Grande Guerra’’si terrà giovedì 19 luglio alle ore 21,30 presso il parco del Risanamento di Allumiere. Lo spettacolo vuole rendere con tratti rapidi e netti un disegno complessivo di quella che fu la Prima Guerra Mondiale per i soldati che l’affrontarono in prima persona e, attraverso i loro occhi, portare il nostro sguardo contemporaneo su un evento che segnò le coscienze di milioni d’individui. La parte musicale sarà integrata da una voce narrante che non si identifica con un singolo individuo, bensì racchiude in se una moltitudine di coscienze. Colui che parla non è solo un soldato, che racconta la sua personale esperienza di guerra e le sue vicissitudini private, ma è il Soldato, con tutti i sogni, le paure, l’esaltazione e lo smarrimento che questa condizione porta con se. A dialogare con la voce narrante si inserisce un’altra voce, una sorta di super-io collettivo che spezza la narrazione per aggiungere altri livelli di senso oppure commentare ironicamente la vicenda: la voce della Propaganda, del Genio Militare. La narrazione è integrata dalle più belle e celebri canzoni della grande guerra come ‘’Addio, mia bella addio’’, ‘’Il Testamento del Capitano’’, ‘’O Gorizia tu sei maledetta’’, ‘’La leggenda del Piave’’, ‘’Addio padre e madre Addio’’, ‘’La canzone del Grappa’’, ‘’La Campana di San Giusto’’ e molti altri brani che arricchiscono le singole scene creando un profondo impatto emotivo. L’intero lavoro è strutturato in uno spettacolo musicale -teatrale che vede protagonisti il Complesso Strumentale degli Amici della Musica diretto dal maestro Rossano Cardinali, le due voci narranti interpretate da Enrico Maria Falconi e Stefania Cammilletti e la classe di Canto degli Amici della Musica con le giovani voci di Federica Deiana, Giorgia Regina, Aurora Garofalo, Agnese Morra e Alessandra De Vallis. Il tutto sarà reso ancora più interessante da proiezioni video sulla Grande Guerra, curate da Alfredo Antonacci. Il Concerto sarà introdotto dai poeti locali dell’Associazione Poetica Allumiere con la lettura di toccanti poesie composte per l’occasione: tra sonetti, ottave e rime sciolte  inerenti il tema prenderà corpo la serata. Anche l’associazione Click darà il suo importante apporto alla riuscita dell’evento con l’allestimento della mostra fotografica dedicata alla partecipazione dei nostri soldati alla Grande Guerra.

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