Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: "Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps". Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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Minisini e Flamini argento Europeo

Una gioia incontenibile per i due sincronetti Giorgio Minisini e Manila Flamini che agli Europei di Glasgow hanno conquistato il secondo posto nel duo misto tecnico, mentre Linda Cerruti e Costanza Ferro nel doppio tecnico hanno ottenuto il bronzo. Il campione italiano, nativo di Cerveteri, ha scelto di un tema molto toccante: il dramma degli immigrati e gli sbarchi a Lampedusa con la coreografia di Anastasija Ermakova sulle note di ‘‘A scream from Lampedusa’’ di Michele Braga. Nonostante l’eccelsa prova del duo italiano sia stata una delle migliori, Minisini e Flamini non sono riusciti però a conquistare l’oro a causa di un’imperfezione nell’esecuzione di un barracuda. Un errore che gli ha negato la gioia più grande, anche se l’argento ottenuto, come quello di due anni fa agli Europei di Londra non può che farli sorridere lo stesso. «Un errore – ha scritto su Facebook Susanna De Angelis, mamma di Giorgio ed ex tecnico delle sincronette della Snc Civitavecchia – può essere solo un sasso su cui si cade oppure uno da usare come nuovo punto di appoggio per salire più in alto; sono sicura che per voi è sicuramente il secondo caso. Le sfide non vi spaventano. Orgogliosa di voi».

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Stella: ''Il Pd è una forza essenziale e qualificante per il centrosinistra''

CIVITAVECCHIA – «Il Partito Democratico di Civitavecchia, come già dichiarato dal segretario cittadino, subito dopo il periodo di ferie avrà modo di affrontare il problema delle alleanze politiche attraverso il naturale percorso negli organismi dirigenti del partito. Ci si confronterà sui contenuti politici e programmatici da mettere in campo auspicando un dibattito serrato ma sereno e costruttivo al fine di arrivare ad una linea che possa avere la più ampia condivisione possibile». Lo dichiara in una nota l’esponente dem Paola Rita Stella, che in vista delle elezioni amministrative già immagina un programma e una coalizione contrapposta ai Cinque Stelle e ripropone il modello Zingaretti.

«È nostro scopo dar vita ad una coalizione che sappia interpretare le istanze dei nostri cittadini aperta a quanti si riconoscono in una politica programmatica del centro sinistra – spiega Stella – coinvolgendo il mondo economico, ogni categoria professionale, le forze sociali della nostra città. Confronti dai quali poter attingere quella linfa necessaria a far nascere un buon governo alternativo ai cinque stelle e al centrodestra. È necessario far prevalere gli interessi dei cittadini, avendo come obiettivo l’unità politica della coalizione, superando incomprensioni e divisioni per dar vita ad una coalizione con che condivida alcuni principi fondamentali». Tre, appunto, i punti fondamentali elencati dalla dem: «La capacità di attrarre tutte le forze di centro sinistra e progressiste attraverso un programma condiviso e realmente attuabile, la necessità di evitare pregiudiziali nei confronti di chiunque e la consapevolezza che l’autosufficienza rappresenta un grave errore politico, l’ovvia considerazione che il Pd resta la forza essenziale e qualificante per ogni prospettiva di coalizione di centro sinistra».

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Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

CIVITAVECCHIA – «Quella concessione va tolta e rimessa in gara per cercare un nuovo cliente o quantomeno i termini devono essere rinegoziati con nuovi traguardi». Parola dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority Gianni Moscherini che è intervenuto sul caso Cfft con una conferenza stampa criticando duramente quell’ordinanza dell’Adsp che impone lo scarico nella banchina 25 a partire dal 15 settembre. Critico anche nei confronti dell’attuale gestore e concessionario Rtc colpevole, secondo Moscherini, di non aver rispettato i termini contrattuali.

«Quando fu rilasciata la concessione c’era il presidente Ciani che commise un errore, infatti – ha spiegato Moscherini – si parlò di un impegno di soli 150mila contenitori, ma sono cifre che comunque non sono state rispettate. Nel 2017 – ha tuonato – i dati del porto parlavano di 64mila teus di cui quasi i due terzi erano vuoti. Quindi si parla di una banchina gestita prevalentemente come un deposito contenitori vuoti. Se si deve favorire qualcuno – ha evidenziato – è chi porta traffici nel porto».

Non ha dubbi Moscherini che si schiera contro l’ordinanza e a favore di Cfft: «È giusto che scarichi sulla banchina, certo deve attrezzarsi per farlo in sicurezza. Il terminal frutta è un terminal specializzato    e deve diventare multi purpouse così come deve essere per la banchina 26 per cui ha fatto richiesta la Tmc. Soltanto a Roma – ha continuato Moscherini – parliamo di 580 – 600mila teus l’anno. Quella concessione è sbagliata. Spero che l’Authority preveda una seconda ordinanza più corretta e più produttiva. La responsabilità – ha concluso – di quello che sta succedendo è a catena di chi si è succeduto alla guida del porto dopo di me. Ora basta, i cittadini devono protestare».

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Costi e fatturazione Acea, Petrelli chiede chiarezza

CIVITAVECCHIA – Sui costi e le fatturazioni del servizio idrico di Acea interviene Vittorio Petrelli. L’esponente del movimento ‘‘Ripartiamo dai cittadini’’ scrive al sindaco Cozzolino e all’assessore Tuoro: «Un utente – racconta Petrelli – che per motivi di lavoro non ha potuto consentire la lettura del contatore al personale Acea, in seguito ha provveduto personalmente, rapportandosi online con gli addetti del nuovo servizio. Questi – fa sapere – gli avrebbero riferito di aver proceduto ad una ‘‘fatturazione d’acconto’’. Quando veniva riferito l’importo in bolletta, veniva constatato che era superiore a quello pagato con il Comune per un anno di servizio. A nulla sono valse le contestazioni verbali».  Alla luce dei fatti Vittorio Petrelli chiede di sapere se i civitavecchiesi dovranno versare un deposito cauzionale che verrà richiesto con la prossima bolletta; se esisteranno ancora le tre fasce di consumo che hanno contraddistinto il servizio comunale da anni; quali sono i costi del nuovo servizio (quanto costerà l’acqua al metro cubo); come bisogna interpretare l’episodio raccontato (errore di fatturazione o prassi?).

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Altobelli osannato nel mondo dimenticato a Cerveteri

di TONI MORETTI

CERVETERI – Gabriele Altobelli è un artista e sa di cultura.  La “mastica” perché la fa e ne parla  non solo come vezzo diffuso sempre più nei giorni nostri, “predicandola”, a spot. propinandola agli affamati di questa cosa misteriosa con programmi e cartelloni trasbordanti di grosse “abbuffate” che pretestuosamente creano richiami artefatti a sughi antichi abbinati a spettacoli di intrattenimento assemblati da improbabili cultori di suonatori di chitarra per passatempo, ma realizzandola seguendo un  filo di collegamento tra azione e pensiero che la rende ricca, che le da significato, un significato appunto culturale. Gabriele Altobelli è un intellettuale. Se esistesse un aggettivo capace di sdoganare questa categoria da tutto quello che gli si imputa in negativo, servilismo, appiattimento su posizioni comode, guitti di corte, e quant’altro, sarebbe adatto per Gabriele Altobelli, per quanto asciutto e puro,  schietto e dissacrante,  è il suo essere intellettuale. Gabriele  è stato consigliere comunale a Cerveteri nella consiliatura del sindaco Ciogli negli anni in cui già quel  Partito Democratico  avvertiva all’interno l’errore di una classe operaia che si era ostinata a voler andare in “Paradiso”, errore che intrise di “democristianetà” quella sinistra oggi appellata come “Sinistrata”, dando ragione a chi quel matrimonio non ha mai voluto, non fosse altro per dare significato a quell’antico detto che dice: “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Si era innamorato della società civile Altobelli e con quel movimento del quale successivamente ha tratto maggior beneficio l’attuale sindaco  Pascucci, all’epoca assessore alla cultura, si avvicinò alla politica, attratto da ciò che aveva letto in un libro di un autore americano che diceva che un artista era prima un cittadino e diventò così consigliere comunale, a disposizione dei cittadini.  Altobelli tentò di dare vita ad un vecchio cinema storico ormai chiuso da anni per farne un teatro, ma più che aiuti trovò ostacoli alla sua impresa. Vedeva quell’azione come punto di partenza per la riqualificazione culturale della città, dotandola di un punto fisico che ne fosse il riferimento e l’azione più dissacrante che di lui si ricordi in veste di consigliere comunale fu quella che per protestare contro la mancata apertura di bagni pubblici in piazza Aldo Moro, manifestò, con lo spirito rivoluzionario di una volta, ponendosi sulla fontana monumentale adiacente in quella piazza, con un water, vero per quanto simbolico fosse, sulle spalle.  Poi abbandonò Cerveteri ritagliandosi  il ruolo a lui adattissimo di ambasciatore della cultura e dell’arte italiana nel mondo, facendo anche significative esperienze nel cinema e nello scambio di mostre d’arte con la Cina e negli Stati Uniti. A Cerveteri, Altobelli ha lasciato una sua opera incompiuta. Di fronte alla scuola delle Due Casette aveva iniziato a lavorare ad un monumento dedicato all’agricoltura. L’albero della cuccagna, lo ha chiamato. Un’opera colma di significati mai finita e che mai nessuno dei nostri amministratori che si sono succeduti, ne ha sollecitato la fine. «Anzi – dice lui stesso con divertito sarcasmo – ci hanno messo a fianco i bidoni della spazzatura che prima stavano dall’altra parte».  Ma diversamente è andata a Roma, dove, proprio in quegli anni, l’allora consigliere comunale del secondo Municipio Francesca del Bello,  volle la famosa “Meridiana” di Piazza Bologna che, ancora incompiuta, il sindaco Francesco Rutelli volle inaugurare e commemorare  nel 2000 proprio con questo simbolo, i giudici Falcone e Borsellino. A ventisei anni dalla strage in via D’Amelio il presidente del secondo  Municipio di Roma Francesca Del Bello e l’assessore alla memoria Lucrezia Colmayer,  hanno ricordato i giudici Falcone e Borsellino davanti a quella stessa opera, la meridiana di Piazza Bologna e per l’occasione è stata svelata la scultura restaurata e completata dell’artista. Viene allora da chiederci: Ma se tra gli eventi culturali della nostra città inserissimo una giornata dedicata all’agricoltura, attività di punta del nostro territorio proprio in quella piazza dove c’è l’albero della cuccagna di Gabriele, naturalmente finita e restaurata, con un evento che sia il meno provinciale possibile potrebbe essere una idea per valorizzare l’arte e il settore che tanto hanno in comune,  non sarebbe una buona idea?

 

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Garza nell’addome dopo il parto, il processo dura da 33 anni: ora il legale della donna è suo figlio

Bergamo, la causa è stata iniziata nel 1985 dopo il clamoroso errore operatorio dal papà di lei, che poi ha fatto l’avvocato. Ora il figlio fa lo stesso lavoro e continua la lotta

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Csp: compattatori, situazione tornata alla normalità

CIVITAVECCHIA – “Situazione tornata alla normalità per i compattatori”. Lo rende noto l'amministratore unico di Civitavecchia servizi pubblici Francesco de Leva, dopo i problemi relativi ai compattatori affittati da ditta esterna avuti nei giorni scorsi.

I tre mezzi in affitto, infatti, erano inutilizzabili perché appartenenti alla massa fallimentare di una terza società fallita e non potevano essere acquistati dalla società che ha poi affittato al Comune fino a dicembre 2018. Il sindaco Antonio Cozzolino si era subito detto pronto a chiedere i danni.

Ma l’amministratore della Csp informa: "La società di leasing ha ammesso l’errore – afferma de Leva – ha risolto il problema e ci ha dato i documenti corretti in tempi rapidi. Anche le altre procedure burocratiche si sono così ultimate rapidamente e con un disagio all'utenza minimo. Il servizio di raccolta rifiuti – conclude – proseguirà quindi nel prossimo periodo senza problemi di sorta dal punto di vista dei mezzi necessari".

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REGIONE TOSCANA – AVVISO DI RETTIFICA

Avviso di rettifica alla legge regionale 13 dicembre 2017, n. 72,
della Regione Toscana, recante «Disposizioni relative ai
destinatari delle agevolazioni fiscali per il sostegno della
cultura e la valorizzazione del paesaggio in Toscana. Modifiche
alla l.r. 18/2017». (Pubblicata nel B.U. del 18.12.2017, n. 54,
Parte Prima). Avviso tecnico di errore materiale.
(18R00051)

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