Porto: si fa sul serio

CIVITAVECCHIA – Questa volta si fa sul serio. Senza sconti a nessuno. Perché ognuno, come ribadito nei giorni scorsi dai diretti interessati, deve assumersi le proprie responsabilità. E sulla gara dello scarico del carbone, da oggi si passa dalle parole ai fatti. Dalle 8 alle 12 di domani infatti, è previsto un sit-in di protesta sotto la sede dell’Autorità di Sistema Portuale, organizzato dalla Filt Cgil nell’ambito dello stato di agitazione aperto già da qualche giorno e in vista dei sette giorni di sciopero indetti a partire dall’11 luglio.

‘‘Siamo pronti a bloccare il porto’’ avevano detto sindacati e lavoratori. Ed domani Cpc, insieme a Minosse, Cilp, ma anche Pas, Port Mobility e lavoratori di altre società ed imprese che operano nello scalo si daranno appuntamento a Molo Vespucci. A testimonianza che, quella dello scarico del carbone, non è solo una vertenza che attiene esclusivamente all’attività da svolgere sotto Tvn, ma è una vertenza occupazionale in senso più ampio. Per questo il segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni solo ieri aveva lanciato un appello a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto «a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Ma anche a tutte le forze politiche – aveva aggiunto – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà».

E proprio la Filt Cgil, intervenendo sulla gara per lo scarico del carbone, ha usato parole dure nei confronti sia di Enel che dell’Adsp. «La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato – ha commentato Borgioni – e l’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte». Un giudizio negativo per come è stata affrontata questa delicata questione. «A rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri – ha aggiunto Borgioni – il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole». La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come «la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto – l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie». 

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Adsp ed Enel nel mirino della Filt Cgil

CIVITAVECCHIA – "La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato. L’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte".

Sono parole dure quelle usate dal segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni nei confronti di Enel in primis e dall'Autorità di Sistema Portuale, alla luce della vertenza aperta sullo scarico del carbone per la centrale di Tvn. Per questo, dopo l'apertura dello stato di agitazione, sono già stati dichiarati 7 giorni di sciopero consecutivi a far data dall'11 luglio 2018. Una settimana di braccia incrociate, a tutela del lavoro e dell'occupazione, non solo dello scalo ma dell'intera città.  

"La prepotenza dell’Enel e l’assenza dell’autorità portuale: potrebbe essere il titolo di una sit-com di tendenza se non fosse, purtroppo, il paradossale scenario che si sta vivendo sulla gara per la discarica del carbone – ha sottolineato Borgioni – prima di spiegare quello che sta accadendo, credo sia necessario provare a far vivere questa vertenza depurandola dalle appartenenze politiche e dai personalismi, ma cercando di concentrare l’azione sulla gravità di quanto sta accadendo, a rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri. Il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza, chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole".

La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come "la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto –  l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie".

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto "a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Lo stesso appello riteniamo debba essere rivolto a tutte le forze politiche – ha concluso Borgioni – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà. Come Filt Cgil ci rendiamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica a cui verremo invitati per rappresentare la nostra posizione e fornire nell’ambito del possibile tutti i chiarimenti del caso".   

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Spiagge libere, Federbalneari frena

SANTA MARINELLA – Il sindacato Federbalneari, scrive al sindaco Tidei e lo invita a fare marcia indietro rispetto alla delibera fatta dal commissario prefettizio che ha dato in gestione otto spiagge libere, che i balneari reputa illegale. “Non ci piace la frase che avevamo detto e scritto al Commissario Prefettizio che il bando per l’affidamento in gestione delle spiagge libere doveva essere annullato immediatamente poiché illegale – spiega il presidente di Federbalneari Marco Maurelli – non siamo stati ascoltati e ci hanno pensato gli uffici preposti della Regione a confermare che non si può procedere in questa direzione. Il Comune lo dovrà annullare con enorme perdita di tempo e sono bastate poche righe inviate dalla Regione per confermare la veridicità delle nostre affermazioni. Le spiagge libere restino tali e potranno essere solo i concessionari ad erogare quei servizi su richiesta dell’utenza turistica che lo desideri, diversamente non potranno essere occupate poiché libere. L’associazione di categoria maggiormente rappresentativa della costa di Santa Marinella e Santa Severa e dell’intero litorale nord, si è subito preoccupata degli equilibri turistici e ribadiamo che la costa deve essere occupata per il 50% da aree in concessione mentre il resto delle aree demaniali dovrà rimanere libero. Avevamo chiesto con più osservazioni formali presentate al Commissario Prefettizio di ascoltarci ma ha non ha voluto saperne e questo è il risultato, un disastro annunciato. Ora mi rivolgo al Sindaco Tidei invitandolo a risolvere questa faccenda poiché abbiamo rischiato il far west con gente improvvisata che avrebbe certamente turbato il turismo di una costa che è il fiore all’occhiello del litorale”. I balneari, con spirito di responsabilità sapranno avviare quel tanto auspicato progetto in rete di imprese che proprio Federbalneari ha attivato sui cinque comuni costieri e alla quale aderiscono 60 concessionarie. Il sindacato intende promuovere un caso unico e virtuoso nel Lazio quale quello sul litorale di Ladispoli  con il progetto della rete di imprese denominata Ribomar. 

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L’opzione del veto per scardinare il trattato di Dublino

Il piano sulla divisione dei migranti per il vertice di Bruxelles. Equilibri tesi con Merkel

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Sale la tensione sulle banchine

CIVITAVECCHIA – Un vertice importante, quello di ieri, in Authority. Un incontro tra il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo e la segretaria generale Roberta Macii da una parte e la Cfft, arrivata a Molo Vespucci con i suoi più alti rappresentanti ed una schiera di avvocati. Perché si fa sul serio. Perché il gruppo italo-belga che negli anni ha fatto crescere il settore agroalimentare, facendo registrare risultati positivi e convincenti, non intende arretrare, anzi vuole proseguire proprio su questa strada, incrementando ancora di più i traffici nell’interesse dello scalo e dell’occupazione. 
Lo aveva già sottolineato il mese scorso l’amministratore delegato della Civitavecchia Fruit Forrest Terminal, Steve Clercks, spiegando i motivi dell’acquisto delle due nuove gru, per un investimento da cinque milioni di euro. «Nei porti del nord Europa, vengono scaricati 25 container all’ora, a Civitavecchia 50 in un turno di 7 ore di lavoro – aveva spiegato – l’obiettivo è di arrivare a 15-18 container all’ora, per rispondere alle esigenze del cliente. Abbiamo personale qualificato, abbiamo una banchina adeguata, per questo vogliamo continuare ad investire per aumentare traffici e lavoro». Ed in sostanza questo è stato ribadito ieri mattina nel corso dell’incontro con i vertici dell’Adsp; parole supportate dagli avvocati della società che, carte alla mano, avrebbero dimostrato come la Cfft stia operando nel pieno rispetto delle regole. E hanno rispedito al mittente tutte le accuse. 
In particolare il problema nasce con la Rtc, concessionaria della banchina container, che aveva contestato proprio l’autorizzazione concessa a Cfft per poter scaricare contenitori di frutta in proprio, all’interno della banchina agroalimentare. Operazioni che per Rct si devono svolgere esclusivamente nel suo terminal; ma Cfft non è dello stesso avviso, motivando la necessità di scaricare in proprio per rispondere alle richieste dei clienti, abbattere i costi ed essere più veloci e, quindi, più competitivi. Perché di questo si parla. Di merce e di competitività che, ad oggi, segnano i destini dei porti. E Cfft, in questo – e i numeri le danno ragione – sta comunque mantenendo il proprio piano operativo: nell’ultimo anno sono aumentate del 15% le tonnellate di merce scaricata. E sempre parlando in termini di numeri e di traffici Rct, in questi anni, non è riuscita a raggiungere l’obiettivo dei 300mila teus previsti. Ma secondo indiscrezioni l’Authority – dopo aver chiesto un parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che non avrebbe comunque chiarito la questione lasciando invece l’interpretazione all’Adsp – sarebbe indirizzata a sostenere la tesi di Rct (gruppo Aponte). Da qui la riunione di ieri a Molo Vespucci con la Cfft, decisa a difendere il proprio operato. A quanto pare l’Adsp avrebbe ora preso del tempo per studiare la questione e prendere poi una decisione. Non dimenticando che si tratta di una vertenza piuttosto delicata e che potrebbe avere impatti importanti sugli equilibri del porto.

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Una poltrona per cinque

FIUMICINO – La città si prepara ad una domenica di fuoco. I 58.227 elettori (dati relativi all’ultimo censimento) si distribuiranno nelle 59 sezioni sparte per le 14 località di un territorio vastissimo, che copre 22 chilometri di costa e che, da nord a sud, vede le campagne ad agricoltura intensiva e i borghi antichi fare da contraltare ai moderni palazzi con fibra ottica integrata di Parco Leonardo. In mezzo, la storia della bonifica, tra Fiumicino città e Isola Sacra. 
Pesca, agricoltura, turismo balneare, ristorazione, storia e archeologia, aeroporto; Fiumicino è tutto questo, grandi risorse e grandi problemi, dall’occupazione i vincoli idrogeologici, dai trasporti ai servizi, dalla cultura ai luoghi di aggregazione per i giovani.
in lizza per questa tornata elettorale, in rigoroso ordine alfabetico, troviamo Mario Baccini, Gaia Desiati, William De Vecchis, Esterino Montino, Fabiola Velli. Mario Baccini è sostenuto da Forza Italia e altre sette liste civiche, con una grande penetrazione soprattutto nel nord del comune. Gaia Desiati, giovanissima, è la rappresentante di quell’area di destra che non si riconosce negli schieramenti tradizionali. William De Vecchis, neo eletto senatore nelle fila della Lega, è sostenuto dalla Lega – ovviamente – da Fratelli d’Italia e da altre due liste civiche. Esterino Montino è il sindaco uscente, sostenuto dal Pd, da Leu e da altre sei liste civiche. Infine Fabiola Velli, candidata del Movimento 5 Stelle che, come da tradizione, corre da solo. Quasi impensabile prevedere che uno dei candidati possa vincere al primo turno. Il ballottaggio è la soluzione più credibile, ma c’è grande incertezza su chi potrebbe arrivarci. Montino può essere tra tutti il favorito, perché reduce da 5 anni di governo e perché forte di quello zoccolo duro ben oltre il 30% che appartiene al popolo di centrosinistra. Discorso diverso per il centrodestra, dilaniato da diatribe interne, personalismi e mancati accordi, che hanno portato Forza Italia a correre da una parte (Baccini) e Lega insieme a Fratelli d’Italia dall’altra (De Vecchis). Più il drenaggio dei voti che farà inevitabilmente Casapound nella stessa area di riferimento. Bisognerà vedere quanto l’effetto traino della politica nazionale inciderà su queste comunali anomale. Perché siamo abituati a pensare che il voto alle amministrative sia totalmente diverso da quello delle politiche, ma il test con i 5 Stelle e la Lega al Governo non è mai stato fatto. Al ballottaggio, dunque, nulla è scontato. Né chi ci andrà, né quali equilibri si creeranno dopo.

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Spiagge libere a Santa Marinella, Federbalneari chiede al commissario di ritirare il bando

SANTA MARINELLA – Sul bando delle spiagge libere di Santa Marinella Federbalneari Litorale Nord ha confermato che si passerà dalle parole ai fatti se non sarà ritirato il bando pubblico per l’assegnazione delle spiagge libere.

"Il criterio di assegnazione le spiagge libere secondo i dettami del Regolamento Regionale n.19\2016 non è condivisibile sotto il profilo turistico poiché si rischia di incidere pesantemente ed in “modo assolutamente goffo” sulla qualità del servizio erogato ai cittadini residenti ed ai turisti che trascorrono numerosi le loro vacanze sulle località di Santa Marinella e Santa Severa – spiegano dall'associazione – questo bando così tardivo rischierebbe di generare uno scompenso sui servizi turistici erogati e sugli equilibri imprenditoriali e turistici del territorio che si sono consolidati e rafforzati nel tempo. I concessionari hanno sempre offerto la massima attenzione e collaborazione a difesa delle spiagge libere mantenendole pulite anche d’inverno e attivando il servizio di salvamento anche al di fuori delle normali autorizzazioni ma sempre nell’interesse generale di garantire elevati livelli di sicurezza ai bagnanti". 

Secondo Federbalneari il ritardo con il quale è stato predisposto il bando non è funzionale al turismo e rischia di creare una serie di difficoltà strutturali e funzionali che non garantirebbero un servizio adeguato a due anni dalla scadenza ormai certa delle concessioni demaniali ponendo nel caos un sistema turistico ben integrato sul territorio e che oggi funziona come un orologio ad esclusivo vantaggio del turismo di Santa Marinella e Santa Severa e così pure del suo considerevole indotto. 

"Per soffermarci agli aspetti demaniali lo strumento della convenzione – hanno aggiunto – è di fatto riconducibile ad un mero servizio e non da alcun diritto ad occupare la spiaggia libera poiché occorrerebbe in realtà un titolo concessorio ed a seguire una serie di autorizzazioni di natura paesaggistica, doganale, urbanistica e demaniale che porterebbero l’impresa legittimamente vincitrice del bando ad ottenere le varie autorizzazioni forse a settembre con il rischio di non riuscire ad esercitare l’attività in modo corretto secondo le modalità progettuali approvate. Siamo inoltre a rivendicare la totale assenza della concorrenza poiché metterebbe dinanzi il concessionario che ha riqualificato ed investito sulla concessione ad eventuali vincitori di bandi stagionali “a rischio di approssimazione” che la costa non potrebbe permettersi e senza aver mai avviato un effettivo percorso imprenditoriale con il rischio di erogare un cattivo servizio turistico in realtà evidente frutto di una mancata tutela della concorrenza a danno di chi opera sulla costa da anni ormai preservando in primis l’interesse generale. A questo si aggiunge un tardivo servizio di assistenza bagnanti per le spiagge libere che si colmerebbe appena le imprese diverrebbero vincitrici di bando".

Federbalneari esprime quindi il proprio sconcerto per non essere stata coinvolta in questa progettualità "che si poteva condividere sin da subito come peraltro già avvenuto in altri comuni limitrofi in rete di imprese a vantaggio del comune e della collettività puntando esclusivamente su salvamento e pulizia delle spiagge libere. Si evidenzia dunque in sintesi – hanno sottolineato – la completa inadeguatezza di questa gestione commissariale e di conseguenza la gestione del demanio marittimo nel considerare il turismo e dunque la costa come mero elemento a corredo, quando sarebbe invece utile considerarla prioritariamente per il benessere e per l’immagine di un territorio così importante sotto il profilo culturale e turistico quale è quello rappresentato dalle realtà costiere di Santa Marinella e Santa Severa". 

Federbalneari Litorale Nord propone una gestione delle spiagge libere garantendo in rete i necessari servizi di pulizia e salvamento "ed è pertanto replicabile sin da subito anche sulla realtà di Santa Marinella senza alcun esborso di denaro pubblico e ad esclusivo vantaggio della collettività ma questo bando pubblico – hanno concluso – dovrà essere ritirato entro e non oltre venerdì poiché in contrasto con la tutela della concorrenza e con l’evidente rischio di abbassare drasticamente la qualità dei servizi turistici da erogare a cittadini residenti e turisti e peraltro tardiva a stagione già avviata che il territorio di Santa Marinella ed i suoi cittadini non possono permettersi".

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Snc, fatale il terzo tempo

di MATTEO CECCACCI

Se non fosse stato per quel terzo tempo terminato 5-0 Quinto, molto probabilmente il risultato sarebbe stato diverso, ma inutile ora rimpiangere il passato, adesso è tempo di meditare su cosa è potuto succedere durante quegli 8 minuti fatali per la sconfitta della Snc Enel Civitavecchia che, nel match valevole per il primo turno delle semifinali playoff, cede 9-5 alle Piscine di Albaro di Genova.
La gara inizia bene per entrambe le compagini che all’inizio preferiscono scrutarsi e capire le tecniche di gioco per poi segnare la prima rete addirittura dopo 6’ con Mugnaini a cui risponde prontamente a 60’’ dal termine lo spartano De Rosa. 
Nel secondo tempo è delirio rossoceleste: trascorrono appena 40’’ e l’ex di turno Nikola Bogdanovic firma il vantaggio Snc, i tifosi stentano a crederci, la panchina impazzisce di gioia e Bogdanovic non può che sorridere con ironia. 
I locali reagiscono e ristabiliscono gli equilibri con Amelio prima e Gavazzi dopo per il momentaneo 3-1. 
La terza frazione, come già detto, avviene il blackout tirrenico, un vero e proprio cortocircuito improvviso che colpisce tutti portando i civitavecchiesi a stare pienamente in balia dei biancorossi e subire ben cinque reti nell’arco di 6’ per il provvisorio 8-2. 
Gli ultimi 480’’, invece, vedono risorgere la Snc che, seppur in ritardo, si fa viva con il migliore del match Bogdanovic (tripletta) che trafigge Pellegrini per ben due volte oltre al sigillo di capitan Romiti, dopo che Gavazzi aveva accorciato le distanze. Una sconfitta, dunque, che pesa per il team rossoceleste di patron D’Ottavio che, nonostante abbia iniziata col piede giusto, non è riuscita a prevalere, ma di certo una cosa è sicura: Pagliarini l’ha preparata bene la sfida e ha dato a Luccianti l’impressione che la Snc è una squadra ostica e fastidiosa che può fare brutti scherzi in casa e quindi ora non resta che aspettare domani quando i liguri faranno tappa a Civitavecchia e allora lì sì che sarà tutta un’altra storia. 
«Onore ai vincitori – commenta a fine partita il vicepresidente Simone Feoli – perché hanno meritato la gara. Noi abbiamo gestito bene il match, peccato però per i tanti, tantissimi palloni persi tra la fine del secondo tempo e l’inizio del terzo. Domani saremo capaci di mettere in difficoltà il Quinto e ribaltare il risultato, abbiamo tutti i requisiti per farlo».
L’eventuale ‘‘bella’’ si disputerà A Genova mercoledì 13 giugno alle 21.

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Il Quinto ne fa nove, la Snc risponde cinque volte e fissa l'appuntamento a sabato

di MATTEO CECCACCI

Se non fosse stato per quel terzo tempo terminato 5-0 Genova Quinto molto probabilmente il risultato sarebbe stato un altro, ma inutile ora rimpiangere il passato, adesso è tempo di meditare su cosa è potuto succedere durante quegli 8 minuti fatali per la sconfitta della Snc Enel Civitavecchia che, nel match valevole per la semifinale d'andata playoff, cede 9-5 alle Piscine di Albaro. La gara inizia bene per entrambe le compagini che all'inizio preferiscono scrutarsi e capire le tecniche di gioco per poi segnare la prima rete addirittura dopo 6' con Mugnaini a cui risponde prontamente a 60'' dal termine lo spartano De Rosa. Nel secondo tempo è delirio rossoceleste: trascorrono neanche 40'' e l'ex di turno Nikola Bogdanovic firma il vantaggio Snc, i tifosi stentano a crederci, la panchina impazzisce di gioia e Bogdanovic non può che sorridere con ironia. I locali reagiscono e ristabiliscono gli equilibri con Amelio prima e Gavazzi dopo per il momentaneo 3-1. La terza frazione, come già detto, è blackout Snc, un cortocircuito improvviso che colpisce tutti portando i tirrenici a stare pienamente in balia dei biancorossi e subire ben cinque reti nell'arco di 6' (8-2 momentaneo). Gli ultimi 480'', invece, vedono risorgere la Snc che, seppur in ritardo, si fa viva con il migliore del match Bogdanovic (tripletta) che trafigge Pellegrini per ben due volte oltre al sigillo di capitan Romiti, dopo che Gavazzi aveva accorciato le distanze. Una sconfitta, dunque, che pesa per il team rossoceleste di patron D'Ottavio che, nonostante abbia iniziata col piedi giusto, non è riuscita a prevalere, ma di certo una cosa è sicura: Pagliarini l'ha preparata bene la sfida e ha dato a Luccianti l'impressione che la Snc è una squadra ostica e fastidiosa che può fare brutti scherzi in casa e quindi ora non resta che aspettare sabato 9 giugno quando i liguri faranno tappa a Civitavecchia e allora lì sì che sarà tutta un'altra storia.

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