Exercise 2018, grande esercitazione di Prociv nei giorni scorsi ad Allumiere

ALLUMIERE – Si è conclusa domenica 9 dicembre ''Exercise 2018'' ossia l’esercitazione di protezione civile svoltasi lo scorso weekend presso la Cavaccia di Allumiere organizzata dal gruppo comunale di Prociv di Allumiere in collaborazione con Aeopc Italia su proposta del sindaco Antonio Pasquini.

All’evento hanno partecipato numerosi gruppi e associazioni di Tolfa, Civitavecchia, Propyrgi di S.Marinella con il nucleo sommozzatori e la Misericordia, gruppo cinofili di Civitavecchia, gruppo comunale di Tarquinia, Aeopc Tarquinia, Aeopc Roma, Aeopc Viterbo Favl, Castiglione in Teverina, Aeopc Monterosi, Apc Marta, Avab di Enza Vergari, Vallerano, Vignanello, Modavi Roma, Calcata, la CRI di Allumiere e Tolfa, gruppo Copcea di Castel S.Elia. Il campo base e la sala operativa sono stati allestiti nei pressi del campo sportivo, dove sono state montate le tende per l’alloggiamento dei volontari.

"Le esercitazioni sono iniziate sabato mattina con l’accreditamento dei gruppi, poi è stato simulato un grosso incendio nella zona artigianale dove risultavano due contadini intossicati: sono intervenute sei squadre Aib, la Misericordia e la CRI per il recupero dei feriti che venivano trasportati presso il campo base per il primo soccorso. Dopo pranzo – spiega il coordinatore della Prociv Allumiere, Alfonso Superchi abbiamo simulato la ricerca di due dispersi all’interno del Faggeto, precisamente alla Cava del Silenzio, qui sono intervenuti i cinofili di Civitavecchia, sette squadre di ricerca, la Cri e la Misericordia per il soccorso.

Al rientro al campo base abbiamo avuto un’enorme sorpresa: è venuto a farci visita l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi; lui ha salutato i volontari e ha ringraziato tutti noi per quello che facciamo, una sua frase mi ha colpito e riempito di orgoglio “Voi siete stati la fortuna della mia vita” detta con grande umiltà e sincerità da un uomo che oggi più di ieri sta lottando per la sua gente". Dopo cena in notturna si è svolta una simulazione di una scossa di terremoto con evacuazione del Palazzo Comunale e ritrovamento di due gemellini che sono stati tratti in salvo e calati dal balcone municipale. Domenica mattina, dopo la visita del funzionario della Regione Lazio Tibaldeschi è stata simulata la caduta di un pescatore nel laghetto della Farnesiana, recuperato dai sommozzatori di S.Marinella e il crollo del borgo con un ferito; a seguire il crollo della scuola materna di via del Faggeto con un disperso.

"Molte attività durante le quali ci siamo messi alla prova per migliorarci e per trovare i punti di forza e le critictà; sicuramente avremo commesso degli sbagli, io in primis, ma anche quelli servono per crescere. Devo ringraziare tante persone che hanno permesso la riuscita dell’evento: il sindaco Pasquini e la sua amministrazione, le contrade di Allumiere, l’Università Agraria che ci ha fornito la carne, la Comunità Montana, il sindaco Landi, l’onorevole Alessandro Battilocchio che, nonostante i numerosi impegni, è venuto per i saluti finali prendendosi un impegno davanti a tutti, quello cioè di affrontare alcune problematiche riguardanti la Protezione civile in Parlamento, Carlo Piroli della Prociv di Città Metropolitana di Roma, il comandante della stazione dei Carabinieri Andrea Nuzzi, l’ex sindaco Peppino Cammilletti, la ASL che ha messo a disposizione due dottori, la CRI di Allumiere e Tolfa coordinate con maestria dalla volontaria Sonia Matricardi, l’Unione Sportiva di Allumiere, l’elettricista Carlo Marazzi, l’ing. Spellucci per la location della Farnesiana, le cuoche Teresa, Francesca, Bruna e Alessio che si sono occupati della cucina, Andrea Verbo, Bernardo Sgamma, Silvia Caravaglia, Iole Superchi, Francesca Scarin, Karin Minerva e Luigi Maffei per le foto. Un ringraziamento speciale ad areti Acea e all’ing. Stefano Liotta per averci messo a disposizione un drone per le riprese dall’alto. Ringrazio Alessandro Sacripanti, un amico, un instancabile collaboratore, un uomo che dedica tutta la sua esistenza al volontariato, che giorno dopo giorno ci dà la possibilità di imparare e di migliorare le nostre capacità operative, infine ringrazio di cuore tutti i ragazzi del mio gruppo: Andrea, Alessia, Emilia, Fabrizio, Pietro, Leonardo, Erasmo, Cristian, Ivana, Serena per la collaborazione perché senza di loro non avrei potuto fare niente. Chiedo scusa ai paesani se abbiamo procurato un po’ di allarme, ma anche il paese deve essere preparato ad eventi di emergenza".

Il sindaco Pasquini, con l’assessore Luigi Artebani, a fine manifestazione hanno consegnato ad Alfonso Superchi una targa per il gruppo come ringraziamento per l’ottima organizzazione dell’evento.

"Come amministrazione non posso che elogiare l’operato del mio gruppo di protezione civile e di Alfonso Superchi – spiega il sindaco Pasquini – il quale ha dimostrato forti capacità organizzative e una valida preparazione, sono orgoglioso di come hanno gestito questi due giorni di esercitazione. Squadra vincente non si cambia, andiamo avanti così collaborando sempre di più. Forte il legame con il vicino paese di Tolfa, con il quale dobbiamo cercare di unire le nostre forze. Purtroppo spesso ci troviamo ad affrontare problematiche burocratiche, ma mi impegnerò per superarle insieme a voi, perché voi siete la nostra forza. Ringrazio tutti i gruppi che sono venuti nel nostro territorio sacrificando due giornate di festa, che potevano trascorrere in famiglia, dimostrando di possedere un alto senso civico".

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Vecchia, la panchina a Marco Scorsini

Non c’è niente da fare, il Civitavecchia Calcio 1920 incassa la nona sconfitta stagionale in quattordici giornate e rimane all’ultimo posto della  classifica del girone A di Eccellenza laziale.
Ennesima debacle che, stando alle indiscrezioni, ha fatto scattare l’operazione panchina: Andrea Rocchetti lascia e arriva Marco Scorsini; l’ufficialità dovrebbe giungere nella giornata odierna.
Il nuovo tecnico è atteso alla Cavaccia, dove già oggi potrebbe sostenere il primo allenamento.
L’ex allenatore del Città di Palombara, raggiunto telefonicamente, ha confermato di essere stato contattato dai vertici della società nerazzurra, senza aggiungere altro, ma d’altronde si sa, chi tace acconsente. 
La sconfitta di domenica per 3-0 sul campo del Real Monterotondo Scalo ha sicuramente avuto il suo peso, così come la pioggia d’insulti social sulla pagina ufficiale Facebook della società nerazzurra.
Tanti, tantissimi i tifosi storici che domenica, dopo l’ennesima figura, si sono lasciati scappare parole forti e frasi contro la dirigenza, come l’invito a dimettersi e a rivoluzionare tutto l’organico, incluso il direttivo, ma il club ha preferito restare in silenzio senza lasciare nessun tipo di risposta e tantomeno nessun chiarimento.
Insieme al nome di Marco Scorsini si era fatto quello di Massimo Castagnari, tecnico della Vecchia nel 2013 e attualmente libero, il quale aveva spiegato: «Sinceramente non ho avuto nessun tipo di contatto con la società, ma non nego il fatto che mi farebbe un enorme piacere tornare ad allenare la Vecchia».
Insomma, stando alle indiscrezioni, Castagnari dovrà ancora aspettare prima di tornare al timone del Civitavecchia Calcio 1920: al momento sembra proprio che l’incarico di tirare fuori i nerazzurri dal baratro sarà dato a Marco Scorsini.

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«In soli due mesi 140 kit per bambini»

LADISPOLI – «L'emergenza povertà è ancora una ferita aperta nel corpo vivo della nostra comunità». E' la conclusione a cui hanno portato i dati raccolti da Animo Onlus in questi ultimi due mesi di attività. In così poco tempo l'associazione ha ricevuto infatti ben 86 richieste di famiglie del territorio e distribuito 140 kit per bambini. Questi i numeri del progetto ''Nessuno si salva da solo'' portato avanti dall'associazione in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche sociali del Comune. Il progetto è nato per fronteggiare la crisi economica che ha colpito numerose famiglie del territorio e per contribuire a diffondere l’etica del riuso e dello scambio informale di beni e servizi. Questo prevede la raccolta e distribuzione di abiti e accessori usati per bambini da zero a dodici anni. «Sono numeri impressionanti che ci fanno capire che l’emergenza povertà è ancora una ferita aperta nel corpo vivo della nostra comunità – ha dichiarato il presidente Gianfranco Marcucci – ma bisogna scorgere anche l’altro lato della medaglia. Con questo progetto viene fuori il grande spirito solidale della nostra città. Sono infatti tantissime le famiglie che donano, i cittadini che si interessano e partecipano per mantenere vivo questo presidio umanitario attivo ormai dal 2013». Il presidente dell'associazione ha voluto ringraziare in particolar modo il gruppo di volontari che con il proprio lavoro sta mandando avanti questa macchina della solidarietà «con enorme dedizione e passione civile. Senza il sapiente impegno di queste donne e uomini il progetto non sarebbe cresciuto così tanto e così bene. Chiunque fosse interessato a entrare a far parte della squadra di volontari del progetto si può recare nei giorni di apertura del progetto che sono il martedì (dalle 10 alle 16) e il giovedì (dalle 10 alle 17) presso il Centro di aggregazione giovanile di viale Mediterraneo a Ladispoli».

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Risolto il trentennale problema del vecchio canile all’ex  Tara Bianca

TOLFA  – Il Comune di Tolfa e la Fondazione Peretti comunicano che nel mese è stato risolto l’annoso problema relativo ai cani ospitati presso il sito ‘ex Tara Bianca’, a Tolfa. Infatti, grazie ad un accordo di compartecipazione alle spese tra le due istituzioni, i circa quindici cani rimasti nel sito sono stati trasferiti presso il canile-rifugio della Fondazione Prelz. Si chiude quindi una storia tortuosa, durata quasi trenta anni e che ha visto in alcuni momenti la presenza di oltre cento cani, con eventi anche particolarmente difficili come la requisizione dell’area da parte dei Nas. 
Negli anni l’amministrazione comunale di Tolfa, in collaborazione con l’associazione ‘Mondi a confronto’ e la stessa Fondazione, aveva proceduto ad una importante attività di sensibilizzazione sulla situazione, che aveva portato ad un processo di adozione dei cani stessi. 
Il Sindaco di Tolfa Luigi Landi che da anni segue in prima persona questa vicenda, oltre a esprimere soddisfazione,  ha encomiato la Fondazione Peretti «per la grande sensibilità dimostrata e per l’enorme aiuto dato alla risoluzione della problematica».

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Finanziamento Bei: l'Adsp firma il contratto per i primi 50 milioni

CIVITAVECCHIA – La Banca Europea per gli investimenti (BEI) sostiene lo sviluppo dei Porti di Roma e del Lazio (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) con un finanziamento approvato di 195 milioni di euro, pari a quasi il 40% del piano pluriennale di investimenti. Il prestito BEI riguarderà l’ampliamento del porto di Civitavecchia e la creazione di un nuovo scalo a Fiumicino per merci e passeggeri.

Sui 195 milioni totali del finanziamento, una prima tranche di 50 milioni è stata firmata questa mattina nella sede romana della Banca Europea per gli investimenti. L’operazione è stata perfezionata dal vicepresidente della BEI Dario Scannapieco e dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo.

I porti del sistema laziale costituiscono un importante snodo per i flussi di passeggeri e di merci nel centro Italia e sono inseriti nella rete delle cosiddette “Autostrade del mare” del Mediterraneo occidentale, il programma europeo inserito nell’ambito delle Reti transeuropee di trasporto (Ten-T). Per questo, rappresentano uno dei principali collegamenti tra l’Italia continentale e diverse aree del Mediterraneo, come le isole Sardegna e Sicilia (Italia), la Francia meridionale e l’Africa settentrionale.

Nel dettaglio, nel porto di Civitavecchia le opere finanziate riguarderanno il prolungamento della diga foranea, lo sviluppo di un nuovo bacino e di un piazzale – parcheggio di 15 ettari, nuovi servizi portuali e una strada di accesso al lato nord. A Fiumicino il nuovo porto sarà destinato ai traghetti per servizio passeggeri/merci (roll-on roll-off, le navi per trasporto passeggeri e merci su gomma), alle navi da crociera e alle attività di pesca.

“Quello dei porti è un settore chiave per l’economia di un Paese con una forte vocazione all’export e importante meta turistica come l’Italia – ha spiegato il vicepresidente Bei – la circolazione di merci e passeggeri via mare, inoltre, decongestiona il traffico su strada e ferrovia. Per questo negli ultimi sei anni abbiamo sostenuto gli scali di Genova, Savona, La Spezia, Livorno e Ravenna e altri progetto saranno finanziati nei prossimi mesi. Con i Porti di Roma e del Lazio, operazione principale fino ad ora in questo settore, raggiungiamo 800 milioni di prestiti per un totale di 1,5 miliardi di investimenti in corso di realizzazione”. 

Per il presidente di Majo “la concessione del finanziamento da parte della BEI riveste un’importanza enorme per i porti di Roma e del Lazio e consentirà all’AdSP – ha sottolineato – di portare a termine gran parte delle opere previste nei piani regolatori portuali di Civitavecchia e Fiumicino. Il network dei “Porti di Roma e del Lazio” sarà, così, in grado di compiere il tanto atteso “salto di qualità” nel panorama dello shipping mondiale. Finalmente la capitale d’Italia e le aree circostanti (che rappresentano il secondo bacino per consumi a livello nazionale ed il quinto a livello europeo) nonché il principale aeroporto italiano (Fiumicino) avranno porti attrezzati che potranno soddisfare le esigenze commerciali, industriali e turistiche del territorio”. 

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Il settore giovanile del Tarquinia a lezione dal professor Roticiani

La formazione prima di tutto, perché lavorare sul campo con i bambini significa sì passione, empatia, pazienza e divertimento, ma anche capacità, professionalità e competenza. Il settore giovanile del Tarquinia Calcio, perciò, nel cercare di offrire un servizio sempre migliore a ragazzi e famiglie e nell’ottica di una crescita, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione del suo settore tecnico, è lieta di comunicare che nella giornata di martedì prossimo, 27 novembre, tecnici ed istruttori della società rossoblu parteciperanno ad una lezione tenuta dal professor Sergio Roticiani, presidente regionale dell’Aiac, Associazione Italiana Allenatori di Calcio del Lazio. L’intervento sarà in parte teorico, in aula, e proseguirà quindi sul campo. Laureato con lode in Scienze Motorie, preparatore atletico professionista, Roticiani allena con profitto da oltre trenta anni squadre di settore giovanile. La sua esperienza professionale spazia nei cinque continenti, come responsabile tecnico ha diretto stage e clinic calcistici in Stati Uniti, Giappone, Francia, Spagna, Grecia, Malta, Perù, Emirati Arabi, Svezia. Docente a contratto al Corso di Laurea Specialistica allo Iusm di Roma in Scienza e Tecnica dello Sport, Coordinatore Didattico della Scuola Calcio Federale Figc e docente ai corsi allenatore di Base Uefa B per la teoria e metodologia dell’allenamento” pubblica frequentemente i suoi articoli sulle numerose riviste sportive che si occupano di calcio giovanile. Entusiasta di tale enorme opportunità di crescita e formazione, il Tarquinia Calcio si dichiara onorato ed orgoglioso di ospitare il professor Roticiani, e lo ringrazia per la disponibilità e l’opportunità concessa. 
 

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Csl, De Fazi pronto a lasciare

di MATTEO CECCACCI

È vero, il mercato non è ufficialmente iniziato, aprirà i battenti lunedì 3 dicembre, ma nonostante questo le compagini locali non vogliono affatto perdere tempo.
Se in Eccellenza la Vecchia ha già acquistato il giovane attaccante Edoardo Filoia e il Montalto si è preso Luca Di Gennaro, in Promozione la Csl Soccer ha cominciato a muovere i primi passi, pensando ai nuovi innesti da compiere e riflettere sugli eventuali calciatori da svincolare e mandare in prestito.
La società di patron Vitaliano Villotti, attualmente quarta nel girone A di Promozione, ha le idee chiare sul futuro del giovane difensore Davide De Fazi.
Il classe 2000 ex Ladispoli, infatti, sembrerebbe in procinto di accasarsi in prestito alla Juniores Elite del Civitavecchia Calcio 1920 del tecnico Livio Valle.
«Non lo so ancora – spiega a tal proposito Davide De Fazi – se vestirò la maglia nerazzurra, quel che è certo è  che a breve dovrò parlare con Fabio Ceccacci e valutare la situazione. Per quanto riguarda la mia esperienza in rossoblu devo dire che ho notato l’enorme differenza tra il calcio dei ragazzi e quello dei grandi, in questi mesi mi hanno fatto crescere moltissimo, sia sull’aspetto calcistico che comportamentale, ma è stato comunque un periodo positivo anche se molto difficile, infatti ho trovato poco spazio».
Per quanto riguarda gli innesti, la dirigenza della Csl Soccer non fa trapelare niente, se non la notizia che si è a caccia di un under, 2000 o 2001, da schierare in difesa, mentre la questione over rimane un vero e proprio tabù.

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Sequestrati i beni della famiglia Torlonia: ''congelati'' anche gli affreschi della Tomba di Francois

MONTALTO – Anche i famosi affreschi della Tomba François, scoperti nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, sono finiti sotto sequestro nell’ambito del maxi provvedimento a scopo conservativo disposto dai giudici all’immenso patrimonio della famiglia Torlonia. Beni di enorme valore, contesi tra i fratelli eredi – Carlo, Paola, Francesca e Giulio -, nell’ambito di una miliardaria lite seguita alla morte del principe Alessandro, nel 2017. Un’eredità principesca, che vale miliardi di euro, e che comprende opere d’arte inestimabili.  Il giudice Fulvio Vallillo, dell’VIII sezione del Tribunale civile di Roma, ha deciso nei giorni scorsi per i sigilli anche ai i 623 marmi (la più ricca raccolta privata al mondo di originali romani e greci), insieme a Palazzo Torlonia, in via della Conciliazione, a due passi dal Vaticano, la monumentale Villa Albani – dove sono custoditi proprio i preziosi affreschi della Tomba di Francois -, e Villa Delizia Carolina, a Castel Gandolfo.  

Il  testamento del principe Alessandro (risalente a novembre 2016), è stato impugnato nel 2017 da Carlo Torlonia, primogenito del principe, assistito dall’avvocato Adriana Boscagli, subito dopo la morte del padre. Carlo ha denunciato collezioni a rischio, in procinto di essere vendute all’estero o cedute Paul Getty Museum. Secondo la denuncia di Carlo i fratelli sarebbero stati in procinto di ‘’depauperare il patrimonio’’. Ma non solo. Tramite una rete di società, stavano cercando anche di ottenere fondi da utilizzare per un’operazione di ‘’ricapitalizzazione della Banca del Fucino’’, partecipata dalla famiglia.  

Secondo quanto riportato nel ricorso presentato da Carlo, i fratelli lo avrebbero allontanato  dal padre negli ultimi anni di vita del principe Alessandro, deceduto il 28 dicembre 2017. Carlo avrebbe scoperto, solo dopo la morte del padre, le carte della sua malattia; “conti correnti chiusi poco prima della morte; scatoloni chiusi e pronti per essere spediti altrove”; assemblee convocate a sua insaputa dai fratelli; e ‘’donazioni’’ – tra cui Palazzo Torlonia – effettuate dal padre agli altri figli dopo l’aggravarsi della malattia. Carlo avrebbe dichiarato nel ricorso anche che, all’epoca del testamento, ‘’non riusciva a raggiungere il padre nemmeno con comunicazioni telefoniche, che venivano filtrate dalla secondogenita o dalla segretaria, le quali “riferivano uno stato di salute ottimo”. “Solo casualmente – ha dichiarato Carlo Torlonia –  sono poi venuto a conoscenza dalla stampa che era stata costituita una “Fondazione Torlonia”, in cui né io né i miei figli avevano alcun ruolo, e che aveva assunto in comodato la gestione di tutte le collezioni di opere’’. Dagli atti, sarebbe anche emerso ‘’il tentativo di vendere all’estero opere statuarie’’. Nel corso delle operazioni di inventario,  secondo Carlo Torlonia, sarebbe emerso pure che la famosissima collezione di marmi sarebbe stata stata oggetto di una trattativa di vendita, con un accordo tra la Fondazione, il Paul Getty Museum e il Ministero che poi non si sarebbe più concretizzata.  Per tutto questo il principe avrebbe quindi chiesto «l’accertamento dell’asse ereditario», tenendo conto di tutte le proprietà «oggetto di donazione». Per il giudice, «posto che i beni, comprese le opere d’arte e le statue, sono di valore storico e irrisarcibile e che è stata offerta la prova di una vendita effettuata di beni storici, la concessione del sequestro giudiziario è elemento idoneo ad assicurare la conservazione integra del patrimonio, fino alla decisione di merito».

Tutto il patrimonio congelato e inutilizzabile, quindi, fino alla definizione della causa civile o, almeno, finché lo sterminato patrimonio verrà inventariato, catalogato e, soprattutto, stimato, per essere poi equamente diviso tra gli eredi. Nella prossima udienza, fissata per  il 5 dicembre, il giudice dovrà anche decidere se disporre o meno il sequestro conservativo di ‘’almeno un miliardo e 800 milioni di euro’’ e, in caso di conferma del provvedimento, nominerà i custodi giudiziari.

Intanto Montalto di Castro e la Tomba di Francois dovranno dire addio ai tanto attesi affreschi, tornati ‘’ a casa’’ solo per un breve periodo. La Tomba di Francois è considerata uno dei più importanti monumenti etruschi.  Nel 1863, a pochi anni dalla scoperta, gli affreschi furono distaccati, per iniziativa del Principe Torlonia e, dopo un primo intervento di restauro, furono conservati a Roma, sempre in proprietà privata, prima nel Museo Torlonia di Via della Lungara e in seguito trasferiti a Villa Albani, dove si trovano ancora oggi, accessibili solo agli studiosi. Nel 2017 il presidente della Fondazione Vulci e del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, Carmelo Messina,  lanciò un appello ai Torlonia affinché  concedessero la fruizione degli affreschi, ferma restando la titolarità dell’opera senza la quale, però, “la tomba appariva violata e incompleta’’. Per riportare l’opera nel suo contesto originale, la Fondazione Vulci si era dichiarata disposta a riconoscere ai Torlonia sia il valore economico del prestito, versando loro i proventi delle visite o delle mostre, sia il prestigio di tale prestito intestando loro un museo", ma dalla famiglia giunse il rifiuto a della disputa ereditaria sulla proprietà degli affreschi della Tomba François, tra i Torlonia agli Sforza Cesarini.

Così, in attesa di una parola definitiva sulla ingarbugliata vicenda di principi, il ciclo pittorico che narra le gesta di Mastarna, il condottiero etrusco divenuto sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio, resta invisibile ai cittadini. E a quanto pare lo rimarrà a lungo.

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Terme, FdI: ''Giù le mani dalla Ficoncella''

CIVITAVECCHIA – “Questa amministrazione non lascia in pace nemmeno la Ficoncella è una vera persecuzione nei confronti dei cittadini”.

Il circolo Almirante di FdI fa sue “le parole di un anziano frequentatore che rendono perfettamente l’idea di quello che è il sentore della cittadinanza alla notizia delle trivellazioni autorizzate a monte della Ficoncella. L’amministrazione comunale, infatti, dopo quattro anni e mezzo di nulla assoluto nel settore termale, non ha trovato di meglio che autorizzare (nell’ambito di una specifica conferenza di servizi presso la Regione Lazio) l’affidamento di operazioni di trivellazione ad una nota società viterbese. Alcune riflessioni si impongono. Il nulla cosmico – continuano dal coordinamento del circolo – della attuale amministrazione in ogni settore di attività è ormai noto e sarebbe ridondante tornarci sopra. A livello termale, però, la autorizzazione alla società viterbese rappresenta la ennesima sberla in faccia ai civitavecchiesi. In quasi cinque anni, non si è stati in grado di riprendere il progetto termale per il quale si erano già investiti milioni e milioni di euro pubblici, realizzando infrastrutture ed addirittura la struttura del nuovo complesso. In quasi cinque anni, non si è proposta una alternativa, una ipotesi di lavoro per regalare ai civitavecchiesi l’agognato complesso termale. Neanche l’albergo neanche una riqualificazione del piccolo impianto esistente alla Ficoncella. Niente di niente. Oggi, a poche settimane dalla sostituzione (mai così certa) della amministrazione, si autorizza una società viterbese a trivellare in cerca non si sa bene di cosa”.

Secondo FdI non arriverà niente di buono per i cittadini. “In cambio però ci si assume l’enorme rischio di compromettere (più di quello che non è già) l’approvvigionamento della Ficoncella. È fin troppo intuitivo – incalzano – comprendere che trivellare a monte dell’impianto, significa rischiare di interrompere o compromettere il flusso idrico al piccolo impianto esistente. Sarebbe la ciliegina sulla torta per una delle peggiori amministrazioni comunali che la città ricordi. Fratelli d’Italia vigilerà su questa operazione scellerata. Già nei prossimi giorni, unitamente al candidato Sindaco, Massimiliano Grasso, una delegazione del partito farà un sopralluogo per raccogliere da vicino anche le opinioni dei frequentatori e dei cittadini.

Per ogni altra iniziativa a difesa della Ficoncella, il Circolo di Fratelli d’Italia “Giorgio Almirante”, rimane a disposizione con i propri attivisti, presso la sede di Via Carducci. La misura è colma. Giù le mani dalla Ficoncella”.

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Maltempo: chiuso per ore il sottopasso di Fiumaretta

CIVITAVECCHIA – Disagi in diversi quartieri della città, dalla tarda mattinata e fino a metà pomeriggio, a causa della violenta pioggia che si è abbattutta attorno alle 12.30. 
Strade allagate, buche trasformate in piscine e problemi soprattutto per gli automobilisti che erano in strada a quell’ora; disagi che si sono amplificati in concomitanza con l’orario di uscita dalle scuole. 
Allagato il sottopasso di Fiumaretta, come spesso accade in questi casi, chiuso fino al pomeriggio, con i volontari della Protezione Civile che sono stati impegnati per diverse ore per ripristinare la sicurezza. 
Allagata via Terme di Traiano, specie nella parte alta, dove l’acqua mista a detriti provenienti dai campi ha creato non pochi problemi alla circolazione. 
Infine disagi a San Gordiano, specie all’altezza dell’ingresso sud, trasformato in un’enorme pozzanghera.

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