Continuano i controlli a Sant’Agostino e San Giorgio

TARQUINIA – Controlli a tappeto sulle spiagge di Sant’Agostino e San Giorgio. Questa mattina si è svolto un sopralluogo da parte della Polizia locale, la Guardia Costiera e la G.E.N. (Guardie Ecozoofile Ambientali) che, monitorando le spiagge, hanno rilevato numerose infrazioni da parte dei bagnanti che frequentano queste zone.
L’azione delle Forze di Polizia ha portato al sequestro di diverso materiale contraffatto, così come sono stati sanzionati coloro che si ostinano a parcheggiare in divieto di sosta o sotto gli alberi della pineta di San Giorgio.
Sono stati anche invitati alcuni signori ad interrompere la pratica della pesca vietata nelle ore diurne.
Ulteriori controlli  sono stati effettuati dai Carabinieri Forestali che hanno elevato anch’essi delle contravvenzioni.
«Prosegue l’attività di controllo e monitoraggio su tutto il litorale tarquiniese – dichiara il consigliere incaricato alla Protezione Civile Roberto Benedetti- Oggi ho partecipato con le Forze di Polizia a questa ennesima attività di prevenzione e repressione delle infrazioni che vengono compiute sulla spiaggia e lungo la costa”.
Gli esercenti degli stabilimenti balneari hanno espresso il loro apprezzamento per l’attività svolta che sarà di carattere continuativo, soprattutto nella settimana di Ferragosto in vista delle numerose presenze di bagnanti su tutto il litorale tarquiniese. L’opera, portata avanti dall’amministrazione comunale, si svolge nell’intento di sensibilizzare i cittadini a rispettare l’ambiente, prevenendo i rischi di incendi nelle zone in questione, soprattutto nel periodo estivo dove il caldo e le cattive abitudini tendono ad incentivarli.

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Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: "Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps". Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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Bedegoni e Balzarotti trionfano agli Europei endurance

Ancora un’entusiasmante domenica messa agli archivi per la Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini che ha lasciato ancora il segno nel fuoristrada sia in Italia che all’estero. L’impegno di maggior rilievo è stato il campionato europeo endurance della 12 Ore a Monaco di Baviera in Germania dove il colore verdefluo ha brillato grazie all’ennesima ed ottima performance di Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti. 
Una coppia ben collaudata che in più di un’occasione ha sempre centrato il massimo risultato ed anche in terra tedesca ha fatto altrettanto, al termine di un’impresa dove i due bikers si sono autogestiti alla perfezione. Dalla Germania al Veneto per un altro trionfo in coppia quello firmato da Gianfranco Mariuzzo e Michele Feltre a segno nella Pedalonga sulle montagne del Comelico. Una competizione particolare dove i due bikers santamarinellesi hanno dovuto pedalare sempre vicini e senza accumulare troppo distacco. Scegliendo il percorso granfondo, il loro sforzo è stato premiato con il settimo posto assoluto e la vittoria nella speciale classifica over 100 (in base alla somma della loro età). Nel Lazio era in programma a Montefiascone la granfondo dell’Est Est Est, prova del circuito Maremma Tosco Laziale. L’edizione 2018 presentava la novità del percorso marathon dove si è distinto ottimamente Diego Antimi con un terzo posto di categoria master 1, mentre gli altri compagni di squadra hanno optato per la tradizionale granfondo con l’ottavo posto di Marco Becattini tra i master 4, il secondo di Borgi e il terzo di Angelo Ciancarini tra i master 6. Unica appendice su strada con Pierluigi Stefanini di scena a Grosseto al Gran Premio Red White dove ha colto il 18°posto assoluto e il terzo di categoria tra i gentlemen 1.

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Ladispoli, Grando: ''Il nostro depuratore funziona perfettamente''

LADISPOLI – "Il depuratore di Ladispoli funziona benissimo". A dirlo è il sindaco Alessandro Grando al margine del sopralluogo di qualche giorno fa effettuato dalla Capitaneria di Porto e da Arpa Lazio nel tentativo di capire a che cosa siano dovute le chiazze a mare riscontrate da alcuni bagnanti.

“Le ultime analisi, che ne certificano la buona qualità – ha detto Grando – ci sono state ufficialmente inviate il 27 luglio scorso e dicono che: “I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite fissati nella tab. 3 all. 5, parte III del D.lgs 152/06. I risultati delle analisi batteriologiche evidenziano il rispetto dei valori limite prescritti nell'autorizzazione provinciale allo scarico. I risultati del campione medio ponderato nell'arco di 24 ore, prelevato all'uscita dell'impianto di trattamento, evidenziano il rispetto dei valori limite previsti.”  Il sopralluogo di due giorni fa, effettuato dalla Guardia Costiera di Ladispoli che ha portato con se i tecnici ARPA, sembra sia dovuto alla necessità di comprendere se le chiazze di sostanze organiche che occasionalmente si sono viste in mare possano essere causate dal nostro depuratore. Siamo certi che così non possa essere, sia per il monitoraggio chimico e biologico che i tecnici comunali preposti effettuano di continuo sulle acque in uscita dal nostro impianto, sia sullo sbocco a mare della condotta. Analisi che sono state eseguite anche nello stesso giorno in cui l'ARPA ha effettuato i campionamenti. Ebbene, tali analisi hanno evidenziato, per l'ennesima volta, che il nostro depuratore funziona perfettamente. La presenza occasionale di scie o chiazze presenti sulla costa, come già accertato dall'Arpa Lazio lo scorso anno con specifiche analisi richieste dall'attuale amministrazione, è da attribuirsi a sostanze  organiche di origine marina, e non possono in alcun modo essere causate da una attività di presunto sversamento da parte del nostro impianto di depurazione". 

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San Liborio, il grido d’aiuto degli abitanti

CIVITAVECCHIA – San Liborio tra buio e degrado. La denuncia parte da un abitante del popoloso quartiere periferico che filma lo stato di via Nuova di San Liborio, completamente immersa nel buio, tra sterpaglie e marciapiedi inesistenti o incompleti. Negli anni l’area si è andata via via trasformando con una crescita esponenziale di abitanti a cui però non è seguito il giusto adeguamento di strade, illuminazione e marciapiede. Per non parlare poi di sterpaglie, sporcizia e rifiuti. L’immagine è sempre la solita: quella di un quartiere abbandonato a se stesso. Scendendo lungo via Nuova di San Liborio, dopo l’impianto sportivo, vicino alla scuola media Calisse c’è la solita perdita che va via via peggiorando.

Siamo alla terza riparazione passando da acqua ad ammalloramenti, poi a sabbia e ora a fango. Buchi e rattoppi che non reggono hanno trasformato la curva in una sorta di percorso ad ostacoli, rendendo anche difficoltosa la guida con le auto che, per evitare le buche, invadono l’altra corsia rendendo la curva ancora più pericolosa. I cittadini chiedono una maggiore attenzione per il quartiere e, soprattutto, più decoro. Una denuncia che parte, per l’ennesima volta, dall’esasperazione dei cittadini che in questo quartiere troppo spesso si trovano ad urlare al vento. Nei giorni scorsi anche il vice coordinatore locale di FI Giancarlo Frascarelli aveva fatto notare la perdita idrica su via Nuova di San Liborio. Il giorno successivo il rattoppo che ha retto circa una settimana e ora siamo di nuovo al punto di partenza. Gli abitanti di San Liborio alzano la voce nella speranza di un intervento da parte dell’amministrazione.

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Chiusura del reparto di Chirurgia a Tarquinia: il sindaco scrive alla Asl e alla Regione

TARQUINIA – Il sindaco di Tarquinia Pietro Mencarini ha scritto una lettera alla Asl e alla Regione Lazio per chiedere delucidazioni circa la chiusura improvvisa del reparto di degenza brwve di Chirurgia all'ospedale cittadino.

" Come si può fare economia sulle spalle di coloro che sono già in forte difficoltà perché malati e bisognosi di cure?”, domanda il sindaco agli organi istituzionali.

"Emergono nuove criticità all’interno dell’Ospedale di Tarquinia – spiega Mencarini – Dopo aver appreso la notizia della chiusura del reparto di chirurgia dagli organi di stampa, ho deciso di scrivere al Direttore Generale della Asl di Viterbo, Dott.ssa Daniela Donetti e al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti, per segnalare la gravità di quanto sta per accadere al nosocomio cittadino ed avere delucidazioni a riguardo"

“ Da anni ormai, la situazione all’Ospedale di Tarquinia è davvero allarmante – ricorda il Sindaco – a causa dei continui tagli ai servizi e alla diminuzione inarrestabile delle prestazioni finalizzate alla prevenzione- spiega il sindaco Mencarini nella comunicazione odierna- Trovarsi oggi di fronte all’ennesima sottrazione consistente nella chiusura improvvisa di un reparto, mi preoccupa smodatamente e mi rattrista oltremodo. Ogni giorno ricevo lamentele e richieste di intervento da concittadini e anche dagli utenti provenienti da altri comuni, sul ridimensionamento dei servizi ospedalieri alle quali non so dare risposte".

" La domanda più frequente è come si può fare economia sulle spalle di coloro che sono già in forte difficoltà perché malati e bisognosi di attenzioni e cure in quei momenti di profonda fragilità anche emotiva. Ora dopo questa ennesima chiusura,-conclude il primo cittadino- dopo tante e tali sollecitazioni ricevute, non posso che farmi carico di queste richieste e tentare di avere da voi spiegazioni riguardo questa ennesima chiusura, con la speranza di ricevere risposte concrete e rassicuranti”.

 

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Chiusura del reparto di Chirurgia a Tarquinia: il sindaco scrive alla Asl

TARQUINIA – IL SINDACO SCRIVE AD ASL E REGIONE PER LA CHIUSURA IMPROVVISA DEL REPARTO DICHIRURGIA DELL’OSPEDALE DI TARQUINIA: “ Come si può fare economia sulle spalle di coloro che sono già in forte difficoltà perché malati e bisognosi di cure”.

Emergono nuove criticità all’interno dell’Ospedale di Tarquinia. Dopo aver appreso la notizia della chiusura del reparto di chirurgia dagli organi di stampa, il sindaco di Tarquinia, Pietro Mencarini, scrive al Direttore Generale della Asl di Viterbo, Dott.ssa Daniela Donetti e al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti, per segnalare la gravità di quanto sta per accadere al nosocomio cittadino ed avere delucidazioni a riguardo.

“ Da anni ormai, la situazione all’Ospedale di Tarquinia è davvero allarmante a causa dei continui tagli ai servizi e alla diminuzione inarrestabile delle prestazioni finalizzate alla prevenzione- spiega il sindaco Mencarini nella comunicazione odierna- Trovarsi oggi di fronte all’ennesima sottrazione consistente nella chiusura improvvisa di un reparto, mi preoccupa smodatamente e mi rattrista oltremodo. Ogni giorno ricevo lamentele e richieste di intervento da concittadini e anche dagli utenti provenienti da altri comuni, sul ridimensionamento dei servizi ospedalieri alle quali non so dare risposte. La domanda più frequente è come si può fare economia sulle spalle di coloro che sono già in forte difficoltà perché malati e bisognosi di attenzioni e cure in quei momenti di profonda fragilità anche emotiva. Ora dopo questa ennesima chiusura,-conclude il primo cittadino- dopo tante e tali sollecitazioni ricevute, non posso che farmi carico di queste richieste e tentare di avere da voi spiegazioni riguardo questa ennesima chiusura, con la speranza di ricevere risposte concrete e rassicuranti”.

 

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Chiuso il sito Internet del Comune di Santa Marinella

S. MARINELLA – Chiuso a tempo indeterminato il sito web ufficiale del Comune di Santa Marinella. Stamattina infatti i dipendenti comunali hanno avuto questa ennesima sorpresa che ha mandato su tutte le furie il sindaco Pietro Tidei. «La società che gestisce il sito – dice il primo cittadino – è subentrata all’azienda che ha vinto il bando ed è risultata assegnataria del contratto e che poi per vicissitudini economiche ha dovuto lasciare. Tra le prestazioni migliorative della ditta originaria c’era anche la gestione del sito, cosa che non è mai avvenuta. Oggi la città di Santa Marinella è senza sito internet, peraltro un servizio che è necessario ai fini della trasparenza e della pubblicità degli atti comunali, perché un’azienda che ha lavorato senza contratto, arbitrariamente, oggi sa bene che il vento è cambiato, che non basterà la sciatteria di un’intera amministrazione comunale a tenerla a galla ma che dovrà dimostrare il suo diritto a percepire qualsiasi somma di denaro pubblico e questo non lo può fare. Invece di tentare di regolarizzare una situazione assurdamente illegale, ha preferito interrompere un pubblico servizio che essendo gestito senza contratto le ha consentito di avere a disposizione i dati personali e sensibili di migliaia di utenti senza autorizzazione alcuna. «Di questo il primo cittadino si vedrà costretto ad interessare la Magistratura, attraverso la locale stazione dei Carabinieri. «Perché una città e un’amministrazione comunale – continua Tidei – non possono rimanere senza un servizio essenziale di punto in bianco. Questa cosa sarà oggetto di lavoro della commissione che intendo far nominare dal consiglio comunale di lunedì prossimo, è uno dei punti all’ordine del giorno, affinché vengano accertate le evidenti responsabilità, occorrendo anche penali, della passata amministrazione e dei dirigenti comunali che non hanno voluto vigilare. Dobbiamo cambiare approccio, dobbiamo trapiantare il seme della massima legalità anche a Santa Marinella, dobbiamo risultare trasparenti ed inclusivi, sempre, ma anche inflessibili contro chiunque abbia approfittato della sua posizione, politica o amministrativa che fosse, per attività contrarie agli interessi pubblici». «Oggi – conclude il sindaco – la città si ritrova senza un servizio essenziale, che provvederemo a ripristinare al più presto, come stiamo facendo per tutti i servizi e gli appalti che giorno dopo giorno fanno emergere gravi criticità. Ci siamo messi subito al lavoro, senza indugi, perché Santa Marinella è stata finora abbandonata a se stessa e sfruttata. Questo non dovrà accadere mai più».

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Icpl e Cfft: Grasso si appella al ruolo di garanzia del Sindaco

CIVITAVECCHIA – "Sono giorni decisivi per tanti posti di lavoro e per lo sviluppo del porto, della città e del territorio. Mi rivolgo al Sindaco, affinché assuma e svolga senza perdere altro tempo, come sta cercando di fare nella vicenda Enel/carbone, quel ruolo di garanzia istituzionale che finora è mancato per Icpl e Cfft". L'appello arriva dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Per quanto riguarda Icpl, infatti, il 23 luglio scadrà il termine per l’ennesima asta "e si rischia che anche quei gruppi internazionali seriamente interessati a rilevare la struttura – ha spiegato – si allontanino definitivamente perché nessuno gli dà le garanzie che chiedono, soprattutto circa i contratti in essere per attività ora svolte presso la struttura, ma che nulla hanno a che vedere con quello che dovrebbe essere e l’interporto. Mi auguro che il Sindaco, al quale due anni fa più volte chiesi invano di attivare la decadenza della concessione al concessionario fallito, oggi decida finalmente di svolgere il suo ruolo, per ottenere dal Tribunale una dilazione dei termini che consenta tutti i chiarimenti necessari affinché i soggetti interessati presentino la loro offerta e non si perda l’ultimo treno per la rinascita di Icpl". .

Il capogruppo de La Svolta si dice preoccupato anche di quanto sta avvenendo per Cfft. "Per conquistare un traffico servono mesi, spesso anni di lavoro, in cui le imprese, gli operatori, tutto il porto – ha aggiunto – devono conquistare la fiducia di chi porta il traffico. Per distruggere questo patrimonio di credibilità basta pochissimo. E quando questo avviene, le conseguenze sono devastanti non solo per l’azienda che le subisce, ma per tutto il porto, con danni di immagine e di perdita di credibilità enormi. Non si doveva arrivare a questo punto, trattandosi peraltro di uno dei rari casi in cui negli ultimi tempi si erano portati numeri positivi, sotto ogni aspetto. Inoltre, si profila uno scenario a breve in cui il porto rischia di diventare un far west, senza più alcuna certezza delle regole. È necessario intervenire subito per evitare che tutto ciò accada. Nel porto il garante è e deve essere il presidente dell’Adsp, ma visto il rilevante impatto sull’economia e l’occupazione cittadina, il Comune non può rinunciare al suo ruolo politico e istituzionale. Il tavolo già convocato per la vicenda Enel intervenga subito anche per Cfft e la questione, insieme a quella dell’interporto, venga portata in discussione anche in Consiglio Comunale".

Sulla vicenda legata al terminal agroalimentare è intervenuto anche Vittorio Petrelli, di "Ripartiamo dai cittadini", il quale riferendosi all'ordinanza del presidente dell'Adsp sullo scarico dei container, parla di una vicenda anacronistica ed assurda, perché "dopo anni di attività della Cfft presso le banchine pubbliche, dopo investimenti milionari per adeguare la logistica all’esigenze sempre più competitive del trasporto moderno – ha sottolineato – si decide di revocare l’autorizzazione per una mera impostazione burocratica e comunque per mancanza di adeguamenti dello strumento di concessione che sono imputabili al proprietario della banchina ossia alla stessa Autorità Portuale di sistema. In una politica di federalismo portuale ormai raggiunto dai porti più efficienti quali quelli  europei ma anche da alcune realtà più brillanti italiane, dove si sostiene e si promuove l’evoluzione della logistica, si favoriscono la dinamicità dei traffici e la polivalenza operativa, a Molo Vespucci si decida di fatto di interrompere un rapporto di quelle dimensioni, perché questo determinerà l’attuazione di quell’ordinanza. Per non pensare a quale immagine burocratica si propaganderebbe a futuri e potenziali investitori la nostra Autorità di Sistema Portuale. Viene da domandarsi se sia lecito – si è chiesto Petrelli – essere ostaggio della Rtc, e soprattutto se la sua concessione sia ancora legittima dopo la mancata attuazione degli impegni di movimentazione che era stato elemento fondante di quella concessione, questione che si era anche sollevata ma sulla quale non si è mai voluto andare fino in fondo. Per questi motivi invitiamo il Presidente ed i suoi stretti collaboratori  ad un atto di coraggio e di responsabilità perché Civitavecchia non può permettersi un clamoroso autogol, perché di questo si tratterebbe, senza parlare delle conseguenze in termini di perdita di posti di lavoro".

Perchè, come ricorda il coordinatore di Forza Italia Roberto D'Ottavio, "c’è un aspetto delle politiche di gestione pubblica delle attività produttive sul territorio di competenza che non dovrebbe mai essere dimenticato: il lavoro va salvaguardato, in ogni forma. Per questo, apprendere della piega che ha preso la vicenda della movimentazione dei prodotti ortofrutticoli nel porto di Civitavecchia – ha evidenziato – è per noi sorprendente. Revocare l’autorizzazione alla Cfft mette a repentaglio lo stipendio dei lavoratori e, peraltro, pare rispondere più all’esigenza di monopolio di un operatore che non a reali esigenze di sviluppo, nel libero mercato, delle attività di quel settore merci che resta un potenziale purtroppo inespresso del nostro scalo. Perciò il tema sarà, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, oggetto di un appuntamento al presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo per verificare se sono state attuate in questa fase tutte le forme di tutela del lavoro. Ci riserviamo di far intervenire la rappresentanza parlamentare di Forza Italia sulla questione, attraverso un'interrogazione parlamentare al ministro competente".

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Il comitato Uiltec: ''Enel riconsideri le proprie posizioni’’

CIVITAVECCHIA – «Confidiamo che già dall’incontro del prossimo 19, Enel riconsideri le proprie posizioni dando la giusta dignità alla zona di Civitavecchia, evitandone il superamento perché necessaria, non soltanto dal punto di vista occupazionale, ma anche organizzativo». Lo dichiara il comitato degli iscritti Uiltec Civitavecchia che tuona: «Il conto della Sen non deve essere pagato dai lavoratori. Oggi – proseguono dal comitato iscritti Uiltec – è in corso l’ennesima ristrutturazione e riorganizzazione Enel, la quale purtroppo colpisce ancora una volta la nostra città, senza alcun rispetto per quanto la stessa abbia dato da oltre 70 anni all’industria elettrica prima ed all’Enel poi». Il comitato ricorda i sacrifici e le promesse fatte per la trasformazione di Torrevaldaliga nord «come primo impianto a carbone pulito del mondo».

Il comitato dipinge una situazione allarmante. «Si colpisce pesantemente la residua imprenditoria locale – proseguono – e i lavoratori delle medesime, modificando le procedure d’appalto, si dimenticano gli impegni sul mantenimento della distribuzione – zona di Civitavecchia che finirà fagocitata da Viterbo con la conseguenza della perdita di posti di lavoro puliti come venivano definiti. Enel University subirà la progressiva chiusura. La Centrale di Torrevaldaliga Nord ridurrà 24 posizioni in turno, mentre per il personale giornaliero dell’impianto, non vengono adeguatamente sostituite le figure che vanno Pensione. I punti Enel serviranno solo i clienti del mercato libero; i lavoratori del Servizio elettrico nazionale, dopo il 25 settembre 2018 dove e con chi lavoreranno? Gli utenti a chi si rivolgeranno? Quindi – conclude duro il comitato – si colpirà duro a Civitavecchia, iniziando anticipatamente quella exit strategy di uscita dal carbone, già prevista teoricamente dalla Sen ma purtroppo senza un progetto alternativo sul futuro del territorio».

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