Oltre 100mila euro per la scuola di via Turati

ALLUMIERE – La giunta Pasquini investe ulteriori 140mila euro per il plesso scolastico di via Turati, mentre proseguono a ritmo serrato i lavori. La scuola è rimasta chiusa dal 2014 a causa della caduta di materiale edile dal soffitto di una delle aule. Da quella data le vicissitudini dello storico edificio sono state molteplici: lavori iniziati e non terminati, cambi di ditte, liti e contestazioni tra R.U.P., impresa, direttore dei lavori e la precedente amministrazione comunale. Finalmente, poi, nei primi mesi del 2018 l’impresa Tethys, a seguito di una nuova gara di appalto, ha iniziato gli attuali cantieri. Sono passati 16 mesi dall’insediamento dell’amministrazione Pasquini ed i lavori sono ripresi in maniera celere, questo sebbene l’organico dell’Ente collinare abbia subìto il cambio della segreteria e della dirigenza dell’ufficio tecnico, trovandosi ad attendere i necessari tempi tecnici per gli avvicendamenti. Seguendo le normative vigenti la nuova gara d’appalto per affidare i lavori è stata gestita dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. L’amministrazione comunale nel frattempo, con determinazione e senso di responsabilità, ha citato in causa l’impresa Nobilia per ‘’danni alla comunità di Allumiere e per fornitura di materiali scadenti’’. Il progetto originario di ristrutturazione è stato riveduto e corretto: non era, infatti, prevista la realizzazione di un impianto elettrico certificato e dell’impianto antincendio, passaggi fondamentali per la fruibilità della struttura scolastica e l’ingresso in classe dei bambini, che sono stati invece aggiunti nel nuovo progetto. «Queste  fondamentali aggiunte hanno fatto salire i costi di realizzazione – spiega il primo cittadino, Antonio Pasquini – l’importo previsto originariamente risultava nettamente insufficiente al completamento dei lavori, ma la caparbietà degli amministratori, in sinergia con la direzione lavori ed i responsabili dell’ufficio tecnico, hanno permesso di stravolgere il progetto originario e renderlo funzionale, sicuro e perfettamente rispettoso delle normative». Al momento sono stati eliminati tutti i lavori esterni ed i fondi sono stati spostati sui lavori da realizzarsi all’interno della struttura: «È stato necessario reperire ulteriori fondi risultando quelli stanziati ancora insufficienti – spiega il sindaco – dopo vari incontri con la Regione Lazio e l’Enel in questi giorni siamo riusciti a reperire ulteriori 140mila euro che saranno dedicati al completamento delle opere interne, quali l’impianto elettrico con luci a led, l’impianto interno antincendio e la tinteggiatura delle aule». La giunta Pasquini è in contatto con la Regione Lazio per ulteriori 250mila euro finalizzati al completamento delle facciate esterne e del cortile dello storico edificio di piazza Turati. «E’ nostra intenzione rendere il plesso agibile e funzionale il prima possibile per permettere ai bambini di tornare in aule che abbiano tutti i requisiti igienico sanitari e d’illuminazione fondamentali e – prosegue ancora il primo cittadino collinare – anche dovese tardare l’arrivo dei fondi necessari al rifacimento degli esterni della scuola, siamo disponibili a discutere con la Dirigente Scolastica ed il corpo docente il miglior modo per garantire l’ingresso dei bambini al termine dei lavori all’interno della struttura». In questi giorni, nel rispetto delle normative vigenti, il plesso è affollato da operai intenti nelle opere murarie ed elettriche, di lavorazione dei ferri e di controsoffittatura. «È un piacere vedere tanta attività – dichiara il sindaco Pasquini – di fondamentale importanza è stato anche il sopralluogo effettuato presso il plesso scolastico del faggeto: per far rendere conto della situazione in cui crescono i nostri bambini alcuni mesi fa ho personalmente portato in visita al plesso i titolari dell’impresa edile, alcuni dirigenti dell’Enel e della Regione Lazio. L’aver constatato di persona la scarsa superficie a disposizione dei bambini e la quasi assenza di luce naturale in alcune aule, che si sommano all’ampia differenza di età dei ragazzi che frequentano il plesso e condividono gli spazi, ha sollecitato in queste persone il ‘’senso genitoriale’’ che è presente in tutti noi e devo ammettere che tutti hanno percepito l’importanza di completare i lavori il prima possibile’’. In questi giorni la ditta che porta avanti i lavori in piazza Turati ha effettuato le lavorazioni di controsoffitto ed elettriche al secondo piano, la posa in opera delle travi al primo piano e le saldature  delle travi già poste in opera al piano terra. Tutti sono operativi per la riapertura del l’edificio delle scuole dalla ditta, che ha impiegato tutte le forze spendibili, fino ai funzionari regionali, in attività per reperire ulteriori fondi per il completamento dei lavori. Il sindaco Pasquini ci tiene a fare alcuni doverosi ringraziamenti: «Anzitutto all’Impresa Tethys ed Armeni per il grande impegno. Il massimo della gratitudine va all’impagabile lavoro di collaborazione tra gli architetti Lucidi e Mencarelli e l’ing. Funari, l’avvocato Astolfi che ci segue costantemente e la costante vicinanza al Comune di Allumiere del Presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori e del senatore Bruno Astorre che ci guidano nel reperimento dei fondi fondamentali per l’esecuzione dei lavori».

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I ragazzi non possono andare ad allenarsi: la Csl Soccer li va a prendere con il pulmino

di MATTEO CECCACCI

È una Csl Soccer campione anche fuori dal terreno di gioco.
Questa volte le belle notizie non arrivano dalla prima squadra allenata da mister Daniele Fracassa, ma giungono dal settore giovanile rossoblu diretto dal responsabile Marco La Camera che in poco tempo ha dato vita ha due iniziative a dir poco straordinarie.
La prima è del tutto innovativa, mentre la seconda prosegue da ben quattro anni grazie alla sinergia tra La Camera e il vice presidente della Snc Enel Civitavecchia Simone Feoli. Appena iniziata la stagione, ancora prima del via dei campionati, si era verificato il problema che molti ragazzi non potevano essere presenti agli allenamenti, perché i genitori per motivi lavorativi erano impossibilitati ad accompagnarli: un fatto all’ordine del giorno, assolutamente normale, ma che ha subito messo in moto l’intero staff dirigenziale dell’agonostica che ha prontamente rimediato alla problematica, andando a prendere i ragazzi a casa con un pulmino a nove posti a spese proprie.
La seconda iniziativa, invece, è il continuo di un progetto che va avanti da ben quattro anni grazie alla fattiva collaborazione tra la società rossoblu della Csl Soccer e quella rossoceleste della Snc Enel Civitavecchia. Ogni giovedì, infatti, tutti i ragazzi della scuola calcio e quelli dell’agonistica potranno andare al PalaGalli a sostenere una lezione di nuoto guidata da istruttori qualificati a prezzi modici a carico delle famiglie. 
Due idee, dunque, molto importanti e costruttive che rende il settore giovanile della Csl Soccer sempre più in pole position.
«Sono molto fiero – commenta il responsabile dell’agonistica Marco La Camera – di queste due belle iniziative che abbiamo messo in atto. Quella di andare a prendere i ragazzi era una priorità, non potevamo negare ai ragazzi per tre volte a settimana la gioia di allenarsi, mentre il corso di nuoto è un progetto che portiamo avanti da anni che rende felici tutti».

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Tvn, avviata la procedura di licenziamento per 5 lavoratori Mv

CIVITAVECCHIA – "La Mv maintenance, azienda di installazione e manutenzione impianti elettrici e di produzione energetica, ha avviato la procedura di licenziamento per cinque lavoratori su sette che operano nella centrale enel di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia".

Ancora un grido d’allarme dal sito, questa volta arriva dalla Fiom Cgil Civitavecchia, Roma nord e Viterbo. Per ben cinque lavoratori su sette sono state avviate le procedure per il licenziamento.

"L’azienda – continuano dal sindacato – motiva il licenziamento con la mancata conferma del contratto di appalto di opere e servizi da parte di Enel produzione a Tenova, a cui la Mv prestava attività di manutenzione sugli scaricatori continui Csu.  Nei prossimi giorni incontreremo l'azienda – promettono dalla Fiom – per avviare il confronto con tutte le parti in causa e con l'obiettivo di evitare altri licenziamenti collettivi sul territorio civitavecchiese e nel sito produttivo di Tvn, rispetto ad attività e competenze professionali peraltro molto importanti come quelle sugli scaricatori Csu”.

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Di Majo: "Accuse immotivate ed infondate"

CIVITAVECCHIA – "Ieri è stato pubblicato su uno dei quotidiani più importanti di Civitavecchia la Provincia e sul quotidiano telematico Civonline.it un lungo articolo di un consigliere comunale di Civitavecchia, sig. Perello in cui viene presa di mira la gestione dell’AdSP, enucleando quelle che a suo parere sono le criticità che avrebbero caratterizzato il mio mandato. Sento il dovere, non solo per proteggere la mia dignità e reputazione, ma anche quella di tutti i funzionari dell’ente, chiedendo diritto di replica a queste infondate critiche". 

Una lunga lettera, quella del presidente dell'Adsp Francesco Maria di Majo, per replicare alle dichiarazioni di Daniele Perello, punto per punto.

"Nell’intervento del consigliere Perello si è parlato di “un‘amministrazione dell’ente politicizzata” e che il Presidente dell’ente avrebbe sostituito il Capo Ufficio Stampa, Massimiliano Grasso (ovvero il fondatore di Civonline), perché quest’ultimo “consigliere comunale non della stessa parte politica di di Majo”. Premesso che il sottoscritto non appartiene a nessuna “parte politica”, ebbene se Grasso fosse stato spostato effettivamente per motivi politici, è curioso che ciò sia avvenuto ben dopo circa 15 mesi dall’inizio del mio mandato. Preciso, inoltre, che a capo dell’ufficio promozione e stampa vi è un dirigente dell’ente e non il funzionario a cui fa riferimento il consigliere Perello.

Leggo poi, sempre dall’articolo di Civonline, che il consigliere Perello ha dichiarato che “il presidente di Majo nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". Ebbene, forse il consigliere Perello – ha aggiunto – non si è ben documentato o è stato mal informato, sul fatto che questa amministrazione, sulla base di un parere dell’Avvocatura di Stato (richiesto dal sottoscritto ad inizio del suo mandato, dato che dopo qualche giorno dal mio insediamento mi sono visto recapitare una diffida di pagamento del Comune per circa 5 milioni di Euro), non ha provveduto al pagamento della predetta somma sulla base dell’assunto che l’accordo di collaborazione (firmato non da me, bensì da Pasqualino Monti nel luglio 2015), che prevede l’elargizione di un contributo in favore del Comune per 2 milioni all’anno per ben 10 anni (a fronte di un asserito impatto dei crocieristi sulla città) è inefficace o invalido. E se questa tesi dell’avvocatura (a difesa degli interessi dell’ente) sia effettivamente corretta lo deciderà il Consiglio di Stato il prossimo anno (Consiglio di Stato che ha comunque accolto, il mese scorso, la richiesta di sospensiva dell’ente avverso il pagamento di 2 milioni di Euro). Ciò nonostante questo ente ha sin da subito intrapreso diversi contatti con il Comune al fine di addivenire ad un nuovo accordo che prevedesse l’individuazione di determinati interventi utili per la città e per il porto.
Il consigliere Perello insinua, inoltre, che il sottoscritto abbia in qualche modo partecipato al “dirottamento” delle banane Chiquita a Livorno scegliendo un dirigente livornese nella commissione interistituzionale.  Credo che questa insinuazione sia talmente campata in aria che non meriti neppure di essere commentata. 
Perello sostiene poi che sussiste “il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali”. Ricordo al consigliere Perello, che nel caso di riorganizzazione interne dell’ente, il vertice è tenuto ad informare e consultare le organizzazioni sindacali, e non viene prevista dal contratto collettivo la concertazione. In ogni caso l’ente ha avuto diversi incontri ed interlocuzioni con le organizzazioni sindacali prima di varare la predetta riorganizzazione (che ha comportato anche una ordinaria rotazione, dopo circa 12 anni, del personale di alcuni uffici) ed ha anche accolto diverse proposte di modifica presentate da tali organizzazioni sindacali (talune delle quali hanno anche formalmente aderito allo schema finale di riorganizzazione dell’ente).
Viene addebitato alla “gestione di Majo” anche il ritiro del gruppo Gavio dalla Darsena Energetica Grandi Masse (DEGM).  Ebbene il gruppo Gavio ha deciso di abbandonare il progetto della DEGM da diverso tempo ma è solo con questa amministrazione che si è avviata e dichiarata la decadenza della relativa concessione riottenendo anche la riconsegna delle aree. Gavio ha avviato un arbitrato avanzando una pretesa di restituzione dei canoni dal 2006 al 2016 (circa 15 milioni) e di circa ulteriori 15 milioni di Euro per supposte opere realizzate che andrebbero a beneficio dell’ente. Tali pretese sono state tutte contestate da questo ente in sede arbitrale. Ma ciò che più conta oggi è che le aree verranno presto rimesse sul mercato e quindi rese operative affinché il porto di Civitavecchia possa finalmente essere dotato di una banchina petrolifera e di una importante banchina per le merci alla rinfusa nonché di un importante bacino di carenaggio per la cantieristica navale".

Di Majo interviene poi sulla vicenda Total Erg (oggi Italiana Petroli), "che, lo si ripete ancora una volta, nasce diversi anni fa e riguarda l’impugnativa di alcuni decreti sulla tassa e sovrattassa adottati dalla “gestione Monti” e i cui contenziosi si sono trascinati fino alla “gestione di Majo”. Il commissario ad acta – ha spiegato – è stato nominato perché non è stato possibile accertare con esattezza le somme da restituire (in base all’incremento della sovratassa) e che erano state riscosse, per conto dell’ente, dalle Dogane, in virtù del Decreto n.209 del 2014, poi dichiarato illegittimo con Decreto del Presidente della Repubblica.  Ricordo al consigliere Perello che la sovrattassa è una tassa che può (ma non deve) essere imposta dall’amministrazione portuale a carico delle merci imbarcate o sbarcate a copertura dei costi sostenuti per le opere infrastrutturali nei porti. Ciò è stato fatto da questa amministrazione, ma solo a seguito  di una lunga e complessa istruttoria (illustrata in seno all’Organismo di Partenariato e approvata dal Comitato di Gestione) insieme all’introduzione di nuovi incrementi delle tasse portuali che comunque, complessivamente, hanno ridotto il carico tributario nei porti, rendendoli così più competitivi, riducendo altresì la differenza del carico tributario con gli altri porti italiani (negli anni passati Civitavecchia ha avuto uno dei regimi di tassazione tra i più elevati nel panorama della portualità italiana). Chiedo, dunque, a Perello, se è ancora convinto che la cosa giusta da fare, come ha affermato, sarebbe stata quella di aumentare ulteriormente le tasse! Così da far perdere sì traffici a questo scalo.
Il consigliere Perello mi o ci (dato che io rappresento un ente in cui lavorano più di 100 persone) contesta un supposto "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto -di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale”. Sul mancato intervento di questa amministrazione, basta vedere chi ha partecipato ai numerosi incontri per capire che l’ente non si è mai sottratta nell’affrontare questa vicenda. Sul resto chiedo al Sig. Perello di indicarmi la norma della legge 84/94 che impedirebbe all’Enel di bandire una gara pubblica. Forse avrebbe dovuto ricordare piuttosto che l’ambito portuale, in cui ENEL svolge la propria attività, è un ambito chiuso in cui le operazioni portuali possono essere esercitate previa autorizzazione di questo ente (autorizzazioni che sono limitate).  In sostanza chiunque verrà prescelto dall’Enel avrà necessità, per poter operare, di ottenere tale autorizzazione. E tutto ciò è stato ben chiarito da questa amministrazione ai rappresentanti dell’Enel.
Sulle contestazioni mosse dal consigliere Perello sulla Pas e in merito all’asserita incompatibilità dell’incarico del dott. Vincenzo Conte quale amministratore ad interim e quale direttore generale, ho già chiarito in un precedente comunicato stampa che tale incompatibilità non sussiste essendo egli non dipendente di questa amministrazione; peraltro l’incarico di amministratore (non retribuito e limitato all’ordinaria amministrazione, come precisato nel nulla osta dato dalla sua amministrazione di appartenenza, è limitato al tempo necessario per selezionare un nuovo amministratore.

Infine, il consigliere Perello parla di “calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017”. Invito Perello a consultare meglio i dati statistici dell’ente e vedrà che tutti i traffici riportano il segno + nell’anno 2017 e ciò anche nel primo semestre del 2018 (con una forte crescita del traffico RO-RO), con solo poche eccezioni, tra cui il traffico di carbone dell’ENEL (ma spero che non si voglia imputare all’ente la responsabilità circa le scelte dell’ENEL di variare il livello di produttività della centrale)  e quello delle autovetture in esportazione. A tale ultimo riguardo corrisponde a verità che il traffico delle autovetture FCA si è spostato (peraltro da più di un anno) a Gioia Tauro, ma vorrei nuovamente ricordare che tale decisione è stata assunta ad inizio del 2016 (prima quindi del mio mandato) ovvero allorché il gruppo Grimaldi ha deciso di assumere una partecipazione in quel porto (basta vedere gli articoli sul giornale dell’epoca).

"Ho sentito il dovere, come sopra indicato, di replicare alle sopra indicate contestazioni – ha ribadito il presidente Di Majo – e di cercare di interrompere questo flusso unilaterale di immotivate ed infondate accuse che vengono ripetutamente mosse al sottoscritto e all’ente che mi onoro di rappresentare. Tali accuse, che non possono essere definite critiche, appaiono volte unicamente ad offrire un quadro distorto della gestione dell’ente, senza minimamente considerare gli innumerevoli risultati conseguiti negli ultimi quasi 2 anni dalla sua istituzione. Rinvio a qualche settimana (ovvero al passaggio dei 2 anni della “mia gestione” dell’ente) una illustrazione, quindi, degli innumerevoli ed importanti risultati conseguiti da questo ente, grazie allo sforzo di più di 100 funzionari e dirigenti che quotidianamente lavorano per l’amministrazione e lo sviluppo dei tre porti del network laziale (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Risultati che ho illustrato già qualche giorno fa nel corso di un’audizione presso una Commissione della Regione Lazio che è durata un intero pomeriggio e che sono stati tutti riportati nel Piano Operativo Triennale 2018-2020 e nella recente revisione annuale, consultabile sul sito dell’AdSP. Mi limito, comunque, qui a segnalare (relativamente al solo porto di Civitavecchia) alcuni dati concernenti le opere realizzate o avviate: procedura di gara per le nuove opere infrastrutturali (costruzione di un nuovo pontile nella darsena traghetti che collegherà ulteriormente Civitavecchia a Barcellona e che è stato anche oggetto di un contributo dell’Unione Europea e che usufruirà di parte di un finanziamento BEI  di ben 195 milioni, approvato il mese scorso da tale Banca); smantellamento e ripristino del molo ex ferrovie dello Stato; realizzazione ad opera del concessionario Rct del più grande terminal crocieristico d’Italia (inaugurato lo scorso 18 maggio); risistemazione e ripristino del muro paraonde della diga foranea da parte dell’AdSP; prossimo avvio degli interventi di realizzazione e di adeguamento tecnologico dei collegamenti ferroviari nel porto etc. Tutti questi interventi sono stati realizzati nonostante che questa nuova amministrazione, sin dall’inizio,  abbia dovuto dedicare una gran parte delle proprie  risorse ad affrontare complessi contenziosi, generati nel corso delle passate amministrazioni oppure sorti nel corso di questa amministrazione ma derivanti da atti o fatti di anni passati (ad esempio, oltre ai citati casi Total Erg e Gavio, ricordo il mega contenzioso con Fincosit derivante dall’appalto per la realizzazione della darsena traghetti negli anni 2013-2015; i contenziosi con Rtc e Cfft  etc.)".

E aggiunge come oggi "ci sia ora veramente bisogno di riportare serenità in questo porto il cui sviluppo deve essere da tutti sostenuto, da tutte le forze politiche locali e nazionali, perché solo rilanciando l’economia di questo porto e dei porti di Fiumicino e Gaeta, verrà rilanciata anche l’occupazione; e questa città non si merita di avere uno dei più alti tassi di disoccupazione del Lazio. Ieri ho incontrato nel mio ufficio i rappresentanti di una società internazionale – ha concluso – che ha appena fatto un investimento di circa 20 milioni di euro per poter avviare un’attività di cantieristica navale importante in questo porto e ci hanno rappresentato investimenti, a tale fine, per circa 130 milioni di euro con decine e decine di nuovi posto di lavoro. Ebbene, credo che sia interesse davvero di tutti che questo porto possa avere altri investimenti così importanti e che possa diventare uno dei principali porti italiani; i presupposti tecnico-economici ed amministrativi per riuscirci – se tutto il cluster portuale e la città è coesa a tal fine – ci sono".

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Pomeriggio intenso per il pubblico con Fabio Stassi

TARQUINIA – Pomeriggio ricco di intense suggestioni quello che si è svolto martedì 13 novembre nella Sala grande della biblioteca, tra le illustrazioni della XIII edizione di Pagine a Colori, manifestazione promossa dal Comune e dalla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, quest’anno in partnership con Tarquinia Film Office e il supporto di Enel a cui si affiancano le partecipazioni di BCC Roma, Unicoop Tirreno, DG Cinema & Consulting, CBM e dell’IIS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. 
Ospite d’onore Fabio Stassi, con la sua calda empatia e la sua straordinaria capacità di evocare il potere dei libri e il fascino della lettura, ha accompagnato il pubblico in un caleidoscopico viaggio attraverso ‘‘il buio e la cecità’’ nella letteratura: da Omero a Borges, da Kafka a Saramago, il racconto e la riflessione dello scrittore si sono irradiati in tutte le direzioni, toccando la fotografia e la Torre di Babele, gli alfabeti, i simboli e i segni del linguaggio letterario, il rapporto «promiscuo», ambiguo e misterioso tra il libro ed il lettore, la «voce profetica» della narrazione. Ne è scaturito un elogio appassionato della letteratura come «fenomeno sovranazionale», espressione universale dei sentimenti umani, finzione «più vera» della realtà stessa e baluardo contro le dittature, in quanto capace di vedere ciò che è invisibile, di attivare l’immaginazione, di guardare al mondo con «sguardo simbolico» andando oltre le apparenze e la percezione ingannevole dei sensi. Il tutto arricchito da innumerevoli spunti e suggerimenti bibliografici, in perfetta coerenza con il ruolo di «biblioterapeuta» che, inventato per uno dei suoi più celebri personaggi, l’investigatore Vince Corso, si è ormai identificato con Fabio Stassi, come lui stesso ha simpaticamente confermato. Bibliotecario ed editor della casa editrice Minimum Fax, lo scrittore, tra l’altro, ha curato la selezione dei testi di letteratura italiana raccolti nei due volumi «Curarsi con i libri» e «Crescere con i libri» (di Ella Berthoud e Susan Elderkin, Sellerio editore): veri e propri «prontuari farmaceutici» che, per tutti i possibili disturbi o problemi esistenziali – classificati in rigoroso ordine alfabetico -, suggeriscono il rimedio bibliografico più efficace. «Si tratta di due strumenti particolarmente significativi nell’ambito delle finalità di PaC – ha sottolineato Roberta Angeletti, direttrice artistica del festival dedicato all’illustrazione e alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza – in quanto la formazione degli adulti è un presupposto fondamentale per la corretta fruizione dei testi da parte di bambini e ragazzi». 
La Angeletti ha inoltre annunciato che sarà proprio Stassi l’autore prescelto per il concorso che ogni anno PaC rivolge agli studenti del primo biennio della scuola superiore. Si rinnova dunque il legame speciale tra Fabio Stassi e la città di Tarquinia, sbocciato già lo scorso anno, quando lo scrittore è intervenuto all’inaugurazione del Certame Nazionale Cardarelliano in occasione della proiezione del suo documentario «L’ultima spiaggia», dedicato a Vincenzo Cardarelli. 

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La gestione Di Majo nel mirino di Perello

CIVITAVECCHIA – "La vertenza Cfft apre un altro spaccato sociale pesantissimo in città. Il rischio di perdere un gruppo come Chiquita, storico nel porto di Civitavecchia, apre un confronto ed una riflessione da farsi su ciò che è stato fatto ed abbiamo fatto in porto sia logisticamente che politicamente da quel piano regolatore del 2003 approvato in consiglio comunale, fino ad oggi". 

Un intervento fiume, quello del consigliere della Svolta Daniele Perello, pronto a trasformarsi in un atto di indirizzo concreto. "L'assenza della politica comunale da parte del sindaco Cozzolino e la reazione sorpresa e incredula dell'attuale presidente di Majo – ha aggiunto – devono aprire una discussione sul suo mandato e sui mandati di una certa parte politica appartenente al Pd su questo terrirorio". 

Ed elenca dodici criticità che hanno caratterizzato, finora, la gestione Di Majo sull'ente portuale. Si parte dal "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto – di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale. Poi la nomina irregolare ed illegittima dell’amministratore unico della Pas srl, società inhouse dell’Adsp, per la quale il presidente Di Majo ha ritenuto di nominare come amministratore unico con pieni poteri una figura già assunta, con altro bando a sua volta oggetto di esposti e contestazioni, come direttore tecnico della società, con il compenso di circa 230.000 euro lordi all’anno. L’ulteriore nomina pone la figura del direttore tecnico dipendente della Pas srl, al tempo stesso amministratore unico e legale rappresentante della stessa società, in evidente situazione di incompatibilità, coincidendo il ruolo ed i poteri del controllato con quelli del datore di lavoro e del controllore. Peraltro, qualora venisse accertata l’irregolarità della nomina, il Presidente dell’Adsp andrebbe sanzionato con l’inibizione temporanea dal potere di nomina, ai sensi della Legge Severino. Sempre sulla medesima società partecipata dall'Adsp apprendiamo dalla stampa che è in corso una indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia che mira ad accertare ipotesi di abusi da parte degli amministratori della Pas ed omissioni di controlli da parte di dirigenti e in ultima analisi dello stesso presidente dell'Adsp". A ciò si aggiunte, ancora, la perdita di traffici e, probabilmente, di posti di lavoro, come sta avvenendo per il caso della Cfft: le prime due navi sono state dirottate su Livorno, "con gravi danni economici e di immagine per il porto – ha spiegato Perello – e le aziende coinvolte. Peraltro, come affermato dallo stesso Di Majo, il presidente dell'Adsp si è avvalso per definire l'ordinanza di una commissione consultiva di cui ha chiamato a far parte i rappresentanti di altri tre porti concorrenti, tra cui un dirigente livornese. E forse non è un caso se le 140mila tonnellate annue di banane Chiquita sono finite a Livorno". E ancora il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali, il calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017, quando il tonnellaggio complessivo, rispetto al 2016, è diminuito dello 0,4%, con la perdita, a beneficio del porto di Gioia Tauro, dell’importantissimo traffico delle autovetture Fca prodotte a Melfi e destinate negli Usa e in altri paesi esteri. E poi il ritiro di importanti investitori sul porto di Civitavecchia, "come ad esempio il gruppo Gavio, concessionario della Darsena Energetico Grandi Masse, la cui concessione – ha aggiunto – è stata dichiarata decaduta. Lo stesso Gruppo Gavio ha aperto un contenzioso con l'ente chiedendo la restituzione di circa 30 milioni di euro. Il blocco di iniziative di crescita e di sviluppo degli altri due porti del Network, Fiumicino e Gaeta, il rischio concreto ed attuale di default a causa della cosiddetta vicenda TotalErg, per la quale il giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta. Considerato che, come risulta dalle statistiche dei traffici dell’ADSP pubblicate da Assoporti nell’anno 2017 il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta ha movimentato circa 10 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (oli minerali) e carbone e ritenuto che sarebbe stato necessario riproporre l’aumento dell’aliquota della tassa, con la sopra descritta adeguata motivazione, per circa 1 euro a tonnellata, risulta del tutto evidente come la immotivata mancanza di iniziativa da parte del Presidente dell’ADSP abbia causato all’ente un mancato introito di circa 10 milioni di euro, nel solo anno 2017". Perello ha poi parlato di un'amministrazione dell'ente "politicizzata", citando la partecipazione del presidente Di Majo "alla campagna elettorale del governatore del Pd Nicola Zingaretti e della consigliera regionale Marietta Tidei. Attualmente Di Majo secondo quanto si apprende dalla stampa si sta adoperando per sostenere politicamente il candidato Bruno Astorre nelle elezioni per il congresso del Partito Democratico, consentendo anche l'inserimento in lista della propria addetta stampa – ha aggiunto – con la quale, sebbene sia priva dei necessari titoli professionali e della necessaria esperienza, ha sostituito il precedente capo dell'ufficio stampa, dipendente dell'ente, perché consigliere comunale non della stessa parte politica di Di Majo. Il presidente Di Majo – ha poi aggiunto – nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". E infine "la presunta mancanza di parte dei requisiti dichiarati al momento della nomina a presidente dall’avv. Di Majo, visto il curriculum vitae presentato dall'avv. Francesco Maria di Majo per la selezione dei candidati alla presidenza delle Autorità di Sistema Portuale istiuite con il D.Lgs. 169/2016, in cui si fa riferimento, per la “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale” quali requisiti soggettivi richiesti dall'art 10. del predetto D.Lgs. 169/2016 per essere nominati Presidente di Adsp, ad una collaborazione a progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la finalizzazione di uno studio sulla riforma del settore portuale” richiesto dal Dipe (Dipartimento Programmazione e Coordinamento Politica Economica della PdCM)". Per questo il consigliere della Svolta chiede che vengano valutate le dichiarazioni dell'Avv. Di Majo contenute nel suo curriculum vitae, e l'effettiva avvenuta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, finalizzata allo studio sulla riforma portuale, "costituisca o meno requisito di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, richiesto per la nomina a Presidente di Autorità di Sistema Portuale". 

Perello chiede quindi di verificare se "l’inerzia del Presidente e le azioni descritte possano costituire colpa grave da cui siano derivati o possano derivare danni all’ente. Qualora fosse confermata la mancanza del requisito di “comprovata esperienza” alla base della nomina a Presidente, già oggetto di una interrogazione parlamentare a cui ancora non è stata data risposta – ha sottolineato – se non ritenga, il Ministro Toninelli, di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell’ente tali da renderne necessario l'immediato commissariamento".

Il consigliere della Svolta si è detto quindi pronto a raccogliere tutto questo all'interno di una mozione – interrogazione in Consiglio Comunale, provvedendo a protocollarla poi nelle opportune sedi superiori. 

"Nell'interesse della comunità che rappresentiamo – ha concluso – va riconosciuta ciò che è la storia della città per capire cosa sarà. Questo non deve portare né a nostalgie nè a ritorni a passati già conosciuti, bensì alla possibilità di individuare chi meritocraticamente già conosce questo territorio e abbia la volontà di scommetterci per competenze e visioni. I porti nella storia d'Italia sono la ricchezza e lo sviluppo commerciale e sociale di una comunità  e Civitavecchia, negli ultimi anni, si sta spegnendo lentamente sotto ogni settore". 

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Enel Distribuzione: Civitavecchia accorpata a Viterbo

CIVITAVECCHIA – I tagli aumentano sotto ogni punto di vista. E portano sempre la stessa firma: Enel. 
Quella che poteva sembrare una ipotesi, a quanto pare si è rivelata una triste realtà: la sede Enel-distribuzione di Civitavecchia verrà ‘‘declassata’’ e accorpata a quella di Viterbo, con le conseguenze che tale scelta comporterà. 
Una decisione riferita dai sindacati, tutt’altro che contenti di ciò che starebbe per accadere. 
«A seguito degli incontri tra Enel-distribuzione e organizzazioni sindacali nazionali di categoria, si conferma la volontà dell’Azienda di accorpare la sede di zona di Civitavecchia a quella di Viterbo, con relativa riduzione della stessa a una semplice sede di unità operativa».  «Tutto questo – si legge in una nota trasmessa da Antonio Burattini e firmata ‘‘Rappresentanti sindacali locali’’ – avviene a valle delle garanzie date da Enel al momento della costruzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, dove garantiva il mantenimento di tutte le sedi operanti sul territorio e la relativa permanenza del personale presente». A quanto pare potrebbe trattarsi dell’ennesimo schiaffo a una città che in questi anni ha vissuto pesantemente le conseguenze dell’inquinamento e di fronte a tutto questo l’amministrazione comunale – in particolare il sindaco Antonio Cozzolino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda – non proferisce parola. 
««Questa ennesima provocazione da parte aziendale – si legge ancora nella nota – nei confronti di un territorio che ha dato tanto in termini di spazi, ricavi economici e di inquinamento da oltre 50 anni, ci sembra un oltraggio alla città e alla popolazione, che ha pagato a caro prezzo la presenza della stessa nella nostra città».

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Pincio: nel pomeriggio scatta il coprifuoco

CIVITAVECCHIA – Una situazione disarmante. Così il vice coordinatore di Forza Italia Emanuela Mari descrive quanto avviene quotidianamente al Pincio: dopo le 17 scatta il coprifuoco. Buio e nessuna possibilità di rimanere a giocare nel parco. 

"Lo stesso problema lo si ha su viale Lazio in zona Campo dell'Oro da oltre tre giorni – ha spiegato – abbiamo già provveduto a segnalare ad Enel da 3 giorni il guasto, ma a tutt'oggi non c'è stato alcun intervento. Il paradosso nasce quando da una parte si ospita sul proprio territorio la centrale a carbone più grande d'Europa e dall' altra parte non si riesce neanche a garantire il diritto allo svago dei nostri figli che alle 17 del pomeriggio non possono più giocare al parco di Palazzo del Pincio che dovrebbe essere la casa comunale. Speriamo di trovare soluzioni per evitare situazioni di pericolo che si vengono a trovare per il buio pesto in cui la città è finita".

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Disagi idrici in mezza città

CIVITAVECCHIA – Ancora disagi idrici in città. Acea Ato 2, infatti, ha comunicato che, a causa della sospensione del flusso idrico da parte del consorzio acquedotto Medio Tirreno, per consentire urgenti e necessari lavori sulla strada Tarquiniese nel Comune di Civitavecchia, sin dalla giornata di ieri 1 novembre 2018 ed anche nella giornata odierna, si stanno o si potrebbero verificare abbassamenti di pressione e/o mancanze d'acqua nella zona nord della città alle utenze alimentate dall’Impianto Filtri di Aurelia e più precisamente Borgata Aurelia, Agricasa, via Aurelia Nord, La Scaglia, Pantano, Sant'Agostino, zona industriale (via Alfio Flores, via Siligato, via La Rosa, zona area portuale, Enel, carcere Aurelia, caserma Esercito, cimitero vecchio, via Tarquinia, carcere di via Tarquinia, Punton dei Rocchi, Santa Lucia, cimitero nuovo, via Amba Aradam e traverse e centro storico.

Inoltre lo stesso gestore Acea Ato2 ha comunicato la riduzione della fornitura idrica da parte dell'acquedotto del Mignone gestito da Csp presso il punto di recapito sub-partitore di Poggio Capriolo, con conseguenti mancanze d' acqua e basse pressioni nelle zone di San Liborio, Campo dell’Oro alta, Boccelle alta (sopra ponte dell'autostrada), via Don Mandolin, San Gordiano alta, via del Casaletto Rosso alta, via Terme di Traiano alta fino all’intersezione con via dell’Immacolata, Cisterna Faro fino all’intersezione con strada Mediana, via Bandita delle Mortelle, fascia medio alta della città da via Terme di Traiano a zona Boccelle, fascia medio bassa della città.

Per eventuali segnalazioni è possibile contattare il numero verde Acea 800 130 335.

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Scene apocalittiche con raffica di alberi caduti

TARQUINIA – Giornata apocalittica sul litorale viterbese dove il maltempo, segnato da forti raffiche di vento e pioggia, ha creato disagi in tutto il territorio. Incessante il lavoro degli uomini della Polizia locale guidata dal comandante Mauro Bagnaia e della Protezione civile, sia comunale sia Aeopc, che notte e giorno hanno vigilato su tutto il territorio. Le criticità maggiori sono state causate dalla caduta di alberi in diverse zone. Nel pomeriggio sono caduti alberi sulla Litoranea, al Lido, lungo le strade provinciali, a Montarozzi, lungo la strada della  vecchia stazione e sull’Aurelia bis. e anche all’interno de giardino delle scuole. In centro invece sono caduti diversi cornicioni. Crolli di intonaci inoltre nella sede della Asl, in località Il Piano, dove è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco.

Disagi per la viabilità con tanti alberi a terra contemporaneamente che hanno dato gran lavoro ai volontari della Protezione civile e ai Vigili urbani coordinati dal comandante Bagnaia. Alle Saline strada interrotta per la caduta di un pino caduto pericolosamente sui fili della corrente. Necessaria la richiesta di intervento ai tecnici dell’Enel.  Sulla Litoranea sono caduti due alberi di Eucaliptus che hanno bloccato la strada per il tempo necessario alla Protezione civile, Polizia locale e Vigili del fuoco, di liberare con tempestività la carreggiata. Preziosissimo il contributo dei frontisti che con i trattori e mezzi propri, hanno contribuito alla rimozione di rami e alberi.

Sull’Aurelia bis, nel tratto tra Tarquinia e Monte Romano, all’altezza dell’acquedotto romano, si sono ribaltati tre mezzi pesanti a causa delle forti raffiche di vento. Due camion si sono accasciati lateralmente sul bordo della carreggiata, mentre un terzo si è ribaltato in mezzo alla strada, bloccando il passaggio alle auto.

Tanti i suppellettili e oggetti vari che nel pomeriggio sono precipitati da balconi e terrazze finendo  in mezzo alla strada in varie zone della città.

Sul litorale il mare in tempesta ha invaso le spiagge, con l’acqua che ha raggiunto le strutture balneari. Diverse le ruspe attivate dagli operatori per mettere in sicurezza gli stabilimenti dal passaggio dell’acqua. Interventi anche a Montalto di Castro dove ieri pomeriggio un albero è caduto su un’auto in sosta in via Gramsci, per fortuna non facendo registrare alcun ferito. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione.

Tra stamattina e stanotte a Tarquinia sono caduti alberi lungo la provinciale Porto Clementino e sulla Litoranea, lungo le due direzioni sia verso Civitavecchia sia verso Marina Velca.  In centro i vigili urbani hanno transennato l’area per via del cedimento di parte della grondaia del palazzo comunale. Piegato anche un palo dell’illuminazione della corrente in via Ferri. Resta costante il monitoraggio della situazione: «Siamo in costante comunicazione con il commissario prefettizio Ranieri – ha spiegato il comandante Bagnaia –  Siamo tutti fuori per monitorare il territorio. Abbiamo anche controllato i fiumi Marta e Mignone che sono dentro i parametri e al momento non destano alcuna preoccupazione». Oggi gli studenti di Tarquinia e Montalto di Castro, come nel resto del comprensorio, sono rimasti a casa. Domani invece, stando alle ultime indicazioni, le attività didattiche nei due comuni dovrebbero riprendere regolarmente.

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