L’Atletico Tirrena prova a tenere la vetta

Dopo il poker di vittorie consecutive, con diciannove reti fatte e tre subite, l’Atletico Tirrena Civitavecchia femminile di mister Olimpia Santoro, domani alle 21 farà visita all’Olimpus Parco Leonardo e lo farà da capolista, anche se con una partita in più giocata, con l’intenzione di proseguire la marcia inarrestabile iniziata dopo il mezzo passo falso all’esordio col pareggio casalingo contro il Fiumicino e dopo la seconda giornata con la rocambolesca sconfitta  maturata dopo aver dominato per l’intera gara  a Cittaducale. 
Il numero uno del club civitavecchiese Ermanno Muneroni invita tutti a rimanere con i piedi per terra: «Stiamo proseguendo un percorso iniziato la scorsa stagione, con la scelta anche quest’anno di atlete con il nostro dna di società sportiva e  cioè serietà, allenamento e attaccamento alla maglia, doti che a nostro parere, erano venute a mancare nelle passate stagioni, quest’anno pensiamo di aver allestito un ottimo roster, un mix di qualità e forza fisica che sta facendo la differenza in questa categoria, ci auguriamo di continuare con questo trend in futuro, con l’ambizione e la convinzione di giocarcela fino alla fine, dobbiamo rimanere comunque con i piedi ben saldi a terra, le insidie sono in ogni gara, anche in quelle che apparentemente sembrano più abbordabili, l’esperienza di Rieti a Cittaducale, deve essere di monito per tutte; non bisogna mai abbassare la guardia in nessun periodo della gara,  soprattutto chiedo alle mie atlete di mantenere alta la concentrazione, per non vanificare  i loro sforzi e sacrifici che effettuano durante la settimana  e  quelli della società, che comunque deve rendere conto agli sponsor che credono e che hanno investito nel progetto presentato a settembre». 
 

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Stazione ferroviaria: avanti con i lavori

CIVITAVECCHIA – Proseguono i lavori presso la stazione ferroviaria di Civitavecchia. Da questa mattina è stata riaperta la parte di marciapiede del binario 1 recentemente interessata dai lavori di innalzamento (nella zona adiacente l'ex-magazzino merci) e contemporaneamente si stanno predisponendo tutte le misure per l'attivazione del cantiere che interesserà anche la zona di fronte al fabbricato viaggiatori (nella foto). Le attività, salvo imprevisti, dovrebbero terminare a maggio.

A causa di questo nuovo cantiere, sarà temporaneamente modificato l'assetto della stazione, come spiegato nel dettaglio dal comitato pendolare Civitavecchia-Santa Marinella. In particolare l'accesso ai binari 1, 1T e 2T sarà possibile solamente con un percorso esterno al fabbricato viaggiatori, che sfrutterà l'accesso sito dietro la fontana della stazione. "I treni che effettueranno fermata al binario 1 – hanno spiegato – vedranno il punto di fermata arretrato rispetto al normale posizionamento, causando l'allungamento dei tempi per il raggiungimento dei convogli e degli accessi della stazione. I due sottopassaggi saranno aperti, permettendo l'accesso ai rimanenti binari della stazione. Gli ascensori, invece, sono ancora fuori servizio. Invitiamo tutti gli utenti della stazione di Civitavecchia (sia in arrivo che in partenza) a cercare, qualora possibile, di raggiungere la stazione con alcuni minuto di anticipo, così da evitare sgradevoli sorprese qualora sia necessario prendere un treno a uno dei binari interessati dai cantiere". 

Da domenica 9 dicembre, invece, entrerà in vigore il nuovo orario invernale, valido fino a sabato 8 giugno 2019. "Per questo anno, a differenza di quello scorso – hanno aggiunto dal comitato – non ci saranno introduzioni di nuovi treni, ne prolungamenti di treni esistenti. L'intera offerta di treni Regionali e Regionali Veloci è stata confermata, con delle lievi modifiche di orario per alcuni collegamenti. I nuovi treni introdotti con lo scorso orario invernale saranno confermati anche nei periodi delle festività natalizie, con la stessa periodicità di quelli attuali. L'offerta di treni lunga percorrenza, ossia Frecciabianca e Intercity (per i possessori di Carta TuttoTreno Lazio) è anch'essa confermata, con una piccola modifica di orario per un singolo treno".

Queste le poche novità introdotte:

1) Il treno REG 7135 (effettuato solo il sabato), oggi in partenza da Civitavecchia alle 8:56, anticipa la partenza alle 8:54;

2) Il treno REG 12233, oggi in partenza da Civitavecchia alle 8:59, anticipa la partenza alle 8:57;

3) Il treno REG 12241, oggi in partenza da Civitavecchia alle 10:53, anticipa la partenza alle 10:52;

4) Il treno REG 12244, oggi in arrivo a Civitavecchia alle 13:04, posticipa l'arrivo alle 13:05;

5) Il treno REG 7302 (effettuato la domenica e nei festivi) assumerà la numerazione del corrispondente treno feriale, divenendo REG 12246;

6) Il treno IC 505, con orari di arrivo e partenza da Civitavecchia alle 13:21 e 13:23 rispettivamente, vede questi orari posticipati di 3 minuti;

7) Il treno REG 12254, oggi in arrivo a Civitavecchia alle 18:04, posticipa l'arrivo alle 18:05;

8) Il treno REG 12261, oggi in partenza da Civitavecchia alle 18:53, anticipa la partenza alle 18:52;

9) Il treno REG 12267, oggi con partenza da Civitavecchia alle 21:22 e arrivo a Roma Termini alle 22:40, posticipa l'intera traccia di 8 minuti;

10) Per i treni che da orario effettuano una precedenza a un treno LP, in entrambe le direzioni, l'orario non terrà più conto dei minuti di sosta necessari per tale operazione. Ciò si manifesterà con delle variazioni negli orari per le stazioni di Roma Aurelia (per i treni verso sud) e di Maccarese (in direzione nord).

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Di Majo: “Inaspettato lo spostamento della nave”

CIVITAVECCHIA – “E’ giunta inaspettata la notizia dello spostamento della nave Maersk (che avrebbe dovuto portare alcuni container destinati al magazzino della frutta) dal porto di Civitavecchia a quello di Livorno”. Il presidente Dell’Adsp Francesco Maria di Majo rompe il silenzio sulla questione e lo fa all’indomani dell’audizione in Regione, confermando la bontà della strada seguita finora nella delicata vicenda e sottolineando il fatto che non si sarebbe aspettato una decisione del genere. Questo nonostante le diverse lettere che Chiquita avrebbe inviato all’ente per annunciare che, nel caso in cui non fosse stato più possibile attraccare alla banchina 24 di Cfft, avrebbe cambiato porto.

“Era stato già autorizzato, mercoledì 7 novembre, l’attracco della nave presso la banchina 25. Il repentino “cambio di rotta” – ha aggiunto Di Majo – non è comunque dipeso, è opportuno precisarlo, da ragioni tecniche ma probabilmente da ragioni commerciali rispetto alle quali questa AdSP farà un approfondimento con gli operatori coinvolti, invitandoli, ancora una volta, a raggiungere un’intesa basata sul rispetto del principio di leale concorrenza e ciò al fine, come precisato nell’ordinanza 28/2018, di ottimizzare l’utilizzo dell’intera infrastruttura portuale facente parte dell’area commerciale del porto a beneficio di un corretto ed armonioso sviluppo delle attività commerciali nel porto di Civitavecchia”. E ha ripercorso poi cosa accadute nelle ultime settimane, a partire da quando il Tar del Lazio non ha accolto la richiesta di sospensiva della società Cfft contro l’ordinanza n.28 emessa dall’AdSP il 13 luglio “con la quale è stato precisato che l’imbarco e lo sbarco di contenitori da parte di navi che effettuano servizi regolari ovvero di linea dovrà avvenire (fino a quando non verrà realizzata una banchina nell’area di cui alla Darsena Energetica Grandi Masse) unicamente presso la banchina 25 del Porto di Civitavecchia, la cui area è destinata, da piano regolatore portuale – ha aggiunto – per le operazioni portuali relative alla movimentazione e stoccaggio di contenitori (e data in concessione ad un terminalista). La predetta ordinanza è stata adottata a valle di un parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici dello scorso marzo (pubblicato a maggio 2018) e di un parere consultivo di una Commissione Interistituzionale (composta da rappresentanti di tre AdSP, Autorità Marittima e Dogane) che ne ha declinato i contenuti in relazione al caso specifico della banchina 24, e dai quali è emerso, in particolare, che lo sbarco e l’ imbarco di container può avvenire su tale banchina purchè sia occasionale, mentre laddove dovesse avvenire in forma regolare (come il traffico settimanale che il vettore Maersk effettua per CFFT sulla banchina 24) dovrà essere svolto sulla banchina 25. Al fine di non pregiudicare un traffico così interessante ed in crescita come quello dei prodotti ortofrutticoli (che genera importanti ricadute occupazionali), questa AdSP – ha sottolineato il Presidente di Majo – ha ritenuto opportuno favorire un accordo tra il terminalista e l’operatore del magazzino della frutta. I due operatori – ha continuato il Presidente dell’AdSP – hanno, così, raggiunto delle intese preliminari volte a creare forme di collaborazione che sono state, poi, ufficialmente comunicate a questa AdSP il 3 ottobre u.s. A seguito di tali comunicazioni l’Ente ha presentato in Comitato di Gestione una delibera (poi approvata) di accordo sostitutivo con la quale è stato individuato un percorso amministrativo volto, in particolare, a consentire la concreta ed efficace attuazione di una sinergica e positiva collaborazione tra due importanti operatori del porto”.

Ancora ieri, infatti, c’è stato un gran via vai a Molo Vespucci, con rappresentanti di Cfft che sono stati all’interno dell’ente. Bocche cucite su quanto avvenuto e su quanto detto, ma a quanto pare il Presidente, dopo aver cercato più volte chiarimenti da Maersk – che però ha sempre dichiarato che non è lui l’interlocutore, non decidendo dove andare, ma è il cliente che decide tutto, rotta compresa – ha contattato i vertici di Chiquita, azienda leader nel settore. I bene informati parlano di un colloquio telefonico che non ha portato chiarimenti, tutt’altro. A quanto pare, ormai, il cliente – ed un cliente come Chiquita pesa per i traffici dello scalo – non si sente più tutelato. E siccome nel mercato “governa” la merce, per ora l’intenzione rimane quella di non attraccare più a Civitavecchia. 

 

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Container: da Cfft una diffida all'Authority

CIVITAVECCHIA – La Cfft, la società italo  belga che gestisce il terminal agroalimentare all’interno del porto, starebbe preparando una diffida nei confronti dell’Autorità di Sistema Portuale, invitandola a non procedere sulla strada che, fino alla giornata di ieri, sembrava essere quella più accreditata. Ossia l’entrata in vigore dell’ordinanza di luglio, quella secondo la quale fino a quando non verrà realizzata la Darsena Energetica Grandi Masse – progetto tra l’altro in stand by al momento con  la revoca della concessione al gruppo Gavio – l’imbarco e sbarco di contenitori da parte di unità navali adibite a trasposto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25, quella gestita da Rtc.

Perché se è vero che il Tar – al quale Cfft si è appellata proprio contro questa ordinanza – non ha concesso la sospensiva, è altrettanto vero che, secondo la società italo belga, il tribunale è stato piuttosto chiaro, nel momento in cui ha fornito alcune indicazioni importanti, sottolineando di fatto la necessità di tutelare tutte le imprese portuali – che finora comunque non si sono esposte sulla vicenda ma sulle quali l’ordinanza potrebbe avere ripercussioni – e andando a definire la questione nel merito, rinviandola di soli sei mesi, ritenendo apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito le esigenze di Cfft.

Tra domani e giovedì dovrebbe arrivare la prossima nave carica di banane. Il condizionale è d’obbligo perché a quanto pare Maersk e Chiquita, come già annunciato nei mesi scorsi, sarebbero pronte a dirottare le proprie navi in altri porti, nel caso in cui dovessero svolgere le operazioni di sbarco ed imbarco container alla banchina 25 con Rtc. E questo, senza ombra di dubbio, sarebbe un duro colpo per la società Cfft, ma soprattutto per il porto che, in questi anni, ha visto crescere proprio il settore agroalimentare rispetto ad altri in maniera esponenziale. 

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Lavori alla stazione, ancora nessuna traccia delle pensiline

LADISPOLI – Binari ridotti, treni in arrivo e in partenza da binari “alternativi” e lavori che dovrebbero terminare a fine anno ma anche ancora oggi sembrano essere proprio nel “vivo”. La stazione di Ladispoli è un vero e proprio cantiere aperto, con i pendolari “costretti” alla gimkana ogni qual volta devono avventurarsi lungo i binari per salire sui treni. Il tutto, senza che le pensiline, nemmeno una di quelle assenti, sia stata rimontata così da permettere un'attesa al riparo da sole e intemperie. E se col caldo e nei mesi estivi il pericolo era l'insolazione, ora con l'arrivo dell'autunno e soprattutto dell'inverno il pericolo è quello di arrivare a lavoro o a scuola completamente zuppi: dalla testa ai piedi. Se e quando saranno ultimati i lavori in stazione non è dato da sapere. Nemmeno per il Comitato dei pendolari della Fl5 che più volte ha chiesto, tramite mail, a RFI risposte sull'andamento dei lavori. Dall'altra parte, a quanto pare, almeno per il momento, continua a esserci solo silenzio. E nell'assenza di informazioni, i rappresentanti del Comitato  non possono far altro che prendere atto dell'andamento dei lavori, solo una volta giunti in stazione e in quel momento fornire qualche “aiuto” ai tanti utenti che la frequentano. «In seguito alla chiusura di parte del marciapiede del terzo binario – si legge ad esempio sulla pagina Facebook del Comitato – per consentire il proseguimento dei lavori, invitiamo i viaggiatori a disposri lungo tutta la parte restante (anche dietro l'ascensore) al fine di agevolare la partenza dei treni e consentire a tutti di salire, considerando che i treni effettuano fermata con la testa nei pressi della recinzione del cantiere e con la coda al termine del marciapiede. Per quanto riguarda invece i viaggiatori in arrivo ai bari 3 e 4 (treni diretti a Roma o che terminano la corsa a Ladispoli) consigliamo di utilizzare le prime vetture di testa treno».
 

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Sgm, lavoratori ancora senza stipendio

CIVITAVECCHIA – “Siamo ormai a fine settembre e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di Agosto”. Lo comunica Fausto Quattrini, segretario della Filcams Cgil, che lancia l’ennesimo allarme per quanto riguarda la situazione dei dipendenti dell’associazione temporanea di imprese fra Sgm e Scala Enterprise, addetti alle pulizie, all’accoglienza e ai servizi tecnici e amministrativi presso numerosi uffici del comune di Civitavecchia.

“Il disagio ormai è costante – prosegue Quattrini – e addirittura si accresce in questo periodo in cui l’apertura delle scuole e le spese per libri e materiali didattici rappresentano per le famiglie un ulteriore problema. Nella giornata del 18 Settembre – avvisa il sindacalista – ho provveduto a mandare una segnalazione all’Anac, Prefettura di Roma, Commissione di garanzia all’attuazione dei servizi pubblici essenziali, a Sgm e Scala Enterprise e per conoscenza al comune di Civitavecchia. Non siamo più disposti a tollerare un atteggiamento del genere da parte dell’azienda – tuona Quattrini – i continui ritardi dei pagamenti degli emolumenti non vengono neanche più comunicati, come se si trattasse di normale procedura, e i tempi continuano ad allungarsi. Per questo nella nota, da me inviata, richiedo una nuova e urgente convocazione presso il prefetto che coinvolga tutte le parti interessate dalla problematica”.

Ma alle parole di Quattrini si aggiungono anche quelle del consigliere comunale Patrizio Scilipoti che punta il dito contro l’amministrazione comunale: “Ritengo che il silenzio del Sindaco e della maggioranza sulla vertenza – sostiene Scilipoti – non sia di aiuto, anzi, oggi più che mai, serve il lavoro sinergico tra istituzioni e parti sociali per ripristinare un disagio che stanno pagando solo i lavoratori. Questo dimostra che una politica di austerità, caricandone le conseguenze e i disagi ai cittadini con servizi scadenti e l’assenza di qualunque tutela, non funziona né per il lavoro né per i cittadini. Questa vertenza – continua Scilipoti – ha preso una brutta piega sin dall’inizio, con la riduzione del 19% del monte ore lavorative. Si traduce l’esigenza di razionalizzazione in una politica che ha gravato solo ed esclusivamente sulla fascia più debole, cioè i lavoratori”.

Scilipoti ricorda come a fronte del taglio il Comune avesse integrato le ore in appalto con una determina ma, ad oggi, non c’è stato ancora nessun cambiamento e chiede che fine abbiano fatto quelle ore.

“Infine – conclude Scilipoti – risulta siano state effettuate assunzioni non tenendo conto delle lavoratrici e lavoratori della Miorelli che sono stati scorporati dall’appalto e che oggi effettuano servizio presso il tribunale con una riduzione del 70% circa dell’orario di lavoro, in deroga ai parametri contrattuali previsti e che vede il livello salariale medio di 300 euro al mese”.

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Ladispoli, Grando: ''Il nostro depuratore funziona perfettamente''

LADISPOLI – "Il depuratore di Ladispoli funziona benissimo". A dirlo è il sindaco Alessandro Grando al margine del sopralluogo di qualche giorno fa effettuato dalla Capitaneria di Porto e da Arpa Lazio nel tentativo di capire a che cosa siano dovute le chiazze a mare riscontrate da alcuni bagnanti.

“Le ultime analisi, che ne certificano la buona qualità – ha detto Grando – ci sono state ufficialmente inviate il 27 luglio scorso e dicono che: “I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite fissati nella tab. 3 all. 5, parte III del D.lgs 152/06. I risultati delle analisi batteriologiche evidenziano il rispetto dei valori limite prescritti nell'autorizzazione provinciale allo scarico. I risultati del campione medio ponderato nell'arco di 24 ore, prelevato all'uscita dell'impianto di trattamento, evidenziano il rispetto dei valori limite previsti.”  Il sopralluogo di due giorni fa, effettuato dalla Guardia Costiera di Ladispoli che ha portato con se i tecnici ARPA, sembra sia dovuto alla necessità di comprendere se le chiazze di sostanze organiche che occasionalmente si sono viste in mare possano essere causate dal nostro depuratore. Siamo certi che così non possa essere, sia per il monitoraggio chimico e biologico che i tecnici comunali preposti effettuano di continuo sulle acque in uscita dal nostro impianto, sia sullo sbocco a mare della condotta. Analisi che sono state eseguite anche nello stesso giorno in cui l'ARPA ha effettuato i campionamenti. Ebbene, tali analisi hanno evidenziato, per l'ennesima volta, che il nostro depuratore funziona perfettamente. La presenza occasionale di scie o chiazze presenti sulla costa, come già accertato dall'Arpa Lazio lo scorso anno con specifiche analisi richieste dall'attuale amministrazione, è da attribuirsi a sostanze  organiche di origine marina, e non possono in alcun modo essere causate da una attività di presunto sversamento da parte del nostro impianto di depurazione". 

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Scarico container: cambia tutto

CIVITAVECCHIA – Rischia di non mettere la parola fine alla guerra in banchina tra Rct e Cfft l’ordinanza pubblicata nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente dell’Autorità di sistema Portuale Francesco Maria di Majo. Anzi, farà probabilmente discutere quanto messo nero su bianco dai vertici di Molo Vespucci, per dirimere la vertenza relativa allo scarico dei container e, in particolare, di quelli refrigerati che trasportano la frutta. Anche perché negli ultimi mesi la società italo belga che gestisce il terminal agroalimentare aveva messo sul tavolo un ingente investimento milionario per l’acquisto di due gru semimoventi per lo scarico in autonomia dei container; decisione motivata dalla necessità di rispondere alle richieste e alle esigenze del mercato, sempre più pressante. L’ordinanza fa riferimento al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e al risultato a cui è giunta la commissione interistituzionale, disponendo come dal 15 settembre prossimo ‘‘l’imbarco sbarco dei contenitori da parte di unità navali adibite al trasporto di container che effettuano servizi di linea dovrà avvenire unicamente presso la banchina 25’’ (data dal 2006 in concessione alla società Rct). ‘‘Non risultano ostacoli di natura tecnico operativa – si legge ancora – che impediscono il trasporto dei container dalla 25 al magazzino della frutta’’. A partire da quella data, inoltre, ‘‘lo sbarco imbarco di container, inclusi quelli refeer, sulle banchine 23 e 24 sarà consentito solo se tali attività  rivestono carattere di occasionalità, ovvero quando tali attività non siano caratterizzate dall’abitualità, sistematicità, ripetitività, regolarità e stabilità’’. Con esposti presentati da parte di Rtc e uno stuolo di avvocati pronti a dare battaglia per Cfft la vertenza non sembra essere chiusa con questo documento.

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Trombofilie, attivato il Pac, pacchetto ambulatoriale complesso,  presso il centro Emostasi di Montefiascone

MONTEFIASCONE – Nei giorni scorsi è stato attivato il Pac (pacchetto ambulatoriale complesso) per le trombofilie presso il centro Emostasi di Montefiascone, afferente alla unità di Medicina generale diretta da Carlo Meschini.

Si tratta di una vera e propria semplificazione delle procedure di accesso ai servizi ambulatoriali, in quanto il Pac è un insieme di prestazioni (visite, esami strumentali e prestazioni terapeutiche) che vengono erogate in un arco temporale ristretto e che si concludono con la stesura di una relazione clinica finale. Il Pac, gestito dal medico specialista, permette all’utente di essere inquadrato, in breve tempo, da un punto di vista diagnostico e di accedere alle prestazioni ambulatoriali, senza la necessità dell’impegnativa del medico curante, per ogni singola prestazione, senza dovere provvedere personalmente a richiedere la data dell’esame e recandosi al Cup una sola volta e non prima di ogni prestazione prescritta.

Nel caso specifico, il Pac attivato presso il centro di riferimento aziendale di Emostasi di Montefiascone si pone l’obiettivo di sottoporre il paziente a uno screening completo, al fine di giungere in tempi rapidi ad una diagnosi della problematica e a un trattamento preventivo adeguato. La trombofilia, infatti, è una predisposizione alla trombosi a causa di cambiamenti ematologici, che inducono l’ipercoagulabilità del sangue, ereditati o indotti da cause ambientali. Una diagnosi precoce permette un trattamento preventivo efficace, in grado di ridurre significativamente possibili eventi cardiovascolari maggiori.

“L’attivazione del pacchetto ambulatoriale complesso – commenta la responsabile del servizio falisco, Alessandra Fiorentini – è una ulteriore azione che la Asl ha messo in campo per potenziare la nostra struttura che in generale gestisce, a livello provinciale, i pazienti in terapia anticoagulante, con fibrillazione atriali, con protesi valvolari, con trombosi venose profonde, con embolia polmonare e anche con trombofilie”.

Il centro, entrato in funzione nel 2012, è aperto all’utenza tutti i giorni e le prime visite vengono effettuate il venerdì presso l’ospedale di Montefiascone. Le visite, comprese le urgenze, sono prenotabili telefonicamente ai numeri 0761 1860209 e 3429968653 e, a breve, anche tramite Cup. I pazienti che afferiscono per la prima volta alla struttura vengono accolti e orientati con tutte le informazioni utili e con l’illustrazione dei percorsi attivi, anche grazie alla presenza e alla professionalità dell’infermiera Sara Trapè.

Negli anni – prosegue Alessandra Fiorentini –, con l’introduzione in commercio degli anticoagulanti orali diretti, il servizio si è trasformato in Centro Emostasi. Tutti i nostri pazienti, ricoverati o ambulatoriali, che necessitino di iniziare la Tao (Terapia anticoagulante orale), effettuano un colloquio con il personale esperto prima di iniziare la terapia, al fine di chiarire, in modo articolato e comprensibile, gli aspetti più rilevanti della condotta terapeutica e i possibili rischi (emorragie) connessi con tale trattamento”.

Le attività e i percorsi assistenziali del Centro Emostasi di Montefiascone – spiega il direttore generale della Asl, Daniela Donetti – sono pienamente inseriti nel Percorso integrato di cura (Pic) per la gestione e la presa in carico dei pazienti in terapia anticoagulante orale che l’azienda ha recentemente deliberato. Il percorso, tra le sue finalità, prevede anche la creazione di una rete con i medici di medicina generale, con l’obiettivo di dare origine a un continuum clinico diagnostico e assistenziale e di stabilire un confronto costante tra i medici e i professionisti aziendali per la migliore presa in carico dei bisogni di salute del paziente. Infatti, è ormai dimostrato che per far fronte alla complessità di controllo, e alla elevata richiesta numerica di prestazioni (si stima attualmente che, in Italia, oltre 800mila pazienti siano in terapia con VKA) sono necessari nuovi modelli di gestione coordinata tra  centri specialistici e medicina territoriale”.

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