Pap: ''Saremo al fianco dei lavoratori della Gtc''

CIVITAVECCHIA – «Nel caso in cui la Cfft dovesse dar seguito ai suoi propositi, saremo al fianco dei lavoratori che hanno annunciato di voler lottare in difesa dei propri diritti». Potere al popolo interviene in merito all’allarme lanciato dalla Gtc nei giorni scorsi a cui è subito seguita una risposta di Steven Clercks, manager della Cfft.

«I vertici della Civitavecchia Forest Fruit Terminal – spiegano dal comitato territoriale di Pap – hanno nei giorni scorsi annunciato di volersi avvalere di mezzi e uomini interni alla stessa società, minacciando la stabilità del lavoro degli operatori portuali. La scelta di svolgere le attività di banchina con mezzi propri è irrispettosa – tuonano dal comitato – della storia del nostro porto. Voler decidere in modo unilaterale come agire su una concessione pubblica è una privatizzazione di fatto del demanio pubblico. Civitavecchia mette a disposizione  da sempre il suo mare, il proprio ambiente e la sua qualificata forza lavoro e per questo merita rispetto. Non è accettabile la richiesta di ulteriori sacrifici e lo stravolgimento delle regole in precedenza concordate».

Ma Potere al popolo si rivolge anche all’Authority. «Ci spiace constatare – dichiarano da Pap – che per l’ennesima volta l’Autorità Portuale abbia deciso di voltarsi dall’altra parte e di non intervenire prontamente, svolgendo il suo dovere. In quanto emanazione del Governo dovrebbe assumere la direzione del porto, difendendo in primo luogo le ragioni del territorio e dei suoi abitanti. Invece – concludono duri dal comitato – sembra più interessata ai tagli di nastro e alle cene di rappresentanza».

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Pd: ''La grande fuga dal comune di Civitavecchia''

CIVITAVECCHIA – «Mancano poco più di 10 – 11 mesi alla conclusione della amministrazione più disastrosa del dopoguerra ed inizia la grande fuga».

Lo dichiarano Andre Riga, Stefano Ballottari e Jenny Crisostomi dalla segreteria Pd Civitavecchia insieme a Roberto Fiorentini e Marina Pergolesi dalla direzione dem locale ed Enrico Leopardo della segreteria Pd provincia di Roma.

«Nelle scorse settimane – proseguono i dem – il dirigente della Urbanistica e Lavori pubblici, fortemente voluto dai 5 stelle e scelto sulla base di un rapporto fiduciario, Carugno ha preferito trasferirsi in un paesino di poche migliaia di abitanti pur di andarsene da Civitavecchia. Oggi – incalzano dal Pd – scopriamo che anche Rapalli, altro dirigente scelto dai 5 stelle e padre del ‘‘rivoluzionario’’ progetto della Fiumaretta che sta miseramente fallendo, preferisce andarsene da Civitavecchia, anche lui non certamente per un miglioramento della sua posizione, tanto è vero che va a Marino. Si scopre che anche la segretaria generale sta facendo fuoco e fiamme per andarsene nei prossimi mesi. Insomma – tuonano i dem – il cerchio si stringe e, viste le possibilità pressoché nulle di una riconferma, i 5 stelle più lungimiranti hanno già iniziato ad abbandonare la barca».

Dal Pd ne hanno anche per le partecipate. «Al di là di De Leva – evidenziano – che dopo quasi un anno, dà l’impressione di non aver proprio capito dove è capitato; dall’altra parte Micchi ed il suo stuolo impressionante di collaboratori, consulenti, avvocati e commercialisti, tentano di accaparrarsi gli ultimi ‘‘stipendi’’. Mancano ancora qualche centinaia di migliaia di euro – concludono duri – per portarsi a casa per intero 1,7 milioni di euro stanziati per la procedura». 

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Processo Vannini: attesa per oggi la sentenza di primo grado

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Mi sento molto nervosa ma anche tanto fiduciosa» sono le parole dette da Marina Conte in un modo che non nasconde una tensione latente di quelle che non controlli con la volontà ma che ti attanagliano e non lasciano scampo. E’ attesa per oggi la sentenza di primo grado per l’omicidio del figlio Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ferito la serata del 17 maggio 2015, a Ladispoli, da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di  Antonio Ciontoli, reo confesso,  padre della sua fidanzata Martina, deceduto alcune ore dopo a seguito di una lenta, dolorosa  e drammatica agonia. Il processo iniziato il 23 maggio 2016 presso la Corte di Assise di Roma, Collegio giudicante, presidente Anna Argento e giudice a latere, Sandro Di Lorenzo, e affidato al pm Alessandra d’Amore,  prevede per oggi una prima verità processuale e le eventuali condanne nel primo grado di giudizio. Nell’udienza del 21 marzo scorso il pubblico ministero ha chiesto pene particolarmente severe per la  famiglia Ciontoli. Un’intera famiglia composta da padre, madre, figlio e figlia potrebbe finire in carcere per omicidio volontario. Per l’accusa non ci sono dubbi: anche se in modo diverso, sono tutti colpevoli per quello che è successo quella notte nella loro villetta di Ladispoli. Per Antonio Ciontoli, il capofamiglia, la richiesta è stata di  21 anni di reclusione; per la moglie Maria Pezzillo e per i loro due figli, Federico e Martina, di 14 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti; per Viola Giorgini, fidanzata di Federico, imputata per omissione di soccorso, la richiesta è stata di 2 anni con la sospensione della pena. 
A quasi tre anni dalla morte del giovane, una giornata importantissima per i genitori di Marco che sperano vengano accolte le richieste del pubblico ministero.  
Papà Valerio:  «Mi sento tranquillo al contrario di Marina. Come ho sempre detto ho fiducia nelle istituzioni, ho fiducia nella giustizia e mi auguro che vengano accolte le richieste del pm». Valerio è più razionale, più sereno e pacato e specifica: «Nella mia posizione devo essere forte e fare coraggio anche a mia moglie. E’ uno sforzo in più. Debbo dire che di indole sono un po’ più tranquillo. Finalmente siamo arrivati al primo traguardo. Non so più cosa dire. Sono fiducioso».  
Anche gli zii, Roberto Carlini e la moglie Anna, sorella di Marina, non nascondono la tensione: «Siamo in fibrillazione. Mancano poche ore e quando ci tieni alla cose c’è sempre un po’ di paura che non vadano come dovrebbero andare. Il nostro auspicio è che perlomeno venga  confermata la richiesta del pubblico ministero. Anche perché non confermando quella si stravolgerebbero tutti i capi d’accusa. Ad una ipotesi del genere non ci vogliamo neanche pensare. Sono tre anni che ci stiamo battendo».
Mamma Marina è tesa, sconvolta e agitata nonostante riconosca che il processo sia andato bene. Si aspetta anche lei che vengano accolte le richieste del pm.  Un tarlo la corrode e la dilania dentro. Il suo corpo si chiude in una morsa di dolore quando sconsolata dice: «Non sapere tutta la verità sulla morte di mio figlio è una cosa che mi logorerà per tutta la vita. Una condanna non mi ridarà certo mio figlio, però sapere quello che è successo è per me fondamentale. Dovrò accontentarmi di una verità processuale e andare avanti. Per me e mio marito sarà come essere condannati all’ergastolo a vita. Qualsiasi pena per noi è relativa».  
Il cugino, Alessandro Carlini con un post sul gruppo Facebook  ‘’Giustizia e verità per Marco Vannini, scrive: «Sappiamo che molti di voi saranno presenti in Corte D’Assise per manifestarci la propria vicinanza. Per questo motivo vi chiediamo di assumere un comportamento adeguato e civile nel rispetto della figura di Marco e della nostra famiglia. Vi ricordo, come già hanno detto svariate volte i nostri avvocati che noi non chiediamo vendetta ma giustizia».  Infine in un altro post, in qualità di amministratore del gruppo, Alessandro invita tutti gli iscritti, in vista della sentenza, alla moderazione: «Nessuno si aspettava un numero così alto di persone che avessero a cuore questa vicenda e per questo la nostra famiglia vi ringrazia uno per uno, perché rappresentate comunque un conforto in questi mesi davvero duri. Perché perdere un figlio è di per sé terribile, ma perderlo nelle circostanze che tutti conosciamo è veramente insopportabile.  Il gruppo, come sappiamo, nasce per esprimere pubblicamente un’unica esigenza: verità e giustizia per Marco. E quindi ben vengano pensieri su Marco, ricordi, appelli affinché venga fuori la verità. Vi chiedo soltanto di non alimentare alcun clima di odio. E questo perché l’odio, non solo non porta alla verità, ma fa il gioco di quelle persone che stanno solo cercando di nascondersi e sfuggire alle proprie responsabilità».
Intanto i sostenitori della famiglia Vannini e in particolare Marco de Rubeis, Tiberio Cancellier e Antonella Proietti Marengo che fin dall’inizio sono stati vicini e sempre presenti alle udienze,  hanno organizzato per oggi un sit-in pacifico a piazzale Clodio, con addosso la maglietta con la scritta ‘’Giustizia per Marco Vannini’’. «Facciamo sentire la nostra presenza – dice Antonella Proietti che ha chiesto l’autorizzazione al Questore di Roma – partecipando all’udienza, la Corte deve sapere che la famiglia Vannini non è sola e che tutti noi non molliamo, che tutti noi insieme a loro aspettiamo la condanna perché crediamo nella giustizia. Marco è uno di noi». «Non è neanche una manifestazione – precisa Marco de Rubeis –  ma un calore affettivo e una doverosa gratitudine ad una famiglia che è stata sempre composta, come lo siamo stati sempre noi. Rispetteremo tutte le regole di civiltà. Se poi il tutto è diventato mediatico certamente lo hanno voluto i fatti scandalosi accaduti a Marco». 

 

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Oggi la sentenza di primo grado

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Mi sento molto nervosa ma anche tanto fiduciosa» sono le parole dette da Marina Conte in un modo che non nasconde una tensione latente di quelle che non controlli con la volontà ma che ti attanagliano e non lasciano scampo. E’ attesa per oggi la sentenza di primo grado per l’omicidio del figlio Marco Vannini, il 20enne di Cerveteri ferito la serata del 17 maggio 2015, a Ladispoli, da un colpo di arma da fuoco esploso dalla pistola di  Antonio Ciontoli, reo confesso,  padre della sua fidanzata Martina, deceduto alcune ore dopo a seguito di una lenta, dolorosa  e drammatica agonia. Il processo iniziato il 23 maggio 2016 presso la Corte di Assise di Roma, Collegio giudicante, presidente Anna Argento e giudice a latere, Sandro Di Lorenzo, e affidato al pm Alessandra d’Amore,  prevede per oggi una prima verità processuale e le eventuali condanne nel primo grado di giudizio. Nell’udienza del 21 marzo scorso il pubblico ministero ha chiesto pene particolarmente severe per la  famiglia Ciontoli. Un’intera famiglia composta da padre, madre, figlio e figlia potrebbe finire in carcere per omicidio volontario. Per l’accusa non ci sono dubbi: anche se in modo diverso, sono tutti colpevoli per quello che è successo quella notte nella loro villetta di Ladispoli. Per Antonio Ciontoli, il capofamiglia, la richiesta è stata di  21 anni di reclusione; per la moglie Maria Pezzillo e per i loro due figli, Federico e Martina, di 14 anni di reclusione con la concessione delle attenuanti; per Viola Giorgini, fidanzata di Federico, imputata per omissione di soccorso, la richiesta è stata di 2 anni con la sospensione della pena. 
A quasi tre anni dalla morte del giovane, una giornata importantissima per i genitori di Marco che sperano vengano accolte le richieste del pubblico ministero.  
Papà Valerio:  «Mi sento tranquillo al contrario di Marina. Come ho sempre detto ho fiducia nelle istituzioni, ho fiducia nella giustizia e mi auguro che vengano accolte le richieste del pm». Valerio è più razionale, più sereno e pacato e specifica: «Nella mia posizione devo essere forte e fare coraggio anche a mia moglie. E’ uno sforzo in più. Debbo dire che di indole sono un po’ più tranquillo. Finalmente siamo arrivati al primo traguardo. Non so più cosa dire. Sono fiducioso».  
Anche gli zii, Roberto Carlini e la moglie Anna, sorella di Marina, non nascondono la tensione: «Siamo in fibrillazione. Mancano poche ore e quando ci tieni alla cose c’è sempre un po’ di paura che non vadano come dovrebbero andare. Il nostro auspicio è che perlomeno venga  confermata la richiesta del pubblico ministero. Anche perché non confermando quella si stravolgerebbero tutti i capi d’accusa. Ad una ipotesi del genere non ci vogliamo neanche pensare. Sono tre anni che ci stiamo battendo».
Mamma Marina è tesa, sconvolta e agitata nonostante riconosca che il processo sia andato bene. Si aspetta anche lei che vengano accolte le richieste del pm.  Un tarlo la corrode e la dilania dentro. Il suo corpo si chiude in una morsa di dolore quando sconsolata dice: «Non sapere tutta la verità sulla morte di mio figlio è una cosa che mi logorerà per tutta la vita. Una condanna non mi ridarà certo mio figlio, però sapere quello che è successo è per me fondamentale. Dovrò accontentarmi di una verità processuale e andare avanti. Per me e mio marito sarà come essere condannati all’ergastolo a vita. Qualsiasi pena per noi è relativa».  
Il cugino, Alessandro Carlini con un post sul gruppo Facebook  ‘’Giustizia e verità per Marco Vannini, scrive: «Sappiamo che molti di voi saranno presenti in Corte D’Assise per manifestarci la propria vicinanza. Per questo motivo vi chiediamo di assumere un comportamento adeguato e civile nel rispetto della figura di Marco e della nostra famiglia. Vi ricordo, come già hanno detto svariate volte i nostri avvocati che noi non chiediamo vendetta ma giustizia».  Infine in un altro post, in qualità di amministratore del gruppo, Alessandro invita tutti gli iscritti, in vista della sentenza, alla moderazione: «Nessuno si aspettava un numero così alto di persone che avessero a cuore questa vicenda e per questo la nostra famiglia vi ringrazia uno per uno, perché rappresentate comunque un conforto in questi mesi davvero duri. Perché perdere un figlio è di per sé terribile, ma perderlo nelle circostanze che tutti conosciamo è veramente insopportabile.  Il gruppo, come sappiamo, nasce per esprimere pubblicamente un’unica esigenza: verità e giustizia per Marco. E quindi ben vengano pensieri su Marco, ricordi, appelli affinché venga fuori la verità. Vi chiedo soltanto di non alimentare alcun clima di odio. E questo perché l’odio, non solo non porta alla verità, ma fa il gioco di quelle persone che stanno solo cercando di nascondersi e sfuggire alle proprie responsabilità».
Intanto i sostenitori della famiglia Vannini e in particolare Marco de Rubeis, Tiberio Cancellier e Antonella Proietti Marengo che fin dall’inizio sono stati vicini e sempre presenti alle udienze,  hanno organizzato per oggi un sit-in pacifico a piazzale Clodio, con addosso la maglietta con la scritta ‘’Giustizia per Marco Vannini’’. «Facciamo sentire la nostra presenza – dice Antonella Proietti che ha chiesto l’autorizzazione al Questore di Roma – partecipando all’udienza, la Corte deve sapere che la famiglia Vannini non è sola e che tutti noi non molliamo, che tutti noi insieme a loro aspettiamo la condanna perché crediamo nella giustizia. Marco è uno di noi». «Non è neanche una manifestazione – precisa Marco de Rubeis –  ma un calore affettivo e una doverosa gratitudine ad una famiglia che è stata sempre composta, come lo siamo stati sempre noi. Rispetteremo tutte le regole di civiltà. Se poi il tutto è diventato mediatico certamente lo hanno voluto i fatti scandalosi accaduti a Marco». 

 

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Governo, Salvini: «Coinvolgere il M5S, Speriamo che inizi a dire dei sì»

Il leader della Lega parla al termine delle consultazioni al Quirinale: «Faremo di tutto per dare un governo che duri cinque anni ovviamente partendo dal centrodestra»

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Governo, Salvini: �Coinvolgere il M5S, Speriamo che inizi a dire dei s�

Il leader della Lega parla al termine delle consultazioni al Quirinale: �Faremo di tutto per dare un governo che duri cinque anni ovviamente partendo dal centrodestra�

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La ''Roma'' non è per tutti

A tre settimane dal via incomincia a prendere consistenza il numero di barche iscritte alla “Roma”, in solitario (1), in doppio (2) o in equipaggio (Tutti). 
A Riva di Traiano formalmente gli iscritti sono 24, ma in realtà sono molti di più i velisti che hanno già dato la propria adesione, tra cui il decano Valerio Brinati, ancora indeciso tra la partecipazione in solitario o in doppio, ma deciso a non mancare alla sua 25esima ‘‘Roma’’ consecutiva. 
Ci sono Andrea Fantini, in solitario a bordo del Class 40 Enel Green Power, Alberto Bona, vincitore lo scorso anno in solitario ed affiancato quest’anno, in doppio su Aigylion, da Oris D’Ubaldo. Al via anche Stefano Pellizza, a bordo del Cookson 50 Endlessgame di Pietro Moschini, e Leonardo Servi accompagnato dall’imprescindibile Cicco Manzoli a bordo del Comet 38S Scricca. C’è poi Piercarlo Antonelli, fresco Campione Italiano Offshore nella classe X2 con il suo Bora Fast, e  Stefano Gonzi, anche lui in doppio con il suo Comet 41S Prospettica. A cercare la vittoria in doppio arriva anche dalla Francia Bernard Cordeau, che porterà a bordo del suo Elan 40 Racing ‘‘Freyja’’ Amaur Fourcadet. (Agg. 17/03 ore 17.55 SEGUE)

IN GARA ANCHE DUE SCUOLE DI VELA – Da segnalare anche, sfida nella sfida, la partecipazione alla ‘‘per Tutti’’ di due scuole di vela con base a Riva di Traiano, una condotta da Matteo Miceli, l’altra da Dudi Coletti. Scegliere la sottile sapienza tattica dell’America’s Cup con Dudi Coletti, ex Moro di Venezia, o l’esperienza sulla long distance di Matteo Miceli, tutt’ora detentore del record di traversata atlantica in solitario? In entrambi i casi due scuole per uomini duri, perché le 535 miglia della Roma per Tutti non sono proprio per tutti. (Agg. 17/03 ore 18.23 SEGUE)

TRA I SOLITARI SONO IN QUATTRO A CONTENDERSI LA VITTORIA – Quattro i solitari in lizza finora: Andrea Fantini, il veterano Oscar Campagnola con il suo Comfortina 42 ‘‘Fair Lady Blue’’ e due new entry: Andrea Cassano con l’Open 60 ‘‘My Way 60’’ e Remo Leuzinger, sul Grand Soleil 43 «Tivan». Per loro tante insidie: il meteo, il traffico commerciale nel golfo di Napoli, i pescherecci e la gestione del sonno. Sarà dura. (Agg. 17/03 ore 18.51)

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Sul blog la base M5S apre (tra i dubbi): la Lega � meglio dei dem

Nei commenti sul sito dei 5 Stelle prevalgono i favorevoli. I �duri�: urne subito. Anche se tra gli attivisti M5S il Carroccio conserva comunque una discreta ostilit�

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Fiom Cgil: ''Servono soluzioni per la crisi dei lavoratori delle centrali''

CIVITAVECCHIA – “Sugli impianti di Civitavecchia incombe il 2025, data in cui è prevista l'uscita dal carbone, mentre su quelli di Montalto di Castro proseguono gli interventi di smantellamento con l'incertezza sui processi di riqualificazione”. Lo dichiara il comitato direttivo della Fiom Cgil Roma nord – Viterbo che prosegue evidenziando molte delle difficoltà che il settore sta affrontando e alcune problematiche riscontrate dal sindacato.

“La situazione occupazionale di chi lavora in queste Centrali continua ad essere legata ai rinnovi delle gare d'appalto – spiegano dal direttivo – per i lavori di manutenzioni meccaniche e pulizie industriali o di scoibentazione, troppo spesso caratterizzati da necessità di risparmio anziché dalla qualità del lavoro. Gli impianti hanno bisogno di continui lavori di manutenzione e pulizia che non devono essere condizionati solo dalle richieste del mercato, come spesso sostenuto dalla Fiom – Cgil nei confronti di Enel; continuano gli interventi straordinari diurni e notturni, quando invece servirebbe una programmazione; continua il ricorso ad ammortizzatori sociali, che peraltro si stanno esaurendo, dopo le riduzioni previste dal Jobs act, strumenti – tuonano dal sindacato – diventati ormai quasi strutturali per fronteggiare da un lato le crisi e dall'altro i continui ribassi nell'aggiudicazione dei lavori”.

Il comitato direttivo della Fiom Cgil prosegue dicendo che nei prossimi incontri con le associazioni “industriali, le istituzioni locali ed Enel, bisognerà affrontare queste ed altre questioni, per trovare le soluzioni adeguate a rispondere alla crisi che i lavoratori di questo settore sopportano da anni – dichiarano dal sindacato – senza dimenticare che il 2025 è alle porte e che quindi è necessario iniziare a confrontarsi sulle prospettive sui processi futuri di riconversione, che dovranno salvaguardare tutti i posti di lavoro. Ma ad oggi il futuro di un territorio complesso come l'alto Lazio passerà dagli imminenti rinnovi dopo i quali auspichiamo che l'occupazione locale potrà uscirne rafforzata – concludono duri –  in caso contrario la Fiom metterà in campo tutte le iniziative necessarie a salvaguardia dei posti di lavoro, dei salari e dei contratti aziendali e nazionali”.

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