Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti trionfano alla Sei Ore di Moncuni

Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini alla ribalta nella seconda domenica di luglio dove i biker santamarinellesi hanno messo in mostra tutto il loro impegno tra strada e sterrato con alcune vittorie e  brillanti piazzamenti.
Lorenzo Bedegoni e Ilaria Balzarotti sono stati i protagonisti in positivo alla Sei Ore di Moncuni, la gara di mountain bike nei boschi di Moncuni, una delle aree verdi più frequentate da ciclisti e dagli escursionisti in Val Sangone a Reano in Piemonte. Bedegoni e Balzarotti hanno terminato con successo la propria performance al primo posto nella gara riservata ai team da due elementi.
Nella mountain bike cross country, Domenico Abruzzese ha ottenuto un altro importante risultato salendo sul gradino più alto del podio tra gli élite al Trofeo Team Evoluzione a Gravina in Puglia. Team altolaziale protagonista negli appuntamenti su strada con Diego Antimi presente alla Granfondo del Lago di Piediluco in Umbria terminando in 30°posizione assoluta e decimo di categoria master 1.
Trasferta in Francia per Marco Segatori alla celeberrima Granfondo La Marmotte tra le mitiche montagne del Tour de France con il Col du Glandon, il Col du Télégraphe, il Col du Galibier e i 21 tornanti arrivare in cima all’Alpe d’Huez: una fatica onorevolmente terminata per Segatori con il tempo di 8.11’37” in 1258.ma posizione assoluta, il 407°posto di categoria tra i master 4 e la conquista del brevetto d’oro per essere stato tra i finisher della granfondo di 174 chilometri con 5200 metri di dislivello.

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Pd, Longarini: "Organizzare una nuova resistenza contro il populismo"

CIVITAVECCHIA – Guarda al futuro prossimo ma, allo stesso tempo analizza il presente, evidenziando criticità e problemi. È un Clemente Longarini a tutto tondo quello che, da presidente della direzione del Pd, traccia un percorso da seguire, chiamando a raccolta tutte quelle forze cittadine che vogliono oggi un cambiamento. 

Risanamento del bilancio comunale e del sistema della partecipate, riqualificazione dei servizi essenziali (acqua, strade, illuminazione pubblica, rifiuti); nuova relazione col porto e con l’Enel per favorire l’occupazione; rilancio dei progetti relativi al complesso termale e all’Italcementi; avvio du un’industria legata al turismo e alla cultura (per favorire sia l’economia che la socialità). Questi i punti programmatici da cui partire.   

"Salvare la democrazia significa salvare Civitavecchia – ha spiegato – questo è il nostro compito. Al 32% dei M5S possiamo contrapporre il 68% che è contrario. Protagonisti possono essere il Pd, le forze aggregate intorno alla lista Zingaretti, quelle moderate di centro liberale e tutte quelle dell’associazionismo, singole personalità ed esperienze professionali che vogliono il riscatto della nostra città. Mi stupisce il fatto che l’inconcludente amministrazione pentastellata alla guida del Pincio abbia potuto nelle ultime politiche ottenere un’ottima percentuale. Ma così è. Mi interrogo allora su come il nostro partito debba prepararsi alle prossime amministrative".

Longarini è consapevole che il Pd locale dal suo Congresso ad oggi non abbia avuto una vita brillante. "Non voglio gettare la responsabilità su nessuno in particolare, perché è collettiva – ha aggiunto – registro solo un dato di fatto. In questi mesi abbiamo prodotto due “Aperincontri”, una campagna elettorale modesta in quanto a presenza del partito e un dibattito interno asfittico e criptico basato solo sulla ricerca di equilibri. E il dibattito sulle prospettive, le idee, le linee dove sono? Dalle ultime amministrative lo schema tripolare (M5S, centro-sinistra più o meno unito, centro destra più o meno unito) ci ha visto sempre soccombere; nella provincia di Roma non siamo riusciti a vincere nessuna elezione dal 2014 ad oggi. Soprattutto, abbiamo perso tutti i ballottaggi con i Cinque Stelle. Per noi questo schema non funziona. Nell’ultima relazione del Segretario del Pd locale alla Direzione del partito veniva sottolineata la vittoria delle Regionali. Il fatto è sicuramente importante – ha aggiunto Longarini – ma va ben analizzato. Quella vittoria è stata frutto della divisione interna del centrodestra ed è avvenuta grazie a una legge elettorale a turno unico con correzione maggioritaria. Proporre come schema di partenza la coalizione che ha sostenuto Zingaretti non è sufficiente. Nel senso che il suo 38% riproposto a Civitavecchia in un ballottaggio non è certo garanzia di vittoria. Con le opportune differenze il nostro momento storico mi ricorda un altro periodo del nostro Paese: gli anni di piombo. Lì il coraggio di leader come Berlinguer e Moro permisero di sconfiggere il terrorismo e salvare la democrazia. Occorre ritrovare quello spirito unitario – ha concluso il presidente del Pd – e organizzare una nuova resistenza contro il populismo".

 

 

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Traiano, D’Antò: ''Più vivo che mai''

CIVITAVECCHIA – “Questo weekend ha confermato che la strada intrapresa da quest'amministrazione è quella giusta: nonostante non ci sia stato alcuno spettacolo della Grande Stagione, il Traiano è stato più vivo che mai con la presenza di più di 1000 spettatori divisi fra lo spettacolo "Cirque du shatush" del cartellone Ridens e "Macbettu" del cartellone d'Autore”.

Lo dichiara l’assessore alla Cultura Enzo D’Antò che esprime soddisfazione per l’andamento della stagione del teatro comunale con il cartellone Ridens e quello d’Autore al fianco della Grande Stagione del Traiano.

Nel fine settimana Macbettu e Cirque du shatush hanno fatto centro.

“Due spettacoli molto diversi – prosegue D’Antò – cosi come nella natura dei diversi cartelloni, ma entrambi molto apprezzati dal numeroso pubblico. Complimenti ai direttori artistici delle due rassegne, Enrico Maria Falconi e Davide Tassi, per l’eccellente lavoro che stanno portando avanti. Inoltre complimenti sentiti vanno estesi anche ad Alessandro Serra: il suo spettacolo "Macbettu" infatti ha vinto nei mesi scorsi il premio UBU, prestigioso riconoscimento in ambito teatrale. Un altro nostro concittadino che brilla per eccellenza e capacità in un settore difficile come quello del teatro. Grazie al suo spettacolo la presenza di pubblico è stata elevata, a conferma che Civitavecchia è sempre pronta ad accogliere con un affettuoso abbraccio i suoi concittadini di valore. Da sottolineare – conclude l’assessore alla Cultura – anche il numeroso pubblico arrivato da fuori Civitavecchia: segnale evidente che "Macbettu" è uno spettacolo conosciuto ed apprezzato ed il Traiano più vivo che mai”.

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Doppio appuntamento al Traiano

CIVITAVECCHIA – Doppio appuntamento al Traiano con ‘‘Cirque du shatush’’ e ‘‘Macbettu’’. Questa sera alle 21 torna il Traiano Ridens. Metti insieme una coppia comica dal talento trascinante, un gruppo di circensi e l’apporto video delle più innovative tecnologie ed ecco “Cirque du shatush”. Gli Arteteca – al secolo Monica Silvia Lima e Enzo Iuppariello – fra i personaggi più amati del contenitore comico di Rai2 Made in Sud, reduci da una tournée internazionale e protagonisti del nuovo film di Natale 2016 “Natale a Londra”, sono mattatori per due ore di intrattenimento con la “ i “ maiuscola dal ritmo serratissimo. Lo spettacolo – scritto a quattro mani dagli stessi Arteteca con Nando Mormone e Ciro Ceruti che ne cura anche la regia – raccorda attraverso le musiche inedite del maestro Taviani ed i numeri di un gruppo di 8 circensi ed acrobati, sketch che hanno come protagonisti i più amati personaggi ai quali il duo comico ha dato vita negli anni. Un continuum che trascinerà gli spettatori a 360 gradi in un mondo fantastico; il pubblico avrà la sensazione di entrare in un circo, grazie all’allestimento che caratterizzerà tutti gli spazi di accesso oltre alla sala stessa, con artisti circensi che accoglieranno gli spettatori in sala ancor prima che lo spettacolo vero e proprio abbia inizio. Uno spettacolo per Tutta la famiglia fatto di immagini, musica, circo e soprattutto tante risate.

Ma domenica alle 17 è tempo di Teatro d’autore con Macbettu. Lo spettacolo di Alessandro Serra, regia Alessandro Serra, tratto da William Shakespeare e con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino. Il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia. I suoni cupi prodotti da campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna, il sughero. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e al contempo l’incredibile precisione formale nelle danze e nei canti. Le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo. Ma soprattutto il buio inverno. Sorprendenti le analogie tra il capolavoro shakespeariano e i tipi e le maschere della Sardegna. La lingua sarda non limita la fruizione ma trasforma in canto ciò che in italiano rischierebbe di scadere in letteratura. Uno spazio scenico vuoto, attraversato dai corpi degli attori che disegnano luoghi ed evocano presenze. Pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali che agiscono su chi le riceve.

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – COMUNICATO

Domanda di modifica della denominazione registrata «LENTILLE VERTE DU
PUY» (18A01318)

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