Santa Marinella, Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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Marongiu presidente del consiglio. Minghella assessore esterno

SANTA MARINELLA – Si è trasformato in una vera e propria requisitoria contro l’ex giunta Bacheca, il primo consiglio comunale dell’era Pietro Tidei. Di fronte ad oltre 500 persone, il neo sindaco ha attaccato duramente la vecchia maggioranza, tacciandola di aver mandato la città al disastro.
 La seduta non ha avuto il consueto inizio in quanto, il lettore Cd che avrebbe dovuto diffondere l’inno di Mameli, non ha funzionato per cui, dopo un primo momento di imbarazzo, a togliere le castagne dal fuoco alla neo amministrazione ci ha pensato il pubblico che in coro ha intonato l’inno nazionale.

Subito dopo la presentazione dei neo consiglieri, si è passati all’elezione, tra qualche mugugno e le proteste delle minoranze, del presidente del consiglio comunale che, secondo quanto dichiarato da Tidei ancor prima della vittoria, sarebbe stata ad appannaggio delle minoranze.

Sul nome di Roberto Marongiu, però, non tutti i membri delle opposizioni hanno condiviso questa scelta. «Apprezziamo la decisione del sindaco – ha commentato il rappresentante della lista Il Paese che Vorrei Casella – ma essendo questa minoranza alquanto composita, seppur riconosciamo che Marongiu ha esperienza, non lo votiamo perché la presidenza non può essere assegnata ad un ex consigliere della giunta Bacheca che ha portato questa città allo sfascio e poi perché crediamo giusto che venga dato ad una donna».

Casella però non aveva calcolato che in minoranza non c’è nessun rappresentante del gentil sesso e su questo Tidei ha ironizzato molto. «Noi abbiamo una maggioranza formata dal 50% di donne – ha affermato il sindaco – mentre voi non siete stati capaci di eleggerne nemmeno una». Dunque, si è passati all’elezione del presidente secondo le indicazioni della maggioranza dove Marongiu ha registrato dieci preferenze. Meglio è andata invece al vice presidente (sempre delle opposizioni e cioè Lorenzo Casella) che ha ottenuto 13 voti. All’atto di comunicare i nomi degli assessori, il sindaco ha voluto fare una panoramica su ciò che ha scoperto in queste due settimane da primo cittadino non risparmiando critiche alla vecchia amministrazione.

«Purtroppo siamo in pieno dissesto finanziario – ha annunciato il sindaco – e di questo dobbiamo ringraziare la giunta Bacheca. In cinque anni hanno creato un buco finanziario di 14 milioni di euro che noi dovremo colmare aumentando le tasse e abbassando i costi della macchina amministrativa». Dunque sono stati nominati assessori, Andrea Bianchi del Pd (oltre che vice sindaco), Stefania Nardangeli del Pd, Renzo Barbazza della lista Santa Marinella Bene Comune, Emanuele Minghella (assessore esterno ed ex delegato al bilancio della giunta Bacheca) e Ivana Della Portella (assessore alla Cultura), anch’essa assessore esterno e docente universitaria.   

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Olmetto, i lottisti chiedono un incontro

LADISPOLI – Un incontro col delegato di quartiere competente. E' la richiesta dell'associazione Quartiere Olmetto che sin dal primo giorno di nascita non sta facendo altro che interessare l'amministrazione comunale con i problemi inerenti la frazione ladispolana, da anni lamentati e a cui da anni non si dà una risposta. Viabilità e sicurezza innanzitutto. Nei giorni scorsi infatti, il presidente Di Nallo aveva scritto sia all'assessore alla Sicurezza e Mobilità Amelia Graziano Mollica e all'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis per chiedere di rivedere le posizioni dell'amministrazione circa determinate scelte (come ad esempio l'installazione di telecamere di videosorveglianza anche nella zona o la convocazione della Conferenza dei servizi con Anas e Cotral per relativamente all'ingresso al quartiere dalla via Aurelia e al posizionamento delle fermate Cotral). Ora, invece, la lettera del presidente Alessandro Di Nallo è rivolta al delegato di quartiere, Marchetti: "I soci – spiega Di Nallo – ci segnalano attività amministrative che evidenziano come qualcosa si stia muovendo e questo potrebbe essere positivo, tuttavia noi lottisti siamo ancora totalmente all'oscuro del percorso amministrativo che prima o poi saremo chiamati a pagare di tasca nostra. Nello specifico – prosegue il presidente dell'associazione – parliamo della Delibera di Giunta n.152 28-6-2018 Piano delle Performance dalla quale abbiamo appreso che sono stati deliberati a bilancio 120mila euro che dovremmo rimborsare, e della DD 1083 26-6-2018 – Incarico per aggiornamento preventivo di spesa opere UUPP che impegna i primi 21.800 euro c.a, affidando un incarico ad un professionista che verrà retribuito con soldi che dovremo prima o poi rimborsare noi lottisti. Cogliamo questi ultimi sviluppi in maniera molto positiva anche se siamo stati solo noi ad informare i soci ad alcuni dei diretti interessati di opere decise (o che verranno decise) dal comune e che saranno totalmente a nostro/loro carico. Tuttavia – aggiunge ancora Di Nallo – ci sembra che alcuni punti fondamentali restino ancora nella nebbia totale, almeno per noi lottisti; per esempio ancora non è stato chiarito quale sarà l’iter che dovremo aspettarci. In particolare quale procedura verrà seguita per la costituzione del Consorzio che, a nostro avviso, è un punto assai delicato per garantire il successo dell’operazione e che, viceversa, presenta molti lati poco chiari ed inquietanti.  Nella riunione di gennaio si accennò alla necessità di rendere pubblici un preventivo di spesa cui i lottisti andranno incontro ed il suo sviluppo temporale, questo perché le famiglie possano predisporre un proprio piano di spesa. Da dicembre ad oggi abbiamo partecipato a tre incontri con il Sindaco alcuni dei quali molto accesi, in cui sono state poste questioni importanti, dalla VAS agli incarichi a terzi passando per il rimborso dovuto richiesto dal Comune. Arrivare a luglio e non sapere ancora il percorso che si intende seguire non è il massimo, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi.  Per questo – conclude Di Nallo nella lettera al delegato di quartiere – chiediamo di voler organizzare quanto prima un incontro nel quale l’Amministrazione fornisca i dovuti chiarimenti e in cui potremmo avere anche le risposte degli Assessori alle richieste avanzate nei giorni scorsi".

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Zingaretti: �Far� un Pd diversoI 5 Stelle si divideranno,dovremo confrontarci�

Il governatore del Lazio si candida alla guida dei democratici: ci vuole un congresso prima delle elezioni Europee, ma non basta

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Videosorveglianza, si va verso l'implementazione del servizio

LADISPOLI – Maggiore sicurezza e controllo del territorio grazie all'implementazione del servizio di videosorveglianza. E' una delle idee dell'amministrazione comunale di Ladispoli, pronta ad accaparrarsi parte del finanziamento stanziato dalla Prefettura per il progetto di videosorveglianza nei Comuni. Il progetto che ha in mente palazzo Falcone avrà il valore di circa un milione di euro e andrà a coprire gran parte del territorio comunale per cercare di garantire più sicurezza ai cittadini. Si parte dal lungomare, luogo principe in estate e in inverno della movida cittadina, per poi passare anche ad aree verdi e parchi pubblici. Sicurezza, grazie alle telecamere di videosorveglianza anche davanti le scuole, la biblioteca e agli ingressi della città. «Entro il 30 giugno – ha spiegato il sindaco Grando – dovremo presentare il progetto. Speriamo di rientrare tra i Comuni che si aggiudicheranno il finanziamento messo a disposizione dalla Prefettura».

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Ladispoli, una piazza intitolata a Giorgio Almirante

LADISPOLI – Intitolare una piazza di Ladispoli allo storico segretario del Movimento Sociale Italiano Giorgio Almirante. L'idea è del sindaco di Ladispoli Alessandro Grando che ha annunciato, tramite la sua pagina Facebook, l'intenzione di voler proporre alla massima assise cittadina questa iniziativa. Il tutto, dopo che la sindaca di Roma, ha deciso di dire no alla via intitolata ad Almirante. "A quanto pare Roma – scrive Grando – non avrà una via intitolata a Giorgio Almirante. Peccato, dovremo aspettare la prossima amministrazione di destra alla guida della Capitale. Ladispoli, invece, è pronta. Proporrò al Consiglio Comunale l’intitolazione di una piazza allo storico Segretario del Movimento Sociale Italiano. Alla cerimonia inviteremo anche la Sindaca Raggi".

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Tidei: ''Dobbiamo ripartire da zero''

S. MARINELLA – «Bisogna ripartire da zero e iniziare a lavorare subito, abbiamo trovato una situazione finanziaria drammatica». A dirlo è Pietro Tidei che al primo giorno da sindaco si è trovato di fronte tre grosse gatte da pelare. La questione della gestione di otto spiagge libere volute dal commissario prefettizio, il mancato conferimento dei rifiuti nella discarica di Viterbo per fatture inevase e la vicenda del debito di bilancio. «Ho scoperto – continua il sindaco – che siamo debitori alla discarica di  Viterbo di circa 800mila euro, il cui impegno non risulta in nessun atto ufficiale. Non esiste un contratto, una determina, una lettera d’intenti che possa giustificare l’esborso che dovremo fare per pagare quest’azienda che comunque ha lavorato per la città. Sempre in tema di rifiuti pare che la società Gesam, appaltatrice del servizio di gestione dei rifiuti urbani, debba avere 2,5 milioni di euro che finora non le sono stati pagati. Battersi per la legalità e la trasparenza significa anche rispettare i contratti che abbiamo sottoscritto». Tidei infatti annuncia che il 4 luglio, l’ufficiale giudiziario restituirà il possesso dei locali dove attualmente svolge l’attività l’ufficio dei Servizi sociali comunali, al legittimo proprietario. «Questo è un settore della vita cittadina che non può fermarsi un attimo – continua Tidei – e per questa ragione, fermo il fatto che cerchiamo da subito di trovare una soluzione per gestire questo rischio improvvido, sto predisponendo l’accoglienza degli uffici nei locali della Multiservizi». Per il sindaco il tema finanziario è caldissimo, ci sono problemi gravi da affrontare e situazioni che non devono ripercuotersi su una macchina amministrativa che nel giorno del suo insediamento ufficiale ha trovato demoralizzata e sfiduciata. «Ho confermato per i prossimi 15 giorni e solo per quelli – prosegue il primo cittadino – le attuali posizioni organizzative. Provvederò ad una rotazione generale del personale e ridistribuirò le posizioni organizzative sulla base dei vari incarichi e soprattutto delle singole competenze acquisite e dimostrate. Anche la Multiservizi comunale è da riorganizzare».

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Tidei: ''Il dissesto sembra inevitabile''

SANTA MARINELLA – «Nessuna novità all’orizzonte, la nostra amministrazione comunale si troverà davanti la difficilissima situazione finanziaria nella quale l’amministrazione che mi ha preceduto ha lasciato al città».  A dirlo è il neo sindaco Pietro Tidei che ieri mattina ha incontrato il commissario prefettizio. «Dopo mesi di giravolte – continua Tidei – il commissario straordinario Enza Caporale mi ha consegnato la relazione dei funzionari, ai quali aveva affidato l’incarico di trovare una strada percorribile e sana per evitare scelte drammatiche alla nuova amministrazione comunale, e ricadute generali sulla società cittadina. La relazione è chiarissima, la via della dichiarazione di pre dissesto è impercorribile». Nella relazione infatti si legge che «lo squilibrio è di portata tale che sembrano precluse le possibilità di portare in equilibrio il bilancio di previsione, anche laddove, l’Ente, aumentasse le aliquote e le tariffe dei tributi, pur accedendo al fondo di rotazione, questo ripianerebbe solo le passività del bilancio senza procurare le risorse necessarie alle normali attività». La relazione si conclude con una frase lapidaria, dove si legge che «gli scriventi ritengono che debbano essere valutate dall’organo di revisione le eventuali residue possibilità di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale a fronte delle più evidenti considerazioni a sostegno della dichiarazione di dissesto finanziario». 
«Quindi – spiega Tidei – il giorno della sua uscita di scena, la dottoressa Caporale cala l’asso sul tavolo e si lava le mani lasciando la città ai suoi problemi. La nostra amministrazione sarà costretta quindi, con ogni probabilità, a partire dal prossimo mese a dichiarare il dissesto finanziario, una bancarotta della quale dovremo ringraziare sentitamente il sindaco Roberto Bacheca e la sua congrega. Una pesantissima eredità che ci viene lasciata e che, di fatto, condizionerà l’azione di risanamento che abbiamo programmato, legandoci le mani. Domani (oggi per chi legge), ci sarà l’insediamento ufficiale dell’amministrazione comunale e dovremo iniziare a lavorare proprio sull’enorme voragine di debiti ed incuria lasciataci in eredità».

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Rifiuti abbandonati, arriva Ecopoint

LADISPOLI – Basteranno pochi semplici click dal proprio telefonino per segnalare una discarica abusiva in città. A Ladispoli arriva Ecopoint, l'app (a costo zero per il Comune) scaricabile gratuitamente su Iphone e Android a disposizione di tutti i cittadini e non che vorranno contribuire a rendere più pulita la città. L'applicazione è direttamente collegata agli uffici comunali e a Massimi, la ditta che si occupa del servizio di raccolta rifiuti. Una volta scaricata sul proprio cellulare, i cittadini potranno segnalare, anche tramite foto e geolocalizzazione il luogo esatto dove intervenire per la rimozione dei rifiuti. La segnalazione arriverà direttamente agli uffici competenti e alla Massimi che individuerà la squadra da inviare per il recupero del materiale. Si potrà monitorare lo stato di avanzamento della segnalazione in qualsiasi momento accedendo all'area “Segnalazioni” e ricevere una notifica quando questa sarà chiusa e il rifiuto ritirato. Tramite l'App i cittadini potranno visualizzare anche le statistiche inerenti i tempi di risoluzione di tutte le segnalazioni aperte nel comune e avere sempre a portata di mano il canlendario della pulizia delle strade.«Purtroppo – ha spiegato il sindaco Alessandro Grando – nonostante il nostro impegno e quello di diverse associazioni anche di volontariato, il problema dei rifiuti abbandonati ad oggi non è stato ancora risolto. Con questa app possiamo fare qualcosa in più, effettuare segnalazioni mirate per far sì che la ditta possa entrare subito in azione e rimuovere quanto c'è nelle nostre strade». Grazie all'applicazione, come spiegato sempre dal primo cittadino, potranno essere effettuate anche segnalazioni inerenti alcuni disservizi, come ad esempio quello relativo alla pulizia delle strade.«Si tratta – ha proseguito – di uno strumento che andrà a semplificare il lavoro dell'ufficio, purtroppo sottodimensionato rispetto alla mole di lavoro a cui deve far fronte». Soddisfatto della novità anche il consigliere delegato al servizio di igiene urbana Carmelo Augello:«Finalmente, grazie all'impegno di Simone Campofranco (ideatore dell'app, ndr) non dovremo più aspettare giorni per vedere il problema dell'abbandono rifiuti, risolto».

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Tpl, lo scontro si sposta in consiglio

CIVITAVECCHIA – Crescono i dubbi sul Tpl. Lo scontro si sposta in consiglio comunale, a tenere banco ancora una volta l’eccessiva lunghezza dei mezzi, 10,4 metri, contro gli 8 suggeriti. Nel corso della seduta dell’assise cittadina è stato il capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso a tornare sull’argomento, sottolineando come nessuno neghi che il rinnovo del parco mezzi del tpl sia una buona notizia, quello che viene contestato è come vengano fatte le cose. Grasso cita infatti il piano di investimenti di «quella che prima si chiamava Argo e – evidenzia – oggi si chiama Csp, da cui è stato estratto un capitolato tecnico», capitolato in cui i mezzi richiesti erano per la maggior parte «da 8 metri – ha continuato Grasso – c’erano 4 mezzi da 10 metri e 2 per la navetta da 12 metri. Alla fine sono stati acquistati 10 da 10,4 e 2 da 12 metri». Una scelta che, stando a quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, sarebbe stata obbligata perché non ci sarebbero mezzi a metano di dimensione inferiore.

«Si poteva pensare ad un mix di navette elettriche – ha incalzato Grasso – per il centro storico, si poteva pensare all’Euro 6, al diesel che con gli ultimi dispositivi ha una situazione senz’altro migliorativa dal punto di vista ambientale rispetto agli Euro 0 che oggi abbiamo. Anche perché – ha tuonato il capogruppo de La Svolta – su quelle linee su cui i nuovi autobus non potranno transitare dovremo tenerci i vecchi bus Euro 0 e quindi anche il vantaggio ambientale del metano viene in parte sterilizzato dalla necessità di far girare le vecchie carrette, creando un’ulteriore situazione che, secondo me, non è accettabile». Nei quartieri popolosi come quello di San Liborio, dove su via Izzi il mezzo da 10 metri non passa,  i cittadini si dovranno accontentare della vecchia carretta, creando «una divisione – ha detto Grasso – tra cittadini di serie A e di serie B».

La risposta è arrivata dall’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda: «L’indicazione del metano – ha dichiarato nel corso del consiglio – fondamentalmente è stata del Ministero dell’Ambiente.  Avevamo richiesto la predisposizione per una rete per il tpl interamente elettrica, con mezzi piccoli ed elettrici, fu la commissione Via Vas ad indicarci la strada del metano, diciamo che sostanzialmente – ha concluso – oltre al fatto che siamo convinti che sia la scelta giusta, non è che avessimo particolari margini». Insomma la decisione secondo Manuedda è stata del Ministero e l’ipotesi Euro 6 o 7 è stata scartata. Ma il capogruppo de La Svolta ha sottolineato anche come ci siano delle evidenti problematiche sulla gestione dei mezzi a metano, come ad esempio il rifornimento, e ha sollevato dubbi su quanto realmente possano impattare dieci mezzi Euro 6 rispetto alle migliaia di veicoli che circolano giornalmente per la città. Tra l’altro comunque su metà delle linee del tpl continueranno a circolare i veicoli Euro 0 altamente inquinanti.

I dubbi sono molti. I mezzi sono belli, ecologici e sicuramente un passo avanti per il trasporto pubblico locale ma visto l’imponente investimento di 2,7 milioni di euro viene da chiedersi se non sarebbe stato più opportuno valutare meglio l’acquisto anche considerando i molti malfunzionamenti. Inoltro proprio oggi pare che altri due autobus abbiano dovuto fare i conti con guasti alla climatizzazione interna e «Pare che per uno degli autobus – ha concluso Grasso – debbano arrivare tecnici da Torino o addirittura dalla Francia».

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