Ex Italcementi, Grasso: ‘’La soluzione in Csp’’

CIVITAVECCHIA – "È doveroso dare una risposta concreta agli ex lavoratori Italcementi". Ne è convinto il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che ieri, in commissione Lavoro convocata proprio su sua richiesta in seguito alle legittime istanze dei lavoratori, ha formulato una proposta che guarda a Civitavecchia Servizi Pubblici. 

"Nell’immediato bisogna convincere Italcementi – ha spiegato Grasso – ad utilizzare la cooperativa dei suoi ex dipendenti (costituita su input di Cozzolino)  per la bonifica del sito, affidata ad imprese altoatesine, per poi – ad inizio 2019 – stabilizzare definitivamente i lavoratori dove possibile con assunzione diretta in Csp, o in alternativa – visto che De Leva ha dichiarato di voler esternalizzare la manutenzione del verde per “carenza di organico” – affidare alla stessa cooperativa il servizio che la Csp non riesce a svolgere, per sua stessa ammissione".

Il leader della Svolta, infatti, ha ricordato che "stando alle dichiarazioni dell’amministratore De Leva, Csp ha i conti in positivo e pare che debba ricorrere a nuove assunzioni per la raccolta differenziata – ha sottolineato – credo che dopo 10 anni di attesa si debbano mantenere gli impegni presi con queste persone ai massimi livelli istituzionali, regionale e locale. Lavoratori  rimasti soli insieme alla segretaria dell’Ugl Fabiana Attig, a ricordare alla politica le proprie promesse ed i propri impegni da onorare. Nella commissione Lavoro sono emerse le perplessità della maggioranza sulle procedure eventualmente da adottare per la selezione in Csp. Le chiacchiere stanno a zero. Si chiarisca quante sono le assunzioni da fare in Csp e per quali figure professionali e soprattutto se c’è la volontà politica di mantenere gli impegni del 2008, rinnovati in regione nel 2015. Dopodiché si definisca subito, ora che si sono ricreate le condizioni, il percorso da seguire". 
Nei prossimi giorni sarà audito in commissione lo stesso De Leva "che dovrà fornire elementi utili – ha concluso Grasso – per scegliere la strada da intraprendere, con la condivisione dei lavoratori e dell’Ugl, l’unico sindacato che è rimasto al loro fianco a rappresentarne le legittime istanze".

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Ex Italcementi: la soluzione in Csp

CIVITAVECCHIA – "È doveroso dare una risposta concreta agli ex lavoratori Italcementi". Ne è convinto il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che ieri, in commissione Lavoro convocata proprio su sua richiesta in seguito alle legittime istanze dei lavoratori, ha formulato una proposta che guarda a Civitavecchia Servizi Pubblici. 

"Nell’immediato bisogna convincere Italcementi – ha spiegato Grasso – ad utilizzare la cooperativa dei suoi ex dipendenti (costituita su input di Cozzolino)  per la bonifica del sito, affidata ad imprese altoatesine, per poi – ad inizio 2019 – stabilizzare definitivamente i lavoratori dove possibile con assunzione diretta in Csp, o in alternativa – visto che De Leva ha dichiarato di voler esternalizzare la manutenzione del verde per “carenza di organico” – affidare alla stessa cooperativa il servizio che la Csp non riesce a svolgere, per sua stessa ammissione".

Il leader della Svolta, infatti, ha ricordato che "stando alle dichiarazioni dell’amministratore De Leva, Csp ha i conti in positivo e pare che debba ricorrere a nuove assunzioni per la raccolta differenziata – ha sottolineato – credo che dopo 10 anni di attesa si debbano mantenere gli impegni presi con queste persone ai massimi livelli istituzionali, regionale e locale. Lavoratori  rimasti soli insieme alla segretaria dell’Ugl Fabiana Attig, a ricordare alla politica le proprie promesse ed i propri impegni da onorare. Nella commissione Lavoro sono emerse le perplessità della maggioranza sulle procedure eventualmente da adottare per la selezione in Csp. Le chiacchiere stanno a zero. Si chiarisca quante sono le assunzioni da fare in Csp e per quali figure professionali e soprattutto se c’è la volontà politica di mantenere gli impegni del 2008, rinnovati in regione nel 2015. Dopodiché si definisca subito, ora che si sono ricreate le condizioni, il percorso da seguire". 
Nei prossimi giorni sarà audito in commissione lo stesso De Leva "che dovrà fornire elementi utili – ha concluso Grasso – per scegliere la strada da intraprendere, con la condivisione dei lavoratori e dell’Ugl, l’unico sindacato che è rimasto al loro fianco a rappresentarne le legittime istanze".

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Csp cerca nuovi farmacisti

CIVITAVECCHIA – La Csp Srl ha indetto una selezione pubblica finalizzata alla formazione di una graduatoria da cui attingere per assunzioni con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o a tempo determinato, a tempo pieno o part-time, per sostituzioni e/o supplenze di farmacisti collaboratori, da inquadrare nel livello 1 del vigente CCNL Assofarm da destinare alle farmacie comunali gestite dalla società Civitavecchia Servizi Pubblici Srl.

Per poter essere ammessi al presente concorso, gli aspiranti devono essere in possesso, alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della domanda di ammissione, dei seguenti titoli: aver conseguito la laurea in Farmacia o Chimica e Tecnologia farmaceutica (per i titoli conseguiti all’estero è richiesta l’avvenuta emissione, nei termini di scadenza del presente bando, dell’apposito provvedimento di riconoscimento da parte delle autorità competenti), essere in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione e l'iscrizione all’Ordine Professionale dei farmacisti, con indicazione della posizione di iscrizione. La domanda per l’ammissione, redatta in carta semplice preferibilmente secondo lo schema allegato al presente bando e debitamente sottoscritta in forma non autenticata, dovrà pervenire in busta chiusa e sigillata all’Ufficio Protocollo sito in via Terme di Traiano, 42-Civitavecchia (orario di apertura lunedì-mercoledì-venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e martedì-giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00, tel. 0766/23667, fax 0766/371987), a pena di non ammissione entro il termine perentorio delle ore 12 del giorno 20 dicembre 2018.

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Snc, inizia il tour ligure

di MARCO GRANDE

La serie A2 di pallanuoto si appresta a tornare in acqua nella giornata di domani  per il terzo turno del campionato; la Snc di Marco Pagliarini cerca il riscatto dopo la deludente sconfitta casalinga subita sabato scorso dal Como Nuoto, che di fatto annulla le note positive viste nel corso del primo match di  Ancona, in cui i rossocelesti avevano espugnato, a detta di molti esperti, uno dei campi più ostici del girone.
Tutto da rifare, dunque, per la società di Viale Lazio, attesa lle 14 nella piscina di Bogliasco dalla formazione della Sportiva Sturla, reduce dal convincente successo per 9 a 7 in casa del fanalino di coda Brescia Waterpolo.La compagine civitavecchiese con quella genovese, però, vantano gli stessi punti in classifica, ma registrano allo stesso tempo un diverso inizio di campionato, con i laziali vincenti all’esordio e con lo Sportivo Surla che ha subito la debacle interna contro il Torino proprio due settimane fa. Mister Pagliarini potrà contare sull’esperienza, ma soprattutto sulla vena realizzativa del suo pupillo nonché dell’ elemento più rappresentativo del gruppo, ovvero capitan Romiti. Il 35enne, mattatore indiiscusso nel match di Ancona e autore di una delle sette marcature dei suoi nella gara di sabato scorso, non ha di certo intenzione di fermarsi e vuole trascinare il team di patron D’Ottavio verso una vittoria che gli darebbe morale e fiducia nei propri mezzi. Dall’ altro lato, però, la formazione civitavecchiese dovrà cercare di marcare il più possibile Dainese, uno dei giocatori di maggior rilevanza, che ha già segnato per quattro volte. Chi ha contribuito per la causa rossoceleste nella partita contro la squadra lombarda è stato senza ombra di dubbio Marco Minisini (nella foto in alto): il 24enne ha espresso il suo parere circa questo inizio di campionato dalla doppia faccia della medaglia dei suoi compagni, i quali hanno conosciuto sia la gioia per la vittoria che il gusto amaro della sconfitta.
«Il match interno contro il Como è stato preso sotto gamba – esordisce l’attaccante –  e quest’anno non possiamo permetterci il lusso di affrontare le partite in questo modo, visto che concorriamo dopo tempo nel raggruppamento del Nord. Abbiamo affrontato il terzo quarto di gara da squadra spenta e quasi priva di motivazioni; solamente nel quarto parziale di gioco ci siamo svegliati, recuperando e portando il match sul 7 a 7».
Circa il goal  che lo ha sbloccato dal punto di vista realizzativo, invece, si dichiara contento ma specifica allo stesso tempo di non voler scendere in acqua tanto per la marcatura, quanto per l’obiettivo di mettere in condizione gli altri compagni di apparire più frequentemente sul tabellino dei marcatori. Poi passa a parlare della leadership della sua guida tecnica, esaltata e considerata un punto di riferimento per tutto il gruppo: «Lo stadio del nuoto può essere gremito di persone e registrare il tutto esaurito – afferma il 24enne- ma l’unica voce che ascolto insieme ai miei compagni è proprio quella del mister,l’unica in grado di farci estraniare da tutto il resto». Infine rivogle un pensiero agli immediati avversari da affrontare: «Non conosciamo lo Sturla – conclude – che, come tutte le squadre della Liguria, sarà agguerrita e tosta ma indipendentemente da questo ce la possiamo giocare contro qualsiasi avversario. Nessuno può mettere i piedi in testa a un gruppo come il nostro che ha tanta voglia di spaccare».
Parole chiare e concise, quelle di Minisini, che portano verso un unico denominatore comune: il riscatto. Solo il campo determinerà il verdetto di una partita il cui esito appare tutt’altro che scontato.

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Csp, Grasso: "Dopo le elezioni dovrà tornare la meritocrazia"

CIVITAVECCHIA – La Giunta 5 stelle si era presentata con il duplice obiettivo di «porre fine al clientelismo ed ai favoritismi nelle società comunali e di contenere al massimo il costo degli amministratori. Dopo cinque anni il Cda, tutto composto da non civitavecchiesi, con i suoi 250.000 euro di indennità, rimborsi spese, pranzi, cene e consulenze costosissime costa ai civitavecchiesi più dei predecessori. Tra i principali risultati va ricordato: il fallimento di Civitavecchia Infrastrutture; il fallimento di Città Pulita; l’imminente fallimento di Argo. Sul fronte della meritocrazia, i risultati sono poi, se possibile, ancora peggiori. Da alcuni mesi, infatti, è stato richiesto un sacrificio a tutti i dipendenti: a tutti è stata ridotta la retribuzione; ad alcuni sono state unilateralmente ridotte le qualifiche. Ad alcuni, ma non a tutti. Ci sono già una decina di casi in cui, alcuni dipendenti – mentre i colleghi fanno ancora una sorta di «solidarietà» – sono stati addirittura promossi. La polemica è ovviamente divampata con toni estremamente accesi. Il consigliere comunale Luciano Girolami (dipendente di CSP), in particolare, non le ha mandate a dire su Facebook, anticipando interrogazioni. In effetti alcuni casi appaiono estremamente singolari. Nel servizio idrico ad esempio, si è assistito alla promozione di un operaio al settimo livello ed al contemporaneo declassamento di un ingegnere. Il risultato è che l’operaio ormai guadagna come l’ingegnere che essendo ormai equiparato a quest’ultimo. Sul tema è tornato ad intervenire il capo dell’opposizione, il leader della Svolta Massimiliano Grasso: «La CSP è una bomba ad orologeria. Tra pochi mesi, occorrerà avviare una grande riorganizzazione di quello che oggi è un ammasso informe di personale che opera senza direttive e programmi. Occorrerà poi reintrodurre veramente il concetto meritocrazia e non gestire i dipendenti in funzione delle simpatie politiche ma delle effettive capacità e dell’impegno dimostrato. Quanto alle direttive, mi pare che gli attuali amministratori non facciano che riceverne ed eseguirle pedissequamente dal Sindaco e dalla Giunta, in chiave sempre più pre-elettorale».

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Pas: il futuro appeso a un filo

CIVITAVECCHIA – È appeso alla decisione che sarà presa domani in destino della Pas, la Port Authority Security, società controllata al 100% dell’Autorità di Sistema Portuale il cui destino sembra essere minato da una serie di criticità, a partire da quelle economico finanziarie. Domani l’assemblea dei soci dovrà approvare il Poa del 2018 – programma organizzativo annuale che si sarebbe dovuto approvare a fine 2017 – dal quale dipende proprio la tenuta o meno della società che gestisce e si occupa di sicurezza all’interno degli scali del network. In ballo ci sono i milioni di euro inizialmente preventivati (si parla di 4,1 milioni) ma che potrebbero non arrivare nelle casse della Pas, anche alla luce di quanto certificato dagli uffici amministrativi di Molo Vespucci che a quanto pare avrebbero fatto i conti di fine anno e non avrebbero da versare più di circa 80mila euro, nelle casse della controllata che quindi, a dicembre, si troverebbe in sofferenza. 

Di questo si è parlato in questi giorni nel corso di un incontro tra i vertici della società e l’Ugl, mentre gli altri sindacati sono convocati per domani. «Questo Piano va approvato assolutamente – ha spiegato la responsabile sindacale Fabiana Attig – i lavoratori sono in stato di pre-agitazione anche se gli stipendi di dicembre dovrebbero essere garantiti. Dipenderà invece da come andrà la votazione di domani se verrà corrisposta la tredicesima». Attig ricorda poi come la stessa assemblea dei soci dovrà approvare anche quanto stabilito al capitolo 11 punto 4 del piano di criticità e linee guida sull’organizzazione della Pas – sul quale aveva lavorato lo scorso anno l’ex amministratore Saccone – «per rimodulare la convenzione tra la stessa Pas e l’Adsp – ha aggiunto Attig – per riequilibrare la sicurezza rispetto ai portatori di interesse. Così come è oggi è anacronistico e non possono esistere più istituti all’interno di un porto. Serve equilibrare la situazione». 

L’Ugl ha quindi confermato come Pas chiuderà non con un segno negativo di 9mila euro, come si pensava, ma con un attivo di un paio di migliaia di euro.  Ma questo non basta a rassicurare i lavoratori. 

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Autotrasporto: 300mila euro dalla Regione

CIVITAVECCHIA – «Per gli autotrasportatori del territorio arriva oggi una notizia importantissima, che riconosce loro un beneficio per troppi anni non riconosciuto». L’annuncio arriva dal consigliere regionale del Pd Marietta Tidei che ha sottolineato come, nella proposta di legge di stabilità 2019 –  approvata in Giunta regionale e che in questi giorni arriverà in Consiglio – è  previsto il rifinanziamento della legge 59/89, con uno stanziamento di 300mila per i comuni di Civitavecchia e Santa Marinella. 
«Grazie a queste risorse si rimborseranno gli autotrasportatori locali che sostengono costi pesantissimi per il passaggio sulla rete autostradale – ha commentato soddisfatta Tidei – parliamo di costi obbligati perché gli autotrasportatori devono necessariamente percorrere l’autostrada per svolgere il loro lavoro, viste le ordinanze dei Comuni che giustamente vietano il traffico pesante nei centri urbani. Il rifinanziamento di questa legge ci aveva visti impegnati anche in Consiglio con un ordine del giorno, a mia prima firma, che impegnava la Giunta in questo senso». 
È vero che ora il documento dovrà essere approvato in Consiglio regionale e che poi l’iter amministrativo prevede un ulteriore passaggio con i Comuni interessati e con Autostrade, ma è pur sempre un primo atto concreto che premia la caparbietà di Assotir che negli anni, a più riprese, ha cercato di far risolvere la situazione, e l’impegno di una Regione che, dopo anni, ha ascoltato la categoria, grazie alla mediazione dei consiglieri del territorio. 
«Il rifinanziamento della legge rappresenta un risultato concreto dopo anni di sollecitazioni da parte della categoria –  ha infatti aggiunto Marietta Tidei – e risolve un problema molto sentito nel territorio. Esprimo soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo che agevola e favorisce l’autotrasporto e più in generale un settore importante della nostra economia». 
La battaglia per la riattivazione della Viacard non si è mai fermata, con Patrizio Loffarelli e Claudio Donati in prima linea da anni per portare la voce degli autotrasportatori a tutti i livelli. Fino al 2009 la legge è stata finanziata, poi più nulla. Solo il pedaggio autostradale obbligato impone una spesa di 11,20 euro a passaggio, tra andata e ritorno verso la Capitale, come avevano spiegato ultimamente da Assotir, per un totale di 35 minuti in più di viaggio, maggiore gasolio, ore di guida per l’autista e mancati guadagni stimati in 42 euro a mezzo. In sostanza si parla di 12mila euro annui di “disagio economico” a mezzo. E se si considerano 22 imprese aderenti al consorzio locale, le altre che operano dal porto all’area romano, si arriva a circa 350 occupati solo sul territorio: numeri che rendono l’idea del settore e dei problemi che affronta quotidianamente. E dell’importanza, quindi, di una simile manovra. 

 

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Via Montanucci, strada chiusa e lavori a data da destinarsi

CIVITAVECCHIA – Strada chiusa parzialmente e lavori a data da destinarsi. È questo, in estrema sintesi, quello che i cittadini dovranno aspettarsi dopo il crollo dell’asfalto e la conseguente voragine che si è aperta in via Achille Montanucci domenica scorsa, proprio al centro della carreggiata. «Si tratta di un problema alla fognatura – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Ceccarelli – e quindi dovrà intervenire Acea». Parliamo di una buca profonda di circa 40 centimetri, all’altezza dell’ingresso del viale degli Ex Internati, al parco della Resistenza, che non permette il passaggio dei mezzi. Dopo il crollo domenica sul posto sono subito intervenuti i Vigili del fuoco della caserma Bonifazi e gli agenti della Polizia locale che hanno provveduto a transennare e mettere in sicurezza la zona, chiudendo la strada dall’ingresso lato mare e fino all’altezza di via degli Agricoltori. Una strada, tra l’altro, molto frequentata per collegare viale Baccelli alla Mediana. Questo in atteso dell’intervento di ripristino. Ieri mattina la strada era ancora chiusa e la paura è che possa rimanerlo a lungo.

Non si tratta di timori ingiustificati, basta fare una rapida carrellata sugli ultimi casi di grosse buche o voragini che si sono aperte negli ultimi tempi, come ad esempio quella di via Annovazzi per cui finalmente lunedì prossimo partiranno i lavori, dopo circa un mese di attesa. Oppure quella di San Gordiano, in via Novello dove la settimana scorsa un automobilista è rimasto intrappolato con il proprio mezzo ed è stato necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per liberare l’autovettura. Altro caso è quello di largo Plebiscito dove, sempre nella scorsa settimana si è aperta l’ennesima voragine, complice il maltempo, all’improvviso provocando paura e caos a pochi passi dal Museo nazionale e della fermata dei bus. In quel caso l’intervento è stato immediato, forse per la centralità della zona. L’asfalto è franato creando una buca di circa un metro di diametro e di profondità. Ma non si tratta di casi isolati, situazione simile anche  in via degli Orsini, davanti al nido ‘‘La magica giostra’’. Il caso più eclatante resta però quello della voragine di via Giordano Bruno, con via Cesare Battisti che è chiusa da circa tre anni.

Per l’avvio dei lavori sulla condotta fognaria si aspetta il via libera dalla Stazione unica appaltante, anche se pare che l’amministrazione sia già in contatto con la ditta. Per quanto riguarda le varie voragini e l’asfalto disastrato un po’ in tutta la città c’è da attendere che si sblocchi il progetto da 2 milioni di euro di lavori sulle strade. Si partirà con la zona sud, «a giorni – ha detto Ceccarelli – si dovrebbe definire la questione. C’è un sub appalto in corso e bisogna sistemare la documentazione prima di partire». Intanto tra i cittadini, stanchi di aspettare, serpeggia il malcontento.

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Omicidio Nica: oggi attesa la sentenza per Stefano Risi

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Oggi davanti al gup del Tribunale di Civitavecchia Giuseppe Coniglio per Stefano Risi,  che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, che permette lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, si prevede la discussione e a seguire la  sentenza per la morte di Daniele Nica. Il giovane cerveterano, 31enne all’epoca dei fatti,  è stato accusato di omicidio stradale per aver investito con la sua Mercedes classe B di colore nero causandone il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate, il 16enne ladispolano Daniele Nica. Il tragico incidente è avvenuto sulla Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016.  Udienza preliminare, invece, per l’altro imputato di omicidio stradale il 23enne di Ladispoli, Adam Galluccio, che conduceva  la Fiat Panda di colore rosso lasciata in sosta sull’Aurelia dalla quale era sceso Daniele, che ha chiesto di essere giudicato con il rito ordinario. Oggi, il gup, dovrà decidere su un eventuale rinvio a giudizio.  
Come noto, ad entrambi gli imputati la Procura ha riconosciuto la colpa consistita in «negligenza, imprudenza e imperizia, nonché nell’inosservanza delle norme di circolazione stradale» per la morte del giovane. In particolare, secondo l’accusa, Risi non avrebbe «regolato la velocità del veicolo con riguardo alle caratteristiche dello stesso e della strada, scarsamente illuminata e notoriamente frequentata, in quel tratto, per via della presenza nella vicinanze di un noto locale pubblico, e per non aver mantenuto un’andatura che consentisse di compiere tutte le manovre necessarie per evitare pericoli per la sicurezza delle persone», di quì l’investimento di Daniele e il decesso in conseguenza delle gravi lesioni riportate; mentre Galluccio, sempre secondo l’accusa, «per aver  oltrepassato le strisce longitudinali continue e aver sostato sulla banchina in prossimità della striscia continua che delimita la carreggiata, al fine di consentire al Nica di scendere dall’autovettura, in tal modo poneva in essere le condizioni perché il medesimo venisse investito dal Risi». 
Un fatto senz’altro di rilievo è che nel corso delle indagini difensive effettuate dalla parte civile nella fase preliminare, è stata acquisita e poi depositata una dichiarazione testimoniale di un giovane accorso subito sul luogo dell’incidente che avrebbe sentito Risi nell’immediatezza dei fatti dire che si era distratto perché gli era caduto il suo telefonino in macchina.  «E’ colpa mia mi sono distratto con il telefonino» avrebbe detto il giovane disperato. Questa testimonianza contrasta con quanto dichiarato dal Risi: «Notavo una fiat Panda di colore rosso ferma a bordo strada sulla mia stessa corsia di marcia. Nel mentre gli transitavo affianco, ho udito un colpo provenire dallo specchietto retrovisore destro della mia autovettura. Infatti guardando lo stesso specchietto, mi accorgevo che avevo urtato qualcosa».  Sostiene peraltro  «di non aver notato nessuno che stesse in piedi fuori dalla Fiat Panda». 
Oggi dopo due anni e mezzo terminerà la lunga attesa per avere giustizia da parte dei genitori di Daniele,  Katia Giordani e Marco Nica, ancora sconvolti per una perdita che ha creato un vuoto incolmabile. 
Rabbia, dolore e sconcerto nelle parole di mamma Katia che dice:  «Sono atterrita. Sentirsi dire che è stata una distrazione è un fatto inaccettabile. Ti distrugge l’anima. Quella distrazione non gli ha permesso di schivarlo, di scendere dalla macchina, di chiedere scusa e di finirla solo con un grande spavento. No. E’ morto. Mio figlio è morto e il responsabile deve essere punito. Chi  uccide non la può passare liscia. Ora la condanna a vita ce l’abbiamo noi. Loro no. Se non si viene puniti perché ci si distrae e si uccide, le vittime della strada aumenteranno. In questi 2 anni è mezzo ho conosciuto tante mamme che hanno perso i loro figli per causa di chi per distrazione, per alcool o per droga li ha uccisi. Io no, non ci sto e attendo fiduciosa». 
Mamma Katia si immedesima anche nella situazione della mamma di Marco Vannini dicendo: «Ho davanti ai miei occhi gli occhi di Marina icona della più grande delle ingiustizie. Terzo anno senza Marco  e gli assassini per tre Natali ancora fuori. Qualsiasi pena verrà data ai Ciontoli sarà poca, perché si sta parlando della vita di un figlio, che non ha valore» conclude sconsolata.

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Port Mobility, i sindacati: situazione instabile

CIVITAVECCHIA – Ci sono altri lavoratori preoccupati per il proprio futuro all’interno del porto. A quelli della Port Authority Security – il cui stipendio di dicembre e tredicesima sarebbero a rischio – si aggiungono quelli di Port Mobility.

Ieri mattina, infatti, Filt Cgil, Ugl Mare e Fiadel hanno incontrato i vertici della società, a partire dall’amministratore delegato Edgardo Azzopardi e dal direttore generale Gina Amici, preoccupati per l’ennesimo allarme che interessa gli oltre 120 dipendenti della società che svolge servizi di interesse generale nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, occupandosi di gestione dei parcheggi e mobilità. Già in estate la questione era pronta ad esplodere, rientrata dopo la firma ad agosto da parte dell’Authority del decreto relativo al ‘‘Piano dei Servizi 2018’’ presentato da Port Mobility a dicembre 2017. «Siamo venuti a conoscenza – hanno spiegato Angelo Manicone e Alessandro Borgioni della Filt Cgil, Fabiana Attig di Ugl Mare e Mirko Giannino di Fiadel – di una situazione instabile dettata dai rapporti tra la società e l’Autorità di Sistema Portuale.

La Port Mobility ci ha espresso forti criticità rispetto al mancato completamento del piano dei servizi, così come concordato nell’agosto 2018». Di conseguenza, come spiegato dagli stessi vertici della società, questo problema e la sua mancata risoluzione potrebbero avere pesanti ripercussioni sull’operatività della società «ed avere hanno aggiunto i sindacati – un impatto occupazionale negativo.
A seguito di tale informativa abbiamo chiesto un incontro urgente all’Autorità di Sistema Portuale utile ad avere garanzie sulla continuità salariale e occupazionale dei lavoratori della Port Mobility».

Alla base della problematica ci sarebbero circa 600mila euro in meno di ricavi rispetto agli anni passati, la gestione di largo della Pace in proroga da due anni ed una concessione che sembra essere messa in discussione da continue problematiche. Un braccio di ferro che rischia di ripercuotersi sui lavoratori. L’ultima questione sollevata, in ordine di tempo, è relativa al bando per l’affidamento del servizio tramite autobus dei passeggeri crocieristi all’interno del porto. L’Authority avrebbe diffidato Port Mobility invitandola a sospendere la gara che, secondo Molo Vespucci, dovrebbe spettare all’ente. Anche questo aspetto dovrà essere chiarito nell’incontro chiesto dai sindacati.

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