Macomer, omicidio Manuel Careddu. Gli assassini ridono al telefono, la madre: «Belve umane, la pagherete»

Il corpo del 18enne fatto a pezzi con una motosega e sotterrato: per riconoscerlo servirà l’esame del Dna. La brutalità del gruppo nelle intercettazioni dei carabinieri e la disperazione della mamma: «Ammazzato come una bestia». Caccia a un sesto uomo

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Mondo Convenienza, su Fb un post con i festeggiamenti di Viterbo. Lavoratori di  Tarquinia offesi: ''Di cattivo gusto''

TARQUINIA – Uno schiaffo a mano piena, l’ennesimo,  nei confronti dei 18 lavoratori che lo scorso 30 settembre hanno dovuto dire addio al punto vendita di Tarquinia targato Mondo Convenienza. A sollevarlo, il post, davvero poco felice, apparso sui social con il quale i lavoratori e l’azienda (Iris srl) esultano ad un anno dall’apertura del negozio di Viterbo, con tanto di foto di gruppo della festa, nella quale sono ritratti i dipendenti del punto vendita e il capo area manager sud, Giorgio Bonaventura, con quest’ultimo intento ad esibire con le dita il simbolo della vittoria.
Ancora una volta amareggiati i 18 lavoratori che erano impiegati a Tarquinia: “Mentre noi siamo ancora in trattativa con l’azienda e siamo tutti disperati per il nostro futuro – commentano i lavoratori – i nostri colleghi del negozio di Viterbo insieme al capo area festeggiano. Sono felici perché chiudendo Tarquinia le loro vendite sono inevitabilmente salite?!”. La foto è stata pubblicata anche sulla pagina Facebook di Mondo Convenienza, lasciando esterrefatti i 18 lavoratori in attesa di sapere gli esiti della trattativa con i sindacati. 
“Ad appena 9 giorni dalla chiusura di Tarquinia – aggiungono – la società festeggia il primo anno di apertura di Viterbo. Ora la domanda ci sorge spontanea: festeggiano per Viterbo o perché sono riusciti a far fuori 18 scomodi dipendenti di Tarquinia?”. Chiaro che le domande ironiche sono rivolte all’azienda: “I dipendenti non hanno alcuna colpa – dicono da Tarquinia – alcuni di loro li conosciamo e loro hanno tutto il diritto di essere felici e festeggiare, ma l’azienda  ci sorprende ancora per l’ennesima volta. L’area manager era da noi a comunicarci la chiusura, ed ha saputo della nostra disperazione. Noi ci abbiamo lasciato il cuore lì dentro quel negozio; oltre alla paura per il futuro la nostra disperazione è legata ad un sentimento personale. Quel segno di vittoria è di cattivo gusto. E inoltre, la Iris dice di non passarsela bene e poi partecipa ai festeggiamenti?”.

Intanto la gran parte dei lavoratori di Tarquinia attendono gli esiti del secondo incontro che Mondo Convenienza ha avuto ieri con il sindacato Ugl. Altri invece attendono la convocazione dell’ispettorato del lavoro per avviare un accordo in sede di conciliazione, dopo che i Cobas sono stati respinti dall’azienda. 
 

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Vertenza Mondo Convenienza: nessuno spiraglio

CIVITAVECCHIA – Si è svolto ieri presso la sede dell'Ugl il secondo incontro della vertenza dei lavoratori di Mondo Convenienza. Incontro che ha visto la partecipazione di tutti i lavoratori coinvolti, proprio su richiesta del sindacato, e del consigliere comunale Massimiliano Grasso, capogruppo de La Svolta, che ha espresso la propria solidarietà ai dipendenti, affermando senza giri di parole che nei loro confronti “è stata posta in essere un’azione, da un gruppo che fattura mille volte la perdita operativa della società che gestisce i punti vendita di Tarquinia e Viterbo, che ha imbrattato indelebilmente la bella storia dell’imprenditore che era partito dal nulla da Civitavecchia – ha spiegato – proprio con molti di questi dipendenti messi in condizione di andarsene e che oggi, arrivato ad oltre un miliardo di euro di ricavi, mette in mezzo alla strada persone che avevano contribuito a costruire il suo successo, semplicemente perché dopo più di venti anni di anzianità lavorativa costano troppo rispetto ai più giovani”.

“Abbiamo assistito – afferma il responsabile confederale Ugl di Civitavecchia Fabiana Attig – ad una vera e propria condotta menefreghista e opportunista, con un atteggiamento che ha da subito indispettito i presenti. Nessuna apertura alle tante ipotesi prospettate di reinserimento lavorativo per i 19 dipendenti. Rispetto all’individuazione delle 15 posizioni a tempo determinato, già in scadenza a fine ottobre, di Fiumicino, Viterbo e Roma Aurelia, la società ha risposto che in quelle sedi a scadenza dei suddetti contratti, non sarà più assunto altro personale. Una chiusura totale ad una congrua soluzione e di facile applicazione, se solo ci fosse stato il minimo rispetto dei lavoratori e della loro storia in Mondo Convenienza da parte dell’azienda".

Ugl ha quindi sottolineato come le ragioni sulle perdite strutturali del punto vendita di Tarquinia addotte dalla società, non soltanto non convincono, ma non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Motivo per il quale il sindaco promette battaglia. "Non staremo certo silenti nei confronti del “Magnate del Mobile” Gian Battista Carosi – ha aggiunto Attig – come è possibile dichiarare che dal 2011 al 2016 il punto vendita di Tarquinia era fortemente in perdita quando per lo stesso periodo si riscontra che il costo del personale è mediamente costante se non addirittura più basso circa 2 milioni, mentre i costi strutturali per lo stesso periodo da 13 milioni passano a circa 21 milioni? Non soltanto qual è stato il senso logico di aprire a Viterbo ad ottobre 2017 un altro punto vendita in netta concorrenza con Tarquinia, in perdita, ed inserire ben 38 unità lavorative quando già si sapeva della imminente chiusura di Tarquinia? Perché 19 posti dei 38 non sono stati riservati ai lavoratori di Tarquinia che a loro vantaggio avevano un’esperienza di settore ultra ventennale? Dubbi questi – prosegue Attig – che gettano una gigantesca ombra sul modo di operare del colosso del mobile. Nessun lavoratore in tutto il territorio nazionale di Mondo Convenienza è al sicuro. Nessuna programmazione, nessun piano industriale, solo una semplice comunicazione verbale di chiusura. Lo spietato quanto mai irriconoscente gruppo facente capo a Carosi sfrutta i territori facendo cassa con i lavoratori per poi gettarli via nella disperazione più assoluta. Come per le lavoratrici di Tarquinia, soprattutto verso quelle sole (monoreddito) con minori disabili. Nessuna pietà per loro, nonostante quanto disposto dall’art. 33 Legge 104/92. Una società “matrigna” che non vuole mostrare alcuna gratitudine verso chi, oltre 20 anni fa, ha contribuito al successo del Carosi. Parliamo dello stesso personale degli anni in cui iniziò con i magazzini la “Stalla”. Nessuna gratitudine, nessun rispetto. Soltanto una biasimevole quanto mai offensiva offerta economica a fronte di un trasferimento, leggasi licenziamento. Al massimo 13mila euro da riparametrare, ovviamente, in base alla percentuale di prestazione oraria. Questo è quanto è disposto a sborsare colui che ha festeggiato, poco tempo fa il miliardo di euro di fatturato”.

L’Ugl contesta quindi l’intera gestione della procedura da parte della società. "In particolare – ha concluso Attig  – l’irricevibile indicazione dei trasferimenti indicati alle lavoratrici, Verona, Cremona, Lissone, Trezzano, Moncalieri, Settimo Torinese, Pisa, Prato, Marcianise, Colonnella, Lecce, Rimini, Sassari, Cagliari, Catania, Pescara, Pompei (di prossima apertura). Per quanto ci riguarda possono attendere tranquillamente, nel frattempo sarà nostra premura allertare ed informare tutti i lavoratori di Mondo Sofferenza”.

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Chiusura Mondo Convenienza: uscita dei lavoratori tra lacrime e applausi

TARQUINIA – Un’uscita dal negozio tra le lacrime, dopo 20 anni, ed oltre, al servizio di quella che veniva considerata una seconda famiglia e che invece all’improvviso li ha abbandonati. 

Così i 18 dipendenti di Mondo Convenienza, punto vendita di Tarquinia, hanno lasciato questa sera per l’ultima volta lo showroom che da domani resterà chiuso.

Ad attenderli sul piazzale esterno diversi cittadini, di Tarquinia e Civitavecchia, che con applausi hanno voluto dimostrare la solidarietà alle famiglie dei lavoratori costretti con ogni probabilità a lasciare il lavoro. Per la maggioranza infatti appare impossibile la strada del trasferimento proposta dall’azienza in altri punti vendita situati fuori regione. Tra i presenti nel piazzale esterno anche alcuni rappresentati della ex amministrazione comunale di Tarquinia. Dall’ex vicesindaco, Martina Tosoni, ai consiglieri Federica Guiducci, Stefania Ziccardi e Maurizio Perinu. Presenti anche i rappresentanti dell’Università Agraria: il vicepresidente Alberto Tosoni e i consiglieri Marcello Maneschi e Stefania Ceccarini. Assenti  invece i rappresentanti sindacali, che avranno incontri con l’azienda nei prossimi giorni. Ha voluto essere presente alla chiusura anche il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci che è stato ringraziato dai lavoratori per il suo impegno pubblico nel voler dialogare con l’azienda. Il primo cittadino castrense ha anche riferito di non essere ancora riuscito ad ottenere un incontro con la società e di voler prendere un appuntamento con il prefetto. Ha anche parlato telefonicamente con la referente dell’Ugl, Fabiana Attig, che incontrerà personalmente nei prossimi giorni. Il presidio durato circa un’ora, mentre all’interno del negozio di sono spente le luci per sempre, è stato presidiato dalle forze dell’ordine: sul posto la Polizia e i Carabinieri. 

Dal piazzale, grida “vergogna” all’indirizzo dell’azienda. “Un silenzio vergognoso” hanno continuato a ripetere i presenti, mentre le lavoratrici tra le lacrime e la disperazione hanno ribadito: “Ancora oggi non sappiamo nulla”. Alcuni, che non hanno ricevuto lettere di trasferimento, domani mattina si presenteranno davanti alla porta d’ingresso pur sapendo che la troveranno sbarrata.

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Idrico, Mecozzi: "La responsabilità dei disservizi è dell’amministrazione''

CIVITAVECCHIA – «Ci risiamo, è bastata una pioggerellina più intensa del normale che l’impianto di potabilizzazione gestito da Csp, e di fatto dall’amministrazione comunale, andasse in tilt lasciando per l’ennesima volta alcune aree della città ancora una volta a secco tra la rabbia e la disperazione dei suoi abitanti».

Lo dichiara Mirko Mecozzi, consigliere comunale del Polo democratico dopo i disagi dei giorni scorsi con quartieri a secco per giorni – San Liborio ben tre – o pressione dell’acqua troppo bassa. «La responsabilità dei disservizi idrici – tuona Mecozzi – che puntualmente si presentano, è presumibilmente da addebitarsi in forma esclusiva, alla incapacità di questa amministrazione di garantire un servizio essenziale come quello di erogare acqua potabile alle aree rifornire da un Impianto che ancora oggi viene gestito da Csp». Il motivo per Mecozzi è semplice, il bacino di calma del Mignone – Lasco del Falegname – dell’impianto Csp è colmo e non riesce più «a drenare le particelle di fango in sospensione nell’acqua che vengono trasportate dalle pompe di sollevamento direttamente presso l’impianto di potabilizzazione di Monte Augiano che non riesce, in sintesi, a lavorare l’acqua torbida in arrivo determinandone il fermo e o riduzione della portata per Civitavecchia. Se non erro – ricorda il consigliere – quello della pulizia del bacino di calma del fiume Mignone, era stato uno degli argomenti che questa amministrazione al suo insediamento aveva classificato come priorità 1. Ora – conclude Mecozzi – a distanza di quasi cinque anni ed a ridosso della imminente campagna elettorale, guarda caso, l’argomento torna ad essere di principale attualità».

Mecozzi ricorda anche,per quanto riguarda le due rotatorie in programma, che “il progetto esecutivo è stato approvato e finanziato dalla precedente amministrazione comunale e non sono bastati 5 anni per sbrogliare la matassa degli usi civici. Circa i 2 milioni di euro per le manutenzioni stradali rammento ancora una volta, che sono sempre frutto della passata amministrazione comunale che li aveva previsti, ma purtroppo non utilizzati per la realizzazione del raddoppio della viabilità di viale della Vittoria”. 

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Allumiere in fermento: arriva il Palio

ALLUMIERE – Ad Allumiere ormai si respira aria di Palio con l’adrenalina che sale sempre di più e col paese completamente vestito a festa con tutti i colori delle sei Contrade. Dappertutto è un risuonare di tamburi, uno sventolare di bandiere, un brulicare di persone intente a cucire, a stirare, a preprare ogni minimo particolare: tutto nel giorno del Palio dovrà essere perfetto. In ogni Contrada vige il massimo riserbo sui fantini e sui somari che gareggeranno per conquistare l’ambito Cencio. Sbanderatori e tamburini sono intenti a fare le prove cercando di tenere nascoste le prese più dificili e spettacolari. Da lunedì comincia la settimana di ‘‘passione’’, quella cioè che precede il Palio delle Contrade, giunto quest’anno alla 54^ edizione. Amministrazione Comunale, Pro Loco, Contrade e forze dell’ordine sono all’opera per garantire un’edizione pressochè perfetta del prossimo Palio: a garantire sicurezza e viabilità ci sarà una vera e propria task force (coordinata dal sindaco) con carabinieri, forestale, vigili urbani, volontari della Protezione Civile e polizia. La manifestazione si terrà il 18 e 19 agosto nel paese collinare ormai da mesi in fermento. Preparazione, tensione e rivalità si rinnovano, sempre uguali e sempre diverse, come ogni anno dal 1965. Le sei Contrade scalpitano e sono pronte a darsi battaglia per la conquista dell’ambito Cencio. I tre minuti della corsa degli asini in piazza della Repubblica decideranno il campione che, oltre al Cencio, porterà in Contrada anche il diritto di sbeffeggiare tutti gli avversari per un anno intero; fino alla prossima disputa, in un eterno ciclo di lavoro, passione, speranze, scaramanzie, sogni infranti e gioia dirompente. Sabato 18 la manifestazione si apre con la tradizionale Provaccia; alle 19.00 le sei Contrade potranno finalmente calcare l’anello in terra battuta della piazz circondata da . Ciascuna avrà circa 8 minuti per provare circuito e asini della scuderia e prendere una decisione fatale: scegliere i tre campioni a quattro zampe a cui affidare le speranze di tutti i contradaioli il giorno seguente. A seguito della Provaccia si prosegue con il Minipalio disputato su due batterie: il presidente della Contrada vincitrice viene premiato sul balcone del Comune. Dalle 21.30 si scioglie la tensione e la Notte delle Contrade si anima; come da tradizione le sei Contrade, ciascuna in una delle piazzette del paese, offrono da bere a paesani e visitatori: musica, divertimento, degustazione di prodotti locali proseguono fino a notte fonda. Nella ‘‘Notte colorata’’ si susseguiranno feste imperdibili, spettacolari e divertenti in ogni Contrada. Sono previste dj set, ballerine sud americane, danza del ventre, spettacoli per bambini, discoteca all’aperto con cubiste, schiuma party, animatori, balli di gruppo, prodotti enogastronomici e piatti tipici locali, vino birra, cocktail a fiumi e tanto altro il tutto in un clima di festa, di amicizia e anche di contesa fra le Contrade che faranno di tutto per fare la festa più bella e partecipata. La mattina di domenica 19, nonostante la baldoria della notte precedente, non si potrà mancare al rito della benedizione di asini e fantini sul sagrato della Chiesa di S.S. Maria Assunta e alla successiva ‘‘Punzonatura’’ (la numerazione degli asini che correranno il Palio domani pomeriggio. In aula consigliare verrà controllato, timbrato e sigillato il materiale per i fantini e per gli asini che saranno poi consegnati ai presidenti di ogni Contrada). Le Contrade hanno scelto i tre asini che correranno il Palio e quegli stessi asini vengono segnati con un numero progressivo che li rende riconoscibili: le speranze di tutto il paese saranno tutte riposte nella forza delle loro zampe. Alle 17 il corteo storico inizierà il suo maestoso cammino verso la piazza: circa 250 comparse faranno rivivere l’epoca del primo Rinascimento, della scoperta dei giacimenti di alumite e degli appalti di Da Castro, dei Medici e del Chigi in una spettacolare rievocazione storica. Papi, prelati, dame, signori, soldati, guardie, popolani, giocolieri, duellanti, nessuno sarà dimenticato grazie alle sapienti mani delle sarte delle Contrade che ogni anno regalano grandi emozioni al pubblico, numerosissimo, della manifestazione. Una giuria di docenti e di esperti valuterà ogni dettaglio per stabilire la Contrada vincitrice del trofeo: ‘‘Miglior corteo storico’’. Tra le comparse e nei cuori dei contradaioli un posto speciale è tradizionalmente riservato ad alfieri e tamburini. Gli sbandieratori di Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e S. Antonio si esibiranno e si sfideranno in una gara di agilità, abilità e coreografia. I loro lanci e le loro prese terranno col fiato sospeso il pubblico e delizieranno tutti con performances mozzafiato: questi verranno giudicati da una giuria di esperti della Fisb: la giuria sarà presieduta dal tecnico e maestro di bandiera Aquilino Mancinelli del gruppo sbandieratori di Soriano del Cimino; il gruppo migliore riceverà il trofeo. Al termine del Corteo Storico e delle esibizioni degli alfieri si procederà alla disputa del Palio vero e proprio. La piazza, come ogni anno tratterrà il fiato al primo clangore della prima prova delle gabbie. Come ogni anno attenderà trepidante la voce dagli altoparlanti che annuncerà il sorteggio delle gabbie fino ad esplodere in grida in esortazione, tifo, disperazione o gioia all’uscita degli asini in ogni batteria. Ma il vero boato sarà quello della Contrada che vincerà con la corsa liberatoria e trionfante dei contradaioli da ogni angolo della piazza sotto il balcone del Palazzo Comunale. Il coro esultante quando da quello stesso balcone, finalmente il Cencio, quest’anno realizzato dalla bravissima e poliedrica artista tolfetana Silvia Di Silvestro e offerto dalla farmacia Toti, sarà calato tra le mani dei fantini e del popolo. E poi il silenzio irreale del resto delle Contrade, che però non si abbatteranno e si prepareranno a rimboccarsi le maniche: guarderanno il vincitore portarsi a casa il Palio per cui hanno, in puro spirito volontaristico, lavorato per tutto un anno e in quel momento tutti sapremo che la sfida al Palio del prossimo anno sarà già iniziata. Da rilevare che a fine Palio si svolgerà la festa (aperta a tutti) nella Contrada vincitrice e poi in piazza dal balcone del Comune ci sarà la tradizionale Tombola. Molte le novità a corollario del Palio. In primis va rilevato che la delegata al Commercio Dania Trotti in collaborazione con il Comune di Allumiere ha dato il via alla 1^ edizione del ‘‘Palio in Vetrina’’. Il concorso, rivolto a tutti gli esercenti e attività economiche del Comune, prevede, previa adesione, l’allestimento delle proprie vetrine in base al tema del Palio, con addobbi e colori della Contrada appartenente. «L’iniziativa – spiega la delegata al Commercio, Dania Trotti – è finalizzata a rallegrare lo spirito di festa nelle vie cittadine e dar modo ai turisti di conoscere meglio la storia e la cultura del Palio e delle Contrade stesse, un ulteriore piccolo passo per portare a conoscenza una tradizione folcloristica e culturale, in  linea con la volontà della giunta stessa, di rendere il Comune di Allumiere protagonista del Palio a livello europeo. Si evidenzia che tutte le vetrine partecipanti al concorso verranno fotografate e giudicate da una giuria e verrà premiata la vetrina con l’addobbo migliore in concomitanza con la premiazione della gara del Palio. In questa settimana prima del Palio si terranno le varie ‘‘Cene del Contradaiolo’’ (una per ogni Contrada). Alle 18 ci sarà l’inaugurazione del Museo del Palio nel Palazzo Camerale. Il museo, che sarà diviso in sei sezioni, una per ogni Contrada, ospiterà anche delle teche in vetro nelle quali saranno riposti dei vecchi documenti messi a disposizione del grande Riccardo Rinaldi ideatore di questa manifestazione. Dalle 18.30 alle 20 spettacoli di giocoleria a cura dei giullari di Davide Rossi; alle 21.30 partenza del corteo storico da viale Garibaldi; alle 22.30 ci sarà la presentazione del Cencio; alle 23 spettacolo ‘‘La Terra dei briganti’’ a cura dei ‘‘Giullari di spade’’ e poi ‘‘Lunares in statera’’ a cura dei Giullari di Davide Rossi; alle 23.30 gran finale a sorpresa. «Il Palio ad Allumiere l’ho creato io – spiega Riccardo Rinaldi – lo volevo già anni indietro, ma non mi è stato possibile realizzarlo se non nel 1965. Ho inventato io gli stemmi e i colori, ho diviso il paese in 8 Contrade (2 non ci sono più – ndr) e ho pensato al Palio come summa di Corsa dei somari, corteo storico e gara degli sbandieratori. Per il nostro Palio mi sono ispirato a quello di Siena, patria del nostro Agostino Chigi».

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Ladispoli, cacciati e denunciati ma i clochard tornano nel tugurio di viale Europa

LADISPOLI – Uno stendipanni, i materassi e un gruppetto che si riunisce di nuovo. Erano stati allontanati dai carabinieri e dalla polizia municipale, per altro poi anche denunciati. Ed ora sono ancora una volta lì i clochard, tornati ad occupare i locali angusti sotto al cavalcaferrovia di viale Europa a Ladispoli. Un problema di degrado non ancora risolto. Sia per i senzatetto che continuano a condividere uno spazio al limite tra sporcizia e topi, sia per i residenti della zona che assistono quotidianamente a scene di inciviltà. In pieno giorno fanno i bisogni all’aria aperta persino di fronte ai bambini – sono le testimonianze di alcuni clienti dell’ufficio postale di via Caltagirone situato proprio di fronte alla baraccopoli. I senza fissa dimora, allontanati circa una ventina di giorni fa, hanno di nuovo portato materassi per dormire e gli stendini per far asciugare i panni. In prevalenza sono originari dell’Est europa – come hanno sempre confermato i membri della Caritas – ma di questo gruppo fa parte anche qualche sbandato italiano. In mattinata e nell’ora di pranzo solitamente si spostano bussando proprio al centro Caritas dove ricevono un pasto caldo e indumenti. Nel pomeriggio tornano nel tugurio. Un problema non di poco conto visto che i magazzini del cavalcaferrovia sono a pochi metri dai binari. I clochard, dopo aver bucato le recinzioni della ferrovia, attraversano le rotaie per far rientro nella loro “casa”. Negli ultimi mesi sono stati almeno tre gli incidenti mortali sulla linea ferroviaria all’altezza di Ladispoli. Pochi giorni fa invece un altro gruppo di clochard sotto al ponte di via Firenze ha dato vita ad una rissa. Un cittadino polacco è stato picchiato ed è finito in ospedale. Grazie ad un’indagine condotta sia dalla polizia di Stato che dai carabinieri di Civitavecchia è stato possibile risalire agli aggressori, un 42enne moldavo e un 35enne polacco. Entrambi sono stati arrestati perché “traditi” dalle intercettazioni nella caserma dei carabinieri di Civitavecchia. Un’altra storia di disperazione tra persone che a Ladispoli vivono sempre più ai margini della comunità. In città non esistono centri di accoglienza per i clochard che necessariamente sono costretti ad accamparsi nelle aree naturali o sulle sponde dei fiumi.

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''Viviamo in auto, il Sindaco ci aiuti''

SANTA MARINELLA – E’ una storia drammatica, quella di Germano e Elisabetta, che da mesi vivono in una casa prestata da un amico senza luce, senza acqua e senza un minimo di sostentamento, a causa delle precarie condizioni economiche in cui versano i due. Una storia che deve far riflettere su cosa sia la povertà oggi, su come, da un momento all’altro, il mondo di una intera famiglia possa essere sovvertito. La perdita del lavoro, la difficoltà nel trovarne un altro in tempi così duri per l’occupazione, i conti da pagare che si accumulano, l’impossibilità a pagarli, poi lo sfratto. E l’unica soluzione, dopo essere stati appoggiati a casa di un amico, resta quella di vivere in auto. Parte da qui la lettera aperta al sindaco di Santa Marinella che Germano e Elisabetta, 55 e 53 anni hanno voluto raccontarci. «Abbiamo dovuto lasciare l’abitazione dove vivevamo – dice l’uomo – in quanto è stata acquistata all’asta e la società acquirente non ha voluto farci un contratto di affitto, siamo in totale situazione di indigenza e non riusciamo neanche a fare la spesa, solo una persona ci ha aiutato a non sentirci soli, un semplice cittadino che si è attivato per darci una mano sincera, e quel cittadino si chiama Aceto Adriano. Io sono affetto da disabilità psichica e mi è stata riconosciuta l’invalidità all’ottanta per cento, percependo 290 euro al mese, mentre la mia compagna non lavora e vorrebbe fare le pulizie ma il lavoro non c’e e dalla Croce Rossa non riceviamo nulla da un mese, mentre la nostra vita dovrà continuare in un’auto senza assicurazione. Chiediamo aiuto al Comune, perchè la nostra storia è solo la punta di un iceberg di disperazione e crisi profonda che attanaglia il nostro territorio. Confidiamo in un intervento del sindaco Tidei per tenderci una mano e dare prova che, con una buona politica vicina ai cittadini, si possa far tornare a sperare chi la speranza e la dignità l’ha persa nel proprio percorso di vita».

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