Idrico, Mecozzi: "La responsabilità dei disservizi è dell’amministrazione''

CIVITAVECCHIA – «Ci risiamo, è bastata una pioggerellina più intensa del normale che l’impianto di potabilizzazione gestito da Csp, e di fatto dall’amministrazione comunale, andasse in tilt lasciando per l’ennesima volta alcune aree della città ancora una volta a secco tra la rabbia e la disperazione dei suoi abitanti».

Lo dichiara Mirko Mecozzi, consigliere comunale del Polo democratico dopo i disagi dei giorni scorsi con quartieri a secco per giorni – San Liborio ben tre – o pressione dell’acqua troppo bassa. «La responsabilità dei disservizi idrici – tuona Mecozzi – che puntualmente si presentano, è presumibilmente da addebitarsi in forma esclusiva, alla incapacità di questa amministrazione di garantire un servizio essenziale come quello di erogare acqua potabile alle aree rifornire da un Impianto che ancora oggi viene gestito da Csp». Il motivo per Mecozzi è semplice, il bacino di calma del Mignone – Lasco del Falegname – dell’impianto Csp è colmo e non riesce più «a drenare le particelle di fango in sospensione nell’acqua che vengono trasportate dalle pompe di sollevamento direttamente presso l’impianto di potabilizzazione di Monte Augiano che non riesce, in sintesi, a lavorare l’acqua torbida in arrivo determinandone il fermo e o riduzione della portata per Civitavecchia. Se non erro – ricorda il consigliere – quello della pulizia del bacino di calma del fiume Mignone, era stato uno degli argomenti che questa amministrazione al suo insediamento aveva classificato come priorità 1. Ora – conclude Mecozzi – a distanza di quasi cinque anni ed a ridosso della imminente campagna elettorale, guarda caso, l’argomento torna ad essere di principale attualità».

Mecozzi ricorda anche,per quanto riguarda le due rotatorie in programma, che “il progetto esecutivo è stato approvato e finanziato dalla precedente amministrazione comunale e non sono bastati 5 anni per sbrogliare la matassa degli usi civici. Circa i 2 milioni di euro per le manutenzioni stradali rammento ancora una volta, che sono sempre frutto della passata amministrazione comunale che li aveva previsti, ma purtroppo non utilizzati per la realizzazione del raddoppio della viabilità di viale della Vittoria”. 

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Allumiere in fermento: arriva il Palio

ALLUMIERE – Ad Allumiere ormai si respira aria di Palio con l’adrenalina che sale sempre di più e col paese completamente vestito a festa con tutti i colori delle sei Contrade. Dappertutto è un risuonare di tamburi, uno sventolare di bandiere, un brulicare di persone intente a cucire, a stirare, a preprare ogni minimo particolare: tutto nel giorno del Palio dovrà essere perfetto. In ogni Contrada vige il massimo riserbo sui fantini e sui somari che gareggeranno per conquistare l’ambito Cencio. Sbanderatori e tamburini sono intenti a fare le prove cercando di tenere nascoste le prese più dificili e spettacolari. Da lunedì comincia la settimana di ‘‘passione’’, quella cioè che precede il Palio delle Contrade, giunto quest’anno alla 54^ edizione. Amministrazione Comunale, Pro Loco, Contrade e forze dell’ordine sono all’opera per garantire un’edizione pressochè perfetta del prossimo Palio: a garantire sicurezza e viabilità ci sarà una vera e propria task force (coordinata dal sindaco) con carabinieri, forestale, vigili urbani, volontari della Protezione Civile e polizia. La manifestazione si terrà il 18 e 19 agosto nel paese collinare ormai da mesi in fermento. Preparazione, tensione e rivalità si rinnovano, sempre uguali e sempre diverse, come ogni anno dal 1965. Le sei Contrade scalpitano e sono pronte a darsi battaglia per la conquista dell’ambito Cencio. I tre minuti della corsa degli asini in piazza della Repubblica decideranno il campione che, oltre al Cencio, porterà in Contrada anche il diritto di sbeffeggiare tutti gli avversari per un anno intero; fino alla prossima disputa, in un eterno ciclo di lavoro, passione, speranze, scaramanzie, sogni infranti e gioia dirompente. Sabato 18 la manifestazione si apre con la tradizionale Provaccia; alle 19.00 le sei Contrade potranno finalmente calcare l’anello in terra battuta della piazz circondata da . Ciascuna avrà circa 8 minuti per provare circuito e asini della scuderia e prendere una decisione fatale: scegliere i tre campioni a quattro zampe a cui affidare le speranze di tutti i contradaioli il giorno seguente. A seguito della Provaccia si prosegue con il Minipalio disputato su due batterie: il presidente della Contrada vincitrice viene premiato sul balcone del Comune. Dalle 21.30 si scioglie la tensione e la Notte delle Contrade si anima; come da tradizione le sei Contrade, ciascuna in una delle piazzette del paese, offrono da bere a paesani e visitatori: musica, divertimento, degustazione di prodotti locali proseguono fino a notte fonda. Nella ‘‘Notte colorata’’ si susseguiranno feste imperdibili, spettacolari e divertenti in ogni Contrada. Sono previste dj set, ballerine sud americane, danza del ventre, spettacoli per bambini, discoteca all’aperto con cubiste, schiuma party, animatori, balli di gruppo, prodotti enogastronomici e piatti tipici locali, vino birra, cocktail a fiumi e tanto altro il tutto in un clima di festa, di amicizia e anche di contesa fra le Contrade che faranno di tutto per fare la festa più bella e partecipata. La mattina di domenica 19, nonostante la baldoria della notte precedente, non si potrà mancare al rito della benedizione di asini e fantini sul sagrato della Chiesa di S.S. Maria Assunta e alla successiva ‘‘Punzonatura’’ (la numerazione degli asini che correranno il Palio domani pomeriggio. In aula consigliare verrà controllato, timbrato e sigillato il materiale per i fantini e per gli asini che saranno poi consegnati ai presidenti di ogni Contrada). Le Contrade hanno scelto i tre asini che correranno il Palio e quegli stessi asini vengono segnati con un numero progressivo che li rende riconoscibili: le speranze di tutto il paese saranno tutte riposte nella forza delle loro zampe. Alle 17 il corteo storico inizierà il suo maestoso cammino verso la piazza: circa 250 comparse faranno rivivere l’epoca del primo Rinascimento, della scoperta dei giacimenti di alumite e degli appalti di Da Castro, dei Medici e del Chigi in una spettacolare rievocazione storica. Papi, prelati, dame, signori, soldati, guardie, popolani, giocolieri, duellanti, nessuno sarà dimenticato grazie alle sapienti mani delle sarte delle Contrade che ogni anno regalano grandi emozioni al pubblico, numerosissimo, della manifestazione. Una giuria di docenti e di esperti valuterà ogni dettaglio per stabilire la Contrada vincitrice del trofeo: ‘‘Miglior corteo storico’’. Tra le comparse e nei cuori dei contradaioli un posto speciale è tradizionalmente riservato ad alfieri e tamburini. Gli sbandieratori di Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e S. Antonio si esibiranno e si sfideranno in una gara di agilità, abilità e coreografia. I loro lanci e le loro prese terranno col fiato sospeso il pubblico e delizieranno tutti con performances mozzafiato: questi verranno giudicati da una giuria di esperti della Fisb: la giuria sarà presieduta dal tecnico e maestro di bandiera Aquilino Mancinelli del gruppo sbandieratori di Soriano del Cimino; il gruppo migliore riceverà il trofeo. Al termine del Corteo Storico e delle esibizioni degli alfieri si procederà alla disputa del Palio vero e proprio. La piazza, come ogni anno tratterrà il fiato al primo clangore della prima prova delle gabbie. Come ogni anno attenderà trepidante la voce dagli altoparlanti che annuncerà il sorteggio delle gabbie fino ad esplodere in grida in esortazione, tifo, disperazione o gioia all’uscita degli asini in ogni batteria. Ma il vero boato sarà quello della Contrada che vincerà con la corsa liberatoria e trionfante dei contradaioli da ogni angolo della piazza sotto il balcone del Palazzo Comunale. Il coro esultante quando da quello stesso balcone, finalmente il Cencio, quest’anno realizzato dalla bravissima e poliedrica artista tolfetana Silvia Di Silvestro e offerto dalla farmacia Toti, sarà calato tra le mani dei fantini e del popolo. E poi il silenzio irreale del resto delle Contrade, che però non si abbatteranno e si prepareranno a rimboccarsi le maniche: guarderanno il vincitore portarsi a casa il Palio per cui hanno, in puro spirito volontaristico, lavorato per tutto un anno e in quel momento tutti sapremo che la sfida al Palio del prossimo anno sarà già iniziata. Da rilevare che a fine Palio si svolgerà la festa (aperta a tutti) nella Contrada vincitrice e poi in piazza dal balcone del Comune ci sarà la tradizionale Tombola. Molte le novità a corollario del Palio. In primis va rilevato che la delegata al Commercio Dania Trotti in collaborazione con il Comune di Allumiere ha dato il via alla 1^ edizione del ‘‘Palio in Vetrina’’. Il concorso, rivolto a tutti gli esercenti e attività economiche del Comune, prevede, previa adesione, l’allestimento delle proprie vetrine in base al tema del Palio, con addobbi e colori della Contrada appartenente. «L’iniziativa – spiega la delegata al Commercio, Dania Trotti – è finalizzata a rallegrare lo spirito di festa nelle vie cittadine e dar modo ai turisti di conoscere meglio la storia e la cultura del Palio e delle Contrade stesse, un ulteriore piccolo passo per portare a conoscenza una tradizione folcloristica e culturale, in  linea con la volontà della giunta stessa, di rendere il Comune di Allumiere protagonista del Palio a livello europeo. Si evidenzia che tutte le vetrine partecipanti al concorso verranno fotografate e giudicate da una giuria e verrà premiata la vetrina con l’addobbo migliore in concomitanza con la premiazione della gara del Palio. In questa settimana prima del Palio si terranno le varie ‘‘Cene del Contradaiolo’’ (una per ogni Contrada). Alle 18 ci sarà l’inaugurazione del Museo del Palio nel Palazzo Camerale. Il museo, che sarà diviso in sei sezioni, una per ogni Contrada, ospiterà anche delle teche in vetro nelle quali saranno riposti dei vecchi documenti messi a disposizione del grande Riccardo Rinaldi ideatore di questa manifestazione. Dalle 18.30 alle 20 spettacoli di giocoleria a cura dei giullari di Davide Rossi; alle 21.30 partenza del corteo storico da viale Garibaldi; alle 22.30 ci sarà la presentazione del Cencio; alle 23 spettacolo ‘‘La Terra dei briganti’’ a cura dei ‘‘Giullari di spade’’ e poi ‘‘Lunares in statera’’ a cura dei Giullari di Davide Rossi; alle 23.30 gran finale a sorpresa. «Il Palio ad Allumiere l’ho creato io – spiega Riccardo Rinaldi – lo volevo già anni indietro, ma non mi è stato possibile realizzarlo se non nel 1965. Ho inventato io gli stemmi e i colori, ho diviso il paese in 8 Contrade (2 non ci sono più – ndr) e ho pensato al Palio come summa di Corsa dei somari, corteo storico e gara degli sbandieratori. Per il nostro Palio mi sono ispirato a quello di Siena, patria del nostro Agostino Chigi».

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Ladispoli, cacciati e denunciati ma i clochard tornano nel tugurio di viale Europa

LADISPOLI – Uno stendipanni, i materassi e un gruppetto che si riunisce di nuovo. Erano stati allontanati dai carabinieri e dalla polizia municipale, per altro poi anche denunciati. Ed ora sono ancora una volta lì i clochard, tornati ad occupare i locali angusti sotto al cavalcaferrovia di viale Europa a Ladispoli. Un problema di degrado non ancora risolto. Sia per i senzatetto che continuano a condividere uno spazio al limite tra sporcizia e topi, sia per i residenti della zona che assistono quotidianamente a scene di inciviltà. In pieno giorno fanno i bisogni all’aria aperta persino di fronte ai bambini – sono le testimonianze di alcuni clienti dell’ufficio postale di via Caltagirone situato proprio di fronte alla baraccopoli. I senza fissa dimora, allontanati circa una ventina di giorni fa, hanno di nuovo portato materassi per dormire e gli stendini per far asciugare i panni. In prevalenza sono originari dell’Est europa – come hanno sempre confermato i membri della Caritas – ma di questo gruppo fa parte anche qualche sbandato italiano. In mattinata e nell’ora di pranzo solitamente si spostano bussando proprio al centro Caritas dove ricevono un pasto caldo e indumenti. Nel pomeriggio tornano nel tugurio. Un problema non di poco conto visto che i magazzini del cavalcaferrovia sono a pochi metri dai binari. I clochard, dopo aver bucato le recinzioni della ferrovia, attraversano le rotaie per far rientro nella loro “casa”. Negli ultimi mesi sono stati almeno tre gli incidenti mortali sulla linea ferroviaria all’altezza di Ladispoli. Pochi giorni fa invece un altro gruppo di clochard sotto al ponte di via Firenze ha dato vita ad una rissa. Un cittadino polacco è stato picchiato ed è finito in ospedale. Grazie ad un’indagine condotta sia dalla polizia di Stato che dai carabinieri di Civitavecchia è stato possibile risalire agli aggressori, un 42enne moldavo e un 35enne polacco. Entrambi sono stati arrestati perché “traditi” dalle intercettazioni nella caserma dei carabinieri di Civitavecchia. Un’altra storia di disperazione tra persone che a Ladispoli vivono sempre più ai margini della comunità. In città non esistono centri di accoglienza per i clochard che necessariamente sono costretti ad accamparsi nelle aree naturali o sulle sponde dei fiumi.

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''Viviamo in auto, il Sindaco ci aiuti''

SANTA MARINELLA – E’ una storia drammatica, quella di Germano e Elisabetta, che da mesi vivono in una casa prestata da un amico senza luce, senza acqua e senza un minimo di sostentamento, a causa delle precarie condizioni economiche in cui versano i due. Una storia che deve far riflettere su cosa sia la povertà oggi, su come, da un momento all’altro, il mondo di una intera famiglia possa essere sovvertito. La perdita del lavoro, la difficoltà nel trovarne un altro in tempi così duri per l’occupazione, i conti da pagare che si accumulano, l’impossibilità a pagarli, poi lo sfratto. E l’unica soluzione, dopo essere stati appoggiati a casa di un amico, resta quella di vivere in auto. Parte da qui la lettera aperta al sindaco di Santa Marinella che Germano e Elisabetta, 55 e 53 anni hanno voluto raccontarci. «Abbiamo dovuto lasciare l’abitazione dove vivevamo – dice l’uomo – in quanto è stata acquistata all’asta e la società acquirente non ha voluto farci un contratto di affitto, siamo in totale situazione di indigenza e non riusciamo neanche a fare la spesa, solo una persona ci ha aiutato a non sentirci soli, un semplice cittadino che si è attivato per darci una mano sincera, e quel cittadino si chiama Aceto Adriano. Io sono affetto da disabilità psichica e mi è stata riconosciuta l’invalidità all’ottanta per cento, percependo 290 euro al mese, mentre la mia compagna non lavora e vorrebbe fare le pulizie ma il lavoro non c’e e dalla Croce Rossa non riceviamo nulla da un mese, mentre la nostra vita dovrà continuare in un’auto senza assicurazione. Chiediamo aiuto al Comune, perchè la nostra storia è solo la punta di un iceberg di disperazione e crisi profonda che attanaglia il nostro territorio. Confidiamo in un intervento del sindaco Tidei per tenderci una mano e dare prova che, con una buona politica vicina ai cittadini, si possa far tornare a sperare chi la speranza e la dignità l’ha persa nel proprio percorso di vita».

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Ladispoli, la stazione della morte

LADISPOLI – Suicidio o tragico investimento? Ipotesi al vaglio degli investigatori che continuano ad indagare dopo l’ennesima tragedia sui binari alla stazione di Ladispoli. Anche questa volta gli agenti della Polfer di Civitavecchia chiamati a ricostruire la dinamica dell’impatto. Molti gli interrogativi dopo la terza vittima che si conta in appena due settimane. Se nel primo caso è quasi certo l’attraversamento selvaggio di un ragazzo indiano di 26 anni mentre sopraggiungeva un Frecciabianca che lo ha centrato in pieno (a confermarlo anche diversi testimoni uno dei quali ferito dopo essere stato raggiunto da alcune parti del corpo del giovane), restano gli interrogativi sull’investimento di martedì scorso e di quello avvenuto la notte tra sabato e domenica. (Agg. 23/04 ore 17,22 segue)

IL DRAMMA DELLA DISPERAZIONE. Nel caso di martedì gli agenti della polizia ferroviaria hanno rinvenuto sulle rotaie anche i due cani della vittima, un senza fissa dimora originario dell’Albania. L’uomo era stato colpito da un treno regionale in transito per cause ancora in corso di accertamento. E il dramma di sabato notte? Difficile al momento stabilirlo con precisione. Probabilmente si tratta di un altro clochard quello investito in pieno da un treni merci. Se così fosse si potrebbero addebitare i fatti alla disperazione, all’alcol magari, di persone che vivono ai margini della società e che popolano edifici abbandonati a ridosso delle ferrovie. (AGG. 23/04 ore 19) 

CINQUE VITTIME IN DUE ANNI. Sotto al cavalcaferrovia di Ladispoli di via Sironi, ad esempio, una trentina di senzatetto da anni si è insediato all’interno di un magazzino non più in uso. Sia di giorno che di notte gli sbandati, in prevalenza dell’Est europa, non esitano a camminare sulle rotaie, dopo aver bucato le recinzioni dei binari, per uscire da quel “tugurio” per raggiungere la Caritas. Fatto sta che si tratta della quinta vittima in due anni sulla Roma-Civitavecchia tra le stazioni di Ladispoli e Palidoro. E i pendolari continuano comunque a rischiare attraversando ogni giorno le rotaie in modo selvaggio. (AGG. 23/04 ORE 21,16)

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Traiano, torna la Grande stagione con ''Finale di partita''

CIVITAVECCHIA – Si torna al Traiano con ‘‘Finale di partita’’ di: Samuel Beckett. Lo spettacolo per la regia di Andrea Baracco, con Glauco Mauri e Roberto Sturno sarà sul palco del teatro comunale sabato alle 21 e domenica alle 17.

Parlare di Beckett significa parlare dell’insensatezza della condizione umana, della insondabilità dell’universo e dell’umano, del tentativo di esprimere l’inesprimibile, insomma di molti grandi temi, ma più di tutto significa parlare di teatro, di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della così detta drammaturgia di stampo realistico.

In Finale di partita tutto ciò è assolutamente evidente; da un lato i due bidoni che contengono Nagg e Nell, e poi la sedia a rotelle, la scala che dà sulle finestre in alto, costruiscono un luogo installativo, uno spazio autosufficiente che sembra non avere necessità di altro se non di se stesso per essere significante; e poi loro, gli unici abitanti plausibili e possibili di quel luogo, Hamm e Clov da un lato e Nagg e Nell, i genitori di Hamm, dall’altro, impensabili l’uno senza l’altro, come tante coppie comiche del cinema muto impossibili da immaginare separati. Complementari ma ostili, ferocemente legati l’uno all’altro.

L’attore Mari ha commentato: «Dopo Finale di partita, Beckett ha creato i suoi due ultimi capolavori: ‘‘L’ultimo nastro di Krapp’’ e ‘‘Giorni felici’’ dove la disperazione dei due personaggi si vela in una insolita pudica tenerezza. Per me Beckett è questo – ha detto – quando nel 1962 interpretai per la prima volta in Italia ‘‘L’ultimo nastro di Krapp’’ e ‘‘Atto senza parole’’ alcuni critici mi rimproverarono di aver reso poco beckettiani i due personaggi togliendogli quelchè di meccanico e geometrico che, secondo loro, era un segno indispensabile del “teatro dell’assurdo” di Beckett. Ma io ho – ha concluso Mari – sempre considerato Beckett non uno scrittore del teatro dell’assurdo ma un grande poeta della difficoltà del vivere dell’uomo».

Il prossimo fine settimana, invece, sarà la volta di ‘‘La Scuola’’ di Domenico Starnone, regia di Daniele Lucchetti, con Silvio Orlando, Vittoria Belvedere e Roberto Citran.

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Largo D’Ardia, tornano i sampietrini

CIVITAVECCHIA – Sampietrini che riaffiorano, dando un effetto ancora più realistico a una Civitavecchia che ha ormai rinunciato al futuro e che da tempo tende al passato. Si torna indietro, non solo sotto l’aspetto sociale e politico: l’arredo urbano civitavecchiese continua a regalare grosse sorprese. L’asfalto ormai è roba superata secondo i canoni del Movimento 5 Stelle, sarà per questo che nelle varie zone della città se ne trova sempre di meno. Chissà, probabilmente – come tutte le cose rare – col tempo acquisterà valore, contribuendo a risistemare i conti di un Comune che lo ha odiato a tal punto da abbandonarlo nei momenti più difficili, negandogli ogni tipo di soccorso. Scherzi a parte, la carenza di asfalto nei vari punti di Civitavecchia continua a indisporre i cittadini. Ma è mai possibile che nessuno noti gli ‘‘ammaloramenti del manto stradale’’ – così come ama chiamarli l’assessore Ceccarelli – con i quali ogni giorno automobilisti e pedoni sono costretti a fare i conti? Inconcepibile il degrado delle zone periferiche, figuriamoci ciò che sta accadendo in pieno centro.

Largo D’Ardia si presenta con due grosse voragini sul manto stradale. Da una, in prossimità della rotatoria – incrocio corso Centocelle – si notano addirittura i sampietrini sottostanti, per la disperazione di chi ogni giorno in auto non può evitare di prenderla in pieno. Pochi metri più in là, verso la Madonnina, un’altra grossa buca continua a dare filo da torcere agli automobilisti.  In attesa che qualcuno intervenga ringraziamo l’amministrazione per questo ennesimo tuffo nel passato. Certo, perché non iniziare a ripensare a una Civitavecchia fatta di sampietrini?

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