Tarquinia consiglio, Sandro Celli (Pd): “Amministrazione incapace e arrogante”

TARQUINIA – Strascichi polemici dopo l’ultimo consiglio comunale a Tarquinia. Il consigliere d’opposizione in quota Pd Sandro Celli attacca senza mezzi termini  l’amministrazione Mencarini stigmatizzando la spaccatura della maggioranza sulla delibera relativa all’ex centro chimico e le mancate risposte dell’assessore Manuel Catini, ex vicesindaco, sulla vicenda del saluto romano.

“Quello che è successo nell'ultimo consiglio comunale ha dell'incredibile. – tuona Celli –  In un'unica seduta questa amministrazione è riuscita a dimostrare contemporaneamente la sua incapacità ed inadeguatezza amministrativa e gestionale nonché la supponenza e l'arroganza di chi, anzichè sentirsi addosso la responsabilità di dover rappresentare ed amministrare una comunità, pensa, invece, di esserne il padrone. Ogni volta, infatti, che in consiglio comunale arriva un argomento che va oltre l'organizzazione della caccia al tesoro questa maggioranza va in crisi e deve chiedere la sospensione per continuare a litigare in un'altra stanza”.

“Ciò è successo anche nell'ultima seduta, dove, dopo che autorevoli membri della maggioranza si dichiaravano sui social come l'amministrazione dei fatti e non delle chiacchiere annunciando la delibera di acquisizione dell'ex centro chimico per farne un polo fieristico, la stessa delibera è stata costretta a ritirarla su richiesta della minoranza che ne ha evidenziato tutte le criticità nell'iter seguito – spiega Celli –  Non solo è stata ritirata, ma lo si è fatto anche con i voti di una parte della maggioranza, che si è così spaccata in modo chiaro ed evidente. E bene ha fatto il gruppo di Idea e Sviluppo a prendere posizione in merito, a differenza di chi non ha capito neanche di cosa si stava parlando e solo per una puerile dimostrazione di forza avrebbe anche messo a rischio l'amministrazione nell'eseguire un'operazione al buio che avrebbe potuto rivelarsi capestro. Si voleva infatti, deliberare l'avvio della procedura di acquisizione dell'ex centro chimico senza aver prima effettuato tutti i controlli documentali ed eseguito sopralluoghi sul sito onde verificarne lo stato per poter preventivamente analizzare la convenienza dell'operazione valutando precisamente i costi di bonifica e dell'eventuale disinquinamento del sito rispetto al suo stato attuale ed in considerazione all'uso che se ne è fatto per fini militari. Tutto ciò, nonostante la stessa Agenzia del  Demanio li invitasse ad eseguire tali controlli prima di deliberarne la conferma dell'interesse all'acquisizione”. 

“Sul punto invece dell'episodio del "saluto romano", l'incapacità è stata sostituita dalla supponenza e dall'arroganza, – incalza Celli – mentre l'inadeguatezza è stata supportata dalla totale inconsapevolezza del ruolo istituzionale che riveste un amministratore. Dopo aver disertato il primo consiglio, hanno, infatti, di nuovo offeso la città imbavagliando la discussione con un  silenzio assordante che vale mille volte di più di una dichiarazione di coinvolgimento. Hanno irresponsabilmente mancato di rispetto ai cittadini trincerandosi dietro sorrisi sconcertanti ed il mutismo arrogante di chi ha paura”.

 “L'assessore Catini non ha dato nessuna risposta alle domande dirette e legittime che gli ha rivolto chi rappresenta il 75% degli elettori, ma che, sono sicuro, siano le stesse domande a cui l'intera città chiede delle risposte. – aggiunge Celli – Ma la verità è che non ha potuto dare nessuna risposta, forse perchè quelle che avrebbe dovuto dare sarebbero state troppo imbarazzanti per lui e per la città. Spero che quel disagio e quell'irritazione palpabili da parte di tanti consiglieri di maggioranza, e credo dello stesso Sindaco, unico che da subito ed in modo deciso ha preso le distanze da quel gesto, si tramutino in uno scatto di orgoglio e di dignità nei confronti della città pretendendo da chi è coinvolto in quel triste episodio e sta creando imbarazzo a tutti, le dimissioni da amministratore. Potrebbe essergli utile per avere il giusto tempo per maturare politicamente e riflettere bene sul significato etico e giuridico del ruolo di amministratore pubblico”.

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Il commento di Pietro Tidei ai volantini anonimi diffusi in città: ''Fango confezionato ad arte''

SANTA MARINELLA – Agli attacchi ricevuti attraverso un volantino anonimo, a cui il candidato sindaco Pietro Tidei ha deciso di rispondere con due querele presentate stamani ai Carabinieri, l’esponente piddino coglie l’occasione di dire la sua in un comizio tenuto domenica a Santa Severa. “Avendo già avuto tutte le soddisfazioni che la politica in tanti anni mi ha saputo regalare – ha spiegato Tidei ai presenti – anni di impegno personale, ho voluto mettere la mia esperienza a disposizione di questa città, tenuto conto dei risultati negativi che, chi mi ha preceduto ha fatto registrare, e del disastro in cui versa oggi Santa Marinella. Ho improntato questa campagna elettorale non prendendomela con qualcuno nello specifico, ma denunciando una situazione profondamente negativa. Vengo adesso ricambiato dal fango confezionato ad arte da specialisti non proprio anonimi, che sono stati ed andranno sui giornali solo per vicende di cronaca nera. Vorrei dire ai miei competitor, che sarò il sindaco di tutti e una volta eletto chiamerò il mio avversario, nel caso si rendesse disponibile ad unire le forze, e se lui vorrà collaborare sarò a disposizione nell’interesse della città. Non ci sarà uno steccato a dividere chi sta da una parte e chi sta dall’altra, ma un colloquio continuo e costruttivo per unire le forze positive ed intelligenti al fine di lavorare assieme per tirare fuori le soluzioni di cui la città ed i suoi abitanti hanno bisogno. Per questa ragione e non avendone trovato traccia in quello che Ricci chiama programma, mi piacerebbe introdurre la possibilità di un confronto pubblico sui temi importanti e sulle soluzione che, ognuno di noi, sa mettere in campo”. “Mi piacerebbe – conclude Tidei – ma so già di incontrare resistenze da parte di chi ha disertato un’altra importante occasione. Mi piacerebbe ma non dispero, non muovo fango ma porgo una mano, Santa Marinella ha bisogno di progetti, non delle solite chiacchiere”.

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Di Majo, valutazioni lontane

CIVITAVECCHIA – È sicuramente un momento difficile per il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale, forse il peggiore dal suo insediamento. Eppure Francesco Maria di Majo potrebbe trovare un po’ di sollievo nelle pagelle del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il numero uno di Molo Vespucci negli ultimi mesi ha ricevuto una serie di stoccate da vari esponenti politici locali, la peggiore probabilmente quella dell’ex sindaco Pietro Tidei (Pd), che ne caldeggiò la nomina a suo tempo, con l’accusa di aver disertato il Seatrade di Miami, momento vitale per il porto e la sua economia. Uno scalo che sta soffrendo, come evidenziato dalle varie manifestazioni degli ultimi mesi.

Vedi, ad esempio, il caso Royal Bus, le proteste dei lavoratori ex Privilege, il sequestro delle gru Gtc che ha rischiato di paralizzare tutto il porto o il fermo degli autotrasportatori. Ma dal MIT una parziale buona notizia per il presidente. Il Ministero, infatti, ha deciso di effettuare una valutazione su quanto fatto dai 15 presidenti delle Adsp sulla cui base decidere se erogare la parte variabile del compenso annuo.

Ogni presidente di Authority ha un compenso annuo di 170mila euro a cui si possono aggiungere altri 60mila lordi di parte varabile. I dirigenti del MIT stanno stilando delle vere e proprie pagelle, che si basano essenzialmente sul raggiungimento degli obiettivi operativi e sui comportamenti organizzativi. Secondo alcune indiscrezioni provenienti da “The Medi Telegraph”, magazine del Secolo XIX, soltanto tre presidenti su quindici starebbero per ricevere una pagella negativa e tra questi non figurerebbe di Majo. Valutazione che solleva qualche dubbio, specialmente dopo i pesanti attacchi che hanno bocciato il suo operato su tutti i fronti a livello locale mentre dal Ministero pare pronto un giudizio positivo per il numero uno di Molo Vespucci.

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FdI ''Almirante'': ''Grave e colpevole inerzia del presidente dell’Adsp di Majo''

CIVITAVECCHIA – «Credo che l’errore più grande e commesso da di Majo sia stato quello di non adeguare le tariffe». Lo dichiara il consigliere comunale di minoranza Andrea D’Angelo che attacca il presidente dell’AdSP Francesco Maria di Majo, dopo le notizie dei giorni scorsi riguardo un rischio di default per l’Authority. Notizia che però, unita all’attacco del dem Pietro Tidei che ha accusato di Majo di aver disertato il Seatrade, ha scatenato una bufera. «La sentenza della Cassazione – continua D’Angelo – da un lato ha stabilito la competenza del giudice amministrativo, dall’altro ha impedito che a Total Erg, unico ricorrente, si accodassero con le loro richieste di rimborso anche Enel, Eni, Sodeco e altri concessionari. Bastava un decreto di aumento della tassa, motivato adeguatamente, proprio come richiestogli dal Consiglio di Stato per colmare quel vuoto di cassa che oggi ha messo in crisi il sistema».

Ma arriva una stoccata anche dal circolo locale FdI ‘‘Almirante’’. «Non è la prima volta che interveniamo per stigmatizzare l’operato del presidente, che sta dimostrando di essere assolutamente inadeguato a presiedere gli uffici di Molo Vespucci. Non possiamo – spiegano da FdI – non evidenziare la grave e colpevole inerzia di di Majo, che dal 2017 non ha approvato una nuova delibera, questa volta possibilmente meglio motivata per superare le censure mosse dal Consiglio di Stato, con la quale poter riprendere la riscossione delle tariffe di approdo applicate agli operatori economici che movimentano le merci in ambito portuale», Dal direttivo del circolo augurano che si crei un nuovo governo di centrodestra che sollevi «dall’incarico un presidente che sta dimostrando assoluta inadeguatezza».

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Di Majo diserta il Seatrade e Tidei gli volta le spalle

CIVITAVECCHIA – Tidei volta le spalle a di Majo dopo l’assenza al Seatrade di Miami. Duro attacco dell’ex sindaco civitavecchiese del Pd al presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale colpevole, secondo il dem, di aver disertato ad un evento importante come quello di Miami. Una stilettata pesante quella del dem, soprattutto dal punto di vista politico, quella del dem al numero uno di Molo Vespucci.

“L’Autorità portuale di Civitavecchia ha in pratica disertato l’evento affidandosi ad una delegazione di minore standing composta di tecnici. Né il presidente di Majo né la segretaria Macii – si legge nella nota inviata da Tidei – hanno messo piede a Fort Lauderdale, sede provvisoria del  Seatrade Cruise Global  che è il più grande raduno del settore crocieristico con oltre 11.000 partecipanti e 700 aziende espositrici”.

Un evento fondamentale e un’assenza pesante che non è stata perdonata al numero uno di Molo Vespucci.

“Nella Piattaforma per lo Sviluppo presentata a gennaio insieme a Fabio Angeloni che ne è coautore – prosegue Tidei – il porto è il pezzo insostituibile, e non può bucare appuntamenti come il Seatrade: conservare la leadership per le crociere nel mediterraneo, far decollare il traffico merci, creare nuove infrastrutture, sviluppare nuova economia nel turismo  e nelle culture bio per trainare la città fuori da lungo inverno iniziato con la progressiva chiusura delle centrali, prima del 2024 che segnerà la chiusura del carbone”. 
Tidei conclude duro assicurando che chiederà un incontro a di Majo “per aprire un confronto” e accusa il sindaco Cozzolino di aver “abbandonato il discorso porto”.

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