DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 settembre 2018

Progetto «Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati».
(18A07255)

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Cerveteri tra i ‘‘Luoghi del cuore’’ del FAI

CERVETERI – Sul sito della FAI – Fondo Ambiente Italiano, c’è la possibilità di votare Cerveteri fino al 30 novembre 2018 come I Luoghi del Cuore – Censimento dei luoghi italiani. Dopo ogni edizione il FAI interviene concretamente a favore di una selezione dei beni più votati. Partecipa al censimento e aiuta i tuoi luoghi del cuore a scalare la classifica. 
«Il FAI – scrivono sul sito su i ‘’Luoghi da proteggere’’ – è nato da un forte desiderio di proteggere la bellezza del nostro Paese, per tutelare luoghi speciali, che tutto il mondo ci invidia, ma anche per dare valore a beni minori troppo spesso dimenticati. Per questo, nel corso degli anni la nostra attività si è diversificata. Non solo ci prendiamo cura dei luoghi che ci vengono affidati tramite lasciti o donazioni ma ci occupiamo per esempio di far conoscere beni particolari, generalmente inaccessibili, aprendoli durante le Giornate FAI; di segnalare alle Istituzioni i beni più amati dai cittadini che li votano durante il censimento “I Luoghi del Cuore”; o, ancora, di sottoscrivere convenzioni riservate ai nostri iscritti per ingressi scontati presso tante realtà culturali italiane, siano esse gallerie, teatri, dimore storiche, musei e così via. Perché i luoghi, ogni luogo, parla di noi, è il nostro specchio e conoscerlo e averne cura significa occuparci di noi stessi, della nostra stessa vita». 
Per poter votare occorre registrarsi gratuitamente al sito, oltre ad accedere ad un’area privata, potrete votare i luoghi del cuore e aggiungere informazioni, notizie ed eventi per arricchire le loro schede. Se fate parte di un comitato che raccoglie voti, potrete creare la vostra pagina personale sul sito. Ricordatevi c’è tempo solo fino al 30 novembre.

 

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Cerimoniale, dimenticati i martiri delle foibe

SANTA MARINELLA – Ha generato polemiche la dimenticanza da parte del sindaco Pietro Tidei, di inserire i martiri delle foibe nel regolamento del cerimoniale votato in consiglio comunale, argomento molto caro agli esponenti politici della destra cittadina. «Apprendo con sincero stupore – dice Tidei – che il consigliere Calvo e la non eletta Felici, sbandierano alla cittadinanza una vittoria di Pirro, per la presunta dimenticanza del giorno del ricordo dei martiri delle foibe, all’interno del regolamento sul cerimoniale. Ai disattenti Calvo e Felici, voglio dire che il regolamento del cerimoniale è stato redatto sulla base della direttiva dell’ufficio del cerimoniale di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, consultabile al link: http://presidenza.governo.it/ufficio_cerimoniale/cerimoniale/giornate.html#solennita, che inserisce la giornata in ricordo delle vittime istriane, fiumane e dalmate del 10 febbraio come una solennità civile dove lo Stato italiano prevede, in ricordo della memoria, esclusivamente l’imbandieramento degli uffici pubblici, trattandosi di un giorno non festivo e non celebrativo nazionale e internazionale. Altro aspetto per le giornate del 19 marzo, riconosciuto dal Comune come festivo perché è la festa del Santo Patrono e il 2 ottobre, riconosciuto come giornata alla memoria cittadina con tanto delibera di consiglio comunale”. “Ciò nonostante – conclude Tidei – all’articolo 29 del regolamento comunale sul cerimoniale, lo stesso all’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, vi è chiaramente scritto che, oltre alle cerimonie indicate nell’elenco si deve far riferimento all’appendice dove sono inserite tutte le altre date e ricorrenze. Cari Calvo e Felici, come potete vedere non manca nulla se non la vostra attenzione nella consultazione degli atti pubblici”.

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Mecozzi: ''Benci e Gatti, quartiere dimenticato''

CIVITAVECCHIA – “Benci e Gatti: quartiere nel dimenticatoio”. Parola del consigliere comunale de Polo democratico Mirko Mecozzi che torna ad attaccare l’amministrazione ricordando gli anni difficili che l’area sta vivendo, in primis per le crisi idriche che hanno colpito le scorse estati “che hanno indotto gli abitanti del popoloso quartiere Benci e Gatti e vie limitrofe a scendere in piazza per manifestare nei confronti di un’amministrazione inconcludente – tuona Mecozzi – che si è limitata a spostare dapprima qualche tubo e mandare le manichette dell'acqua agli ultimi piani. Dopo alcune manifestazioni di interesse riguardanti la possibilità da parte della stessa amministrazione di istallare nel quartiere un congruo numero di serbatoi per stoccare l'acqua potabile, promessa che non è stata realizzata, ma già lo si sapeva e non appena ha ceduto il servizio idrico ad Acea, questa amministrazione comunale ha messo il quartiere stesso definitivamente nel dimenticatoio. Non solo la carenza idrica è perdurata per tutta l'estate – continua duro il consigliere – ma anche tutti gli altri servizi sono risultati in grande sofferenza”.

Altro problema evidenziato da Mecozzi sono i giardini ed il verde pubblico “dimenticati così come il servizio di spazzamento che passa ogni morte di papa – prosegue – lasciando il quartiere nel degrado più assoluto, tanto gli abitanti che hanno una età media sopra i 60 anni, non hanno più né la forza né la fantasia per fare le loro giuste rimostranze nella consapevolezza che tanto nessuno li ascolterà”. 
Ma per Mecozzi è proprio l’età media degli abitanti della zona il motivo per cui l’amministrazione a Cinque stelle dovrebbe essere più attenta agli abitanti del quartiere storico, “civitavecchiesi veraci che meritano più rispetto è più attenzione. Come consigliere di opposizione, cittadino e civitavecchiese – conclude Mecozzi – invito questa amministrazione a valutare attentamente le necessità del quartiere e nel contempo resto a disposizione dei cittadini per qualsiasi azione vogliano intraprendere a riguardo”.  

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Il Comune di Montalto di Castro al villaggio della Coldiretti a Roma

MONTALTO DI CASTRO – L’amministrazione comunale di Montalto di Castro presente al “Villaggio contadino” della Coldiretti a Roma per sostenere l’agricoltura e valorizzare i cibi, le piante e gli animali grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai ‘‘Sigilli’’ di Campagna Amica. Il sindaco Sergio Caci e la delegata all’Agricoltura Rita Goddi hanno partecipato a questa importante iniziativa che sarà presente fino a domenica 7 ottobre nell’area del Circo Massimo. Una mega fattoria allestita da Coldiretti per promuovere le iniziative e scoprire i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi «dimenticati» che assicurano all’Italia il primato nella biodiversità alimentare. Il sindaco e la consigliera hanno approfittato dell’evento per incontrare il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, con i rappresentanti locali dell’organizzazione, il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. «Siamo certi – dichiara il sindaco Sergio Caci – che questa manifestazione ha dato un chiaro monito alla politica: la vera economia reale è quella agricola e non finanziaria. Solo il lavoro produce ricchezza».  «Il mio impegno per il settore agricolo – aggiunge Rita Goddi – continuerà rafforzato da questo incontro e dagli impegni presi con gli organizzatori».
 

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Il Comune di Montalto di Castro al villaggio della Coldiretti a Roma

MONTALTO DI CASTRO – L’amministrazione comunale di Montalto di Castro presente al “Villaggio contadino” della Coldiretti a Roma per sostenere l’agricoltura e valorizzare i cibi, le piante e gli animali grazie al lavoro di generazioni riconosciuto e sostenuto dai ‘‘Sigilli’’ di Campagna Amica. Il sindaco Sergio Caci e la delegata all’Agricoltura Rita Goddi hanno partecipato a questa importante iniziativa che sarà presente fino a domenica 7 ottobre nell’area del Circo Massimo. Una mega fattoria allestita da Coldiretti per promuovere le iniziative e scoprire i formaggi, i salumi, la frutta e gli ortaggi «dimenticati» che assicurano all’Italia il primato nella biodiversità alimentare. Il sindaco e la consigliera hanno approfittato dell’evento per incontrare il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, con i rappresentanti locali dell’organizzazione, il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. «Siamo certi – dichiara il sindaco Sergio Caci – che questa manifestazione ha dato un chiaro monito alla politica: la vera economia reale è quella agricola e non finanziaria. Solo il lavoro produce ricchezza».  «Il mio impegno per il settore agricolo – aggiunge Rita Goddi – continuerà rafforzato da questo incontro e dagli impegni presi con gli organizzatori».
 

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Dimissioni Mencarini, Palmini (Pd): "La toppa peggio del buco"

TARQUINIA – «La toppa è peggio del buco. Prendete esempio dal Sindaco cosa vuol dire dignità: il comunicato dei gruppi della maggioranza che chiedono al sindaco di ripensarci è patetico, vergognoso e conferma che chi amministrava questa città era ed è senza dignità. Le motivazioni del Sindaco Mencarini sono chiare, cristalline altro che strumentalizzate da avvoltoi e sciacalli”. Nuovo affondo del segretario del Partito democratico Armando Palmini che torna a rimarcare le parole del sindaco ‘’Lascio non per motivi di salute come qualcuno della mia maggioranza vorrebbe far credere, ma per motivi politici. Sono stanco dei ricatti continui che subisco da un anno a questa parte dai gruppi della mia stessa maggioranza’’. Avete capito bene cosa ha scritto il vostro Sindaco. Inutile adesso elaborare comunicati congiunti strappalacrime dove dite al” Babbo” non lo facciamo più, non ci cacciare, diventiamo buoni, votiamo tutto quello che vuoi. Cosa non si fa per un mese di stipendio in più, per trattenere la parte più nobile del corpo umano ancora per un pò di tempo sul comodo strapuntino dove i cittadini vi hanno messo e mai più vi ci metteranno. Senza dignità, come a quei bambini a cui la maestra gli toglie i giocattoli e piangenti la supplicano di non farlo più». 
«Vi siete dimenticati già come vi ha definiti? – aggiunge Palmini – Gruppi di potere a caccia di voti, sempre pronti ad azzannarvi, condizionando perennemente l’attività amministrativa per soli scopi personali. Non vi basta come vi ha definito e quello che state facendo all’Agraria dove addirittura il gruppo Serafini è passato all’opposizione? Non sappiamo chi ha scritto quel comunicato pietoso ,privo di dignità e di vergogna. Ma chi l’ha scritto doveva essere veramente nel panico, altrimenti un comunicato del genere non ha giustificazioni. Cari consiglieri di maggioranza, lo sappiamo cosa vi passa per la mente: che i cittadini hanno la memoria corta e tra qualche mese sarà tutto dimenticato. Ricordate che potranno avere qualche volta la memoria corta ma i cittadini nun’so’ fess e con il popolo, a forza di pigliarlo in giro “ ce se sbatte er muso”. Perché statene certi, che quello che ha scritto di voi il Sindaco Mencarini non lo dimenticherà nessuno, come i cittadini non dimenticheranno il vostro pietoso, indegno e vergognoso comunicato di ammissione di colpa».

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Acqua non potabile solo a Boccelle Bassa

CIVITAVECCHIA – Dopo diverse settimane il Pincio ha revocato l’ordinanza di non potabilità che, fino a ieri, riguardava diverse zone della città. Oggi l’acqua resta non potabile soltanto nella zona di Boccelle Bassa dove è ubicata la fontanina pubblica di largo Possenti e dove è stata rilevata una presenza di trialometani superiore ai limiti fissati dalla legge.

I trialometani sono composti chimici che si producono solitamente attraverso la clorazione delle acque. Il cloro viene immesso nella rete idrica per abbattere i livelli dei colibatteri. L’acqua in questo caso non può essere utilizzata neanche dopo la bollitura. 

Critico il Pd. “E' recente la notizia che la non potabilità dell'acqua a Civitavecchia si è ridotta alla sola zona di Boccelle, una notizia confortante se solo non fosse che la non potabilità della stessa ora è dovuta alla presenza di trialometani, sostanza altamente cancerogena con pericolosità scientificamente dimostrata per tutti gli organi vitali. Per capirci, questo prodotto viene utilizzato addirittura nella creazione dei solventi chimici e dei fluidi refrigeranti. Nel caso di Civitavecchia però – spiega il segretario Germano Ferri – la presenza di tale sostanza cancerogena nell'acqua che arriva nelle nostre case, è probabilmente dovuta alla massiva clorazione delle acque stesse da parte della società che fornisce il servizio alla nostra città, al fine di eliminare una volta per tutte i batteri fecali presenti nelle rete idrica derivanti dalla contaminazione da parte degli scarichi fognari. Sicuramente se è presente un inquinamento delle acque superficiali da fattori di origine antropica come ad esempio gli scarichi fognari, è sulla tutela del territorio che si deve puntare, monitorando costantemente il percorso dell'acqua ed individuando ed eliminando tutte le fonti inquinanti durante il tragitto, punendo ovviamente severamente i trasgressori. In una città in cui i tassi di morte per patologie neoplastiche sono alle stelle, territorio in cui tra le centrali ormai dismesse le quali non mantengono più la promessa occupazionale iniziale che le aveva fatte accettare dalla città, o le navi che dissipano nell'aria un fumo nero e denso di inquinanti, ora la città si trova esposta a sostanze nocive anche tramite l'acqua che arriva nelle case con i rubinetti. La salute è un diritto fondamentale dell'uomo e come ci ricorda la nostra Costituzione, le nostre Istituzioni devono tutelare lo stesso ma, ahimè, a Civitavecchia sembra se ne siano dimenticati”. 

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Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: "Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps". Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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FdI: ''Abitanti dimenticati dall’amministrazione''

CIVITAVECCHIA –  «Non possiamo non essere pienamente solidali con gli abitanti di San Liborio». Lo dichiara il direttivo del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Giorgio Almirante che interviene a supporto degli abitanti del popoloso quartiere periferico, dopo il grido d’allarme lanciato tramite un video sui social da un residente esasperato. Una situazione al limite del tollerabile, un quartiere dormitorio senza marciapiedi e illuminazione. Un quadro disarmante, soprattutto per i suoi abitanti. FdI interviene ricordando che «la commissione decoro urbano del circolo ‘‘Almirante’’ di Fratelli d’Italia, ha presentato – continuano dal direttivo – il 2 luglio 2018, protocollandola presso l’ufficio protocollo del comune di Civitavecchia, una dettagliata richiesta di intervento per la pulizia delle strade e lo sfalcio delle erbacce del quartiere San Liborio, così come del parco prospiciente via Cerruti. Purtroppo, a distanza di un mese, i problemi segnalati sono rimasti insoluti – tuonano da FdI – e gli interventi effettuati da Csp, sulla base anche della nostra segnalazione, sono stati purtroppo realizzati in maniera parziale (strade e sfalcio dell’erba non completato, ad esempio in via Nuova di San Liborio)». Insomma, siamo al punto di partenza o quasi. Il direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ sottolinea come il fatto che questi interventi non siano stati risolutivi abbia mostrato «i problemi organizzativi e di organico che, come evidenziato in una nostra successiva comunicazione, rappresentano un limite strutturale del contratto di servizio della manutenzione del verde – continuano da FdI – un servizio che, per come è stato strutturato dall’amministrazione comunale, non funzionerà mai».

Che le richieste di interventi di manutenzione del verde fosse tante non è certo una novità, era stato lo stesso amministratore unico della Csp, Francesco De Leva, a confermarlo. Il problema però resta ed è oggettivo. Che a San Liborio sterpaglie ed erba siano fuori controllo è un dato di fatto, che i marciapiedi in alcune aree siano impraticabili anche, così come l’assenza di illuminazione su via Nuova di San Liborio alta. «Oltre al verde – proseguono dal direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ – anche il problema dell’illuminazione pubblica carente è molto sentito: è da dicembre – sottolineano – che il nostro circolo ha segnalato pubblicamente il problema, senza, purtroppo, ricevere alcuna risposta dall’amministrazione comunale. Le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state completate e gli uffici competenti non si sono attivati per pretendere la corretta esecuzione dei lavori. A pagarne le conseguenze – concludono duri – purtroppo, sono gli abitanti di San Liborio».

Quindi per FdI ‘‘Almirante’’ si tratterebbe, ancora una volta, di colpevole inerzia che va a scapito dei cittadini, in questo caso de quartiere periferico. Intanto dall’amministrazione silenzio dopo la richiesta di intervento dei cittadini e la perdita segnalata nei giorni scorsi – sempre su via Nuova di San Liborio – nella giornata di giovedì è peggiorata con l’asfalto che si è rialzato e acqua e fango che hanno invaso la via. La sensazione che si ha attraversando San Liborio è di un quartiere agonizzante, lasciato a se stesso, mentre vivendoci si ha l’impressione di abbandono totale da parte delle istituzioni. La richiesta da parte dei cittadini è sempre la stessa: maggiore considerazione.

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