Dimissioni Mencarini, Palmini (Pd): "La toppa peggio del buco"

TARQUINIA – «La toppa è peggio del buco. Prendete esempio dal Sindaco cosa vuol dire dignità: il comunicato dei gruppi della maggioranza che chiedono al sindaco di ripensarci è patetico, vergognoso e conferma che chi amministrava questa città era ed è senza dignità. Le motivazioni del Sindaco Mencarini sono chiare, cristalline altro che strumentalizzate da avvoltoi e sciacalli”. Nuovo affondo del segretario del Partito democratico Armando Palmini che torna a rimarcare le parole del sindaco ‘’Lascio non per motivi di salute come qualcuno della mia maggioranza vorrebbe far credere, ma per motivi politici. Sono stanco dei ricatti continui che subisco da un anno a questa parte dai gruppi della mia stessa maggioranza’’. Avete capito bene cosa ha scritto il vostro Sindaco. Inutile adesso elaborare comunicati congiunti strappalacrime dove dite al” Babbo” non lo facciamo più, non ci cacciare, diventiamo buoni, votiamo tutto quello che vuoi. Cosa non si fa per un mese di stipendio in più, per trattenere la parte più nobile del corpo umano ancora per un pò di tempo sul comodo strapuntino dove i cittadini vi hanno messo e mai più vi ci metteranno. Senza dignità, come a quei bambini a cui la maestra gli toglie i giocattoli e piangenti la supplicano di non farlo più». 
«Vi siete dimenticati già come vi ha definiti? – aggiunge Palmini – Gruppi di potere a caccia di voti, sempre pronti ad azzannarvi, condizionando perennemente l’attività amministrativa per soli scopi personali. Non vi basta come vi ha definito e quello che state facendo all’Agraria dove addirittura il gruppo Serafini è passato all’opposizione? Non sappiamo chi ha scritto quel comunicato pietoso ,privo di dignità e di vergogna. Ma chi l’ha scritto doveva essere veramente nel panico, altrimenti un comunicato del genere non ha giustificazioni. Cari consiglieri di maggioranza, lo sappiamo cosa vi passa per la mente: che i cittadini hanno la memoria corta e tra qualche mese sarà tutto dimenticato. Ricordate che potranno avere qualche volta la memoria corta ma i cittadini nun’so’ fess e con il popolo, a forza di pigliarlo in giro “ ce se sbatte er muso”. Perché statene certi, che quello che ha scritto di voi il Sindaco Mencarini non lo dimenticherà nessuno, come i cittadini non dimenticheranno il vostro pietoso, indegno e vergognoso comunicato di ammissione di colpa».

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Acqua non potabile solo a Boccelle Bassa

CIVITAVECCHIA – Dopo diverse settimane il Pincio ha revocato l’ordinanza di non potabilità che, fino a ieri, riguardava diverse zone della città. Oggi l’acqua resta non potabile soltanto nella zona di Boccelle Bassa dove è ubicata la fontanina pubblica di largo Possenti e dove è stata rilevata una presenza di trialometani superiore ai limiti fissati dalla legge.

I trialometani sono composti chimici che si producono solitamente attraverso la clorazione delle acque. Il cloro viene immesso nella rete idrica per abbattere i livelli dei colibatteri. L’acqua in questo caso non può essere utilizzata neanche dopo la bollitura. 

Critico il Pd. “E' recente la notizia che la non potabilità dell'acqua a Civitavecchia si è ridotta alla sola zona di Boccelle, una notizia confortante se solo non fosse che la non potabilità della stessa ora è dovuta alla presenza di trialometani, sostanza altamente cancerogena con pericolosità scientificamente dimostrata per tutti gli organi vitali. Per capirci, questo prodotto viene utilizzato addirittura nella creazione dei solventi chimici e dei fluidi refrigeranti. Nel caso di Civitavecchia però – spiega il segretario Germano Ferri – la presenza di tale sostanza cancerogena nell'acqua che arriva nelle nostre case, è probabilmente dovuta alla massiva clorazione delle acque stesse da parte della società che fornisce il servizio alla nostra città, al fine di eliminare una volta per tutte i batteri fecali presenti nelle rete idrica derivanti dalla contaminazione da parte degli scarichi fognari. Sicuramente se è presente un inquinamento delle acque superficiali da fattori di origine antropica come ad esempio gli scarichi fognari, è sulla tutela del territorio che si deve puntare, monitorando costantemente il percorso dell'acqua ed individuando ed eliminando tutte le fonti inquinanti durante il tragitto, punendo ovviamente severamente i trasgressori. In una città in cui i tassi di morte per patologie neoplastiche sono alle stelle, territorio in cui tra le centrali ormai dismesse le quali non mantengono più la promessa occupazionale iniziale che le aveva fatte accettare dalla città, o le navi che dissipano nell'aria un fumo nero e denso di inquinanti, ora la città si trova esposta a sostanze nocive anche tramite l'acqua che arriva nelle case con i rubinetti. La salute è un diritto fondamentale dell'uomo e come ci ricorda la nostra Costituzione, le nostre Istituzioni devono tutelare lo stesso ma, ahimè, a Civitavecchia sembra se ne siano dimenticati”. 

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Csp, cancellato il Tfr di 300 dipendenti

CIVITAVECCHIA – C’è chi ha perso tra i 4 e i 5mila euro ma altri, i lavoratori più anziani, si sono visti cancellare in pochi istanti i risparmi di una vita: alcuni fino a 40 – 50mila euro. La società ha, infatti, recapitato una comunicazione con la quale venivano avvisati che il Tfr maturato presso le preesistenti Città pulita, Argo e Ippocrate doveva essere richiesto non alla Csp ma alle preesistenti società. Un messaggio che lascia qualche dubbio perché le cosiddette sot sembrano ormai avviate verso un triste fallimento (non è stato nemmeno riproposto un nuovo piano di concordato). Pertanto il lavoratore che dovesse recarsi a chiedere il proprio Tfr a Città pulita o Argo, rischierebbe di trovarsi a mani vuote. Uno scandalo che, in altri tempi, avrebbe certamente giustificato azioni di lotta, scioperi. Ma ormai gli stessi sindacati ed i lavoratori sembrano non avere più la forza di reagire. Così dinnanzi ai lavoratori che hanno perso trenta anni di Tfr, per un errore in fase di trasferimento da Hcs a Csp, cala un silenzio a dir poco imbarazzante.

Sembrerebbe che gli unici che siano riusciti a parlare con i vertici societari dell’incredibile vicenda, abbiano avuto rassicurazioni del tipo: "Non vi preoccupate, se nessuno vi paga interverrà il Fondo di solidarietà di Inps". Premesso che questo intervento di “garanzia” non è proprio scontato, va considerato che Csp quale cessionario dei rami di azienda, piuttosto che detrarre tutti i risparmi di cui al Tfr dei dipendenti, avrebbe dovuto farsene carico in base a precise disposizioni di Legge (su tutte l’articolo 2112 del Codice civile). Non è detto che i lavoratori non si rivolgano quindi al Giudice per richiamare Csp ai propri doveri. Ne nascerebbe un altro enorme contenzioso, stavolta realmente insostenibile per Csp. La nuova società è riuscita in meno di una anno ad accumulare decine di contenziosi, che rischiano di vedere soccombere pesantemente la società viste le “singolari” politiche del personale della società.

Nei giorni scorsi l’ultima novità che rischia di trasformarsi nell’ennesima battaglia legale. La società pare aver infatti deciso di mantenere, per alcuni lavoratori, la famosa riduzione della giornata lavorativa, decisa tra mille polemiche, lo scorso anno; per altri lavoratori, invece, avrebbe deciso di aumentare retribuzione ed orari di lavoro. Ma tornando a coloro che hanno perso tutto per la “dimenticanza” di de Leva e Micchi, che si sono dimenticati di trasferire il loro Tfr, non è difficile prevedere una altro contenzioso che questa volta potrebbe vedere protagonisti non meno di 200 dipendenti. Se si considera che già alcune decine sono in causa con la società, si rischierebbe una società con 360 dipendenti circa che è riuscita a ricevere causa da almeno 300 di essi. 

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FdI: ''Abitanti dimenticati dall’amministrazione''

CIVITAVECCHIA –  «Non possiamo non essere pienamente solidali con gli abitanti di San Liborio». Lo dichiara il direttivo del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Giorgio Almirante che interviene a supporto degli abitanti del popoloso quartiere periferico, dopo il grido d’allarme lanciato tramite un video sui social da un residente esasperato. Una situazione al limite del tollerabile, un quartiere dormitorio senza marciapiedi e illuminazione. Un quadro disarmante, soprattutto per i suoi abitanti. FdI interviene ricordando che «la commissione decoro urbano del circolo ‘‘Almirante’’ di Fratelli d’Italia, ha presentato – continuano dal direttivo – il 2 luglio 2018, protocollandola presso l’ufficio protocollo del comune di Civitavecchia, una dettagliata richiesta di intervento per la pulizia delle strade e lo sfalcio delle erbacce del quartiere San Liborio, così come del parco prospiciente via Cerruti. Purtroppo, a distanza di un mese, i problemi segnalati sono rimasti insoluti – tuonano da FdI – e gli interventi effettuati da Csp, sulla base anche della nostra segnalazione, sono stati purtroppo realizzati in maniera parziale (strade e sfalcio dell’erba non completato, ad esempio in via Nuova di San Liborio)». Insomma, siamo al punto di partenza o quasi. Il direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ sottolinea come il fatto che questi interventi non siano stati risolutivi abbia mostrato «i problemi organizzativi e di organico che, come evidenziato in una nostra successiva comunicazione, rappresentano un limite strutturale del contratto di servizio della manutenzione del verde – continuano da FdI – un servizio che, per come è stato strutturato dall’amministrazione comunale, non funzionerà mai».

Che le richieste di interventi di manutenzione del verde fosse tante non è certo una novità, era stato lo stesso amministratore unico della Csp, Francesco De Leva, a confermarlo. Il problema però resta ed è oggettivo. Che a San Liborio sterpaglie ed erba siano fuori controllo è un dato di fatto, che i marciapiedi in alcune aree siano impraticabili anche, così come l’assenza di illuminazione su via Nuova di San Liborio alta. «Oltre al verde – proseguono dal direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ – anche il problema dell’illuminazione pubblica carente è molto sentito: è da dicembre – sottolineano – che il nostro circolo ha segnalato pubblicamente il problema, senza, purtroppo, ricevere alcuna risposta dall’amministrazione comunale. Le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state completate e gli uffici competenti non si sono attivati per pretendere la corretta esecuzione dei lavori. A pagarne le conseguenze – concludono duri – purtroppo, sono gli abitanti di San Liborio».

Quindi per FdI ‘‘Almirante’’ si tratterebbe, ancora una volta, di colpevole inerzia che va a scapito dei cittadini, in questo caso de quartiere periferico. Intanto dall’amministrazione silenzio dopo la richiesta di intervento dei cittadini e la perdita segnalata nei giorni scorsi – sempre su via Nuova di San Liborio – nella giornata di giovedì è peggiorata con l’asfalto che si è rialzato e acqua e fango che hanno invaso la via. La sensazione che si ha attraversando San Liborio è di un quartiere agonizzante, lasciato a se stesso, mentre vivendoci si ha l’impressione di abbandono totale da parte delle istituzioni. La richiesta da parte dei cittadini è sempre la stessa: maggiore considerazione.

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Hcs, siamo ai titoli di coda

CIVITAVECCHIA – La vicenda Hcs dovrebbe essere finalmente ai titoli di coda, con un finale che si preannuncia triste, anzi tristissimo. Il tribunale di Civitavecchia ha fissato, infatti, la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Ma la comunicazione del giudice è stata utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs.

Argo, Ippocrate e Città pulita sembrerebbero quindi destinate invece al fallimento d’ufficio che dovrebbe essere dichiarato subito dopo la pausa estiva a seguito dell’iniziativa che dovrebbe assumere la Procura della Repubblica. Insomma, si va verso il più triste dei finali. Il sindaco Cozzolino, una settimana prima di essere eletto, aveva detto di avere la soluzione della questione in tasca. Al contrario, dopo aver speso 1,7 milioni di euro; dopo una serie infiniti di rinvii, di bocciature, di disfatte, non ne ha cavato un ragno dal buco, anzi. Tra qualche mese, bene che vada, il Comune avrà quattro società fallite (alle tre sot va aggiunta Infrastrutture) su cinque, con la quinta che dovrà verosimilmente conoscere un’agonia (liquidazione) di anni, prima di poter cessare ogni sofferenza. Questo lo scenario positivo. Se dovesse andar male anche l’ennesimo concordato di Hcs saremmo all’en plein (5 fallimenti su 5). E tutti a casa, con cinque curatori che saranno chiamati per gli anni a venire a disbrigare la matassa. Tutto con i soldi dei cittadini. Se non si tratta di un “disastro perfetto”, poco ci manca.

Intanto Micchi per Cozzolino è confermatissimo e continua ad incassare decine e decine di migliaia di euro all’anno, con tanto di rimborsi spese, come sottolineato anche recentemente dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il Sindaco infatti, contravvenendo alle disposizioni del segretario generale, dopo un anno non ha ancora trovato nemmeno il coraggio di richiedergli indietro quei soldi che secondo il massimo dirigente comunale, Micchi non doveva avere. Ma la colpa non è di Micchi: se a Civitavecchia gli viene permesso tutto, dinnanzi a risultati devastanti, la responsabilità non deve essere certamente la sua. Il nuovo piano – secondo i bene informati – sembrerebbe essere di fatto il riconoscimento quasi totale di quanto la società Mad sosteneva fin dall’inizio circa le proprie spettanze. 

Contemporaneamente, però, si abbandonano al proprio destino decine di piccoli e medi fornitori (quasi tutti locali) che rimarranno a bocca asciutta così come i fornitori di Argo, Città Pulita, ecc. I primi a farne le spese sono i lavoratori che hanno avuto, con la busta paga, un altro “regalo” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. La nuova Csp, infatti, ha confermato che Micchi & co., nell’atto di passaggio, si sono dimenticati di inserire il Tfr di gran parte dei lavoratori. C’è chi ha perso 32mila; chi 18 mila e chi 10mila euro di liquidazione. Un paio di stipendi dei grandi manager che li gestiscono, ma per molti i risparmi di una vita. Rimanendo alla gestione delle società comunali, una cosa è certa: siamo dinnanzi ad un disastro epocale. Civitavecchia per rialzarsi avrà bisogno di decenni e di gente seria e competente che abbia la forza e la voglia di recuperare una situazione divenuta drammatica. Altro che salvataggio delle società comunali e della Città.

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La Caritas e il mondo degli invisibili

LADISPOLI – Morti di stenti, per malattine perfettamente curabili, di solitudine. Morti in giovane età senza aver conosciuto i veri piaceri della vita. Una vita fatta di amore, amicizia, solidarietà reciproca. E' il mondo in cui vivono gli “invisibili”, quegli uomini e quelle donne ai margini della società che spesso per costrizione si ritrovano a non avere un tetto sulla testa. Non solo stranieri ma anche italiani. Persone rimaste sole al mondo, che nella vita hanno avuto sfortuna e che non sono riusciti a risollevarsi. «Pensate di essere partiti dal vostro Paese dove eravate riusciti a mettere da parte un gruzzolo per poter vivere. Pensate di aver voluto intraprendere questo viaggio per poter stare meglio recandoti in un Paese economicamente e socialmente più evoluto del vostro. Quando arrivi però incappi in svariate difficoltà: dall'alloggio, ai problemi relazionali fino ad arrivare a quelli occupazionali. Vai avanti per un paio d'anni e poi succede qualcosa, un evento. Non puoi tornare nel tuo Paese per vergogna (hai fallito) o perché per intraprendere questo viaggio ti sei indebitato e devi dei soldi che non hai a qualcuno. Sei da solo. Ti butti giù. Sei una persona fragile e allora inizi a bere. Non hai le risorse (famiglia, soldi, …) per risollevarti …». A raccontare la storia è Monica Puolo, responsabile del Centro "Santi Mario, Marta e figli" di Ladispoli. Un gioco di immaginazione utilizzato per cercare di dare a tutti la possibilità di mettersi nei panni di chi oggi, purtroppo una casa non ce l'ha e allora tenta di trovare un rifugio, almeno notturno, nei luoghi dimenticati della città. Non una storia per giustificare un'occupazione illecita dei luoghi, ma per cercare di comprendere cosa c'è dietro. Tante storie, tante situazioni, tutte diverse l'una dell'altra che però alla fine tendono a convergere tutte in un'unica direzione: l'essere senza fissa dimora. La Caritas fa quel che può con i suoi volontari impegnati 365 giorni all'anno nella cura di chi ha bisogno. A chi si rivolge al centro i volontari garantiscono un pasto completo al giorno e la possibilità di usare la doccia due volte a settimana. Ma il lavoro non finisce qui: queste persone vengono accolte, ascoltate, indirizzate ad altre strutture in caso di problemi specifici. Il tutto sotto la stretta osservanza di regole ferreee che garantiscono vita serena a tutti. Ma la “catena di montaggio” non è completa: una volta sfamati e lavati i senzatetto purtroppo, la notte, sono costretti a tornare in strada, alla ricerca di un rifugio di fortuna dove trascorrere la notte. A mancare, a Ladispoli (come in altre città presenti sul territorio) è un dormitorio (che potrebbe essere gestito dall'amministrazione, o da privati o affidato al terzo settore). Anche in questo caso si incentiverebbe un comportamento virtuoso perché proprio come nella frequentazione dei luoghi del Centro, anche questi luoghi sarebbero soggetti a delle regole ferree per potervi riposare. Non solo: in questo modo si avrebbe la possibilità di monitorare ancora più a fondo il fenomeno “clochard” andando a censire, seppur non in maniera totale (c'è chi non avrà mai il “coraggio” di chiedere aiuto, magari per vergogna) i senzatetto che insistono su un determinato comune.

Una situazione, figlia di una condizione socio economica che da anni sta causando notevoli problemi di sopravvivenza a tanti stranieri, italiani, giovani, anziani senza alcuna distinzione. A dimostrarlo sono gli “ospiti” accolti dal Centro “Santi Mario, Marta e figli”. A rivolgersi ai volontari, anche solo per un pasto, sono anche anziani, con pensioni minime che purtroppo non riescono ad arrivare a fine mese. E allora, per poter mettere insieme la colazione e la cena, far fronte agli impegni economici mensili (le tasse ad esempio, o le visite mediche) e allo stesso tempo riuscire a mantenere il proprio domicilio, decidono di rivolgersi alla Caritas che con amore, solidarietà, fratellanza e rispetto tende silenziosamente la sua mano a chi ne fa richiesta ogni giorno, per 365 giorni l'anno.

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Torre Flavia, approvato il progetto per il restauro conservativo

LADISPOLI – Restauro conservativo per tutelare e riportare allo splendore il Monumento di Torre Flavia. La Giunta del sindaco Grando ha infatti approvato il progetto preliminare per i lavori di "restauro conservativo del complesso monumentale di Torre Flavia" redatto dall'architetto Enza Evangelista. L'intervento avrà un importo pari a 1milione 950mila euro. Importo che arriverà direttamente dal Governo. Il Cipe infatti, nel maggio del 2016 ha deliberato lo stanziamento di 150milioni di euro a progetti di recupero di luoghi culturali dimenticati, "Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi dimenticati" poi attivato con avviso pubblicato sul sito web della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 9 maggio del 2016. All'avviso aveva partecipato anche il comune di Ladispoli proprio per cercare di recuperare fondi per poter restaurare il monumento di Torre Flavia. Progetto che ha trovato l'ok da parte della PResidenza del Consiglio. 
 

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I lebbrosi dimenticati del Vietnam, stiamo perdendo l’umanità?

Tra i progetti dei francescani il lebbrosario di Van Mon in Vietnam dove i frati curano oltre 238 persone abbandonate alla malattia

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@code_here@

Caso Tfr, Ugl e Fiadel: "Siamo alla follia. Lunedì sit in al Pincio"

CIVITAVECCHIA – “Annullato il Tfr di tutti i lavoratori. Lunedì sit in sotto il Comune”. Ugl e Fiadel si scagliano contro De Leva e Micchi dopo la brutta notizia per i lavoratori della Civitavecchia Servizi Pubblici, c’è chi rischia di perdere i risparmi di una vita. Dopo l’allarme lanciato dall’ex Sindaco Pietro Tidei anche i sindacati alzano la voce, stanchi della linea morbida promettono battaglia.

“De Leva e Micchi – tuona la responsabile confederale Ugl Civitavecchia Fabiana Attig – vanno immediatamente rimossi. La nota di oggi, inviata ai lavoratori, è la goccia che fa traboccare il vaso. Siamo alla follia. Con un circolare comunicata questa mattina i due si sono accorti di essersi “dimenticati” di trasferire il Tfr di circa 325 dipendenti su 370 dalle vecchie società (Argo, Ippocrate e Città Pulita) a Csp.  Una dimenticanza, o “furbata” da niente, per chi è pagato con centinaia di migliaia di euro dei civitavecchiesi. Crediamo – sottolinea – che il Sindaco non possa accettare tale vergogno comportamento. Dovrebbe dare un chiaro monito con il loro immediato allontanamento”.

Ugl e Fiadel si dicono allibite “da tanta incapacità Con una disinvoltura disarmante stamattina De Leva ha scritto a tutti i dipendenti, avvertendoli che il Tfr, ossia dai 20 ai 40 anni di risparmi non c’è più. Con il rogito notarile stipulato – incalza Attig nella nota congiunta – nel settembre 2017 hanno, senza darne comunicazione ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali, stipulato che il Tfr fino a quel momento maturato sarebbe rimasto in capo alle società in liquidazione prossime al fallimento, applicando la deroga al 2112 che non esiste e non è scritta da nessuna parte”.  

Grave la situazione evidenziata dai sindacati perché “secondo i due attenti amministratore il Tfr, le ferie e i rol lo potranno chiedere alle società di origine (Città Pulita, Argo, Ippocrate). Insomma 320 famiglie sono in pratica rovinate. Secondo una prima stima, ci sarà chi perderà 7-8mila euro ma anche chi perderà i risparmi della intera vita lavorativa. È lo scandalo più grande a danno dei lavoratori che si ricordi negli ultimi trenta anni. De Leva e Micchi devono andarsene subito e lasciare fare a chi ne capisca qualcosa prima che il danno diventi irreparabile. Micchi, dopo quattro anni di concordato, con i suoi grandi consulenti, è costato ai cittadini qualcosa come 1,7 milioni di euro, con il risultato di aver mandato in malora tutte le Holding del Comune.  Ugl e Fiadel non chiedono di più. Da oggi pretendiamo. Per questo –prosegue dura Attig nella nota – lunedì faremo una manifestazione sotto il Comune per alzare il livello di scontro. Non si possono rovinare 325 famiglie di altrettanti lavoratori – tuona Attig – perché non si è capaci. La presa in giro finale è poi veramente inaccettabile. Il Sindaco ed i suoi tecnici si mettono a disposizione per aiutare i lavoratori a risolvere il problema. Non sarà difficile trovare chi ne capisca più di questi sciagurati”

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Un meeting dedicato ai genocidi

TARQUINIA – I genocidi dimenticati del Novecento. È questo il tema che aprirà il XII meeting internazionale Esploratori di Valori di Semi di Pace onlus, il 18 maggio (dalle ore 9.30), alla Cittadella, sede dell’associazione. La prima giornata dell’evento sarà incentrata sul genocidi armeno e ruandese. Tragedia d’inizio Novecento, il genocidio armeno è ancora oggi al centro di profonde tensioni tra la Turchia, che nega la storicità dei fatti, e le altre nazioni che hanno riconosciuto ufficialmente quanto accaduto durante e dopo la prima guerra mondiale. A parlarne saranno Robert Attarian, del Consiglio per la Comunità Armena di Roma, e Gabriele Rigano, docente di storia contemporanea all’Università per Stranieri di Perugia. Avvenuto a metà degli anni Novanta in Ruanda, piccola repubblica dell’Africa Centrale, il genocidio dei tutsi è storia contemporanea. Ad affrontare il tema Françoise Kankindi, presidente dell’associazione Bene-Rwanda onlus. «Alla Cittadella abbiamo inaugurato il Memoriale della Shoah nel 2016 e lo scorso anno la mostra “La Shoah in Italia. Persecuzione e Deportazioni (1938-1945)” – dichiara Semi di Pace – L’installazione vuole, in senso più ampio, ricordare tutti genocidi del XX secolo. Per intraprendere questo percorso abbiamo quindi deciso di puntare l’attenzione su due drammi poco conosciuti, in cui sono morte milioni di persone». Il XII meeting internazionale Esploratori di Valori è patrocinato dal Senato della Repubblica, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Viterbo, dal Comune di Tarquinia, dallo Snadir, dall’Anteas Lazio e dalla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.
 

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