Porto, focus sulla sicurezza del lavoro

CIVITAVECCHIA – «Controlli e misure devono essere calibrati su specificità e rischi maggiori». È il commento del segretario generale dell’Adsp Roberta Macii, in sostituzione dell’assente presidente Francesco Maria di Majo, durante la presentazione dell’accordo per la sperimentazione di un piano mirato di assistenza e vigilanza delle aziende che operano nell’ area di competenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale per la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, siglato con la Asl Roma 4, l’Inail e la Direzione interregionale del lavoro Lazio, Abruzzo, Toscana e Sardegna. «È il frutto di un lavoro che nella prima fase ha avuto un seguito importante. Mi sembra che si acquisisca una sempre maggiore sensibilità. L’importanza di questi strumenti in ambito portuale è sia oggettiva, perché si lavora in contesti strettamente limitati con rischi maggiori, e soggettiva perché le autorizzazioni sono rilasciate caso per caso». Soddisfatto anche il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle. «Grazie allo Spresal l’azienda sanitaria locale è in grado di informare e formare sempre più lavori e di enfatizzare il concetto di qualità del lavoro. Si tratta di un protocollo che sarà monitorato da tutti i firmatari e che vuole assicurare la regolarità dei rapporti di lavoro, prevenire gli infortuni e le malattie professionali, e – ha concluso Quintavalle – tra le altre cose formazione sulla cultura della sicurezza». Mauro Pellicci, Inail, ha sottolineato l’obiettivo principale dell’accordo che «mira a costruire una rete istituzionale in materia di salute e sicurezza. Vogliamo creare una vigilanza gestionale per attivare processi di autovalutazione nelle azione e attivare un confronto tra di loro».

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Torna il circo a Ladispoli, è polemica

LADISPOLI – Torna il circo in città, con animali al seguito, e le associazioni animaliste tornano sul piede di guerra. «Ancora una volta – scrivono da Dammi La Zampa – gli uffici competenti hanno ignorato legge e regolamento comunale. Eppure la legge richiamata anche nel regolamento comunale in vigore – spiegano – non lascia discrezionalità ai responsabili dei procedimenti per la concessione di permessi di attendamento: le associazioni animaliste del territorio devono essere informate delle domande dei circhi quando queste vengono protocollate e non vernirne a conoscenza dai manifesti a poche ore dall'inizio degli spettacoli». Tutto ruota intorno alla presenza di animali, come si evince anche dai manifesti affissi in città, all'interno dell'attività circense. Una storia, per l'associazione che «deve finire». L'associazione è ora pronta a chiedere ufficialmente l'accesso agli atti della documentazione «relativa al procedimento con cui si è concessa l'autorizzazione all'attendamento e all'affissione sulle plance comunali. Chiederemo inoltre, stavolta ufficialmente per il futuro – continuano a scrivere dall'associazione – che l'Amministrazione predisponga un bando per gli attendamenti rivolto ai circhi che non utilizzano animali. Lo scorso anno – ricordano – il Parlamento ha deciso per eliminare l'uso degli animali dai circhi. Siamo fiduciosi che l'attuale Ministro competente proceda di conseguenza. Nel frattempo quello che possiamo fare è sensibilizzare i cittadini a non alimentare lo sfruttamento degli animali e gli apparati degli enti locali e Asl a far rispettare alla lettera le disposizioni di legge e dei regolamenti comunali». Intanto, a proposito dei manifesti che in questi giorni sono ben visibili sia nella città balneare di Ladispoli che a Cerveteri, l'associazione ha presentato un esposto ai due comuni e per conoscenza alla Guardia di Finanza in quanto ritenute «abusive». A essere contestati in particolar modo sono i manifesti affissi al di fuori delle plance (muri, cabine telefoniche, pali della luce, …). Allo stesso tempo è stata chiesta l'autorizzazione alla realizzazione di un presidio fisso su viale Mediterraneo (dove è stato spostato l'attendamento che originariamente doveva posizionarsi in via della Luna a Marina di San Nicola, via colpita da un incendio qualche settimana fa e dove devono svolgersi ancora le attività di bonifica dell'area) per l'intera presenza del circo in città. «Ci auguriamo – dicono da Dammi La Zampa – che saranno presenti oltre ai tanti cittadini che sono contrari allo sfruttamento degli animali per gli spettacoli, anche tutte le altre associazioni sia animaliste che culturali».

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''Ladispoli, a rischio soppressione il treno delle 4.56''

LADISPOLI – Treno in partenza alle 4.56 da Ladispoli e diretto a Roma a rischio cancellazione a partire dal primo agosto. A lanciare l'allarme è il consigliere comunale e delegato ai pendolari Giovanni Ardita: "Il treno – spiega Ardita insieme al responsabile per il Lazio della Union of European Consumers Walter Augello – ha avuto da subito il favore della gente, con un notevole riscontro di affluenza, a Ladispoli sulla banchina anche in pieno luglio sono più di duecento i pendolari che usufruiscono di questo treno". La sua cancellazione, per il consigliere di maggioranza, potrebbe causare la rinuncia di lavori da parte di diversi utenti che utilizzavano il treno per arrivare in orario. "Capirete che – ha sottolineato – per chi deve recarsi al lavoro tra le 6,30 e le 7,00 è praticamente impossibile arrivare puntuali e che quindi con la sospensione della corsa delle 4,56 arriverebbero di sicuro in ritardo. E’ il signor Franco Lamanna pendolare storico di Ladispoli, a suggerirci l’unica alternativa per arrivare a lavoro in tempo, cioè alzarsi tra le 4,00 e le 4,30 arrivare sulla via Aurelia, perché il bus non entra a Ladispoli e prendere la corsa delle 5,30, immaginate ogni mattina che bella avventura". Il consigliere di maggioranza chiama in causa anche i consiglieri del Movimento 5 Stelle: "dopo un lungo letargo, dove lamentavano la pulizia del sottopassaggio e il rumore del treno, oggi che il Governo ha nominato un uomo di punta del Movimento 5 Stelle come Danilo Toninelli a Ministero delle Infrastruttiure e Trasporti, da cui dipendono le Ferrovie dello Stato, adesso è ora che si sveglino e si diano da fare per sollecitare il signor Ministro perché ogni giorno i pendolari bruciano sotto il sole con una pensilina che da tempo attendono e che dopo 6 mesi di lavori ancora non vede luce, come i bagni che a tutt'oggi sono chiusi". 

Oltre alla paventata soppressione del treno delle 4.56, il consigliere di maggioranza punta i riflettori, infatti, anche sui lavori in stazione che "stanno stancando chi ha la sola colpa di prendere il treno per recarsi a lavoro". E ad avere problemi non solo i pendolari, ma anche i residenti delle zone limitrofe: "Con i bagni chiusi – ha spiegato – sono in molti a espletare i loro bisogni all'aria aperta e potete immaginare l'odore soprattutto con la calura estiva, mentre i residenti del Campo Sportivo lamentano che la notte non si riesce a dormire con il cantiere aperto". Per Ardita è giusto sì che gli operai lavori nelle ore in cui i treni non circolano, ma "non è pensabile che si possa portare avanti un cantiere con soli 4 o 5 operai e attendere che i lavori terminino dopo un anno, perché le ferrovie devono limitare i costi". 

Da qui la decisione del consigliere di preparare, di concerto con le associazioni dei consumatori, come Codacons, il Comitato Pendolari e la Unione of European Consumers una diffida "al Ministero delle Infrastrutture per evitare – ha detto – che venga soppresso il treno delle 4.56. Molti pendolari sono pronti a firmare una petizione che non solo sarà inviata all'amministratore delegato di RFI e al direttore di Trenitalia, ma intendiamo chiedere conto anche a chi ha la responsabilità politica, inviando tale nota anche alle autorità competenti dei trasporti sia della Regione Lazio che del Ministero delle Infrastrutture, guidato dall'esponente del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli. Un'altra battaglia – ha proseguito – a difesa dei pendolari, per arrivare ad avere una stazione, quella di Ladispoli, che garantisca gli standard minimi di vivibilità. Ricordiamo che d'inverno sono oltre 10mila i pendolari". Numero che in estate sale notevolmente con i vacanzieri che dalla Capitale si trasferiscono nella città balneare cma che allo stesso tempo continuano a recarsi a Roma per motivi di lavoro. Senza dimenticare i turisti "che comunque per passare qualche ora sulle nostre spiagge la mattina partono presto da Roma con il treno per raggiungere una delle località turistiche più vicine e comode da Roma". 

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REGOLAMENTO 17 aprile 2018, n. 708

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/708 della Commissione, del 17
aprile 2018, che stabilisce norme tecniche di attuazione per quanto
riguarda il modulo che i gestori di fondi comuni monetari devono
utilizzare per l'informativa alle autorita' competenti, come previsto
dall'articolo 37 del regolamento (UE) 2017/1131 del Parlamento
europeo e del Consiglio – Pubblicato nel n. L 119 del 15 maggio 2018
(18CE1352)

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Smaltimento rifiuti, Tidei tratta con gli impianti di  Tarquinia e Viterbo

di GIAMPIERO BALDI

SANTA MARINELLA – Come diceva il vecchio saggio «un problema al giorno leva il medico di torno». 
Oggi è il turno delle discariche, ovvero dei cantieri nei quali vengono depositati i rifiuti differenziati per le attività di riciclo connesse alla loro trasformazione. 
Tutti gli impianti hanno serrato i cancelli a causa della elevata esposizione creditoria nei confronti della città, fatta di fatture non pagate per mesi ed ormai ammucchiate sui loro tavoli. 
«Comprendo perfettamente le loro ragioni – dice il sindaco – ma i nostri fornitori devono maturare la consapevolezza che lo smaltimento dei rifiuti è un’esigenza di igiene per tutta la città. Per questo ho avviato una trattativa con gli impianti di Viterbo e Tarquinia, per consentirci di continuare a scaricare, a fronte di una soluzione di questa situazione incresciosa e che non può essere portata più avanti. Contemporaneamente ho incontrato insieme al vice sindaco Andrea Bianchi, i rappresentanti della società Gesam, l’appaltatrice del servizio di igiene cittadina. Il contratto dovrà essere firmato prossimamente anche a fronte di alcune aggiustature che nel tempo si sono rivelate fondamentali. Esiste un problema sul verde urbano, costituito dai residui naturali della pulizia dei giardini. Questi residui, non potranno più essere lasciati fuori dai portoni nei sacchi neri, ma andranno conferiti alla discarica cittadina. In questa maniera potrà essere vagliata la qualità del prodotto consegnato all’impianto e si attuerà un sostanzioso risparmio nei costi, risparmio che andrà a beneficio di tutti i contribuenti attraverso la tariffazione del servizio stesso. In maniera diversa, nei sacchi neri, sarebbe continuato ad essere conferito di tutto, costringendo il nostro appaltatore a scaricare non negli impianti di compostaggio ma nelle discariche che applicano tariffe ben maggiori per ogni tonnellata portata lì». 
«Abbiamo coinvolto anche le Ferrovie dello Stato e la Regione – conclude Tidei – affinché provvedano a pulire e mantenere le alberature e le aree verdi cittadine di loro proprietà. Sono in corso gli interventi in via IV Novembre e partiranno a breve quelli a via Valdambrini e via Cartagine a Santa Severa».

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Farmacia, un’esposizione per oltre un milione di euro

SANTA MARINELLA – La paradossale situazione in cui versa la farmacia comunale sta creando grossi problemi alla nuova amministrazione. Una vicenda che il nostro giornale sta seguendo da oltre cinque anni, e che rischia di far chiudere o quantomeno cedere, una struttura sanitaria pubblica che ha sempre offerto servizi importanti ai cittadini. Per responsabilità che sono da addebitare solo al modo scriteriato con cui la vecchia amministrazione comunale ha gestito i proventi, la farmacia non è più in grado di offrire servizi primari, come le prenotazioni delle visite specialistiche, la consegna a domicilio dei farmaci, lo sconto sui medicinali salvavita, la disponibilità dei prodotti estivi e soprattutto il personale per mandare avanti l’esercizio pubblico al massimo della sua efficienza. Senza considerare inoltre che i ricavi della farmacia, la giunta Bacheca, li ha inseriti nel bilancio, mettendo a carico della stessa, oltre al personale presente nei locali, anche due dipendenti comunali stipendiati dal Comune, con il risultato che non pagando i fornitori, questi non consegnano più alla farmacia le medicine. 
I residenti del rione Valdambrini però si mobilitano e dicono chiaramente che la farmacia comunale va risanata e dunque non venduta. «Ogni giorno che passa esce fuori una novità – commenta il sindaco Pietro Tidei – di solito brutta, riguardo la disastrosa situazione finanziaria che dieci anni di amministrazione Bacheca ci ha lasciato sul tavolo. Oggi è arrivata una notizia riguardo al farmacia comunale di via Valdambrini. Pare che l’esposizione verso i fornitori, sia di oltre un milione di euro, e che questi non vogliano più rifornire la farmacia di medicinali a causa dell’ingente debito. Cosa fare di una farmacia che non può distribuire medicine non lo sappiamo ancora, certo sarebbe simpatico che chi si è fatto nominare delegato alla farmacia nella passata amministrazione e cioè Eugenio Fratturato, ci venga a raccontare come stanno le cose e perché si sia arrivati a questa vergognosa situazione. Perché la questione della farmacia è emblematica? Con i soldi si comprano i medicinali e quindi si riempie il magazzino. Se le medicine si vendono ci devono essere i soldi, anche per acquistarne altre e riempire di nuovo il magazzino. Se le medicine non si vendono, il magazzino deve essere pieno di farmaci. A Santa Marinella, e solo a Santa Marinella, abbiamo il magazzino vuoto come le casse sia della farmacia che del Comune. Qualcuno dovrà spiegarci cosa è successo e lo dovrà fare in fretta». Resta comunque il fatto che la farmacia va rilanciata subito, fornendo i magazzini delle medicine richieste, colmare gli scaffali dei prodotti per l’estate ed infine gestire la farmacia utilizzando le risorse che produce, senza coinvolgere il Comune nell’utilizzo dei ricavi, insomma una sorta di autogestione.

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Catini: "Chiara Bordi, porta il nome di Tarquinia fino a Miss Italia"

TARQUINIA – "È un grande orgoglio per tutta l’amministrazione e per tutta la città di Tarquinia apprendere che Chiara Bordi è stata inserita nelle selezioni per il concorso che decreterà la nuova Miss Italia". Manuel Catini, assessore ai Servizi sociali e Politiche giovanili commenta la notizia pubblicata su Leggo che la giovane tarquiniese, 17enne, con una protesi ad una gamba, a seguito di un incidente avuto all'età di 15 anni, sfilerà per Miss Italia. 

"Ha suonato il campanello di Miss Italia in sneakers, shorts, top nero e una protesi alla gamba sinistra  – scrive Leggo – che tiene in piedi tutta la bellezza di un corpo ferito ma forte. Per Chiara Bordi, 17enne di Tarquinia, sul litorale nord del Lazio, le porte della 79esima edizione dello storico concorso si sono spalancate subito. A dire sì alla sua richiesta di partecipazione è stata Patrizia Mirigliani, la patron, acconsentendo alla giovane prossima ai 18 anni (il primo settembre), di gareggiare, nonostante l’amputazione".

"Chiara è un esempio positivo per tutti i giovani: – afferma Manuel Catini –  la sua tenacia, la sua voglia di ripartire più forte di prima, la sua volontà di mettersi costantemente in gioco anche con sfide che possono sembrare insormontabili devono essere prese come punto di riferimento per tutti ma in particolar modo per tutti i giovani. Nulla è impossibile, basta lavorare sodo senza abbattersi alla prima difficoltà. Questo messaggio che Chiara ci sta trasmettendo deve rimanere scolpito nelle nostre menti. Sarò il suo primo tifoso e le mando, a nome anche di tutta l’amministrazione un grandissimo in bocca al lupo per questa sua nuova avvincente sfida".

 

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No al tempo pieno per due classi della primaria

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Affiora un problema nel mondo della scuola che potrebbe diventare una vera emergenza per una cinquantina di famiglie. Il fatto è che il Miur non ha accolto la richiesta dell’organico per il tempo pieno per due classi di Cerveteri per effetto dei tagli della spending review.  
Si tratta di 48 alunni della prima classe della primaria che rischiano la cancellazione dal tempo pieno. Il problema riguarda 29 alunni del Giovanni Cena che hanno fatto l’iscrizione regolare ma è stata accettata con riserva e di altri 19 della scuola di Due Casette che hanno avuto la conferma dell’iscrizione per 40 ore settimanali salvo poi essere annullata.  Ovviamente i genitori alla notizia si sono preoccupati e allarmati e hanno iniziato a muoversi per tentare di trovare una soluzione. 
Va detto che l’orario minimo per assolvere il dovere di istruzione è fissato in 27 ore settimanali, le altre ore in più sono facoltative. 
«Appena avuto la notizia – dice Pamela Baiocchi delegata alle politiche scolastiche – l’Ufficio scuola del Comune si è prontamente attivato e ha inviato il primo giugno una nota al Miur regionale nella quale si chiedeva l’invio dell’organico per il tempo prolungato per le due classi. Per fine luglio stiamo aspettando la risposta definitiva e ufficiale. Quindi tutto è ancora con il punto interrogativo. La richiesta peraltro non è molto esosa visto che si stanno chiedendo due insegnanti in più, uno per ogni classe, per il pomeriggio. E poi c’è la problematica non trascurabile che una di queste scuole, e questo lo abbiamo sottolineato anche nella nota inviata al Miur, quella di Due Casette si trova in una zona di campagna dove non è possibile spostare i bambini nella scuola più prossima, ma devono andare da tutt’altra parte, ossia a Marina di Cerveteri. A questo poi si aggiungerebbe il problema del trasporto scolastico che non va sottovaluto», conclude Baiocchi.  
Sembrerebbe che il Miur sia propenso a tornare sui suoi passi e ad accogliere la richiesta, tuttavia occorre aspettare a fine a luglio per avere le risposte ufficiali. Emergerebbe peraltro che, non si sa per quale motivo, non tutti i genitori interessati siano stati informati dell’inconveniente tanto che se non si arriva a soluzione alcuni troveranno una brutta sorpresa all’inizio dell’anno scolastico. Sembra infatti che mentre alle scuola di Due Casette si è tenuta una riunione ufficiale per informare tutti i genitori, la stessa cosa non è stata fatta per quelli del Giovanni Cena. La speranza di  una soluzione positiva si auspica per quei padri e quelle madri che lavorano perché sarebbe impensabile non poter contare sul tempo pieno.

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Farmacia comunale di Santa Marinella a secco: mancano i farmaci e un milione di euro

SANTA MARINELLA -“ Ogni giorno che passa esce fuori una novità, di solito brutta, riguardo la disastrosa situazione finanziaria che dieci anni di amministrazione Bacheca ci hanno lasciato sul tavolo. Oggi è arrivata una notizia riguardo al Farmacia Comunale di via Valdambrini. Pare che l’esposizione verso i fornitori sia di oltre un milione di euro e che quindi questi non vogliano più rifornire la farmacia di medicinali a causa dell’ingente debito”. Lo afferma il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei. 

“Cosa fare di una farmacia che non può distribuire medicine non lo sappiamo ancora – dice il primo cittadino – certo sarebbe simpatico che chi si è fatto nominare delegato alla Farmacia nella passata amministrazione, cioè Eugenio Fratturato, ci venga a raccontare come stanno le cose e perché si sia arrivati a questa vergognosa situazione”.

“Perché la questione della Farmacia è emblematica.- commenta Tidei –  Con i soldi si comprano i medicinali e quindi si rimpie il magazzino. Se le medicine si vendono ci devono essere i soldi, anche per acquistarne altre e riempire di nuovo il magazzino. Se le medicine non si vendono il magazzino deve essere pieno di farmaci. A Santa Marinella, e solo a Santa Marinella, abbiamo il magazzino vuoto come le casse sia della farmacia che del Comune. Qualcuno dovrà spiegarci cosa è successo e lo dovrà fare in fretta”.

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