Porto: è battaglia sulle gru

CIVITAVECCHIA – "È fuori dubbio che la Cfft ha la possibilità ed il diritto di operare come meglio crede decidendo di lavorare in autonomia senza usare mezzi della Gtc e il personale (art.17) della Cpc. L’anomalia potrebbe essere quella  che la Cfft è socia al 8,89% della Gtc e Steven Clerckx è membro del Consiglio di Amministrazione dalla sua costituzione ed è perfettamente a conoscenza di tutta l’attività della società: saranno i nostri legali ad occuparsi se necessario di questo aspetto". È ormai esploso in tutti i suoi aspetti il caso delle gru all'interno del porto. Il presidente della Gtc, Ugo la Rosa, è infatti intervenuto a seguito delle dichiarazioni del manager della società belga; e non sembra aver gradito quanto chiarito dallo stesso Clerckx. 

Oggi quella pace sociale sembra minata all'interno dello scalo. Gtc, Compagnia Portuale e Cfft difendono il proprio operato, chiariscono i contorni della storia, cercando di scrollarsi di dosso responsabilità che alla fine, come spesso accade, rischiano di avere ripercussioni sempre e soltanto sui lavoratori. 

"Il fatturato annuo relativo alle nostre prestazioni nei confronti della Cfft  è il 13,90%  del totale e non il 50% come sbandierato in molte dichiarazioni – ha spiegato La Rosa – tale quota di fatturato non è servita assolutamente ed evitare la cassa integrazione ai dipendenti. È stato il restante 86,10% di fatturato proveniente dagli altri soci e specialmente alla società Traiana a farlo. La nostra società, negli anni passati, nonostante le difficoltà dovute alla diminuzione  del lavoro non ha mai avuto ritardi nel pagamento di stipendi, contributi sociali, fornitori; questo grazie all’intervento dei soci che hanno, quando necessario, ricapitalizzato la società. Per quanto riguarda il traffico della Cfft a questa società è stata sempre applicata la massima attenzione. Tariffe molto competitive, turni di lavoro 24h x 7 giorni. Nei limiti del possibile e del lecito è stata favorita nell’accosto delle navi e nella priorità di fornitura dei mezzi, senza logicamente sfavorire le altre correnti di traffico. Èsenz’altro vero che le gru, come del resto tutti i mezzi meccanici nei porti, sono state soggette a brevi soste operative dovute a problemi tecnici. Il nostro personale è sempre stato all’altezza dei suoi compiti ed ha un livello tecnico e operativo notevole. È strano che la Cfft si lamenti di questi problemi ma che poi acquisti semoventi come le nostre e soprattutto per gestirle ci sottragga nostro personale".

E infatti il presidente La Rosa ricorda quanto accaduto a partire dagli ultimi mesi del 2017 quando "su pressante richiesta della Cpc – ha spiegato – abbiamo organizzato a nostra cura e spese un corso di addestramento per sei  giovani portuali che ad aprile abbiamo certificato come ottimi gruisti.  L’accordo era che ce ne saremmo serviti sulle nostre gru quando necessario logicamente a pagamento. E questo è già avvenuto. Il  4 aprile durante il Cda della Gtc, essendo da tempo girate voci su un possibile acquisto di gru da parte della Cfft, è stato chiesto al consigliere Clerckx quali fossero le loro intenzioni. La risposta è stata molto chiara. Non avrebbero acquistato gru perché economicamente non conveniente. Il successivo 9 aprile lo stesso consigliere ci comunicava telefonicamente di aver cambiato idea e di procedere all’acquisto di gru semoventi. E negli stessi giorni due nostri  dipendenti ci annunciavano le proprie dimissioni in quanto assunti da Cfft. Nel campo commerciale  ognuno  può fare quello che meglio crede, ma non sono accettabili certi comportamenti. Se gli operatori di questo porto non avessero messo a disposizione della Cfft attrezzature, personale, aree ed ogni altro necessario, il lavoro dei contenitori frigo non sarebbe decollato. Non dobbiamo dimenticare che, per aver collaborato con la Cfft, abbiamo dovuto sopportare il sequestro delle gru con conseguenti enormi danni sia d’immagine che finanziari e notevoli spese legali per i vari processi civili e penali che ancora stiamo subendo".

Il presidente di Gtc ha quindi criticato il comportamento di Cfft e della Compagnia Portuale, sottolineando però come la società sarà in grado di continuare la propria attività "e superare come al solito da soli, eventuali difficoltà. Il lavoro sta lentamente ma costantemente aumentando – ha concluso – ed abbiamo fiducia che tale trend continui".

"La Compagnia, da oltre vent’anni, forma il proprio personale alla guida delle gru portuali, in collaborazione prima direttamente con l’Autorità Portuale e poi con la Gtc  Gestione Terminals Civitavecchia – hanno spiegato dalla Cpc – siamo una cooperativa di lavoratori autorizzata, ex art. 17 comma 2 della L. n. 84/94, a somministrare manodopera alle imprese portuali che operano nello scalo ai sensi degli artt. 16 e 18 della stessa l. n. 84/94 e che ne facciano espressamente richiesta. L’esecuzione delle operazioni portuali è specificamente disciplinata dal Decreto del commissario straordinario dell’Autorità Portuale n. 87/2016, nella fattispecie la Cooperativa, in qualità di “impresa somministratrice”, fornisce alle “imprese utilizzatrici” richiedenti lavoratori qualificati ed altamente specializzati al fine di garantire la piena esecuzione di tutte le operazioni collegate al cosiddetto ciclo nave. Appare evidente che la Cpc non ha nulla a che vedere con la querelle tra Cfft e Gtc, imprese portuali le cui dinamiche commerciali, economiche e societarie non devono né possono inficiare l’operato della Compagnia Portuale. La Cpc nei suoi 121 anni di storia non ha mai abbandonato alcun lavoratore del porto e si è sempre fatta trovare pronta e disponibile a dare il proprio contributo in ogni situazione di crisi occupazionale. La Cpc lo ha sempre fatto e sempre lo farà, a tutela dei propri soci e di ogni lavoratore impiegato nel nostro porto".   

 

 

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Porto, esplode il caso gru

CIVITAVECCHIA – "È fuori dubbio che la Cfft ha la possibilità ed il diritto di operare come meglio crede decidendo di lavorare in autonomia senza usare mezzi della Gtc e il personale (art.17) della Cpc. L’anomalia potrebbe essere quella  che la Cfft è socia al 8,89% della Gtc e Steven Clerckx è membro del Consiglio di Amministrazione dalla sua costituzione ed è perfettamente a conoscenza di tutta l’attività della società: saranno i nostri legali ad occuparsi se necessario di questo aspetto". È ormai esploso in tutti i suoi aspetti il caso delle gru all'interno del porto. Il presidente della Gtc, Ugo la Rosa, è infatti intervenuto a seguito delle dichiarazioni del manager della società belga; e non sembra aver gradito quanto chiarito dallo stesso Clerckx. 

Oggi quella pace sociale sembra minata all'interno dello scalo. Gtc, Compagnia Portuale e Cfft difendono il proprio operato, chiariscono i contorni della storia, cercando di scrollarsi di dosso responsabilità che alla fine, come spesso accade, rischiano di avere ripercussioni sempre e soltanto sui lavoratori. 

"Il fatturato annuo relativo alle nostre prestazioni nei confronti della Cfft  è il 13,90%  del totale e non il 50% come sbandierato in molte dichiarazioni – ha spiegato La Rosa – tale quota di fatturato non è servita assolutamente ed evitare la cassa integrazione ai dipendenti. È stato il restante 86,10% di fatturato proveniente dagli altri soci e specialmente alla società Traiana a farlo. La nostra società, negli anni passati, nonostante le difficoltà dovute alla diminuzione  del lavoro non ha mai avuto ritardi nel pagamento di stipendi, contributi sociali, fornitori; questo grazie all’intervento dei soci che hanno, quando necessario, ricapitalizzato la società. Per quanto riguarda il traffico della Cfft a questa società è stata sempre applicata la massima attenzione. Tariffe molto competitive, turni di lavoro 24h x 7 giorni. Nei limiti del possibile e del lecito è stata favorita nell’accosto delle navi e nella priorità di fornitura dei mezzi, senza logicamente sfavorire le altre correnti di traffico. Èsenz’altro vero che le gru, come del resto tutti i mezzi meccanici nei porti, sono state soggette a brevi soste operative dovute a problemi tecnici. Il nostro personale è sempre stato all’altezza dei suoi compiti ed ha un livello tecnico e operativo notevole. È strano che la Cfft si lamenti di questi problemi ma che poi acquisti semoventi come le nostre e soprattutto per gestirle ci sottragga nostro personale".

E infatti il presidente La Rosa ricorda quanto accaduto a partire dagli ultimi mesi del 2017 quando "su pressante richiesta della Cpc – ha spiegato – abbiamo organizzato a nostra cura e spese un corso di addestramento per sei  giovani portuali che ad aprile abbiamo certificato come ottimi gruisti.  L’accordo era che ce ne saremmo serviti sulle nostre gru quando necessario logicamente a pagamento. E questo è già avvenuto. Il  4 aprile durante il Cda della Gtc, essendo da tempo girate voci su un possibile acquisto di gru da parte della Cfft, è stato chiesto al consigliere Clerckx quali fossero le loro intenzioni. La risposta è stata molto chiara. Non avrebbero acquistato gru perché economicamente non conveniente. Il successivo 9 aprile lo stesso consigliere ci comunicava telefonicamente di aver cambiato idea e di procedere all’acquisto di gru semoventi. E negli stessi giorni due nostri  dipendenti ci annunciavano le proprie dimissioni in quanto assunti da Cfft. Nel campo commerciale  ognuno  può fare quello che meglio crede, ma non sono accettabili certi comportamenti. Se gli operatori di questo porto non avessero messo a disposizione della Cfft attrezzature, personale, aree ed ogni altro necessario, il lavoro dei contenitori frigo non sarebbe decollato. Non dobbiamo dimenticare che, per aver collaborato con la Cfft, abbiamo dovuto sopportare il sequestro delle gru con conseguenti enormi danni sia d’immagine che finanziari e notevoli spese legali per i vari processi civili e penali che ancora stiamo subendo".

Il presidente di Gtc ha quindi criticato il comportamento di Cfft e della Compagnia Portuale, sottolineando però come la società sarà in grado di continuare la propria attività "e superare come al solito da soli, eventuali difficoltà. Il lavoro sta lentamente ma costantemente aumentando – ha concluso – ed abbiamo fiducia che tale trend continui".

"La Compagnia, da oltre vent’anni, forma il proprio personale alla guida delle gru portuali, in collaborazione prima direttamente con l’Autorità Portuale e poi con la Gtc  Gestione Terminals Civitavecchia – hanno spiegato dalla Cpc – siamo una cooperativa di lavoratori autorizzata, ex art. 17 comma 2 della L. n. 84/94, a somministrare manodopera alle imprese portuali che operano nello scalo ai sensi degli artt. 16 e 18 della stessa l. n. 84/94 e che ne facciano espressamente richiesta. L’esecuzione delle operazioni portuali è specificamente disciplinata dal Decreto del commissario straordinario dell’Autorità Portuale n. 87/2016, nella fattispecie la Cooperativa, in qualità di “impresa somministratrice”, fornisce alle “imprese utilizzatrici” richiedenti lavoratori qualificati ed altamente specializzati al fine di garantire la piena esecuzione di tutte le operazioni collegate al cosiddetto ciclo nave. Appare evidente che la Cpc non ha nulla a che vedere con la querelle tra Cfft e Gtc, imprese portuali le cui dinamiche commerciali, economiche e societarie non devono né possono inficiare l’operato della Compagnia Portuale. La Cpc nei suoi 121 anni di storia non ha mai abbandonato alcun lavoratore del porto e si è sempre fatta trovare pronta e disponibile a dare il proprio contributo in ogni situazione di crisi occupazionale. La Cpc lo ha sempre fatto e sempre lo farà, a tutela dei propri soci e di ogni lavoratore impiegato nel nostro porto".   

 

 

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IL COMMENTO AL VANGELO. Credere alla parola del Signore

III domenica di Pasqua
 

*di Don Ivan Leto

Lc  24,35-48

35In quel tempo i due discepoli tornati da Emmaus narravano ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. 36Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. 38Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». 40Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
44Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture 46e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni


Il vangelo di questa domenica racconta un altro evento. Sempre nel medesimo giorno, “il primo della settimana”, ma alla sera, i due discepoli tornati a Gerusalemme sono nella camera alta, a raccontare agli Undici e agli altri “come hanno riconosciuto Gesù nello spezzare il pane”. Ed ecco che, improvvisamente, si accorgono che Gesù è in mezzo a loro e fa udire la sua parola: “Pace a voi!”. Non consegna loro parole di rimprovero per la loro fuga al momento del suo arresto, non redarguisce Pietro per il rinnegamento, non dice nulla sul fatto che essi non sono più Dodici, ma solo Undici, perché il traditore se n’è andato. No, dice loro: “Shalom ‘aleikhem! Pace a voi!”, saluto abituale per i giudei, ma che quella sera risuona con una forza particolare. Questo saluto, rivolto ai discepoli profondamente scossi e turbati dagli eventi della passione e morte di Gesù, significa innanzitutto: “Non abbiate paura!”.

La resurrezione ha radicalmente trasformato Gesù, l’ha trasfigurato, reso “altro” nell’aspetto, perché egli ormai “è entrato nella sua gloria”, e può solo essere riconosciuto dai discepoli attraverso un atto di fede. Quest’atto di fede è difficile, faticoso: gli Undici stentano a viverlo, a metterlo in pratica. Non a caso Luca annota che i discepoli “sconvolti e pieni di paura, credono di vedere uno spirito”, allo stesso modo con cui i discepoli sul cammino di Emmaus credevano di vedere un pellegrino. Allora Gesù li interroga: “Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che io ho”. Nel dire questo, mostra loro le mani e i piedi con i segni della crocifissione. Sì, il Risorto non è altro che colui che è stato crocifisso! Questa ostensione da parte di Gesù delle sue mani e dei suoi piedi trafitti per la crocifissione è un gesto che chiede ai suoi discepoli di incontrarlo innanzitutto nei segni della sofferenza, del patire e del morire. La carne piagata di Cristo è la carne piagata dell’umanità. Eppure, nonostante queste parole e questo gesto, i discepoli non arrivano a credere, malgrado un’emozione gioiosa non giungono alla fede. È vero, noi esseri umani approdiamo facilmente alla religione, ma difficilmente arriviamo alla fede; viviamo facilmente emozioni “sacre” o religiose, ma difficilmente aderiamo a Gesù Cristo e alla sua parola. Eppure il Risorto ha grande pazienza, per questo offre alla sua comunità una seconda parola e un secondo gesto. Chiede loro se hanno qualcosa da mangiare, ed essi gli offrono del pesce arrostito, il cibo che abitualmente mangiavano insieme, quando vivevano l’avventura della vita comune in Galilea. Ricevutolo, Gesù lo mangia davanti a loro! Gesù dà ai discepoli questi segni, che in verità contengono verità indicibili, affinché credano che il Crocifisso ha vinto realmente la morte. Il suo corpo crocifisso è un corpo ora vivente, “un corpo spirituale”, cioè vivente nello Spirito, dirà l’Apostolo Paolo. Ed ecco che, mentre il Risorto ricorda e spiega la parola di Dio contenuta nelle sante Scritture, opera il vero miracolo: “aprì loro la mente per comprendere le Scritture”. Gesù si fa insieme a loro esegeta, interprete delle profezie che lo riguardavano, ricorda anche le sue parole consegnate durante la predicazione in Galilea, mostrando la necessitas del compimento, della realizzazione nella sua vita nella sua morte. La fede pasquale scaturisce dalla fede e dalla conoscenza delle sante Scritture, come ancora professiamo nel Credo: “Morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture. Con tanta fatica Gesù ha reso nuovamente credenti quei discepoli che erano venuti meno durante la sua passione, li ha resi testimoni della sua morte e resurrezione, li ha resi capaci di comprendere cosa sia il perdono dei peccati che essi devono annunciare, in virtù del loro essere stati i primi a ricevere il perdono dal Risorto.

 Don Ivan Leto
* Parroco di San Gordiano Martire in Civitavecchia 
Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

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Tolfa, col Real Monterotondo Scalo è scontro salvezza

«Vincere, solo vincere, assolutamente vincere». Questo il grido di incitamento del presidente Giorgio Franchi ai suoi ragazzi del Tolfa in questa 30esima giornata del campionato d’Eccellenza girone A che li vedrà fronteggiare con il Real Monterotondo. I collinari di mister Paolo Caputo viaggiano al penultimo posto in classica e in queste 5 giornate che mancano devono dare tutto per strappare punti salvezza. Dopo la sconfitta subìta la scorsa domenica il Tolfa torna in campo oggi con una partita di importanza capitale: quella cioè che si giocherà allo Scoponi di Tolfa tra la squadra locale e gli ospiti del Real Monterotondo, diretta concorrente alla salvezza finale. Una partita fondamentale in cui, dopo le ultime uscite, l’unico risultato possibile sarà quello della vittoria. La squadra romana ospite, reduce da una bella vittoria contro la capolista Vis Artena, è in un ottimo periodo di forma e quindi si preannuncia una gara difficile, ma la squadra biancorossa dovrà attingere a tutte le energie possibili per raggiungere da prima la zona play out e per ottenere quella posizione che gli consentirebbe di giocare in casa gli spareggi. Mister Caputo ha convocato l’intera rosa da cui bisogna escludere ancora Sgamma e Oliviero ancora infortunati. Calcio d’inizio domani alle 16. «Per uno Scoponi – spiegano i dirigenti collinari – che ci auguriamo sia gremito per aiutare i ragazzi in quella che sembra una impresa ardua che come in passato l’aiuto del pubblico renderà possibile».

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Idrico, autobotti ferme: niente servizio a domicilio

CIVITAVECCHIA – Idrico, i disagi si moltiplicano. Nei giorni scorsi l’annunciato, ed ennesimo, guasto in località Radicata ha lasciato a secco i rubinetti della parte alta di Civitavecchia. Oltre il danno, però, la beffa. Le autobotti di Acea che dovrebbero garantire un rifornimento d’acqua restano in sosta, senza consegnare a domicilio consentendo di riempire i serbatoi condominiali.

A sottolinearlo è il vice coordinatore locale di Forza Italia, Giancarlo Frascarelli. L’azzurro ha persino provato a chiare il numero verde Acea solo per sentirsi rispondere che il servizio a domicilio non verrà effettuato e i cittadini dovranno rifornirsi con taniche dalle due autobotti ferme in sosta.

“Com’è possibile – si domanda Frascarelli – che il  servizio autobotte rimanga in sosta?  Avendo telefonato anche ad Acea ci dicono che i cittadini devono recarsi nelle stazioni che sono due, una sita in San Liborio e a riempirsi con le taniche l’acqua. Ma è questo il modo di garantire il servizio? Noi abbiamo – conclude duro – bisogno che le autobotti, caro Sindaco, vadano direttamente a domicilio. Continuiamo così a gestire i servizi nella nostra città?".

Tutta la parte alta di Civitavecchia è a secco. La città ha trovato un precario equilibrio con l’utilizzo di serbatoi che però ora non verranno riempiti a domicilio. La soluzione? Armarsi di tanica e attendere risposte.   

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Santa Marinella, la scuola Vignacce ancora chiusa

S. MARINELLA – A due mesi dalla chiusura delle scuole, c’è chi sente la necessità di riportare all’attualità una vicenda che ha visto coinvolta una struttura scolastica cittadina e cioè quella delle Vignacce. Il plesso di via Valdambrini è da circa due anni chiuso per problemi strutturali, e nonostante fosse stato stanziato un finanziamento per provvedere al consolidamento dei plinti portanti in cemento, l’ex amministrazione Bacheca non è riuscita a far riaprire la scuola, tanto che le centinaia di alunni che frequentavano quel plesso, si sono visti costretti a emigrare in altre scuole, con l’onere di dover pagare lo scuolabus. Sulla vicenda, interviene Paolo Roberto Galli che attraverso i social network chiama alle loro responsabilità i consiglieri comunali di maggioranza e l’ex sindaco, incapaci di non aver risolto quel problema. 
«Sento parlare in questi giorni di mensa e scuolabus – dice Galli – ma credo sia doveroso parlare di un cancro presente nel nostro paese, la chiusura oramai protratta nel tempo della scuola Vignacce. Sono convinto che ogni bambino ha il sacrosanto diritto ad avere una scuola sicura viva e accessibile. Ogni bambino ha il diritto ad avere una scuola nel proprio quartiere, senza dover fare per mesi o anni la transumanza verso altri lidi. Compito obbligatorio della futura amministrazione, senza prendere in giro nessuno, è quello di riaprire, dopo accurati lavori, questo plesso scolastico. La scuola è la seconda casa del bambino. La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo». Galli, inoltre, pone un altro problema da risolvere ed è quello dell’impiantistica sportiva che nel corso degli ultimi cinque anni è in una condizione disastrata ed in particolare la piscina comunale. «Un paese civile come il nostro – conclude Galli – deve garantire ai giovani e ai bambini il diritto allo sport. I ragazzi devono avere la possibilità di praticare il nuoto a casa propria, senza dover emigrare altrove. Vedere la piscina in quelle condizioni, mette tristezza rabbia e indignazione. Una società civile è basata anche sullo sport quindi il nuoto a Santa Marinella deve ripartire con tempi precisi e celeri. Mi ha colpito una frase che dice «i gesti del nuoto sono i più simili al volo, il mare da alle braccia quello che l’aria offre alle ali, il nuotatore galleggia sugli abissi del fondo». (Gi.Ba.)

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Mercatini, bufera su D’Antò

CIVITAVECCHIA – «Si pensi a vere forme di promozione turistica, capaci di attirare veri flussi, che diano dignità culturale e coinvolgano veramente il tessuto cittadino». È il consiglio di Tullio Nunzi presidente dell’associazione culturale Meno poltrone più panchine che incalza l’assessore al Turismo e Commercio pentastellato Enzo D’Antò dopo l’ennesimo evento a tema ‘‘bancarelle’’. Italia Pikkante ha sollevato una serie di polemiche da parte di molti commercianti e lo stesso assessore ha annunciato contestazioni all’organizzatore dell’evento.

Ma per i commercianti la misura è colma. Nunzi si rivolge a D’Antò, assicurando di non avere pregiudizi nei suo confronti anche se ammette: «Qualche dubbio mi pervade nel momento in cui si devono giudicare le sue attività come assessore al commercio. I compiti di un assessore – evidenzia Nunzi – dovrebbero essere non quelli di tutela, bensì permettere ad un comparto vitale economicamente, di poter svolgere la propria attività, in un contesto di libera concorrenza».  Nunzi prosegue sottolineando come compito di un assessore dovrebbe essere quello di mettere nella possibilità di svolgere la propria attività ogni forma distributiva. L’esempio più lampante è quello del mercato di piazza Regina Margherita «fatiscente e pericoloso, diviso in tronconi, con un decoro urbano vicino al degrado. Difficilmente – tuona Nunzi – può competere con i centri commerciali». Difficoltà ampliate «se poi si aggiungono settimanalmente la riproposizione di mercatini, che in pratica entrano in concorrenza con gli operatori, né aggiungono alcunché di attrattiva turistica, beh – incalza Nunzi – se i commercianti hanno la sensazione di lavorare ‘‘contro’’ non si può dar loro torto».

Nunzi invita ad un taglio netto e definitivo, senza continuare a dire «che mercati del genere attraggono flussi turistici, perché – dichiara duro – a questo punto entriamo nel ridicolo, e nell’ignoranza economica». Secondo Nunzi la sensazione è che la categoria dei commercianti non riceva la giusta considerazione e che manchi «non una tutela, (i commercianti non hanno mai chiesto assistenzialismo, privilegi, o altro) ma – conclude Nunzi – quella considerazione dovuta e necessaria da parte di un assessore al commercio».

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Ater, indotto un concorso pubblico per l’assegnazione di 8 alloggi

CIVITAVECCHIA – L’Ater di Civitavecchia ha indotto un concorso pubblico per l’assegnazione in locazione di alloggi nell’edificio di via Falda (San Liborio). Il contratto di locazione avrà una durata di tre anni più due e potrà essere rinnovato per un pari periodo.

Le domande di partecipazione devono essere compilate e presentate esclusivamente sul modulo in originale, appositamente predisposto dall’Ater di Civitavecchia. Le domande dovranno essere presentate direttamente all’ufficio protocollo dell’azienda, in busta chiusa recante la dicitura ‘‘“bando locazione alloggio via Falda n. 10.’’, o fatte pervenire all’Ater di Civitavecchia – via Don Milani, 6 – 00053 Civitavecchia – esclusivamente a mezzo raccomandata postale entro e non oltre le ore 12 del 23 aprile.

Il bando completo si può visionare sul sito www.atercivitavecchia.com.

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Tarquinia, è l’ora della Statua del Cristo Risorto ‘‘che corre tra due ali di folla’’

TARQUINIA –  Campane a festa oggi a Tarquinia per il passaggio della processione del Cristo Risorto, uno degli eventi religiosi, legati alla tradizione popolare, in assoluto tra più suggestivi ed attesi che la comunità tarquiniese può vantare. Il passaggio trionfale della raggiante statua lignea di Gesù glorioso, portato a spalla dagli uomini dell’Associazione Fratelli del Cristo Risorto è una tradizione secolare che si ripete ogni anno, la domenica di Pasqua, per annunciare ai fedeli la Resurrezione di Gesù.
Il passaggio della statua è una vera e propria emozione per tutti i presenti che, a migliaia, applaudono e si commuovono al passaggio del “Cristo che corre”. La statua viene trasportata a passo spedito, quasi di corsa e ‘’tra due ali di folla’’, accompagnata da una marcetta eseguita dalla banda cittadina ‘’Giacomo Setaccioli”.  Apre la processione la squadra degli Sparatori con i fucili caricati a salve con coriandoli. Una componente originale di questa processione è quella dei portatori dei ‘’Tronchi’’ a forma di croce, gli stessi della processione del Venerdì Santo, ma adornati la domenica di Pasqua da splendide ghirlande di fiori che simboleggiano la vittoria della vita sulla morte. La loro altezza, in alcuni casi, raggiunge i 5 metri e il peso va da 75 ai 95 chili, per questo il loro trasporto richiede abilità e forza per non essere sbilanciati durante il percorso. Anche il trasporto della Statua richiede le stesse qualità, dato il suo peso di circa 520 kg, distribuito sui 16 portatori della “macchina” che, come i loro colleghi dei tronchi, devono rispettare il passo della marcetta musicale intonata dalla banda.  Sono più di 170 anni che la Statua compie, ogni anno, il giorno di Pasqua, lo stesso tragitto. Ancora oggi la statua di indiscutibile bellezza e imponenza, sul far del tramonto esce dalla piccola chiesa di San Giuseppe, percorre l’angusta via dello Statuto, proiettandosi in via Garibaldi e raggiungendo così l’ospedale per dare la benedizione ai malati. Da qui, dopo una breve sosta, il Redentore, imbocca una dopo l’altra via XX Settembre, via Umberto I e corso Vittorio Emanuele. La processione si conclude a Piazza Matteotti dove, dinanzi alla Chiesa del Suffragio, accompagnata dai fragorosi rintocchi del Campanone e dagli applausi della folla, impartisce la benedizione alle campagne e al mare, per poi rientrare, attraverso via di Porta Tarquinia nel luogo di partenza, la Chiesa di San Giuseppe, dove la statua del Cristo Risorto rimarrà esposta per i quaranta giorni successivi, fino all’Ascensione.  Alla processione prenderanno parte, come di consuetudine, le autorità civili e militari, oltre che religiose, del territorio. Attesa anche la partecipazione del vescovo della Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, Monsignor Luigi Marrucci. La statua fu commissionata dalla Corporazione dei Falegnami. Si narra che per ricordare la Resurrezione, venne dato l’incarico ad uno scultore che stava scontando una pena a vita, di scolpire nel legno un Cristo Risorto, superiore per bellezza a quante già ne esistevano. Narra ancora la leggenda che, per impedire all’artista di fare, in seguito, una nuova statua identica a quella scolpita o anche più bella, egli venisse spietatamente accecato.  La storia oggi attribuisce la statua lignea come un’ opera ottocentesca realizzata da Bartolomeo Canini, su un bozzetto di gesso dello scultore Pietro Tenerani. La Pegasowebtv, in collaborazione con l’Associazione Fratelli del Cristo Risorto, il Comune di Tarquinia e la Ermes Wi-Fi, realizzerà la diretta streaming dalla Sala Consiliare del Comune di Tarquinia. L’evento sarà visibile dalle ore 17,00 alle ore 19,30 sul sito ufficiale www.pegasowebtv.it e sul canale 190 Tele Idea del digitale terrestre, mentre dalle ore 17,55 alle ore 19,15  andrà in onda sui canali satellitari 875 Made in Italy e 879 Viva l’Italia per i possessori di decoder Sky e sul 1069 Viva l’Italia e 1070 Made in Italy per i decoder tvsat. La trasmissione è dedicata  agli italiani residenti all’estero, nati o particolarmente affezionati alla città di Tarquinia e per coloro che non posso assistervi personalmente. 
Il programma prevede alle 10 la santa messa nella chiesa di San Giuseppe; alle 16,30 la riunione dei portatori dei tronchi presso il chiostro San Marco in via Umberto I; alle 17 partenza del Corteo, alle ore 17,15, benedizione dei portatori davanti alla chiesa di San Leonardo; alle ore 18, la partenza della processione del Cristo Risorto dalla Chiesa di San Giuseppe lungo il percorso tradizionale. La cittadinanza è invitata ad esporre gli arazzi alla finestra ed ai balconi. Ogni domenica verrà celebrata la santa messa nella chiesa di San Giuseppe alle 17,30. Il sindaco Pietro Mencarini e il presidente dell’associazione Fratelli del Cristo Risorto Don Augusto Baldini augurano Buona Pasqua a tutti i tarquiniesi: “Rendiamo gloria a Gesù Risorto e a voi tutti giunga  l’augurio più sentito di Buona Pasqua”. (a.r.)

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''Mensa scolastica e scuolabus, la determina non segue l’equità sociale''

S. MARINELLA – «Non segue l’equità sociale la determina del commissario prefettizio, che aumenta senza mezzi termini i costi per i servizi di mensa scolastica e scuolabus». A dirlo è l’ex delegato al bilancio Emanuele Minghella, che critica senza mezzi termini l’atto emesso dal commissario governativo, che di fatto è una vera e propria mazzata per i genitori dei ragazzi che frequentano i plessi scolastici cittadini. “Chi ha due figli ed oltre è penalizzato – prosegue Minghella – perché raddoppiano i costi per la famiglia. Capisco che era impossibile continuare con tariffe che erano al di sotto della normalità, visto che nei comuni limitrofi i costi per questi servizi sono molto più alti, però andava fatta un’operazione che avrebbe dovuto prevedere aumenti progressivi a scalare in base al numero dei figli. Le tariffe dello scuolabus sono particolarmente alte, molto più di Civitavecchia e Tolfa. Chiaramente il commissario intende far cassa per equilibrare il bilancio, ma così non c’è equità sociale”. I servizi a domanda individuale infatti sono, per il 60 per cento a carico del Comune, il resto a carico dei genitori. “Comunque sia – conclude Minghella – queste tariffe vanno ritoccate e se saremo noi a governare lo faremo”. A fare due conti matematici su questi rincari e il responsabile cittadino del M5S Massimo Padroni che dice. “In pratica, una famiglia con reddito nella fascia isee da 10mila a 20mila euro e con due figli, ipotizzando 175 giorni di scuola a tempo pieno, passa da 880 euro a 1.585 euro, 704 euro d’aumento, che corrisponde all’ottanta per cento. Oltretutto – prosegue Padroni – la ex giunta di architetti, ha costretto alcune famiglie a servirsi dello scuolabus, data la chiusura per negligenza della scuola Vignacce e dopo non aver onorato la parola data di esonerare i genitori dei ragazzi che frequentavano quel plesso dalla spesa, ora gliela triplicano”. Sulla questione intervengono diverse forze politiche locali. La leader del movimento Cuori Santamarinellesi Giorgia Mulargia afferma. “La cosa che mi stupisce di più, è che la scuola Vignacce è stata chiusa, ed anziché dare il servizio di scuolabus gratuito a tutti i bimbi iscritti, li ha prima trasferiti nelle altre scuole di Santa Marinella ed ora, non solo devono pagare il servizio, ma addirittura anche con queste cifre, sono disgustata”. Anche il dottor renzo Barbazza, esponente del movimento Santa Marinella Bene Comune dice la sua. “Siamo arrivata all’assurdo – spiega il medico – i bambini e i loro genitori sono stati penalizzati due volte. La prima per essere costretti a dover lasciare la scuola del loro quartiere e poi perché, dovendo utilizzare gli scuolabus, si vedono obbligati a dover sborsare cifre pazzesche».

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