Pulita la spiaggia delle Sabbie nere

S. MARINELLA – Continuano le iniziative intraprese dai consiglieri comunali e dalla giunta Tidei, per mantenere le spiagge libere pulite senza spendere soldi. Ieri mattina un gruppo di volontari dell’associazione Verde Santa Marinella, insieme al vice sindaco Andrea Bianchi, ai delegati comunali alla sicurezza stradale e all’ambiente e al responsabile tecnico della Gesam Paolo Di Martino, si sono recati sulla spiaggia delle “Sabbie Nere” per dar vita ad una operazione di pulizia generale e per asportare bottiglie di plastica e copertoni, che danneggiano il mare e quello splendido angolo naturale del litorale. Dopo un paio d’ore di duro lavoro, i volontari, hanno asportato una quindicina di sacchi di immondizia differenziando i rifiuti durante la raccolta. «La bellissima spiaggia delle sabbie nere – ha detto Andrea Bianchi – purtroppo invasa dalla plastica e dalle bottiglie che si sono riversate in massa sull’arenile in seguito alla forte mareggiata dei giorni scorsi, aveva bisogno di essere ripulita. Ma la cosa più tremenda l’abbiamo notata in acqua, diventata una distesa di plastica e buste ed ogni oggetto giace sul fondale per circa 50 metri dalla riva senza soluzione di continuità, lungo quasi tutta la spiaggia. Una situazione che sicuramente si ripercuoterà sullo stato di salute e sull’ecologia di questo delicato ambiente. Purtroppo non possiamo spendere soldi per effettuare la pulizia delle spiagge, visto che siamo un Comune in dissesto, ma questo non ci ha ostacolato e grazie all’aiuto dei volontari, siamo riusciti a ripulire la spiaggia”.

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Tidei: ''I progetti in cantiere sono molti e su tutti i campi''

S. MARINELLA – «Le note stampa dei precursori di Fratelli D’Italia, di Fare Rete e addirittura dell’ex sindaco di Amatrice Pirozzi, onestamente, mi riempiono di orgoglio. Dopo dieci anni di sonno e torpore, torna la democrazia e la possibilità di esprimersi politicamente, segno tangibile di una città che si risveglia, che si è rimessa in moto e che torna a sognare e sperare un futuro migliore». Questo il commento del sindaco Pietro Tidei agli attacchi che gli sono giunti da vari esponenti politici dell’opposizione. “Mi meraviglia invece – continua il primo cittadino – che movimenti politici, gruppi web e via dicendo, si ricordano solo oggi di tutte quelle cose che non vanno e che non funzionano. Chi ha portato il Comune in dissesto? Non certo una giunta insediata da pochi mesi. Chi ha ridotto il Comune all’osso, al punto tale di costringere i dipendenti a portarsi da casa carta igienica e sapone?  Mi sarei aspettato che tutti questi movimenti facessero un sit-in sotto le case dei colpevoli che, probabilmente, grazie al lavoro degli organi preposti, sicuramente pagheranno e di tasca loro. In ordine ai presunti atti giudiziari mandati al macero, vorrei dire chiaramente che si tratta di una ennesima fake news. Le cartelle Equitalia al macero, non sono state notificate dalla stessa Equitalia e non sarebbero quindi in nessun modo impugnabili. La lotta all’evasione intrapresa da questa amministrazione non riguarda dunque in alcun modo le carte oggetto del provvedimento. Il luogo individuato alla conservazione è lo stesso utilizzato dal servizio comunale competente gestito da un responsabile del servizio che segue da oltre dieci anni. Se ci sono state negligenze riconducibili ad una cattiva gestione, ci saranno provvedimenti al riguardo. Ai nostri cittadini posso dire che la mia amministrazione ha completamente ristrutturato la pianta organica comunale, favorendo una rotazione dei responsabili e dei dipendenti, per rinfrescare questa macchina probabilmente parcheggiata ai box, per anni di gestione clientelare e fatiscente. Come ho detto in tantissime occasioni, noi ci stiamo impegnando molto ed i nostri dipendenti devono fare altrettanto». 
«Mi dispiace deludere quei fabbricatori di fake news – conclude Tidei -ma i progetti in cantiere sono molti e su tutti i campi, il lavoro dei primi mesi sta portando i suoi frutti e la gente se ne è accorta. La cartina al tornasole del risultato del nostro lavoro incessante è la partecipazione della città a tutte le iniziative di solidarietà, di pulizia, di attività all’aria aperta e la voglia di ogni singolo cittadino a collaborare. Siamo, credo, l’unico Comune in Italia dissestato, che ad oggi non ha speso neanche un euro garantendo seppur con difficoltà tutti i servizi alla collettività».

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Venti ore per Nuove Frontiere onlus e Piccolo Fiore onlus

LADISPOLI – Hanno tutti un'età compresa tra i 13 e i 17 anni i ragazzi che la sera del 29 ottobre, passata l'emergenza maltempo, hanno insultato pesantemente il sindaco Alessandro Grando con dei commenti postati sulla sua bacheca personale proprio sotto il post in cui si annunciava la riapertura delle scuole per il giorno dopo. E tutti dovranno dedicare 20 ore del loro tempo alle associazioni Nuove Frontiere onlus e Piccolo Fiore onlus, composte da genitori di bambini ''speciali'', collaborando nello svolgimento di laboratori di pittura, teatro, giardinaggio e mantenimento di aree verdi. Il tutto in segno di «risarcimento simbolico – ha spiegato il Sindaco – nei confronti della comunità di Ladispoli, fortemente colpita dall'episodio». I ragazzi già il giorno successivo all'ultimatum/invito lanciato dal Sindaco (o le scuse e lavori socialmente utili oppure la denuncia) avevano contattato la segreteria del primo cittadino per fissare un appuntamento. «Alcuni genitori – ha detto Grando – visibilmente dispiaciuti, sono anche venuti personalmente in Comune per scusarsi, auspicando un comportamento inflessibile nei confronti del proprio figlio». Nel corso dell'incontro che si è invece svolto venerdì, il primo cittadino ha ribadito la gravità della loro condotta, «spiegando che determinate azioni, anche sui social network, possono avere delle gravi conseguenze». Il Sindaco ha inoltre spiegato alle famiglie dei ragazzi che il suo interesse «non era certamente quello di procedere legalmente nei loro confronti, bensì di far capire a questi ragazzi di aver tenuto un comportamento sbagliato e che nella vita capita raramente che ci venga offerta una seconda possibilità. Ho quindi auspicato che questo spiacevole episodio si trasformasse in un'esperienza positiva di cui far tesoro, per crescere e per maturare. Tutti gli studenti – ha proseguito ancora Grando – comprensibilmente imbarazzati, si sono scusati, e sono convinto che abbiano capito la lezione. Nei loro occhi ho visto un pentimento sincero». Pentimento o meno, comunque, per il primo cittadino, era giusto da parte dei ragazzi, concedere un risarcimento simbolico alla città. Da qui la richiesta del Sindaco alle associazioni Nuove Frontierie onlus e Piccolo Fiore onlus di supportare il Comune «predisponendo un percorso di 20 ore in cui i ragazzi dovranno collaborare nello svolgimento di laboratori di pittura, teatro, giardinaggio e mantenimento di aree verdi. Tutti gli studenti, con il benestare dei genitori – ha spiegato Grando – hanno accettato di seguire questo percorso e sono certo che questa esperienza sarà per loro un ulteriore momento di crescita, in cui comprendere che nella vita ci sono cose ben più importanti di Facebook». Il primo cittadino ha inoltre colto l'occasione per ringraziare le due associazioni per «la disponibilità», e i genitori dei ragazzi «per aver prestato la massima collaborazione affinché si arrivasse a una conclusione positiva di questa spiacevole vicenda».

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Tarquinia, Natale e non solo: la sub commissaria faccia a faccia con le associazioni culturali

TARQUINIA – Tutte, o quasi, le realtà associative tarquiniesi impegnate nell’ambito della cultura raccolte attorno ad un tavolo: per presentarsi, conoscersi, scambiarsi idee e programmi e – perché no? – trovare sinergie. È quanto accaduto nella mattinata di ieri, 15 novembre, presso il palazzo comunale di Tarquinia: a coordinare l’incontro, la sub commissaria, dottoressa Luciana Coretto, che ha voluto così favorire la realizzazione di un quadro comune delle iniziative e degli obiettivi del variegato e popoloso mondo dell’associazionismo culturale tarquiniese.

Ogni realtà ha preso la parola per una breve presentazione, per descrivere quanto recentemente fatto in città e quanto, invece, si ha in programma di fare nell’anno a venire – o, addirittura, per le prossime festività natalizie –, testimoniando la vitalità della vocazione culturale cittadina e della sua energia nell’ideazione e realizzazione di eventi.

L’occasione è stata utile anche per parlare di appuntamenti che non fanno capo, nello specifico, ad alcuna associazione – ad esempio il Carnevale – e per veder lanciata una proposta subito favorevolmente accolta dal tavolo di lavoro: Tarquinia Film Office Aps, tramite il suo presidente Gérôme Bourdezeau, ha parlato dell’idea dell’associazione di lavorare ad una serie di iniziative legate al concetto di “Tarquinia, città della Gentilezza e della Benevolenza”.

Fiduciose che questo primo incontro non sia che il passo iniziale di un percorso condiviso, le associazioni hanno anche scelto di creare una mailing list a disposizione di ciascun sodalizio, ottimo strumento per coordinare eventi, idee e promozione: a tal proposito, l’invito da parte dei rappresentanti comunali è alle associazioni che non hanno potuto partecipare, o alle quali erroneamente non è stato recapitato l’invito, a contattare gli uffici per essere messe al corrente di quanto detto nell’occasione di ieri.

 

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Acqua ad Acea, anche la città pronta alla mobilitazione

LADISPOLI – Il nuovo ultimatum della Regione Lazio di passare ad Acea Ato2 non piace a nessuno. All'amministrazione comunale che negli ultimi mesi sta lavorando, insieme ad altre amministrazioni comunali per arrivare a una moratoria dell'ultimatum arrivato sempre dalla Pisana già ad aprile scorso; alle varie forze politiche (anche dello stesso colore della Giunta Zingaretti) che anche durante la precedente amministrazione, sotto la giuda del sindaco Paliotta, si erano detti contrari e pronti alle barricate; e ai cittadini che ben sanno i rischi di un eventuale passaggio del servizio idrico cittadino ad Acea Ato2. E così non è solo il Comune pronto a scendere in piazza per protestare con tutti i mezzi a sua disposizione. Al suo fianco sono pronti a scendere anche i "semplici" cittadini. A invitarli alla mobilitazione è peraltro anche l'ex consigliere comunale ladispolano Fabio Ciampa. "La gente è arrabbiata – ha detto – gente di ogni schieramento, politici e non solo". I "pericoli" della gestione Acea sono ben presenti a tutti: bollette più alte, tempi di intervento estremamente lunghi nel risolvere le problematiche che si potrebbero presentare, a cominciare da un semplice tubo rotto. Oggi, le bollette che arrivano dalla Flavia Servizi, grazie al mantenimento della gestione in house sono contenute. E gli interventi vengono risolti in breve tempo con gli operatori che, una volta ottenuta la segnalazione da parte dell'utente, si rimboccano le maniche per garantire la ripresa del servizio in tempi molto ristretti. Diversa la situazione qualora si dovesse cedere il servizio. Basti guardare ai comuni limitrofi a cominciare proprio da Cerveteri, dove a gestire la rete è proprio Acea Ato2. Bollette alte, problemi idrici in estate e non solo, tempi di intervento lunghi. E a volte, come nel caso di Civitavecchia, utenze lasciate a secco anche per settimane, con i cittadini costretti a fare la spola da casa all'autobotte per assicurarsi un po' d'acqua in casa. Una situazione certamente poco piacevole, come sottolineato proprio da Ciampa, allarmato dal nuovo ultimatum giunto proprio l'11 novembre dall'assessore regionale ai Lavori Pubblici Mauro Alessandri che ha dato al comune tempo fino al 3 dicembre per cedere il servizio idrico alla Spa. Situazione paradossale, visto il lavoro che proprio in queste settimane i comuni, Ladispoli in prima fila, stanno facendo insieme alle Commissioni regionali deputate in materia per stilare un documento da presentare alla Giunta per chiedere una moratoria sull'ultimatum dell'aprile scorso. Documento che sarà discusso e approvato proprio in Commissione il 20 novembre prossimo. Richiesta di sospensione degli effetti della richiesta imposta dalla Pisana che ha alla base la discussione in Parlamento della nuova legge sull'acqua pubblica che andrebbe a cancellare di fatto la distribuzione delle reti idriche attuale (addio dunque agli Ato), andando a sostenere la pubblicità del servizio. Sicuramente sarebbe molto più semplice per le amministrazioni comunali che ancora devono cedere le reti all'Ato continuare nella gestione pubblica del servizio erogato; piuttosto che entrare a far parte della rete per poi successivamente uscirne. Un percorso, quest'ultimo che potrebbe risultare alquanto complicato e che potrebbe non risolversi in breve tempo, con i cittadini, nel frattempo, che dovrebbero continuare a far riferimento al nuovo gestore del servizio e non più al Comune. 
E a pensarla come il Pd, l'ex consigliere Fabio Ciampa, l'amministrazione comunale e la società civile, ci sono anche il Movimento civico Ladispoli Città e l'associazione culturale Ladispoli Città. "Riteniamo gravissima la comunicazione dell’assessore regionale Alessandri relativa all’attuazione dei poteri sostitutivi della Regione sul passaggio del servizio idrico integrato al gestore unico ACEA. Con poche crude righe l’assessore del PD si assume la responsabilità di privatizzare l’acqua a Ladispoli con tutto ciò che comporterà per il servizio, per i cittadini, per i lavoratori. Nega, di fatto, quelli che sono stati i punti programmatici del Presidente Zingaretti: una nuova legge sugli ambiti di bacino per permettere la ripubblicizzazione dell’acqua. Promesse, inutili e vuote promesse.  Al contrario, anzi, nella comunicazione recapitata a Sindaco e amministratori di Ladispoli, l’assessore regionale si spinge ad affermare nero su bianco che – qualsiasi legge adotterà la Regione Lazio – “non avrà alcun effetto sospensivo della procedura avviata”, gettando Ladispoli nei meandri della privatizzazione, senza se e senza ma. Riteniamo tutto questo totalmente inaccettabile. Come cittadini singoli e organizzati, abbiamo condotto la battaglia per l’acqua pubblica nella nostra città sin dal 2003, conducendo via via i partiti tradizionali – molti dei quali inizialmente reticenti – sulle nostre posizioni. Per questo continueremo ad opporci, lottando contro questa decisione scellerata e lesiva per la storia della nostra comunità e per le tasche dei cittadini. Se questo è il programma di Zingaretti, siamo certi che lo porterà “lontano”: dai territori, dagli elettori e dalle sue stesse affermazioni sull’importanza della tutela dei servizi pubblici. D’altro canto, a livello comunale, abbiamo assistito ad un atteggiamento prudente, quasi remissivo che, unito alla spregiudicatezza della Regione, rischia di danneggiare l’intera collettività. I toni bassi sull’argomento, spesso criticati alla precedente amministrazione, hanno caratterizzato anche i primi anni del governo Grando. E rimanere appesi alla flebile speranza che il governo nazionale possa approvare la legge sulla ripubblicizzazione di servizi come quello idrico, ci sembra oggi troppo poco e troppo improbabile.  In questo quadro precario e molto negativo rientra anche il destino della partecipata Flavia Servizi s.r.l., sempre più indebolita, senza alcun piano futuro, che difficilmente saprà mantenere inalterati tutti i servizi che oggi gestisce dopo aver perso la liquidità fondamentale prodotta dall’idrico. Una partecipata allo sbando – dal punto di vista gestionale – con il caos sul Collegio dei Revisori, sulla disparità di trattamento degli ex componenti del CDA e, ultimo ma non ultimo, sulle ingenti multe che parrebbero interessare la depurazione delle acque". 

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Asl Roma 4, arrivano 886mila euro

CIVITAVECCHIA – Dalla Regione Lazio arrivano 886mila euro per le manutenzioni straordinarie della Asl Roma 4 nel triennio 2018 – 2020. Una buona notizia per l’azienda sanitaria locale giunta dopo l’approvazione in giunta di una delibera che prevede lo stanziamento di circa 17 milioni di euro per le Asl, Aziende ospedaliere e Irccs pubblici del Lazio. I fondi dovranno essere utilizzati per realizzare interventi di manutenzione straordinaria degli spazi funzionali e degli impianti per garantire il mantenimento dei livelli di effi cienza ed effi cacia nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Soddisfatto il direttore generale della Asl Roma 4 Giuseppe Quintavalle: «Sono soldi in più rispetto ai classici volumi che arrivano per la manutenzione straordinaria – ha spiegato – ora ci muoveremo facendo un check sulle strutture e li useremo per l’ospedale e per tutto il territorio». Sicuramente fondi che fanno comodo alla Asl Roma 4 che andrà a ricevere quasi 900mila euro. «Le manutenzioni straordinarie sono fondamentali – ha evidenziato Quintavalle – e importanti soprattutto per strutture che hanno qualche anno come le nostre, con questi fondi quindi potremo garantire ancora di più la sicurezza dei nostri pazienti».

Per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si tratta di «risorse che saranno importanti per ammodernare e rendere più effi cienti i nostri ospedali e le strutture sanitarie. Aver messo in ordine i conti della sanità del Lazio – ha concluso – vuol dire anche questo: poter tornare ad investire risorse per le strutture e per una sanità di qualità». Uno stanziamento importante anche per l’assessore alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria regionale Alessio D’Amato. «Servirà per intervenire strutturalmente sugli ambienti e per il ricambio – ha detto – delle vecchie apparecchiature a disposizione con l’obiettivo di fornire un servizio sempre più di qualità per l’utenza».

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Rotelli e Ghera: “Non possiamo perdere altri treni. Impegno di Fratelli d’Italia  per l’Alta Velocità"  

VITERBO – “Un’opportunità di crescita che non possiamo lasciarci sfuggire. La fermata dell’Alta Velocità ad Orte o, meglio ancora, una stazione di partenza rappresenterebbe un volano di sviluppo straordinario per l’intero territorio della Tuscia, in termini economici e turistici. Una nuova infrastruttura che si andrebbe ad aggiungere, valorizzandolo ulteriormente, al servizio della rete autostradale, dell’Interporto, al porto di Civitavecchia e tutta la zona retro portuale. Non è più possibile continuare ad ignorare che nel Lazio esistano il più grande aeroporto nazionale, Fiumicino, e il maggiore scalo crocieristico italiano, Civitavecchia, ed il nostro territorio delle enormi potenzialità che questi fattori rappresentano continua a raccogliere solo le briciole". E’ quanto hanno dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli ed il consigliere regionale, capogruppo Fdi,  Fabrizio Ghera a margine del consiglio straordinario indetto sul tema presso la stazione di Orte.

"Come membro della Commissione Trasporti e capogruppo Fdi al Consiglio regionale, – ha detto Ghera – mettiamo a disposizione tutti gli strumenti in nostro possesso per far sì che quest’ipotesi si concretizzi in un breve lasso di tempo. Si tratta di una sperimentazione avviata già con successo a Perugia ed la posizione strategica di Orte, al centro di Lazio ed Umbria, consentirebbe dei vantaggi per entrambe le regioni. Non a caso, negli ultimi tempi, si sono moltiplicati i consensi ed il supporto da tantissime associazioni, privati ed associazioni di categoria. Una su tutte, la dichiarazione d’intenti del Rettore dell’Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, che sta a testimoniare la vicinanza del mondo accademico alla nostra richiesta".

"La crescita derivante dal servizio di Alta Veloctà – ha aggiunto Rotelli – si rifletterebbe in ogni ambito, anche quello culturale, particolarmente significativo in un territorio come il nostro che si caratterizza per una ricchezza storica e paesaggistica straordinaria. Occorre pertanto una mobilitazione compatta tra tutti i comuni della provincia  e, ancor di più, da parte delle Regioni  Lazio ed Umbria per il perseguimento di quest’obiettivo. La Tuscia non si può permettere di perdere altri treni”.

 

 

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''Renato Bisegni valido esempio per la città''

CERVETERI – «Per la professionalità, la disponibilità e il lavoro prezioso che ogni giorno svolge, Cerveteri ringrazia Renato Bisegni». Questa la dicitura riportata sulla targa ricordo che ieri pomeriggio, in apertura del Consiglio comunale, unitamente ad un formale encomio, il sindaco Pascucci ha conferito nelle mani del funzionario comunale di Protezione Civile Renato Bisegni. 
Un riconoscimento che la Giunta comunale ha voluto conferire a seguito delle numerose attività, con un particolare riferimento a quelle svolte durante le situazioni di emergenza o allerta meteo che si sono verificate nel territorio comunale, svolte da Bisegni in favore della collettività.
«Oggi Cerveteri può fare affidamento su una Protezione Civile efficace e pronta ad ogni emergenza – ha detto il sindaco Pascucci – lo ha dimostrato in occasione della nevicata del febbraio scorso, delle allerte meteo, non ultima quella di fine ottobre ed inizio novembre e in tante altre circostanze. Ma rappresenta anche un’importante realtà di formazione, soprattutto per i giovani che man mano iniziano ad appassionarsi sempre di più al mondo di Protezione Civile. Esempio lampante, quello del Campo Scuola, curato nei minimi dettagli ogni anno, e che ogni anno richiama tantissime iscrizioni. Grazie al lavoro di Renato Bisegni inoltre, a breve inaugureremo il Primo Polo di Formazione di Protezione Civile, un luogo che rappresenterà un punto di riferimento per il mondo del volontariato e dove, insieme ad altre realtà tra cui Assovoce, verranno organizzati corsi di formazione, campi scuola e tante iniziative di prevenzione che vedranno protagonisti soprattutto i ragazzi e le ragazze di Cerveteri».
«La nostra Città con Renato Bisegni sa di poter fare affidamento su un grande punto di riferimento, un funzionario comunale integerrimo, un uomo ligio al dovere, sempre presente, competente e preparato, pronto sempre a mettersi in discussione per il bene della collettività – ha spiegato il sindaco Pascucci – nel suo ruolo di responsabile di Protezione Civile nel corso del tempo ha formato un gruppo di volontari estremamente attivo, di spessore umano e professionale, composto da uomini e donne, ragazzi e ragazze, che con passione mettono a disposizione della città tutta la loro voglia di rendere un servizio utile ed importante. Per questo – conclude il primo cittadino – certi di rappresentare la volontà di tutta la Giunta, del Consiglio comunale e dell’Amministrazione tutta, abbiamo voluto riconoscergli un encomio formale ed una targa ricordo, sicuri che rappresenteranno per lui e per tutti i volontari un ulteriore sprone per continuare a fare sempre meglio per tutta Cerveteri».

 

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La gestione Di Majo nel mirino di Perello

CIVITAVECCHIA – "La vertenza Cfft apre un altro spaccato sociale pesantissimo in città. Il rischio di perdere un gruppo come Chiquita, storico nel porto di Civitavecchia, apre un confronto ed una riflessione da farsi su ciò che è stato fatto ed abbiamo fatto in porto sia logisticamente che politicamente da quel piano regolatore del 2003 approvato in consiglio comunale, fino ad oggi". 

Un intervento fiume, quello del consigliere della Svolta Daniele Perello, pronto a trasformarsi in un atto di indirizzo concreto. "L'assenza della politica comunale da parte del sindaco Cozzolino e la reazione sorpresa e incredula dell'attuale presidente di Majo – ha aggiunto – devono aprire una discussione sul suo mandato e sui mandati di una certa parte politica appartenente al Pd su questo terrirorio". 

Ed elenca dodici criticità che hanno caratterizzato, finora, la gestione Di Majo sull'ente portuale. Si parte dal "mancato intervento su Enel", consentendo alla Spa elettrica "in contrasto con quanto disposto dalla Legge 84/94, di bandire una gara pubblica per l’individuazione dell’impresa portuale da adibire alle operazioni di scarico del carbone, consentendo ad Enel – ha aggiunto – di trarne un risparmio dal ribasso di asta, a danno delle imprese e dell’occupazione locale. Poi la nomina irregolare ed illegittima dell’amministratore unico della Pas srl, società inhouse dell’Adsp, per la quale il presidente Di Majo ha ritenuto di nominare come amministratore unico con pieni poteri una figura già assunta, con altro bando a sua volta oggetto di esposti e contestazioni, come direttore tecnico della società, con il compenso di circa 230.000 euro lordi all’anno. L’ulteriore nomina pone la figura del direttore tecnico dipendente della Pas srl, al tempo stesso amministratore unico e legale rappresentante della stessa società, in evidente situazione di incompatibilità, coincidendo il ruolo ed i poteri del controllato con quelli del datore di lavoro e del controllore. Peraltro, qualora venisse accertata l’irregolarità della nomina, il Presidente dell’Adsp andrebbe sanzionato con l’inibizione temporanea dal potere di nomina, ai sensi della Legge Severino. Sempre sulla medesima società partecipata dall'Adsp apprendiamo dalla stampa che è in corso una indagine della Procura della Repubblica di Civitavecchia che mira ad accertare ipotesi di abusi da parte degli amministratori della Pas ed omissioni di controlli da parte di dirigenti e in ultima analisi dello stesso presidente dell'Adsp". A ciò si aggiunte, ancora, la perdita di traffici e, probabilmente, di posti di lavoro, come sta avvenendo per il caso della Cfft: le prime due navi sono state dirottate su Livorno, "con gravi danni economici e di immagine per il porto – ha spiegato Perello – e le aziende coinvolte. Peraltro, come affermato dallo stesso Di Majo, il presidente dell'Adsp si è avvalso per definire l'ordinanza di una commissione consultiva di cui ha chiamato a far parte i rappresentanti di altri tre porti concorrenti, tra cui un dirigente livornese. E forse non è un caso se le 140mila tonnellate annue di banane Chiquita sono finite a Livorno". E ancora il rischio concreto di esporre l’ente a numerosi contenziosi derivanti da cause del lavoro già annunciate da numerosi dipendenti dell’Adsp a causa delle successive riorganizzazioni interne dell’ente, condotte in diversi casi senza il preventivo accordo con le organizzazioni sindacali, il calo complessivo dei traffici del porto di Civitavecchia registrato nel 2017, quando il tonnellaggio complessivo, rispetto al 2016, è diminuito dello 0,4%, con la perdita, a beneficio del porto di Gioia Tauro, dell’importantissimo traffico delle autovetture Fca prodotte a Melfi e destinate negli Usa e in altri paesi esteri. E poi il ritiro di importanti investitori sul porto di Civitavecchia, "come ad esempio il gruppo Gavio, concessionario della Darsena Energetico Grandi Masse, la cui concessione – ha aggiunto – è stata dichiarata decaduta. Lo stesso Gruppo Gavio ha aperto un contenzioso con l'ente chiedendo la restituzione di circa 30 milioni di euro. Il blocco di iniziative di crescita e di sviluppo degli altri due porti del Network, Fiumicino e Gaeta, il rischio concreto ed attuale di default a causa della cosiddetta vicenda TotalErg, per la quale il giudice amministrativo ha nominato un commissario ad acta. Considerato che, come risulta dalle statistiche dei traffici dell’ADSP pubblicate da Assoporti nell’anno 2017 il network dei porti di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta ha movimentato circa 10 milioni di tonnellate di rinfuse liquide (oli minerali) e carbone e ritenuto che sarebbe stato necessario riproporre l’aumento dell’aliquota della tassa, con la sopra descritta adeguata motivazione, per circa 1 euro a tonnellata, risulta del tutto evidente come la immotivata mancanza di iniziativa da parte del Presidente dell’ADSP abbia causato all’ente un mancato introito di circa 10 milioni di euro, nel solo anno 2017". Perello ha poi parlato di un'amministrazione dell'ente "politicizzata", citando la partecipazione del presidente Di Majo "alla campagna elettorale del governatore del Pd Nicola Zingaretti e della consigliera regionale Marietta Tidei. Attualmente Di Majo secondo quanto si apprende dalla stampa si sta adoperando per sostenere politicamente il candidato Bruno Astorre nelle elezioni per il congresso del Partito Democratico, consentendo anche l'inserimento in lista della propria addetta stampa – ha aggiunto – con la quale, sebbene sia priva dei necessari titoli professionali e della necessaria esperienza, ha sostituito il precedente capo dell'ufficio stampa, dipendente dell'ente, perché consigliere comunale non della stessa parte politica di Di Majo. Il presidente Di Majo – ha poi aggiunto – nonostante l'ente abbia in cassa accantonati, come risulta dal bilancio, oltre 40 milioni di euro, si è rifiutato per motivi politici, di pagare all'amministrazione M5S del Comune di Civitavecchia i 2 milioni annui previsti dal protocollo d'intesa sottoscritto dal precedente Presidente". E infine "la presunta mancanza di parte dei requisiti dichiarati al momento della nomina a presidente dall’avv. Di Majo, visto il curriculum vitae presentato dall'avv. Francesco Maria di Majo per la selezione dei candidati alla presidenza delle Autorità di Sistema Portuale istiuite con il D.Lgs. 169/2016, in cui si fa riferimento, per la “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale” quali requisiti soggettivi richiesti dall'art 10. del predetto D.Lgs. 169/2016 per essere nominati Presidente di Adsp, ad una collaborazione a progetto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri “per la finalizzazione di uno studio sulla riforma del settore portuale” richiesto dal Dipe (Dipartimento Programmazione e Coordinamento Politica Economica della PdCM)". Per questo il consigliere della Svolta chiede che vengano valutate le dichiarazioni dell'Avv. Di Majo contenute nel suo curriculum vitae, e l'effettiva avvenuta collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e se comunque la semplice partecipazione, in qualità di consulente a progetto di un soggetto terzo, finalizzata allo studio sulla riforma portuale, "costituisca o meno requisito di “comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell'economia dei trasporti e portuale”, richiesto per la nomina a Presidente di Autorità di Sistema Portuale". 

Perello chiede quindi di verificare se "l’inerzia del Presidente e le azioni descritte possano costituire colpa grave da cui siano derivati o possano derivare danni all’ente. Qualora fosse confermata la mancanza del requisito di “comprovata esperienza” alla base della nomina a Presidente, già oggetto di una interrogazione parlamentare a cui ancora non è stata data risposta – ha sottolineato – se non ritenga, il Ministro Toninelli, di aprire un procedimento amministrativo per valutare in sede di istruttoria se si configurino elementi di mala gestio dell’ente tali da renderne necessario l'immediato commissariamento".

Il consigliere della Svolta si è detto quindi pronto a raccogliere tutto questo all'interno di una mozione – interrogazione in Consiglio Comunale, provvedendo a protocollarla poi nelle opportune sedi superiori. 

"Nell'interesse della comunità che rappresentiamo – ha concluso – va riconosciuta ciò che è la storia della città per capire cosa sarà. Questo non deve portare né a nostalgie nè a ritorni a passati già conosciuti, bensì alla possibilità di individuare chi meritocraticamente già conosce questo territorio e abbia la volontà di scommetterci per competenze e visioni. I porti nella storia d'Italia sono la ricchezza e lo sviluppo commerciale e sociale di una comunità  e Civitavecchia, negli ultimi anni, si sta spegnendo lentamente sotto ogni settore". 

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