Ferri: ''Servono le primarie nel centrosinistra''

CIVITAVECCHIA. Il segretario del Pd Germano Ferri ha parlato chiaro nel corso del direttivo cittadino che si è tenuto nei giorni scorsi: "Mettiamo da parte i vecchi rancori, riuniamoci e riconquistiamo i voti persi a difesa dell’establishment".

Un discorso che ha ricevuto il consenso di tutta la direzione (una assemblea con tanto di numero legale mantenuto come non si vedeva da anni a Campo dell’Oro).

Per Ferri sulle alleanze in vista delle amministrative il perimetro è quello del centrosinistra ma a determinate condizioni: “Sicuramente il nostro perimetro è il centro sinistra ma, per vincere, dobbiamo lasciare spazio a chiunque nelle nostre idee si immedesimi ricordando che ci confronteremo con tutti, pretendendo però rispetto sia per le persone del nostro partito che per il partito stesso”. Stop quindi ad attacchi ad personam dagli altri potenziali alleati, pena l’esclusione da future alleanze.

Ferri ha anche toccato la questione candidato sindaco: “ Personalmente credo, con molta serenità che il candidato vincente dovrà essere scelto mediante lo strumento democratico delle primarie. Chiunque vuole proporsi e crede di avere la forza per farlo potrà presentare la propria candidatura”.

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Settore metalmeccanico in affanno

CIVITAVECCHIA – È un settore che vive un momento particolarmente delicato e difficile quello metalmeccanico. Specialmente sul territorio di Civitavecchia dove, nel corso degli anni, si sono persi gradualmente posti di lavoro. 

Di questo, e delle direttive per dare nuovo slancio al settore, si discuterà venerdì nel corso del secondo congresso della Fiom-Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo: saranno 34 i delegati, eletti dalle assemblee congressuali dei posti di lavoro svolte tra luglio e settembre, che affronteranno gli obiettivi che la Fiom e la Cgil si pongono per i prossimi 4 anni e di tutte le problematiche che riguardano i lavoratori metalmeccanici dell'Alto Lazio, da Roma nord a Montalto di Castro passando per Civitavecchia e il viterbese.

"Tra i principali problemi dei lavoratori metalmeccanici di questo territorio – ha spiegato il segretario generale della Fiom Cgil Giuseppe Casafina – c'è il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni, difficoltà determinate quasi sempre dai ribassi imposti dalle imprese per aggiudicarsi gli appalti o i subappalti, in particolare a Civitavecchia per le lavorazioni nella centrale elettrica Enel di Torrevaldaliga. Ma anche l'emergenza occupazionale che purtroppo riguarda il territorio civitavecchiese quanto quanto il viterbese: un'area interna per risollevare la quale servono urgentemente soluzioni e adeguate politiche di settore. Nel breve termine ci auguriamo un rapido inizio delle attività per la riconversione dell'ex centrale Alessandro Volta a Montalto di Castro e l'avvio di un progetto di sviluppo sul porto di Civitavecchia, per il futuro di tutti e in particolare per i lavoratori ex Privilege, che da troppo tempo sono in difficoltà per colpe non loro".

I lavori del congresso  termineranno con l'elezione degli organismi dirigenti territoriali e del segretario generale.

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REGOLAMENTO 13 agosto 2018, n. 1138

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1138 della Commissione, del 13
agosto 2018, recante duecentottantanovesima modifica del regolamento
(CE) n. 881/2002 del Consiglio che impone specifiche misure
restrittive nei confronti di determinate persone ed entita' associate
alle organizzazioni dell'ISIL (Da'esh) e di Al-Qaeda – Pubblicato nel
n. L 205I del 14 agosto 2018
(18CE1797)

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DECISIONE 5 luglio 2018, n. 1134

Decisione di esecuzione (UE) 2018/1134 della Commissione, del 5
luglio 2018, relativa all'applicabilita' dell'articolo 34 della
direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio ad
appalti aggiudicati per determinate attivita' connesse alla fornitura
al dettaglio di energia elettrica e gas naturale in Repubblica ceca
[notificata con il numero C(2018) 4194] – Pubblicato nel n. L 205 del
14 agosto 2018
(18CE1793)

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Mondo Convenienza, i lavoratori: ''Eravamo come una famiglia''

TARQUINIA – Importante incontro oggi pomeriggio a Civitavecchia presso la sede dell’Ugl, per discutere con la Iris srl di Mondo Convenienza, della chiusura del punto vendita di Tarquinia. Fari accesi sulla situazione dei 18 lavoratori, per lo più di Civitavecchia, che hanno ricevuto la comunicazione lo scorso 13 settembre come un fulmine a ciel sereno. Alcuni dipendenti sono stati raggiunti da una lettera di trasferimento in sedi al di fuori del Lazio, da Sassari alla Toscana, passando per l’Abruzzo e la Sicilia. Altri non hanno invece ricevuto alcuna comunicazione. Ad una sola dipendente è stato proposto il trasferimento nel Lazio, a Castel Romano, che però è costretta a rifiutare. 
La maggior parte dei lavoratori non è infatti nella condizione di poter accettare il trasferimento così lontano. «Mi sono fatta due conti e con una sede di lavoro a 150 chilometri di distanza non ci rientro, quindi non posso accettare», spiega la ex responsabile del negozio di Tarquinia. Accetterà un nuovo ricollocamento, invece, una coppia; entrambi sono dipendenti di Mondo Convenienz e si trasferiranno nella nuova sede in via di definizione, con i due figli.
Nell’attesa di più chiare notizie dall’azienda, che forse scaturiranno dall’incontro di oggi, resta l’amarezza dei lavoratori, espressa domenica sera dopo la chiusura del negozio. «Siamo nel caos più totale.
 – ha detto una dipendente – A me non è arrivata alcuna lettera. Ancora non si sa come questa storia andrà a finire. Questo è il nostro stato d’animo, perché non sappiamo nulla; siamo in balià delle onde. L’unica cosa che ci fa piacere è la solidarietà della gente. Ci hanno dato più loro che tutto il resto. Tante sono le domande e poche sono le risposte. Ci auguriamo che l’incontro con il sindacato possa aiutare a fare chiarezza. Non è soltanto un danno economico, ma anche morale, per noi questa era una seconda famiglia. Sono venti anni che sono a servizio con Mondo Convenienza; siamo entrati con dei valori e loro si sono persi per la strada». Difficile la situazione per una mamma di una bambina disabile. 
«Sono la mamma di una bimba disabile – ha spiegato – e sono stata trasferita a Sassari; ovviamente non posso accettare, perché la bambina è perfettamente inserita in un contesto che non posso modificare. Io sono separata e il papà della bambina mi aiuta a gestire la situazione il sabato e la domenica. Quindi io non ho la possibilità di lavorare a tempo pieno; ho le ore scandite dalla bambina, dai suoi impegni e dalle terapie. Il mio lavoro è stato costruito ad hoc. Erano 25 anni che lavoravo con Mondo Convenienza. Lavorando part time gestivo il mio tempo». Unanime il sentimento di amarezza nei confronti di un’azienda che ha comunicato la chiusura all’improvviso. «Ci hanno detto che non siamo più produttivi e non rientriamo nel loro badget. – dice la donna – L’unica proposta che ci hanno fatto è fuori dal Lazio. Io oltre i 50 chilometri di distanza non posso andare. Per me potrebbe andare bene Viterbo o le porte di Roma, ma pare che non ci sia questa possibilità. Come mamma di una figlia disabile non avrei mai potuto pensare di avere questo trattamento da un proprietario con il quale abbiamo condiviso le basi del primo negozio, di questa attività. Ha sempre avuto una grande umanità, quindi mi appello a questo. Noi siamo cresciute con lui, quello che è Mondo Convenienza oggi  lo abbiamo realizzato noi, noi lavoratori più anziani. Quindi non ci aspettavamo una tale fine. Il negozio, peraltro, ultimamente stava andando abbastanza bene; avevamo un nuovo direttore, stavamo riemergendo con le vendite, avevamo anche fatto dei lavori sul tetto. E quindi sembravamo in crescita. Il nuovo direttore ci aveva aiutato, eravamo i primi a livello di determinate vendite e performance. Siamo caduti dalle nuvole». 
Da Tarquinia la solidarietà ai lavoratori è stata espressa da diversi ex amministratori comunali e dai rappresentanti dell’Università Agraria, come il vicepresidente Alberto Tosoni che ha auspicato proprio maggiore chiarezza da parte dell’azienda:  «Esprimo solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. Chiediamo a Mondo Convenienza di farci sapere cosa farà nella struttura di Tarquinia. Nessuno ancora sa nulla. Vogliamo capire se ci sarà il proseguimento di un’attività e se ci sarà la possibilità di reintegrare il personale in loco».

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Via Trieste e il ''riposo'' che non c'è

LADISPOLI – Schiamazzi, degrado e un'ordinanza anti alcol che manca di essere rispettata a qualsiasi ora del giorno e della notte. Siamo in via Trieste. Ad avere il “polso” della situazione sono i residenti della zona. Quegli stessi residenti che durante la notte vorrebbero poter dormire sonni tranquilli in vista di un nuovo giorno di lavoro o di scuola. Quegli stessi residenti che vorrebbero poter uscire di casa, anche la sera, senza però per questo, doversi imbattere in persone ubriache, o nei “resti” lasciati gentilmente da chi dopo la sbornia, usa gli angoli della via per liberare l'intestino. E dire che l'ordinanza anti alcol c'è. E non vale solo per le attività commerciali che dopo una certa ora della sera dovrebbero mettere la parola fine alla vendita di bevande in bottiglia e di super alcolici. Vale anche per i consumatori. Sì, perché l'ordinanza emessa poco prima dell'estate dal sindaco Alessandro Grando, prevedeva anche il divieto di consumare alcolici, in vetro soprattutto, in determinate ore e anche in determinati luoghi, come ad esempio giardini pubblici, mercato giornaliero, tanto per citarne alcuni. Ma delle regole evidentemente c'è chi se ne infischia, continuando a decidere di testa propria cosa fare e quando farlo. E a rimetterci sono i cittadini. Quelli che invece le regole le vorrebbero seguire. E soprattutto, quelli che dalle regole vorrebbero essere “difesi” per poter vivere tranquilli e dormire sereni. Proprio la zona in questione, poco prima dell'estate era stata “vittima” di episodi di violenza che avevano portato addirittura a una mobilitazione collettiva della città nella richiesta di una maggiore presenza delle Forze dell'ordine sul territorio. Tanto che su Petizioni24 era stata avviata anche una petizione popolare per la richiesta di un Commissariato di Polizia in città. E proprio di sicurezza la scorsa settimana si è anche parlato in consiglio comunale con la massima assise cittadina che aveva votato a favore della proposta presentata dal gruppo Lega di creare un Polo per la Sicurezza nei nuovi locali di via Vilnius, dove saranno trasferiti gli uomini della Polizia muncipale e dove troverà “alloggio”, per volere proprio del consiglio comunale anche la Protezione civile. Locali che, qualora il Ministero dovesse acconsentire alla richiesta di un presidio della Polizia di Stato a Ladispoli, potrebbero essere utilizzati per allocarvi gli uffici proprio della Polizia di Stato. In attesa che questo però avvenga, se mai dovesse avvenire, i cittadini continuano a chiedere solo una cosa: il rispetto delle regole e maggiore controllo del territorio.

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REGOLAMENTO 30 luglio 2018, n. 1071

Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1071 del Consiglio, del 30 luglio
2018, che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n.
2580/2001, relativo a misure restrittive specifiche, contro
determinate persone ed entita', destinate a combattere il terrorismo,
e che abroga il regolamento di esecuzione (UE) 2018/468 – Pubblicato
nel n. L 194 del 31 luglio 2018
(18CE1766)

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Flavioni, inizio in salita

di MATTEO CECCACCI

Che sarebbe stata un’annata complicata si poteva immaginare e la prima giornata di campionato ne ha dato conferma. All’esordio stagionale in serie A1 femminile, la Flavioni Handball Civitavecchia di coach Patrizio Pacifico perde 29-19 in casa del Cassano Magnago di Davide Kolec. Una sfida a senso unico, dove le lombarde hanno sempre avuto in mano il pallino del gioco per tutta la durata del match. Pesa come un macigno la prima mezz’ora che ha visto le varesotte andare avanti di ben sette centri chiudendo sul risultato di 15-8. Nel secondo tempo, invece, le civitavecchiesi entrano sul parquet più cariche e determinate, con una lucidità mentale maggiore che le porta a riaprire la gara e andare sul -4, grazie alla straordinaria performance del terzino Chiara Bonamano e del centrale Annagiulia Francesconi, autrici di ben sei centri ciascuna. Le locali, però, non si fanno raggiungere e siglano  altri quattordici sigilli, di cui dieci del pivot Alessandra Bassanese, migliore della partita. Una sfida negativa per le gialloblu della presidentessa Eleonora Gorla che non iniziano nel migliore dei modi e, considerando che sabato prossimo al Palazzetto Insolera Tamagnini arriva la compagine campione d’Italia Jomi Salerno, sembra andare tutto in salita. Attualmente in classifica a zero punti ci sono anche Brescia, Leno, Ariosto Ferrara e Casalgrande Padana.

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Impugnazione tardiva: la negligenza del difensore giustifica la rimessione in termini?

Il sistema processuale del nostro ordinamento si fonda su un regime di preclusioni, in base al quale determinate attivit� non possono pi� essere espletate se…

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Farmacia viale Togliatti, De Leva: ''I requisiti sono stati verificati''

CIVITAVECCHIA – «Per quanto riguarda la farmacia che aprirà a viale Palmiro Togliatti i requisiti sono stati verificati in Comune e mi è stato assicurato che è tutto conforme alla legge». Lo dichiara l’amministratore unico della Civitavecchia servizi pubblici Francesco De Leva. Si parla ancora della farmacia della discordia, quella comunale che da Cisterna Faro si trasferirà, a breve, nei nuovi locali – privati – di viale Togliatti. Una decisione che ha sollevato dubbi e rimostranze sia da parte di esponenti politici che di farmacisti.

L’ultimo ad intervenire era stato il dottor Paolo Giardi che con una lettera definiva quell’apertura «forzosa e illegittima». De Leva però ritiene che questa guerra sia deleteria e dice: «Auspico invece alleanza e quiete, lavorare insieme sarebbe sicuramente più fruttuoso, anche perché – spiega – le farmacie comunali non tolgono una gran fetta di mercato». Altro fattore evidenziato dal manager sono gli obblighi di bilancio che deve essere almeno in pari.

«Per la legge Madia – prosegue De Leva – se le farmacie non vanno entra in gioco l’opzione dismissione, ovviamente sarebbe il socio unico a decidere, e in questo caso è probabile che arrivino grossi gruppi in grado di fare un ben altro tipo di concorrenza. Ovviamente – evidenzia – io spero di riuscire a mantenere il pareggio, è il mio compito». De Leva spiega che tra farmacie private e comunali la differenza è notevole, si tratta di un business completamente diverso. «I nostri risultati sfiorano il pareggio – continua l’amministratore unico Csp – e non so quanta concorrenza possano fare. Inoltre – sottolinea – il progetto di spostare la farmacia su viale Togliatti c’era già quando sono arrivato, era stato individuato il locale ed era stato autorizzato il tutto». Insomma l’appello del manager della Csp è quello di moderare i toni e cercare di collaborare per quanto possibile, ad esempio accordandosi su determinate fette di mercato o cercando di fornire servizi diversi.

Proprio di questo si era parlato nei giorni scorsi con De Leva che aveva ammesso di pensare ad uno spazio dedicato ai medici per fornire prestazioni ambulatoriali nei locali ma – conclude – si tratta comunque soltanto di un’idea, un qualcosa tutto ancora da verificare». I dubbi ci sono, nonostante le rassicurazioni ricevute dal manager, e il trasferimento della farmacia del Faro a viale Togliatti continua a far discutere. Da parte di De Leva l’invito è chiaro: bisogna collaborare. Sul piatto della bilancia c’è il rischio di dismissione, un qualcosa che – secondo l’amministratore unico Csp – potrebbe portare soggetti o gruppi e dare via ad una concorrenza spietata.

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