Roberti terzo al GP Valli Aretine

Lo scorso fine settimana al Gran Priemio delle Valli Aretine Luca Roberti del Team Ballerini Primigi Store conquista uno splendido terzo posto. Primo  David Sebastian Kajamini, brillantissimo e straordinario nella sua impresa, che si è imposto dopo una fuga solitaria di quasi 50 chilometri. 
Ma la notizia del giorno arriva prima della partenza della corsa aretina, quando al ritrovo di Rigutino vengono disposti dal Commissario Internazionale Gianluca Crocetti di Pontremoli, i controlli sulle biciclette contro la frode tecnologica. È stata la prima volta in assoluto in una gara regionale che si sono svolti questi controlli. Lo ha disposto la Federazione Ciclistica Italiana. 
«Abbiamo chiesto all’Unione Ciclistica Internazionale – ci ha detto per telefono il presidente Renato Di Rocco -, la disponibilità dei tablet per effettuare questo tipo di controllo. Una richiesta apprezzata e la risposta è stata prontamente positiva. D’altra parte e lo ripetiamo ancora – conclude Di Rocco – il compito della Federazione è quello di prevenire e quindi come avviene per i controlli medici, ripeteremo ancora questo tipo di controllo che mi risulta sia stato particolarmente apprezzato in occasione della gara toscana che è stata una novità in assoluto da parte della Federazione tra l’altro in una gara regionale». 
Detto questo, del Giro delle Valli Aretine c’è ancora da ricordare la neutralizzazione avvenuta al culmine della salita di Cortona e prima di affrontare l’insidiosa discesa per poi riprendere la corsa regolare al termine della picchiata quando la situazione dal punto di vista dell’assistenza sanitaria era stata normalizzata. Infine la galoppata esaltante e fantastica del vincitore applaudito a scena aperta al traguardo dove ha colto la terza vittoria stagionale. Si chiude una stagione densa di successi per il team di Marco Cacciamani,pronto tra qualche settimana a costrure la nuova squadra.

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Avvincente penultima tappa del Team Roping Classic 2018

Domenica densa di colpi di scena quella appena trascorsa, dove al Winnie Dry Ranch di Diego Tiselli ha avuto luogo la quarta e penultima tappa del terzo campionato regionale Sef Italia W.D.R. Team Roping Classic 2018. 
In un susseguirsi di prese una più bella e veloce dell’altra i ropers con grinta e tenacia si sono dati battaglia per oltre due ore per cercare di mettere un’ipoteca sul tanto ambito titolo regionare che il prossimo 18 novembre sarà assegnato al team e ai singoli cavalieri che si saranno accaparrati il maggior numero di punti durante il corso del campionato.
«Ormai con tre anni di esperienza alle spalle – commenta un appagato Diego Tiselli – tutti i cowboys e le cowgirls in gara sono riusciti ad arrivare ad un livello di tutto rispetto grazie al quale riescono ad offrire gara dopo gara uno spettacolo sempre più divertente ed emozionante e io sono troppo fiero di tutti loro. A questo punto non vedo l’ora che arrivi il giorno della finale perchè vi assicuro che i giochi sono ancora più che aperti con una classifica sempre più incerta».

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Lo stadio Galli dà l’ultimo saluto a Franco Del Bello

Tanta gente, l’’ultimo saluto a Franco Del Bello, massaggiatore del Cerveteri morto a 74 anni è avvenuto in uno stadio Galli gremito di gente. 
Tifosi, giocatori, amici e familiari, una partecipazione di affetto straordinaria a rendere omaggio a un personaggio amato nel calcio laziale.  
La bandiera verdeazzurra ha coperto il feretro salutato anche dal sindaco Alessio Pascucci e dal Questore Massimo Zanni.  Hanno preso la parola ex giocatori e dirigenti, tra questi Vincenzo Ceripa allenatore con il quale Franco Del Bello ha vissuto gli anni degli etruschi in serie C2.  
Ci sono ex giocatori, da Gigi Pomponi a Sandro Cordelli, e tanti altri protagonisti della calvatata del Cervereri in serie C2. 
Grandi momenti di commozione, stemperati da saluti e sorrisi nel ricordo di un uomo gioviale e mai di malumore.
Un lungo applauso ha concluso una cerimonia densa di elogi nei confronti di un uomo di sport, legato molto al socale e di un’umanità profonda. 
Ed è proprio in questo stadio che Del Bello  voleva che tanta gente gli venisse a tributare l’estremo saluto. 

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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Angelo Sale pronto alla battaglia

Tanta attesa e conto alla rovescia iniziato. Ladispoli-Avellino non è una partita qualunque, è un appuntamento da scrivere negli annali. 
Al di là del risultato sarà una domenica da vivere, densa di emozioni, con lo spettacolo sugli spalti che dominerà su tutto. 
Sì, perchè all’Angelo Sale si prevedono oltre 1000 spettatori, 400 dei quali di fede irpina. La presenza di tifosi biancoverdi è stata assicurata in maniera massiccia dalle diverse richieste di biglietti. 
Non solo da Avellino e provincia, ma anche da Roma, dove è presente il club ‘‘Capitale Biancoverde’’ che raccoglie tifosi iripini residenti a Roma, trasferitisi per motivi di studio e lavoro. 
La Questura, però, ha disposto dei parametri sulla vendita, non più di 230 tagliandi ai sostenitori campani. Per far fronte alle richieste, evitando che ci sia un afflusso superiore alle istruzioni, la società del Ladispoli potrebbe concedere ai tifosi la possibilità di acquistare i tagliandi attraverso prevendite autorizzate. 
«Stiamo lavorando per accogliere i tifosi avellinesi nel modo migliore – ha detto Umberto Paris, presidente rossoblu – abbiamo ricevuto delle disposiozioni, il nostro intento è quello di regalare una domenica di spettacolo a chi assisterà alla gara. I biglietti da destinare ai tifosi irpini, mi dispiace,  non  sono tantissimi e il nostro stadio non ha una capienza numerosa. Ragione per cui dobbbiamo attenerci a delle regole giuste, pur sapendo che sarebbe un peccato negare l’ingresso a chi ha desiderio di vedere la squadra del cuore». 
Paris in ultmo fa un appello alla tifoseria:  «I nostri tifosi ormai sono dei fedelissimi, anche senza invito riempiranno lo stadio. Gli ultras ci seguono ovunque, sono quel dodicesiomo uomo in campo che ci farà vivere delle belle domeniche».

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Incendio Bertini: nessun danno ambientale per Arpa

CIVITAVECCHIA – Nessun problema ambientale. Nessuno sforamento dei limiti. Nessun valore anomalo registrato. Secondo Arpa Lazio l’incendio che ha interessato il 31 luglio scorso il centro demolizioni Bertini in zona industriale non ha avuto conseguenze negative sull’ambiente. La conferma arriva dai risultati dei campionamenti di aria e suolo effettuati nella zona tra il 31 luglio ed il 5 agosto scorso.  

Arpa, così come richiesto dal Comune a seguito dell’incendio che aveva visto svilupparsi una densa colonna di fumo nero visibile per diverse ore in tutta la città, ha comunicato i risultati delle analisi relative alla concentrazione di Diossine, Furani, PoliCloroBifenili e Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) nei filtri del campionatore mobile installato in zona industriale ed anche quelli relativi alla concentrazione di Diossine, Furani e IPA in tre campioni di suolo prelevati nell’area di potenziale ricaduta delle polveri collegate all’incendio.

“Secondo i risultati delle analisi  – hanno spiegato da Palazzo del Pincio – per nessuno degli inquinanti rilevati, in aria o nel suolo, si sono registrati valori anomali o in eccesso rispetto ai riferimenti normativi disponibili o alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. È possibile consultare la comunicazione di Arpa nella sezione Informazioni Ambientali del sito istituzionale del Comune di Civitavecchia.

Già a pochi giorni dall’incendio Arpa aveva rassicurato la popolazione a seguito delle risultanze delle analisi dei dati degli inquinanti rilevati nelle stazioni della rete regionale di monitoraggio localizzate in prossimità dell’incendio (stazione Fiumaretta) e ubicata nel quadrante interessato dalla direzione prevalente dei venti nella fascia orario 9-13 (stazione Aurelia). Anche in questo caso, infatti, non si erano registrati superamenti dei limiti, così come l’analisi dei dati di concentrazione oraria non aveva evidenziato sforamenti.

Intanto vanno avanti le indagini. La Polizia sta attendendo le risultanze di alcuni accertamenti tecnici e ad oggi non esclude alcuna pista. Né quella dell’origine dolosa dell’incendio, sulla quale si erano concentrate le indagini nei primi giorni, ma né tantomeno quella di una causa accidentale, dovuta ad un’autocombustione per i diversi materiali accumulati ed il caldo di quei giorni. Nel frattempo però l’area rimane ancora sotto sequestro, con i cancelli che si aprono soltanto al mattino per consentire alla società di procedere con la bonifica dei luoghi, così come accordato dalla magistratura. Ma la chiusura forzata di queste settimana sta già avendo ripercussioni negative sull’azienda, costretta in questi giorni ad inviare le prime lettere di licenziamento a tre operai. Una decisione sofferta anche per i vertici della società che, finora, hanno garantito lo stipendio a tutti pur senza introiti. Ma, come avevano detto più volte anche gli stessi operai in queste settimane, una situazione del genere non poteva essere protratta a lungo. La speranza è che, a breve, possa essere dissequestrato il cantiere per poter almeno riprendere l’attività, in attesa degli esiti dell’inchiesta avviata dalla magistratura.

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Incendio Bertini, Nucleo investigativo dei Vigili del fuoco al lavoro

CIVITAVECCHIA – Nucleo speciale dei Vigili del fuoco al lavoro presso l’autodemolizioni Bertini. Proseguono gli accertamenti amministrativi e le indagini a 360 gradi per accertare le cause dell’incendio che si è sviluppato martedì mattina. Ieri la squadra tecnica dei pompieri ha iniziato il lavoro a supporto della Polizia che si sta occupando del caso su delega del sostituto procuratore Federica Materazzo. Intanto è stato acquisito l’hard disk dell’impianto di videosorveglianza del centro autodemolizioni.

La pista dell’incendio doloso sembra la più accreditata e gli inquirenti sono al lavoro da giorni proprio sulle immagini della videosorveglianza, anche degli altri insediamenti produttivi della zona, probabilmente nel tentativo di individuare eventuali responsabili per le fiamme che alle 7 di martedì mattina hanno lambito il piazzale dell’autodemolizioni Bertini svegliando Civitavecchia con una densa colonna di fumo nero. Il legale dei proprietari dell’attività, Lorenzo Mereu, ha presentato un’istanza di dissequestro almeno parziale – lasciando sigillata l’area interessata dall’incendio – in modo che possano riprendere le attività del centro. L’obiettivo degli inquirenti è proprio quello di liberare la zona ma è necessario che il lavoro di indagine sia scrupoloso ed eseguito nel dettaglio. I tempi sembrano allungarsi. Nei giorni scorsi molte immagini della videosorveglianza erano state acquisite ma mancavano determinati orari.    

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Incendio Bertini, slittano gli accertamenti dei Vigili del fuoco

CIVITAVECCHIA – Niente di certo ancora. Nessuna elemento che possa far escludere una pista e preferirne altre. Gli inquirenti sono al lavoro, impegnati a 360 gradi per risalire alle cause del vasto incendio all’Autodemolizioni Bertini che si è sviluppato martedì mattina, svegliando la città con una densa colonna di fumo nero. Slittano alla prossima settimana gli accertamenti da parte Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco, inizialmente previsti per ieri mattina. La squadra sarà in città lunedì mattina per ulteriori verifiche tecniche sul posto: questo significa che l’area rimarrà sottoposta a sequestro ancora pier qualche giorno, proprioi per consentire lo svolgersi delle attività investigative. Il titolare della società auspica che si possa al più presto tornare al lavoro, anche per non crerare ulteriori problemi ai circa 35 lavoratori impegnati nel centro. Nel frattempo la Polizia, su delega del sostituto procuratore Federica Materazzo, sta battendo ogni pista per cercare di capire cosa sia realmente accaduto quella mattina. Al vaglio degli inquirenti soprattutto le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza non solo dell’Autodemolizioni, ma anche degli altri insediamenti produttivi presenti nella zona, per verificare la presenza o meno di cose, persone o movimenti sospetti. In commissariato, poi, sono state già ascoltate diverse persone, proprio per avere un’idea chiara della vicenda.

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Incendio Bertini: proseguono le indagini della Polizia

CIVITAVECCHIA – Area sotto sequestro. Sigilli all’Autodemolizioni Bertini, in zona industriale, dove martedì mattina si è sviluppato un grosso incendio che ha visto bruciare carcasse di auto, camper, olio, plastica ed un cassone di paraurti. Una densa nube nera si è alzata in cielo, con i Vigili del fuoco al lavoro per tutto il giorno, con le attività che sono proseguite anche la notte scorsa per mettere in sicurezza e bonificare la zona. L’area è stata sottoposta a sequestro da parte della Polizia, su disposizione del sostituto procuratore Federica Materazzo che sta coordinando le indagini affidate agli uomini del dottor Nicola Regna, per consentire i rilievi necessari e l’acquisizione di tutti gli elementi utili a capire cosa sia veramente accaduto martedì, attorno alle 7, quando è scattato l’allarme.

Non si esclude alcuna pista, anche se l’ipotesi dell’incendio doloso è quella al momento più accreditata. Ma chiaramente gli inquirenti sono cauti, non si sbilanciano prima di avere soprattutto in mano la relazione del Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco. Era stato lo stesso sindaco Cozzolino, intervistato sul posto, a parlare di un innesco lanciato all’interno dell’area direttamente dalla strada. Una valutazione personale, l’ha definita il dirigente del commissariato, abituato a parlare con i fatti. Ma certo che l’orario – l’incendio dovrebbe essere iniziato attorno alle 5 del mattino – il materiale che ha preso fuoco e le modalità difficilmente sembrano compatibili con un’autocombustione o comunque con qualcosa di accidentale. 

I proprietari del centro demolizioni sono già stati ascoltati dalla polizia, insieme al legale Lorenzo Mereu che li affianca in questa vicenda. «Il sequestro – ha spiegato l’avvocato – non ci ha permesso ancora di entrare e di procedere ad una prima conta dei danni. Le indagini tecniche che si stanno svolgendo sono fondamentali per sapere cosa realmente accaduto; i lavoratori sperano comunque che si chiudano presto per poter ritornare alla loro attività». Per fortuna sia i lavoratori del centro, che i Vigili del fuoco – con il supporto poi di Protezione Civile, Esercito, Guerrucci e Conad che hanno messo a disposizione le autobotti – sono intervenuti nell’immediatezza, evitando che l’incendio si propagasse anche in altre zone e coinvolgesse mezzi e strutture. E soprattutto non si sono registrati feriti.

«Speriamo di riprendere il prima possibile il nostro lavoro – ha spiegato Corrado Bertini, che a nome anche dei 35 lavoratori della società ha voluto ringraziare tutti coloro che sono intervenuti sul posto – è un momento difficile, confidiamo nelle indagini affinché possano chiarire al più presto l’accaduto». Nel frattempo proseguono i controlli di Arpa Lazio che, nell’immediatezza, ha posizionato nelle vicinanze un sistema di rilevamento degli inquinanti in atmosfera e, a seguito delle comunicazioni della Asl, ha delimitato le zone di ricaduta dell’incendio, eseguendo campionamenti del terreno e delle acque. «Precauzionalmente nelle zone di Santa Lucia, Braccianese Claudia, Fosso di Fiumaretta, Borgata Aurelia e La Scaglia – ha spiegato Cozzolino – chiedo ai cittadini di evitare di consumare ortaggi, frutta, verdura ivi coltivati, animali da allevamento e prodotti alimentari di origine animale provenienti dall’area in questione finché non saranno a disposizione i risultati delle analisi di Arpa Lazio per poter dare indicazioni più precise».

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Incendio Bertini: sequestrata l'area

CIVITAVECCHIA – Area sotto sequestro. Sigilli all'Autodemolizioni Bertini, in zona industriale, dove ieri mattina si è sviluppato un grosso incendio che ha visto bruciare carcasse di auto, camper, olio e plastica. Una densa fume nera si è alzata in cielo, con i Vigili del fuoco al lavoro per tutto il giorno e fino a sera per mettere in sicurezza e bonificare la zona. La zona è stata sottoposta a sequestro da parte della Polizia, su disposizione del sostituto procuratore Federica Materazzo che sta coordinando le indagini affidate agli uomini del dottor Nicola Regna, per consentire i rilievi necessari e l'acquisizione di tutti gli elementi utili a capire cosa sia veramente accaduto ieri mattina, attorno alle 7, quando è scattato l'allarme.   

Non si esclude alcuna pista, anche se l'ipotesi dell'incendio doloso è quella al momento più accreditata. Ma chiaramente gli inquirenti sono cauti, non si sbilanciano prima di avere soprattutto in mano la relazione del Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco. Era stato lo stesso sindaco Cozzolino, intervistato ieri mattina sul posto, a parlare di un innesco lanciato all’interno dell’area direttamente dalla strada. Una valutazione personale, l'ha definita il dirigente del commissariato, abituato a parlare con i fatti. 

"Arpa Lazio ha già posizionato nelle vicinanze un sistema di rilevamento degli inquinanti in atmosfera e a seguito delle comunicazioni della ASL abbiamo chiesto ad Arpa stessa di delimitare le zone di ricaduta dell'incendio e di eseguire campionamenti del terreno e delle acque per poter eventualmente emettere provvedimenti conseguenti". Questo quanto dichiarato ieri sera dal sindaco Antonio Cozzolino. "Nel frattempo consiglio a chiunque abiti o lavori nelle vicinanze dell'incendio di chiudere le finestre almeno fino a domani mattina e di evitare di inalare il fumo. Precauzionalmente – ha aggiunto – nelle zone di Santa Lucia, Braccianese Claudia, Fosso di Fiumaretta, Borgata Aurelia e La Scaglia, chiedo ai cittadini di evitare di consumare ortaggi, frutta, verdura ivi coltivati, animali da allevamento e prodotti alimentari di origine animale provenienti dall'area in questione finchè non saranno a disposizione i risultati delle analisi di Arpa Lazio per poter dare indicazioni più precise. Ringrazio di nuovo chiunque si sia adoperato per portare la situazione sotto al pieno controllo e limitare al massimo i disagi". 

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