Auto in area demaniale, multe della Capitaneria

LADISPOLI – Continuano a fioccare multe in città, o meglio in prossimità delle spiagge. L'attività Mare Sicuro 2018 prosegue speditamente sul litorale. Dopo i venditori ambulanti abusivi individuati e multati dagli uomini della Guardia Costiera, questa mattina è toccato ancora una volta agli automobilisti indisciplinati. Sanzioni per coloro i quali, nonostante i divieti in bella vista, continuano a parcheggiare là dove non dovrebbero, soprattutto su area demaniale. E' dall'inizio di luglio che la Polizia locale di Ladispoli e gli uomini della Guardia Costiera sono impegnati sul litorale per controllare chi non rispetta le norme, con una notevole differenza: le multe su area demaniale sono decisamente più salate delle altre.

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, ancora polemiche su piazza Almirante

LADISPOLI – "Daremo vita ad un comitato per togliere le vie dedicate a tutti i comunisti nella zona artigianale di Ladispoli". Al momento sembra essere solo una provocazione quella lanciata dai social dal consigliere comunale di maggioranza di Fratelli d’Italia, Giovanni Ardita. Una polemica infinita insomma riguardo alla ormai celebre piazza Almirante di Ladispoli pronta a prendere a sorgere di fronte all’ex stadio Martini Marescotti e all’attuale piazza Grande, il progetto urbanistico finito più volte nel mirino di ambientalisti e soprattutto il Movimento Cinque Stelle. Ardita è scatenato: “se la sinistra continua a fare ostruzionismo, saremo obbligati a presentare una proposta per verificare nella commissione toponomastica se più o meno le vie dedicate al alcuni personaggi della sinistra locale o nazionale a Ladispoli se erano meritevoli di ricevere un’intitolazione di una via o di una piazza”, rilancia Giovanni Ardita.

Nettamente contro le posizioni di Ardita e company è il Comitato cittadino appena nato per dire “no” all’intitolazione a Giorgio Almirante, ex segretario del Msi.

“Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire No a Piazza Almirante a Ladispoli. Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di piazza Almirante si sta rivelando decisamente una storia sbagliata. Almirante non si è mai pentito delle sue posizioni fasciste e sulle leggi razziali”, è un passaggio della nota del Comitato.

“La nostra comunità – sostiene il Comitato – ha avuto storicamente il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni ad esempio e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli”.

 

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Ladispoli, nasce il comitato ''No Piazza Almirante''

LADISPOLI – Non si placano le polemiche dopo l'approvazione in consiglio comunale per l'intitolazione di una Piazza ad Almirante. Dopo la presa di posizione delle diverse realtà politiche cittadine e del parroco del Sacro Cuore (la piazza si troverà proprio davanti la Chiesa) ora nasce il comitato "No Piazza Almirante".

«Siamo cittadine e cittadini liberi, associati, appartenenti a partiti politici ed istituzioni – si legge nella nota del Comitato – e abbiamo scelto di riunirci in un comitato per dire: “No a Piazza Almirante a Ladispoli” dichiarano  i promotori che aggiungono: Nella vita si può scegliere di raccontare e vivere molte storie ma quella di Piazza Almirante a Ladispoli si sta rivelando decisamente #unastoriasbagliata.” Sbagliata pensando anche alle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella contro le leggi razziali accanto a quelle della Presidente del Senato unitamente alla comunità ebraica. Ci sono città che hanno delle caratteristiche naturali, quelle peculiarità che nessuno gli ha mai attribuito ma che crescono in maniera innata con lo sviluppo della città stessa. La nostra comunità ha avuto – storicamente – il dono dell’accoglienza. Sin dalle origini, quando famiglie intere si trasferirono dalle colline di Cerveteri così come da Pozzuoli, Mantova, Macerata, dalla Sicilia, dalla Sardegna ecc. sulla costa di Ladispoli. Lo stesso è avvenuto anche negli ultimi decenni, con il transito dei russi e dei cileni – ad esempio – e con l’arrivo di cittadini comunitari, immigrati e innumerevoli romani espulsi dalla Capitale a causa della crisi. Tutto ciò ci ha reso una comunità importante ed eterogenea, quasi una piccola metropoli, e la conferma di questa evoluzione è arrivata direttamente dal riconoscimento del titoli di “città”. Ora ci troviamo di fronte a chi, attraverso continue provocazioni, sta cercando di snaturare l’essenza della nostra Ladispoli. Non siamo disposti ad accettare l’immagine odierna che, tra odio sociale ed abbrutimento, si vuol far ricadere sulla città. Tali aspetti non rientrano nel patrimonio genetico di questo territorio, non hanno nulla a che vedere con lo sviluppo e con l’immagine futura che abbiamo del luogo in cui viviamo sin dalla nascita o in cui siamo approdati nel corso della nostra esistenza».

«Spesso, nell’ultimo anno – proseguono dal Comitato – abbiamo cercato di andare oltre, di non soffermarci sull’arroganza, sull’euforia post-elettorale che i nuovi amministratori hanno dispensato dopo aver assunto la guida della città, grazie al consenso ottenuto con la promessa di rimettere al centro l’attenzione verso il bene comune, verso il sociale, a favore della coesione e dell’inclusione, verso temi che – dopo un lungo corso – chi amministrava precedentemente Ladispoli sembrava aver accantonato. Beh, ad oggi, siamo costretti a parlare di proclami e sogni. Poco o nulla si è visto sul fronte delle proposte, mentre le provocazioni hanno toccato punti di non ritorno: a partire dagli insulti sui social, passando per alcune agghiaccianti dichiarazioni sul 25 aprile (Festa della Liberazione) e arrivando perfino a sfogliare pagine di una storia triste e dolorosa per tutti gli italiani, con una spinta revisionista che proprio non riusciamo ad accettare.Avere la pretesa di intitolare una piazza ad un personaggio come Giorgio Almirante, condannato per aver attentato la Costituzione italiana, tra i firmatari del manifesto sulla razza, autore di articoli xenofobi e razzisti non è possibile, non possiamo più attendere in silenzio. Ladispoli non può dare spazio al ricordo di un uomo simile, tutt’altro che favorevole ai quei principi che hanno reso la nostra città bella e in qualche modo unica. Ladispoli non può concentrare il dibattito su una questione legata a mere dinamiche d’equilibrio della maggioranza quando la vivibilità è ridotta all’osso, la manutenzione di strade ed illuminazione è prossima allo zero e nulla è stato fatto per migliorare o implementare i servizi alla persona. La città ha bisogno di altro e ne ha bisogno ora».

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Marco Achtner scala le classifiche dell’estate su  I – Tunes

TARQUINIA – Con la canzone “Balli ancora”, il cantautore romano Marco Achtner scala le classifiche dell’estate sul portale di musica I-Tunes. La canzone, scritta assieme ai dj Dropbeatz e Kim, che sono anche produttori del pezzo, è l’unico brano italiano in classifica su I-Tunes e sta spopolando sul web. Solitamente, Kim e Dropbeatz collaborano con grandi vocalist internazionali, ma questa volta hanno deciso di puntare sul cantante italiano, che conta migliaia di followers su facebook e altrettante visualizzazioni su You-tube, e durante la sua carriera ha collaborato anche con il grande autore Mogol. Soddisfatto Marco Achtner, che come di consueto, sta trascorrendo alcuni di giorni di vacanza a Marina Velca, nota località balneare del litorale tarquiniese. I grandi successi spesso nascono per caso e la popolarità che in breve tempo si è conquistata la canzone ne è la conferma.  “Sono stato contattato dall’amico Kim – racconta Marco Achtner – che aveva una base musicale decisamente interessante e mi ha chiesto di scrivere le parole della canzone. Appena ho ascoltato le prime note, mi sono innamorato della musica e ho scritto di getto il testo. Sono contento di questo successo – conclude Achtner – e vedere la gente cantare le mie canzoni è sempre un grande piacere». Sul web sta spopolando anche il video del brano musicale, realizzato dal regista Simone Gargiuli, con delle coreografie originali e decisamente dal sapore estivo. 

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Flavioni: sarà una stagione inedita

Sarà una stagione decisamente differente rispetto a quelle passate per il campionato di serie A1, dove parteciperà la Flavioni per la terza stagione consecutiva. 
La Figh ha deciso di ridurre l’organico delle squadre partecipanti da 12 a 10, dopo che questo era avvenuto già nella passata annata. Il motivo di questa situazione sono le quattro rinunce a partecipare, ovvero l’assenza di Conversano, Cingoli, Bolzano ed Estense. 
A fare particolarmente rumore l’addio all’A1 delle pugliesi, che nelle ultime due stagioni sono state una volta campionesse d’Italia e una volta seconde. Per chiudere il cerchio sono state ripescate l’Ariosto Ferrara, retrocesso nella scorsa stagione proprio per mano della Flavioni, e il Leno, formazione della provincia di Brescia. 
Ancora non si sa quante squadre retrocederanno in serie A2, con la stagione che prenderà il via il 15 settembre con le sue 18 giornate di gara. Novità sarà il fatto che al termine della regular season le prime sei accederanno alla Poule Playoff, mentre le ultime quattro  prenderanno parte alla Poule Salvezza, da cui usciranno le due squadre che retrocederanno in A2.

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Silvano Olmi: ''A Tarquinia in prevalenza alla vescica e ai polmoni''

TARQUINIA – «Ho partecipato il 26 giugno scorso alla presentazione del Rapporto 2018 del registro tumori della nostra provincia, nella sala conferenze della Cittadella della Salute di Viterbo – dichiara Silvano Olmi, presidente regionale dell’associazione ambientalista Fare Verde – un evento importante per capire l’evoluzione delle patologie tumorali nella Tuscia per il periodo 2008-2012. I dati del quinquennio, illustrati con grande chiarezza dalla responsabile del registro Angelita Brustolin, sono decisamente allarmanti: ogni anno nella nostra provincia si contano più di duemila nuovi casi di tumore maligno. Di questi 1110 sono uomini e 918 donne. Il 5,5% della popolazione della Tuscia ogni anno si ammala di cancro e i decessi sono un migliaio». 
«A Tarquinia, la mia città, i tumori maligni prevalenti sono quelli che colpiscono la vescica e i polmoni – spiega Olmi –
Dalla lettura delle tabelle si evidenzia che la popolazione viterbese è particolarmente colpita da alcune tipologie di tumore. Nella popolazione maschile: 17% di tumori alla prostata, 16% al polmone, 14% al colon e 10% alla vescica. Tra le donne: 27% tumore alla mammella, 15%  al colon, 6% al polmone, 6% le leucemie».
«Un dato allarmante sul quale occorre aprire una seria e profonda riflessione – conclude Olmi – i cittadini della provincia di Viterbo subiscono da decenni l’inquinamento atmosferico delle centrali elettriche, l’acqua all’arsenico, il radon nelle abitazioni. Serve un deciso cambio di rotta: interventi per risanare e preservare l’ambiente naturale e maggiore prevenzione tra la popolazione viterbese, il 30% della quale decide di farsi curare in strutture ospedaliere romane o toscane».

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Acqua: l'emergenza coinvolge altri quartieri

CIVITAVECCHIA – Via Buonarroti, via Benci e Gatti, zona Uliveto, piazzale Torraca, zona bassa di Campo dell’Oro. Ma anche Boccelle, San Liborio e San Gordiano. E poi ancora via Cialdi, a secco ormai da tre giorni. Una soluzione insostenibile con anziani e disabili bloccati in casa dal caldo ma al tempo stesso privati dell’acqua.  L’emergenza idrica non accenna a rientrare, anzi sembra coinvolgere sempre più quartieri. Ed il weekend, con l’aumento della richiesta sul tutto il litorale, preoccupa e non poco i cittadini di Civitavecchia.
«Cozzolino si imponga con i dirigenti di Acea, non è possibile vivere in queste condizioni». Ha tuonato così il vice coordinatore di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che ieri, insieme ad un gruppo di cittadini residenti in via Cialdi, ha realizzato una sorta di conferenza stampa ed allo stesso tempo una indagine.
Frascarelli ha infatti chiamato il call center di Acea fingendosi un cittadino residente della zona. La dipendente di Acea che ha risposto non ha potuto aiutare i cittadini e si è limitata a dire che vista la zona, il mese e la numerosa richiesta, non era possibile far giungere neanche le autobotti. ‘‘A Civitavecchia abbiamo problemi per i troppi consumi’’ hanno risposto dalla società. RIsposta che ai civitavecchiesi non fa certo piacere.  
E sui problemi idrici è intervenuto anche il segretario del Pd Germano Ferri. «Da qualche anno a questa parte l’emergenza idrica è decisamente peggiorata – ha sottolineato – arrivando addirittura ad avere alcune zone della città senza acqua anche in inverno ed oggi addirittura la situazione è più grave che mai con zone a secco, mai state interessate prima dal disservizio». Secondo il segretario del Pd, «il frettoloso passaggio ad Acea, forse anche per sanare un bilancio che ad oggi sembra essere l’unica preoccupazione per un’amministrazione che non ha mai avuto minimamente a cuore i problemi delle persone – ha aggiunto – non ha decisamente portato i miglioramenti sperati. Sicuramente un errore grave è stato quello di affidare completamente fin da subito la gestione del servizio ad Acea, senza un affiancamento iniziale con i tecnici comunali che conoscono ormai le criticità del nostro sistema idrico, limitandosi come detto dal sindaco Cozzolino solo a qualche suggerimento. Come per ogni questione cruciale per la nostra città il Sindaco arriva in ritardo ed anche in questo caso, a fronte di un problema ormai presentato e che magari con competenza poteva essere evitato, convoca un incontro con i tecnici Acea e comunali per capire le ragioni del disservizio. Infine, essendo nota la crescita esponenziale delle navi da crociera che da qualche anno a questa parte arrivano soprattutto in estate nella nostra città ed essendo evidente che l’emergenza idrica raggiunge il suo picco durante la stagione estiva, periodo di massima affluenza dei croceristi – ha concluso – come cittadino vorrei sapere quanta acqua della città è effettivamente destinata al porto durante questo periodo».
Una richiesta che arriva anche dal Codacons, che ha portato ad esempio la situazione che si è verificata a Palermo, dove di fronte a perduranti problemi di approvvigionamento idrico per i cittadini, il Comune ha deciso di non vendere più l’acqua destinata al locale scalo marittimo e, in particolare, alle navi da crociera.

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Cimiteri, Ferri (Pd): "La situazione è vergognosa"

CIVITAVECCHIA – "La sepoltura dei defunti è un servizio indispensabile ed oggi non possiamo neanche decidere che sepoltura avere dato che, negli ultimi anni, l’amministrazione non ha avuto la lungimiranza di realizzare nuove strutture utili ad accogliere le salme di una città in crescita battendosi però con le unghie e con i denti per la realizzazione di un crematorio che andrà a cremare oltre 2000 salme all’anno, a fronte di una necessità media di circa 50 cremazioni all’anno a Civitavecchia".

Il segretario del Pd Germano Ferri interviene sull’esaurimento dei loculi, alla luce del recente allarme lanciato da alcuni cittadini. "Tra le priorità di un Sindaco e di un’amministrazione comunale vi sono alcune priorità improrogabili – ha aggiunto – tra cui la gestione delle tumulazioni e, in questo settore, il Sindaco è decisamente arrivato in ritardo. Mi chiedo il perché oggi a Civitavecchia si sia arrivati al punto in cui per poter dare dignità ad i nostri cari defunti, una delle soluzioni tra le più rapide e concrete sia la cremazione. Nel mentre infatti che attendiamo il Sindaco porti in giunta il progetto per la realizzazione di nuovi loculi, come da lui comunicato e detto ormai da tempo, i nostri concittadini si sentono rispondere dagli uffici cimiteriali del comune che non è più possibile acquistare alcun loculo. In realtà il progetto c’era ed è stato inserito già nel piano triennale delle opere presentato a gennaio del 2016. All’interno del progetto era prevista la costruzione di 600 nuovi loculi, in due diverse tranche, di cui i primi 300 sarebbero dovuti essere a disposizione di tutti già entro il 2017, i lavori però non sono mai partiti. Come se non bastasse poi – ha concluso – i cimiteri comunali vertono in condizioni di abbandono più che mai vergognose. Una mancanza di attenzione imbarazzante verso luoghi che necessitano il massimo decoro e rispetto possibile".

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