Mazzola: ''Moscherini si può sempre  candidare  a presidente del centro anziani''

TARQUINIA – Secca replica dell’ex sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola al consigliere comunale del ‘’Cantiere della nuova politica’’ Gianni Moscherini, in merito alla sua proposta di nominare un manager per il controllo della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia. 
«Leggo con divertimento ciò che dice questo simpatico vecchietto di me. – afferma Mazzola – Simpatico perché tutte le volte che fa una conferenza stampa ricorda quando era presidente dell’autorità portuale. “Feci”, “dissi”, andai”, “parlai” ecc. Poi si preoccupa anche di ricordare che sono stato sindaco per ben 10 anni e per questo sono convinto che evidentemente, non essendoci riuscito lui, questa cosa gli roda dentro. Per quanto riguarda l’Autorità portuale al periodo del suo innegabile buon lavoro, allo smemorato di San Benedetto occorre ricordargli che ciò accadeva molto tempo fa. Cioè quando le normative erano meno restrittive e i porti ricevevano imponenti finanziamenti. Ha fatto il Sindaco cinque anni ma non dice in che modo ha lasciato il bilancio, quante volte ha cambiato la giunta e quanti appelli ha in corso con la Corte dei Conti.
Come mai ha paura a presentarsi a candidato a Sindaco a Civitavecchia? Forse perché ai suoi faraonici progetti non ci crede più nessuno? Sento dire che non molla a raccontare che costruirà un molo lungo 400 metri nel sito del porto Clementino per la prima fermata del ”treno locale”, pardon delle navi da crociera di piccole dimensioni. Però si guarda bene dal dire quanto costerebbe l’opera, chi la potrebbe o vorrebbe finanziare. Non dice che servono più soldi per fare il dragaggio che radere al suolo San Giorgio, ricostruendola dando una casa regolare a tutti ponendo fine anche a questo irrisolvibile problema. Non parla dei danni che subirebbero gli stabilimenti balneari dal cambiamento delle correnti. Ci sono studi di ingegneri idraulici che hanno verificato per anni i movimenti delle correnti marine ma probabilmente adesso gli serve far vedere che sta facendo qualcosa e l’attuale amministrazione no. Come dimenticare quando si presentò con il progetto Roma Vetus. Naufragato prima a Civitavecchia, poi presentato a Tarquinia con tanto di nani e ballerine al seguito di un simpatico burlone quale Parretti. Piuttosto che fine ha fatto quel progetto? Ah già, è naufragato tra le polemiche anche a Montalto di Castro. Per quello che riguarda le mie elezioni, non mi sono mai tirato indietro, anche quando ero sicuro che sarebbe stato più facile perdere. Troppo facile concorrere solo quando si è sicuri di vincere. Detto questo non mi sembra che alle ultime elezioni regionali di aver avuto un cattivo risultato nonostante avessi tutto il PD e la destra contro. Sapevo benissimo che il mio doveva essere un contributo in termini di voti, senza troppe pretese. Piuttosto, visto che lo smemorato di San Benedetto non lo dice, quanti voti prese quando si candidò alle regionali con Fratelli d’Italia? Detto questo mi chiedo, perché non si dedica a studiare un progetto, questo sì utile, per realizzare una casa per vecchietti sognatori e che raccontano la propria vita? Le proprie avventure? Oltretutto lui sì che è un simpatico vecchietto pieno di energia. Infine vorrei ricordare a Moscherini, abituato ad essere molto superficiale,  che dal 2011, nei comuni sotto i centomila abitanti non si può nominare il direttore generale. Se non gli è riuscito di prendere il posto di Bergonzini può sempre chiedere la presidenza del centro anziani che va in scadenza tra due anni».

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Las Farfadais stupiscono la Marina

CIVITAVECCHIA – Pubblico delle grande occasioni alla Marina ieri sera per las Farfadais. Lo spettacolo fortemente voluto dal consulente artistico Enrico Maria Falconi e dal direttore tecnico Giordano Tricamo, finanziato dall’assessorato alla cultura di Enzo D’Antò ha incassato gli applausi del pubblico civitavecchiese. Le oltre tre mila persone di piazza della vita hanno certificato il successo della squadra di artisti circensi che tra acrobazie e costumi futuristici hanno stupito la folla.

«È stata una grande soddisfazione – ha dichiarato Falconi – volevo uno spettacolo internazionale che potesse essere visto anche da i turisti in attesa della crociera o della nave per la Sardegna e, soprattutto, dalle famiglie di Civitavecchia e del comprensorio. In loro ho trovato, e il pubblico lo ha confermato, la grazia, l’eleganza, la bravura che avevo in testa. Da lì è cominciato un lavoro silenzioso fatto di piccoli passi avanti giornalieri. Una compagnia come i Les Farfaides sono presenti in varie parti del mondo e gli artisti di varie provenienze e ci voleva un attimo per fallire. Oltre le esigenze tecniche che potevano far saltare tutto. Comunque, pian piano, la voglia di compiere un piccolo sogno si andava man mano compiendo. Ieri vedere circa 3000 persone in piedi dopo uno spettacolo onirico, magico e unico è stato emozionante. Da levare il fiato».

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Turismo e commercio: vertice a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – Creare sinergia tra istituzioni ed operatori per soddisfare le attese dei crocieristi che scalano il porto, migliorando i servizi e offrendo ai turisti che si fermano in città attività alternative, che vanno dalla cultura alla gastronomia, dal commercio all’arte, valorizzando così il patrimonio storico ed artistico presente nel porto e nella città. Di questo si è discusso nei giorni scorso, nel corso della terza riunione del gruppo di lavoro voluto dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria di Majo sul “Codice di buona pratica per lo sviluppo turistico-commerciale cittadino legato al traffico crocieristico”. Attorno allo stesso tavolo si sono seduti Comune di Civitavecchia, Rct, rappresentanti degli armatori e dei commercianti, tour operator, guide e accompagnatrici turistiche con il comune obiettivo di migliorare e favorire l’offerta turistica della città. 

Vivo l’interesse da parte dei rappresentanti dei commercianti, che hanno ribadito l'importanza di mettere in atto azioni non solo per attrarre il crocierista ma anche i membri dell’equipaggio, le crew, che rappresentano una fetta significativa di coloro che, ogni settimana, si fermano a Civitavecchia.

“Da qui al 2025 saranno costruite ben 110 navi da crociera; il mercato, quindi, continua a crescere – ha spiegato il dirigente dell'ufficio promozione dell'Adsp Malcolm Morini, che in quest'occasione ha presieduto il tavolo – ma risentirà dell’influenza di quello asiatico che, in continua espansione, avrà inevitabili ricadute nel Mediterraneo. Per questo dobbiamo essere maggiormente competitivi proseguendo il percorso di collaborazione fattiva che abbiamo intrapreso con istituzioni, associazioni di categoria, tour operator e con tutti coloro che hanno interesse alla valorizzazione del nostro territorio”.

Il Segretario Generale dell’AdSP, Roberta Macii, intervenuta a margine dell’incontro, si è detta soddisfatta per la nutrita partecipazione al Tavolo “Codice di buona pratica per lo sviluppo turistico-commerciale cittadino legato al traffico crocieristico”.  

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San Giorgio, Mazzola: "Sbagliato e nefasto utilizzare la legge regionale 28/80"

TARQUINIA  – Dopo la conferenza di Moscherini sul problema San Giorgio,  interviene anche l’ex Sindaco Mauro Mazzola: “Applicare la legge 28/80  sarebbe dannoso e danneggerebbe chi non ha commesso abusi- dichiara l’ex sindaco Mazzola – Ancora una volta Tarquinia vede la sua politica stravolta da santoni che si lanciano in grandi promesse: prima Roma Vetus, , poi le navi da crociera che fanno le fermate come un treno locale. Ora tocca a San Giorgio applicare : la cosa che gli riesce meglio è accusare gli altri di non aver fatto nulla, ma ci sono gli atti che lo smentiscono ”. 

“Spiego un’altra volta perché si è presa la strada sbagliata per San Giorgio- continua Mazzola –  applicare la legge n.28 dell’80 sarebbe nefasto. Lo dico perché ho parlato con i tecnici sino alla noia. Chi  prova oggi a prendere scorciatoie o a cambiare strada rischia di fare un grosso danno ai lottisti di San Giorgio. Poi basta leggere la legge che, all’articolo 4 , specifica come sia applicabile laddove ricorra la rilevanza socio-economica dei singoli insediamenti, soprattutto con riferimento alla loro utilizzazione per usi di residenza stabile . Certo che non cita le seconde case”. 

“Inoltre, – continua Mazzola – in molti casi la perimetrazione della 28/80 finirebbe per danneggiare chi non ha commesso abusi, ma sembra che di questi nessuno si preoccupi. Volete sapere come si fermano le demolizioni? – domanda l’ex sindaco – Il percorso lo avevamo già avviato, accantonando a bilancio 40.000 euro, per dare incarico ad un consulente che avrebbe avviato un iter procedurale con il quale presentarsi in conferenza di servizi, alla presenza della Regione e degli uffici tecnici, e su quelle basi bloccare le demolizioni. L’affidarsi, in tal senso, alla 28/80 non dà garanzie: c’è anche un precedente di una sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato i ricorsi del Comune di Sabaudia”. 

“In conferenza stampa Moscherini si dice determinato a chiudere i consorzi – aggiunge Mazzola – Ma che sono suoi? Poi si rivolge al Segretario comunale come se fosse il tecnico responsabile dell’urbanistica. Infine, una nota politica sulla maggioranza: “Ma Catini e Serafini che fanno? Hanno un nuovo sindaco ma, presi a litigare tra loro, non se ne accorgono o fanno finta di non accorgersene? – conclude l’ex sindaco – Opposizione, forza! Non è tempo per andare in letargo. Se quanto dice il “nuovo” sindaco non vi convince, andate a parlare con i tecnici comunali, che per anni si sono impegnati a trovare soluzioni percorribili.”

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Moscherini: ''Un progetto articolato per rilanciare Tarquinia'' 

TARQUINIA – Riportare l’attività di pesca a Porto Clementino, ridando vigore all’antico molo. Tutelare le vasche delle Saline e riaprire una piccola fabbrica del sale, proprio come a Cervia, sfruttando la presenza dell’Università della Tuscia quale laboratorio scientifico di ricerca e controllo e ambìto polo culturale attrattivo per scuole ed altri Atenei. Inserire la talassoterapia per la cura della pelle. Coniugare, poi,  la scienza alla storia, grazie al vicino porto di Gravisca. Ma non solo. Costruire anche un porticciolo turistico per piccole navi da crociera, con tanto di oceanario. Un porto che funzioni, al contempo, da barriera protettiva per l’area delle Saline e da veicolo economico di alta qualità per il territorio. Infine, integrare la riqualificazione urbanistica di San Giorgio dentro questo contenitore globale di sviluppo. 
È questo l’ambizioso progetto illustrato dal consigliere comunale Gianni Moscherini mercoledì mattina alla stampa e già presentato ai cittadini di Tarquinia nel convegno dello scorso 13 luglio. Un obiettivo importante per il territorio che coniuga l’ambiente  al turismo, alla cultura e alla riqualificazione urbana. 
Il ‘’Cantiere della nuova politica’’ è in piena attività per portare a termine l’o0biettivo definito «molto importante per il futuro turistico, occupazionale ed urbano della città e del territorio di Tarquinia». Un progetto che punta ad essere discusso – con il disegno preliminare -, in consiglio comunale già a settembre e che, se non incontrerà intoppi nella stesura definitiva,  potrà essere cantierato già entro l’anno 2019. «Il lavoro di preparazione sta per essere concluso – ha spiegato Gianni Moscherini –  e nell’arco di 20 giorni il progetto preliminare, con le relative ed eventuali osservazioni, potrà essere presentato al sindaco Mencarini e portato al vaglio del consiglio comunale».
TRE DIRETTRICI SU CUI LAVORARE. «Il progetto – ha spiegato il leader del ‘‘Cantiere della nuova politica’’ – è articolato, anche se è unico, perché investe tutte le aree comprese tra Porto Clementino e San Giorgio, comprese le Saline. Un lavoro lungo, fatto già prima delle elezioni e ripartito successivamente con lo studio di Porto Clementino. Dal Porto Clementino ci siamo poi allargati, perché l’obiettivo è uno. La difesa ambientale della costa delle Saline dalle continue mareggiate è infatti un problema che può essere arginato anche attraverso la riqualificazione dell’intera area, fino a San Giorgio,  che preveda anche delle protezioni a mare che abbiano una duplice  funzione,  quella ambientale e quella di sviluppo turistico e urbanistico». 
PORTO CLEMENTINO.  «Abbiamo fatto verificare la possibilità di riportare Porto Clementino a svolgere quelle funzioni che aveva ai tempi di Clemente XIII riorganizzando la pesca. I pescatori amatoriali potranno vendere direttamente sul molo il pesce da loro pescato. Un’attività che si legherebbe anche alla storia del vicino porto di Gravisca.
SALINE. Vicino al Porto Clementino ci sono poi le Saline che richiedono un intervento di tutela. «Il progetto è quello di difendere le vasche – ha ricordato Moscherini –  e di questo una grande  lezione ce l’ha data il professor Nascetti che ha studiato la materia. Tutte le opere che saranno realizzate, dovranno garantire l’intoccabilità del fondale marino a partire dalla Posidonia. Poi si tratta di sfruttare il sale, utilizzando le strutture lasciate abbandonate dal sindaco Mazzola. Lì, l’unica parte ancora sfruttata è quella dedicata ai carabinieri Forestali e quella dell’Università della Tuscia con il professor Nascetti, per il resto è tutto in stato di abbandono. Alle Saline vogliamo fare quello che è stato fatto a Cervia: rifare una piccola fabbrica del sale con un investitore, già potenzialmente presente. Ma non solo, l’area si presterebbe a quello che già Luigi Daga, come ha ricordato il professor Nascetti aveva pensato, e cioè la talassoterapia, apportando le opportune modifiche alle strutture già esistenti.
IL PORTICCIOLO. Tra le Saline e San Giorgio viene poi ripensato il porto turistico che era già stato presentato in campagna elettorale. La location è infatti diversa, spostandosi dalla foce del Marta, al confine con San Giorgio. «Le numerose problematiche dell’area – ha spiegato Moscherini –  hanno portato il gruppo di professionisti che sta lavorando sul progetto, a ritenere più idonea l’area a ridosso di San Giorgio, integrando così il porticciolo con l’idea della ‘’città giardino’’ studiata per la riqualificazione urbanistica della zona». «Inserendo il porticciolo lì in quella zona, si attua una riorganizzazione globale dell’area dal punto di vista turistico e sanitario. – ha detto Moscherini – La struttura del porticciolo a forma di coda è anche studiata per proteggere l’area dalle mareggiate. La realizzazione del porticciolo a forma di ‘’nove’’ seguirà, in ogni caso le esigenze ambientali, a seconda dei pescaggi. Qui è previsto anche un oceanario, nei primi trecento e quattrocento metri dalla sabbia, fino ad arrivare a dopo quattrocento metri che si va sul pescaggio delle barche. Poi l’ attracco per piccole navi da crociera: la scelte è legata anche al fatto che le navi più piccole, oltre ad essere meno impattanti dal punto di vista ambientale trasportano turisti più ricchi, che forniscono maggiori garanzie economiche per il territorio ai quali viene offerto un contesto turistico- ambientale e culturale di assoluto interesse». 
IL PROFESSOR GUARASCIO. Il professor Massimo Guarascio, docente universitario della Sapienza di Roma, in  Ingegneria della sicurezza, ha già contribuito alla realizzazione del porto di Civitavecchia ed è stato per parecchi anni presidente della Rete mediterranea della Facoltà di Ingegneria che ha sede a Civitavecchia.  Attualmente è membro del consiglio della stessa rete. «Vorrei dare un contributo dal punto di vista identitario culturale – ha detto – coniugando l’identità del territorio con questo tipo di progetto». Le ragioni storiche del territorio, uniche e preziose, per il professore costituiscono infatti le basi su cui elaborare anche il progetto ambientale e naturalistico. “Quest’area rappresenta una ricchezza unica: a fianco a Roma ma diversa da Roma e prima di Roma. Un fatto importante da poter comunicare all’esterno. Omero ce lo ha raccontato: c'è un inno omerico a Dionisio e Bacco che cita per la prima volta  i Tirreni che hanno rapito Bacco in una delle prime incursioni nell'est del Mediterraneo. Nell'anno mille e un po' prima. Narra il mito che i Tirreni si sono spaventati dai fenomeni strani di Bacco che ha fatto nascere uva sui pali della nave e si sono buttati in mare e sono diventati delfini. I delfini sono la trasformazione degli Etruschi. Basti pensare che sono disegnati all’interno delle tombe etrusche. Andrebbe creato un progetto culturale con le scuole e con le Università per diffondere la storia Etrusca e del territorio. La parte storica della cultura etrusca andrebbe poi integrata con la parte scientifica e ambientale. Il professor Nascetti ad esempio ha lanciato l'allarme dicendo che bisogna intervenire subito su quest’area perché sta diventando mar morto. Rischia cioè di estinguersi la vita marina se non si interviene adeguatamente. Il contributo di Nascetti e del laboratorio di biologia marina della Tuscia costituiscono un polo unico che ha già creato un progetto europeo di elevata importanza scientifica. Nell'ambito residenziale del borgo delle Saline si può creare un'area universitaria per gli studenti per approfondimenti sia storico e culturali del territorio sia scientifici e ambientali per un polo culturale unico nel suo genere. Questo investimento – ha aggiunto il professore – sarebbe un grande attrattore”.

I VINCOLI . “Il vincolo paesaggistico  deve essere messo all'inizio – ha sottolineato il professore -: le scelte vanno calibrate sulla base delle eventuali limitazioni ambientali e sulla necessita di proteggere la riserva; in questo contesto poi vanno inserite le altre opere di balneazione, navigazione e altro. Il laboratorio dell’Università della Tuscia, in questo senso rappresenta il riferimento di punta di come si protegge la vita marina. Il vantaggio sta infatti anche nell'avere la struttura universitaria di controllo fissa sull’area”.

I COSTI. L'equilibrio dei conti  relativi ai costi del progetto nel suo complesso sarà presentato nel progetto preliminare, sottolineano all’unisono Moscherini e il professore. “In approvazione in consiglio – ha spiegato Moscherini – andrà l'approvazione del progetto con gli eventuali investimenti pubblici, che saranno consistenti, e investimenti privati. Una volta approvato il progetto preliminare in consiglio si faranno i vari capitoli di intervento concreto per ogni parte del progetto”. 

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Acqua: l'emergenza coinvolge altri quartieri

CIVITAVECCHIA – Via Buonarroti, via Benci e Gatti, zona Uliveto, piazzale Torraca, zona bassa di Campo dell’Oro. Ma anche Boccelle, San Liborio e San Gordiano. E poi ancora via Cialdi, a secco ormai da tre giorni. Una soluzione insostenibile con anziani e disabili bloccati in casa dal caldo ma al tempo stesso privati dell’acqua.  L’emergenza idrica non accenna a rientrare, anzi sembra coinvolgere sempre più quartieri. Ed il weekend, con l’aumento della richiesta sul tutto il litorale, preoccupa e non poco i cittadini di Civitavecchia.
«Cozzolino si imponga con i dirigenti di Acea, non è possibile vivere in queste condizioni». Ha tuonato così il vice coordinatore di Forza Italia Giancarlo Frascarelli che ieri, insieme ad un gruppo di cittadini residenti in via Cialdi, ha realizzato una sorta di conferenza stampa ed allo stesso tempo una indagine.
Frascarelli ha infatti chiamato il call center di Acea fingendosi un cittadino residente della zona. La dipendente di Acea che ha risposto non ha potuto aiutare i cittadini e si è limitata a dire che vista la zona, il mese e la numerosa richiesta, non era possibile far giungere neanche le autobotti. ‘‘A Civitavecchia abbiamo problemi per i troppi consumi’’ hanno risposto dalla società. RIsposta che ai civitavecchiesi non fa certo piacere.  
E sui problemi idrici è intervenuto anche il segretario del Pd Germano Ferri. «Da qualche anno a questa parte l’emergenza idrica è decisamente peggiorata – ha sottolineato – arrivando addirittura ad avere alcune zone della città senza acqua anche in inverno ed oggi addirittura la situazione è più grave che mai con zone a secco, mai state interessate prima dal disservizio». Secondo il segretario del Pd, «il frettoloso passaggio ad Acea, forse anche per sanare un bilancio che ad oggi sembra essere l’unica preoccupazione per un’amministrazione che non ha mai avuto minimamente a cuore i problemi delle persone – ha aggiunto – non ha decisamente portato i miglioramenti sperati. Sicuramente un errore grave è stato quello di affidare completamente fin da subito la gestione del servizio ad Acea, senza un affiancamento iniziale con i tecnici comunali che conoscono ormai le criticità del nostro sistema idrico, limitandosi come detto dal sindaco Cozzolino solo a qualche suggerimento. Come per ogni questione cruciale per la nostra città il Sindaco arriva in ritardo ed anche in questo caso, a fronte di un problema ormai presentato e che magari con competenza poteva essere evitato, convoca un incontro con i tecnici Acea e comunali per capire le ragioni del disservizio. Infine, essendo nota la crescita esponenziale delle navi da crociera che da qualche anno a questa parte arrivano soprattutto in estate nella nostra città ed essendo evidente che l’emergenza idrica raggiunge il suo picco durante la stagione estiva, periodo di massima affluenza dei croceristi – ha concluso – come cittadino vorrei sapere quanta acqua della città è effettivamente destinata al porto durante questo periodo».
Una richiesta che arriva anche dal Codacons, che ha portato ad esempio la situazione che si è verificata a Palermo, dove di fronte a perduranti problemi di approvvigionamento idrico per i cittadini, il Comune ha deciso di non vendere più l’acqua destinata al locale scalo marittimo e, in particolare, alle navi da crociera.

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Santa Marinella, tratti in salvo due diportisti danesi

SANTA MARINELLA – Ha rischiato di trasformarsi in tragedia la gita in barca a vela di due diportisti di nazionalità danese, soccorsi ieri pomeriggio dalle Fiamme Gialle della Stazione Navale di Civitavecchia a bordo della loro imbarcazione a vela di 10 metri, nelle acque antistanti Capo Linaro.

Erano da poco trascorse le 18 quando una motovedetta della Guardia di Finanza, impegnata nel pattugliamento delle acque antistanti il litorale viterbese e romano, con finalità di Polizia economico-finanziaria e contrasto ai traffici illeciti via mare, nel corso di una crociera operativa, veniva allertata dalla Capitaneria di Porto per la presenza di un’imbarcazione in balia del vento e del mare (forza 3, da ponente), a causa di un’avaria al motore, a mezzo miglio da Capo Linaro.

Immediatamente raggiunta l’imbarcazione, nonostante le condizioni meteorologiche non ottimali, l’equipaggio delle Fiamme Gialle soccorreva prontamente i due occupanti della stessa, che veniva pericolosamente trascinata dal mare verso terra, con grave rischio per l’incolumità dei diportisti e dei bagnanti, a quell’ora ancora presenti in spiaggia. 

Le operazioni di soccorso coordinate dalla Sala Controllo Operativo del Comando Roan di Civitavecchia, si sono svolte con estrema rapidità, consentivano di condurre in sicurezza i due diportisti danesi e la loro imbarcazione nel porto di Santa Marinella.

L’intervento delle Fiamme Gialle conferma la vocazione di Polizia del mare del Corpo della Guardia di Finanza, quale punto di riferimento certo per la sicurezza di tutti i cittadini “avventori” del mare.

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Via i taxi da largo della Pace

CIVITAVECCHIA – Niente più stalli per i taxi in via Prato del Turco. Lo stabilisce un’ordinanza firmata, venerdì scorso, dal comandante della Polizia Locale Pietro Cucumile che va a revocare l’istituzione di 7 stalli riservati alle auto bianche nel 2015, dopo un’accesa protesta da parte della categoria. Di fatto si va a fare spazio ai pullman, e non solo quelli di Civitavecchia Servizi Pubblici. L’ordinanza, infatti, dispone l’istituzione di uno spazio destinato alla fermata degli autobus del Tpl in via Prato del Turco, lato Roma, nel tratto compreso tra porta Tarquinia ed il primo attraversamento pedonale procedendo lato mare e di uno spazio destinato alla fermata degli autobus di Autostrade del Mare e della Sit – Società Italiana Trasporti – per il servizio di linea granturismo Civitavecchia-Roma e viceversa. Si risponde ad una nota del 19 maggio scorso con cui l’Autorità di Sistema Portuale chiedeva proprio l’emissione di un provvedimento per realizzare questi stalli, con Molo Vespucci che dopo dieci giorni, attraverso una propria ordinanza, individuava le due aree per le fermate. Ordinanza che è stata poi impugnata dal Comune di Civitavecchia davanti al Tar, ma senza chiedere misure cautelari di tutela. Motivo per il quale si è deciso di proseguire sulla strada tracciata. Una strada però che non piace alla categoria che si sente abbandonata, da anni ormai, dalle istituzioni e da chi dovrebbe garantire condizioni di lavoro migliori. Ma così non è stato in questi anni. Dopo la protesta del 2015 il Comune aveva disposto  la realizzazione dei sette stalli su via Prato del Turco, provvisori in realtà, in attesa dei lavori a largo della Pace. Nonostante siano stati utilizzati molto spesso da tassisti non civitavecchiesi rappresentavano comunque una conquista per il settore – che aveva perso i posti alla Madonnina – in attesa di una sistemazione all’interno del Welcome Center. Il ‘‘trasferimento’’ dentro l’area però non è stato mai attuato, così come non si è mai data la giusta risposta alle richieste dei tassisti che chiedevano spazi adeguati sottobordo, considerato il numero di navi da crociera che quotidianamente scalano il porto. Ad oggi, ad esempio, con l’inaugurazione del nuovo terminal crociere Amerigo Vespucci, non si è posto il problema della creazione degli stalli per i taxi, come avviene in ogni terminal aeroportuale e portuale. «A volte si dimentica – hanno spiegato alcuni operatori – che i taxi sono un servizio pubblico complementare al Tpl». Eppure non si sentono seguiti e supportati. Dalle licenze stagionali al regolamento taxi e Ncc, di problemi irrisolti e di promesse non mantenute ce ne sono ancora troppe. Ed il rischio, come spesso accade, è che soprattutto nel pieno della stagione crocieristica a guadagnare siano tutti meno che gli operatori civitavecchiesi. E questo vale non soltanto per i tassisti. La programmazione, anche in questo caso, non è stata adeguata: e togliendo questi sette stalli – senza trovare un’alternativa almeno a leggere l’ordinanza – si va a creare un ulteriore frattura tra la categoria e Palazzo del Pincio.

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Pianeta Mare e Nautico insieme per l’annuale minicrociera

CIVITAVECCHIA – Nove imbarcazioni a vela e una a motore sono partite dal porto di Civitavecchia sabato e hanno fatto rotta su Porto Ercole raggiungendo la destinazione dopo circa sette ore di piacevole navigazione. È cominciata così, per il terzo anno consecutivo, la mini crociera di due giorni, conclusiva del corso di vela organizzata, per l’istituto Nautico di Civitavecchia, dall’associazione “Pianeta Mare” a cui hanno preso parte gli allievi del primo e secondo anno.  Gli equipaggi, composti dai soci dell’associazione, dai docenti e dagli studenti dell’istituto hanno potuto completare la preparazione velica di ragazze e ragazzi in una vera esperienza crocieristica.

L’iniziativa conclude un ciclo di incontri settimanali articolati in momenti di approfondimento teorico e di addestramento pratico grazie alle strutture messe a disposizione dai soci dell’associazione Pianeta Mare.

L’acquisizione di ulteriori competenze legate sia al mondo del mare in generale sia alle specifiche attività di navigazione e conduzione di imbarcazioni da diporto a vela e a motore l’obiettivo perseguito.

La realizzazione del progetto si è resa possibile anche grazie al supporto concreto assicurato da istituzioni, enti e privati, in particolare il Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza per l’assistenza in mare, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno centro settentrionale che ha messo a disposizione le sale e gli strumenti audiovisivi per la didattica per tutto il periodo delle lezioni; l’ufficio locale marittimo di Porto Ercole che ha fornito tutto il supporto necessario per l’accoglienza in porto; l’impresa Cidonio spa nella persona di Domenico Caricari per l’assistenza e l’ospitalità offerta agli ormeggi a Porto Ercole.

La dirigente scolastica Emanuela Fanelli ringrazia il presidente Piero Ovidi e i volontari di Pianeta Mare che, a titolo completamente gratuito, hanno messo a disposizione degli studenti conoscenze e competenze nel corso delle lezioni e durante la mini crociera. Quest’ultima si è rivelata esperienza entusiasmante per gli studenti ed ha permesso di coniugare gli apprendimenti teorici con la realtà marinaresca. Un ringraziamento sentito ai professori Di Fiordo, Martino, De Leo e Tosto che hanno rinunciato al proprio fine settimana per supportare in modo egregio tale iniziativa.

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Cercasi pulizia e manutenzione alla Marina

CIVITAVECCHIA – Altro che biglietto da visita. Altro che luogo di svago. La Marina è avvolta dal degrado. E questo nonostante, specie nelle ultime settimane, sia presa d’assalto da decine e decine di crocieristi pronti a scattarsi una foto tra erbacce, piante secche e sporcizia ovunque. 
Della sabbia c’è ormai un vago ricordo, per via delle mareggiate invernali che hanno portato sassi, legni e residui di ogni genere. Ma il problema non è solo quello. Basta percorrere qualche passo verso piazza degli Eventi per rendersi conto dello stato di degrado in cui versa. 
Erba alta e secca, a dimostrazione della scarsa manutenzione riservata alla zona. E poi bottiglie di vetro, bicchieri di plastica, residui di pasti veloci consumati vista mare, escrementi, segni invece di inciviltà. 
E ancora panchine rotte, foglie e rami sacchi per terra da giorni e giorni.  
Non è certo un bel vedere, soprattutto per chi arriva in città di passaggio, con la nave da crociera, e magari potrebbe tornare per piacere. 
Una situazione più volte lamentata anche dagli stessi cittadini che quotidianamente frequentano la zona. 
«Abbiamo sollecitato più volte Civitavecchia Servizi Pubblici ad intervenire come disposto da contratto – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda – l’ultima la scorsa settimana. Per la spiaggia l’ufficio Demanio sta predisponendo la sistemazione e pulizia». 
Per il resto spetta a Csp garantire il decoro della zona, con interventi più frequenti nella stagione estiva. Previsto comunque lo svuotamento quotidiano dei cestini e la pulizia bisettimanale dell’arenile. 
Ma a guardar bene qualcosa non funziona e la situazione non è tollerabile.

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