Snc, crolla il muro difensivo: via anche Iula

di MATTEO CECCACCI

Castello, Bogdanovic e ora anche Manfredi Iula. La Snc Enel Civitavecchia continua a perdere pezzi da novanta e pedine fondamentali, un vero e proprio tripudio di addii che in meno di un mese hanno lasciato di stucco tutti i tifosi rossocelesti. Se il mancino Andrea Castello ha lasciato la rosa per accasarsi al Latina, lo straniero Bogdanovic per tornare probabilmente in A1 con il suo ex Quinto, l'ormai ex calottina numero tre, invece, ha deciso di trasferirsi nel capoluogo campano per giocare con la società dell'Acquachiara (retrocessa in A2) di patron Francesco Porzio e del tecnico Mauro Occhiello che ha voluto ardentissimamente l'atleta nativo di Chiavari. Iula, infatti, non ci ha pensato due volte a firmare, anche se non è stato affatto facile lasciare la Snc dopo sei anni di ricordi indimenticabili, con la quale ha disputato ben tre finali playoff. Un campionato, però, non fortunato per il classe '94 che, nonostante i suoi tre gol stagionali, è stato costretto a fermarsi per tutto il finale di stagione, a causa del brutto infortunio rimediato nella gara interna col Pescara il 21 aprile scorso che gli procurò la rottura del setto nasale, poi brillantemente operato dal dottor Luigi Califano presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico ll di Napoli. Un altro arrivederci, dunque, che lascia la Snc sempre più in difficoltà per la prossima stagione, perché la situazione parla chiaro: tre addii di prestigio che lasciano vuoti incolmabili che devono essere rimpiazzati al più presto. In difesa ora c'è da trovare il compagno che affiancherà il giovane Muneroni, anche se con molta probabilità sarà Daniele Simeoni, a un passo dal ritorno al PalaGalli dopo aver lasciato il Latina e in attacco due calottine di valore al posto di Castello e Bogdanovic. I giovani saranno il fiore all'occhiello anche nella prossima stagione, ma della questione straniero con i grandi colpi di mercato attualmente non c'è nessuna traccia; sarà dovere del presidente Roberto D'Ottavio, del vice Simone Feoli e di Marco Pagliarini riunirsi a fine mese e decidere come procedere sul da farsi in vista della prossima stagione targata ancora una volta serie A2 per regalare al popolo rossoceleste tante soddisfazioni e chissà, anche quella promozione in A1 che manca ormai da troppi anni. <<È stato un onore – spiega l'ex difensore Manfredi Iula – ricevere una chiamata così importante come l'Acquachiara. Adesso si apre un nuovo capitolo della mia vita e darò il massimo per raggiungere tutti gli obiettivi>>.

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Sant’Agostino: disagi in paradiso

VIDEO TARQUINIA – Sant’Agostino, il ‘’piccolo paradiso’’ situato lungo la costa viterbese al confine con Civitavecchia, è ancora un lembo di terra dimenticato e privo di servizi. 
Grido d’allarme del comitato ‘’Le Villette’’ per voce del suo presidente Bruno Vannini, che chiede lo sblocco dei numerosi progetti predisposti dall’amministrazione Mencarini e non ancora realizzati. Progetti e iter ancora al palo – «nonostante la volontà politica di produrre migliorie» -, che di fatto ingessano lo sviluppo dell’area.
Le idee e le possibili soluzioni a diversi problemi giacciono sulle scrivanie degli uffici comunali, mentre gli oltre duecento proprietari delle case del borgo, e i tantissimi turisti e bagnanti (molti dei quali civitavecchiesi), sono costretti a far fronte ogni giorno ai numerosi disagi legati alla scarsa fruibilità di uno dei luoghi più belli del litorale.
Le criticità sono molteplici, dall’assenza di accessi pubblici a mare per bagnanti e mezzi, alla carenza assoluta di parcheggi. Per non parlare della mancanza di servizi per disabili e di pulizia approfondita delle spiagge. Oltre a strade ancora senza nome e numeri civici e l’inaccessibilità per i disabili.
Spiagge, pochi servizi, scarsa pulizia. “A Sant’Agostino da anni stiamo chiedendo i servizi primari, finora adempiuti solo in parte – spiega Vannini – La spiaggia è trattata in maniera non etica, con il rischio di andare incontro a carenze igieniche. Le normative regionali prevedono che in una spiaggia balneabile, specie con un centro urbano intorno, si effettui la pulizia giornalmente e questo viene fatto – dice Vannini – poi però prevede anche che, da luglio ad agosto, si passi almeno tre volte a settimana con i mezzi.  Dovrebbero essere previsti anche maggiori controlli per la sicurezza, perché la spiaggia è molto frequentata da bambini e famiglie: ma tutto ciò non avviene”. “In base  alla normativa regionale 19 del 2016 – afferma inoltre Vannini – si prevede poi  che sulle spiagge libere balneabili ci siano anche dei bagni pubblici; servizi igienici anche per portatori di handicap. Ma qui non c’è nulla” .
I privati e la pulizia della spiaggia all’attenzione della Finanza. C’è anche un caso finito all’attenzione della Guardia di Finanza. “I privati – segnala Vannini – hanno raschiato la spiaggia accumulando i rifiuti che poi sono stati accatastati su una duna. Abbiamo chiesto se c’era il permesso. Né il Comune né altri risulta abbiano rilasciato autorizzazioni. Ho denunciato il fatto su un verbale della finanza, ma ad oggi nessuno è venuto a vedere cosa sia stato lasciato lì sotto”. 
L’assenza di accessi a mare. “Nell’ultimo anno ci sono stati diversi contatti con il Comune di Tarquinia, per quanto riguarda la pulizia della spiaggia, importantissima per noi, purtroppo però non abbiamo gli accessi a mare, un altro grave problema. – spiega Vannini – Non abbiamo cioè un passaggio alla spiaggia adeguato ai mezzi di pulizia. Questo problema risale agli anni ’70. Il Comune di Tarquinia all’epoca aveva identificato anche dove doveva essere realizzato il passaggio a mare. Con il via alla lottizzazione questo passaggio è stato chiuso dai privati, così ora il Comune si trova in difficoltà ad effettuare la pulizia della spiaggia e l’unica possibilità ad oggi è quella di far passare il mezzo dal varco del vicino stabilimento balneare”.  L’unico accesso al mare, nella zona delle villette, è quindi ancora oggi un passaggio stretto e ripido con scalini irregolari e senza appoggi. Un passaggio molto difficoltoso: per anziani e disabili quasi improponibile. “La spiaggia è esclusivamente frequentata da famiglie, bambini e anziani quindi urge un passaggio idoneo. – afferma Vannini – Passare dallo stabilimento significa passare su un’area privata e non pubblica, quindi non può essere considerata una soluzione. Il Comune ha intimato i gestori di lasciare aperto il varco, 24 ore su 24, ma ciò non avviene perché la chiave è nella disponibilità della ditta delle pulizie. Così nei fatti  non è garantita la fruibilità ai portatori d’handicap; e l’area è irraggiungibile per un’ambulanza che dovesse avere bisogno di accedere dopo le 19,30 perché il cancello è chiuso. Noi vogliamo che venga aperto un varco pubblico, come previsto nella lottizzazione. Abbiamo l’identificazione del passo, inserito nell’ordinanza comunale del  ’77”.
Strade e numeri civici. “Un’altra situazione da segnalare è l’assenza dei numeri civici – spiega il presidente del comitato Le Villette – Il Comune si sta interessando, ma la procedura non va avanti. Per noi si tratta di un aspetto molto importante perché attraverso i numeri civici si identificano le case e ciò consente un maggiore ordine pubblico. Alcune vie non sono ancora nominate e non si sa nemmeno se siano private o pubbliche. Ad esempio c’è via Ugo Neri chiamata così da alcuni residenti, ma non è accatastata e non risulta al Comune. Noi abbiamo chiesto di cambiare la denominazione della via principale con la dicitura: via Fontanella di Sant’Agostino perché nel 1300 qui esisteva un agglomerato agostiniano frequentato dai fedeli e si credeva che l’acqua che proveniva da una sorgente vicina fosse miracolosa. Chiediamo pertanto una denominazione della strada che sia significativa”. 
Niente servizi per i disabili. Sant’Agostino è off limits per i disabili. Emblematico il caso del signor Dino Rizzo: “Io non ho la possibilità di scendere in spiaggia da solo: non mi hanno infatti messo il corrimano che ho richiesto. Sono affetto da parecchi mali: polineuropatia agli arti inferiori, Parkinson e cardiopatia. Per arrivare al mare sono costretto a chiedere aiuto agli amici e diverse volte sono anche caduto. E non solo. Ho chiesto un parcheggio garantito sotto casa, con un apposito stallo per disabili, ma non ho avuto la possibilità di vederlo realizzato. Ho un verbale della commissione medica che attesta l’invalidità al 100% ma ancora io questo stallo non sono riuscito ad averlo. Così una mattina ho deciso di disegnarmelo da solo sull’asfalto, ma chiaramente non essendo valido nessuno lo rispetta. In tutta la zona di Sant’Agostino non esiste uno stallo per invalidi”. Ed ancora: “La mia strada è senza luce, senza numero civico e senza nome. Dieci giorni fa ho dovuto chiamare l’ambulanza perché non  mi sentivo bene e ha impiegato diverso tempo per capire dove doveva arrivare; fortunatamente i miei amici sono usciti in strada a dare indicazioni”. 
Le priorità per i proprietari delle case. Precisa la segnalazione di una donna, Adalgisa Maria Caliendi: “Sant’Agostino è una piccola insenatura incantevole tra Civitavecchia e Tarquinia, apprezzabile dal punto di vista naturalistico e paesaggistico con cui ho un legame affettivo trasmesso nel tempo a figli e nipoti, ma qui ci sono tanti problemi irrisolti che si trascinano negli anni. Il primo è la mancanza di passaggi a mare pubblici e fruibili agevolmente da persone e mezzi di soccorso; poi la lista è lunga: carenza di parcheggi; scarsa pulizia della spiaggia e della strada; acqua che spesso scarseggia; eccessiva presenza di persone rispetto alla ricettività che offre il tratto di arenile; assenza di controllo delle forze dell’ordine sulla spiaggia stessa e sulle attività permesse e praticate. Non uniformità nel far rispettare leggi e decreti da parte degli enti preposti quali Comune, Guardia di finanza e Guardia costiera. Non c’è sinergia tra gli organi di controllo”.
Niente parcheggi. “Il fine settimana la località di Sant’Agostino si riempie in ogni angolo – segnala Vannini – ma non ci sono parcheggi. Noi abbiamo una strada catalogata a doppio senso ma non c’è adeguato spazio, poiché non essendo nell’area presenti dei parcheggi, i turisti sostano lungo la carreggiata e si creano veri e propri ingorghi che rendono impossibile anche il passaggio alle ambulanze. Chiediamo con urgenza la realizzazione di parcheggi, soprattutto per i proprietari delle case. Anche su questo, la politica comunale si è attivata, però poi gli uffici competenti sembrano  non riuscire ad identificare il luogo dove poter realizzare questi benedetti parcheggi”.
Gli uffici comunali. “La nuova amministrazione come programma ha inserito interventi su Sant’Agostino ma i risultati si allungano – conclude Vannini – Sindaco e assessori, immediatamente dopo l’insediamento, si sono attivati: il problema sembra essere legato ai vari settori amministrativi comunali e non sappiamo il perché. L’attuale amministrazione Mencarini dal punto di vista politico è stata molto attenta al problema della zona, lo stop ai progetti sembra arrivare dai responsabili dei vari settori. Ci auguriamo che questi puntelli vengano rimossi così da trasformare finalmente Sant’Agostino in un luogo di sogno, quale è e merita di essere”.

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Emanuele Sacco vola in Ucraina: ''Noi giovani talenti costretti ad emigrare''

di MATTEO CECCACCI

«Attualmente il calcio è un gioco di sponsor e non è più lo sport più bello del mondo». Così il talento civitavecchiese classe 1997 Emanuele Sacco commenta la situazione di oggi del calcio locale. Parole molte forti e dure, ma allo stesso tempo sincere. Lo sfogo di Sacco rappresenta il pensiero di centinaia di calciatori che al momento sono arrabbiati, furibondi e soprattutto delusi dal brutto spettacolo che oggi giorno la Civitavecchia sportiva dal punto di vista calcistico offre. Il bomber, il 28 agosto partirà alla volta dell’Ucraina per disputare il campionato con una squadra di serie A, dopo l’esperienza biennale vissuta in Polonia con una squadra di terza divisione e le due settimane inglesi a Gillingham. L’ex Civitavecchia Calcio e Santa Marinella, però, è molto arrabbiato e scandalizzato dal contesto reale cittadino: «È ignobile – spiega Lele Sacco – constatare tanta indecenza all’interno delle società civitavecchiesi. È inammissibile che girano sempre gli stessi calciatori e allenatori, non dando così spazio ai giovani talenti locali, preferendo addirittura pescare fuori città. Mi hanno negato anche di svolgere la preparazione e quindi mi sono trovato nuovamente costretto ad emigrare all’estero. Sono avvilito».

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Pampinella vince la Coppa Italia

È Tommaso Pampinella il nuovo campione d’Italia di Sup. Il pluripremiato atleta civitavecchiese continua quindi a mettere trofei e vittorie nel suo palmares. Dopo il terzo posto ottenuto domenica scorsa a Livorno si è concluso ufficialmente il Campionato Italiano di SUP Race FISW e Pampinella è potuto salire sul massimo gradino del podio. «Mi sentivo molto stanco essendo l’ultima delle 11 gare di campionato – spiega Pampinella – per questo è stata davvero dura, ma sono riuscito comunque a non mollare e a rimanere sempre tra le prime posizioni, il risultato finale mi ha permesso di portare a casa la vittoria della Coppa Italia 2018. E’ stato un campionato davvero duro e aperto fino all’ultima giornata e posso ritenermi più che soddisfatto del risultato ottenuto». Le gare si sono svolte a Livorno, Firenze, Taranto, Vasto, Milano, Anzio, Maccarese, Senigallia, Cecina, Noli e Antignano: «Sono stato costretto a saltare tre gare a causa degli impegni internazionale dell’Eurotour e per questo – prosegue Pampinella – è stato ancora più difficile portare a casa il titolo. Ci tengo a ringraziare i miei sponsor che mi hanno supportato durante il campionato, la Lni Civitavecchia per avermi dato la possibilità di allenarmi nelle migliori condizioni possibili e il mio club di appartenenza, l’ASD The Beach Club. Ora non resta che riposarmi qualche giorno per poi riprendere gli allenamenti e in vista degli assoluti a Riva del Garda l’1 e 2 settembre per poi prepararmi alla fase finale della stagione 2018». Complimenti a Pampinella da parte del vice presidente della Lni, Giovanni Spinelli: «Tommaso è un campione in correttezza, serietà e impegno. Siamo orgogliosi di averlo nel roster dei nostri tecnici perchè è un campione in acqua e nella vita ed è un buonissimo esempio per tutti. A lui i miei complimenti e quelli di tutto il nostro Circolo». 

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Guardia medica: è polemica

SANTA MARINELLA – Istituita da appena due settimane, la guardia medica estiva viene messa sotto accusa dagli utenti. A chiamare in causa il presidio sanitario è una signora residente che racconta come, avendo avuto un problema con il figlio, non sia riuscita a trovare il medico di turno. «Mio figlio di otto anni – racconta la donna – punto probabilmente da una medusa al volto, è stato costretto a farsi visitare presso la guardia medica, ma in quella sede mi è stato detto di portarlo al pronto soccorso dell’ospedale  di Civitavecchia in quanto non c’era un medico». Chiamato in causa, l’assessore alla Sanità Renzo Barbazza, spiega il perché del disguido. «La guardia medica estiva turistica – dice Barbazza – è istituita dalla Regione Lazio, in collaborazione con la Asl ed il Comune, per far fronte alle esigenze dei villeggianti e dura due mesi. Quest’anno, è stato possibile reperire un solo medico facente parte di un elenco regionale apposito, che è dovuto assentarsi per questa settimana, probabilmente motivi personali. Ho parlato con la Asl per sostituirlo, ma non c’erano medici disponibili fino ad oggi. Forse un medico della guardia permanente notturna di Civitavecchia avrebbe potuto dare la sua disponibilità per un giorno. Per risolvere il problema, mi sono offerto volontariamente anche io per un giorno compatibilmente con il mio lavoro ospedaliero e i miei impegni di assessore alla sanità e ai servizi sociali. Aggiungo che la guardia turistica non fa pronto soccorso, se non per le necessità minori, ma per la prescrizione di farmaci e altre piccole cose per le quali non ci si può rivolgere al proprio medico di base. Per i problemi più importanti, ci si deve rivolgere al Pronto soccorso ospedaliero o alla guardia medica notturna. E’ nei nostri programmi l’istituzione di un presidio di primo intervento permanente anche a Santa Marinella, come facemmo con la giunta Tidei nel 2005 con la Misericordia, istituendo un capitolo di spesa apposito di centomila euro annuali. Oggi è più complesso, dato lo stato di dissesto esistente. Tuttavia non ci diamo per vinti e stiamo cercando soluzioni alternative, sia logistiche che operative».

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Ladispoli, è caccia al serpente

LADISPOLI – A Ladispoli si è aperta la caccia al serpente. Anche l’altro pomeriggio, come nelle scorse settimane, un rettile è tornato a far visita ad un’abitazione. L’allarme è scattato alle 16 in via dei Campi Fioriti, quartiere residenziale Campo Sportivo. «Aiuto, un serpente sulle scale di case, aiuto», la signora è fuggita alla vista dello “sgradito” ospite. La Protezione civile di Ladispoli ha subito girato la segnalazione ai volontari ambientali del Nogra che ci hanno impiegato pochi minuti per raggiungere l’appartamento. Gli esperti hanno iniziato a setacciare il giardino per recuperare l’animale.

Pochi giorni fa “frustone” si era incuneato nell’androne di una palazzina in via Genova riuscendo persino a salire al primo piano dove per ironia della sorte risiede una guardia zoofila del Nogra. Alla fine la serpe è stata recuperata in strada. Negli ultimi tempi in città serpenti come bisce, frustoni e saettoni sono stati avvistati spesso, soprattutto lungo le sponde dei fossi. A Cerveteri il mese scorso una lunga biscia si era infilata di domenica sotto al tavolo della cucina mentre la famiglia era a pranzo.

Dopo le numerose segnalazioni del periodo di maggio il Comune – attraverso una nota stampa – era stato costretto a rassicurare la popolazione: «Vorremmo tranquillizzare tutti sul fatto che non c’è nulla di anomalo nel trovare presso i fiumi le più comuni bisce d’acqua o bisce dal collare, diffuse ovunque in Italia, di indole mansueta e per niente aggressive. Si accoppiano generalmente nel mese di maggio deponendo le uova fra giugno e agosto, avendo sempre cura di scegliere località ben protette e umide». E a Ladispoli c’è chi organizza incontri di prevenzione proprio sui serpenti. Il seminario sulla conoscenza dei rettili, promosso dal comune ladispolano, in sinergia con protezione civile, guardie zoofile Nogra, Fare Ambiente, associazione Natura Onlus e Nucleo Subacqueo di Cerveteri, si è tenuto due settimane fa in biblioteca e nell’oasi di Palo Laziale.

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Cimitero nuovo, Ramazzotti: «La gara una farsa»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Diceva un personaggio politico dal quale non smetteremo mai di imparare, logorato dal tempo, che non ha potuto mai dominare ma che spesso ha condizionato a suo piacimento, ma non certo dal potere, che a lui non è mai mancato, che: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, e questa frase ci mette nella condizione di autoassolverci, quando si è cominciato a pensare male dell’operato del sindaco Pascucci e della sua amministrazione, stando ai risultati e a come questi sono ottenuti.  Lungi da noi l’idea che il pensare male possa significare l’addebito  di qualcosa di illegale. Il pensar male, per lo meno per quanto ci riguarda, è nell’esprimere alcune riserve nel suo credo e metodo di conduzione politica, avendo propagandato il suo disegno con ben altri principi, circa la necessità di trasparenza, di inclusione e di partecipazione all’azione amministrativa, con il coinvolgimento dei cittadini e delle forze di minoranza, nel rispetto dei rispettivi ruoli, per una democrazia tanto elogiata espressa da una Costituzione tanto amata. C’è chi ha cominciato a sospettare che ad  un uomo, costretto a far tutto da solo , perché circondato per poter resistere da opportunisti che “tengono famiglia” pronti a voltare gabbana di fronte ad ogni opportunità, da professionisti del mettere radici e di non mollarle, costi quel che costi in settori redditizi parlando del sociale in senso lato, sia diventato faticoso, gestire in senso ortodosso democrazia e Costituzione ed opta quindi per metodi più sbrigativi, concedendosi qualche strappo alla buona prassi confondendo le idee mettendo in luce il reparto bambole di pezza, vuote, che “sotto il vestito”, non hanno veramente niente. Ora riepiloghiamo, c’era un cimitero da fare, in cassa non c’era un soldo, la legge dava un’opportunità facendolo finanziare da un privato che lo avrebbe poi gestito in convenzione, la vicina Ladispoli ne aveva uno con queste caratteristiche, e lui non ha mai avuto rapporti con Ladispoli e i suoi amministratori, (una bugia questa che grida vendetta), si chiede una manifestazione di interesse per un project financing e guarda caso, l’interesse lo manifesta solo quella ditta confenzionando progetto, portando il terreno con metodi da privati, legati al massimo profitto con piccoli costi, se poi tratti col pubblico meglio zero, ma sei costretto a fare la gara, (che palle), capitolati da rispettrare, disciplinare da seguire con le opposizioni sempre in allerta e pronte a sabotare, fossero poi almeno preparate e competenti , ma perché tanto fastidio e prendersi tante noie? Vogliamo fare il cimitero? Facciamolo. 
A questo punto, fa peccato Ramazzotti, che vista come è andata la gara, cioè che è saltata per l’esclusione della sola concorrente che guarda caso era quella che aveva presentato il progetto, ma guarda un po’, che sfoga sulla su profilo facebook  il suo pensiero dicendo: «Oggi a Cerveteri tutti parlano del fatto che nessuno si è aggiudicata la gara per il cimitero privato nelle campagne delle due casette, come dissi in consiglio pura follia e atti che lasciano varie ombre. Chi esulta oggi non sa che essendo andata la gara deserta il proponente società  SARA  puó avere il giocattolo (che giocattolo) a trattativa privata. Tutto fatto ad arte, quando il bando (ben confezionato) impone alla ditta vincitrice di rimborsare circa 600mila euro alla ditta proponente (SARA), quale matto partecipa alla gara. Nessuno come volevasi dimostrare. Sono disgustato e penso che sarei stato meno arrabbiato se fossi stato ignorante (dal verbo ignorare.)».
Avrà senz’altro commesso peccato Lamberto Ramazzotti, che Dio lo perdoni, ma si ha la netta impressione che possa averci azzeccato.

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Ripulite le spiagge delle Sabbie nere

SANTA MARINELLA – Dopo il notevole risultato ottenuto qualche giorno fa dai volontari, che sotto il coordinamento del vice sindaco Andrea Bianchi, hanno pulito la spiaggia libera situata dietro al castello di Santa Marinella, ieri mattina si è replicato per duplicare il risultato e regalare le spiagge meravigliose delle Sabbie Nere alla fruizione dei tanti turisti. L’operazione è stata svolta sotto la supervisione del personale della Guardia Costiera di Santa Marinella, coordinato dal Comandante Vitale e vi hanno preso parte oltre ai tanti cittadini e turisti che si sono voluti cimentare nella pulizia della spiaggia, anche le associazioni della Pro Pirgy, della Misericordia, del Nucleo Sommozzatori, del Kyte Surf e dei Naturisti. Il personale della società Gesam, ha provveduto a smaltire i rifiuti di un lavoro che è stato determinante per assicurare la migliore fruizione di questo tratto di costa incontaminata. “Devo segnalare con rammarico che chi viene a frequentare queste spiagge – dice il Comandante di Locamare di Santa Marinella Cristian Vitale – non sempre capisce l’importanza di smaltire i rifiuti di una giornata di riposo e divertimento. Così chi arriva dopo di lui è costretto a stazionare in mezzo a tante cose abbandonate. Non si tratta solo di sopperire alle difficoltà dell’amministrazione comunale attraverso l’impegno di cittadini, turisti e volontari ma di compiere un’azione più complessa di educazione ambientale. Torneremo ancora durante la stagione a fare blitz come questi, ma è fondamentale che i fruitori di questi luoghi comprendano la responsabilità che comporta frequentarli”. 

 

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Santa Marinella, il dissesto è realtà

SANTA MARINELLA – In un vero e proprio clima da stadio, l’amministrazione Tidei ha votato  la delibera che rende Santa Marinella un Comune dissestato. Nel corso del consiglio comunale, infatti, dopo un lungo dibattito durato quasi due ore, con i soli voti favorevoli della maggioranza, il primo cittadino ha dichiarato il fallimento del Comune consentendo, di fatto, il regime di amministrazione controllata. C’è stata però battaglia tra i banchi della maggioranza e quelli dell’opposizione per questa scelta. Dopo una lunga relazione esternata dal sindaco, è apparso inevitabile dichiarare il dissesto, mentre le minoranze propendevano per il pre dissesto. Ma, atti alla mano, dopo un lavoro durato praticamente un mese, la maggioranza non ha potuto far altro che mettere il Comune sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato come sia stato fatto tutto il possibile per evitare questa sorta di “ultima spiaggia”.

“Siamo stati di nuovo al Ministero dell’Economia e Finanze – ha detto Tidei – per ripercorrere a ritroso tutte le fasi, dal 2012 ad oggi, per verificare tutto quello che è accaduto sul bilancio e sui debiti che l’amministrazione Bacheca ha contratto. In base ad un debito che ammonta a 17 milioni di euro, è stato impossibile praticare strade diverse da quelle del dissesto finanziario. La responsabilità di ciò, comunque, è da addebitare alla vecchia maggioranza, che dal 2012 avrebbe potuto approfittare di una legge che consentiva di ammortizzare i debiti in trenta anni, facendosi togliere anche il fondo di solidarietà che ammonta a sei milioni e mezzo all’anno, affermando che il nostro non era un Comune virtuoso ma carico di debiti. Oggi questi debiti ce li ritroviamo sul groppone noi e abbiamo il dovere di trovare la soluzione più giusta per salvare questa città. Da oggi possiamo contare su una entrata di 6,5 milioni che lo Stato ci prelevava alla fonte, mentre per gli otto milioni di fatture non pagate sarà lo Stato a stabilire le modalità del pagamento, consentendoci di pianificare una parte di questi soldi, accendendo un mutuo pluriennale. Facendo così, però, ripartiremo da zero. Cioè possiamo, entro due o tre anni, riportare il bilancio in parità. Ci sono da pagare 17 milioni di residui fasulli, tre milioni di squilibri di di cassa del 2018, undici milioni di fatture da pagare , mentre il commissario prefettizio ha ottenuto nove milioni di anticipo di cassa”. “Il dissesto è l’atto più infame che un sindaco possa fare – conclude Tidei – ma  per salvare questa città mi vedo costretto a farlo e la responsabilità è da addebitare tutta alla passata amministrazione”.

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Decreto Dignità, Salvini costretto a esporsi. Le mosse di Giorgetti per ridurre il danno

Inizialmente il ministro dell’Interno aveva scelto la linea del basso profilo sul decreto. Ma il tentativo è fallito. D’altronde i segnali dal territorio erano chiari

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