Tarquinia, violento temporale sulla città: riuscito il piano di intervento

TARQUINIA – Dopo giornate caratterizzate da valori di temperatura elevati, ieri sera, sulla città di Tarquinia si è abbattuto un violento temporale. Piogge torrenziali, forti raffiche di vento che hanno causato non pochi disagi, dagli allagamenti agli alberi spezzati e poi precipitati sulle carreggiate, ostruendo le varie strade d’ingresso della città.

Il piano di intervento per liberare le carreggiate e rimetterle in sicurezza ha coinvolto attivamente la Polizia, i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile comunale e il gruppo Aeopc .

Gli operatori sono intervenuti celermente, lavorando senza sostadalle ore 21,30 alle 2,30 del mattino e garantendo , nel minor tempo possibile, il consueto passaggio delle automobili sulle strade bloccate.

Fin dai primi momenti di pioggia, considerando ciò che le previsioni meteo avevano già annunciato, la Protezione Civile comunale era già attiva sul territorio e, coordinata dal consigliere Roberto Benedetti, è intervenuta con terna e motoseghe, nelle zone delle Grottelle, della Tarquiniense, a Tarquinia Lido e al Borgo dell’Argento per rimuovere gli alberi caduti, così come il gruppo Aeopc ha operato sulla strada Litoranea.

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Incassa per 12 anni la pensione del padre deceduto: denunciato

SANTA MARINELLA – Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale Roma hanno eseguito un sequestro a carico di un uomo – classe 1956 di origine palermitana – accusato di aver illecitamente incassato oltre 230.000,00 euro dall’INPS, a titolo di indennità di pensione di vecchiaia.
L’uomo, all’esito di accurati accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Civitavecchia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è stato denunciato per il reato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato poiché quale figlio di un soggetto percettore di idonea pensione, ha continuato a intascare, senza averne diritto, per oltre 12 anni, gli emolumenti del padre, risultato deceduto nel 2006.
Le Fiamme Gialle hanno, infatti, puntualmente ricostruito come il sessantaduenne residente in Santa Marinella (RM) – non avendo mai svolto alcuna attività lavorativa – si fosse, di contro, prodigato, nel corso degli anni, con il chiaro intento di truffare l’Ente previdenziale nazionale, provvedendo – dopo la morte del padre pensionato – a riscuotere le rate della pensione da 1.600,00 euro netti mensili, accreditate su un c/c bancario cointestato con il defunto padre, per l’ammontare complessivo di oltre 230.000 euro. In dettaglio, è stato accertato che lo stesso aveva già incassato e speso oltre 153.000 euro, mentre sul c/c erano ancora giacenti circa 77.000 euro.
Pertanto, i militari della Compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro emesso dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia del conto corrente sul quale venivano erogate le indennità INPS, bloccando così la somma non ancora distratta dall’indagato, oltre che di un ulteriore libretto postale e, per l’importo residuo, di una palazzina indipendente su due livelli, sita in Santa Marinella, dal valore commerciale di circa euro 350.000 interamente di proprietà dell’indagato.
L’operazione delle Fiamme Gialle si inserisce nell’ambito del piano di contrasto alle frodi al bilancio dello Stato e a tutela della corretta spesa pubblica.

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Incassa la pensione del padre deceduto per 12 anni: denunciato

SANTA MARINELLA – Nei giorni scorsi, i Finanzieri del Comando Provinciale Roma hanno eseguito un sequestro a carico di un uomo – classe 1956 di origine palermitana – accusato di aver illecitamente incassato oltre 230.000,00 euro dall’INPS, a titolo di indennità di pensione di vecchiaia.
L’uomo, all’esito di accurati accertamenti economico-finanziari condotti dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Civitavecchia, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, è stato denunciato per il reato di indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato poiché quale figlio di un soggetto percettore di idonea pensione, ha continuato a intascare, senza averne diritto, per oltre 12 anni, gli emolumenti del padre, risultato deceduto nel 2006.
Le Fiamme Gialle hanno, infatti, puntualmente ricostruito come il sessantaduenne residente in Santa Marinella (RM) – non avendo mai svolto alcuna attività lavorativa – si fosse, di contro, prodigato, nel corso degli anni, con il chiaro intento di truffare l’Ente previdenziale nazionale, provvedendo – dopo la morte del padre pensionato – a riscuotere le rate della pensione da 1.600,00 euro netti mensili, accreditate su un c/c bancario cointestato con il defunto padre, per l’ammontare complessivo di oltre 230.000 euro. In dettaglio, è stato accertato che lo stesso aveva già incassato e speso oltre 153.000 euro, mentre sul c/c erano ancora giacenti circa 77.000 euro.
Pertanto, i militari della Compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro emesso dal G.I.P. del Tribunale di Civitavecchia del conto corrente sul quale venivano erogate le indennità INPS, bloccando così la somma non ancora distratta dall’indagato, oltre che di un ulteriore libretto postale e, per l’importo residuo, di una palazzina indipendente su due livelli, sita in Santa Marinella, dal valore commerciale di circa euro 350.000 interamente di proprietà dell’indagato.
L’operazione delle Fiamme Gialle si inserisce nell’ambito del piano di contrasto alle frodi al bilancio dello Stato e a tutela della corretta spesa pubblica.

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‘Ndrangheta, guerra tra le cosche di Rosarno per la droga: 38 arresti

Operazione dei carabinieri di Reggio Calabria coordinata dalla Dda reggina: secondo gli investigatori sono state disarticolate due pericolose cosche

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Sedici istituti scolastici in rete per la legalità

TARQUINIA – Primo anniversario per la ‘‘Rete di scuole “Falcone”. Ben 16 scuole superiori dell’Alto Lazio che nel 2017 si sono unite nella Rete di scuole per la Legalità “Giovanni Falcone” lunedì hanno festeggiato il 1° anno di attività nel segno dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Capofila l’IIS Cardarelli di Tarquinia. Alla cerimonia erano presenti le autorità comunali e le forze dell’ordine. «Partendo da Civitavecchia e da molti comuni del viterbese, anche con l’ausilio di mezzi messi a disposizione dalla Rete, circa 200 studenti sono convenuti a Tarquinia, per un evento che è stato vissuto con gioia, con commozione e che ha mostrato una scuola in presa diretta sull’attualità, attiva e presente come risorsa di fronte ai grandi problemi del nostro paese», riferisce la coordinatrice del progetto professoressa Cinzia Brandi. A dare il benvenuto, la dirigente dell’IIS Cardarelli Laura Piroli: «Benvenuti alla prima festa della legalità della rete di Scuole “Giovanni Falcone”,  – ha detto la preside – siamo qui, perché il 23 maggio 1992 l’Italia si è fermata incredula, uno sgomento dovuto ad una crudeltà inammissibile. A Capaci  si uccise brutalmente, ma quel giorno fu anche il giorno della nascita della “consapevolezza’’. Ricordiamo oggi ciò che la Rete ha fatto e sta facendo: i campi di lavoro di Corleone, le conferenze con note personalità che contrastano il fenomeno mafioso, seminari con la presenza delle forze dell’ordine, incontri con i magistrati».  Al Cinema Etrusco, le rappresentanze di studenti e docenti si sono avvicendate sul palco, per condividere i progetti  e video e materiali prodotti. Tre eccezionali poi  testimonianze  di ospiti provenienti dalla Sicilia: Irene e Gioacchina Napoli, due delle tre sorelle imprenditrici agricole di Mezzojuso, che da 11 anni subiscono i soprusi e le vessazioni della cosiddetta Mafia dei Pascoli, che provoca la distruzione dei loro raccolti facendoli calpestare da cavalli o vacche, per indurre i proprietari a vendere il fondo agricolo. La vicenda di queste donne è apparsa sulle reti nazionali. La vicenda di queste donne, iniziata alla morte del loro padre, comincia a cambiare adesso che i mezzi di comunicazione, la stampa a livello nazionale ed internazionale e, soprattutto, la televisione (Le Iene, Non è l’arena di Massimo Giletti) si sono interessati del caso. Dal loro racconto, drammatico ma appassionato, emerge la dignità con cui si stanno opponendo al ricatto mafioso e la loro determinazione ad andare fino in fondo senza paure». L’altro ospite, Maurizio Pascucci, socio fondatore della “Coop. Lavoro e non solo” di Corleone che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi(meta dei campi di lavoro a cui partecipano da alcuni anni i ragazzi del Cardarelli e di altre scuole della zona); attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione, assistente parlamentare in commissione Antimafia e commissione Giustizia ha raccontato la dura lotta di chi ha trovato strade concrete e percorribili per sottrarre l’economia di un territorio, come il nostro a vocazione agricola e turistica, all’illegalità e all’acquiescenza al potere mafioso. La dirigente scolastica Laura Piroli ha poi voluto sottolineare: «Il 23 maggio 2016, all’Istituto “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, la nostra scuola, è stato affidato il codice d’udienza di Giovanni Falcone, con l’intento di creare occasioni di riflessione sul tema della legalità e innescare azioni educative forti. Noi abbiamo voluto onorare la presenza del codice, proponendo ad altre scuole di realizzare qualcosa di concreto, che rimanesse nel tempo. È così che è nata, il 27 aprile del 2017 la ‘‘Rete di scuole per la legalità Giovanni Falcone” alla presenza di Attilio Bolzoni e Michele Prestipino. Un’idea semplice per un progetto ambizioso: lavorare insieme, per avere una maggiore incisività su tutti gli alunni del nostro territorio. Siamo diventati una realtà: siamo 16 istituti sia della provincia di Viterbo che di quella di Roma e ci siamo dati una struttura operativa snella ed efficace, coordinata magistralmente dalla proff.ssa Cinzia Brandi che con il suo entusiasmo da anni studia e propone nella nostra scuola e per la Rete attività di promozione della legalità, ricordiamo l’incontro con Tiberio Bentivoglio, tutte le volte che siamo andati a Roma, grazie anche all’Osservatorio per la Legalità della Regio Lazio, ricordiamo l’incontro con Tina Montinaro. Desidero sottolineare un altro aspetto, che ho desiderato inserire nel nostro statuto: ogni anno la direzione della rete passerà di scuola in scuola per garantire il pieno coinvolgimento di tutti e assicurarci la longevità dell’iniziativa. A settembre il Cardarelli passerà questo testimone ad un altro Istituto perché ogni scuola della Rete ha introdotto stabilmente l’educazione alla legalità nei Piani dell’Offerta Formativa, nella consapevolezza dell’importanza strategica che essa riveste per la formazione degli studenti». «Siamo stati onorati – continua Laura Piroli –  di avere con noi Maurizio Pascucci, socio fondatore della Coop. Lavoro e non solo di Corleone (dove facciamo i campi), che ha in gestione le terre confiscate ai mafiosi; ideatore del progetto Arci Toscana; attuale Presidente dell’Ass. Fior di Corleone, consorzio di produttori che aderiscono ad un disciplinare molto rigoroso in termini di legalità del lavoro, della produzione ,Assistente parlamentare in Commissione Antimafia e Commissione Giustizia”. La dirigente scolastica ha poi ringraziato: le autorità presenti, il consigliere regionale Silvia Blasi, il capitano della Finanza Antonio Petti, il vicequestore Zampaglione, il vicepresidente Comitato soci Coop “Etruria” Ivana Arcangeli, il consiglio di istituto del Cardarelli, il vicesindaco del Comune di Tarquinia Martina Tosoni «che ci testimoniano con la presenza la validità di questo ambizioso progetto». «Ringraziamo Gerome sia per la sua disponibilità che  per la sua partecipazione ad ogni iniziativa che la scuola gli propone – ha anche detto la preside –  Ringraziamo il comitato soci della coop di Tarquinia e il prof Gennaro Ambrosio che con la loro generosità hanno consentito l’allestimento del picnic. Un ringraziamento speciale a tutti gli studenti del Laboratorio della Legalità del Cardarelli, registi di questa manifestazione, loro, come tutti voi, sono dei portabandiera del “si può fare” e hanno lavorato tanto e a tutti i membri del CAG».  A conclusione, il picnic a cura del prof. Gennaro Ambrosio dell’ Ist. Alberghiero di Montalto con i prodotti dei soci “Etruria” di Unicoop Tirreno. Ringraziati tutti dirigenti scolastici, i DSGA, le segreterie e tutti i professori «che con il proprio lavoro: contatti, gestioni amministrative, rendicontazioni ed altro, rendono possibili simili manifestazioni».

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L'alberghiero di Ladispoli vince con un cortometraggio dedicato a Daniele Nica

LADISPOLI – Un cortometraggio dedicato a Daniele Nica. E' quello realizzato dagli studenti dell'istituto alberghiero di Ladispoli e risultato vincitore nel concorso "I corti di Mauri", promosso dall'ufficio scolastico regionale del Lazio e dalla Fondazione Onlus "Maurizio Cianfanelli", per sensibilizzare gli studenti sui temi della sicurezza stradale e del rispetto delle regole.

La classe V Sala, coordinata dalle docenti Rita Colucci, con la collaborazione delle professoresse Sara Leonardi e Mariagrazia Vasta, e la responsabile del progetto la professoressa Rosa Torino, ha realizzato un cortometraggio dedicato a Daniele Nica, studente prematuramente scomparso all'età di 16 anni, la notte del 9 luglio 2016.

L'istituto si è aggiudicato il premio, insieme al Liceo Artistico di Rieti, per la categoria "Scuole Superiori".

Questi i nomi degli studenti vincitori:

Marian Allam, Aurora Arleo, Arianna Capomaggi, Simone Casaccia, Lorenzo Cungi, Alessia Feliziani, Stefano Mastropietro, Camilla Morasca, Chiara Petronio, Yuri Rasicci, Ilaria Romano, Lorenzo Scapeccia, Elisa Sibio, Veronica Tramacere, Francesca Vinci, Asia Zappone.

 

 

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Appalti irregolari al Comune di Oriolo: una denuncia per abuso d'ufficio

ORIOLO ROMANO – Un giro di affari che supera il milione e mezzo di euro quello scoperto dalla Guardia di Finanza di Viterbo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica nel settore degli appalti, per l’affidamento dei servizi di raccolta di rifiuti urbani e manutenzione del verde pubblico nel Comune di Oriolo Romano (VT).

Gli accertamenti eseguiti si sono conclusi con la denuncia di un funzionario dello stesso Comune che, nello svolgimento degli incarichi d’istituto per la concessione dei citati servizi in appalto, in violazione della normativa di settore, avrebbe consentito, in maniera ingiustificata, una serie di affidamenti diretti, reiterati per alcuni anni, anziché attuare l’ordinaria procedura di indizione di una gara pubblica.

L’indagine, durata un anno, ha avuto origine dall’acquisizione di alcuni documenti presso il Comune di Oriolo Romano, finalizzata a verificare la corretta gestione di fondi pubblici da parte del citato ente locale. In tale ambito, le Fiamme gialle viterbesi hanno passato al vaglio la documentazione sugli appalti, constatando che alcuni di essi erano scaduti da tempo e prorogati più volte, in assenza di nuovi bandi. In sostanza, pur dovendo assicurare la continuità del servizio pubblico, gli affidamenti diretti e reiterati negli anni alle stesse aziende per la raccolta di rifiuti e la manutenzione del verde pubblico, per un valore complessivo di circa 1,6 milioni di euro, avrebbero concretato una violazione dei principi di trasparenza e concorrenza in materia di affidamento di pubblici contratti e concessioni.

A conclusione dell’operazione, nei giorni scorsi, i finanzieri del dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su richiesta della Procura della Repubblica di Viterbo, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un responsabile del comune di Oriolo Romano, contestando la condotta di abuso di atti d’ufficio, per violazione della normativa in materia di appalti, per aver procurato un potenziale vantaggio patrimoniale alle imprese destinatarie degli affidamenti diretti. Tale condotta è stata anche segnalata alla Corte dei Conti per valutare l’eventuale danno erariale connesso alla irregolare procedura.

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Appalti irregolari: una denuncia per abuso d'ufficio

VITERBO – Un giro di affari che supera il milione e mezzo di euro quello scoperto dalla Guardia di Finanza di Viterbo, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica nel settore degli appalti, per l’affidamento dei servizi di raccolta di rifiuti urbani e manutenzione del verde pubblico nel Comune di Oriolo Romano (VT).

Gli accertamenti eseguiti si sono conclusi con la denuncia di un funzionario dello stesso Comune che, nello svolgimento degli incarichi d’istituto per la concessione dei citati servizi in appalto, in violazione della normativa di settore, avrebbe consentito, in maniera ingiustificata, una serie di affidamenti diretti, reiterati per alcuni anni, anziché attuare l’ordinaria procedura di indizione di una gara pubblica.

L’indagine, durata un anno, ha avuto origine dall’acquisizione di alcuni documenti presso il Comune di Oriolo Romano, finalizzata a verificare la corretta gestione di fondi pubblici da parte del citato ente locale. In tale ambito, le Fiamme gialle viterbesi hanno passato al vaglio la documentazione sugli appalti, constatando che alcuni di essi erano scaduti da tempo e prorogati più volte, in assenza di nuovi bandi. In sostanza, pur dovendo assicurare la continuità del servizio pubblico, gli affidamenti diretti e reiterati negli anni alle stesse aziende per la raccolta di rifiuti e la manutenzione del verde pubblico, per un valore complessivo di circa 1,6 milioni di euro, avrebbero concretato una violazione dei principi di trasparenza e concorrenza in materia di affidamento di pubblici contratti e concessioni.

A conclusione dell’operazione, nei giorni scorsi, i finanzieri del dipendente Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su richiesta della Procura della Repubblica di Viterbo, hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un responsabile del comune di Oriolo Romano, contestando la condotta di abuso di atti d’ufficio, per violazione della normativa in materia di appalti, per aver procurato un potenziale vantaggio patrimoniale alle imprese destinatarie degli affidamenti diretti. Tale condotta è stata anche segnalata alla Corte dei Conti per valutare l’eventuale danno erariale connesso alla irregolare procedura.

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Cerimonia commemorativa per non dimenticare Chernobyl

<p>CERVETERI – Un impegno che dura da oltre 20 anni quello dell&rsquo;associazione Scuolambiente per i bambini bielorussi e che non si esaurisce in una semplice giornata di commemorazione. La manifestazione che avr&agrave; luogo domani al Granarone &egrave; solo un passaggio di un impegno che dura tutto l&rsquo;anno. L&rsquo;Associazione, infatti, non solo mantiene viva la memoria del tragico evento con una serie di ecolaboratori nelle scuole di tutto il territorio, ma &egrave; impegnata da qualche anno,&nbsp; a sostenere il progetto &ldquo;Mai pi&ugrave; Chernobyl&rdquo;,&nbsp; di accoglienza estiva dei bambini bielorussi, ospitati dai volontari del&nbsp; Centro di Ecologia Umana di Roma Torrino. Un sodalizio che vede impegnate con lo stesso animo volenteroso le due associazioni con un unico obiettivo: non far spegnere i riflettori su questa realt&agrave;, purtroppo dimenticata da molti. &laquo;Dobbiamo ringraziare la generosit&agrave; e l&rsquo;impegno di molte persone che tutto l&rsquo;anno si dedicano alla raccolta fondi, sia a Roma e sia qua nel nostro litorale,&nbsp; per consentire la realizzazione di questo comune progetto – spiega la presidente di Scuolambiente Maria Beatrice Cantieri&nbsp; – grazie alle Scuole, alle singole persone, ai volontari ed ai diversi sponsor di ambedue le realt&agrave; associative riusciamo a regalare un&nbsp; periodo di vacanza salutare a 14 bambini fra maschietti e femminucce&raquo;.&nbsp; Alla cerimonia, alla quale parteciper&agrave; il console Bielorusso, prenderanno parte i musicisti dell&rsquo;orchestra I Mitici Flautisti&nbsp; dell&rsquo;Istituto Comprensivo Casalotti Roma diretti dal M&deg; Amedeo Ricci che regaleranno una piacevole colonna sonora all&rsquo;evento di solidariet&agrave;. Infine, saranno premiate le scuole che si sono contraddistinte per le Stelline della Solidariet&agrave; dello scorso Natale, precisamente: I.C. Salvo D&rsquo;Acquisto Cerveteri con la classe secondaria 2C, coordinata dalla Prof Paola Olmi,&nbsp; I.C. Marina di Cerveteri,&nbsp; I.C. Corrado Melone e&nbsp; I.C. Ilaria Alpi di Ladispoli e I.I.S. Stendhal di Civitavecchia. Interverranno, inoltre,&nbsp; con le loro esperienze sul campo:&nbsp; Massimo Bonfatti, dell&rsquo;associazione Mondo in Cammino di Carmagnola e Pino Genesio dell&rsquo;associazione Centro Ecologia Umana di Roma.</p>

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Trombofilie, attivato il Pac, pacchetto ambulatoriale complesso,  presso il centro Emostasi di Montefiascone

MONTEFIASCONE – Nei giorni scorsi è stato attivato il Pac (pacchetto ambulatoriale complesso) per le trombofilie presso il centro Emostasi di Montefiascone, afferente alla unità di Medicina generale diretta da Carlo Meschini.

Si tratta di una vera e propria semplificazione delle procedure di accesso ai servizi ambulatoriali, in quanto il Pac è un insieme di prestazioni (visite, esami strumentali e prestazioni terapeutiche) che vengono erogate in un arco temporale ristretto e che si concludono con la stesura di una relazione clinica finale. Il Pac, gestito dal medico specialista, permette all’utente di essere inquadrato, in breve tempo, da un punto di vista diagnostico e di accedere alle prestazioni ambulatoriali, senza la necessità dell’impegnativa del medico curante, per ogni singola prestazione, senza dovere provvedere personalmente a richiedere la data dell’esame e recandosi al Cup una sola volta e non prima di ogni prestazione prescritta.

Nel caso specifico, il Pac attivato presso il centro di riferimento aziendale di Emostasi di Montefiascone si pone l’obiettivo di sottoporre il paziente a uno screening completo, al fine di giungere in tempi rapidi ad una diagnosi della problematica e a un trattamento preventivo adeguato. La trombofilia, infatti, è una predisposizione alla trombosi a causa di cambiamenti ematologici, che inducono l’ipercoagulabilità del sangue, ereditati o indotti da cause ambientali. Una diagnosi precoce permette un trattamento preventivo efficace, in grado di ridurre significativamente possibili eventi cardiovascolari maggiori.

“L’attivazione del pacchetto ambulatoriale complesso – commenta la responsabile del servizio falisco, Alessandra Fiorentini – è una ulteriore azione che la Asl ha messo in campo per potenziare la nostra struttura che in generale gestisce, a livello provinciale, i pazienti in terapia anticoagulante, con fibrillazione atriali, con protesi valvolari, con trombosi venose profonde, con embolia polmonare e anche con trombofilie”.

Il centro, entrato in funzione nel 2012, è aperto all’utenza tutti i giorni e le prime visite vengono effettuate il venerdì presso l’ospedale di Montefiascone. Le visite, comprese le urgenze, sono prenotabili telefonicamente ai numeri 0761 1860209 e 3429968653 e, a breve, anche tramite Cup. I pazienti che afferiscono per la prima volta alla struttura vengono accolti e orientati con tutte le informazioni utili e con l’illustrazione dei percorsi attivi, anche grazie alla presenza e alla professionalità dell’infermiera Sara Trapè.

Negli anni – prosegue Alessandra Fiorentini –, con l’introduzione in commercio degli anticoagulanti orali diretti, il servizio si è trasformato in Centro Emostasi. Tutti i nostri pazienti, ricoverati o ambulatoriali, che necessitino di iniziare la Tao (Terapia anticoagulante orale), effettuano un colloquio con il personale esperto prima di iniziare la terapia, al fine di chiarire, in modo articolato e comprensibile, gli aspetti più rilevanti della condotta terapeutica e i possibili rischi (emorragie) connessi con tale trattamento”.

Le attività e i percorsi assistenziali del Centro Emostasi di Montefiascone – spiega il direttore generale della Asl, Daniela Donetti – sono pienamente inseriti nel Percorso integrato di cura (Pic) per la gestione e la presa in carico dei pazienti in terapia anticoagulante orale che l’azienda ha recentemente deliberato. Il percorso, tra le sue finalità, prevede anche la creazione di una rete con i medici di medicina generale, con l’obiettivo di dare origine a un continuum clinico diagnostico e assistenziale e di stabilire un confronto costante tra i medici e i professionisti aziendali per la migliore presa in carico dei bisogni di salute del paziente. Infatti, è ormai dimostrato che per far fronte alla complessità di controllo, e alla elevata richiesta numerica di prestazioni (si stima attualmente che, in Italia, oltre 800mila pazienti siano in terapia con VKA) sono necessari nuovi modelli di gestione coordinata tra  centri specialistici e medicina territoriale”.

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