Salvini e il ritorno della leva obbligatoria. Chi � con o contro di lui

Abolita nel 2004, la naja � spesso evocata dal leader leghista come servizio da reintrodurre. Il centrodestra � contrario e il M5S freddo: nel programma di governo non se ne parla

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Europei: Russo e Lodadio portano l’Italia in finale

È tutto vero, i due ginnasti dell’As Gin Marco Lodadio e Andrea Russo hanno ottenuto inaspettatamente l’accesso alle finali della gara a squadre agli Europei di Glasgow in Scozia. I campioni nostrani insieme a Tommaso De Vecchis e Marco Sarrugerio oggi alle 14 ora italiana disputeranno l’ultimo atto, dopo aver affrontato un percorso non poco facile che stava portando gli atleti addirittura fuori dai giochi. Ad andare forte ottenendo risultati strepitosi nei quattro attrezzi è stato Andrea Russo: 14.200 agli anelli, 13.400 alle maniglie, 13.133 alla sbarra e 12.900 al cavallo con maniglie. Tutto il contrario, invece, la prova di Marco Lodadio che ha deluso nel suo attrezzo di punta: gli anelli. Il ginnasta ha fatto 14.366, che non gli ha consentito il pass alla finale di specialità. 
«Non sono riuscito – spiega il campione dell’As Gin Marco Lodadio – ad entrare in finale agli anelli perché i giudici non mi hanno riconosciuto un elemento, quindi il mio punteggio di partenza era inferiore rispetto al solito. Non sono d’accordo con la decisione della giuria, ma l’accetto lo stesso».
L’importante, dunque, è che i pupilli di Pierluigi Miranda sono approdati in finale. Ora non resta che sperare in un buon risultato della Nazionale italiana in modo tale da portare ancora una volta in alto il nome di Civitavecchia grazie a Marco Lodadio e Andrea Russo.

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Altro giorno, altro addio: Bogdanovic saluta la Snc

di MATTEO CECCACCI

Altra brutta tegola in casa Snc Enel Civitavecchia. Dopo l’addio di venerdì scorso del mancino ventiseinne Andrea Castello, a fare i bagagli ci pensa anche il centrovasca serbo classe 1995 Nikola Bogdanovic. Proprio oggi, infatti, l’annuncio dell’ormai ex calottina rossoceleste numero cinque che ha deciso di interrompere il bellissimo anno trascorso insieme ai tirrenici. Un campionato a dir poco straordinario per il talento dal destro micidiale, che ha  siglato ben 47 gol, classificandosi come secondo marcatore della rosa (dopo Checchini) e sesto miglior capocannoniere di tutto il girone sud.
Un’ardua scelta che ha sconvolto tutti, dai vertici societari ai numerosi tifosi, ma la notizia d’altronde non poteva avere un finale diverso: l’atleta puntava alla serie A1 e non raggiungendola tramite i playoff era scontato l’addio, in quanto non appena terminata la stagione gli sono giunte almeno tre richieste da parte di squadre della massima serie; tra l’altro non ci sarebbe neanche bisogno dello svincolo se il serbo decidesse di giocare con club di A1, solo nel caso contrario servirebbe. Una decisione, dunque, che fa perdere in meno di 48 ore alla Snc un altro pezzo da novanta che complica d’ora in poi la situazione mercato, anche se il sostituto di Castello sembra stare dietro l’angolo e il ritorno  del difensore Simeoni che ha lasciato il Latina è quasi certezza. Per quanto riguarda Bogdanovic sembra fare ritorno in Liguria dal suo grande amore: il Genova Quinto, ma l’attaccante commenta ironico: «Non lo so, sto ancora valutando. La certezza è che al 99 per cento lascio la Snc».

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Sprar, Lucernoni: “I 900mila euro sono fondi del Ministero dell’Interno”

CIVITAVECCHIA – “I 900mila euro del progetto Sprar, che ricordo è stato votato a larga maggioranza in consiglio, sono fondi del Ministero dell'Interno, oggi a guida Lega, e quindi non fondi comunali”. È la replica dell’assessore ai Servizi sociali Daniela Lucernoni che interviene dopo le dichiarazioni del capogruppo della Lega Alessandra Riccetti e del coordinatore locale Alessandro D’Amico. Un botta e risposta sul tema migranti con la Riccetti che accusa la giunta pentastellata di mettere gli interessi dei richiedenti asilo davanti a quelli dei civitavecchiesi e la Lucernoni che fa chiarezza: “I progetti per i civitavecchiesi in difficoltà sono tanti, rivolti a tutte le categorie sociali, e gestiti dall'ufficio Servizi sociali. L'ex presidente del consiglio – tuona l’assessore ai Servizi sociali – ora consigliere di opposizione, d'altronde dovrebbe sapere cosa fanno tutti gli uffici del comune, invece evidentemente preferisce fare bassa demagogia”.

Riccetti e D’Amico si scagliano contro l’operato della giunta a Cinque stelle e ribadiscono la loro contrarietà all’accoglienza dei “194 stranieri con un importo a base d’asta pari a 45 euro ospite al giorno a dispetto di una media nazionale che viaggia sui 35. E soprattutto senza tener conto della sforbiciata al business dei migranti che il Governo (Lega – 5 Stelle) farà sull’accoglienza”. Insomma i due invitano Cozzolino ad adeguarsi alle politiche nazionali: “farebbe bene – incalzano Riccetti e D’Amico – a seguire la linea di Governo di cui fa parte”. La Lega rimprovera l’amministrazione ma per Lucernoni è tutto regolare visto che c’è l’approvazione del Ministero dell’Interno e conclude: “Ricordo infine che i servizi offerti ai richiedenti asilo non sono arbitrari ma sono stabiliti da leggi dello Stato. Qualora il Ministro – dichiara Lucernoni – decidesse di apportare cambiamenti al progetto SPRAR noi come amministrazione locale non potremo far altro che prenderne atto e agire di conseguenza”.

Ma sullo Sprar arriva anche il secco No del circolo territoriale di FdI Giorgio Almirante che lancia anche un appello all’unità del centrodestra su quella che è, ed è stata, una battaglia comune.

Il direttivo di “Almirante” punta il dito contro la giunta a Cinque stelle: “Quello che più indigna è che non un euro sia stato stanziato – nei quattro anni e mezzo precedenti – per i cittadini civitavecchiesi in difficoltà. Al contrario, negli ultimi anni, si è pensato solo a ridurre le risorse dei servizi sociali e quindi gli aiuti per gli italiani in difficoltà. Il circolo territoriale di Fratelli d’Italia “Giorgio Almirante” è da sempre contro la logica del sostegno fornito prima agli stranieri (nella stragrande maggioranza dei casi clandestini)”.

FdI ribadisce la sua “ferma opposizione a questa scellerata decisione dell’amministrazione comunale, contro la quale è stata promossa una petizione popolare che ha già raccolto oltre cinquecento firme, con la petizione promossa dal nostro circolo ed al quale hanno aderito tutte le altre forze politiche del centrodestra. Qualora i cittadini dessero fiducia a Fratelli d’Italia – promettono dal FdI – alle imminenti elezioni amministrative del prossimo maggio, l’impegno del circolo Almirante è categorico: tutte le delibere, adottate contro i civitavecchiesi, saranno revocate e le risorse verranno destinate, senza esitazione, agli Italiani in difficoltà. Nella prima giunta di centrodestra si revocherà immediatamente l’adesione allo scellerato progetto Sprar e le risorse saranno assegnate ai civitavecchiesi in difficoltà”.

Dopo la promessa l’appello: “Su questa battaglia – proseguono dal direttivo – sul quale abbiamo la certezza di contare su tutte le altre forze di centrodestra che si riconoscono, con noi, nella candidatura a sindaco di Massimiliano Grasso, auspichiamo di poter contare anche sulla collaborazione della Lega, alla quale lanciamo un appello. Abbandoni la Lega ogni tatticismo – dicono – che genera dubbi e lascia vociferare circa un suo avvicinamento ai 5 stelle. Il posto della Lega è qui, nel centrodestra, come è sempre stato, al fianco di Fratelli d’Italia e della maggioranza dei cittadini di Civitavecchia nella battaglia contro provvedimenti scellerati  come l’adesione al progetto Sprar, contro il quale – concludono dal circolo Almirante – proprio come avvenne un anno fa contro la minaccia di istituire un hotspot a Civitavecchia, quando in città vennero sia la nostra portavoce nazionale Giorgia Meloni sia il leader leghista Matteo Salvini, Lega e Fratelli d’Italia dovranno essere pronti a mobilitarsi con il coinvolgimento anche dei rispettivi leader nazionali”. 

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«Soddisfatti della scelta del pm»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Non avevo dubbi che il pm si sarebbe appellato anche perché allo stato dei fatti, è stata ridimensionata la sua richiesta di condanna. Ha lavorato molto su questo caso in modo scrupoloso ha motivato per ognuno degli imputati i presupposti che l’hanno condotta a quella richiesta. Non poteva certo tornare indietro. Mi sarebbe piaciuto che avesse chiesto di rivedere la posizione di Antonio Ciontoli circa la concessione delle attenuanti generiche, però purtroppo la legge questo lo impedisce. Sono soddisfatta lo stesso e vado avanti. Al contrario di prima che ritenevo scontato il fatto che tutti si facessero il carcere ora ci vado un po’ con i piedi di piombo.  Dopo le motivazioni della sentenza sarebbe stata una cosa vergognosa non appellarsi. Andiamo avanti». 
Queste le parole di Marina Conte, mamma di Marco Vannini alla notizia che il pm ha presentato ricorso in appello nei confronti dei familiari di Antonio Ciontoli e di Viola Giorgini. 
Papà Valerio: «Una bella notizia, veramente molto bella. Primo fra tutti perché hanno rimesso in campo Viola, la cui assoluzione è stata per noi la cosa più sconvolgente. Tirarla fuori, come se in quella casa non ci fosse stata la sera del delitto è inaccettabile. Anche se poco ma gli deve rimanere addosso la macchia di quello che ha fatto, anzi, di quello he non ha fatto perché se quella sera avesse alzato il telefono e chiamava i soccorsi Marco poteva essere vivo. Per cui ha piena responsabilità di quello che è successo. Circa la posizione dei familiari di Antonio Ciontoli, una cosa del genere non può fermarsi solo all’omicidio colposo. E’ la prima volta che succede almeno in Italia che venga condannata un’intera famiglia e molti si scandalizzano. Ma se loro insieme hanno commesso un delitto la legge è uguale per tutti. Se uno commette un omicidio deve andare in carcere. Sono tutti responsabili».
L’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina:  «Il pm ha chiesto la conferma delle proprie richieste, e cioè l’omicidio volontario per i familiari di Antonio Ciontoli e l’omissione di soccorso per Viola Giorgini. Non ha chiesto l’appello nei confronti di Antonio Ciontoli. Ero convinto che il pubblico ministero avrebbe proposto appello perché la sentenza mentre nella parte in diritto è assolutamente, a nostro avviso perfetta, corrisponde alla nostra ricostruzione, assolutamente condivisibile, una vera e propria lezione sul dolo eventuale, nella parte in fatto, invece, è assolutamente contradditoria, nel momento in cui non riconosce il dolo in capo ai familiari di Ciontoli».
Per quanto riguarda il mancato appello nei confronti di Ciontoli? 
«Il pm non poteva proporre appello per la questione soltanto delle attenuanti generiche, perché le è vietato da una recente riforma del codice di procedura penale entrata in vigore da pochi mesi».
Che dice il codice? 
«Il pubblico ministero tra le altre cose non può fare appello quando riguarda soltanto la concessione delle attenuanti generiche. Per questo le è vietato. Altrimenti ero convinto che secondo me l’avrebbe certamente fatto perché Ciontoli, a nostro avviso, sicuramente non le meritava».

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''Il verde va gestito in maniera adeguata''

SANTA MARINELLA – L’amministratore del gruppo facebook “@Verde Santa Marinella” Antonio Floris, prende carta e penna e scrive al sindaco Tidei per chiedergli cosa intende fare in tema di giardinaggio e decoro della città, anche in virtù dei provvedimenti presi per lo smaltimento dei residui derivanti dalla cura dei giardini.
 «Lo scopo – dice Floris – è dissipare i dubbi su questa questione mal gestita in passato dalla precedente amministrazione a quanto pare poco attenta nel controllo, e dalla stessa Gesam, che ha trattato i rifiuti dei giardini come indifferenziati, accumulando debiti con le discariche, che poi oggi rappresentano un pesante fardello per la nuova amministrazione. 
Per risolvere il problema della spesa esagerata per il Comune in difficoltà e per ridurre la differenza tra gli importi per lo smaltimento dei residui verdi e quelli indifferenziati, basterebbe imporre alla stessa ditta di gestire il verde in maniera adeguata, in un’area diversa e con modalità di controllo che verifichi che tutto il materiale sia esente da sacchi di plastica e altri rifiuti, sensibilizzando la popolazione al rispetto delle regole ed eventualmente comminando pesanti multe ai trasgressori. Invece si cerca di imporre ai cittadini un ruolo diverso, che non gli compete, visto che nella legge è ben chiara la dicitura che spiega che la Tari comprende nel pagamento la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Detto questo, ci vorreste far credere che, dato che per legge il tributo per lo smaltimento dei rifiuti è nullo per i residui derivanti dalle aree verdi di pertinenza dei fabbricati, nella Tari sia previsto solo lo smaltimento ma non la raccolta? Ma dato che la legge non fa distinguo, e non essendo specificato, se ne deduce che detto importo non possa essere scorporato e pertanto sia incluso». 
«Visto che questa mia potrebbe essere una interpretazione personale, – dice Floris – vorrei sapere se chi sostiene il contrario sia pronto ad affrontare l’opinione di chi potrebbe, con maggior competenza legale, ravvisare gli estremi di legge per coinvolgere i cittadini in una class action e magari vedersi non pagare la Tari dagli stessi, perché il servizio non è stato assolto o assolto solo in parte. Tutto questo potrebbe originare un ulteriore aggravio delle condizioni debitorie del Comune. Quale sarebbe il vantaggio per il comune visto che detto servizio è compreso nel capitolato di appalto ed è già una consuetudine consolidata che venga raccolta porta a porta?».
«Vorrei capire perché – conclude Floris – se esistono aziende private che sono disposte a raccogliere il verde gratuitamente, non ci sia stato nessuno che abbia considerato che questi rifiuti rappresentino una risorsa e non abbiano prima provato a contattare queste aziende, che sono spesso disponibili a offrire ai Comuni anche una contropartita in compost o in denaro per il materiale conferito».

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Hcs, siamo ai titoli di coda

CIVITAVECCHIA – La vicenda Hcs dovrebbe essere finalmente ai titoli di coda, con un finale che si preannuncia triste, anzi tristissimo. Il tribunale di Civitavecchia ha fissato, infatti, la nuova adunanza dei creditori per la metà di ottobre. Ma la comunicazione del giudice è stata utile soprattutto per capire che di concordati “nuovi” se ne è presentato uno solo: quello di Hcs.

Argo, Ippocrate e Città pulita sembrerebbero quindi destinate invece al fallimento d’ufficio che dovrebbe essere dichiarato subito dopo la pausa estiva a seguito dell’iniziativa che dovrebbe assumere la Procura della Repubblica. Insomma, si va verso il più triste dei finali. Il sindaco Cozzolino, una settimana prima di essere eletto, aveva detto di avere la soluzione della questione in tasca. Al contrario, dopo aver speso 1,7 milioni di euro; dopo una serie infiniti di rinvii, di bocciature, di disfatte, non ne ha cavato un ragno dal buco, anzi. Tra qualche mese, bene che vada, il Comune avrà quattro società fallite (alle tre sot va aggiunta Infrastrutture) su cinque, con la quinta che dovrà verosimilmente conoscere un’agonia (liquidazione) di anni, prima di poter cessare ogni sofferenza. Questo lo scenario positivo. Se dovesse andar male anche l’ennesimo concordato di Hcs saremmo all’en plein (5 fallimenti su 5). E tutti a casa, con cinque curatori che saranno chiamati per gli anni a venire a disbrigare la matassa. Tutto con i soldi dei cittadini. Se non si tratta di un “disastro perfetto”, poco ci manca.

Intanto Micchi per Cozzolino è confermatissimo e continua ad incassare decine e decine di migliaia di euro all’anno, con tanto di rimborsi spese, come sottolineato anche recentemente dal capogruppo de La Svolta Massimiliano Grasso. Il Sindaco infatti, contravvenendo alle disposizioni del segretario generale, dopo un anno non ha ancora trovato nemmeno il coraggio di richiedergli indietro quei soldi che secondo il massimo dirigente comunale, Micchi non doveva avere. Ma la colpa non è di Micchi: se a Civitavecchia gli viene permesso tutto, dinnanzi a risultati devastanti, la responsabilità non deve essere certamente la sua. Il nuovo piano – secondo i bene informati – sembrerebbe essere di fatto il riconoscimento quasi totale di quanto la società Mad sosteneva fin dall’inizio circa le proprie spettanze. 

Contemporaneamente, però, si abbandonano al proprio destino decine di piccoli e medi fornitori (quasi tutti locali) che rimarranno a bocca asciutta così come i fornitori di Argo, Città Pulita, ecc. I primi a farne le spese sono i lavoratori che hanno avuto, con la busta paga, un altro “regalo” di cui avrebbero fatto volentieri a meno. La nuova Csp, infatti, ha confermato che Micchi & co., nell’atto di passaggio, si sono dimenticati di inserire il Tfr di gran parte dei lavoratori. C’è chi ha perso 32mila; chi 18 mila e chi 10mila euro di liquidazione. Un paio di stipendi dei grandi manager che li gestiscono, ma per molti i risparmi di una vita. Rimanendo alla gestione delle società comunali, una cosa è certa: siamo dinnanzi ad un disastro epocale. Civitavecchia per rialzarsi avrà bisogno di decenni e di gente seria e competente che abbia la forza e la voglia di recuperare una situazione divenuta drammatica. Altro che salvataggio delle società comunali e della Città.

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Santa Marinella, Casella: ''Assurdo Minghella assessore''

SANTA MARINELLA – Continua l’attacco del consigliere comunale di minoranza della lista Il Paese che Vorrei, verso l’assessore alle attività produttive Emanuele Minghella. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Casella, si era scagliato contro l’ex delegato al bilancio della giunta Bacheca, accusandolo di essere il principale autore del dissesto finanziario del Comune. Oggi, lo stesso Casella rincara la dose. “Al primo consiglio comunale – dice Casella – dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria esperienza al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di esperienze come quella debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza”. “Al contrario – continua il consigliere – c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Se non altro, si sarebbe potuto pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe. La nomina della giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo, se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. Siamo altrettanto preoccupati per ladinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbegarantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidarla a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrionella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Pietro Tidei.Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato”. “Ma soprattutto – conclude Casella- ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità”.

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Enel, Cozzolino: "Stiamo seguendo da vicino tutte le vertenze"

CIVITAVECCHIA – "Stiamo seguendo da vicino tutte le vertenze lavorative e chi ci accusa di "strani silenzi" è evidentemente distratto”. È la replica del sindaco Antonio Cozzolino alle accuse dell’associazione Onda popolare e del consigliere comunale Patrizio Scilipoti.

“Fra le varie vertenze – prosegue il primo cittadino – stiamo seguendo da vicino anche quella che vorrebbe il decentramento della sede di Enel distribuzione su Viterbo. Della possibilità eravamo stati informati da tempo e da tempo stavamo discutendo con Enel rappresentando alla spa come la cosa in questi termini per noi non può assolutamente avere un seguito. Come nostro costume, però, invece di lanciare proclami a mezzo stampa, abbiamo avviato con i nostri interlocutori la discussione attraverso i canali preposti, quelli consoni all'amministrazione comunale. Rimango fiducioso che quanto salito alla ribalta dei quotidiani non abbia seguito. Il consigliere Scilipoti – continua Cozzolino – d'altronde dovrebbe aver visto di persona quanto sia presente l'amministrazione nelle vertenze lavorative: se ad oggi c'è una possibilità di risolvere la vertenza "movimentazione del carbone" lo si deve al Tavolo del Lavoro che è stato da noi convocato e ha già visto due riunioni svolte, una al Comune e una in Regione, alla presenza anche del suo consigliere regionale di riferimento, delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori di Minosse presenti al tavolo in qualità di rsa.  Stiamo facendo il massimo come Comune – conclude – per salvaguardare tutti i lavoratori: chi ci accusa del contrario fa mera strumentalizzazione e sostiene il falso".

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Ancora un intervento in danno all’Ostilia

di TONI MORETTI

CERVETERI – E ci risiamo. Proprio ieri è stata pubblicata una ordinanza sindacale urgente che sembra l’ennesimo regalino alla società Ostilia, proprietaria del comprensorio di Campo di Mare e quindi dell’acquedotto, delle reti idriche per la distribuzione dell’acqua potabile , delle reti fognarie e del depuratore.  In risposta ad una comunicazione della società acquisita al protocollo del comune lunedì scorso, con cui la predetta società comunicava che, quanto all’impianto di distribuzione dell’acqua potabile di Campo di Mare c/o Cavalcavia Ferrovia, di «aver interrotto …. ogni azione di controllo sugli impianti dell’acquedotto ivi comprese le manovre per regolare il flusso idrico e la pressione in rapporto alle richieste degli utenti ed alla quantità di acqua in entrata»; altresì che, con la predetta medesima nota la società, ha dichiarato di mettere a disposizione di questo Ente le chiavi di accesso all’impianto di distribuzione dell’acqua potabile, al fine di consentire di intervenire per le opere di manutenzione ordinaria tese a garantire il normale flusso idrico nelle condotte di adduzione per l’approvvigionamento alle abitazioni. Constatata l’estrema urgenza, l’Ente con la velocità della luce, al fine di garantire gli ordinari livelli di approvvigionamento idrico per i cittadini di Campo di Mare, soprattutto in ragione del notevole incremento della popolazione, in coincidenza con la fase di piena stagione estiva e balneare e, di scongiurare un grave pericolo per la salute e per l’igiene  pubblica interviene nella stessa giornata con l’emissione di un’ordinanza sindacale urgente e dispone un provvedimento ordinatorio nei confronti del competente dirigente della III Area – Assetto, Uso e Sviluppo del Territorio affinché disponga quanto necessario per ovviare al problema fino alla fine della stagione balneare fissata per il 15 settembre con le spese che si sosterranno da addebitare in danno all’Ostilia. Tutto normale se non ci fosse un ma. Vogliamo lasciare i cittadini e i turisti senz’acqua? Ma non se ne parla proprio. Interverrà il comune e chiamerà in danno l’Ostilia, come ha fatto per il depuratore quando si è guastato, come ha fatto con l’illuminazione, per non lasciarla al buio, ma questo atteggiamento che sa molto più di collaborativo nei confronti di una società che di certo non ha fatto del bene alla popolazione, non piace all’opposizione. 
Per esempio dice il consigliere Juri Marini del PD: «L’atteggiamento di sostanziale dismissione delle proprie responsabilità da parte dell’Ostilia è vergognoso. Sarà ormai chiaro a tutti che il sindaco Pascucci ha malriposto la sua fiducia. Abbiamo già dato notizia del fatto che sarebbero attualmente in corso dei procedimenti nei confronti di Ostilia da parte di altri creditori E a fronte di tutto ciò resta scolpito nella memoria il voto contrario della maggioranza-Pascucci sulla mozione che impegnava l’amministrazione a valutare ogni possibile azione a tutela dei crediti vantati dal recupero di tutti i crediti, attuali e pregressi, nei confronti dell’Ostilia. Non farlo o ogni ulteriore indugio non potrà che essere letto, almeno dal punto di vista politico, come una forma di complicità coi palazzinari romani che vogliono fare scempio delle nostre coste».  Non meno tenero è  il consigliere Aldo De Angelis che dice: «E’ una cosa indecente. Si continua per una linea che è come un imbuto. I cittadini anticipano per l’Ostilia dei soldi che il comune dovrà sempre recuperare da qualcuno, l’Ostilia che ha già detto che non ne ha e verso la quale non si presenta nessuna azione forte, sembra una presa in giro nei confronti dei cittadini». Il consigliere Anna Lisa Belardinelli, dal canto suo verificherà se le azioni che gli avvocati del comune hanno dichiarato che avrebbero intrapreso nei confronti dell’Ostilia sono partite. Resta il fatto che tale atteggiamento nei confronti di tale società accompagnata da tanta compiacenza del sindaco, non solo non trova riscontro in un ragionamento razionale ma da adito a molti, moltissimi dubbi. Più deciso il consigliere Lamberto Ramazzotti: «Bisogna passare ad azioni esemplari. Perchè non la confisca delle coste vicino al demanio?» 

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