Il Paese che vorrei, una mozione per il coinvolgimento dei cittadini nella vita politica del territorio

SANTA MARINELLA – Il 5 novembre in Consiglio comunale sarà discussa una proposta di modifica dello Statuto comunale presentata da “il paese che vorrei” e volta a promuovere la partecipazione.

Gli strumenti di partecipazione popolare, pur essendo previsti nello Statuto comunale sin dal 2001, nella nostra città di fatto non possono essere applicati. Il desiderio dei cittadini di essere parte attiva della vita pubblica si è sempre infranto, infatti, contro soglie di sottoscrizioni altissime e contro la mancanza dei regolamenti operativi, mai approvati. Tutto questo ha fatto si che venisse negato il diritto alla partecipazione, riconosciuto a tutti i livelli normativi.

"Nel tempo, – spiegano dal Paese che vorrei –  questa grave lacuna ha costituito un deterrente alla discussione e alla formulazione di proposte collettive sui problemi del territorio. Si è diffuso invece un sistema attraverso il quale il cittadino è portato a rivolgersi direttamente al singolo referente dell’Amministrazione per la risoluzione di problemi e i rappresentanti politici si rivolgono ai cittadini solo in occasione delle tornate elettorali. Questo rapporto interpersonale ormai consueto, oltre a comportare evidenti lacune sotto il profilo della trasparenza, blocca lo sviluppo di una consapevolezza sulla natura collettiva di alcune istanze, sull’attuazione dei  diritti condivisi dai cittadini e sulla maggiore forza contrattuale insita nel coinvolgimento collettivo".

Per favorire la discussione pubblica e promuovere il confronto, “il Paese che Vorrei” ha ritenuto opportuno avanzare una proposta di modifica di alcuni articoli dello Statuto, che interessano proprio la partecipazione popolare. "In primo luogo  – spiegano – si richiede di adeguare allo standard nazionale il numero delle sottoscrizioni necessarie per avanzare istanze, petizioni, deliberazioni a iniziativa popolare e promuovere referendum. Attualmente il numero di sottoscrizioni richieste è spropositato rispetto alla realtà degli altri comuni (il 35% degli aventi diritto al voto contro una media nazionale del 10%). Inoltre, per rendere operativi gli strumenti di partecipazione, sono stati elaborati tutti i regolamenti necessari, raccolti in un Testo Unico in materia di democrazia partecipata".

Nel dettaglio gli istituti interessati alla modifica sono i seguenti: le istanze, con cui i cittadini possono sollecitare l’iniziativa del Comune su questioni di interesse generale; le petizioni popolari che offriranno la possibilità di chiedere direttamente a Sindaco, Giunta e Consiglio spiegazioni e delucidazioni nel merito di atti emanati dagli organi dell’amministrazione; le  proposte di deliberazione di iniziativa popolare attraverso cui i cittadini possono avanzare al Consiglio comunale vere e proprie proposte per l’emanazione di provvedimenti; il referendum consultivo che consiste nel chiamare i cittadini a esprimere il loro orientamento in merito a un tema, iniziativa o progetto e il referendum abrogativo, con cui i cittadini possono esprimersi in merito alla cancellazione totale o parziale di una deliberazione adottata dal Consiglio comunale o dalla Giunta.

"Queste modifiche – concludono dal Paese che vorrei –  intendono restituire voce ai cittadini riportandoli al centro della vita politica e sociale del nostro comune. Hanno l’ambizione di far rinascere negli abitanti di Santa Marinella la voglia e l’orgoglio di sentirsi parte di una collettività e di tornare a interessarsi ai temi che riguardano la città, i beni comuni, i servizi, il lavoro, la qualità della vita".

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Dalla Bei 195 milioni per l'Authority

CIVITAVECCHIA – Ieri è stato ufficialmente comunicato che la Banca Europea degli Investimenti ha approvato il finanziamento di ben 195 milioni di euro in favore dei  "Porti di Roma e del Lazio". Si tratta del più grande finanziamento della BEI a favore di un’Autorità di Sistema Portuale negli ultimi anni. Tale scelta è maturata all’esito di una lunga istruttoria (che è stata riattivata dall'attuale AdSP nel 2017) in considerazione dello sviluppo delle "Autostrade del Mare" che costituiscono un importante snodo per i flussi di passeggeri e merci nel centro Italia e rappresentano uno dei principali collegamenti tra l'Italia continentale e il Mediterraneo occidentale come la Sardegna, la Sicilia, la Spagna, la Francia meridionale e l'Africa settentrionale. 

Il progetto co-finanziato dalla BEI consiste nell'ampliamento del porto di Civitavecchia e nella creazione di un nuovo porto commerciale a Fiumicino.

A Civitavecchia, il progetto riguarderà la realizzazione di grandi opere infrastrutturali, quali, in particolare, il completamento delle opere relative alle darsene servizi e traghetti e il prolungamento della diga foranea,nonché  le relative connessioni viabilistiche. 

A Fiumicino, il progetto comprenderà la costruzione della nuova darsena pescherecci e della prima fase del nuovo porto commerciale a servizio di traghetti passeggeri, navi ro-ro, navi da crociera, grazie alla realizzazione di due nuovi frangiflutti e di un’ importante opera dragaggio. 

“L’approvazione da parte della BEI di questo finanziamento – dichiara Francesco Maria di Majo, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale – è una notizia di enorme importanza per i porti di Roma e del Lazio che consentirà all’AdSP di portare a termine la gran parte delle opere previste nei piani regolatori portuali di Civitavecchia e Fiumicino, permettendo così al network di fare il tanto atteso “salto di qualità”  nel panorama dello shipping mondiale”. “Tale obiettivo – continua l’Avv. di Majo – potrà essere raggiunto con il necessario contributo da parte della Regione Lazio e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, auspicabilmente, sosterranno anche questo fondamentale intervento infrastrutturale portuale per lo sviluppo della competitività della logistica nazionale. Finalmente, così, la capitale d’Italia e le aree circostanti (che rappresentano il secondo bacino per consumi a livello nazionale ed il quinto a livello europeo) nonché il principale aeroporto italiano ed europeo (con più di 40 milioni di passeggeri) avranno porti attrezzati che potranno soddisfare le esigenze commerciali, industriali e turistiche del territorio. Il consolidamento del ruolo strategico dei porti di Roma e del Lazio necessiterà, tuttavia, del completamento dei collegamenti ferroviari e viari verso Orte e Fiumicino”. 

“Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato per ottenere il finanziamento da parte della Banca Europea degli Investimenti” dichiara poi Francesco Maria di Majo.

“Vorrei rivolgere anche un ringraziamento – conclude il presidente dell’AdSP –  al Ministero degli Affari Esteri che attraverso la nostra rappresentanza permanente UE è riuscito a portare a termine, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio e degli uffici di questo Ente, la procedura d’infrazione della Commissione europea che per anni aveva sospeso l’istruttoria del predetto finanziamento”. 

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Ivan Lottatori, cercasi gestore

L’amministrazione ha pubblicato sul suo sito istituzionale un avviso esplorativo per manifestazione di interesse per la gestione dell’impianto sportivo “Ivan Lottatori”.
Il Comune di Civitavecchia intende verificare l’eventuale disponibilità di soggetti interessati alla concessione, con riqualificazione, della gestione unica dell’impianto sportivo ubicato in località Borgata Aurelia, via Gioacchino Rossigni. 
L’obiettivo dell’Ente, attraverso l’avviso, consiste nel selezionare il soggetto concessionario, al termine del confronto concorrenziale e del relativo processo valutativo operato tra le proposte progettuali presentate.
In particolare, l’avviso è rivolto principalmente ad associazioni, società, enti e gruppi di promozione sportiva, con priorità alle realtà aventi sede nel territorio, costituiti anche in raggruppamenti temporanei. 
La richiesta dovrà pervenire entro e non oltre le ore 12 del giorno 4 novembre 2018 nelle modalità indicate nel documento.
«Il nostro obiettivo è riqualificare l’impianto sportivo e donare al quartiere una struttura funzionante e che viva grazie all’intraprendenza di eventuali concessionari – spiega l’assessore allo Sport Daniela Lucernoni – l’avviso pubblico, come ci contraddistingue, è la forma di massima trasparenza per dare a tutti le stesse possibilità di partecipare e garantire una sana concorrenza. Sono convinta che l’impianto abbia potenzialità non sfruttate e confido che a questo avviso ci sia una risposta in modo da iniziare un percorso virtuoso e condiviso con quanti si proporranno per dare una possibilità in più ai cittadini di Civitavecchia ed in particolare di Borgata Aurelia».

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''Marco in quella casa ha perso oltre un litro e mezzo di sangue''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – A Domenica In, ospite nel salotto di Mara Venier la mamma di Marco Vannini, Marina Conte ha fatto un resoconto di quella tragica sera del 17 maggio del 2015, quando il figlio, che si trovava nella villetta di famiglia della fidanzata Martina Ciontoli, dopo ore di agonia per un colpo di pistola è morto,  fornendo una sua visione dei fatti. Innanzitutto  mamma Marina nel dire di essere convinta che è stato Federico (condannato in primo grado a tre anni per omicidio colposo insieme alla sorella e alla madre) a sparare hanno subito reagito i difensori di Antonio Ciontoli (condannato in primo grado per omicidio volontario a tre anni) negando che ciò sia stato provato in dibattimento. Un altro punto che ci siamo riservati di approfondire è quanto ha sempre detto mamma Marina a Domenica In, ossia che Marco quella sera aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. A rispondere a questi quesiti l’avvocato Celestino Gnazi, legale di mamma Marina. 
Avvocato Gnazi, nella trasmissione Domenica In Marina ha detto a Mara Venier di essere convinta che è stato Federico a sparare a Marco ed i difensori dei Ciontoli hanno subito reagito negando che ciò sia stato provato in dibattimento
«Quanto affermato dai Colleghi che difendono i Ciontoli è corretto, ma Marina ha risposto ad un’altra domanda e cioè ha detto quale fosse la sua intima convinzione al di là delle risultanze processuali. E Marina, spontanea come sempre ma altrettanto lucida, ha riferito quale sia la sua intima impressione ben sapendo che il muro di inverosimile bugie innalzato dai Ciontoli, impedirà di raggiungere tutta la verità. Naturalmente non si è riferita alla verità che sino ad ora si può leggere dalle carte processuali e dalle prove acquisite in Aula: la verità processuale, e Marina ne è ben consapevole, è che Antonio Ciontoli ha sparato e ferito Marco e che tutta la famiglia, ben consapevole della gravità della situazione, ne abbia causato la morte ritardando ed impedendo i soccorsi. Ciò è tanto vero che Marina ha riferito un dato processuale di estrema rilevanza e che non mi pare abbia avuto adeguata risonanza».
Scusi se la interrompo, ma volevo arrivare proprio a questo. Nel nostro articolo di ieri abbiamo riportato che Marina sempre a Domenica In ha detto che Marco aveva perso oltre un litro e mezzo di sangue. Ci eravamo riservati un approfondimento perché il dato ci è sembrato clamoroso. Se fosse vero, infatti, ci sarebbe la prova definitiva ed evidente che anche Maria Pezzillo, Martina Ciontoli e Federico Ciontoli non potevano non essere consapevoli della gravità della ferita di Marco e del modo in cui Marco era stato ferito, cioè con una pallottola e non certamente con un colpo d’aria.
«E’ tutto esatto. E’ chiaro che un dato processuale di questo genere (concorde con moltissimi altri, come evidenziato dal Pubblico Ministero nel suo appello) offre, esso solo, la prova che nessuno della famiglia Ciontoli poteva ignorare che la ferita di Marco era stata causata da un proiettile. Nessuno poteva ignorare la gravità della ferita e la estrema urgenza di attivare i soccorsi, e non solo. E’ la prova che tutti, in quell’ora di ritardo, si erano lucidamente attivati non per il soccorso ma per la pulizia della scena del crimine. Ed infatti, anche a tacere della singolarissima pulizia dell’arma, è stato fatto sparire oltre un litro e mezzo di sangue sparso nell’appartamento, dove sono state rinvenute solo poche gocce. La vasca dove Marco è stato ferito fu addirittura trovata pulita come quella di un Hotel a 5 stelle. Dopo tutte le bugie sentite in dibattimento, ho pensato che qualcuno di loro dicesse che avevano pulito per una questione di decoro. Per fortuna questo ci è stato risparmiato».
Precisamente, in cosa consiste la prova che Marco abbia perso all’esterno un litro e mezzo di sangue? Ricordiamo che, secondo l’autopsia, l’emorragia, il sanguinamento interno è stato pari a sei litri.
«Alla udienza del 13 marzo 2017 sono stati esaminati i periti del Pubblico Ministero. Il Prof. Carlo Gaudio, rispondendo ad una specifica domanda della Dr.ssa D’Amore («Quanto sangue ha perso prima dei soccorsi, si può affermare indicativamente?») è stato assolutamente inequivocabile. Ha prima ricordato, come diceva Lei, che in sede autoptica era stato verificato un versamento ematico interno di «un complesso di sei litri di liquido». Ha precisato, poi, che, a partire «dalla mezzanotte e quarantacinque» Marco fu sottoposto a «terapie infusive» (gli veniva, cioè iniettato del liquido) una prima volta per 750 cc. e poi «viene di nuovo infuso con altri due litri …. un litro e mezzo di liquidi».  Considerato, dunque che il «volume circolante (cioè il sangue all’interno del corpo di Marco prima del ferimento) è cinque litri e mezzo», dovevano essere aggiunti i liquidi infusi per un totale di «sette litri e cinquanta, otto litri». Dedotta la quantità di liquidi (non interamente formati da sangue) rinvenuta in sede autoptica, il Prof. Gaudio ha inevitabilmente e con assoluta chiarezza concluso che «diciamo fossero stati persi a quell’epoca dopo un’ora e mezza circa tra un litro e mezzo e due litri di sangue». Devo precisare che le riferite considerazioni e conclusione del prof. Gaudio non sono mai state smentite né contraddette da alcuno né gli sono state fatte altre domande sul punto. Si tratta, dunque, di una prova assunta nel contraddittorio del dibattimento e che si è formata oltre ogni dubbio. Nessuno spazio ad altre considerazioni e men che meno alle inverosimili affermazioni dei Ciontoli che non avrebbero visto sangue, tranne alcune goccioline.  D’altra parte, fu lo spesso Antonio Ciontoli a dire, nel primo interrogatorio, che, dopo aver ferito Marco, aveva «tentato di arrestare la fuoriuscita di sangue con le (proprie) mani». Non mi sembra si possa aggiungere altro: l’evidenza della prova è solare».

 

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Pascucci: «Giù le mani dagli Enti locali»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Lunedì scorso, Italia in comune,ha tenuto una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio lanciando di fatto una sfida al governo Legastellato sul blocco dei fondi destinati al bando periferie. Quel partito dei sindaci nato ufficialmente lo scorso tre dicembre come rete di amministratori locali ma al quale si è lavorato già da tempo, quando l’iniziativa e l’intuizione era ancora esclusiva del sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che con eventi e un duro lavoro di promozione è riuscito ad affermare e a far crescere l’idea sulla scena della politica nazionale fino a farne oggi un partito del quale lui è il coordinatore nazionale, il cui presidente è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ed il vice presidente Damiano Coletta sindaco di latina.  Tante sono state le adesioni a questo nuovo partito, di sindaci e di amministratori d’Italia nonché di cittadini e associazioni civiche. A questa prima prima conferenza stampa del Partito a Montecitorio hanno partecipato i massimi dirigenti del movimento.  Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci,  Damiano Coletta, e i deputati Alessandro Fusacchia, Segretario di Movimenta e Serse Soverini di Area Civica che a sostegno della loro battaglia, hanno presentato l’emendamento per sbloccare i fondi del bando periferie, fermato al senato per volontà della maggioranza.
Il taglio dei fondi al bando periferie consiste nello stralcio di tante opere con un grande valore dal punto di vista sociale: piazze, parchi, marciapiedi ma anche biblioteche e altri luoghi di rilevante interesse culturale. Per la prima volta nella storia di questo Paese si fa un investimento straordinario per intervenire nelle periferie e poi, con un tentativo furtivo e maldestro, il Governo propone un emendamento che taglia 1 miliardo e 600 milioni di euro destinati a interventi nei luoghi del degrado economico e sociale, in quartieri che sono stati costruiti negli anni per dare una risposta all’emergenza abitativa in cui però non sono stati realizzati né i servizi né gli spazi per la socializzazione e lo sviluppo culturale.
Per Pizzarotti «scippare più di un miliardo di euro alle periferie d’Italia vuol dire privare gli italiani di nuove piazze, nuove biblioteche, nuovi centri di aggregazione o di cultura che avrebbero rilanciato le zone grigie e povere delle città. Gli italiani ci chiedono da anni di non dimenticare le periferie, perché è proprio in quelle zone che aumenta il malcontento sociale.  Il disegno politico di questo Governo sembra chiaro: togliere qualità alle città e agli italiani per avere fondi freschi da utilizzare per strampalate promesse elettorali, flat tax e reddito di cittadinanza».
Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune, chiama all’azione i sindaci leghisti e grillini: «ogni sindaco, al di là della vicinanza politica o meno a questo Governo, ha il dovere di tutelare le comunità e i territori. Mi appello quindi in particolar modo a chi ha rappresentanti eletti in questa maggioranza  affinché  spingano per fermare l’ennesima scure sugli Enti locali ai quali negli ultimi dieci anni sono stati sottratti otto miliardi di fondi. Non possiamo più essere il bancomat dei governi».
Per Damiano Coletta, sindaco di Latina, «sarebbe grave colpire indiscriminatamente le città privandole di opere pubbliche che hanno un valore inestimabile per la crescita culturale e per l’aggregazione sociale delle comunità. Che credibilità può avere uno Stato che prima firma accordi e poi li cancella a sua completa discrezione?».
Di questa iniziativa sono stati informati con una lettera, tutti i sindaci d’Italia.

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Si torna in sella con ''In bici sotto questo sole’’

CIVITAVECCHIA – Torna l'appuntamento con la mobilità a impatto zero di “In bici sotto questo sole”. Domenica alle 9 si terrà la manifestazione locale non competitiva interamente dedicata alla vita all’aria aperta ed alla bicicletta. L’evento è giunto alla sua diciottesima edizione ed è stato fortemente richiesto dai suoi stessi partecipanti.

“Una giornata in cui rilassarsi in compagnia di amici – spiegano gli organizzatori – con un appuntamento condiviso in maniera autentica, insieme, pedalando e divertirsi senza smettere di stupirsi della bellezza del nostro territorio oltre che a curare così il proprio benessere”.

L’iniziativa, è promossa dall'oratorio salesiano "Don Bosco" e patrocinata dal comune di Civitavecchia, l'evento consiste in una vera e propria "scampagnata in bici" alla riconquista degli spazi urbani. Una passeggiata dedicata alle famiglie e agli amatori a cui si partecipa pedalando, con qualsiasi tipo di bici, in nome del rispetto dell’ambiente e per il gusto di praticare questo tipo di attività openair.

Il percorso è alla portata di tutti, si snoderà sia in parte sul territorio comunale che portuale.

L’appuntamento per le iscrizioni è a partire dalle 9 presso il cortile dell'oratorio Salesiano "Don Bosco” di via Buonarroti 13, mentre la partenza è prevista alle 10 per poi percorrere circa dieci chilometri attraversando parte delle vie cittadine ed interno porto facendo ingresso dal varco Nord (stabilimento Molinari), ed infine terminare nel cortile del Forte Michelangelo, dove sarà offerto un piccolo ristoro ed infine celebrata la Santa Messa nella biblioteca del Centro storico culturale del corpo delle Capitanerie di porto. A tutti gli iscritti verrà distribuito un gadget della manifestazione ed a termine evento verranno assegnati tre simpatici riconoscimenti alle categorie “Senior” “Famiglia più numerosa” e “Junior”. 

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Acqua, via alle agevolazioni sulle bollette

SANTA MARINELLA – Continua il rapporto di collaborazione tra l’amministrazione comunale e l’Acea, in merito all’iniziativa tendente a privilegiare quelle famiglie che hanno un basso reddito. Hanno diritto alle agevolazioni sulla bolletta dell’acqua, i nuclei familiari che possiedono dei precisi requisiti, tra cui l’essere residenti o domiciliati nell’abitazione alimentata dall’utenza per la quale si chiede l’agevolazione, non possedere una casa classificata nelle categorie signorili, ville o palazzi di pregio artistico, avere un indicatore Isee dai 13 mila euro per nuclei fino a tre componenti, ai 17 mila euro per quelli con cinque componenti. Nel caso di nuclei familiari residenti in un condominio, la richiesta di agevolazione  deve essere presentata utilizzando lo specifico modulo nel quale l’amministratore attesta che il nucleo familiare in questione fa parte del condominio servito dall’utenza condominiale e si impegna affinché l’agevolazione tariffaria venga portata in detrazione dell’importo dovuto dall’interessato per i consumi idrici. La richiesta deve essere inviata mediante e-mail all’indirizzo agevolazioni@ato2roma.it. L’Acea si riserva di operare tutti i controlli che ritiene necessari per accertare la veridicità delle dichiarazioni. Nel caso in cui risulti una dichiarazione falsa, oltre ad essere applicate le sanzioni previste dalla legge, decadranno le agevolazioni, per cui l’intestatario del contratto di fornitura risulterà immediatamente debitore nei confronti del gestore per una somma corrispondente all’agevolazione già accordata.  L’agevolazione consiste in una nota di credito da applicare sulla bolletta dell’anno successivo alla richiesta.

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Martina Tosoni: “Art city estate 2018: Tarquinia c’è”

TARQUINIA – ''ART CITY ESTATE 2018 TARQUINIA C'È”. Esordisce così sui social il Vicesindaco e Assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Tarquinia Martina Tosoni. Presentata infatti ieri mattina presso Castel S. ANGELO, nella Cappella dei Condannati, la 2'edizione di Art City estate 2018. Musica, danza, teatro, intrattenimento per bambini, da giugno ad ottobre, in 46 luoghi della cultura statale di Roma della Regione Lazio.  Una 2^ edizione che vede per la prima volta la città di Tarquinia location di ben 3 degli eventi previsti nel ricchissimo calendario. Il progetto realizzato dal Polo Museale del Lazio, l'Istituto del Ministero dei beni delle Attività Culturali e del Turismo, diretto dalla Direttrice del Polo, Edith Gabrielli, mira a diffondere la conoscenza dei luoghi d'arte nel Lazio, creando attività pensate su misura per cittadini e turisti. Un format che si rivelò già vincente nel 2017 e a confermare questo primo grande successo circa 600 mila persone presenti alle varie iniziative. La conferenza stampa si è aperta con un breve video spot dell'evento seguita con l'intervento della Direttrice la quale ha evidenziato le due grandi novità del 2018. La prima consiste certamente nella diversificazione dell'offerta culturale. ''Si tratta della politica del gigante con le mani da orologiaio'' afferma la Gabrielli – ovvero una struttura di grandi dimensioni come il Polo Museale del Lazio che aspira a realizzare lavori di precisione. Altro dato innovativo è l' avvio delle collaborazioni con le amministrazioni locali. Immediato il riferimento a Tarquinia, ''che entra a far parte a pieno titolo di questo ambizioso progetto con tre importanti iniziative''. Presenti alla conferenza stampa anche il Direttore Generale Musei, Antonio Lampis  e il Vicesindaco di Tarquinia Martina Tosoni, che dopo un breve colloquio con la Direttrice dichiara: ''Sono estremamente orgogliosa di essere qui oggi a rappresentare l'amministrazione comunale e soprattutto a sentire personalmente quanto Tarquinia sia un luogo d'arte nel quale investire idee e risorse. Stimo molto il lavoro che la Direttrice sta facendo con Il Polo Museale e sono convinta che oggi da questo nostro incontro nascerà una forte collaborazione, volta a mettere in campo altre nuove iniziative culturali e strategie di marketing per la città di Tarquinia. ''Al termine della conferenza stampa è stato possibile fare visita alle Olearie di Urbano VIII appena restaurate. Ricordiamo i tre appuntamenti di Art city a Tarquinia: domenica 22 luglio h. 19.30 e 21.30 spettacolo teatrale L'APPARENZA INGANNA, presso il Museo Nazionale Etrusco_ sabato 25 agosto h.19.00, spettacolo teatrale per bambini IL FIORE AZZURRO _ domenica 26 agosto, presso la Necropoli Monterozzi, h. 19.00 spettacolo di danza BERMUDAS. 

 

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Parkinson,  importante intervento di stimolazione cerebrale profonda 

VITERBO – Negli ultimi giorni del mese di maggio l’equipe dell’unità operativa di Neurochirurgia, diretta da Riccardo Ricciuti, ha eseguito a Belcolle un intervento di stimolazione cerebrale profonda da sveglio (awake surgery) in un paziente di 52 anni affetto da malattia di Parkinson da oltre dieci anni. La stimolazione cerebrale profonda consiste nel posizionamento di due elettrodi in nuclei profondi del cervello che fanno da relais nella programmazione motoria dei pazienti che, nella malattia di Parkinson, funzionano in maniera anomala. La stimolazione permette un riequilibrio di tutto il network motorio. La procedura, infatti, consente di ottenere una importante riduzione dei sintomi cardine della malattia: il tremore, la rigidità e la bradicinesia (rallentamento motorio).

Questa tipologia di trattamento, di estrema complessità e delicatezza, viene eseguita in pochi centri neurochirurgici in Italia ed è rivolta, potenzialmente, a un numero sempre più ampio di pazienti affetti da Parkinson. Una patologia che è frequente e che aumenta con l’età tra la popolazione.  

«Il beneficio sui sintomi – spiega Riccardo Ricciuti – è duraturo nel corso del tempo, anche nei pazienti operati da dieci, quindici anni. E, poiché la patologia può avanzare con sintomi non motori, sono certamente le persone più giovani ad avere maggiori benefici dalla stimolazione cerebrale che, tra l’altro, permette, in una elevata percentuale dei casi, una riduzione della terapia farmacologica, con conseguente diminuzione della spesa sanitaria».
 oltre che dei costi sociali”. Questi interventi di elevata complessità sono possibili, come nel caso di Belcolle, solo attraverso la collaborazione e la partecipazione di una équipe multidisciplinare e multiprofessionale, con il coinvolgimento di numerose figure specialistiche. “Nel caso specifico – aggiunge Ricciuti – desidero rivolgere un ringraziamento doveroso ai colleghi neurologi Falcone e Mei, alla neuropsicologa Iacobacci, ai radiologi Cardello e Riario, ai colleghi del reparto di Anestesiologia, Paoletti e Sacco, e al personale infermieristico dell’unità operativa e del blocco operatorio”. 

“L’azienda – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti –, soprattutto negli ultimi due anni, ha ritenuto strategico investire, in termini di professionalità, di know how e di tecnologie, non solo sulla Neurochirurgia, ma, in generale, su tutta la nuova area delle neuroscienze. Al tal riguardo abbiamo anche previsto un apposito percorso formativo, rivolto a tutti gli infermieri delle neuroscienze e dei reparti affini, con l’obiettivo di creare un team di professionisti con competenze altamente specializzate. I risultati di queste azioni che abbiamo messo in campo iniziano a darci ragione. Se parliamo solo di Neurochirurgia, infatti, i dati in nostro possesso registrano un più 30% di interventi effettuati nel mese di maggio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e più 23% di pazienti operati a Belcolle e provenienti da fuori provincia. Dobbiamo proseguire su questa strada”.

 

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