Scontro tra la Lega e Befani -Minghella

S. MARINELLA – Il consigliere di maggioranza Patrizia Befani e l’assessore alle Attività produttive Emanuele Minghella rispondono agli attacchi ricevuti dalla Lega cittadina. «Mi crea una sensazione strana rispondere ad un comunicato che mi tira in ballo, ma che non riporta il nome dell’autore materiale dello scritto – dice la Befani – Per la Lega ricordavo parlasse Alfredo De Antoniis, ma lui avrebbe sicuramente firmato il comunicato con il suo nome. Forse si fa riferimento allo stesso Calvo che parla di incoerenza riguardo la mia posizione politica mentre lui, non molto tempo fa, si candidò con il centrosinistra contro il Sindaco che ha poi diligentemente servito. Ho affrontato i problemi che mi contrapponevano alla gestione amministrativa e politica che tanto ha appassionato Calvo con fierezza e dignità, dimettendomi dal consiglio comunale e poi schierandomi in una posizione diametralmente opposta da quella di chi ha trascinato un’intera città nel baratro. Il giudizio degli elettori mi ha premiata. Se non ora, mi piacerebbe confrontarmi con un segretario politico della Lega, con un direttivo, con dei tesserati, ma ho paura che questo simbolo sia uno dei tanti che vedremo ancora circolare in città». «Mi sorprende leggere certe affermazioni – dice l’assessore Minghella – e non vederne altre. Lo stesso Calvo, che siede ancora in consiglio comunale, aveva la possibilità di prendere la parola e difendere l’operato della squadra che ha rappresentato per cinque anni, gli stessi indicati dal Sindaco Tidei nel suo discorso come dissipatori e portatori di sciagura. Non mi pare di averlo sentito e l’occasione che ha di finire sulla stampa, la utilizza non per difendere l’indifendibile, non per proporre soluzioni, ma per sferrare quelli che lui ritiene attacchi personali ed invece sono tentativi puerili di distrarre l’opinione pubblica dai dieci anni di sviluppo e sacrifici gettati al vento. Io mi sono assunto la responsabilità di contribuire a riparare il danno fatto, sposando un programma elettorale chiaro, con un Sindaco che può insegnarmi come fare le cose e una squadra di governo nuova e valida. Io mi impegnerò a ricostruire la città, lui continui pure a giocare dietro una tastiera».
Dalla sede cittadina della Lega arriva subito la replica ai due ex consiglieri della giunta Bacheca, Befani e Minghella. «In primo luogo – dicono dalla Lega – per rispondere alla consigliera Befani, è ben noto che la Lega di Santa Marinella non è più gestita da Alfredo De Antoniis, il quale dichiarava di essere il solo ed unico centrodestra in città per poi, invece, spalleggiare Tidei al ballottaggio. Stia serena consigliera Befani, il confronto con il direttivo lo avrà perché noi abbiamo sposato un progetto coerente con le nostre idee ed i nostri valori. Ma sappiamo che queste cose, nelle sue orecchie, risultano parole vuote e incomprensibili, non conoscendone il significato. Invece il neo assessore Minghella è lo stesso che solo qualche mese fa insultava quotidianamente Tidei su ogni argomento ed oggi ne tesse le lodi? È lo stesso Minghella che affiggeva manifesti inneggiando a cambi di passo e ad una politica più seria? Magari intendeva cambi di casacca visto che probabilmente è lo stesso che voleva fare a tutti i costi il candidato Sindaco del centrodestra e non riuscendoci si è buttato a sinistra. Lo stesso che ha aperto un circolo di Forza Italia e che oggi siede tra i banchi di una maggioranza con il Pd. Ci spieghi, se ne ha il coraggio, quale illuminazione ha avuto per saltare da una parte all’altra senza coerenza alcuna e rimangiarsi tutti gli insulti che ha proferito nei confronti di quello che oggi definisce il Sindaco da cui imparare molto”. “Premesso ciò – aggiunge il consigliere Massimiliano Calvo – è singolare il tandem a difesa del centrosinistra e alla nuova politica di bilancio. Non si preoccupasse Minghella, la mia voce in consiglio l’ha sentita spesso nei cinque anni precedenti e la sentirà in futuro, specialmente quando contribuirà alla delibera del dissesto, così la sua opera sarà totalmente compiuta. Non abbiamo intenzione di continuare a perdere tempo con tali personaggi che fortunatamente sono passati all’altra sponda. Così che anche gli elettori di centrosinistra si accorgeranno presto in che mani hanno consegnato la città”.

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''Non ci aspettiamo nulla di buono''

SANTA MARINELLA – Assorbita con una certa delusione la sconfitta elettorale, la lista della Lega di Santa Marinella fa sentire la sua voce su ciò che è emerso in consiglio comunale ed in particolare sulle nomine degli assessori e del presidente del consiglio comunale. «Terminata la campagna elettorale e le finte accuse – dicono i leghisti locali – ecco che si scoprono gli altarini. Tutto come avevamo ipotizzato, Marongiu presidente del consiglio comunale, Minghella assessore e cioè colui che, più volte, è stato pesantemente attaccato dallo stesso Tidei per il disastroso bilancio lasciato in eredità. Per non parlare della consigliera Befani, già candidata in lista nonostante i malumori di alcuni compagni  di cordata. Gli ex esponenti della vecchia amministrazione, tanto criticata e derisa, sono oggi punte di diamante di quello che dovrebbe, a parer loro, rappresentare il nuovo, per far risplendere la Perla. Ci domandiamo, che fine abbia fatto la loro coerenza semmai ne avessero una? Sono saliti sul  carro del vincitore, soltanto per convenienza politica in barba ai tanto decantati hasthag che la politica è una cosa seria. Certo che lo è, forse non per voi che per qualche poltrona e qualche incarico sareste disposti a tutto. Noi fortunatamente siamo altro e svolgeremo con fermezza e serietà il ruolo di opposizione, così come deciso dai cittadini. Cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta i nostri elettori. Il nostro lavoro continua nei banchi dell’opposizione, controlleremo ogni azione di questa maggioranza camuffata da pseudo sinistra. Se questo è l’inizio, non aspettiamoci nulla di buono». (Gi.Ba.)

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Campo di Mare si tinge di rosso per riaccendere l’umanità

di TONI MORETTI

CERVETERI – Quanti di noi, di fronte a quella sconvolgente immagine di un bimbo annegato restituito dal mare su quella che doveva essere la spiaggia della terra di una nuova vita, lontano dalla guerra, dalla fame , dalle ansie quotidiane che non ti rendono mai certo del continuare a vivere, del poterlo fare, in balia di un mondo selvaggio come mai lo avresti immaginato, hanno pensato: “E se era  nostro figlio?” Cosa avremmo fatto se era nostro figlio?  
Forse tanto di più di quanto dice  Sergio Guttilla nella sua toccante poesia che è stata letta e commentata dal sindaco Pascucci dopo un minuto di silenzio osservato dai presenti alla manifestazione delle ”magliette rosse” lanciata a livello nazionale da Don Ciotti e alla quale la città ha aderito dando appuntamento a chiunque volesse partecipare,  per sabato mattina. 
Una giornata per riflettere e per provare davvero a mettersi nei panni degli altri, proposta dalla Consulta comunale di Cerveteri dei cittadini migranti e apolidi, insieme alla consigliera comunale aggiunta Nawal El Mandilli e alla delegata per le politiche dell’inclusione sociale del comune di Cerveteri Carmen Rosa. 
L’incontro si è tenuto nel lembo di spiaggia libera a sinistra dello stabilimento dell’associazione Nautica partire dalle ore 10.30. La partecipazione si è limitata ad una cinquantina di persone, scarsa, se si tiene conto all’invito personale a partecipare rivolto alla popolazione del sindaco stesso abbondantemente pubblicizzato sui social media e sul palco di una nota manifestazione in corso, che a Piazza Santa Maria ne faceva contare circa trecento senza parlare poi dell’adesione totale di un gruppo politico, Annozero, colonna portante della maggioranza che governa la città. Si potrebbero accendere molteplici polemiche partendo dal discendente appeal del sindaco a quan’altro, ma si preferisce pensare che come dice Guttilla: «È solo un figlio dell’umanità perduta, dell’umanità sporca, che non fa rumore. Non è tuo figlio, non è tuo figlio. Dormi tranquillo, certamente non è il tuo». 

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Tarquinia, Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco

TARQUINIA – Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco. A riferirlo è la stessa consigliera in quota Idea Sviluppo: “Sabato mattina ho riconsegnato i miei incarichi del verde pubblico e dell' arredo urbano che il Sindaco mi aveva affidato. – spiega la Monti – La mia decisione é dovuta a problemi familiari e lavorativi, e non come si sussurra per problemi alla maggioranza; rimarrò consigliere senza incarichi nella lista Idea Sviluppo che mi ha dato la possibilità di essere eletta. Lascio agli altri il giudizio sul mio operato, ma ci tengo a precisare che ho svolto il mio incarico con tenacia, umiltà, correttezza e sempre con profondo senso di legalità. Vorrei ringraziare l' Assessore Sposetti per la sua disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato. Insieme a lei e ai dirigenti stavamo concludendo, per poi passare alle varie commissioni, il regolamento del Verde pubblico, il regolamento sull'arredo urbano e quello sull' adozione delle aiuole. Infine ringrazio i Dirigenti e tutti i dipendenti Comunali, in particolare quelli dei miei settori di riferimento.  Il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

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Tarquinia, Paola Monti riconsegna le deleghe al verde

TARQUINIA – Paola Monti riconsegna le deleghe nelle mani del sindaco. A riferirlo è la stessa consigliera in quota Idea Sviluppo: “Sabato mattina ho riconsegnato i miei incarichi del verde pubblico e dell' arredo urbano che il Sindaco mi aveva affidato. – spiega la Monti – La mia decisione é dovuta a problemi familiari e lavorativi, e non come si sussurra per problemi alla maggioranza; rimarrò consigliere senza incarichi nella lista Idea Sviluppo che mi ha dato la possibilità di essere eletta. Lascio agli altri il giudizio sul mio operato, ma ci tengo a precisare che ho svolto il mio incarico con tenacia, umiltà, correttezza e sempre con profondo senso di legalità. Vorrei ringraziare l' Assessore Sposetti per la sua disponibilità ed il supporto offertomi durante il mio mandato. Insieme a lei e ai dirigenti stavamo concludendo, per poi passare alle varie commissioni, il regolamento del Verde pubblico, il regolamento sull'arredo urbano e quello sull' adozione delle aiuole. Infine ringrazio i Dirigenti e tutti i dipendenti Comunali, in particolare quelli dei miei settori di riferimento.  Il loro lavoro è una vera risorsa per la nostra comunità”.

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Tarquinia consiglio, 4 mozioni del M5S: approvati streaming e geotermia

TARQUINIA – Martedì scorso il Consiglio Comunale di Tarquinia ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal M5S per contrastare il pericolo di trivellazioni in un ampio territorio di 25 chilometri quadrati, posto tra Tarquinia e Tuscania, alla ricerca di rocce calde profonde su cui costruire impianti industriali, per convertire l'energia geotermica in energia elettrica.

“La delibera consiliare – commentano i grilli i – oltre all'effetto locale, è di supporto anche all'analoga azione che stanno conducendo molti comuni della Tuscia e l'Amministrazione Provinciale, per chiedere alla Regione Lazio la proroga della sospensione, finalizzata a definire la carta geotermica regionale, che si baserà anche sulla matrice delle compatibilità, che esclude la realizzazione di impianti industriali geotermici in territori a vocazione non industriale, le cui attività agricole e turistiche sarebbero seriamente compromesse”. Il Consiglio Regionale ha già iniziato un iter per la nuova sospensione anche per il lavoro della Consigliera M5S Silvia Blasi.

“Altro grande successo ottenuto – affermano dal M5S – è stata l’approvazione della mozione sulle riprese video e lo streaming dei consigli comunali, una nostra battaglia sulla trasparenza che va avanti ormai da anni e che finalmente è stata approvata. Ci auguriamo che l’amministrazione disponga già dal prossimo consiglio lo streaming dei consigli comunali sul portale del comune di Tarquinia, con archiviazione di tutti i filmati”.

Bocciate invece la mozione che prevedeva l’incentivazione del compostaggio domestico, con riduzione della TARI sulla quota variabile della bolletta dal 20% al 30%, e la proposta sul potenziamento dell’albo pretorio online. 

“Ancora una volta il M5S di Tarquinia ha portato proposte e non chiacchiere al consiglio comunale, incassando due importanti delibere a tutela del territorio e della trasparenza – concludono – Ci saremmo aspettati qualcosa di più. Il ritiro della tanto sbandierata delibera sull'acquisizione dell’ex Centro Chimico a fronte delle domande sollevate dall’opposizione sullo stato di salute dell’area e su una stima dei costi di bonifica, mostra tutta l’inesperienza di questa amministrazione.  Bene ha fatto il consigliere Cesarini a lasciare agli atti una dichiarazione di voto sfavorevole, visto che su tale progetto di centro fieristico non esiste uno studio di fattibilità, ne è chiaro su quali fondi si intenda attingere per gli eventuali lavori di bonifica e trasformazione da centro chimico a polo fieristico”.

 

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Passaggio di consegne in maggioranza

CIVITAVECCHIA – Il Movimento Cinque Stelle perde un altro pezzo. Rolando La Rosa si è dimesso dal suo incarico di consigliere comunale. Le dinamiche che hanno portato alla scelta del consigliere di lasciare l’aula Pucci sono ormai note. Da tempo ormai il consigliere era in dissenso con il sindaco su diversi temi. Difficilmente riusciva inoltre a limitare il suo dissenso. La sua contrarietà al progetto dell’outlet a Fiumaretta, i suoi dubbi sul forno crematorio, sul project financing Engie e per ultimo il suo voto di astensione sul rendiconto sono stati visti dal sindaco, dalla giunta e soprattutto dal capogruppo Fortunato, come fumo negli occhi. 
I duri attacchi subiti soprattutto lunedì da parte di molti esponenti della maggioranza, più una condizione di salute non ottimale, hanno spinto il consigliere a gettare la spugna. I rituali sono quelli simili agli esoneri degli allenatori. Con i tecnici che si limitano alle parole di circostanza ed i presidenti (in questo caso rappresentati dal Sindaco) che ringraziano e voltano pagina.
«Ringrazio Rolando per quanto fatto in questi anni in maniera completamente disinteressata per il bene della collettività. Rolando è da sempre persona che ha a cuore i problemi dei più deboli ed in questo senso si è speso al massimo in questi 4 anni di consiliatura». Al posto di La Rosa entrerà tra i banchi della maggioranza Andrea Bertolini, fedelissimo del sindaco e super attivista Cinque Stelle che alle ultime parlamentarie tentò la strada del Senato fermandosi però a 14 preferenze. Le 46 raccolte nel 2014 gli basteranno invece per entrare in surroga a La Rosa nel prossimo consiglio utile. 
Le dimissioni di un membro della maggioranza stanno per diventare una sorta di consuetudine tra i pentastellati. All’inizio fu il consigliere Carlini a gettare la spugna, poi accompagnato dalla consigliera Raffaella Bagnano. Anche il presidente del consiglio Riccetti arrivò alle dimissioni dal suo incarico di presidente passando all’opposizione. Lo stesso dicasi del consigliere Girolami, approdato all’opposizione dopo pochi secondi dalla sua elezione. Le condizioni di salute della consigliera Lau (che nel 2015 si dimise dalla sua delega al mercato) portarono in consiglio, dopo la sua rinuncia, all’allora presidente della cooperativa Incitur Salvatore Cardinale per poi arrivare alle dimissioni di Rolando La Rosa. 
In giunta invece ad arrendersi furono da prima l’assessore Pantanelli, avvolto dalle critiche di parte della maggioranza ma difeso dal sindaco fino all’ultimo (ancora ricopre il ruolo di consigliere di fiducia) e dell’assessore Savignani (che ritenne concluso il suo lavoro alle partecipate, anche se l’ultimo dei concordati è stato presentato la scorsa settimana). 
Capitolo a parte poi per Fabrizia Trapanesi che dopo essere passata per la ribelle del consiglio, poi per la dimissionaria, sembra aver tirato i remi in barca in attesa di arrivare a fine legislatura. Insomma di stelle cadenti ce ne sono state molte e questo crea anche un problema di rappresentatività all’interno del consiglio. Sommando i consiglieri passati all’opposizione o usciti dall’aula si arriva infatti ad oltre 700 voti persi rispetto a quel 15% preso quattro anni fa. 
Un’emorragia dovuta principalmente ad una linea quasi autonoma del sindaco e della sua giunta. La stessa che ha portato La Rosa a gettare la spugna. Nota curiosa. Alla lista di 24 consiglieri presentata nel 2014 tra passaggi in giunta e dimissioni, mancano ormai solo due possibili consiglieri, dopodiché i posti in consiglio inizieranno a passare alla minoranza. A 11 mesi dalle elezioni potrebbero bastare.

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Presunto conflitto d’interesse: è scontro politico

S. MARINELLA – Si sta rivelando la più dura campagna elettorale della storia del Comune di Santa Marinella. I colpi bassi che giungono da ambo le sponde del Tirreno non risparmiano nessuno. Dopo i manifestini contro Tidei e Bacheca, oggi è Ricci ad essere preso di mira. A chiamare in causa il candidato sindaco del centro destra è la consigliera della lista Tidei Sindaco Patrizia Befani, che attacca Ricci per essere iscritto sul bord della Fondazione Cariciv, organo con funzioni di controllo ed indirizzo delle attività della Fondazione stessa. 
«A prescindere da importanti profili di incompatibilità tra la funzione di consigliere di amministrazione di una Fondazione bancaria territoriale e l’eventuale carica di Sindaco che andremo ad approfondire nelle opportune sedi – dice la Befani – è suggestivo l’approccio che il centrodestra vuol dare ai problemi di questa distrutta città. L’Ente, che sino a qualche tempo fa aveva una robusta dotazione finanziaria residuata dallo spinoff che ha separato il patrimonio della Fondazione stessa da quello della Cassa di Risparmio di Civitavecchia dalla quale ha avuto origine, aveva come scopo istituzionale quello di sollevare e aiutare le iniziative artigianali, di piccola imprenditoria del territorio ma soprattutto di sovvenzionare, senza ritorno alcuno, le iniziative culturali ed assistenziali di un territorio altrimenti arido e povero come il nostro. Questo consiglio di amministrazione, nel quale siede Ricci, ha avuto alcune idee geniali, tra le quali quella di andare ad investire il proprio intero patrimonio in Svizzera, dove ha subito un’ingente depauperamento, pare a seguito di una truffa. Senza necessità di andare tanto lontano però alcune operazioni imbevute di familismo quali la scuola di piazza Verdi, hanno lasciato il segno, generando perdite che hanno dissestato il patrimonio della Fondazione ma non hanno però intaccato le prebende di questi solerti ed avveduti amministratori, tra i quali lo stesso candidato sindaco di Santa Marinella, che percepisce sempre il medesimo compenso mentre le erogazioni della fondazione si sono ridotte al lumicino. Ecco che tipo di esperienza ha maturato Bruno Ricci, la coltivazione dei bilanci in perdita, esperienza che ora vuole trasferire anche nel Comune di Santa Marinella». 
«Premetto  che il sottoscritto non è nel board della Fondazione Cariciv – gli risponde Bruno Ricci – che è una istituzione molto amata dalla gente del nostro comprensorio. Oltre a fargli i complimenti per la compostezza del comunicato e la scarsa attinenza alla verità, consiglierei alla Befani di non attaccare indiscriminatamente  utilizzando argomenti  da cui possa emergere  la sua ignoranza, nel senso di mancanza di conoscenza della materia in cui si avventura. Attaccare la Fondazione, un ente che ha fatto del bene per decenni su tutto il territorio, dando moltissimo al sociale,  con il solo scopo  di infangare il sottoscritto  è  davvero un modo becero di fare politica e campagna elettorale. Per onor di cronaca ero membro dell’organo di indirizzo da cui mi sono dimesso, per la mia candidatura a sindaco. Valuterò formale  denuncia querela di fronte alle autorità competenti». 
«Mentre denunciavo alla stampa che il candidato sindaco del centrodestra Bruno Ricci doveva essere sospeso immediatamente dalla Cariciv – gli fa eco l’addetto stampa di Tidei – qualcuno ha provato a correre ai ripari. Solo ieri il nome di Ricci è scomparso dal sito della Fondazione. Per lo statuto della Fondazione, Ricci membro dell’organo di indirizzo, doveva dimettersi almeno un anno prima. Ma tutti hanno taciuto e così Cariciv ora si è lasciata strumentalizzare a fini elettorali. Sta di fatto che adesso compaiono misteriose dimissioni firmate un giorno prima della candidatura. Peccato che lo Statuto prevede che le dimissioni avvengano non un giorno, ma un anno prima e quindi queste dimissioni non cancellano il suo conflitto di interesse. Consiglio infine Ricci a togliere di mezzo i volantini in cui si presenta come membro dell’organismo di indirizzo della Cariciv sfoggiando 4mila contributi».

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Ambiente, Blasi (M5S): subito una moratoria su impianti geotermia

TARQUINIA – «Approvata in consiglio regionale una mozione che impegna la giunta ad adottare iniziative utili al fine di sospendere le procedure autorizzative di concessione di coltivazione delle risorse geotermiche e di progetti di realizzazione di centrali geotermiche a media ed alta entalpia fino alla redazione della carta idrogeotermica e del Piano energetico regionale». Così i consiglieri regionali del M5S del Lazio. «Il documento approvato oggi è un importante atto di indirizzo che pone al centro la tutela dell’ambiente e della salute e risponde alle preoccupazioni delle comunità di un intero territorio che tramite i Comuni e la Provincia sta chiedendo da tempo di intervenire con una moratoria. – spiega la consigliera regionale 5 stelle Silvia Blasi, prima firmataria della mozione – Già nella precedente legislatura c’è stata una moratoria scaduta però lo scorso febbraio; quindi attualmente le procedure autorizzative sono operative. È pertanto urgente che la mozione approvata sia trasformata al più presto in un atto di legge che mi impegno fin da ora a presentare. Ad oggi, in base ai dati del Ministero dello Sviluppo economico del 2016, in provincia di Viterbo insistono 9 istanze di permesso di ricerca, 5 permessi di ricerca e una concessione di coltivazione a Valentano». 
 

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