MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 16 novembre 2018

Valore della variazione percentuale, salvo conguaglio, per il calcolo
dell'aumento di perequazione delle pensioni spettante per l'anno 2018
con decorrenza dal 1° gennaio 2019, nonche' il valore definitivo
della variazione percentuale da considerarsi per l'anno 2017 con
decorrenza dal 1° gennaio 2018. (18A07523)

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''Una delibera vergognosa che lede il diritto costituzionale''

SANTA MARINELLA – “Il Paese che vorrei” ribadisce la richiesta, al Sindaco e alla Giunta, di annullare la delibera che stabilisce le nuove tariffe del servizio scuolabus. «Il servizio di trasporto scolastico risponde alla necessità sociale di sostenere il diritto all’istruzione ed è pertanto da considerarsi un servizio a favore della collettività – dicono dal ‘‘Paese che vorrei’’ – È necessario quindi riformulare un nuovo piano tariffario, secondo il principio dell’equità sociale e dell’accessibilità economica al servizio da parte delle fasce sociali più fragili. Non è possibile pretendere, come prevede il piano tariffario deliberato dalla Giunta, che persone con reddito ISEE fino a 3.000 euro affrontino un costo di 400 euro per portare un figlio a scuola. Con un reddito di 5 o 6.000 euro ne dovrebbero spendere 900, per un solo figlio. Queste tariffe sono inique e inaccettabili e costringerebbero le famiglie a rinunciare allo scuolabus e a farsi carico di ulteriori sacrifici per garantire ai propri figli la frequenza a scuola e quindi l’accesso all’istruzione». “Il Paese che vorrei” è determinato a dare battaglia affinché il servizio di trasporto scolastico non sia considerato come un servizio a domanda individuale ma sia invece considerato come un servizio alla collettività, «di cui la collettività si fa carico per assolvere, come dice la costituzione, al dovere di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” in particolare discriminando l’accesso all’istruzione». «Un’amministrazione responsabile – dicono – avrebbe dovuto verificare per tempo tutte le opportunità per una rinegoziazione del contratto, verificare la possibilità di accedere al sostegno economico e strumentale che la Regione Lazio prevede in tema di trasporto scolastico, verificare l’opportunità di un’eventuale gestione in-house del servizio. In Giunta si sta invece agendo nel totale disinteresse dei criteri fondamentali di giustizia sociale che più volte “il Paese che vorrei” ha cercato di porre al centro della questione del risanamento. In questo modo si concepisce il Comune come una struttura priva di senso di responsabilità che, rinunciando alle proprie prerogative, infligge ai propri cittadini oneri insostenibili nascondendosi dietro l’esigenza di fronteggiare il dissesto.  Il Paese che vorrei ritiene che sostenere il criterio dell’accessibilità economica al servizio di trasporto scolastico debba rientrare tra i doveri istituzionali e morali di una Amministrazione comunale e che, per la realizzazione di questo obiettivo, si debba essere disposti a ricorrere in tutte le sedi competenti. Risulta invece evidente che lo stesso coraggio che è mancato nella scelta di intraprendere il percorso del dissesto invece che del riequilibrio pluriennale, viene a mancare nell’ambito della difesa dei diritti e degli interessi dei propri cittadini. Nell’emanazione di questa indegna delibera, sono mancati l’impegno istituzionale, la lungimiranza e la cultura del bene e dell’interesse collettivo».
 

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Santa Marinella, Casella: ''Assurdo Minghella assessore''

SANTA MARINELLA – Continua l’attacco del consigliere comunale di minoranza della lista Il Paese che Vorrei, verso l’assessore alle attività produttive Emanuele Minghella. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, Casella, si era scagliato contro l’ex delegato al bilancio della giunta Bacheca, accusandolo di essere il principale autore del dissesto finanziario del Comune. Oggi, lo stesso Casella rincara la dose. “Al primo consiglio comunale – dice Casella – dopo una accalorata denuncia del drammatico bilancio ereditato dalla passata amministrazione, il nuovo sindaco ha annunciato, nello sgomento generale, la nomina ad assessore proprio di uno dei responsabili di questo disastro. Le motivazioni addotte appaiono quantomeno deboli, ossia l’idea che solo se ripagato con un assessorato l’ex delegato potesse mettere la propria esperienza al servizio del risanamento. Pensiamo infatti che Santa Marinella di esperienze come quella debba fare a meno, visti i drammatici risultati prodotti. Inoltre, non c’è stata alcuna offerta di scuse alla cittadinanza né da parte di Minghella né da parte dei consiglieri eletti che hanno fatto parte della precedente maggioranza”. “Al contrario – continua il consigliere – c’è una sorta di negazionismo rispetto alla tragicità della situazione. Se non altro, si sarebbe potuto pretendere un’assunzione di responsabilità prima di premiarli con cariche, assessorati e deleghe. La nomina della giunta è responsabilità del primo cittadino ma le figure scelte rappresentano la maggioranza tutta. Ci domandiamo, se i consiglieri di maggioranza condividano tali scelte o se si siano limitati a ratificare passivamente questa decisione. In entrambi i casi, si tratta di un segnale preoccupante. Siamo altrettanto preoccupati per ladinamica messa in atto per la scelta della Presidenza del Consiglio. Questa carica dovrebbegarantire la correttezza istituzionale e avremmo apprezzato la decisione di affidarla a un esponente della minoranza se questa non fosse stata, di fatto, una imposizione mascherata da apertura. Posto che un Presidente del Consiglio espresso dalla minoranza possa garantire maggior equilibrionella gestione del Consiglio, sembra strano che questo debba essere deciso dal sindaco in funzione di un precedente accordo, termine usato dallo stesso Pietro Tidei.Vengono meno le premesse secondo le quali la scelta di Marongiu possa considerarsi un scelta di garanzia. Inoltre, anche in questo caso, si è puntato su un esponente dell’amministrazione Bacheca, dal cui operato non si è mai dissociato”. “Ma soprattutto – conclude Casella- ci preme rilevare come, dopo una campagna elettorale improntata sulle capacità operative e sull’autorevolezza del Sindaco Tidei, l’aver optato per la continuità con la vecchia amministrazione, che Minghella e Marongiu testimoniano, tradisca invece o la debolezza politica del primo cittadino o accordi di cui non conosciamo termini e finalità”.

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La Posidonia oceanica sta scomparendo

CIVITAVECCHIA – È la specie vegetale più diffusa nel Mediterraneo e svolge funzioni vitali per il funzionamento degli ecosistemi. Eppure la presenza della Posidonia oceanica nei nostri mari è in diminuzione, anche a causa di un'inadeguata gestione della fascia costiera: negli ultimi 50 anni si è perso il 34% di questa specie a causa di fenomeni naturali (erosione costiera, cambiamenti climatici) e alla cattiva gestione della fascia costiera (opere portuali, installazione di cavi e condotte sottomarine, costruzione di terminali marittimi al largo delle coste, impianti di rigassificazione ed eolico off-shore).

Il progetto Life "Seposso" (Supporting Environmental governance for the Posidonia oceanica sustainable transplanting operations), di cui Ispra è capofila, affronta la questione del trapianto della Posidonia oceanica, nei casi in cui questo viene eseguito per compensare i danni causati dalla costruzione di opere o infrastrutture costiere. Il progetto vede la collaborazione di numerosi stakeholder, con i quali ideare e applicare buone pratiche e strumenti software innovativi, che permettano di aumentare l’efficacia e il controllo dei trapianti. “Seposso” intende anche sensibilizzare la cittadinanza sul rispetto e l’importanza delle praterie di Posidonia oceanica, habitat marino prioritario.

"Si parte dal caso studio di Civitavecchia-Santa Marinella, dove è stato effettuato il primo e più esteso trapianto di Posidonia del Mediterraneo. Fino a domani – hanno spiegato dall'Ispra – i comuni ospitano una serie di iniziative per far conoscere la situazione attuale delle praterie e creare momenti di confronto tra istituzioni, cittadini e imprese. Nel 2004 sono state installate 300 mila talee di Posidonia su una superficie di mare di circa 10.000 mq compresa tra i comuni di Santa Marinella e Santa Severa. In 13 anni sono andati perduti 2000 mq a causa delle mareggiate, tuttavia, le talee sopravvissute si sono quadruplicate. Un bilancio da considerarsi nel complesso positivo. Il trapianto è stato effettuato come misura di “compensazione” ai lavori eseguiti da Enel S.p.a. presso l’area portuale di Civitavecchia, dove i dragaggi prevedevano la rimozione di ampie porzioni di Posidonia oceanica. La normativa italiana prevede che nella Valutazione dell’Impatto Ambientale (VIA) di un’opera o di un’infrastruttura costiera sia compreso il trapianto come misura di compensazione. Questo, tuttavia, è da considerarsi sempre come l’ultimo tentativo di recupero dell’ecosistema degradato e non utilizzato come un mezzo per favorire uno sviluppo indiscriminato della fascia costiera".

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Decreto penale di condanna: precluso il proscioglimento de plano in caso di opposizione

E' da considerarsi abnorme la sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato, emessa successivamente all'opposizione a…

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Civitavecchia c’è: ''Il M5S si è partitizzato''

CIVITAVECCHIA – «Alla luce dei fatti collegati alla inchiesta sulla costruzione dello Stadio che ospiterà la Roma, dobbiamo prendere atto che il Movimento 5 Stelle si è partitizzato».

Parola dell’associazione Civitavecchia c’è che prende spunto dalla cronaca  per un parallelismo con la situazione cittadina. «Siamo obbligati ad interrogarci su questo ‘‘nuovo – vecchio’’ corso della politica – proseguono da Civitavecchia c’è – e se abbia potuto incidere sulle scelte fatte dall’amministrazione. Sono molte le decisioni assunte che ci fanno ‘‘sospettare’’, anche per come si sono sviluppate: dai rapporti con l’Enel alla gestione dei fondi immobiliari, all’approvazione di un nuovo centro commerciale con 70 negozi, ai concordati fallimentari presentati dalle municipalizzate, alla costruzione di un forno crematorio privato e per un largo bacino di utenze; e ancora più significative – concludono duri da Civitavecchia c’è – circa i penalizzanti rapporti che potrebbero essere intercorsi con la politica Romana e Nazionale, sono da considerarsi la mancata applicazione delle procedure di uscita dalla Città Metropolitana, nonostante sia stata precedentemente decisa dal consiglio comunale, e la mancata resistenza alla concessione dell’acqua pubblica (come ha fatto Ladispoli) ad Acea».

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'Caso Fioravanti', parla il legale: «Non è stato rinviato a giudizio»

LADISPOLI – «Il geometra Fioravanti non è stato rinviato a giudizio, il ché presupporrebbe lo svolgimento di un'udienza preliminare che non si è mai tenuta». A mettere le cose in chiaro, dopo anche gli interventi di vari gruppi politici che hanno chiesto le dimissioni del consigliere di maggioranza, è il legale di Fioravanti, l'avvocato Veronica Raimo. «La richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova dell'imputato – spiega inoltre il legale – non costituisce un'ammissione di colpevolezza del medesimo, bensì una delle modalità di definizione del processo, da non confondere con i servizi sociali “post sentenza”». Per quanto riguarda poi il Comune, per il legale «non può considerarsi, né direttamente né indirettamente, parte lesa» in quanto «le contestazioni mosse al geometra Fioravanti riguardano unicamente la sua attività di libero professionista».

 

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Usi civici, tutti gli atti sono nulli

CIVITAVECCHIA – Una vera e propria bomba quella calata dalla Corte Costituzionale sulla questione degli usi civici che da tempo sta tenendo con il fiato sospeso molti civitavecchiesi per via della vecchia storia dei terreni gravati. Secondo quanto deciso dalla Consulta, l’articolo 8 della Legge Regionale del 1/1989 è illegittimo.

Nessuna alienazione dei terrine di proprietà collettiva di uso civico dunque: per quanto riguarda i terreni del demanio ogni atto sottoscritto è da considerarsi nullo. Un terremoto che a quanto pare per il momento riguarderebbe solo il demanio e non i terreni privati gravati da uso civico, ma l’orientamento della Corte Costituzionale appare più che chiaro, dal momento che con la sentenza depositata ieri ha addirittura superato quanto sancito invece nel 1991. Dopo ventisette anni la Consulta ci ripensa e creando con una nuova sentenza un problema enorme per tutti coloro che – non solo a Civitavecchia ovviamente – sono impegnati in questi mesi nell’elaborazione di atti volti a sgravare i terreni demaniali da uso civico.

Stop ai rogiti quindi: chi ha acquistato o sta acquistando terreni su area demaniale deve rinunciare al proprio obiettivo. Per sclassificare i terreni allo stato attuale occorrerà attendere una lunga procedura – e attendere i tempi necessari – che solo la Regione di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare potrebbe avviare. Tutto questo comporterebbe un notevole dispendio di denaro, per non parlare dei tempi biblici che in genere occorrono per vedere arrivare a maturazione pratiche di questo tipo. Il fatto che la Corte Costituzionale abbia dichiarato illegittimo l’articolo 8 della Legge Regionale 1/1986 potrebbe in qualche modo incidere negativamente anche sugli aspetti legati alla riqualificazione del parco della Resistenza – solo per citare un esempio – per non parlare di tutte quelle aree a rischio facilmente individuabili da una visura catastale.

Per il momento tutto ciò che è del demanio rimane del demanio. Un problema senza soluzione, un danno economico rilevante per l’intero territorio, dal momento che molti notai sono ora costretti a congelare atti che fino a ieri sembravano fattibili e dal buon esito scontato.

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Assicurazione sulla vita o polizza linked? La differenza non è di poco conto

Il contratto di assicurazione sulla vita è tale solo qualora rechi la garanzia della conservazione del capitale alla scadenza; in difetto, il suddetto contratto deve considerarsi un…

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COMMISSIONE DI GARANZIA DELL'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI – DELIBERA 23 aprile 2018

Trasporto pubblico locale – Valutazione di idoneita' dell'Accordo
nazionale concluso in data 28 febbraio 2018, dalle associazioni
datoriali di settore Asstra, Anav e Agens e le segreterie nazionali
delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl Reti, Uiltrasporti
e Ugl Autoferrotranvieri, sulle prestazioni indispensabili e sulle
altre misure di cui all'articolo 2, comma 2, della legge n. 146 del
1990, e successive modificazioni, nel settore del trasporto pubblico
locale e regolamentazione provvisoria ex articolo 13, lettera a),
della legge n. 146 del 1990, e successive modificazioni, da
considerarsi sostitutiva di quanto disposto dall'Accordo nazionale
del 28 febbraio 2018, in tema di informazione all'utenza (articolo 9)
e rarefazione (articolo 11) (pos. 477/18). (Delibera n. 18/138).
(18A03416)

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