Mtb Santa Marinella in trionfo alla Sei Ore del Castello

Ancora una striscia positiva di risultati nella seconda domenica di settembre per la Mtb Santa Marinella-Cicli Montanini divisa su più campi gara in diverse regioni d’Italia. Grandissime soddisfazioni sono arrivate dalla Sei Ore del Castello a San Gregorio da Sassola con la vittoria nei team da due elementi ad opera di Lorenzo Bedegoni e Libero Ruggiero, il secondo posto della coppia Pierluigi Possenti-Marco Becattini, il terzo di Massimiliano Chiavacci-Emanuele Zena, il settimo di Stefano Carnesecchi-Massimo Negossi e il secondo posto in ambito femminile per Elisabetta Dani-Antonella Casale. Netto il primato anche nella gara riservata al team di tre elementi con Federico Forti, Edmondo Belleggia e Daniele Tulin. Tra i solitari da registrare la splendida vittoria di Diego Antimi, belle prove offerte da Salvatore De Angelis (quinto G1), Mauro De Angelis (ottavo G1) e Giuseppe Girardi (quarto SG1). Tutti questi risultati ottenuti nella terza prova del circuito ECS Tour 2018 (sotto l’egida del CSI Lazio) consentono alla Mtb Santa Marinella di rimanere al vertice della classifica generale del circuito a una prova dalla fine (Ostia il 21 ottobre), oltre ad aggiudicarsi il primato come società più numerosa (17 elementi). Ancora tanta mountain bike nelle gambe degli atleti santamarinellesi con Manuel Piva che ha riassaporato la gioia della vittoria con il primato assoluto nella mediofondo di Galzignano a Padova dopo aver lasciato il segno il 2 settembre scorso alla Sei Ore del Principe in coppia con Gianni Tonin. Protagonista mancato Gianfranco Mariuzzo nella gara cross country che si è disputata a Treviso dove è stato tagliato fuori da una foratura mentre era in testa. Rientro alle gare con successo per i due bikers pugliesi Domenico Abruzzese e Michele Diaferia che hanno colto rispettivamente il primato tra gli élite e il terzo posto tra gli élite master sport alla Monti Dauni Mountain Bike a Bovino in Puglia. Stradisti all’opera con il ventesimo posto assoluto e il quarto di categoria gentlemen 1 per Pierluigi Stefanini al Trofeo Città di Latera mentre l’impegno a cronometro per Gianluca Magnante a Forano (gara di Esacrono) è stato premiato ottimamente con il terzo miglior tempo assoluto e il primo posto di categoria tra gli élite master sport.

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L'Università Agraria: ''Metà dei terreni gravati sono in realtà liberi da usi civici''

Un convegno molto partecipato quello che si è tenuto ieri al teatro Buonarroti dal titolo “Usi Civici sblocco possibile ? ” organizzato dall’Università Agraria di Civitavecchia.
L’evento ha visto la partecipazione di tutta la dirigenza dell’Università Agraria locale che è intervenuta con il Presidente De Paolis, il Vicepresidente, l’Assessore Dalmirani, l’avvocato Pucci ed il consulente tecnico Monaci.
Quest’ ultimo ha illustrato la nuova perizia effettuata per conto dell’Università Agraria nella quale si ricostruiscono le vicende storiche della famiglia Guglielmi e dei rapporti intercorsi con l’Associazione Agraria di Civitavecchia.
Nella perizia si arriva alla conclusione che almeno il 50% delle superfici che la sentenza del Commissario agli Usi Civici e la Regione Lazio avevano identificato come interessate da usi civici sono in realtà libere dai gravami civici che attualmente non consentono ai proprietari di disporre liberamente dei propri beni. L’Agraria si è impegnata a trasmettere la nuova perizia al Commissariato agli Usi Civici ed alla Regione Lazio.
Presenti, tra il folto pubblico, il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei che ha rivolto un plauso all’azione dell’ente ed ha consigliato la conciliazione giudiziaria a tutti coloro che , permanendo all’interno delle aree soggette ad uso civico, abbiano dei casi “urgenti “ da risolvere, impegnandosi a sollecitare il gruppo parlamentare del PD ad una iniziativa legislativa.
La rappresentanza dell’amministrazione comunale di Civitavecchia ha annunciato che anche il Comune ha commissionato una nuova perizia che inoltrerà al Commissariato agli Usi Civici in vista dell’udienza giudiziaria fissata per il prossimo novembre. «L’amministrazione comunale è diventata parte attiva in questa vicenda – ha spiegato il consigliere comunale Emanuele La Rosa in un comunicato stampa fiume in cui ha ampiamente criticato l’azione della Regione Lazio sul tema -. Il Pincio continuerà a seguirla e, data l’inadeguatezza dimostrata finora dalla Regione nel gestirla, auspica un atto definitivo da parte del Commissariato agli Usi Civici affinché faccia chiarezza su quali siano realmente le aree urbanizzate vincolate da usi civici. Quando la nuova cartografia sarà pronta, tutti gli Enti coinvolti dovranno collaborare per trovare una soluzione finale e a costo zero per tutti i Cittadini e speriamo che la Regione inizi finalmente a lavorare a favore dei Cittadini e non contro come ha fatto quando emanò la determina del 2013 e per come ha gestito i rapporti con l’amministrazione comunale».
Vittorio Petrelli ed il coordinamento del comitato dei cittadini, pur prendendo atto dei risultati della nuova perizia che smentiscono, almeno parzialmente, la perizia dell’arch. Paola Rossi che ha accertato la presenza degli usi civici su gran parte del territorio di Civitavecchia, hanno ribadito la convinzione della totale erroneità della perizia dell’arch. Rossi. Convinzione suffragata dalla documentazione che hanno avuto modo di acquisire nelle ricerche effettuate.
E’ intervenuto anche l’ing. Andrea Bargiacchi che ha rappresentato come, a seguito del convegno sugli usi civici tenutosi ad inizio luglio, l’ onorevole Alessandro Battilocchio, non presente in sala perché trattenuto presso la Camera dei Deputati per il prolungarsi del dibattito sul Decreto “Milleproroghe”, abbia depositato la scorsa settimana in Parlamento una proposta di legge mirata ad integrare la Legge sugli usi civici 1766/27 prevedendo la possibilità di disporre la cessazione dei diritti di uso civico, e la relativa sdemanializzazione, dei terreni urbanizzati che da almeno trenta anni hanno perduto la vocazione agricola e di quei terreni che, pur non essendo trascorso il termine dei trenta anni, sono stati legittimamente edificati precedentemente all’accertamento dell’esistenza degli usi civici.

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Chiara Bordi, la tarquiniese con la gamba amputata, finalista a Miss Italia

TARQUINIA – Chiara Bordi vola a Milano. La tarquiniese appena diciottenne è tra le trenta finaliste dell’edizione 2018 di Miss Italia. Con la fascia di Miss Etruria, ottenuta alle selezioni della scorsa settimana a Montalto di Castro, Chiara Bordi ha superato ieri, a Jesolo, le selezioni della commissione tecnica che le consentono il 16 e 17 settembre di prendere parte alle serate finali del concorso che si terranno Milano e saranno trasmesse in televisione su La7.

Capelli e occhi scuri, sorriso smagliante e misure da modella per un metro e 75 di altezza, Chiara Bordi va in canoa, fa windsurf, si arrampica sui muri di roccia, si dedica all’attività di sub e corre sui rollerblade. Studentessa al secondo anno di liceo classico, sulle passerelle di Miss Italia sfila con una protesi alla gamba sinistra.  Il 5 luglio di cinque anni fa, quando aveva appena tredici anni , ha subito un’amputazione fino a sotto il ginocchio, in conseguenza di un incidente stradale in motorino costatole un lungo ricovero al Gemelli a Roma e tre interventi per amputare la gamba.

Dopo un periodo di scoramento, Chiara peró ha deciso di reagire, ricominciando a vivere ancora più intensamente di prima, grazie anche al fondamentale sostegno di mamma Emanuela e papà Sebastiano e della sorella Francesca che la segue e la sostiene in ogni percorso. Al concorso di Miss Italia Chiara si è presentata bussando alla porta di Patrizia Mirigliani in pantaloncini e t shirt. La patronne della gara l’ha accolta subito con entusiasmo: «Questa ragazza è il simbolo della speranza è della rinascita. La nostra è una bellezza senza confini – ha detto Patrizia Mirigliani ai media – e la disabilità in questo caso è sinonimo di una femminilità ferita e riscattata. Chiara è il simbolo della forza di chi ama la vita e vuol rinascere dopo un periodo drammatico».

La ragazza sfila dall’età 15 anni, ma sulle passerelle di Miss Italia vuole portare il suo “messaggio di resilienza”, come già cerca di fare negli incontri con i ragazzi delle scuole, portando avanti il progetto SuperAbile insieme a Lorenzo Costantini, un giovane di 26 anni senza un arto inferiore per un incidente sul lavoro. L’aspirante miss ha scelto di raccontare il coraggio agli studenti  per dare un preciso messaggio ai giovani che è quello di difendere sempre la vita, “concedendole sempre un’opportunità”. “Nei primi mesi non riuscivo nemmeno a guardarmi allo specchio – racconta Chiara – non è facile avere quasi paura di una parte del proprio corpo». 

“Ho odiato la vita,- racconta Chiara sui social ricordando il giorno dell’incidente – ho maledetto il destino,quella sera,quel momento,ho sperato di tornare indietro o partire anche solo un secondo dopo,ho chiesto a Dio o chissà cos'altro perché fosse successo proprio a me,mi sono fatta centinaia di domande riguardo al futuro,ho visto il mio corpo quasi distrutto e preferivo voltare lo sguardo altrove piuttosto che guardarmi le gambe.Ho dovuto guardare sfumarsi nella mia testa i sogni e le certezze che avevo,ho visto persone soffrire per me e ho sofferto per loro,ho provato sensi di colpa e quasi il desiderio di morire…poi ho desiderato con tutta me stessa di tornare ad una vita normale,sono rinata ed insieme a me sono rinati tutti i sogni,le aspettative e la voglia di vivere,ho rivisto le mie gambe camminare,stavolta con una protesi ma a mio parere molto più belle di prima,ho visto le cicatrici chiudersi e il mio corpo si è arricchito di segni,pieni di ricordi e di orgoglio.Mi sono riempita di forza e ho affrontato la vita col mio nuovo corpo,e soprattutto con la mia nuova testa.Ho fatto scalate,ho preso il brevetto da sub,ho provato sport che prima neanche immaginavo,sfilo e faccio servizi fotografici in tutta Italia e a Londra,racconto la mia storia nelle scuole con SuperAbile,e vedo ogni volta centinaia di faccette incuriosite e interessate a quello che dico.Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di me stessa è guardare come sono arrivata in quell'ospedale la notte del 5/07/2013,e confrontarla con la me del 5/07/2018,di nuovo in piedi e che guardo queste foto ora che quel tunnel che mi sembrava così infinito è ormai un capitolo chiuso nel migliore dei modi.Non nascondo che c'è un velo di tristezza in questo giorno,perché ricorda tante cose e i ricordi a volte sono così forti che sembra di rivivere certi momenti,ma è il giorno della mia rinascita, dell'inizio di una seconda vita.Ora,a distanza di 5 anni,mi rendo conto  che quel giorno mi ha aperto migliaia di strade,una più bella dell'altra.Certo ci sono difficoltà che altri non hanno,che a volte mi fanno salire il sangue al cervello.Ci vuole una buona dose di forza di volontà per affrontare la vita di tutti i giorni,ma,in fin dei conti,a me le sfide sono sempre piaciute”.

Non è la prima volta che sotto i riflettori di Miss Italia finiscono bellezze del territorio. La biondissima metalmeccanica Tamara Bendotti superó le selezioni approdando fino alla finale, tra l’esultanza dei tarquiniesi che nonostante la mancata fascia finale la accolsero in città come una regina. Tre anni fa invece toccó a Montalto di Castro che esultó dopo aver visto incoronata Miss Italia la statuaria Alice Sabatini. Stavolta però Tarquinia e il comprensorio hanno un motivo ancora più forte per tifare la bellezza di Chiara, una bellezza a 360 gradi che emana forza e speranza e che viene da dentro.

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Il bazar delle cittadinanze: quella austriaca si compra per 24 milioni

Nel mondo solo 10 Stati (3 in Europa) consentono di acquistare la nazionalità. L’ultima moda dei ricchi dopo ville, yacht e isole è anche un porto sicuro in caso di problemi

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Installate tre telecamere per il controllo delle targhe

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Il vicesindaco Giuseppe Zito annuncia che giovedì scorso sono state installate tre telecamere, due sull’aurelia e una all’ingresso della zona a traffico limitato (centro storico). 
«Sono telecamere – dice Zito – studiate per i controlli delle targhe, ad oggi consentono di verificare se gli autoveicoli sono assicurati, revisionati o sottoposti a fermi amministrativi ma appena le banche dati saranno affidabili ci daranno l’opportunità di verificare in tempo reale il transito di veicoli rubati.  Inoltre la telecamera posizionata nel centro storico fungerà anche da varco ZTL. Insieme al sistema di videosorveglianza che sarà installato durante l’estate è un primo passo verso la messa in sicurezza dei territori». 
Il vicesindaco fa riferimento al sistema di videosorvegliana proposto dalla Telecom ed acquisito dal Comune attraverso il portale Consip che verrà installato nel corso dell’estate. Infatti, la scorsa settimana è stato sottoscritto il contratto con Tim per l’installazione di 20 telecamere di videosorvegianza che verranno installate nei punti strategici, di cui cinque a Cerenova (via Campo di Mare incrocio via Aurelia, via Fontana Morella angolo via Roma, via Caere Vetus, piazza Volsinia, via del Bagaloro), tre a Valcanneto (via Doganale angolo via Giordano, via Paisiello e via Monteverdi), le altre nel capoluogo (via Fontana Morella angolo via Morlacca, incrocio via Settevene Palo con via Chierieletti, strada provinciale 4A angolo via della Lega, via Settevene Palo bis angolo via Paolo Borsellino, via Passo di Palo e via Aldo Quarino, Rotonda Largo Almunecar, via della Necropoli angolo via del Sasso, via Fontana Morella angolo via di Zambra, via Fontana Morella angolo via dell’Acqua Matta). Un grande passo avanti per mettere in sicurezza  Cerenova e Valcanneto sorvegliando l’intera area con tutti gli accessi e le uscite. A Cerveteri capoluogo però non si riuscirà a fare tutte le entrate per cui, come ha detto a suo tempo il vicesindaco Zito, si dovrà attuare  un secondo lotto per completare il capoluogo e raggiungere anche le altre frazioni.  Certamente il problema della sicurezza è un tema molto sentito dai cittadini che sollecitano da tempo l’amministrazione a provvedere ad un sistema di controllo esteso a tutto il territorio. 

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«Diversamente abili, città disastrata»

LADISPOLI – Marciapiedi troppo stretti e disconnessi, poche strutture pubbliche e private dotate di scivoli e bagni per i diversamente abili. La città di Ladispoli, ad oggi, non si può certamente dire inclusiva a 360 gradi soprattutto per coloro i quali, purtroppo, hanno una mobilità ridotta. Una città «disastrata», così l'ha definita il delegato alla disabilità del Comune, Emiliano Fiorini che ha avviato in questi giorni un sopralluogo in città, accompagnato da una diversamente abile, per toccare con mano le difficoltà che quotidianamente vengono affrontate. Non solo sono diverse ad oggi, le attività commerciali non dotate degli scivoli necessari all'ingresso di persone su sedie a rotelle o con mobilità ridotta, ma anche il tessuto urbano, sotto questo aspetto, è una vera e propria giungla. Sono diverse le zone in cui le strisce pedonali non conducono a scivoli che permettono l'accesso ai marciapiedi, proprio come ci sono marciapiedi che a causa della presenza della segnaletica stradale verticale e dei pali della luce, sono così stretti (in alcuni casi anche disconnessi a causa della presenza di radici d'albero o presenza di voragini) che non consentono il passaggio di carrozzine e passeggini. «Stiamo effettuando un censimento – ha detto Fiorini – per andare a stilare un elenco degli interventi da effettuare di concerto con l'assessore ai Lavori Pubblici Veronica De Santis». Per quanto riguarda poi le attività commerciali, Fiorini è pronto, congiuntamente all'assessore al Commercio Patrizio Falasca a incontrare i commercianti per «spiegare dove e come bisogna intervenire per rendere accessibili a tutti le attività». C'è poi un altro aspetto da tenere, però, in considerazione quando si parla di diversamente abili: l'inciviltà della gente (per fortuna non di tutti). Troppo spesso, le rampe di accesso ai marciapiedi sono ostruite da auto in sosta selvaggia. Una vera e propria piaga sociale che solo con un maggior senso civico da parte di tutti potrebbe trovare una fattiva soluzione.

Ma quanti diversamente abili ci sono in città? E da che tipo di patologia sono colpiti? Una domanda, questa, a cui ad oggi, l'amministrazione di palazzo Falcone, difficilmente sa dare una risposta a causa «della scarsa attenzione – ha spiegato l'assessore ai Servizi sociali Lucia Cordeschi – data al tema negli anni precedenti». Per colmare dunque la lacuna, proprio in queste settimane, la delegata alla disabilità Cendrella Diab ha avviato un censimento: i genitori di ragazzi diversamente abili potranno recarsi all'ufficio dell'assessorato ai Servizi sociali sito all'interno del palazzetto comunale di Piazza Falcone tutti i mercoledì dalle 9 alle 11. «Parallelamente – ha spiegato l'assessore Lucia Cordeschi, con la collega Diab, stiamo effettuando un censimento delle varie attività presenti sul territorio pronte a integrare all'interno delle loro attività giovani diversamente abili ancora capaci di lavorare. Si tratta di un progetto molto ampio – ha spiegato Cordeschi – che sarà presentato nei prossiertinmi giorni».

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Porto: si fa sul serio

CIVITAVECCHIA – Questa volta si fa sul serio. Senza sconti a nessuno. Perché ognuno, come ribadito nei giorni scorsi dai diretti interessati, deve assumersi le proprie responsabilità. E sulla gara dello scarico del carbone, da oggi si passa dalle parole ai fatti. Dalle 8 alle 12 di domani infatti, è previsto un sit-in di protesta sotto la sede dell’Autorità di Sistema Portuale, organizzato dalla Filt Cgil nell’ambito dello stato di agitazione aperto già da qualche giorno e in vista dei sette giorni di sciopero indetti a partire dall’11 luglio.

‘‘Siamo pronti a bloccare il porto’’ avevano detto sindacati e lavoratori. Ed domani Cpc, insieme a Minosse, Cilp, ma anche Pas, Port Mobility e lavoratori di altre società ed imprese che operano nello scalo si daranno appuntamento a Molo Vespucci. A testimonianza che, quella dello scarico del carbone, non è solo una vertenza che attiene esclusivamente all’attività da svolgere sotto Tvn, ma è una vertenza occupazionale in senso più ampio. Per questo il segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni solo ieri aveva lanciato un appello a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto «a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Ma anche a tutte le forze politiche – aveva aggiunto – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà».

E proprio la Filt Cgil, intervenendo sulla gara per lo scarico del carbone, ha usato parole dure nei confronti sia di Enel che dell’Adsp. «La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato – ha commentato Borgioni – e l’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte». Un giudizio negativo per come è stata affrontata questa delicata questione. «A rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri – ha aggiunto Borgioni – il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole». La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come «la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto – l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie». 

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Adsp ed Enel nel mirino della Filt Cgil

CIVITAVECCHIA – "La prepotenza di un soggetto, che da sempre si è misurata sul territorio, giocando sulle necessità della popolazione e trovando sempre la strada per ottenere quanto desiderato. L’assenza di un ente che, nonostante le stiano calpestando la norma che ne origina l’autorità, non riesce a fare altro che qualche telefonata e alcuni inutili incontri, non si ha traccia di una chiara presa di posizione di qualcosa di scritto che ne certifichi l’esistenza, un presidente assente che delega costantemente al suo ruolo, una segretaria che cristallizza posizioni irrisolte".

Sono parole dure quelle usate dal segretario generale della Filt Cgil Alessandro Borgioni nei confronti di Enel in primis e dall'Autorità di Sistema Portuale, alla luce della vertenza aperta sullo scarico del carbone per la centrale di Tvn. Per questo, dopo l'apertura dello stato di agitazione, sono già stati dichiarati 7 giorni di sciopero consecutivi a far data dall'11 luglio 2018. Una settimana di braccia incrociate, a tutela del lavoro e dell'occupazione, non solo dello scalo ma dell'intera città.  

"La prepotenza dell’Enel e l’assenza dell’autorità portuale: potrebbe essere il titolo di una sit-com di tendenza se non fosse, purtroppo, il paradossale scenario che si sta vivendo sulla gara per la discarica del carbone – ha sottolineato Borgioni – prima di spiegare quello che sta accadendo, credo sia necessario provare a far vivere questa vertenza depurandola dalle appartenenze politiche e dai personalismi, ma cercando di concentrare l’azione sulla gravità di quanto sta accadendo, a rischio c’è il lavoro e il rispetto di una legge, che nel tempo ha consolidato degli equilibri. Il lavoro prima di tutto. Da tempo nelle gare le parti sociali nella loro interezza, chiedono il rispetto della clausola sociale al fine di dare una continuità occupazionale a chi si impegna nel fornire la propria forza lavoro: ebbene in questa gara tale principio viene calpestato con nemmeno molta eleganza in quanto si inseriscono una serie di sub condizioni che consentono nella sostanza al vincitore della gara di scegliere il personale che vuole".

La Filt Cgil ricorda poi che il compito di promuovere la concorrenza tra gli operatori del settore appartiene all’Adsp la quale lo esercita nei limiti e per i fini stabiliti dalla 84/94. E ribadisce come "la gara è stata comunque pubblicata con una serie di violazioni, a nostro parere, della legge sui porti – ha aggiunto –  l’esempio più evidente è il tentativo di superare la fondamentale differenza, prevista per legge, tra le imprese autorizzate alle operazioni portuali e quelle autorizzate ai servizi ovvero prestazioni specialistiche complementari e accessorie".

Da qui l'appello rivolto a tutte le forze sociali e le maestranze presenti nel porto "a difesa della legge 84/94 e di quelli che sono alcuni punti cardine dei principi del buon lavoro come la clausola sociale. Lo stesso appello riteniamo debba essere rivolto a tutte le forze politiche – ha concluso Borgioni – nella speranza che vengano messe da parte per una volta le rappresentazioni di parte e si contribuisca tutti insieme ad una battaglia di civiltà. Come Filt Cgil ci rendiamo disponibili a partecipare a qualsiasi iniziativa pubblica a cui verremo invitati per rappresentare la nostra posizione e fornire nell’ambito del possibile tutti i chiarimenti del caso".   

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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 aprile 2018, n.80

Regolamento recante l'individuazione, ai sensi dell'articolo 7, commi
1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
70, delle scuole di specializzazione che rilasciano i diplomi di
specializzazione che consentono la partecipazione ai concorsi per
l'accesso alla qualifica di dirigente della seconda fascia.
(18G00103)

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L'Ordine dei Medici di Roma firma un protocollo d'intesa con il Microcredito

ROMA – E' stato firmato questa mattina il protocollo d'intesa tra l'Ordine dei Medici di Roma e provincia e l'Ente nazionale per il Microcredito, nella sede dell'Ente in via Savoia 80.
"Siamo contenti di questa firma. E' stato intrapreso un percorso gia' da tempo per garantire ai professionisti, e quindi anche ai medici, l'accesso al credito. Le norme nazionali lo permettono e il Microcredito e' qui per garantire questa opportunita'" ha detto Mario Baccini, presidente dell'Ente per il Microcredito, presentando la firma di questo protocollo innovativo, rivolto soprattutto ai giovani medici laureati che devono intraprendere la loro professione.
"Avranno anche la possibilita' di accedere al Fondo nazionale di garanzia che copre l'80% del rischio. Lo Stato tramite noi- ha spiegato Baccini- interviene e puo' finanziare fino a 25.000 euro a professionista, facendogli anche prendere la garanzia del fondo nazionale che gli consentira' di accedere al credito tramite una banca o una finanziaria convenzionata. Il fatto fondamentale e' che questo credito si rivolge a coloro che non hanno garanzie reali. L'Ente coordina tutte queste iniziative e si serve anche di servizi ausiliari come i tutor che affiancheranno il singolo professionista, ma anche corsi di financial education". Un atto importante, di cui il presidente dell'Omceo Roma, Antonio Magi, si e' detto orgoglioso, con l'auspicio che questo modello possa tradursi in un esperimento pilota. "Ci auguriamo, dopo la firma di questo protocollo d'intesa- ha dichiarato il presidente dell'Ordine, intervistato dalla Dire- un vero e proprio effetto domino".
"Stiamo gia' mettendo in moto un'iniziativa per federare gli ordini del Lazio e metterli insieme- ha aggiunto- Lo proporro' ai colleghi delle altre provincie e se il Presidente Anelli riterra' opportuno estenderlo, io certamente glielo proporro'". "E' sempre piu' difficile riuscire ad avere uno start-up professionale, soprattutto dopo la specializzazione ci si ritrova senza uno stipendio. Le banche spesso, se non si hanno situazioni consolidate, difficilmente consentono di accedere al credito e dunque questa possibilita' ci permette di aiutare l'inizio di una carriera professionale di un giovane medico, ma anche l'allestimento di uno studio e delle attrezzature necessarie con il micro-leasing" ha concluso Baccini.
"L'Ordine dei Medici di Roma con i suoi 42mila iscritti e 600 giovani nuovi medici che giureranno in questi giorni- ha ricordato Magi- come Ordine piu' grande d'Europa, con un peso specifico importante, puo' aprire una strada che diventi un'opportunita' per tutti".
"Sara' uno strumento rivolto soprattutto ai giovani medici che, come sappiamo tutti, hanno difficolta' ad accedere al credito delle banche non avendo un contratto a tempo indeterminato". Con queste parole il presidente di Omceo Roma, Antonio Magi, ha commentato alla Dire, a margine della conferenza stampa, l'importanza dell' accordo siglato oggi con l'Ente nazionale per il Microcredito.
"Stiamo dando a questi giovani una possibilita' per iniziare uno start up professionale, anche per l'allestimento o ristrutturazione di uno studio. Sono certo- ha concluso- che sara' un accordo molto gradito ai medici dell'Ordine di Roma".

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