Centinaia di persone  per la festa della Radica

TOLFA – "Festa della Radica 2018: è stata dura ma ce l’abbiamo fatta". Ad esprimersi così il consigliere comunale di Tolfa, Antonio Stefanini dopo lo straordinario successo per la ''Festa della Radica'' che si è svolta sabato e domenica scorsa. Centinaia di persone hanno, infatti, invaso le vie del centro storico assistendo ad un magnifico salto nel passato. Scenografie studiate nel dettaglio che hanno decorato ed abbellito il cuore di Tolfa, tantissimi giochi popolari, laboratori culinari poetici e ludici, piatti frugali esposizioni artistiche e tanto tanto divertimento. La manifestazione è iniziata Sabato mattina con la tradizionale gara di pesca (organizzata in collaborazione con i laghi Albatros) che ha visto oltre 100 piccoli pescatori. Nel pomeriggio da via Roma a piazza Armando Diaz si è potuto assistere a laboratori ludici curati  dell’associazione La Filastrocca, laboratori di giochi circensi organizzati da Novella Morellini dell’ass. Catapulta, mentre sotto la supervisione dello Slow Food si sono svolte attività sul cibo attraverso i commercianti di Tolfa: col pastificio artigianale Coccodè ed il panificio Armani è stato spiegato l’importanza della pasta artigianale delle farine utilizzate, degli abbinamenti delle varie tipologie di pasta ai vari piatti della tradizione tolfetana; per quanto riguarda il pane sono state spiegate le caratteristiche del pane giallo dei Monti della Tolfa, la lavorazione e le materie prime utilizzate; in entrambi i laboratori sono stati coinvolti i bambini che hanno potuto mettere “le mani in pasta” e realizzare piccoli prodotti. Poi c'è stato il laboratorio del circolo poetico Bartolomeo Battilocchio curato da Agnese Monaldi e dal suo presidente Adele Natali che ha visto recitare ai bambini poesie in ottava rima endecasillabe ed inoltre sono state realizzate attività creative di poesia e pittura. Tra quanto proposto comunque il ruolo principale lo hanno avuto i giochi popolari che hanno visto centinaia di partecipanti tra bambini ed adulti. Tra tutti i giochi il principale è stato il tiro alla fune che con i suoi vincitore ha sancito la squadra che poi ha rappresentato Tolfa alla tanto attesa gara del tiro alla fune intercomunale. La giornata di sabato è stata arricchita dalle performance della banda folcloristica LA Racchia di Vejano dal “banno è morto Nino” e dalle tantissime foto esposte (ass. Click, il norvegese Dag Duckert, Roberta sfascia, Mario Filabozzi , Generatio 90). Il sabato si è concluso con una cena con prodotti tipici ed il concerto delle Sinergie Popolari. Le attività della domenica sono iniziate molto presto con la messa in piazza A.Diaz a seguire il battesimo del Buttero e poi nuovamente giochi popolari su via roma, caccia al tesoro e aperitivo alla Rocca organizzata dagli amici del Country food di Allumiere che hanno accompagnato i visitatori prima del pranzo per le vie del centro storico per poi arrivare fin su al castello con i nostri amici a quattro zampe, gli asini per degustare un aperitivo con prodotti locali. Nel pomeriggio ci sono stati i giochi popolari e lo show cooking realizzato da Antonio Morra proprietario dello storico ristorante da Buzzico che cucinando a vista pietanze tipiche ha riscontrato un grande successo e poi si è svolta la tanta attesa processione “E' Morto Nino” che ha accompagnato le squadre i visitatori e le istituzioni dalla piazza del Comune fino al campo di gara (p.zza A. Diaz). I Comuni aderenti sono stati, oltre ovviamente a Tolfa, Allumiere, Ladispoli, Campagnano, Formello, Palestrina e Canale Monterano. La gara, accompagnata dalle performance delle tamburine di Canale Monterano e dall’ass. Wild Eagles, è stata una competizione sentita, dura, ma ricca di sportività che ha visto trionfare il Comune di Palestrina andati in finale con i tiranti di Formello, terzo posto per Tolfa dopo il derby con Allumiere. "Il duro lavoro ed i sacrifici sono stati premiati – sottolinea Antonio Stefanini consigliere comunale delegato alle Tradizioni e membro dell’ass. organizzatrice – abbiamo lavorato tanto ma ci siamo riusciti. Segnati nel viso, stanchi nelle braccia e nelle gambe, con la mente ancora affaticata per le tantissime cose a  cui pensare e risolvere chiudo gli occhi e come in un sogno rivivo i momenti di quei due giorni di festa appena trascorsi. Solo ora come in un colpo mi alzo di scatto, la fatica svanisce, la mente si fa più chiara ed il cuore si gonfia di gioia e di amore. Siamo consapevoli del fatto che ogni singolo sforzo non è stato mai vano, ci alziamo più forti per andare sempre più avanti. Per la storia dei padri e per il futuro dei figli le nostre tradizioni sono vive e salde, come salda è la Radica, stirpe e sangue della nostra comunità. Ringrazio i membri di Generatio 90 che hanno dato anima e corpo donando ogni volta un pezzo del loro cuore; tutto lo staff della cucina per il lavoro e l’ottimo cibo proposto; le piccole e instancabili nuove  leve; le mogli e i mariti che ci hanno supportato e sopportato in questo periodo; le istituzioni nella persona del sindaco Luigi Landi, Marco Santurbano presidente dell’Agraria e Vittorio Ferlicca per il supporto logistico fornito, Alessandro Battilocchio, Devid Porrello e Matteo Manunta della Ragione Lazio, Gabriele Volpi Comunità Montana, i Comuni di Allumiere, Campagnano, Canale Monterano, Formello, Palestrina, Ladispoli, don Giovanni Demeterca, tutte le associazioni che hanno realizzato insieme a noi questo evento, il circolo poetico Bartolomeo Battilocchio per la scenografia realizzata insieme alla Protezione Civile, Alessandro Ansidoni l’associazione Slow Food Costa della Maremma laziale "Gruppo Ufficiale", DD Impianti e Sicurezza Claudia Pagliarini, la Filastrocca Fabbi, Laghi Albatros official, gli amici del CountryFood Allumiere, Novella Morellini ass. Catapulta, Tolfa volley Asd, Scuola Calcio Tolfa-Allumiere asd, ass. Click, Giuliano Profumo e i suoi ragazzi della Wild Eagles Asd, la tamburine di Canale Monterano, l'associazione culturale Ordo Scarabeus, Unione Rugby Ladispoli Settore giovanile, ass. opes italia, Le Sinergie Popolari, la compagnia teatrale il Barsolo, Stefano Tofone, Roberta Santoni, Adele Natali, le alchimiste dell’ago e filo Velleda e Marisa, Simona Sestili, Roberta Sfascia, Rosa Dellachiesa e Riccardo, Mario Filabozzi, Marco Muneroni, Stefania Bentivoglio, Emanuela Massaroni, Antonio Sestili e Antonio Filabozzi, al pastificio Coccode, al panificio Armani e il ristorante Da Buzzico, a Egidio Virgili e la sua squadra di veri professionisti, a Vincenzo Pierini,  a tutte le comparse, ad Aldo Borghini e Italo Ciambella sempre disponibili per la collettività. Un grazie a tutti i commercianti e ristoranti di Tolfa. Il nostro obbiettivo era di trasmettere quanto vive nel cuore di ogni tolfetano, di far conoscere la nostra storia, la nostra cultura e devo dire visto le tantissime persone che non solo hanno vestito i panni di visitatore ma di partecipante che sono rimaste entusiaste, possiamo dire: abbiamo colto nel segno". Molto soddisfatto il sindaco Landi che si associa ai ringraziamenti di Stefanini e sottolinea: "Questa festa è la vera festa dei tolfetani, della nostra comunità che fa divertire tutte  le generazioni a 360° è magnifico veder divertisi insieme bambini e adulti, i piccoli che vivono i racconti dei loro genitori e dei loro nonni e gli adulti che rivivono la loro fanciullezza. Faccio con il cuore vivi ringraziamenti a tutta la macchina organizzativa che da mesi lavora per regalare alla comunità di Tolfa una due giorni veramente meravigliosa".   

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«Al perdono non ci penso e non lo concederò mai»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Al perdono non ci penso e credo che non glielo concederò mai. Il perdono è un sentimento e nei confronti di quella gente non riesco a nutrire sentimenti. Ne sono indegni dopo i comportamenti tenuti nei confronti di mio figlio morente  verso il quale non ne hanno nutrito alcuno anteponendo i propri interessi alla possibilità di salvezza di Marco. Come può pretendere di avere il mio perdono dopo aver lasciato mio figlio agonizzante addirittura per terra, neanche sdraiato su un divano? No, non lo avrà mai. Ma non per questo io lo odio. L’odio è già un sentimento e loro non meritano neanche quello. Voglio soltanto, e penso di averne tutto il diritto, sapere la verità. Ma la verità vera, non quella processuale o quella di comodo che si sono inventati e ripetono tra tre anni e mezzo. Del resto non me ne frega niente».
Risponde così Marina Conte, mamma di Marco Vannini, il ventenne deceduto il 18 maggio 2015 dopo una drammatica agonia a seguito di un colpo di pistola partito dalla beretta calibro nove di Antonio Ciontoli,  condannato a 14 anni in primo grado per omicidio volontario e i suoi familiari a tre anni per omicidio colposo (la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco), che ieri  chiede il perdono attraverso un’intervista rilasciata a Valentina Stella per il quotidiano ''Il Dubbio'', di Piero Sansonetti. Mamma Marina dice di non averla letta perché, sottolinea: «Leggere quello che loro dicono mi fa solo star male. Loro già hanno ferito tanto me e mio marito Valerio e soprattutto mio figlio che a vent’anni non c’è più. Forse sarò dura ma continuando con questa solfa, riescono sempre più a farmi schifo. Si devono vergognare. Per come si muovono e per come agiscono. Tutti i giornalisti che sono venuti a casa mia hanno invitato anche loro a parlare. Ma non hanno mai voluto farlo. E’ inutile che continuano a fare le vittime». 
Mamma Marina, come un fiume in piena parla in modo concitato, facendo trasparire dalla voce un profondo fastidio non tanto per l’argomento quanto per le persone di cui è, per certi versi, costretta a parlare.  All’affermazione di Ciontoli quando dice: «abbiamo scelto di non parlare con la stampa per rispettare la famiglia di Marco e anche il giusto processo»,  lasciando intendere che loro sono stati rispettosi anche dell’istituzione, Marina risponde: «Se avesse voluto rispettare la famiglia di Marco mi chiedo perché fuori dall’udienza ha comunque attaccato mio nipote dicendogli “ma non ti vergogni”? E poi perché  è stato denunciato? Se non voleva ferirmi non doveva fare niente di tutto questo. Lui e la sua famiglia sono delle persone malvagie. Punto. Chi ha fatto cattiverie sono soltanto loro. Hanno strappato la foto di Marco e poi dice «il mio amatissimo Marco»? Ma quando mai l’ha amato. Sono stanca di sentire queste cose. Se ha qualcosa da dire, la verità, deve andare dai giudici e dirla a loro. Potrebbe così liberarsi la coscienza, ammesso che l’abbia».
Ciontoli nell’intervista parla del clamore mediatico che ha creato questa vicenda e Marina replica: «Se si lamenta del fatto che c’è un processo mediatico non dipende da me.  Sarebbe bastato soccorrere tempestivamente mio figlio e salvarlo ed oggi non staremo a parlare di questo. Ma l’hanno lasciato morire. Ed ora vogliono fare le vittime? Le vittime di che? Anche Federico quando lo vedo in televisione non mi sembra poi tanto angosciato per la morte di Marco».  
Non ci sta mamma Marina anche quando Ciontoli dice di non essere «né un assassino, né un criminale, né un delinquente». «Ha un senso quello che lui dice? – si chiede mamma Marina – Lui padre di due figli dice di amare Marco come un figlio ma non ha fatto niente per salvarlo. Parliamoci chiaro, ad oggi per la giustizia italiana lui e i suoi familiari sono quattro assassini. Chi uccide una persona è un assassino. Per come la vedo io e per come mi hanno educato i miei genitori, anche chi uccide un cagnolino lo è». 
Mamma Marina interviene sul punto in cui Ciontoli dice che: «Sin dall’inizio abbiamo provato a parlare con loro, abbiamo provato in vari modi ad avvicinarci a loro, tant’è che Martina nei giorni successivi è andata fuori casa loro, implorandoli di darle la possibilità di poterli abbracciare, senza riuscirci. Hanno comprensibilmente chiuso tutte le porte. A quel punto, abbiamo capito che forse il silenzio era il modo migliore per rispettarli».
«Non è vero – replica  mamma Marina – che noi abbiamo messo una barriera con loro. Nell’immediatezza del fatto ero sconvolta per quanto successo. Era morto mio figlio in un modo così violento e drammatico e tante cose non riuscivo a capirle. Mi ero come sconnessa da tutto e dal mondo. Non si capiva poi quello che era successo. Ma non avevamo chiuso i ponti con nessuno. Martina ha continuato a dialogare con mio nipote Alessandro per giorni e fino a quando lo stesso non si è reso conto che continuava a riferirgli una serie di bugie, tanto che alla fine le ha detto di non disturbarlo più. La verità stava iniziando ad emergere. Martina ha tentato di mettersi in contatto anche con me. Ma in quei primi giorni stavo tanto male, chiusa nel mio dolore lancinante, che non volevo vedere nessuno e neanche lei. Volevo vivere il mio dolore da sola. Così mio nipote gli ha detto di andare a casa sua per parlare con lui. Ma lei ha rifiutato. “Da te non ci vengo” è stata la sua risposta. Se avessi voluto chiudere le porte da subito non avrei certo permesso che Martina stesse in chiesa per i funerali. Io e mio marito eravamo distrutti dal dolore e se veramente anche loro vivevano la nostra stessa situazione avrebbero cercato un contatto con noi e ci potevano essere tanti modi per incontrarci. Loro con me vogliono fare solo le vittime. Ad oggi dopo tutto quello che ho vissuto, dopo tutte le menzogne che ho sentito, perché del prima non posso sapere niente visto che in quella casa non c’ero ma del dopo so tutto. Dall’arrivo al Pit io so tutto. L’ho vissuto in prima persona. E già dall’inizio hanno mentito.  Però col tempo ci sarà giustizia per Marco, e ci sarà anche una giustizia divina dalla quale nessuno potrà mai sfuggire. Una mamma non si da mai per vinta perché vorrà sempre sapere la verità. E questo è stato il mio incubo fin dal primo momento. Loro oramai si sono costruiti la loro verità, preparata e studiata con i loro legali».
Infine, un ultimo commento di mamma Marina quando Ciontoli afferma «Marco per me e mia moglie era come un figlio ed era il ragazzo che mia figlia Martina amava, e che sempre ameremo. Marco manca tantissimo anche a noi. Ma questo Marina e Valerio lo sanno benissimo come sanno benissimo che noi li continueremo ad amare».  
«Andiamo a vedere se è vero che loro amavano Marco – dice mamma Marina con un filo di voce –  Va ricordato che mio figlio ha urlato e urlato  e i vicini hanno dichiarato di aver sentito urla disumane. Tutti loro erano consapevoli che era partito un colpo d’arma da fuoco e Maria Pezzillo, invece, che ha disdetto la prima chiamata al 118 non mi sembra poi che lo amava così tanto visto che lo ha lasciato morire.  Non dimentico certo quando arrivata al Pit, si avvicina a me e accendendosi una sigaretta mi ha detto che il marito, per quanto successo, avrebbe perso il posto di lavoro. Quindi questo grande amore per mio figlio non lo vedo. Secondo me sono persone anaffettive. Per quanto riguarda il capofamiglia l’abbiamo sentita tutti, non solo io, la chiamata al 118 quando, con una tranquillità e una lucidità unica, diceva “venite c’è un ragazzo che sta male e si è ferito con un pettine a punta”. Dove sta questo amore? Dove sta? L’amore è solo verso loro stessi che fino ad oggi hanno solo pensato esclusivamente a ‘’pararsi il culo’’, come dice Viola (fidanzata di Federico e presente anche lei in casa quella maledetta sera), l’uno con l’altro. Loro stanno male perché vivono male. Era una famiglia che viveva di immagine. Purtroppo con quello che è successo la loro immagine è crollata. Quindi stanno male solo per questo, non per mio figlio. Ogni volta che hanno parlato di Marco, anche nel corso del processo, hanno sempre detto la “cosa” , il “ragazzo” e raramente hanno pronunciato il suo nome. Questo per dire di che vogliamo parlare? Loro non hanno mai fatto niente per lui. Antonio Ciontoli non è una vittima. Alla prima occasione ti salta addosso. Cosa c’entrava aggredire mio nipote? Che voleva da lui?. O quando  sempre Antonio, mentre stava sul divanetto,  parlando al telefono con il fratello, come registrato dalle intercettazioni ambientali nella caserma di Civitavecchia poche ore dopo il fatto, paragonavano la morte di mio figlio al furto di una Ferrari. O Federico quando diceva “ne abbiamo passate tante e passeremo pure questa”, cioè, come se è morto il gattino dentro casa. Di quale amore stiamo parlando?» conclude Marina.

 

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Ladispoli, ancora battaglia sull'acqua.

LADISPOLI – “A Ladispoli, come reso noto dalla ASL, per tutta l’estate nessun problema di potabilità, fatta eccezione per un episodio in cui c’è stato un minimo sforamento dei floruri, immediatamente risolto grazie al pronto intervento dei tecnici della Flavia Servizi. Serve ancora qualcosa? Devo pubblicare anche le mie analisi del sangue?  Avviso che potrei avere la glicemia alta…”

Così il Sindaco Grando, sui social, replicava alla richiesta del consigliere del Movimento 5 Stelle, Pizzuti Piccoli, circa i valori di potabilità dell’acqua. Il movimento 5 Stelle, però, torna all’attacco chiedendo al primo cittadino i dati effettivi.

“Qualche giorno fa, scrivono i pentastellati in una nota, il Sindaco di Ladispoli ci chiedeva se oltre ai valori delle analisi dell’acqua potabile, il M5S fosse interessato anche alle sue analisi del sangue. Chiaramente non abbiamo alcun interesse a curiosare sui valori ematochimici del primo cittadino ma, comunque, non ci serve una conferma di laboratorio per affermare che il nostro Sindaco è affetto da una grave forma di allergia, quella alla democrazia. Detto questo ci permettiamo di fare un veloce riassunto della vicenda acqua. L’azienda partecipata Flavia Servizi estrae e distribuisce l’acqua potabile su tutto il territorio comunale. La qualità dell’acqua è tenuta sotto controllo tramite analisi fatte direttamente da Flavia e, parallelamente ed indipendentemente, dalla Regione Lazio per opera dell’ARPA. Quest’ultima, comunica i risultati alla ASL territoriale che comunica i dati al comune di Ladispoli, che, quando occorre, come è accaduto in agosto, mette in atto le idonee misure. Sul sito di Flavia Srl sono pubblicati i risultati delle analisi fatte per conto dell’azienda da un laboratorio esterno. Nell’anno 2016 ci sono 21 report, per l’anno 2017 solo due report relativi al mese di gennaio.

Non sapendo se questo vuoto facesse parte del “grando cambiamento” ci siamo sentiti in dovere, prosegue la nota, di chiedere alla Flavia, a Marzo e Maggio, di rendere pubblici, se non i risultati delle analisi fatte in tutto questo intervallo, almeno quelli dei mesi più recenti. Come avrete intuito non abbiamo avuto alcuna risposta. Solo allora abbiamo dato vigore alla nostra azione rivolgendoci alla ASL e chiedendo, sia in via istituzionale che pubblicamente al Sindaco e alla Flavia, di dare un segno di esistenza in vita.

Nella risposta il Sindaco, prosegue la nota, prende a grossolane pedate qualunque elementare forma di rispetto del ruolo delle parti democratiche, ma non soddisfatto di travalicare qualunque confine istituzionale e limite del buon gusto, ci minaccia di interessare l’avvocatura.

Tra le altre cose il Sindaco Grando scrive che a seguito della segnalazione della ASL (9 Agosto) del valore dei fluoruri alterato nelle analisi effettuate dall’Arpa (campione del 17 Luglio) non solo la Flavia è prontamente intervenuta ma sono stati “intensificati i controlli”.

Da cui viene spontanea una domanda: se Flavia fa periodicamente dei controlli, che sono stati intensificati, lo sforamento dei fluoruri documentato da Arpa il 17 luglio era sfuggito alle analisi? In che data sono stati fatti da Flavia i controlli dell’acqua nei mesi di giugno e luglio?

Carissimi, Sindaco e amministratore di Flavia, conclude il Movimento 5 Stelle, vi abbiamo chiesto tre volte di pubblicare i dati dei valori dell’acqua potabile della rete idrica di Ladispoli. L’abbiamo fatto in via istituzionale, formale ma bonaria convinti di avere di fronte persone consapevoli dei propri doveri. Evidentemente ci siamo sbagliati e di questo chiediamo scusa ai nostri elettori. Provvederemo”.

 

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Bacheca: ''La gente come Minghella ha rovinato il mio operato''

SANTA MARINELLA – Pronta la risposta dell’ex sindaco Bacheca, all’attacco che gli è stato portato ieri dall’ex compagno di cordata Emanuele Minghella. «C’è un momento – dice Bacheca – in cui bisogna rompere il silenzio per rispondere ad alcuni biechi e squallidi tentativi di riaccreditamento, in questo caso, dell’assessore Minghella, che dichiara di essere rammaricato per non aver preso le distanze dalla mia seconda giunta. Peccato che le distanze le abbia prese solo dopo che non è stato accettato come candidato nelle liste di Forza Italia nella scorsa tornata elettorale. È sempre facile fare questo tipo di dichiarazioni quando finisce un progetto e si entra a far parte di un altro completamente agli antipodi rispetto a quello di Forza Italia, dove si evince con una certa facilità che è mal tollerato. Le scelte politiche del bilancio di Minghella, e ne è testimone tutta la maggioranza, sono state approvate dalla giunta in ogni circostanza. Era talmente distante dalla giunta che, dimessasi l’assessore Cucciniello, la sostituta l’ha suggerita lui e fu da me nominata. È vero ci vorrebbe un pò di moralità e di dignità ma queste qualità, caro Minghella, o ce l’hai oppure no e tu non le hai mai avute, sei sempre stato un traditore seriale, un opportunista. La tua nomina nella giunta Tidei non è altro che un’ulteriore prova fallimentare, ne siamo tutti consapevoli. In ultima analisi, nel 2013 io ho rivinto le elezioni con quasi il 50 per cento dei consensi al primo turno ma è la gente come te che ha rovinato il mio operato negli ultimi cinque anni.  In definitiva, sono stato io che non ho avuto il coraggio di prendere le distanze da soggetti come te”. “Non capisco – aggiunge il consigliere di minoranza Calvo – il pentimento dell’assessore Minghella se la sua posizione crea imbarazzo a Sinistra Democratica e a Barbazza all’interno della sua nuova maggioranza, non può certo ricostruirsi una verginità amministrativa dissociandosi da ciò che lui stesso ha creato. Non sono certo due righe d’inchiostro a cancellare la storia di qualche mese fa». 

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Il Real Fiumicino inizia la preparazione nel migliore dei modi

Iniziata ieri  la preparazione estiva del Real Fiumicino/Futsal Isola e con un programma amichevoli già programmato nel migliore dei modi. Il mister Consalvo vuole i suoi al top e cinque settimane di preparazione intensa e un ricco programma di sfide non può che essere di buon auspicio. Si partirà, dunque, il primo settembre con il Cccp., poi l’8 ci sarà l’Aranova e una settimana più tardi il triangolare con Grande Impero e Pisana. Il 18, invece, sarà il turno del Tc Parioli e il 25 Valcanneto. In mezzo il primo turno di Coppa Lazio. 
«Abbiamo scelto sfide con squadre di categorie superiori – spiega il presidente Giuseppe Picciano – perché vogliamo che la preparazione sia intensa e di livello. Abbiamo un buon roster che può fare molto bene in C2. Siamo consapevoli dei nostri mezzi ma anche delle difficoltà che incontreremo. Vogliamo essere subito a mille all’inizio della stagione». 

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Fiumicino, chiuso il ponte della Scafa

FIUMICINO – A seguito di indagini avviate da Astral, l’Azienda strade Lazio, sul Ponte della Scafa a Fiumicino, si è resa necessaria la temporanea chiusura per consentire approfondite verifiche ad elementi di degrado emersi.

“Tutte le verifiche – spiegano dalla Regione Lazio – saranno con la massima urgenza così da garantirne la riapertura in tempi rapidi in un ambito di piena sicurezza”. 

Concluso il tavolo tecnico convocato con la massima urgenza da Astral SpA, che ha visto coinvolti Regione Lazio, Comune di Roma, X Municipio, Città Metropolitana, Aeroporti di Roma, Anas, Roma Servizi per la Mobilità, Cotral, Comune di Fiumicino e Capitaneria di Porto. Sono state concertate le prime azioni da intraprendere per ridurre i disagi degli utenti, sia con riferimento ai mezzi di soccorso che al trasporto pubblico ed alla segnaletica di percorsi alternativi. Nel frattempo, è stato consentito il transito al ponte delle autoambulanze.

“Una ditta specializzata ed i nostri tecnici sono sul posto per valutare gli interventi in grado di rendere il ponte accessibile al più presto. Consapevoli dei disagi ma anche del dovere di garantire la massima sicurezza, Astral SpA fornirà aggiornamenti in tempo reale sia agli Enti interessati che agli utenti mediante Astral Infomobilità”, così Antonio Mallamo, Amministratore Unico di Astral SpA.

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«Consapevoli del nostro valore, voleremo in alto»

Con Caronte che in questi giorni sembra accompagnare all’Inferno l’intera penisola italica, allo stesso tempo tende la mano ai giocatori portuali nella doppia seduta, con le energie che vengono meno ad ogni passo sotto i trenta gradi del manto erboso del Tamagnini, la Cpc2005 getta le basi fisico-tattiche per questa stagione. 
Prevale lo spirito di sacrificio, nella concentrazione dei nuovi schemi, che mister Caputo e il suo staff stanno provando e riprovando in vista dell’esordio stagionale del 2 settembre. 
Nel mezzo anche alcune amichevoli che testeranno i progressi e metteranno minuti utili nelle gambe dei giocatori. 
Di questo ha parlato capitan Marco Bevilacqua, uno dei pochi rimasti dopo il terremoto provocato nella rosa dal direttore sportivo Sandro Fabietti.
Tante le facce nuove all’avvio di questa stagione, com’è stato l’approccio con loro e com’è lo spirito del gruppo in questo periodo di fatica della preparazione?
«I “nuovi” si sono inseriti bene in questa loro nuova realtà. Se da una parte parliamo sotto l’aspetto tecnico penso che non c’è bisogno di presentazioni, visto che sappiamo tutti il loro valore, mentre se parliamo dell’aspetto umano posso dire che sono ragazzi intelligenti e seri, che di calciano ne sanno. Stiamo creando un bel gruppo e questo per un gioco di squadra è la base ad ogni successo».
Passiamo al tecnico. Ritrova il mister dopo qualche anno di soddisfazioni che vi siete tolti insieme. È cambiato nel modo di allenare o è sempre il Caputo meticoloso che tutti conosciamo?
«Ritrovare il mister è stato veramente un piacere, è rimasto il mister meticoloso che ricordavo e tutti conosciamo, che sa usare carota e bastone nei momenti giusti. L’affiancamento di De Luca e Macaluso darà sicuramente i suoi frutti, perchè tanto possono darci sia sotto l’aspetto umano che sportivo».
Partiamo dal fatto che quest’anno si inizia la stagione senza proclami, ma allo stesso tempo con la voglia di fare bene. Parliamo invece della nuova sede che ha la Cpc2005?
«Sono molto contento per quel che riguarda il campo. Il Fattori portava solo dolori fisici e troppi infortuni. Per quello che riguarda l’anno che verrà sappiamo tutti il nostro valore, ma adesso bisogna pedalare e basta gettando delle basi concrete per la stagione. Solo il campo ci dirà a maggio se in questo periodo abbiamo lavorato bene o no».

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Csl, l’inizio dei lavori è scoppiettante

di MATTEO CECCACCI

Un inizio a dir poco straordinario per la Csl Soccer di patron Vitaliano Villotti che oggi presso l’impianto sportivo del Dlf, sul manto verde del Flavio Gagliardini, ha ufficialmente aperto i lavori per il prossimo campionato di Promozione che aprirà i battenti domenica 2 settembre. Ben 25 le maglie rossoblu presenti che hanno cominciato ad allenarsi agli ordini del tecnico Daniele Fracassa e del vice allenatore Alessandro Di Raimondo dopo aver sostenuto all’interno dello spogliatoio il primo discorso stagionale. Tanti anche gli assenti, quattro calciatori, infatti, non sono potuti scendere sul terreno di gioco per vari motivi, in particolar modo il fiore all’occhiello di quest’anno Carmine Gaeta da cui i tifosi si aspettano moltissimo, oltre al portiere Emanuele D’Angelantonio e al centrocampista Alessio Caputo. A fare da bella cornice, però, ci hanno pensato sia i circa trenta suppoter presenti sulle tribune che i tanti giovani acquisti del club. Tutti e sette i fuoriquota (Izzo, De Fazi, Gallina, De Felici, Castagnola, Gaudenzi e Saraceno) hanno fatto vedere le loro potenzialità mostrando al mister e ai dirigenti il loro vero valore; sarà molto difficile per Fracassa scegliere i tre under, o più, che durante il campionato partiranno dal primo minuto.
Intanto continua anche il calciomercato, con la società rossoblu che sta inseguendo un altro under promettente: trattasi del difensore della Vecchia classe ‘01 Christian Vienna che nell’ultima stagione ha militato tra le fila degli Allievi Elite di Andrea Rocchetti conquistando in extremis la permanenza in categoria. A commentare la prima uscita stagionale della squadra ci ha pensato il diesse ventiduenne Daniel D’Aponte: «Una partenza ottima. Sono molto fiducioso per il campionato, perchè abbiamo una rosa molto competitiva. Partiremo con l’obiettivo salvezza consapevoli però delle nostre immense forze».

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Gli alunni a lezione dalla Stradale: «In aula diventano attenti ai pericoli»

Oltre 11 mila studenti italiani hanno ricevuto ore di formazione sull’educazione stradale da parte degli agenti nell’ambito del progetto Icaro. Il prefetto Sgalla: «Già dopo tre lezioni sono più consapevoli dei rischi che si corrono se si distraggono alla guida»

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Gdf: scacco al clan Fasciani

FIUMICINO – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un decreto di confisca emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nei confronti di due esponenti di spicco del noto clan mafioso FascianiI, per un valore complessivo pari a oltre 18 milioni di euro. Le indagini, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria di Roma, sono state avviate all’esito delle operazioni di polizia “Nuova alba” (eseguita dalla Polizia di Stato nel luglio 2013) e “Tramonto” (conclusa dalle Fiamme Gialle capitoline nel febbraio 2014), che avevano permesso di documentare l’esistenza e operatività dei Fasciani nel territorio lidense, identificare i “capi” del sodalizio – i fratelli Carmine e Terenzio, destinatari del provvedimento di confisca – nonché acquisire rilevanti fonti di prova in relazione alla commissione di plurime condotte delittuose, tra le quali il sistematico ricorso alla fittizia intestazione di beni, tutte poste in essere con la finalità di agevolare l’organizzazione mafiosa.

In proposito si è pronunciata la Corte di Cassazione che, con sentenze del 26.10.2017 (con riguardo all’operazione Nuova alba) e del 21.02.2018 (in relazione all’operazione Tramonto), ha sancito la matrice mafiosa del clan. Sulla base degli elementi emersi nel corso di quelle indagini, la D.D.A. ha delegato ai Finanzieri l’esecuzione di mirati approfondimenti economico-patrimoniali, volti alla ricostruzione del patrimonio posseduto dai germani Fasciani I e dai relativi familiari, nonché all’individuazione delle attività economiche da essi esercitate, allo scopo di intercettare – secondo la logica follow the money – i flussi finanziari agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili. Il G.I.C.O. è riuscito ad accertare come i due fratelli avessero accumulato, nel tempo, un ingentissimo compendio mobiliare e immobiliare, in parte intestato ai loro familiari, in misura assolutamente sproporzionata rispetto ai redditi lecitamente percepiti. E’ venuto alla luce, in particolare, un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle capacità reddituali, costituendo le attività criminali del clan l’origine delle ingenti ricchezze possedute. Ne è derivato un vero e proprio “inquinamento” dell’economia legale del litorale, attuato sfruttando consapevoli “prestanome” che sono stati posti formalmente a capo di numerose società operanti nel settore della ristorazione, della panificazione, della gestione di stabilimenti balneari e del divertimento notturno (comparti che meglio si prestano al reimpiego dei proventi illeciti), utilizzate come “schermo” per celare il “centro di interessi occulto” facente capo ai FASCIANI.

Le indagini si sono giovate dell’apporto dichiarativo dei collaboratori di giustizia CARDONI Michael e IANNÌ Tamara, appartenenti alla famiglia criminale dei “Baficchio” di Ostia, parenti del defunto GALLEONI Giovanni (detto “Baficchio”), ucciso a Ostia il 22.11.2011 insieme al sodale ANTONINI Francesco (detto “Sorca Nera”). Accogliendo le prospettazioni investigative, in data 20.06.2016 e 5.07.2016, il Tribunale di Roma aveva disposto il sequestro dei seguenti beni, di cui ora ha decretato la confisca: – patrimonio aziendale e beni di 8 società e 1 ditta individuale, esercenti l’attività di “bar”, “ristorazione”, “panificazione”, “commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari”, “gestione stabilimenti balneari” e “immobiliare”, tutte site a Roma/Ostia; – 12 unità immobiliari e 1 terreno ubicati a Roma e in provincia de L’Aquila; – rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni; per un valore di circa 18,5 milioni di euro. Contestualmente, attesa la “spiccata ed allarmante pericolosità” dei due proposti, il Giudice della prevenzione li ha sottoposti alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di anni 4.

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