Incontro con i neurochirurghi di Roma e del Lazio

di TONI MORETTI

CERVETERI – Anche quest’anno, come è ormai consuetudine, il Professor Massimiliano Visocchi, illustre concittadino, neurochirurgo, presidente della Società Mondiale di Neurochirurgia Ricostruttiva nonché consigliere della Società Italiana di Neurochirurgia,  con il Professor Alberto Delitalia, presidente della Società Neurochirurgica Mediterranea MANS”, organizzerà l’incontro  dei Neurochirurghi di Roma e del Lazio, sabato a partire dalle ore 9 presso la prestigiosa aula consiliare del palazzo del Granarone. Saranno un centinaio di neurochirurghi accreditati di Roma e del Lazio che come negli anni passati avranno il piacere di condividere fra di loro e con noi le loro esperienze su casi di interventi di confine come appunto sono tutte le sfide chirurgiche. Oltre agli organizzatori, Visocchi e Delitala, modereranno l’incontro il professor Franco Tomasello, presidente onorario della Società mondiale di neurochirurgia e il professor Paolo Cappabianca, segretario della Società italiana di neurochirurgia. L’iniziativa è annunciata, sentendosi onorato di ospitarla, dal sindaco Pascucci. Il Professor Visocchi, è da tempo che nel quadro di una valorizzazione e di riqualificazione del territorio e della città di Cerveteri, propone la nascita di un centro di neuroscienze sul territorio per il quale sviluppò un progetto fornendo dettagliate indicazioni sulla base delle sue grandi competenze acquisite nel settore.  Il tutto fu anche frutto di una delibera di intenti  approvata dall’allora sindaco Antonio Brazzini, che Pascucci dovrebbe ricordare, delibera che rimaneva aperta all’impegno di eventuali investitori che si facessero carico dell’iniziativa, ma tutto si fermò probabilmente perché i capitali si dovevano reperire a livello internazionale visto che il centro avrebbe assunto tale rilevanza, e bisognava meglio sfruttare la risonanza mondiale che Cerveteri ha assunto con l’Unesco, diventando patrimonio dell’umanità. Ma ci sarebbe voluto anche probabilmente un più concreto impegno del comune che dimostrasse più in concreto la sua volontà di realizzare nella sua città, quello che in concreto sarebbe diventato un centro di studio e di cura aperto a tutte le università del mondo? Ci si chiede se le managerialità, le competenze e le conoscenze acquisite nell’ultimo periodo in alcuni settori direttamente partecipati dal comune, non siano in grado di produrre gestioni illuminate tali da proporre e lanciare una ricerca di partecipazione a vario titolo a livello internazionale intorno a questo progetto che ha tale respiro. Basta con la custodia dei gioielli di famiglia se non sono stimolo per correre anche dei rischi per la realizzazione di cose importanti. Dategli delle idee a Pascucci che a lui piacciono.

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Rotatoria sull'Aurelia, è di competenza di Ladispoli

LADISPOLI – Anche la rotatoria al confine tra Ladispoli e Cerveteri è di competenza del Comune di Ladispoli. A stabilirlo sarebbe proprio una convenzione stipulata tra Anas e i due comuni del litorale risalente al 2014 dove Anas e Cerveteri avrebbero di fatto delegato a Ladispoli, in accordo con l'amministrazione dell'ex sindaco Paliotta, la manutenzione delle due rotatorie che insistono sull'Aurelia. Viene dunque così ''scagionato'' da inottemperanza il Comune di Cerveteri chiamato in causa nei giorni scorsi da un consigliere di minoranza relativamente allo sfalcio dell'erba all'interno della rotatoria. Se è vero infatti che Anas in una mail notificata al consigliere comunale aveva espressamente detto che la manutenzione dell'opera spettava al Comune, è anche vero che il Comune in questione è proprio quello di Ladispoli e non quello del sindaco Pascucci. Sebbene dunque sia da apprezzare la buona volontà del delegato ladispolano, Gianfranco Fioravanti, che, dopo le varie proteste, anche social, di vari cittadini, a causa dell'erba troppo alta e che impediva la visibilità in rotatoria, ha deciso di mettersi a disposizione, andando in ''soccorso'' dei vicini di casa ripulendo l'intera rotatoria; ora bisognerebbe capire come mai, fino ad oggi, mentre la rotatoria all'ingresso di Ladispoli risulta ben curata, quella di Cerveteri sia stata invece abbandonata al suo destino fino all'arrivo del supereroe Fioravanti.

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Claviere, migranti: la strana frontiera Italia-Francia. «I profughi? Li lasciavano qui»

Da noi il confine è aperto, poi da Oltralpe riportano indietro i migranti. Il finto stupore necessario al continuo rimpallo da un Paese all’altro di esseri umani che nessuno vuole

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''Non abbassiamo la guardia''

di TONI MORETTI

CERVETERI – Nonostante da anni Cerveteri si sia battuta per la chiusura dell’impianto per lo smaltimento dei rifiuti di Cupinoro, denunciandone in vari episodi la pericolosità per la salute dei cittadini, non ultimo il pericolo dell’inquinamento delle falde acquifere, nonostante la città di Cerveteri  abbia più volte espresso la sua volontà di voler uscire dal giro vizioso di un problema che in fondo riguarda soltanto la Capitale che negli anni, nonostante le amministrazioni che si sono succedute, non è riuscita a rendersi  autosufficiente con la gestione dei suoi rifiuti, visto che ha comunque un territorio molto esteso dove una seria programmazione e una precisa filosofia di gestione del fenomeno, avrebbe potuto escludere che porta ora la Città Metropolitana a tornare alla carica, individuando nel territorio metropolitano, per esempio in Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano  aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. E sopperire al suo bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta. Secondo il sindaco Raggi quindi, bisognerebbe far fede a quanto messo a punto dai tecnici provinciali con le cosiddette aree bianche’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. Luca Massimo Climati infaticabile animatore dei Comitati Uniti  che tante battaglie ha condotto contro la riapertura di Cupinoro e a qualsiasi tentativo di riconversione, sentito in proposito dichiara che i comitati non hanno mai creduto, nonostante le promesse , che avessero  rinunciato al proposito di individuare nel territorio metropolitano siti da attrezzare a nuove discariche o ad impianti di riconversione che sopperisse al grosso problema che  la chiusura di Malagrotta ha creato alla Capitale.  
«Noi – dice Climati – non abbiamo abbassato la guardia e non molleremo mai, tanto che già il 26, in associazione, ci sarà un’assemblea pubblica dove si discuterà dell’argomento e si decideranno le iniziative da prendere. Questa volta, la reazione e la partecipazione popolare deve essere  torrentizia. Lo richiede il nostro ambiente, i nostri figli, la nostra dignità di cittadini che già tanto hanno dato, tanto hanno sofferto e non vogliono vedere sporcato il territorio da politiche e traffici innaturali e incomprensibili».

 

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Impianti per i rifiuti: considerati idonei i comuni di  Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

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Impianti per i rifiuti: tra le aree considerate  idonee  figurano Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

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I pendolari del gioco dal Piemonte in Liguria a caccia di macchinette

Nei bar oltre confine per aggirare i divieti. «Vengono da fuori, tanti sono pensionati»

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Ladispoli, ancora battaglia sull'acqua.

LADISPOLI – “A Ladispoli, come reso noto dalla ASL, per tutta l’estate nessun problema di potabilità, fatta eccezione per un episodio in cui c’è stato un minimo sforamento dei floruri, immediatamente risolto grazie al pronto intervento dei tecnici della Flavia Servizi. Serve ancora qualcosa? Devo pubblicare anche le mie analisi del sangue?  Avviso che potrei avere la glicemia alta…”

Così il Sindaco Grando, sui social, replicava alla richiesta del consigliere del Movimento 5 Stelle, Pizzuti Piccoli, circa i valori di potabilità dell’acqua. Il movimento 5 Stelle, però, torna all’attacco chiedendo al primo cittadino i dati effettivi.

“Qualche giorno fa, scrivono i pentastellati in una nota, il Sindaco di Ladispoli ci chiedeva se oltre ai valori delle analisi dell’acqua potabile, il M5S fosse interessato anche alle sue analisi del sangue. Chiaramente non abbiamo alcun interesse a curiosare sui valori ematochimici del primo cittadino ma, comunque, non ci serve una conferma di laboratorio per affermare che il nostro Sindaco è affetto da una grave forma di allergia, quella alla democrazia. Detto questo ci permettiamo di fare un veloce riassunto della vicenda acqua. L’azienda partecipata Flavia Servizi estrae e distribuisce l’acqua potabile su tutto il territorio comunale. La qualità dell’acqua è tenuta sotto controllo tramite analisi fatte direttamente da Flavia e, parallelamente ed indipendentemente, dalla Regione Lazio per opera dell’ARPA. Quest’ultima, comunica i risultati alla ASL territoriale che comunica i dati al comune di Ladispoli, che, quando occorre, come è accaduto in agosto, mette in atto le idonee misure. Sul sito di Flavia Srl sono pubblicati i risultati delle analisi fatte per conto dell’azienda da un laboratorio esterno. Nell’anno 2016 ci sono 21 report, per l’anno 2017 solo due report relativi al mese di gennaio.

Non sapendo se questo vuoto facesse parte del “grando cambiamento” ci siamo sentiti in dovere, prosegue la nota, di chiedere alla Flavia, a Marzo e Maggio, di rendere pubblici, se non i risultati delle analisi fatte in tutto questo intervallo, almeno quelli dei mesi più recenti. Come avrete intuito non abbiamo avuto alcuna risposta. Solo allora abbiamo dato vigore alla nostra azione rivolgendoci alla ASL e chiedendo, sia in via istituzionale che pubblicamente al Sindaco e alla Flavia, di dare un segno di esistenza in vita.

Nella risposta il Sindaco, prosegue la nota, prende a grossolane pedate qualunque elementare forma di rispetto del ruolo delle parti democratiche, ma non soddisfatto di travalicare qualunque confine istituzionale e limite del buon gusto, ci minaccia di interessare l’avvocatura.

Tra le altre cose il Sindaco Grando scrive che a seguito della segnalazione della ASL (9 Agosto) del valore dei fluoruri alterato nelle analisi effettuate dall’Arpa (campione del 17 Luglio) non solo la Flavia è prontamente intervenuta ma sono stati “intensificati i controlli”.

Da cui viene spontanea una domanda: se Flavia fa periodicamente dei controlli, che sono stati intensificati, lo sforamento dei fluoruri documentato da Arpa il 17 luglio era sfuggito alle analisi? In che data sono stati fatti da Flavia i controlli dell’acqua nei mesi di giugno e luglio?

Carissimi, Sindaco e amministratore di Flavia, conclude il Movimento 5 Stelle, vi abbiamo chiesto tre volte di pubblicare i dati dei valori dell’acqua potabile della rete idrica di Ladispoli. L’abbiamo fatto in via istituzionale, formale ma bonaria convinti di avere di fronte persone consapevoli dei propri doveri. Evidentemente ci siamo sbagliati e di questo chiediamo scusa ai nostri elettori. Provvederemo”.

 

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MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 27 luglio 2018

Criteri di ripartizione e utilizzazione delle compensazioni
finanziarie operate dai Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del
Vallese a favore dei comuni italiani di confine, ai sensi
dell'articolo 5 della legge 26 luglio 1975, n. 386, per gli anni 2016
e 2017. (18A05774)

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Cerveteri, cartelli di divieto balneazione rimossi dalle mareggiate

CERVETERI – Non solo le passerelle per la discesa a mare dei diversamente abili, ma anche i cartelli che segnalavano i divieti di balneazione in alcuni tratti della costa di Campo di Mare. Sono queste le "vittime" della mareggiata di domenica scorsa. Anche i cartelli infatti sono stati spazzati via dalla forza del mare e dal forte vento. Del fatto è stata subito allertata la Capitaneria di Porto che "mesi fa – hanno spiegato il sindaco Alessio Pascucci e l'assessore all'Ambiente Elena Gubetti – aveva verificato la corretta segnalazione da parte del comune del divieto di balneazione e provveduto già nei mesi scorsi a ordinare dei nuovi cartelli che a breve verranno riposizionati correttamente". E in attesa che i cartelli vengano riposizionati, l'amministrazione comunale e la Capitaneria di Porto intensificheranno i controlli alla foce dei due fossi "affinché i divieti do balneazione – hanno proseguito Pascucci e Gubetti – vengano rispettati. Nell'attesa del riposizionamento di tutti i cartelli invitiamo pertanto la cittadinanza a prestare attenzione ai divieti di balneazione nella spiaggia di Campo di Mare  nei seguenti tratti (storicamente proibiti):
– da foce fosso Turbino fino a 250 mt a destra della stessa e fino al confine comunale/poligono militare;
– da foce Fosso Zambra fin o a 250 mt a sinistra a 250 mt a destra della stessa".
 

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