Banane: attracco alla banchina 25 Sud

CIVITAVECCHIA – Partita da Livorno ieri, la nave della Maersk con il suo carico di merce Chiquita attraccherà nella giornata di oggi alla banchina 25 sud. 
È questa la decisione presa ieri dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale che, a quanto pare, avrebbe inviato una nota al comandante della Capitaneria di porto – responsabile degli accosti in materia di sicurezza – comunicando come, temporaneamente, le navi Maersk che scaricheranno al terminal agroalimentare le banane Chiquita attraccheranno alla banchina 25 sud. 
E questo nonostante, di fatto, sia in vigore l’ordinanza firmata dallo stesso presidente Di Majo e oggetto di ricorso al Tar del Lazio, con la quale viene disposto lo scarico dei container solo alla 25 (nord), e quindi al Terminal di Rtc. Tanto che il piano accosti della scorsa settimana indicava proprio quell’attracco per la Maersk. Motivo per il quale Civitavecchia, ed il Cfft in particolare, ha già perso due importanti carichi, dirottati su Livorno. Una soluzione temporanea, quella adottata dal numero uno di Molo Vespucci, che confida sempre nella risoluzione della vertenza attraverso un accordo tra le parti: Cfft e Rtc. 
Ed il livello si è alzato, tanto che la questione ieri è finita al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove si è svolta una riunione fiume proprio tra i responsabili del dicastero, i vertici dell’Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale e le due società che da agosto ormai sono in trattativa per trovare un accordo che, giovedì scorso, sembrava vicino dall’essere sottoscritto. E invece, alla fine, non si è fatto più nulla. 
Una riunione fiume, quella di ieri, iniziata nel primo pomeriggio ed andata avanti fino a sera, con l’obiettivo di tentare di trovare una soluzione ad un problema che rischia di mettere in crisi e compromettere seriamente il sistema portuale di uno scalo strategico come quello di Civitavecchia. 
E dall’esito dell’incontro al Ministero di ieri dipenderà anche la decisione dei sindacati, Filt Cgil e Uiltrasporti, di sospendere o meno lo sciopero indetto per giovedì. Sindacati che, nei giorni scorsi, avevano chiesto conferma ufficiale al presidente dell’Adsp del mantenimento del traffico Chiquita, strategico per lo scalo con le sue 140mila tonnellate annue movimentate: ma non è arrivata risposta, quindi lo sciopero, al momento, rimane confermato.  

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Tutto esaurito alla Cittadella per "1918. Cronaca dell'anno che cambiò il mondo"

CIVITAVECCHIA – Parlare di storia, argomento che ai più potrebbe apparire noioso, e avere il tutto esaurito capita raramente: sabato scorso, alla Cittadella della Musica, è successo. La Sala Morricone, al massimo della sua capienza, ha confermato Il successo dell’iniziativa, ideata  e scritta da Mario Camilletti con la preziosa collaborazione di Barbara De Paolis, con gli alunni del Liceo Musicale “Galilei” e lo charme di Valentina Petringa.

Si è parlato dei tanti eventi di un anno incredibile che sarebbe riduttivo considerare solo come  momento conclusivo della I guerra mondiale, con l’ausilio di filmati d’epoca e con una vera e propria sfilata di moda di abiti e di uniformi originali del periodo (messe a disposizione da Massimiliano Brizi, uno dei maggiori collezionisti italiani di uniformi); gli alunni del Musicale hanno suonato e cantato le canzoni di quegli anni, melodie immortali come Reginella, Come Pioveva, Tazza ‘e cafè, O Surdato Innammorato, mentre il pubblico che ha seguito con straordinario interesse ed entusiasmo le quasi due ore di spettacolo, accompagnava con il battito delle mani.

“Questo successo necessita di ringraziamenti – hanno detto gli organizzatori – alla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e al Presidente Gabriella Sarracco, che ha scelto di continuare ad investire in cultura; all’Assessore Enzo D’Antò e a tutto l’Ufficio dell’Assessorato alla Cultura; al personale della Biblioteca Comunale “Cialdi” e della Cittadella della Musica, professionisti di squisita disponibilità; e soprattutto al pubblico che ci ha seguito con calore”.

L’evento culturale è stato preceduto da matinéè dedicate alle classi terze delle scuole medie cittadine.

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Tutto esaurito alla Cittadella per "1918. L'anno che cambiò la storia"

CIVITAVECCHIA – Parlare di storia, argomento che ai più potrebbe apparire noioso, e avere il tutto esaurito capita raramente: sabato scorso, alla Cittadella della Musica, è successo. La Sala Morricone, al massimo della sua capienza, ha confermato Il successo dell’iniziativa, ideata  e scritta da Mario Camilletti con la preziosa collaborazione di Barbara De Paolis, con gli alunni del Liceo Musicale “Galilei” e lo charme di Valentina Petringa.

Si è parlato dei tanti eventi di un anno incredibile che sarebbe riduttivo considerare solo come  momento conclusivo della I guerra mondiale, con l’ausilio di filmati d’epoca e con una vera e propria sfilata di moda di abiti e di uniformi originali del periodo (messe a disposizione da Massimiliano Brizi, uno dei maggiori collezionisti italiani di uniformi); gli alunni del Musicale hanno suonato e cantato le canzoni di quegli anni, melodie immortali come Reginella, Come Pioveva, Tazza ‘e cafè, O Surdato Innammorato, mentre il pubblico che ha seguito con straordinario interesse ed entusiasmo le quasi due ore di spettacolo, accompagnava con il battito delle mani.

“Questo successo necessita di ringraziamenti – hanno detto gli organizzatori – alla Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e al Presidente Gabriella Sarracco, che ha scelto di continuare ad investire in cultura; all’Assessore Enzo D’Antò e a tutto l’Ufficio dell’Assessorato alla Cultura; al personale della Biblioteca Comunale “Cialdi” e della Cittadella della Musica, professionisti di squisita disponibilità; e soprattutto al pubblico che ci ha seguito con calore”.

L’evento culturale è stato preceduto da matinéè dedicate alle classi terze delle scuole medie cittadine.

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Pomeriggio intenso per il pubblico con Fabio Stassi

TARQUINIA – Pomeriggio ricco di intense suggestioni quello che si è svolto martedì 13 novembre nella Sala grande della biblioteca, tra le illustrazioni della XIII edizione di Pagine a Colori, manifestazione promossa dal Comune e dalla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, quest’anno in partnership con Tarquinia Film Office e il supporto di Enel a cui si affiancano le partecipazioni di BCC Roma, Unicoop Tirreno, DG Cinema & Consulting, CBM e dell’IIS Vincenzo Cardarelli di Tarquinia. 
Ospite d’onore Fabio Stassi, con la sua calda empatia e la sua straordinaria capacità di evocare il potere dei libri e il fascino della lettura, ha accompagnato il pubblico in un caleidoscopico viaggio attraverso ‘‘il buio e la cecità’’ nella letteratura: da Omero a Borges, da Kafka a Saramago, il racconto e la riflessione dello scrittore si sono irradiati in tutte le direzioni, toccando la fotografia e la Torre di Babele, gli alfabeti, i simboli e i segni del linguaggio letterario, il rapporto «promiscuo», ambiguo e misterioso tra il libro ed il lettore, la «voce profetica» della narrazione. Ne è scaturito un elogio appassionato della letteratura come «fenomeno sovranazionale», espressione universale dei sentimenti umani, finzione «più vera» della realtà stessa e baluardo contro le dittature, in quanto capace di vedere ciò che è invisibile, di attivare l’immaginazione, di guardare al mondo con «sguardo simbolico» andando oltre le apparenze e la percezione ingannevole dei sensi. Il tutto arricchito da innumerevoli spunti e suggerimenti bibliografici, in perfetta coerenza con il ruolo di «biblioterapeuta» che, inventato per uno dei suoi più celebri personaggi, l’investigatore Vince Corso, si è ormai identificato con Fabio Stassi, come lui stesso ha simpaticamente confermato. Bibliotecario ed editor della casa editrice Minimum Fax, lo scrittore, tra l’altro, ha curato la selezione dei testi di letteratura italiana raccolti nei due volumi «Curarsi con i libri» e «Crescere con i libri» (di Ella Berthoud e Susan Elderkin, Sellerio editore): veri e propri «prontuari farmaceutici» che, per tutti i possibili disturbi o problemi esistenziali – classificati in rigoroso ordine alfabetico -, suggeriscono il rimedio bibliografico più efficace. «Si tratta di due strumenti particolarmente significativi nell’ambito delle finalità di PaC – ha sottolineato Roberta Angeletti, direttrice artistica del festival dedicato all’illustrazione e alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza – in quanto la formazione degli adulti è un presupposto fondamentale per la corretta fruizione dei testi da parte di bambini e ragazzi». 
La Angeletti ha inoltre annunciato che sarà proprio Stassi l’autore prescelto per il concorso che ogni anno PaC rivolge agli studenti del primo biennio della scuola superiore. Si rinnova dunque il legame speciale tra Fabio Stassi e la città di Tarquinia, sbocciato già lo scorso anno, quando lo scrittore è intervenuto all’inaugurazione del Certame Nazionale Cardarelliano in occasione della proiezione del suo documentario «L’ultima spiaggia», dedicato a Vincenzo Cardarelli. 

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Il Team Bike Race Civitavecchia si prende Ferentino

Grandi soddisfazioni domenica scorsa a Ferentino per il Team Bike Race Mountain Civitavecchia. La squadra conquista infatti quattro piazzamenti sul podio, tre dei quali ottenuti dai ragazzi e dalle ragazze della scuola. Il primo podio di giornata è arrivato nella categoria promozionale dei G6, con Sara Tarallo che ha ottenuto una bella seconda posizione sul percorso fangoso di Ferentino. Lo stesso risultato è arrivato anche nella categoria delle ragazze Esordienti, nella quale Aurora Pallagrosi, dopo la vittoria di fine ottobre a Lignano Sabbiadoro, ha ottenuto la piazza d’onore alle spalle della maglia rosa Federica Venturelli. 
Podio anche per Daniele Peschi nella categoria ID, la cui classifica assoluta comprendeva gli ID-2 e gli ID-3: il ragazzo ha ottenuto il secondo posto assoluto nella sua speciale categoria, e si è piazzato primo tra gli ID-2.
L’altro podio di giornata è arrivato grazie alla bella prestazione di Alessandro Rescia, che nella classifica Master di seconda fascia si è piazzato terzo negli M4.
Oltre i vari piazzamenti sul podio, il Team Bike Race Mountain Civitavecchia si è confermato come una delle squadre più numerose al via della gara di ciclocross di Ferentino, valevole come tappa del Giro d’Italia Ciclocross. 
Nei G6 Giordano Gigli è 8/o, mentre Daniele Mazzei e Diego Zevola sono rispettivamente 16/o e 23/o. Tra gli Esordienti arriva la top 10 di Manuel Rescia, 8/o, mentre negli Allievi Edoardo Di Luigi è 44/o. Tra i Master, Vladimiro Tarallo è 13/o assoluto di prima fascia e 6/o tra gli M3, mentre Luigi Quintiero è 10/o Elmt. Nella seconda fascia, oltre al piazzamento di Alessandro Rescia, ci sono Marco Deciano e Ivano Libriani che ottengono rispettivamente il 14/o e 15/o posto negli M5. 
Alla prova di Ferentino erano presenti anche i bambini da G1 a G5 che hanno gareggiato sullo short track: nei G1 primo posto per Chiara Massai e 3/o per Niccolò Perrone; nei G2 Marco Scardozzi è 3/o, mentre Matteo Gigli 5/o. Nei G4 primo posto per Andrea Tarallo, mentre nei G5 Mattia Deciano è secondo. Francesco Massai si è dovuto fermare per un guasto meccanico. 
I piazzamenti ottenuti dai ragazzi della scuola permettono al Team Bike Race Mountain Civitavecchia di piazzarsi provvisoriamente al nono posto nella classifica generale del campionato italiano di società.
«Questo piazzamento è per noi molto importante – spiega la presidentessa del team Vanessa Casati – e sotto un certo punto di vista anche inaspettato, in quanto ci stiamo confrontando con squadre di tutta Italia e vedere il nostro nome lì davanti è per noi davvero molto importante. Grazie all’aiuto di tutti i nostri partner stiamo permettendo ai ragazzi di crescere e di confrontarsi con le squadre più importanti del panorama nazionale».

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Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Chiesta una ispezione su Di Majo

CIVITAVECCHIA – «La città e chi di dovere, istituzioni in primis, devono intervenire perché si sta consumando un serio danno per il porto e per la comunità tutta. Questa situazione non è più tollerabile». Per il vice presidente di Civitavecchia Fruit and Forest Terminal Sergio Serpente  la misura è ormai colma, il limite è stato superato. Non solo Civitavecchia, al momento ha perso una nave bananiera e probabilmente sarà così anche le prossime settimane, ma Cfft si sente oggi presa in giro dalle dichiarazioni del presidente Di Majo che ha definito ‘‘inaspettato’’ il fatto di veder  dirottata la nave a Livorno.

«Come può essere insapettata – si sono chiesti Serpente e Gianluca Rossi, manager Operations Cfft – una decisione annunciata, di fatto, da quattro avvertimenti nel corso degli ultimi mesi, ossia le due lettere di Chiquita e le due nostre diffide?». Ed anche la stessa Chiquita non si sente più gradita a Civitavecchia. Lo avrebbe confermato l’amministratore delegato del settore logistico di tutto il gruppo che, nel mondo, movimenta 3 milioni di tonnellate all’anno, dopo il contatto telefonico avuto con il vertice di Molo Vespucci. «A Civitavecchia forse non sono stati recepiti i ruoli che ogni soggetto ricopre nella logistica – ha spiegato – per quanto ci riguarda, siccome decidiamo noi dove inviare la nostra merce e non vogliamo né dare insegnamenti né essere di peso a nessuno, pur dispiaciuti per la serietà mostrata da Cfft in questi anni e la professionalità acquisita dai lavoratori, valuteremo le tante richieste che abbiamo per scegliere dove siamo maggiormente graditi». Parole che pesano, soprattutto perché riferite da un’azienda che ha scelto Civitavecchia nel 2007 «per la professionalità – hanno ricordato Serpente e Rossi – e per la presenza di un terminal a ciglio banchina». Se fino al 2014 l’azienda ha effettuato il servizio con navi proprie e convenzionali, si è poi dovuta adattare al mercato, utilizzando i contenitori e scegliendo il proprio vettore, che da un anno è Maersk.

«Nel 2017 – hanno ricordato da Cfft – Chiquita ha chiesto all’ente di poter scaricare i container direttamente alla banchina 24 e noi, nonostante avessimo già le autorizzazioni, ne abbiamo chiesta di aggiuntive per questioni di sicurezza. Lo stesso cliente ha sollevato il problema delle gru di Gtc, chiedendo a noi più efficienza ed una organizzazione più completa». È sorta così l’esigenza di propri mezzi meccanici, acquistati a maggio con un investimento di oltre 5 milioni di euro, «con il presidente che a febbraio – hanno ricordato – ci aveva anche proposto di acquisire quelle della Gtc». Poi le ultime tappe, dal parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici alle lettere e diffide, fino all’ordinanza e all’udienza al Tar. Ed il tentativo di accordo commerciale con Rtc, società che fa capo al gruppo Msc di Gianluigi Aponte. «Non ci sono mai state bozze d’accordo – ha precisato Serpente – ma bozze di proposte commerciali unilaterali  per noi irricevibili. Il 3 ottobre abbiamo riferito di incontri in corso, non certo di accordo alla firma. Più volte abbiamo inviato modifiche, mai accolte. Così si prendono in giro un traffico importante,  i lavoratori ed il territorio». Intanto della vertenza si discuterà anche domani, in una riunione di Uniport, l’unione nazionale imprese portuali, pronta anche a chiedere un’ispezione al Ministero, alla luce di questa situazione. 

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Gdf, giurano tre nuovi vicebrigadieri

CIVITAVECCHIA – «Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore a tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere Istituzioni». 

Questa la formula recitata giovedì di fronte alla bandiera, da tre neo vicebrigadieri della Guardia di finanza, in servizio presso la stazione navale di Civitavecchia, reparto alle dipendenze del Roan, che hanno confermato il loro impegno di fedeltà verso la Repubblica Italiana, prestando giuramento. Alla presenza del comandante del Roan, colonnello Armando Franza e di una rappresentanza dei finanzieri dei reparti alla sede, si è svolta la breve ma sentita cerimonia di promozione al grado superiore dei Vicebrigadieri Luigi Murru, Angelo Cirillo e Carlo Casula. I militari, dopo aver frequentato il 21° corso Sovrintendenti, riservato agli appuntati scelti del corpo, con recente determinazione del Comando Generale della Guardia di Finanza sono stati nominati vicebrigadiere a decorrere dal 2018. Il comandante si è congratulato con i militari ed ha augurato loro ulteriori soddisfazioni nel nuovo grado, esortandoli a svolgere i propri compiti, di concerto con gli altri appartenenti al corpo, a tutela delle libertà economiche garantite dalla Costituzione.

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Vertenza Cfft: dalla Regione l'invito alla ragionevolezza

CIVITAVECCHIA – Non poteva non sbarcare anche alla commissione Trasporti ed infrastrutture in Regione, convocata ieri per discutere dei progetti di sviluppo del porto e della zona logistica semplificata, la vertenza legata allo scarico dei container. Vertenza esplosa ieri mattina, con la Maersk Northwood, la nave bananiera che sarebbe dovuta sbarcare a Civitavecchia, dirottata su decisione del cliente, Chiquita, a Livorno (nella foto), al Terminal Darsena Toscana, e con l'annullamento anche dell'attracco della prossima giornata. Finché non verrà sbrogliata la questione relativa al mancato accosto alla banchina 24, quella del Terminal Agroalimentare, i dirottamenti saranno certi. E Cfft dovrà provvedere sempre anche a pagare il trasporto via gomma della merce; in una giornata come ieri il costo è stato di 40mila euro, ma possono arrivare ad oltre 100mila euro quando sono a pieno carico. A quel punto non c'è nulla di guadagnato. Tutt'altro. Da qui la preoccupazione dei lavoratori della società italo belga per il proprio futuro: d'altronde Chiquita rappresenta da sola circa il 60% del lavoro. 

La preoccupazione è stata manifestata anche nel corso della commissione; in audizione il presidente dell'Adsp Francesco Maria Di Majo che, in apertura, ha affrontato per primo il problema dei container, alla luce di quanto accaduto in mattinata a Civitavecchia. Ha spiegato di aver esperito tutte le possibilità per far sì che venisse trovato un accordo commerciale tra Cfft e Rtc, la società che gestisce il terminal container alla banchina 25, dove da oggi devono necessariamente essere scaricati tutti i container che passano per il porto, compresi quelli delle banane. E sembrava che ad inizio ottobre le basi per raggiungere l'intesa ci fossero. Poi qualcosa è cambiato, in negativo. Ed ha anche sottolineato però come la proroga dell'ordinanza fino al pronunciamento nel merito del Tar del lazio, a giugno, non sia fattibile. Nonostante questo sia stato richiesto a gran voce da tutti, ieri, anche dai consiglieri presenti in commissione. "L'appello di tutti – ha spiegato Gino De Paolis, che aveva proprio richiesto l'audizione – è stato quello alla ragionevolezza e al buonsenso; perdendo traffici si rischia di vanificare quello che può essere poi lo sviluppo del porto e del territorio di cui abbiamo parlato in commissione".  

Il presidente di Unindustria Civitavecchia Stefano Cenci ha parlato di una situazione delicata e difficile da risolvere. "Da un lato ci sono pareri e regole – ha spiegato – dall'altro posti di lavoro da tutelare. La preoccupazione è tanta. Allo stesso tempo da un lato ci sono le emergenze contingenti, come questa vertenza, dall'altro delle opportunità che non bisogna perdere, come l'avvio della Zls: opportunità che, se fossero state realizzate uno o due anni fa, oggi avrebbero risolto tanti problemi. Oltre alla Zls c'è la Civitavecchia-Orte, il Marina Yachting, la darsena Grandi Masse, l'interporto giunto alla sua ottava asta, la ripartenza del cantiere ex Privilege Yard: se riuscissimo a far partire in fretta almeno uno di questi progetti, potrebbe fare da leva a tutti gli altri. Senza dimenticare le emergenze, che vanno però governate prima per non rischiare di venire governati da queste poi. Oggi occorre fare presto e non perdere tempo: Civitavecchia si trova tra Livorno e Napoli. Nel primo porto verrà realizzata la banchina Europa, con un investimento da oltre 1 miliardo di euro. A Napoli la zona economica speciale, che ha più vantaggi della Zls: se rimaniamo fermi a guardare rischiamo di essere inghiottiti". 

Intanto il segretario della Filt Cgil, alla luce di quanto emerso ieri in commissione, ha confermato che già oggi verranno aperte tutte le procedure per lo stato di agitazione, che porteranno a presidi – il primo già in concomitanza con il prossimo comitato di gestione portuale – e fino alla proclamazione dello sciopero. "Uno sciopero – ha spiegato Borgioni – per il quale cercheremo di coinvolgere tutto lo scalo, mettendo al centro il sistema porto".    

 

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Vertenza Cfft: la bananiera pronta a proseguire verso Salerno

CIVITAVECCHIA – C'è una nave carica di banane ferma a Vado Ligure, porto dove al momento non dovrebbe sostare perché in viaggio verso Civitavecchia, ma pronta a proseguire la rotta fino allo scalo di Salerno. Il problema è quello relativo alla banchina dove poter attraccare: il piano accosti approvato questa mattina indica per la bananiera la banchina 25 nord. Questo significa che l'Authority ha deciso di proseguire sulla strada dell'ordinanza del 13 luglio, quella che di fatto prevede che ogni operazione relativa allo sbarco ed imbarco container venga svolta al terminal gestito da Rtc alla 25 appunto. 

Più volte i clienti del terminal dell'ortofrutta, in particolare Maersk e Chiquita, che fino a ieri hanno scaricato alla 24, ad un passo dai magazzini frigo, hanno minacciato di lasciare il porto di Civitavecchia nel caso in cui fosse stata negata questa possibilità, che in termini di mercato significa abbattimento di tempi e costi. Ed oggi questa decisione sempre essere sempre più concreta. 

I lavoratori di Cfft si sono presentati attorno alle 13 a Molo Vespucci, accompagnati dal segretario della Filt Cgil Alessandro Borgioni: assente il presidente Francesco Maria di Majo, sono stati ricevuti dalla segretaria generale Roberta Macii che ha confermato: "Stiamo lavorando per voi", andando poi in riunione insieme anche al sindaco Antonio Cozzolino, giunto poco dopo sul posto. I lavoratori sono rimasti in sala comitato, e staranno lì tutto il giorno, finché non avranno una risposta dall'Adsp. Un dato è certo: la questione è delicata e ci sono molti interessi da tutelare. C'è l'occupazione, ci sono gli interessi economici della società italo belga, quelli di Rtc e quelli del porto, che rischia di perdere un traffico importante. 

E la politica non sta a guardare. Il vice presidente della Commissione Infrastrutture e Trasporti alla Regione, Roberta Angelilli del centrodestra fa appello direttamento al Governatore Zingaretti. “Ho chiesto a lui e all'assessore ai Trasporti Mauro Alessandri – ha spiegato – di intervenire sull’Autorità Portuale affinché si risolva immediatamente il problema dell’approdo a Civitavecchia del carico di banane. Infatti, per una sorta di groviglio burocratico-amministrativo, il porto di Civitavecchia rischia di perdere un traffico commerciale importantissimo, cosa che comporterebbe dei danni molto gravi per il sistema portuale e l’occupazione”. 

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