Tarquinia, denunciato dai Carabinieri spacciatore di eroina

TARQUINIA – Continuano incessanti i controlli della stazione carabinieri di Tarquinia per rendere serene le giornate di ferragosto ai fruitori dei luoghi di vacanza.

Ieri durante un controllo di profondità effettuato in via dei Tritoni è stato controllato un cittadino italiano di 40 anni: perquisito è stato trovato in possesso di quasi un grammo di eroina, e a seguito della perquisizione domiciliare è stato trovato il materiale per il confezionamento delle dosi.

Lo spacciatore è stato quindi condotto in caserma e denunciato.

Nell’ ambito della  stessa operazione è stata segnalata alla prefettura di Viterbo quale assuntrice una ragazza di Tarquinia di 35 anni trovata in possesso di 0,5 grammi di hashish.

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REGOLAMENTO 15 febbraio 2018, n. 828

Regolamento delegato (UE) 2018/828 della Commissione, del 15 febbraio
2018, che modifica il regolamento delegato (UE) 2015/68 per quanto
riguarda le prescrizioni relative ai sistemi di frenatura
antibloccaggio, i dispositivi di accumulo dell'energia ad alta
pressione e i raccordi idraulici del tipo a un condotto. – Pubblicato
nel n. L 140 del 6 giugno 2018
(18CE1503)

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Cerveteri, viola la sorveglianza speciale: arrestato un 30enne

CERVETERI – Il piano di controllo straordinario del territorio messo in atto dai Carabinieri di Civitavecchia per un “estate tranquilla” prosegue con assiduità sulle principali arterie di collegamento e sul litorale laziale. Nell’ultimo week end sono stati intensificati i controlli che hanno consentito di trarre in arresto una persona e  denunciarne un’altra a piede libero, entrambe di Cerveteri. 
In particolare il NOR – Aliquota Radiomobile ha tratto in arresto F.E., le sue iniziali, 30enne, intercettato a bordo di un autovettura mentre percorreva una via del centro di Ladispoli. All’esito del controllo è emerso che l’uomo era sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., con l’obbligo di soggiorno nel comune di Cerveteri e destinatario di un provvedimento di revoca della patente di guida. 
L’arrestato è stato condotto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo. 
Il giovane un paio d’anni fa ha avuto precedenti per droga. Va detto che la sorveglianza speciale è una misura di prevenzione che viene fatta per soggetti tendenzialmente delinquenti.
I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Cerveteri hanno, invece, denunciato in stato di libertà B.M.D., le sue iniziali, 24enne, rumeno per il reato di furto. Lo stesso è stato sorpreso dai Carabinieri subito dopo che aveva asportato da un autovettura in sosta sul lungomare monete per una somma complessiva di 10 euro.

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Ladispoli, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti: denunciato

LADISPOLI – Prosegue il piano di controllo straordinario del territorio messo in atto dai Carabinieri di Civitavecchia per una "estate tranquilla". Nell'ultimo week end i militari si sono concentrati su Ladispoli, dove sono stati intensificati i controlli che hanno consentito di arrestare due persone e denunciarne altrettante. 

A finire in manette è stato E.F. 30 anni, intercettato a bordo di un'auto mentre percorreva una via del centro della città balneare. Durante il controllo da parte dei Carabinieri è emerso che l'uomo era sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con l'obbligo di soggiorno nel Comune di Cerveteri e destinatario di un provvedimento di revoca della patente di guida. Il 30enne è stato dunque condotto presso la sua abitazione agli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo. E sempre a Ladispoli, i militari hanno denunciato in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria per produzione e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope un altro 30enne, S.R. poiché nel corso di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di due piante di marijuana, successivamente sottoposte a sequestro. 

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San Giorgio, spiaggia e pineta sorvegliate speciali

TARQUINIA – Continua l’opera di controllo dell’amministrazione comunale di Tarquinia sul litorale tarquiniese, in particolare in località San Giorgio, dove nei giorni scorsi è scoppiato un incendio subito domato dal pronto intervento dei vigili del fuoco e della protezione civile.

Questa mattina la polizia locale guidata dal maggiore Mauro Bagnaia ha effettuato un pattugliamento della pineta che sorge nella frequentata località balneare. Sotto gli alberi non c’erano autovetture parcheggiate e la presenza degli agenti è servita da deterrente.

Sono stati notati i resti di due falò, evidentemente accesi nei giorni scorsi. Contemporaneamente, una pattuglia della Guardia costiera ha controllato che sulla spiaggia venisse rispettata l’ordinanza balneare emessa dalla Capitaneria di Porto di Civitavecchia. Sia il personale della Guardia costiera che quello della Polizia locale sono stati accolti ovunque con viva simpatia dai numerosi bagnanti presenti sulla spiaggia. Non sono mancate parole di consenso all’opera svolta dagli agenti in difesa della pineta e per il rispetto delle regole.

«Ho notato apprezzamento da parte dei bagnanti – dice Silvano Olmi, consigliere comunale incaricato alla Sicurezza e all’Ambiente che ha assistito al pattugliamento – il personale della Polizia locale e della Guardia Costiera è stato accolto in maniera positiva dalla gente. In molti hanno avuto parole di stima per come è stato condotto il controllo di questa zona che, soprattutto nei fine settimana, è frequentata da molti bagnanti. Tutte le autovetture sono state parcheggiate lungo la strada d’accesso e nessuno è entrato con l’automobile dentro la pineta o sulla spiaggia. Contiamo, la prossima settimana, di installare alcuni nuovi cartelli di avviso e divieto, perché quelli presenti sono stati divelti o sporcati con la vernice. L’azione di controllo del Comune – conclude Olmi – compatibilmente con la disponibilità di personale, proseguirà anche nelle prossime settimane».
 

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Incidente ad Anguillara, muore 16enne

ANGUILLARA – Brutto incidente stradale ieri pomeriggio ad Anguillara, all'incrocio tra via Redipuglia e via Cavalieri Vittorio Vittorio Veneto, tra un'auto e uno scooter condotto da un giovane di 16 anni che purtroppo ha perso la vita. Secondo una prima ricostruzione, l'auto, guidata da un anziano, non si sarebbe fermata allo stop investendo il ragazzo a bordo dello scooter. Inutile l'intervento dell'eliambulanza che una volta giunta sul posto, non è potuta atterrare, tanto che i medici sono scesi sul posto tramite la scaletta. Inutili i tentativi di rianimare il ragazza. Sul posto la Polizia locale e i Carabinieri per gli accertamenti del caso. 

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Morte Silvestri, la famiglia: "No all’archiviazione sbrigativa''

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Mio padre è stato ammazzato e il mio timore è che non abbia giustizia per la superficialità con cui è stato affrontato il suo caso. E questo non lo tollero ed è difficile da accettare. Per cinquant’anni e passa mio padre ha guidato motorini, scooter e moto ed era una persona che non è mai stata spericolata.  Rivolgo un accorato appello per chiedere se qualcuno quel giorno ha visto o ha sentito qualcosa, magari perché qualcun altro glielo ha riferito, di farsi avanti perché anche se è passato un po’ di tempo chi assiste ad un incidente del genere, così grave, non se lo dimentica».
 A parlare è Cristiano Silvestri, figlio del 62enne Stefano, perito agrario residente a Cerveteri dal 2005 con la moglie ed un’altra figlia, deceduto il 5 febbraio scorso a seguito di un sinistro stradale occorso il 25 gennaio sull’Autostrada Roma Fiumicino in cui è rimasto coinvolto. 
Ebbene il sostituto procuratore Federica Materazzo della Procura di Civitavecchia il 14 giugno scorso ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti di un pensionato romano, 81enne, indagato per omicidio stradale a seguito del sinistro in questione. 
«Invero, come si legge nell’annotazione relativa al sinistro –  si legge nell’atto – questo si sarebbe verificato a causa dell’improvviso impatto del motociclo condotto dal Silvestri con il veicolo condotto dall’indagato, fermo sulla corsia di emergenza a causa di un improvviso malore del passeggero, senza che si evidenziassero tracce di frenata sull’asfalto. Alla luce della ricostruzione dei fatti così operata, si ritiene di non dover esercitare l’azione penale nei confronti dell’indagato, a fronte dell’impossibilità di muovere alcun rilievo penale alla condotta da egli tenuta». 
Con questa motivazione si chiede l’archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato.  
«Stando così le cose – dice Cristiano – è inaccettabile pensare che mio padre in una bellissima giornata con tre corsie a disposizione e la quarta di emergenza, vada a girare proprio su quest’ultima. E poi non ci sono tracce di frenata. E come dire che mio padre sia un kamikaze, un pazzo furioso che si andava a schiantare così».  Stefano, la vittima, come racconta il figlio,  tutti i giorni si alzava alle cinque del mattino per andare a lavorare. Parcheggiava l’auto a Marina di Cerveteri. Prendeva il treno e scendeva a Roma Ostiense e da lì con l’autobus raggiungeva l’Appia dove c’era l’azienda per la quale prestava la sua opera. Da lì si spostava con lo scooter aziendale per andare a fare manutenzioni nel campo vivaistico per uffici. 
Quel giorno, il 25 gennaio, alla guida di uno scooter, un Kymco 200, in pieno orario di lavoro, si stava recando per fare un sopralluogo a Fiumicino, quando sull’autostrada A91 km 17 + 200  verso le 13,20 va ad impattarsi con la Fiat Panda, con alla giuda il pensionato e sua sorella come passeggero. Con l’elisoccorso è stato trasferito in gravissime condizioni al San Camillo di Roma dove è deceduto una decina di giorni dopo a seguito delle gravi lesioni riportate come si evince dalla relazione medico legale redatta, il dottor Cipollini, che conferma  l’elemento materiale del nesso causale tra sinistro stradale e decesso. Nonostante l’ora in cui è avvenuto il sinistro, non si trovano testimoni. 
I congiunti di Stefano, tramite il loro legale, l’avvocato Federico Alfredo Bianchi (nella foto) , da anni responsabile dell’associazione ‘’Familiari e delle Vittime della strada’’ a livello nazionale per la giustizia, fanno opposizione alla richiesta di archiviazione ritenendo indispensabile ed irrinunciabile un’approfondita analisi  dei fatti di causa, a mezzo di precise indagini investigative suppletive. L’avvocato Bianchi, sentito telefonicamente ha dichiarato: «Ritengo che siano totalmente mancati atti di indagine, che sono prerogativa della magistratura inquirente e quindi della Procura, la quale si è totalmente appiattita sul verbale della Polizia Giudiziaria, ma vi è di più. Tale verbale è corredato di foto che sono però presso la Polizia ma non agli atti del fascicolo. Quindi ci si accontenta di una dichiarazione che potrebbe ragionevolmente e presumibilmente essere di comodo dell’indagato, e non viene fatto nessun altro tipo attività.  La presa d’atto è che c’è stata quindi una richiesta di archiviazione, chiamiamola sbrigativa, perchè  non c’è stato il compimento di nessun atto d’indagine. Agli atti mancavano addirittura le foto per potersi rendersi conto di una dinamica. Quantomeno sarebbe stato elementare disporre una consulenza cinematica ricostruttiva della dinamica del sinistro, che se il pm non avesse ritenuto di fare perché non furono sequestrati i mezzi, questa sarebbe un’ulteriore mancanza della Procura. Tuttavia, ciò nonostante, una consulenza, per quanto mi riguarda, sarebbe stata ugualmente possibile».  
L’avvocato Bianchi si dilunga sui precisi quesiti che andrebbero posti ad un eventuale consulente facendo notare che: «Non ci si è neanche preoccupati di stabilire rispetto alla mancanza di tracce di frenata se i mezzi, come presumibile, fossero dotati di sistema frenante antibloccaggio ABS che, come è noto, in caso di frenata non lasciano tracce di scarrocciamento, diciamo così, sulla sede stradale. Ora sono anni che si parla di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla dinamica, vengono inasprite le pene tanto da essere previsto l’omicidio stradale, poi si verifica un fatto del genere, muore un padre di famiglia, un marito, un nonno e la risposta è questa? Cioè si rivisita brevemente il verbale della Polizia e ci si basa sulla dichiarazione dell’indagato? Mi sembra un po’ troppo semplicistico. La nostra ipotesi è che Silvestri sicuramente, un 62enne ragionevolmente guidatore esperto e prudente, si sia trovato all’improvviso davanti a sé un ostacolo. Tutto lascia pensare a questo. E questo mi sembra che emerga in tutta la sua evidenza. Quello che voglio dire è che non c’è stata nessuna curiosità da parte della Procura per capire cosa è successo, di  sentire l’indagato per vedere se cadeva in qualche contraddizione con quanto già dichiarato, di sentire anche la sorella e vedere se fossero caduti in contraddizione fra di loro, cercare di capire se l’indagato, veramente si è fermato lì perché la sorella stava male. Anche lo stato di necessità che ha reso indispensabile il fermarsi lì ed impedire il passaggio va dimostrato». 
Una vicenda a quanto sembra molto pasticciata. Tutto un po’ superficiale e approssimativo. Addirittura dopo un paio di giorni dal sinistro i familiari sono stati chiamati dalla Polizia Stradale perché volevano conferire col ferito. Questi rispondono che il loro congiunto era ricoverato in rianimazione e che non si sapeva se ce la faceva oppure no. Dopo neanche un mese dal fatto sono stati contattati dai Carabinieri perché anche loro volevano parlare con Silvestri per chiedere come stava. L’uomo era già deceduto da tempo. 

 

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Terrorismo, arrestato macedone che viveva a Tolfa

TOLFA –  I Carabinieri dei Ros hanno arrestato un macedone di 29 anni in provincia di Potenza accusato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo internazionale. Durante le perquisizioni sono state trovate nella sua casa dei droni, abbigliamento militare e un cellulare, nel quale sono state trovatI oltre a numerosi video di propaganda jihadista, ricerche su tecniche di autoaddestramento, in particolare con l'uso di droni commerciali armati e realizzazione fai da te di pistole taser.

"La gravità ed attualità dei fatti fa ritenere imminente e concreto il pericolo che dalle condotte dell'indagato scaturissero reati ancora più gravi quale quello di porre in essere un attentato attesa l'azione di auto addestramento compiuto". E' quanto scrive il gip Anna Maria Gavoni nell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Agim Miftarov.  "Risultano granitici elementi che dimostrano l'adesione dello stesso alla ideologia di organizzazione terroristiche estremistiche islamiste". Per il gip esistono "corposi elementi specifici che attestano la sussistenza di esigenze cautelari da imporre l'adozione della misura detentiva".

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Miftarov svolgeva l'attività di boscaiolo e viveva in un appartamento a Tolfa. L'uomo non aveva vita sociale ed aveva paura per possibili perquisizioni da parte dei carabinieri al punto da evitare di presentarsi al pronto soccorso dopo essersi procurato una ferita con un'ascia.

Gli inquirenti hanno, inoltre, accertato che il 29enne ha cercato di acquistare armi via internet e ha pubblicato sul web una serie di foto con la bandiera dell'Isis. Sui social network aveva circa 4 mila contatti tutti legati in qualche modo al mondo dell'estremismo islamico. 

Aveva visto circa 900 video attraverso i quali si istruiva per modificare armi o acquisire tecniche di addestramento, oltre a stabilire contatti con soggetti radicalizzati in Siria. E' quanto emerso dalle indagini sul 29enne macedone Agim Miftarov, arrestato oggi dai Ros. 

Il 29enne si trovava ospite del Centro di Permanenza per il Rimpatrio nel Potentino, dove era stato condotto il 27 aprile scorso a seguito delle perquisizioni dei carabinieri nella sua abitazione. (ansa)

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La rassegna si chiude in ricordo di Marco Vannini

di TONI MORETTI

CERVETERI – A sorpresa l’ultima serata di Etruria in Danza si è chiusa nel ricordo di Marco Vannini. Alessandra Ceripa, fa suo lo sconforto dei genitori di Marco, mamma Marina e papà Valerio, e lo sconcerto di una intera comunità che ha ritenuto ingiusta ed inopportuna la sentenza dei giudici di primo grado emessa nei confronti degli imputati per l’omicidio del giovane. Nel silenzio della piazza scorrono le immagini della fiaccolata tenutasi in città per invocare una giustizia giusta per il giovane cerveterano. Alessandra Ceripa invita tutti gli allievi e le allieve della sua scuola radunati sul palco a ballare in ricordo di Marco come un tributo alla vita. ‘‘La strada che arriva al mare’’, titolo dello spettacolo, ha quindi condotto ad una richiesta di giustizia,  alla indignazione e alla capacità di non perdere la forza di lottare per i propri diritti, questo dice Alessandra Ceripa quando con poche parole chiede una sentenza giusta pe l’omicidio di Marco Vannini. Si chiude così Etruria in danza che non ha deluso di certo  le aspettative. Si percepiva dalla piazza, già gremita una buona mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Era il segnale che le serate precedenti avevano registrato un successo inaspettato e fuori da ogni previsione. Era il segnale che la gente attendeva la fine di quel percorso tracciato da Alessandra Ceripa che con l’aiuto delle maestre della sua scuola, ADS Dimensione Danza 2000, lo aveva reso pieno di emozioni con musiche e movenze che attraverso i suoi ragazzi rapivano, trasportavano e agevolavano il cammino dei ricordi trasmettendo tutto quanto di bello avevano imparato a conoscere e a fare proprio. E quella via è arrivata al mare. Sul palco si notava che la tensione era calata. C’era più sicurezza nei movimenti . I quadri coreografici apparvero rasentare la perfezione. Sarà stata la consapevolezza dei ballerini che ormai la prova era quasi superata, sarà stato anche l’apporto tecnico di un bravissimo ballerino, Agostino Solagna, che oltre alla sua bravura, emanava una energia espressiva ed interpretativa veramente eccezionale. Teneva la scena e trasmetteva sicurezza agli altri come un vero leader. Gli ingredienti comunque c’erano tutti per un grande spettacolo quale si è poi rivelato. Sono state serate propedeutiche durante le quali sono passati messaggi importantissimi di alto valore formativo dove ci si è accorti che nel mondo dei bambini le donne non si picchiano mai, neanche con un “mazzo” di fiori, tenerissima gaffe che però ha reso benissimo l’idea. E si è visto che percorrendo questa strada che portava a quel mare, maestoso, intemperante, pronto a fare il mare, come immortalato in una poesia di “Eduardo”, crocevia di culture e di scambi, scrigno di ricordi che mai si dimenticano la cui immensità può paragonarsi e assimilarsi all’immensità del genere umano, quei bambini, i nostri bambini, erano cresciuti e pronti a diventare persone, qualcosa in più che uomini. Pronti ad interpretare la grande arte del saper vivere, concetto espresso egregiamente da un quadro coreografico che era proprio un inno alla vita e al suo valore intriso di sacralità.  Alla fine dello spettacolo tutti sul palco, allievi e maestre. In virtù di un accordo che l’ADS  Dimensione Danza  2000 ha stipulato con le scuole, a dimostrare che anche e soprattutto il profitto è tenuto da conto, sono state assegnate sette borse di studio a Sara della Vedova, Sara Ricci, Giada Michelangeli, Giada Cicchetti, Davide Vicini, e per le scuole superiori Michela Pollegri e Teodori Manuela.

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