Stefano Risi condannato a dieci mesi e venti giorni

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Condannato a dieci mesi e giorni venti di reclusione con il rito abbreviato per omicidio stradale con sospensione della pena. È la sentenza letta ieri pomeriggio dal gup Giuseppe Coniglio a carico di Stefano Risi, 31enne di Cerveteri per il quale il giudice ha disposto come pena accessorie la revoca della patente. È stato condannato alle spese ed al risarcimento del danno in favore delle parti civili. Il pubblico ministero ha chiesto 8 mesi di reclusione. Si chiude in primo grado, in attesa di un eventuale ricorso in appello dell’imputato, la vicenda dell’incidente mortale in cui rimase ucciso nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 luglio del 2016 il 16enne ladispolano Daniele Nica lungo la  Statale Aurelia, nei pressi del noto locale Pinar. Hanno avuto un peso rilevante la concessione delle attenuanti generiche e il rito scelto, che ha fatto rientrare la condanna al di sotto dei due anni. Poi bisogna tener conto anche che c’è stata una diversa distribuzione di responsabilità. Il codice prevede infatti che  se non tutta la responsabilità è di chi ha causato l’evento (e quindi si è verificato anche per responsabilità  diverse) la pena può essere ulteriormente ridotta. Da vedere se viene individuata una responsabilità anche della vittima perchè stava in un posto in modo imprudente. Ora bisogna attendere le motivazioni  della sentenza. L’imputato non era presente durante l’udienza camerale. 
Adam Galluccio, il 23enne di Ladispoli, altro imputato anche lui non presente in aula,  è stato rinviato a giudizio innanzi il giudice monocromatico Di Iorio. L’udienza è stata fissata per il 29 gennaio del 2020.
L’avvocato di parte civile Celestino Gnazi: «Uno dei responsabili  è  stato condannato e per l’altro imputato si farà il processo. Sulla entità della pena, posso dire che era stata chiesta l’assoluzione e che il giudice ha applicato una pena maggiore di quella richiesta dal pubblico ministero. Freddamente,  dunque, si può affermare che giustizia è fatta. Ai genitori che mi chiedono se questa è giustizia, non so rispondere».
Delusione e sconcerto da parte di papà Marco: «Una cosa allucinante. Mi sento umiliato come persona. Da quello che ho visto e sentito dell’aspetto umano non interessa a nessuno. E’ soltanto legato ad un aspetto tecnico burocratico e basta. Non esiste una giustizia vera, concreta. Capisco tutto, sono una persona abbastanza reale però se hai sbagliato paghi. Che senso ha dare dieci mesi con la sospensiva? Sono proprio avvelenato. La delusione è massima. Bisogna prendere atto, come è successo in tanti altri casi, che chi delinque è più tutelato di chi invece subisce. Questa è la realtà dei fatti. Così facendo non si fa altro che istigare le persone a fare di peggio. Mi sento come se hanno ammazzato mio figlio per la seconda volta. Mi aspettavo un minimo di dignità», conclude con grande rammarico papà Marco.

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Errori giudiziari: a Civitavecchia un convegno per avvocati e cittadini

CIVITEVECCHIA – Errori giudiziari storie, testimonianze e riflessioni. 

È questo il tema del convegno di alta partecipazione contenutistica previsto per questo venerdì a Civitavecchia presso la sala meeting dell'Hotel San Giorgio.

Un appuntamento organizzato dalla Camera penale di Civitavecchia, presieduta dall'avvocato Andrea Miroli, che rientra anche nell'ambito degli incontri della Scuola per i difensori d'ufficio, coordinata dagli avvocati Paolo Pirani e Remigio Sicilia, rispettivamente della Camera penale di Civitavecchia e Viterbo.

Il convegno, aperto agli avvocati, ai quali viene richiesto l'accreditamento,  – con l'assegnazione da parte dell'ordine di 4 crediti formativi rilasciati a legali di qualunque foro – è inserito anche nel calendario del corso per difensori d'ufficio, ma soprattutto si estende anche alla partecipazione dei cittadini perché il tema, è un tema di tutti.

È giusto, infatti, che in un momento così caldo, in cui sostanzialmente c'è molta attenzione a quella che è la problematica giustizia, il cittadino inizi anche a sentire e toccare con mano le esperienze, soprattutto quelle dirette di persone che hanno vissuto da vicino questo tipo di problema, nell'obiettivo generale di riflettere e comprendere nei dettagli cosa può comportare la giustizia. 

Relatori di eccezione pertanto, per un incontro che punta alla  sensibilizzazione generale su un argomento sempre più attuale. 

Oltre al presidente della camera penale di Civitavecchia avvocato Miroli, interverrà anche il presidente dell'Ucpi, Unione delle Camere penali italiane, Giandomenico  Caiazza, il quale parlerà della "Vicenda Enzo Tortora, per non dimenticare".

Testimonianza illustre anche quella della moglie di Enzo Tortora, onorevole Francesca Scopelliti, presidente della Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora, che rappresenterà tutto l'iter e tutta la storia Tortora, esempio di errore giudiziario, storicamente più noto, che ha fatto maggiore scalpore.

Autorevole anche la relazione dei giornalisti Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone, noti fondatori di Errorigiudiziari.com, primo archivio on line di errori giudiziari e ingiuste detenzioni, dal quale è stato creato anche 'Io sono innocente' il programma di Rai Tre dove si è parlato di vittime di errori giudiziari che sono statisticamente davvero numerosi. Un argomento, pertanto, sul quale esperti della materia e semplici cittadini devono interrogarsi e riflettere. I noti giornalisti focalizzeranno l'attenzione su cosa è cambiato da Tortora ad oggi.

Tra le testimonianze anche Giuseppe Gulotta, esempio storico di vittime di errori giudiziari, probabilmente emblema del più grave caso di errore giudiziario mai accaduto in Italia. Gulotta, che è  oggi presidente del Progetto innocenti della Fondazione che porta il suo nome, racconterà la sua vicenda, la sua esperienza e come si è reinserito in una società che lo aveva condannato. Non poteva mancare in questo contesto di alto profilo l'intervento dell'avvocato Enrico Delahaye che fino a dicembre 2016 era procuratore generale di Corte di Cassazione. Delahaye si occuperà della parte relativa al risarcimento del danno per le vittime di errori giudiziari costrette ad una ingiusta detenzione. L'ex giudice di sorveglianza interverrà con ogni probabilità anche sulla vicenda Tortora. 

L'appuntamento è per venerdì 23 novembre dalle 15,30 alle 19,30 presso la sala meeting dell'Hotel San Giorgio, viale Garibaldi 34 Civitavecchia.

 

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Gessica Notaro, condannato a 15 anni l’ex fidanzato Edson Tavares che la sfregiò con l’acido

La Corte di appello di Bologna ha disposto una condanna di 15 anni, cinque mesi e 20 giorni di reclusione per aggressione e stalking. L’ex fidanzata: «È andata bene, è quanto ci aspettavamo, forse anche qualcosa di più»

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Rimini, condannato per botte alla ex fidanzata: appena scarcerato la picchia e la manda in ospedale

Ha picchiato per mesi la fidanzata costringendola anche ad assumere sostanze stupefacenti. Arrestato e condannato tre anni fa, appena uscito di prigione un trentenne tunisino è tornato a malmenare l’ex compagna. Di nuovo in manette

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n. 197 SENTENZA 4 luglio – 12 novembre 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Ordinamento giudiziario – Disciplina degli illeciti disciplinari dei
magistrati – Automatismo della sanzione della rimozione per il
magistrato, condannato in sede disciplinare, per i fatti previsti
dall'art. 3, comma 1, lett. e), del d.lgs. n. 109 del 2006.
– Decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, recante «Disciplina
degli illeciti disciplinari dei magistrati, delle relative sanzioni
e della procedura per ………(T-180197)

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Spese 16 milioni di sterline da Harrods, arrestata «Lady Shopping»

Zamira Hajiyeva, 55 anni, è stata fermata: l’Azerbaigian ne ha chiesto l’estradizione e le autorità britanniche indagano sulla provenienza dei soldi utilizzati per i suoi acquisti. Il marito è in carcere, condannato per appropriazione indebita

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Aemilia, condannato prende cinque ostaggi all'ufficio postale: si arrende dopo 7 ore Chi � Amato, il "braccio" della cosca

Il ricercato Francesco Amato, condannato a 19 anni, si � asserragliato con un coltello dentro le Poste: ha fatto uscire i clienti, trattenendo 4 impiegate e la direttrice; poi ha liberato un ostaggio e chiesto di parlare con Salvini.

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Omicidio di Yara, la moglie di Massimo Bossetti: «È innocente, lo dico anche ai miei figli. Non lo lascio»

«Se non ne fossi convinta, non sarei certo rimasta con lui». Massimo Bossetti è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della 13enne Yara Gambirasio a Brembate di Sotto

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Militare morì per l’uranio impoverito Condannato il ministero della Difesa

il fante Salvatore Vacca si spense a 23 anni, nel 1999, per una leucemia dovuta agli effetti dell’uranio impoverito. Per i giudici di Cassazione è certo «il collegamento causale tra l’attività espletata in missione dal militare e l’evoluzione della patologia»

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De Luca assolto: evitata la sospensione da governatore

La sentenza sul caso Crescent: se fosse stato condannato per abuso d’ufficio avrebbe dovuto lasciare

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