Anche per la Cassazione il capo scout è innocente

CIVITAVECCHIA – È stata confermata anche in Cassazione la sentenza di assoluzione per Mauro Marani, l’ex capo scout arrestato a giugno di quattro anni fa con la pesante accusa di pedofilia. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolta l’udienza dopo che il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Roma, insieme ad una delle due parti civili, aveva presentato ricorso per annullare la sentenza della Corte d’Appello di settembre 2017. E invece, ascoltato anche l’avvocato difensore dell’uomo, il legale Antonio Maria Carlevaro (nella foto), il giudice ha deciso di rigettare i ricorsi e confermare invece l’assoluzione.

Si chiude così l’iter giudiziario nei confronti del civitavecchiese – incensurato – che, in primo grado, era stato condannato dal tribunale di Civitavecchia a 9 anni e 8 mesi di reclusione (contro i 9 anni e 7 mesi chiesti dal pubblico ministero). Sentenza riformata in Appello, con la conferma dell’assoluzione anche in Cassazione.

«Un iter piuttosto veloce rispetto a quelli che sono i tempi della giustizia – ha commentato l’avvocato Carlevaro – ma comunque lungo per il mio assistito, che si è sempre proclamato innocente e che ha già trascorso 2 anni e mezzo di detenzione, tra carcere ed arresti domiciliari. Una tragedia per lui, tra ansie e paure; anni difficili, di sofferenza. Quello di oggi è un risultato sofferto, è vero, ma sono molto soddisfatto sia dal punto di vista professionale ma soprattutto moralmente, perché sono sempre stato convinto della sua innocenza. I tanti testimoni pronti a presentarsi al processo per difenderlo stanno a significare proprio questo». Mauro Marani era stato arrestato il 4 giugno 2014 a seguito di un’indagine portata avanti dal sostituto procuratore Alessandra D’Amore dopo una denuncia raccolta dalla Polizia di Frontiera e presentata da una ragazza ventenne per fatti accaduti diversi anni prima. Al centro delle indagini anche dei filmati contestati però dalle perizie difensive. Con la sentenza della Cassazione si chiude quindi questa pagina giudiziaria, con il caso che aveva scosso la città.

 

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Andrea Buscemi, l’assessore leghista condannato per stalking che non si vuole dimettere

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Usi Civici, Cozzolino: ''Da Tidei solo vuote locuzioni avverbiali''

CIVITAVECCHIA – «Le sue vuote locuzioni avverbiali non cancelleranno la scellerata gestione del presidente De Paolis da lui fortemente voluto come dimostrano le foto dei festeggiamenti che lo hanno visto protagonista dopo l’elezione proprio di De Paolis». È la replica del sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino in merito alla questione Università Agraria al neo eletto primo cittadino di Santa Marinella Pietro Tidei. (SEGUE)

L’ACCUSA –  “Perché il sindaco di Santa Marinella si immischia delle faccende civitavecchiesi? Forse per distogliere l'attenzione dal fatto che nonostante la sua "incredibile competenza" il comune da lui amministrato sembra sia condannato al dissesto?  Nel ricordargli come, nella campagna elettorale del 2014, lui strillasse ai 4 venti che in caso di vittoria del M5S Civitavecchia sarebbe andata in dissesto – cosa che non è accaduta grazie a questa amministrazione – lo invito preoccuparsi dei cittadini di Santa Marinella che hanno bisogno oggi più che mai di concretezza e non delle sue sparate”. (Agg 30/06 ore 18,23)

LA QUESTIONE AGRARIA –  Il primo cittadino torna poi a parlare dell’ente e replica alle dichiarazioni di Tidei. «Quella netta presa di posizione – incalza Cozzolino – é la dimostrazione di quanto l’uscita di questi giorni sia scandalosamente interessata da parte dell’ex consigliere comunale Tidei. Ho come l’impressione – dichiara il primo cittadino pentastellato – che tra non molto altre tristi questioni riguardanti l’agraria e la governance tanto voluta da Tidei padre salteranno alla ribalta delle cronache. Nel frattempo – conclude – il nostro stare accanto ai cittadini per la risoluzione del problema usi civici continua». (Agg 30/06 ore 18,45)

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Telefonia, attivazione di servizi non richiesti: gestore condannato

Quante volte nel nostro contratto telefonico ritroviamo delle voci mai richieste per contratti mai sottoscritti.
La tecnica � sempre la stessa ed � molto…

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Pedopornografia, prete condannato «Ho sbagliato, sono stato debole»

Vaticano, 5 anni a monsignor Capella. Era stato diplomatico a Washington

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Busta con il proiettile: solidarietà al presidente Monti

CIVITAVECCHIA – «Assoporti si stringe attorno al collega Pasqualino Monti al quale è stata recapitata una busta con proiettile». Solidarietà arriva dal numero uno dell’associazione che riunisce i porti italiani, Zeno D’Agostino, al numero uno dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia Occidentale Pasqualino Monti, a seguito dell’intimidazione giunta nei giorni in cui l’Authority ha siglato un importante un protocollo di intesa con la Prefettura di Palermo finalizzato a blindare cantieri per 250 milioni di euro, e così sottrarli agli appetiti della mafia.

«Le azioni intimidatorie – ha aggiunto D’Agostino – non otterranno lo scopo prefissato. Continueremo a testa alta ad operare nella piena legalità e trasparenza». Sulla stessa scia il consigliere regionale del Lazio, Marietta Tidei (Pd). «Voglio esprimere la mia solidarietà al presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, per la gravissima intimidazione di cui è stato vittima. La busta con un proiettile recapitata a Monti – ha sottolineato – rappresenta un gesto violento inaccettabile, che va condannato senza se e senza ma. A Monti va la mia vicinanza e il mio incoraggiamento a proseguire nel suo lavoro senza farsi condizionare da questo gesto assurdo».

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Animali selvatici abbattuti, Durnwalder condannato a pagare oltre 500 mila euro

L’ex presidente della Provincia di Bolzano e un dirigente riconosciuti colpevoli di aver emanato circa 100 decreti senza motivo. La reazione: «Sentenza politica, ricorrerò alla Corte europa dei diritti dell’uomo»

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Quinta stella, assolto Giovanni Rubini

TOLFA – Giovanni Rubini assolto dalla Corte di Appello di Roma con formula piena «perché il fatto non sussist»”. Questo l’esito della sentenza emessa ieri dal giudici della prima sezione della Corte d’Appello che si sono pronunciati per questione riguardante la signora Loredana Francesconi e le varie denunce del marito Carlo Mocci contro la Rsa Quinta Stella di Tolfa per abbandono di incapace e maltrattamenti nei confronti di sua moglie. Il processo vedeva come imputato Giovanni Rubini in qualità di legale rappresentante della ‘’Tolfa Care Srl’’, in relazione all’accusa di lesioni ed abbandono d’incapace con riferimento alla signora Loredana Francesconi per i fatti accaduti quando era malata d’Alzheimer e ricoverata nella struttura ‘’Quinta Stella’’. «Il dottor Rubini ha pienamente dimostrato la propria innocenza – spiega l’avvocato di Runini, Bruno Assumma – siamo estremamente soddisfatti della decisione che ha ribaltati gli esiti della sentenza di primo grado del tribunale di Civitavecchia». Lo scorso 8 aprile 2017 il giudice del Tribunale di Civitavecchia, dottor Francesco Filocamo, aveva infatti condannato Giovanni Rubini nella qualità di rappresentante della ‘’Tolfa Care’’ alla pena di 9 mesi di reclusione per il reato di abbandono di incapace aggravato dall’aver provocato, attraverso detta condotta, lesioni personali a Loredana Francesconi. «La Corte di Appello di Roma prima sezione ha accolto la nostra tesi in cui prospettavamo la totale assenza di uno stato di abbandono – spiega ancora l’avvocati di Sergio Rubini, Bruno Assumma – che invece era stata sostenuta dagli avvocati Claudia Trippanera e Antonio Pizzuti. Infatti, la catena dei soccorsi per la signora Loredana Francesconi, diversamente da quanto sostenuto dal marito Carlo Mocci, si è attivata immediatamente e la signora fu portata in ospedale nel giro di pochi minuto, ricevendo immediata assistenza dagli infermieri e dagli operatori di turno, nella notte dell’evento. Inoltre, il marito fu avvisato immediatamente. Tutti i testimoni, già in primo grado avevano confermato l’odierna tesi difensiva, ribadendo, anche, che gli standard qualitativi e di assistenza della Residenza Quinta Stella di Tolfa sono sempre stati elevatissimi».

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Era ubriaco ma è stato gentile e andava piano. Automobilista assolto

La Corte d’appello di Venezia gli ha riconosciuto le attenuanti. Risultato positivo all’alcol test era stato condannato in «primo grado». Restituita anche la patente

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Crollo al lungomare: nuova assoluzione per i fratelli Vicedomini

CIVITAVECCHIA – Dopo poco più di due anni arriva un’altra assoluzione per i fratelli Catello ed Antonino Vicedomini, proprietari del ristorante ‘‘O Pescatore’’.

Per i due, infatti, era rimasta in piedi l’accusa di abuso edilizio, per la vicenda legata al crollo della palazzina a lungomare Thaon de Revel, avvenuta il 9 aprile 2010, di proprietà dei fratelli Buso. Una vicenda che rimase impressa per diversi anni, con la palazzina sprofondata e con gli appartamenti rimasti a vista per molto tempo. Il crollo avvenne mentre nel ristorante vicino si stavano eseguendo dei lavori di manutenzione. Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza di assoluzione del giudice Marco Beccia del tribunale di Civitavecchia, con il reato che in realtà è caduto in prescrizione.

Soddisfazione per i due fratelli, assistiti dall’avvocato Luigi Castaldi; per loro si chiude un lungo procedimento giudiziario, concluso con due assoluzioni. 

Nel 2016 era stato condannato soltanto il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori, accusato di crollo colposo.

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