Moscherini: ''Certi dirigenti bloccano la macchina amministrativa''

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TARQUINIA – Un super manager che controlli il funzionamento della macchina amministrativa del Comune di Tarquinia, «perché ci sono tecnici e dirigenti che stanno creando disastri e che devono essere rimossi da quegli uffici».
Il consigliere del ‘’Cantiere della nuova politica’’, Gianni Moscherini, punta il dito contro l’operato di alcuni uffici comunali che «non riescono a produrre risultati e soluzioni ai tanti problemi». Moscherini  propone la loro rimozione dagli incarichi di responsabilità, di fronte all’evidenza dei fatti.
«Stiamo giocando con il fuoco – tuona Moscherini –  perché le cose che non vanno avanti sono tutte. E non per colpa del sindaco, ma perché bisognerebbe che la maggioranza facesse una riflessione seria sul funzionamento della macchina comunale e che decidesse in fretta sugli aggiustamenti che vanno attuati». 
Dopo un passaggio contro la politica fallimentare dell’ex sindaco Mazzola, Moscherini elenca tutte le maggiori questioni, da anni rimaste ingessate «anche per l’incompetenza degli uffici che avrebbero dovuto produrre soluzioni». 
Il caso San Giorgio. “L’amministrazione Mazzola – spiega Moscherini –  ha avuto 10 anni di tempo per risolvere e inquadrare bene la vicenda San Giorgio; e invece cosa ha fatto?  Nulla. Adesso che io, come ‘’Cantiere della nuova politica’’ provo a proporre un metodo tecnico-amministrativo che ci porti a risolvere definitivamente l’anomalia di San Giorgio, dandogli subito un nome accattivante come la ‘’Città giardino’’, Mazzola che fa? Subito mette il paletto sul no all’utilizzo della legge 28/80. I politici che non vogliono l’utilizzo della 28/80 devono spiegare il perché. Ma soprattutto ce lo devono spiegare meglio i tecnici. Perché i tecnici ci devono dire come mai gli ultimi dieci anni non hanno fatto nulla per affrontare il problema San Giorgio e chi è che non gli ha fatto fare nulla. Perché delle due l’una: se non hanno fatto niente perché i politici del momento li hanno obbligati a comportarsi in quel modo, devono dire chi sono stati e perché glielo hanno chiesto; se  invece non hanno eseguito ordini di politici, ma non hanno nemmeno  fatto nulla per risolvere i problemi, bisogna allora prenderne atto e se ne vadano, o perlomeno vengano spostati in altro settore. Perché nella vicenda San Giorgio questi dirigenti e questi tecnici hanno dimostrato di essere pericolosi e fallimentari”. 
L’inagibilità dell’ Avad. Sulla struttura per disabili al Lido siamo al paradosso. “Il comportamento negativo ed arbitrario degli uffici – commenta Moscherini –  contro una struttura che si cura e si occupa del mondo dei disabili è da vergogna. Si devono vergognare per quanto stanno facendo all’Avad. Noi come ‘’Cantiere della nuova politica’’ abbiamo proposto di sviluppare in quell’area delle spiagge idonee ai portatori di handicap. Abbiamo già una struttura sul mare e invece di studiare il modo giusto per svilupparla,  cosa si fa? Si inventano l’inagibilità. Questa inagibilità pare essere legata ad un ascensore. Ancora oggi, nonostante i gestori dell’Avad abbiano presentato carte e documenti, nessuna soluzione è stata prodotta. Ma la struttura è proprietà pubblica, è infatti della Provincia. Basta fare una telefonata tra burocrati per risolvere il problema. Invece fanno solo lettere che creano problemi a chi gestisce”. 
La variante di Brizi. “Sono andato alla riunione della commissione – spiega Moscherini – e il responsabile dell’urbanistica dice che c’è una richiesta di un ulteriore cambio di destinazione d’uso. Cosa viene fuori? Che il cambio era già stato chiesto  un anno fa dalla struttura che soffre della presenza dell’autostrada fatta in  questo modo per grave responsabilità dell’amministrazione Mazzola. Anche qui, i tecnici dell’urbanistica che genere di rapporti hanno avuto con quelli che facevano l’autostrada? L’albergo Brizi che aveva inserito tra suoi obiettivi quello di intercettare i crocieristi del vicino porto di Civitavecchia  si è  ritrovato con la quasi fine dell’attività. A questo aggiungiamo che anche il mondo dei camionisti è stato penalizzato dal mancato accesso immediato all’area. Ora Brizi chiede una variante per realizzare una struttura per gli anziani e per diminuire i posti letto ci viene detto che si deve rifare la pratica da capo perché la variante sostanziale. Assurdo gestire le cose in questo modo”.
Il caso Dezi. Il blocco dell’apertura di un ristorante un ennesimo caso portato sul tavolo da Moscherini. “I due ragazzi che hanno aperto il bar e dovevano aprire il ristorante sono stati bloccati dall’ufficio urbanistica che ha trovato il modo di non farli aprire. Sono andati avanti al punto da portarli in tribunale. Ora dopo un anno e mezzo di diatriba viene fuori che avevano ragione proprio questi ragazzi. Ora mi domando: ma si può continuare lavorare con un ufficio del genere?”. 
Il Pai. “Nei documenti programmatici di tutti i candidati,  in campagna elettorale, – ricorda il consigliere –  su due cose sembravano tutti d’accordo risolvere San Giorgio, e adesso invece siamo da capo a dodici, ed eliminare il Pai. Tutti dicevano di sopprimerlo. Sono già passati tredici mesi, ma ancora nessuno ha affrontato il tema”.
Le palestre. Sulla gestione e l’affidamento delle palestre comunali  Moscherini chiede a gran voce “un censimento del patrimonio comunale e dell’Agraria affinche si proceda con il controllo, non solo della proprietà in quanto tale ma di quanto pagano i concessionari”. «Perché – dice Moscherini – chi vuole fare un imprenditore dello sport lo deve fare con i soldi propri. Fare un controllo significa anche verificare se si sono fatte le gare quando si dovevano fare”.
Talete. Altro  esempio di gestione fallimentare di anni di Mazzola per Moscherini è l’affidamento della gestione dell’idrico a Talete. “Un cittadino pagava l’acqua per la sua struttura 700 euro l’anno, poi è arrivata Talete ed ora paga 600 euro ogni tre mesi. Ma questo è normale?” 
Rifiuti e il bando che non c’è. “Che fine ha fatto il bando per la gestione dell’immondizia? – domanda Moscherini – Perché non si riesce ancora ad elaboralo? L’ex assessore Celli, ad esempio, ci faccia il conto di quanti soldi ha fatto pagare in più ai cittadini. La verità è che ha aumentato i costi”.
Il capannone Bricofer. Sulle presunte irregolarità nel capannone della Bricofer recentemente aperto Moscherini chiede chiarezza. “Se è vero, e così è, che Bricofer ha avuto un’autorizzazione ad aprire, pur sapendo gli uffici che c’era una grossa irregolarità edilizia che non sarebbe di semplice importanza attestata anche dallo scambio di lettere tra uffici e da un sopralluogo dei vigili urbani che avrebbero poi consegnato la loro relazione del caso,  perché su questa storia non è stata ancora fatta chiarezza?”. “Già è stato fatto  l’errore di aver fatto aprire un’attività identica a quella esistente a poca distanza – rimarca il consigliere Moscherini –  poi si scopre che non si poteva nemmeno aprire?. Il funzionamento degli uffici è fondamentale per rispondere ai servizi che si danno ai cittadini. Se la macchina comunale funziona male bisogna cambiare. A qualcuno va cambiato il posto perché non si può stare in queste condizioni a continuare a fare danni. Non è una questione personale o di pregiudizio, ma bisogna lavorare e dare risposte concrete. Mazzola su tutto questo si stia zitto che è meglio. Se riflettesse sulle numerose malefatte per un mesetto non sarebbe male”.
Mazzola. L’affondo su Mazzola non è da poco: “Basta con i soloni del passato, bisogna voltare pagina. Il caro ex sindaco se pensa che possa condizionare quelli della maggioranza, vedi l’appello a Catini e Serafini, e a quelli dell’opposizione citati come dormienti, si sbaglia di grosso. Ha già ricevuto una pedata nel sedere dai cittadini di Tarquinia quando si è candidato a consigliere comunale. La seconda pedata nel sedere l’ha avuta come consigliere regionale quando i cittadini della sua provincia non lo hanno votato”.
Il pasticcio Duomo Gpa srl. Dulcis in fundo l’interrogazione di Moscherini, per il momento caduta nel vuoto, sulla società Duomo. Moscherini attende ancora di sapere “se il dichiarato stato di insolvenza della società concessionaria abbia comportato o meno la mancata corresponsione, all’erario comunale, di somme da questa riscosse a titolo di Tosap, imposta sulle partecipate e pubblicità ed altro, e nel caso affermativo il loro esatto ammontare”. Quindi domanda Moscherini “quali specifiche sollecite misure intende assumere il Comune a tutela dei diritti e degli interessi dell’ente”. “Domando se si ritiene necessario ed opportuno ristorare direttamente i cittadini danneggiati dagli eventi tenuto conto che costoro in perfetta buona fede e su perentorie indicazioni dei competenti uffici comunali hanno corrisposto alla ditta concessionaria importi non dovuti ma versati, nella migliore delle ipotesi o tuttora da versare nelle casse comunali”. Questa interrogazione, risalente al 28 giugno, ricorda Moscherini, non è stata portata in consiglio.  Nelle premesse dell’interrogazione si ricorda che la società è stata richiamata in un’inchiesta giornalistica di Panorama e si ricorda anche l’interrogazione dell’allora consigliere Alfio Meraviglia al sindaco Mazzola circa le ragioni e le esigenze alla base dell’affidamento dei servizi alla Duomo gpa srl “stante l’esistenza di un intero settore dell’ente che è quello dei tributi delle entrate extra tributarie e se era a conoscenza dei rilievi sollevati da Panorama”.

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Spiagge libere, Federbalneari frena

SANTA MARINELLA – Il sindacato Federbalneari, scrive al sindaco Tidei e lo invita a fare marcia indietro rispetto alla delibera fatta dal commissario prefettizio che ha dato in gestione otto spiagge libere, che i balneari reputa illegale. “Non ci piace la frase che avevamo detto e scritto al Commissario Prefettizio che il bando per l’affidamento in gestione delle spiagge libere doveva essere annullato immediatamente poiché illegale – spiega il presidente di Federbalneari Marco Maurelli – non siamo stati ascoltati e ci hanno pensato gli uffici preposti della Regione a confermare che non si può procedere in questa direzione. Il Comune lo dovrà annullare con enorme perdita di tempo e sono bastate poche righe inviate dalla Regione per confermare la veridicità delle nostre affermazioni. Le spiagge libere restino tali e potranno essere solo i concessionari ad erogare quei servizi su richiesta dell’utenza turistica che lo desideri, diversamente non potranno essere occupate poiché libere. L’associazione di categoria maggiormente rappresentativa della costa di Santa Marinella e Santa Severa e dell’intero litorale nord, si è subito preoccupata degli equilibri turistici e ribadiamo che la costa deve essere occupata per il 50% da aree in concessione mentre il resto delle aree demaniali dovrà rimanere libero. Avevamo chiesto con più osservazioni formali presentate al Commissario Prefettizio di ascoltarci ma ha non ha voluto saperne e questo è il risultato, un disastro annunciato. Ora mi rivolgo al Sindaco Tidei invitandolo a risolvere questa faccenda poiché abbiamo rischiato il far west con gente improvvisata che avrebbe certamente turbato il turismo di una costa che è il fiore all’occhiello del litorale”. I balneari, con spirito di responsabilità sapranno avviare quel tanto auspicato progetto in rete di imprese che proprio Federbalneari ha attivato sui cinque comuni costieri e alla quale aderiscono 60 concessionarie. Il sindacato intende promuovere un caso unico e virtuoso nel Lazio quale quello sul litorale di Ladispoli  con il progetto della rete di imprese denominata Ribomar. 

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n. 123 SENTENZA 9 maggio – 13 giugno 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Arbitrato – Assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei
Comuni e delle Province – Determinazione della equa indennita' di
riscatto dovuta ai concessionari – Devoluzione ad un collegio
arbitrale in via esclusiva in mancanza di accordo tra le parti.
– Regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578 (Approvazione del testo
unico della legge sull'assunzione diretta dei pubblici servizi da
parte dei comuni e………(T-180123)

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n. 125 SENTENZA 8 maggio – 13 giugno 2018

Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale.

Gioco e scommesse – Risorse statali per il compenso dei concessionari
e degli altri operatori di filiera nell'ambito delle reti di
raccolta del gioco praticato mediante apparecchi Video Lottery
Terminal – Riduzione pari a 500 milioni di euro su base annua a
decorrere dall'anno 2015.
– Legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stat………(T-180125)

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Spiagge libere a Santa Marinella, Federbalneari chiede al commissario di ritirare il bando

SANTA MARINELLA – Sul bando delle spiagge libere di Santa Marinella Federbalneari Litorale Nord ha confermato che si passerà dalle parole ai fatti se non sarà ritirato il bando pubblico per l’assegnazione delle spiagge libere.

"Il criterio di assegnazione le spiagge libere secondo i dettami del Regolamento Regionale n.19\2016 non è condivisibile sotto il profilo turistico poiché si rischia di incidere pesantemente ed in “modo assolutamente goffo” sulla qualità del servizio erogato ai cittadini residenti ed ai turisti che trascorrono numerosi le loro vacanze sulle località di Santa Marinella e Santa Severa – spiegano dall'associazione – questo bando così tardivo rischierebbe di generare uno scompenso sui servizi turistici erogati e sugli equilibri imprenditoriali e turistici del territorio che si sono consolidati e rafforzati nel tempo. I concessionari hanno sempre offerto la massima attenzione e collaborazione a difesa delle spiagge libere mantenendole pulite anche d’inverno e attivando il servizio di salvamento anche al di fuori delle normali autorizzazioni ma sempre nell’interesse generale di garantire elevati livelli di sicurezza ai bagnanti". 

Secondo Federbalneari il ritardo con il quale è stato predisposto il bando non è funzionale al turismo e rischia di creare una serie di difficoltà strutturali e funzionali che non garantirebbero un servizio adeguato a due anni dalla scadenza ormai certa delle concessioni demaniali ponendo nel caos un sistema turistico ben integrato sul territorio e che oggi funziona come un orologio ad esclusivo vantaggio del turismo di Santa Marinella e Santa Severa e così pure del suo considerevole indotto. 

"Per soffermarci agli aspetti demaniali lo strumento della convenzione – hanno aggiunto – è di fatto riconducibile ad un mero servizio e non da alcun diritto ad occupare la spiaggia libera poiché occorrerebbe in realtà un titolo concessorio ed a seguire una serie di autorizzazioni di natura paesaggistica, doganale, urbanistica e demaniale che porterebbero l’impresa legittimamente vincitrice del bando ad ottenere le varie autorizzazioni forse a settembre con il rischio di non riuscire ad esercitare l’attività in modo corretto secondo le modalità progettuali approvate. Siamo inoltre a rivendicare la totale assenza della concorrenza poiché metterebbe dinanzi il concessionario che ha riqualificato ed investito sulla concessione ad eventuali vincitori di bandi stagionali “a rischio di approssimazione” che la costa non potrebbe permettersi e senza aver mai avviato un effettivo percorso imprenditoriale con il rischio di erogare un cattivo servizio turistico in realtà evidente frutto di una mancata tutela della concorrenza a danno di chi opera sulla costa da anni ormai preservando in primis l’interesse generale. A questo si aggiunge un tardivo servizio di assistenza bagnanti per le spiagge libere che si colmerebbe appena le imprese diverrebbero vincitrici di bando".

Federbalneari esprime quindi il proprio sconcerto per non essere stata coinvolta in questa progettualità "che si poteva condividere sin da subito come peraltro già avvenuto in altri comuni limitrofi in rete di imprese a vantaggio del comune e della collettività puntando esclusivamente su salvamento e pulizia delle spiagge libere. Si evidenzia dunque in sintesi – hanno sottolineato – la completa inadeguatezza di questa gestione commissariale e di conseguenza la gestione del demanio marittimo nel considerare il turismo e dunque la costa come mero elemento a corredo, quando sarebbe invece utile considerarla prioritariamente per il benessere e per l’immagine di un territorio così importante sotto il profilo culturale e turistico quale è quello rappresentato dalle realtà costiere di Santa Marinella e Santa Severa". 

Federbalneari Litorale Nord propone una gestione delle spiagge libere garantendo in rete i necessari servizi di pulizia e salvamento "ed è pertanto replicabile sin da subito anche sulla realtà di Santa Marinella senza alcun esborso di denaro pubblico e ad esclusivo vantaggio della collettività ma questo bando pubblico – hanno concluso – dovrà essere ritirato entro e non oltre venerdì poiché in contrasto con la tutela della concorrenza e con l’evidente rischio di abbassare drasticamente la qualità dei servizi turistici da erogare a cittadini residenti e turisti e peraltro tardiva a stagione già avviata che il territorio di Santa Marinella ed i suoi cittadini non possono permettersi".

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Turismo balneare: appello alla Camera

CIVITAVECCHIA – La riforma delle concessioni balneari ha bisogno di una categoria più unita. È l’appello che la classe politica ha rivolto ieri in occasione degli “Stati generali del turismo balneare”: da Forza Italia al Partito democratico, alla Lega, gli interventi di deputati e senatori hanno sottolineato l’importanza di una maggiore coesione tra gli imprenditori, pur nella diversità di idee per risolvere l’annosa incertezza in cui versano gli stabilimenti balneari, dal categorico “no alle gare” di Gasparri (Fi) alla proroga di 75 anni proposta da Marsilio (Fdi), fino al legittimo affidamento e al doppio binario evocato da D’Alfonso (Pd).

L’associazione Federbalneari Italia, organizzatrice dell’evento svoltosi ieri mattina alla Camera dei deputati, si è fatta carico di lavorare verso l'unità intorno alla proposta del "doppio binario": «Redigeremo un documento programmatico chiedendo alle altre associazioni di categoria di sottoscriverlo – ha annunciato il presidente Renato Papagni tirando le conclusioni del convegno – nel quale raccoglieremo le richieste principali per far ripartire gli investimenti: immediate gare solo sulle spiagge libere per adeguarci alle disposizioni europee secondo il meccanismo del “doppio binario”, un adeguato periodo transitorio per gli attuali concessionari durante il quale si obblighino le Regioni a redigere i piani della costa, poi un lungo periodo concessorio dai 30 ai 75 anni in base al business plan per chi vince l’evidenza pubblica, l’adeguamento dell’Iva al 10% come per le altre imprese turistiche e il riordino dei canoni con l’abolizione dei valori Omi. L’importante è che il nuovo governo agisca entro la fine dell’anno, inserendo un provvedimento-quadro sul settore balneare già all’interno della legge finanziaria. Forse questa legislatura, grazie alla strana combinazione politica che si è formata per creare il nuovo governo, rappresenta il momento giusto per mettere fine a 12 anni di incertezza». In seguito al saluto del presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico («La blue economy rappresenta il futuro più della green, e mi auguro che il “governo del cambiamento” ne tenga conto»), si sono susseguiti gli interventi politici, aperti dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Nel settore balneare proliferano sigle, alcune storiche e altre meno, che ci fanno richieste diverse. Così per la politica è difficile capire chi rappresenta chi: per questo faccio un appello alla coesione, invitando a costituire una piattaforma unitaria che vi faccia arrivare al risultato». Gasparri ha poi commentato l’opposta visione che Lega e Movimento 5 Stelle hanno in merito alla riforma delle concessioni: «Il governo è composto da una mezza mela marcia, quella dei grillini che criticano i balneari e vogliono mandarli a gara, e da una mezza mela buona, quella della Lega che sulla Bolkestein la pensa come tutto il resto del centrodestra: siamo cioè contrari alle evidenze pubbliche. Confido perciò nel partito di Salvini e nel ministro Centinaio per salvaguardare le storiche aziende balneari italiane. Da parte nostra, incalzeremo il governo sin da subito con iniziative parlamentari affinché si faccia partire la redazione della riforma. Personalmente sono positivo, perché il contesto è ora in parte amico dei balneari». Marco Marsilio, deputato di Fratelli d’Italia, ha invece ricordato la «differenza rispetto agli altri paesi europei, con le proroghe di 30 e 75 anni istituite da Spagna e Portogallo che rendono evidente come la Bolkestein non sia stata recepita allo stesso modo in Ue. Per questo, nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge per istituire una proroga di 75 anni anche sulle concessioni balneari italiane». Di diverso avviso è invece il Partito democratico, che con il senatore Luciano D’Alfonso ha ricordato che «occorre lavorare soprattutto sul legittimo affidamento come elemento chiave per istituire un doppio binario di riforma», evocando dunque i contenuti del disegno di legge portato avanti dal governo Gentiloni ma non portato a termine. In linea con Gasparri anche l’on. Alessandro Battilocchio (Forza Italia) che ha sostenuto sin da subito l’organizzazione dell'iniziativa a livello nazionale garantendo il suo sostegno ai balneari in parlamento e così pure verso le varie proposte normative a difesa della categoria come peraltro già fatto per il commercio ambulante.  

 La seconda parte della mattinata è stata dedicata al racconto delle esperienze regionali, con gli interventi di Antonio Cecoro (Assobalneari Campania – Federbalneari), Mauro Della Valle (Federbalneari Salento) e Giorgio Ardito (Federbalneari Friuli Venezia Giulia) e alla presenza di rappresentanti della Regione Abruzzo (lo stesso D'Alfonso, nei panni di governatore) e della Regione Lazio (con il consigliere leghista Angelo Tripodi). Per Cecoro «l’attesa infinita di una norma che regoli le nostre attività è arrivata a punto insostenibile per tutti, sia sotto profilo imprenditoriale che amministrativo, a causa di una eccessiva e immotivata sudditanza alle direttive comunitarie e della mancanza di una regolamentazione ordinata». Della Valle ha poi aggiunto che «le spiagge sono uno dei simboli del “made in Italy” e non possiamo farcele strappare di mano, proprio come le ostriche francesi che sono molto tutelate in quanto interesse di Stato». Infine Ardito ha sottolineato «l’urgenza di riformare il settore balneare, perché con il caos attuale stiamo perdendo più tempo a fare ricorsi che a dirigere le nostre aziende».

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Stati generali del turismo balneare, alla Camera appello all’unità della categoria per la riforma del settore

CIVITAVECCHIA – La riforma delle concessioni balneari ha bisogno di una categoria più unita. È l’appello che la classe politica ha rivolto ieri in occasione degli “Stati generali del turismo balneare”: da Forza Italia al Partito democratico, alla Lega, gli interventi di deputati e senatori hanno sottolineato l’importanza di una maggiore coesione tra gli imprenditori, pur nella diversità di idee per risolvere l’annosa incertezza in cui versano gli stabilimenti balneari, dal categorico “no alle gare” di Gasparri (Fi) alla proroga di 75 anni proposta da Marsilio (Fdi), fino al legittimo affidamento e al doppio binario evocato da D’Alfonso (Pd).

L’associazione Federbalneari Italia, organizzatrice dell’evento svoltosi ieri mattina alla Camera dei deputati, si è fatta carico di lavorare verso l'unità intorno alla proposta del "doppio binario": «Redigeremo un documento programmatico chiedendo alle altre associazioni di categoria di sottoscriverlo – ha annunciato il presidente Renato Papagni tirando le conclusioni del convegno – nel quale raccoglieremo le richieste principali per far ripartire gli investimenti: immediate gare solo sulle spiagge libere per adeguarci alle disposizioni europee secondo il meccanismo del “doppio binario”, un adeguato periodo transitorio per gli attuali concessionari durante il quale si obblighino le Regioni a redigere i piani della costa, poi un lungo periodo concessorio dai 30 ai 75 anni in base al business plan per chi vince l’evidenza pubblica, l’adeguamento dell’Iva al 10% come per le altre imprese turistiche e il riordino dei canoni con l’abolizione dei valori Omi. L’importante è che il nuovo governo agisca entro la fine dell’anno, inserendo un provvedimento-quadro sul settore balneare già all’interno della legge finanziaria. Forse questa legislatura, grazie alla strana combinazione politica che si è formata per creare il nuovo governo, rappresenta il momento giusto per mettere fine a 12 anni di incertezza». In seguito al saluto del presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico («La blue economy rappresenta il futuro più della green, e mi auguro che il “governo del cambiamento” ne tenga conto»), si sono susseguiti gli interventi politici, aperti dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Nel settore balneare proliferano sigle, alcune storiche e altre meno, che ci fanno richieste diverse. Così per la politica è difficile capire chi rappresenta chi: per questo faccio un appello alla coesione, invitando a costituire una piattaforma unitaria che vi faccia arrivare al risultato». Gasparri ha poi commentato l’opposta visione che Lega e Movimento 5 Stelle hanno in merito alla riforma delle concessioni: «Il governo è composto da una mezza mela marcia, quella dei grillini che criticano i balneari e vogliono mandarli a gara, e da una mezza mela buona, quella della Lega che sulla Bolkestein la pensa come tutto il resto del centrodestra: siamo cioè contrari alle evidenze pubbliche. Confido perciò nel partito di Salvini e nel ministro Centinaio per salvaguardare le storiche aziende balneari italiane. Da parte nostra, incalzeremo il governo sin da subito con iniziative parlamentari affinché si faccia partire la redazione della riforma. Personalmente sono positivo, perché il contesto è ora in parte amico dei balneari». Marco Marsilio, deputato di Fratelli d’Italia, ha invece ricordato la «differenza rispetto agli altri paesi europei, con le proroghe di 30 e 75 anni istituite da Spagna e Portogallo che rendono evidente come la Bolkestein non sia stata recepita allo stesso modo in Ue. Per questo, nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge per istituire una proroga di 75 anni anche sulle concessioni balneari italiane». Di diverso avviso è invece il Partito democratico, che con il senatore Luciano D’Alfonso ha ricordato che «occorre lavorare soprattutto sul legittimo affidamento come elemento chiave per istituire un doppio binario di riforma», evocando dunque i contenuti del disegno di legge portato avanti dal governo Gentiloni ma non portato a termine. In linea con Gasparri anche l’on. Alessandro Battilocchio (Forza Italia) che ha sostenuto sin da subito l’organizzazione dell'iniziativa a livello nazionale garantendo il suo sostegno ai balneari in parlamento e così pure verso le varie proposte normative a difesa della categoria come peraltro già fatto per il commercio ambulante.  

 La seconda parte della mattinata è stata dedicata al racconto delle esperienze regionali, con gli interventi di Antonio Cecoro (Assobalneari Campania – Federbalneari), Mauro Della Valle (Federbalneari Salento) e Giorgio Ardito (Federbalneari Friuli Venezia Giulia) e alla presenza di rappresentanti della Regione Abruzzo (lo stesso D'Alfonso, nei panni di governatore) e della Regione Lazio (con il consigliere leghista Angelo Tripodi). Per Cecoro «l’attesa infinita di una norma che regoli le nostre attività è arrivata a punto insostenibile per tutti, sia sotto profilo imprenditoriale che amministrativo, a causa di una eccessiva e immotivata sudditanza alle direttive comunitarie e della mancanza di una regolamentazione ordinata». Della Valle ha poi aggiunto che «le spiagge sono uno dei simboli del “made in Italy” e non possiamo farcele strappare di mano, proprio come le ostriche francesi che sono molto tutelate in quanto interesse di Stato». Infine Ardito ha sottolineato «l’urgenza di riformare il settore balneare, perché con il caos attuale stiamo perdendo più tempo a fare ricorsi che a dirigere le nostre aziende».

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Stati generali del turismo balneare, alla Camera appello all’unità della categoria per la riforma del settore

CIVITAVECCHIA – La riforma delle concessioni balneari ha bisogno di una categoria più unita. È l’appello che la classe politica ha rivolto ieri in occasione degli “Stati generali del turismo balneare”: da Forza Italia al Partito democratico, alla Lega, gli interventi di deputati e senatori hanno sottolineato l’importanza di una maggiore coesione tra gli imprenditori, pur nella diversità di idee per risolvere l’annosa incertezza in cui versano gli stabilimenti balneari, dal categorico “no alle gare” di Gasparri (Fi) alla proroga di 75 anni proposta da Marsilio (Fdi), fino al legittimo affidamento e al doppio binario evocato da D’Alfonso (Pd).

L’associazione Federbalneari Italia, organizzatrice dell’evento svoltosi ieri mattina alla Camera dei deputati, si è fatta carico di lavorare verso l'unità intorno alla proposta del "doppio binario": «Redigeremo un documento programmatico chiedendo alle altre associazioni di categoria di sottoscriverlo – ha annunciato il presidente Renato Papagni tirando le conclusioni del convegno – nel quale raccoglieremo le richieste principali per far ripartire gli investimenti: immediate gare solo sulle spiagge libere per adeguarci alle disposizioni europee secondo il meccanismo del “doppio binario”, un adeguato periodo transitorio per gli attuali concessionari durante il quale si obblighino le Regioni a redigere i piani della costa, poi un lungo periodo concessorio dai 30 ai 75 anni in base al business plan per chi vince l’evidenza pubblica, l’adeguamento dell’Iva al 10% come per le altre imprese turistiche e il riordino dei canoni con l’abolizione dei valori Omi. L’importante è che il nuovo governo agisca entro la fine dell’anno, inserendo un provvedimento-quadro sul settore balneare già all’interno della legge finanziaria. Forse questa legislatura, grazie alla strana combinazione politica che si è formata per creare il nuovo governo, rappresenta il momento giusto per mettere fine a 12 anni di incertezza». In seguito al saluto del presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico («La blue economy rappresenta il futuro più della green, e mi auguro che il “governo del cambiamento” ne tenga conto»), si sono susseguiti gli interventi politici, aperti dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Nel settore balneare proliferano sigle, alcune storiche e altre meno, che ci fanno richieste diverse. Così per la politica è difficile capire chi rappresenta chi: per questo faccio un appello alla coesione, invitando a costituire una piattaforma unitaria che vi faccia arrivare al risultato». Gasparri ha poi commentato l’opposta visione che Lega e Movimento 5 Stelle hanno in merito alla riforma delle concessioni: «Il governo è composto da una mezza mela marcia, quella dei grillini che criticano i balneari e vogliono mandarli a gara, e da una mezza mela buona, quella della Lega che sulla Bolkestein la pensa come tutto il resto del centrodestra: siamo cioè contrari alle evidenze pubbliche. Confido perciò nel partito di Salvini e nel ministro Centinaio per salvaguardare le storiche aziende balneari italiane. Da parte nostra, incalzeremo il governo sin da subito con iniziative parlamentari affinché si faccia partire la redazione della riforma. Personalmente sono positivo, perché il contesto è ora in parte amico dei balneari». Marco Marsilio, deputato di Fratelli d’Italia, ha invece ricordato la «differenza rispetto agli altri paesi europei, con le proroghe di 30 e 75 anni istituite da Spagna e Portogallo che rendono evidente come la Bolkestein non sia stata recepita allo stesso modo in Ue. Per questo, nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge per istituire una proroga di 75 anni anche sulle concessioni balneari italiane». Di diverso avviso è invece il Partito democratico, che con il senatore Luciano D’Alfonso ha ricordato che «occorre lavorare soprattutto sul legittimo affidamento come elemento chiave per istituire un doppio binario di riforma», evocando dunque i contenuti del disegno di legge portato avanti dal governo Gentiloni ma non portato a termine. In linea con Gasparri anche l’on. Alessandro Battilocchio (Forza Italia) che ha sostenuto sin da subito l’organizzazione dell'iniziativa a livello nazionale garantendo il suo sostegno ai balneari in parlamento e così pure verso le varie proposte normative a difesa della categoria come peraltro già fatto per il commercio ambulante.  

 La seconda parte della mattinata è stata dedicata al racconto delle esperienze regionali, con gli interventi di Antonio Cecoro (Assobalneari Campania – Federbalneari), Mauro Della Valle (Federbalneari Salento) e Giorgio Ardito (Federbalneari Friuli Venezia Giulia) e alla presenza di rappresentanti della Regione Abruzzo (lo stesso D'Alfonso, nei panni di governatore) e della Regione Lazio (con il consigliere leghista Angelo Tripodi). Per Cecoro «l’attesa infinita di una norma che regoli le nostre attività è arrivata a punto insostenibile per tutti, sia sotto profilo imprenditoriale che amministrativo, a causa di una eccessiva e immotivata sudditanza alle direttive comunitarie e della mancanza di una regolamentazione ordinata». Della Valle ha poi aggiunto che «le spiagge sono uno dei simboli del “made in Italy” e non possiamo farcele strappare di mano, proprio come le ostriche francesi che sono molto tutelate in quanto interesse di Stato». Infine Ardito ha sottolineato «l’urgenza di riformare il settore balneare, perché con il caos attuale stiamo perdendo più tempo a fare ricorsi che a dirigere le nostre aziende».

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''Sistemata la strada di  Vallegato''

TARQUINIA – «La strada di Vallegato che conduce agli orti dell’Università Agraria è stata sistemata».

 Lo spiega il vicepresidente dell’Università Agraria di Tarquinia Alberto Tosoni. «Un lavoro di ripristino atteso e richiesto da molti utenti in quanto questo tratto era divenuto praticamente intransitabile. – dice il vicepresidente – Grazie all’assessore Laura Sposetti ora la carreggiata è percorribile per tutto il cammino di competenza comunale, pertanto sono a fargli pubblicamente i miei più sentiti complimenti, sia per il lavoro celermente appaltato e sia per la costante disponibilità e cortesia concessami, già dai primi sopralluoghi effettuati insieme. Un plauso va anche alla ditta di Senigagliesi Giancarlo che ritengo abbia svolto un ottimo lavoro garantendo la buona riuscita del ripristino.  Molte sono le istanze sollevatami che cerco di risolvere da quando ricopro questo incarico, per questo colgo l’occasione per dare un’altra gradita notizia, annunciando che a breve l’Ente sistemerà definitivamente il secondo impianto di alimentazione  irrigua in utilizzo dai concessionari».

«A seguito di questa opera – spiega Tosoni – si eliminerà l’attuale criterio, precedentemente adottato con carattere di urgenza, ma le cui carenze stavano rischiando di consolidarsi il tutto a discapito della cortese disponibilità concessa dal proprietario del fondo interessato.   Sono convinto che ci sono dei doveri che in qualsiasi veste di amministratore si devono ottemperare, sempre, dovunque e con chiunque, anche quando ci si trova a lavorare praticamente senza le adeguate risorse; situazione questa che deve essere da sprone nella ricerca e richiesta di inevitabili collaborazioni atte alla soluzione di quanto ovviamente consentito, nella fattispecie cercandole e trovandole. Proseguo l’impegno gratificato dai preziosi sostegni ricevuti dal Comune, dall’Ente di Bonifica, dagli agricoltori e dagli stessi utenti concessionari, arricchito sempre più da utili consigli e costruttivi confronti».

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Fiori d’arancio… dove vuoi tu

LADISPOLI – Tutte le attività ricettive di Ladispoli potranno mettere a disposizione i propri spazi per ospitare matrimoni e unioni civili. Ad annunciarlo è l’assessore al personale, Amelia Mollica Graziano che ha ricordato che attraverso la pubblicazione dell’avviso che armonizza la disciplina sui matrimoni e sulle unioni civili, si offrono nuove prospettive agli operatori economici che vorranno raccogliere la proposta.
“Da adesso – prosegue l’assessore Amelia Mollica Graziano – tutti i concessionari di spiagge demaniali, proprietari di castelli, parchi, siti aventi pregio storico ed ambientale, agriturismi, ristoranti, alberghi e strutture ricettive in genere, ovviamente muniti di regolare concessione, possono presentare istanza di adesione finalizzata a concedere in comodato d’uso gratuito al Comune di Ladispoli, per la durata di tre anni soggetta a rinnovo espresso, una porzione di idonei spazi e locali di cui sono titolari, ed eventuali aree di pertinenza, per la celebrazione di matrimoni e unioni civili. In precedenza le due cerimonie erano separate visto che il regolamento disciplinava soltanto il matrimonio, mentre per le unioni civili erano state inserire delle postille. Da oggi le due cerimonie sono state unificate come iter burocratico e sono equiparate.
L’aspetto più importante è la possibilità di celebrare matrimoni ed unioni al di fuori del palazzetto comunale in luoghi suggestivi.

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