Container ed agroalimentare: riunione fiume in Authority

CIVITAVECCHIA – Cinque ore di discussione, per cercare di trovare un accordo o comunque una strada da seguire che possa soddisfare le diverse esigenze. 
Tanto è durata la riunione di ieri mattina a Molo Vespucci relativa alla movimentazione dei container all’interno del porto. 
Presenti i vertici dell’Autorità di Sistema portuale, oltre ai rappresentanti di Rtc – la società che gestisce il traffico alla banchina 25 container – e quelli di Civitavecchia Fruit Forest Terminal (Cfft), la società che opera nel settore agroalimentare all’interno dello scalo. 
Da quando il presidente dell’Authority Francesco Maria di Majo ha emesso l’ordinanza per cui lo scarico dei container deve essere svolto esclusivamente alla banchina 25, anche quelli che finora sono stati sbarcati direttamento al terminal agroalimentare, gli equilibri sono precari. 
Basta una mossa sbagliata per perdere anni di traffici. 
Fino a fine ottobre gli effetti dell’ordinanza – come richiesto nel corso del tavolo appositamente convocato a luglio scorso dalla Regione Lazio, – sono stati sospesi. 
Nel frattempo però va trovato un accordo tra le parti. 
E di questo si è tornato a discutere ieri mattina, nella riunione fiume a Molo Vespucci, con l’Adsp che avrebbe messo sul tavolino delle opzioni sulle quali lavorare. 
Ma le voci circolate dopo l’incontro non sembrano proprio positive. 
I legali che stanno seguendo la vicenda per conto di Cfft starebbero valutando proprio la fattibilità di queste proposte che però, a quanto pare, sembrano essere difficilmente praticabili.

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Acqua: nuovi problemi per i cittadini

CIVITAVECCHIA – Non c'è pace per i civitavecchiesi. Ancora disagi sul fronte idrico. Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, è arrivato al Pincio una comunicazione urgente da parte di Acea per infromare di "un danno occulto sulla condotta di adduzione ai serbatoi Galilei e Montanucci". Motivo per il quale "la portata in ingresso agli stessi risulta insufficiente per garantire la corretta fornitura di acqua alle utenze alimentate da questi impianti"

Interessate, in questo caso, le zone centrali di Civitavecchia, San Gordiano, lungomare e aree limitrofe. Acea conferma di essersi comunque prontamente attivata avviando gli interventi necessari. Nella giornata di oggi la situazione dovrebbe tornare alla normalità. "Per minimizzare il disagio alla cittadinanza – hanno aggiunto dalla Sap capitolina – è stato predisposto un servizio alternativo di rifornimento tramite autobotti in stazionamento. Dalle 8 alle 21 di oggi le autobotti saranno presenti in viale Lazio, angolo via Lombardia, e in via Lepanto, angolo via Neni. Per i casi di effettiva necessità potrà essere anche predisposto un servizio di rifornimento con autobotte da richiedere preventivamente via fax al numero 0657994116. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero verde 800130335. 

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Usi civici, Italia in comune chiede un tavolo tra Agraria, comitati e Petrelli

CIVITAVECCHIA – «Invitiamo il presidente Daniele De Paolis a sedersi intorno ad un tavolo con il comitato costituitosi e Vittorio Petrelli per capire quale possa essere veramente la strada da intraprendere per concludere con successo una tormentata storia vissuta ancora una volta sulla pelle dei cittadini».

È quanto dichiara Italia in comune Civitavecchia in merito alla vicenda usi civici, dopo l’evento dei giorni scorsi organizzato dall’Università agraria. «Sicuramente – proseguono dal partito – è stato fatto un passo in avanti rispetto a ieri in quanto alcune zone oggi non risulterebbero più gravate da usi civici. Condizionale d’obbligo in quanto bisogna comunque aspettare l’iter burocratico di conferma della Regione Lazio». Italia in comune è dura e dice che, nel pratico, poco è cambiato. «Molti cittadini presenti all’evento – incalzano dal partito – denunciano principalmente una colpevole omissione da parte degli enti pubblici competenti, che avrebbero dovuto dichiarare e vantare illo tempore diritti o richieste di affrancazione, tutelando in tal modo il diritto all’informazione all’atto delle stipule di compravendita».

Un duro commento per l’evento di giovedì scorso che per Italia in comune è stata una semplice «passerella politica in prossimità delle elezioni – tuonano dal partito – dove qualcuno aveva bisogno di autoreferenziarsi omettendo di riconoscere che tale piccolo successo è stato dovuto alla costanza di un comitato di cittadini e, per onor del vero, di Vittorio Petrelli unico a rappresentarne da sempre ragioni e diritti. È da qui che Italia in Comune vuole partire, promuovendo una strada concreta e condivisa per la risoluzione del problema che vada a vantaggio – concludono da Italia in comune Civitavecchia – dello stato di diritto e delle ragioni dei cittadini evitando ulteriori decennali attese di leggi nazionali o sentenze di tribunali».

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Porto: FdI auspica l'intervento del ministro Toninelli

CIVITAVECCHIA – "Meglio tardi che mai: finalmente Civitavecchia chiede il conto della pessima gestione del nostro porto da parte del presidente Di Majo, che ha avuto effetti davvero devastanti sull’economia dello scalo portuale e continua, purtroppo, imperterrito nella propria opera distruttiva". Inizia così l'intervento duro del circolo locale di Fratelli d'Italia che boccia senza appello l'operato del numero uno di Molo Vespucci. Ed elenca le diverse vertenze che si sono aperte all'interno dello scalo. 

"Dopo tanti segnali di allarme provenienti dagli operatori economici – hanno spiegato – dalle organizzazioni sindacali e da quanti hanno a cuore le sorti del nostro territorio, con Fratelli d’Italia in primis, con l’autorevole intervento dell’onorevole Fabio Rampelli, e dopo che il nostro candidato sindaco Massimiliano Grasso ha giustamente chiesto di convocare un consiglio comunale ad hoc per esaminare e discutere quanto sta accadendo in porto, oggi finalmente interviene anche l’Amministrazione Comunale: il ricorso in opposizione contro il pagamento del corrispettivo dovuto al Comune di Civitavecchia dall’Autorità di Sistema portuale in forza del famoso protocollo d’intesa (mai applicato a distanza di quasi tre anni) almeno è servito per suonare la sveglia a tutti e a far comprendere a che a chi, fino ad oggi, da Palazzo del Pincio ha nicchiato, che il porto ha bisogno di una svolta radicale. Il timore di non poter più iscrivere a nel bilancio del Comune di Civitavecchia  alcuni milioni di euro di crediti è stata evidentemente l’unica motivazione che, più della pessima gestione Di Majo o le innumerevoli vertenze occupazionali fino ad oggi tollerate da quasi con indifferenza da Palazzo del Pincio, ha indotto l’Amministrazione Comunale pentastellata ad aprire gli occhi ed alzare finalmente la voce nei confronti del Presidente dell'Adsp Di Majo. Ben venga, comunque, questo cambio di linea e ben venga il tardivo ma comunque apprezzabile intervento del consigliere comunale Fortunato, che aderisce alla richiesta del consigliere di opposizione Massimiliano Grasso di portare in Consiglio Comunale le gravissime problematiche che attanagliano il nostro scalo portuale. Ci auguriamo che gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Civitavecchia abbia la capacità e la volontà di affrontare fino in fondo il problema, portando la questione alla attenzione del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Toninelli, già destinatario di na interrogazione parlamentare presentata dal vicepresidente della Camera dei Deputati ed esponente di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, intervenuto su nostra richiesta proprio sulla scandalosa vicenda della ordinanza che rischia di colpire il traffico dei container della frutta: Ministro Toninelli: se ci sei batti un colpo!!! Civitavecchia ha bisogno di un nuovo e, speriamo, questa volta competente Presidente della Autorità Portuale".

Il partito continuerà ad impegnarsi ad ogni livello "con i nostri rappresentanti istituzionali in questa battaglia per liberare il porto di Civitavecchia dal Presidente Di Majo – hanno concluso – il consigliere comunale Luciano Girolami, a nome di Fratelli d’Italia, aderisce ufficialmente alla richiesta di un consiglio comunale sulle problematiche del porto avanzata dal collega Massimiliano Grasso".

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Rubinetti a secco per diverse ore

di TONI MORETTI

CERVETERI – La scoperta, stamattina intorno alle sette: i rubinetti asciutti e subito come ci ha abituati si invia un messaggio al sindaco pascucci per avvertirlo della situazione che si era venuta a creare. L’o stupore più grande, credetemi, l’ho avuto quando verso le sette e cinquanta arriva il suono della campanella che avvertiva la ricezione di un messaggio sul cellulare  Era il sindaco che rispondeva: «Si ho scritto ad Acea». Ma Successivamente verso le nove un altro messaggio del sindaco informa che «a causa di un guasto elettrico all’impianto di sollevamento, il serbatoio che rifornisce Cerveteri Capoluogo è rimasto senza acqua». Avvertiva tra l’altro che ACEA era già intervenuta per la riparazione ma che per la delicatezza del danno ci sarebbero volute alcune ore per il ripristino del servizio. Intanto  due autobotti avrebbero alleggerito il disagio provocato dall’emergenza. Non si può dire che il suo monitorare in prima persona e il suo coinvolgimento diretto nelle attività che riguarda l’Acea nella gestione del servizio idrico, non sia costante. Sarà che tra l’amministrazione e l’azienda ci sono state estenuanti trattative per le condizioni e le criticità in cui sin dall’inizio è stata trovata la rete idrica e fognaria, trattative che comunque hanno trovato sempre soluzioni soddisfacenti per la continuazione del rapporto, grazie anche all’impegno e alla disponibilità dei dirigenti Acea, che forse, in fondo in fondo, qualcosa da farsi perdonare, ce l’hanno. Appena sono uscito da casa, naturalmente ho raccolto gli “smadonnamenti” di chi comunque non perde occasione di dire che anche quando piove il governo è ladro, ma nelle prime ore del pomeriggio comunque,  i rubinetti hanno ripreso a distribuire acqua e i bar, che la mattina facevano il caffè con l’acqua minerale e lo servivano nel bicchierino usa e getta, hanno ripreso a servirlo nella tazza e a farlo con l’acqua della rete idrica. 
Disagio si comunque e comprensibile  irritazione di chi ha dovuto in qualche modo arrangiarsi ma non più di quanto succede a chi al mattino trova la batteria a terra e l’auto non parte.Il notevole ritardo nel ripristino è stato comunque dovuto al fatto che non ci si è accorti subito del guasto che ha consentinto lo svuotamento dei serbatoi lasciando gradualmente tuttà la città all’asciutto.

 

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Manager in fuga dal porto

CIVITAVECCHIA – Manager e grand commis di Stato in fuga dal porto di Civitavecchia. A Molo Vespucci, infatti, in pochi giorni sono arrivate già due lettere di dimissioni da parte di nomi altisonanti del sistema portuale. 
Il primo a lasciare l’incarico di componente dell’Organismo Indipendente di Valutazione dell’Adsp è stato Claudio Gorelli, che secondo i bene informati aveva già annunciato la propria intenzione di chiamarsi fuori ad inizio estate. 

Il vero e proprio fulmine a ciel sereno è invece arrivato ieri sulla testa del comunque imperturbabile Francesco Maria Di Majo: a salutare, dopo appena 3 mesi dalla nomina ad amministratore unico della PAS (incarico accettato comunque dopo una lunga riflessione) è stato Andrea Rigoni. Il motivo che abbia spinto Rigoni a mollare tutto non è chiaro, ma secondo i bene informati la situazione economico finanziaria della società partecipata al 100% dall’Authority, che ha chiuso i bilanci in perdita per due anni di fila e – a settembre inoltrato – potrebbe apprestarsi ad avere in rosso anche il 2018 (fatto che per legge comporterebbe lo scioglimento della società), potrebbe aver indotto Rigoni a fare dietrofront prima di doversi assumere responsabilità di carattere amministrativo e contabile. Evidentemente il manager avrà valutato di non avere sufficienti margini di manovra per raddrizzare il timone, aumentando i ricavi (viste le note difficoltà di bilancio del socio unico Adsp) o riducendo i costi: il solo direttore tecnico Vincenzo Conte pesa oltre 200mila euro sui conti dell’azienda, molto più dello stesso amministratore unico da cui dipende. 

Altrettanto blindati, al momento, i motivi che hanno indotto Gorelli ad andarsene. Il potentissimo capo della segreteria tecnica di Gianni Letta a Palazzo Chigi, consigliere della Corte dei Conti, era stato il relatore del rapporto che contribuì a ‘‘silurare’’ Pasqualino Monti. 
Proprio l’aver controllato l’ente nei 3 anni precedenti fece nascere dei dubbi su una presunta incompatibilità di Gorelli ad assumere l’incarico dall’ente stesso. 
Gorelli, da sempre in eccellenti rapporti con l’ex presidente di Molo Vespucci Gianni Moscherini, arrivò a Molo Vespucci accompagnato dal grande tessitore di trame in nome e per conto di Di Maio, Ivan Magrì, che ora dovrà mettersi nuovamente al lavoro per rimpiazzare i due dimissionari eccellenti, che potrebbero presto essere seguiti da altri.

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Vigili del fuoco: a Tarquinia mancano ancora 16 unità

TARQUINIA – Era il lontano 11 aprile 2017 quando dopo anni di battaglie veniva finalmente decretato dall’allora ministro dell’Interno onorevole Minniti, come ‘‘permanente’’, il distaccamento dei Vigili del fuoco di Tarquinia.
Per anni è stato aperto solo per il periodo estivo, come del resto negli ultimi due anni, sfruttando le convenzioni con la Regione per l’ antincendio boschivo, per essere poi chiuso gli altri mesi dell’anno. 
Ma tre mesi l’anno sono sufficienti a garantire il soccorso pubblico per gli abitanti del litorale? Sono sufficienti a garantire la Sicurezza lungo la SS1 Aurelia che da due anni è diventata un’autostrada?
A queste domande il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, risponde seccamente ‘’no’’.
E a farlo è in particolare il segretario Conapo di Viterbo, Danilo Martoni che spiega: «Dopo la seconda inaugurazione ufficiale alla presenza di tutte le autorità, ci aspettavamo che il Ministero ci inviasse le risorse necessarie a un’apertura H24 di Tarquinia, ma a oggi mancano ancora 16 unità in organico. È terminato anche il presidio contro gli incendi boschivi, pagato in convenzione dalla Regione Lazio, presente solo di giorno, che comunque non garantiva la totale sicurezza degli abitanti del litorale, giacché per interventi tra le 20 e le 8, doveva partire una squadra da Viterbo, con ben 50 minuti da percorrere con un mezzo pesante».
«Da domani – incalza Luca Marini vice segretario Conapo – cosa risponderemo all’utente che chiama da Tarquinia, Montalto di Castro e da tutti gli altri comuni di competenza del distaccamento sul litorale, scusate ma ci vuole un’ora per arrivare? La popolazione, dopo tutti questi articoli e inaugurazioni, pensa ora che il distaccamento sia operativo».
«Abbiamo appreso inoltre – continua Danilo Martoni – dell’apertura del Polo di prevenzione incendi proprio a Tarquinia, ben vengano queste aperture, non dimentichiamo che vanno rispettati gli orari e visti i numeri, ma tra ispettori e funzionari, resto molto perplesso, e comunque per noi la priorità deve essere quella di aprire realmente il distaccamento di Tarquinia per poi mettere in piedi tutto il resto. Proprio perché parliamo di tempo necessario per intervenire e salvare vite umane».
«Non ci dimentichiamo della situazione in cui versa il distaccamento di Civita Castellana, stiamo aspettando da mesi che il Comune completi l’opera di consolidamento della struttura, nonché la sistemazione dell’impianto termico. In ultimo, ma non meno importante, la nuova sede centrale dei Vigili del fuoco di Viterbo – conclude Martoni- a tre mesi dall’apertura mancano ancora da sistemare tante cose dimenticate in fase di esecuzione dei lavori, per le quali mancano gli accreditamenti economici da parte dell’amministrazione, speriamo poi che il Tar del Lazio si pronunci presto e assegni definitivamente i lavori per la conclusione del secondo lotto». «All’ingegner Emanuele Pianese, nuovo comandante di Viterbo, – concludono i sindacalisti del Conapo – diamo il benvenuto con i nostri migliori auguri buon lavoro e chiediamo massima attenzione per queste problematiche».

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Ladispoli, stadio off limits. Spettatori al sole cocente e scarsa sicurezza.

LADISPOLI – Dopo 13 anni la Us Ladispoli è tornata in serie D. Certo, non con il risultato che ci si attendeva (1-4 per gli avversari), ma l’Avellino è una squadra blasonata, di categoria superiore con una rosa formidabile e calciatori del calibro di Sforzini (tanti gol in serie B). Lo spettacolo comunque c’è stato. E questa è una nota molto positiva per l’ambiente calcio, per la Us Ladispoli dopo la cavalcata avvincente dello scorso anno in Eccellenza. Cosa invece non ha funzionato ieri, come del resto prevedibile alla vigilia, è la questione legata all’impiantistica dello stadio Angelo Sale. Una struttura realizzata neanche due anni fa e che presenta delle lacune evidenti. A cominciare dalla tribuna senza coperture. I tifosi sono stati costretti a vedere la partita di calcio sotto il sole cocente. Alcuni hanno abbandonato il match anzitempo. “Peccato davvero, un Ladispoli in serie D contro questo Avellino non me lo volevo perdere, ma l’afa non fa bene al mio cuore. Ho speso anche 10 euro per il biglietto”, è la lamentela di un anziano residente. Fosse solamente il caldo il problema (in caso di acquazzone la gente abbandonerà i posti e chi rimborserà i biglietti?). La capienza è in cima alla lista. Tribuna così piccola che è stata interamente occupata dai tifosi avellinesi, giunti in 500 dalla Campania, che si sono messi a sedere nella parte degli ultrà ladispolani, rimasti incredibilmente fuori dall’Angelo Sale. Se il clima non si è surriscaldato si deve proprio alla condotta dei tifosi rossoblu che non hanno creato ulteriori tensioni. Terzo nodo da risolvere: la sicurezza. Al triplice fischio finale gli spettatori ladispolani sono stati costretti dalle forze dell’ordine a rimanere dentro lo stadio attendendo l’uscita dei “lupi” di Avellino, ma ormai centinaia di tifosi si erano riversate nel piazzale davanti ai cancelli. Alla fine carabinieri e polizia hanno aperto il cancello per evitare disordini. Non meno importante l’aspetto della viabilità. Migliaia di persone nei parcheggi davanti allo stadio e nella via dell’Area artigianale, con bambini che hanno rischiato di finire sotto le auto. Uno scenario complessivo non da serie D sicuramente (ma neanche da Terza Categoria), aldilà di quello che è accaduto poi sul rettangolo verde dove l’Avellino ha battuto per 1-4 i padroni di casa di mister Bosco che comunque erano stati in grado di riaprire il match con una punizione magistrale di Cardella in chiusura di primo tempo. Nella ripresa i verde bianchi si sono portati sull’1-3 calando definitivamente il poker in contropiede a 15 minuti dalla fine.
 

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Miss Italia, Chiara Bordi è terza

TARQUINIA – Tarquinia tifa la sua Miss. Chiara Bordi, la 18enne con la protesi, la sua sfida l’ha già vinta: far capire alla gente che “non bisogna aver paura di mostrarsi al mondo così come si è”. E lei, sia chiaro, è bellissima.

Stasera da Milano Chiara affronta la finale di Miss Italia, lo storico concorso di bellezza firmato da Patrizia Mirigliani che l’ha voluta in gara accogliendola con entusiasmo. 

Chiara di bellezza e coraggio ne ha da vendere: la sua protesi la sfoggia come un gioiello, perché a lei ció che brilla di più è il cuore. E non c’è frase o commento, di persona vera o presunta o  hacker, che possa scalfire il suo travolgente sorriso,  conquistato dopo tanto dolore.

Con  il numero 08 Chiara Bordi calcherà la passerella con la sua protesi ‘bionica’ per mostrare al mondo che la “diversità non è vincolante”.

Se qualcuno, non ancora definito – (sarà avviata un’indagine da parte della polizia postale dopo un post apparso su Facebook nel profilo di Mirella) – l’ha chiamata “storpia”, lei non si scoraggia ma mostra, ancora una volta, tutta la sua superiorità. “Della vittoria – risponde Chiara- non mi interessa niente, tantomeno di fare pena perché posso assicurare che la pena è l’ultima cosa ricercata e la prima odiata da me e da qualsiasi altro tipo di disabile. Sto facendo tutto questo per mostrare alle persone ottuse (appunto) che una ragazza senza un arto può gareggiare al pari di tutte, che la diversità non è vincolante, che la vita non si interrompe mai ed è sempre bella, anche quando sembra che ce l’abbia con te, che da un dramma si rinasce e si cresce più forti di prima, tutto sta nel saper reagire». 

E questo messaggio è arrivato forte e chiaro a molta gente; della sua Tarquinia, ma anche in generale del mondo – della moda e non – che continua ad accogliere Chiara a braccia aperte. 

Lo si evince dai tanti commenti sui social, come quello di Anna Rita che scrive:“Non vuole essere un endorsement, sarebbe troppo scontato. Ciò che dico in queste righe è la descrizione di un inno alla vita, un inno alla gioia, un inno al coraggio. Da quando ho conosciuto Chiara ho avuto modo di vedere e conoscere la forza del suo sorriso, un sorriso che ti attraversa. Un sorriso che può averlo solamente una persona che ha scritto nei suoi occhi il senso profondo di una anima piena di sentimenti. Lei bambina gigante nel cuore e nella testa. Lei non sarà mai la Miss scontata della “pace nel mondo”. Non può esserlo perché lei la pace l’ha trovata in tutto ciò che fa ogni giorno con la semplicità di una ragazza di 18 anni. Lei sta sfidando il mondo ed è chiaro che sta vincendo! Per questo lo dico già da ora che per me la mia Miss Italia sarà lei, Chiara Bordi! Comunque vada”. 

Dello stesso tenore le parole di Antonella: “La bellezza non è solo quella esteriore, ma Chiara Bordi è bellissima sia dentro che fuori, lei partecipa non per vincere, ma per dimostrare che la disabilità non è diversità e che con la forza di volontà può fare tutto quello che possono fare le altre ragazze”.

E quelle di Irene: “… Chiara, una gamba amputata a 12 anni per un incidente, con 15 interventi alle spalle, non ha mai visto limiti, non ha mai visto barriere, non ha mai sognato a percentuale, non ha mai creduto alle vie di mezzo, e allora o tutto o niente e il suo sogno di diventare Miss Italia con una gamba strafiga bionica ha preso il sopravvento e non si è fermata alle provinciali e non si è fermata alle regionali è arrivata alle finali …lei che di diverso rispetto ai normodotati ha solo una cosa la determinazione di chi, potendo accontentarsi di una vita su misura, ha scelto di correre senza limiti. Senza paracadute. Go #chiarabordi tu sei già la mia Miss Italia. Tu hai già vinto tutto”.

Ore 22,20: Chiara Bordi passa il turno, ed è tra le 15 finaliste del concorso in corso in diretta su La7.

Ore 23,07. Avanti ancora un altro turno: Chiara Bordi è tra le 10 finaliste.

Ore 23,55: Chiara Bordi è tra le cinque finaliste del concorso di Miss Italia 2018.

Ore 00,33. La 18enne passa il turno, ed è tra le tre ragazze più belle d’Italia.

Ore 01,00. Chiara Bordi è la terza bellezza d’Italia.

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Miss Italia, Chiara Bordi è tra le tre finaliste

TARQUINIA – Tarquinia tifa la sua Miss. Chiara Bordi, la 18enne con la protesi, la sua sfida l’ha già vinta: far capire alla gente che “non bisogna aver paura di mostrarsi al mondo così come si è”. E lei, sia chiaro, è bellissima.

Stasera da Milano Chiara affronta la finale di Miss Italia, lo storico concorso di bellezza firmato da Patrizia Mirigliani che l’ha voluta in gara accogliendola con entusiasmo. che andrà in onda su La7. 

Chiara di bellezza e coraggio ne ha da vendere: la sua protesi la sfoggia come un gioiello, perché a lei ció che brilla di più è il cuore. E non c’è frase o commento, di persona vera o presunta o  hacker, che possa scalfire il suo travolgente sorriso,  conquistato dopo tanto dolore.

Con  il numero 08 Chiara Bordi calcherà la passerella con la sua protesi ‘bionica’ per mostrare al mondo che la “diversità non è vincolante”.

Se qualcuno, non ancora definito – (sarà avviata un’indagine da parte della polizia postale dopo un post apparso su Facebook nel profilo di Mirella) – l’ha chiamata “storpia”, lei non si scoraggia ma mostra, ancora una volta, tutta la sua superiorità. “Della vittoria – risponde Chiara- non mi interessa niente, tantomeno di fare pena perché posso assicurare che la pena è l’ultima cosa ricercata e la prima odiata da me e da qualsiasi altro tipo di disabile. Sto facendo tutto questo per mostrare alle persone ottuse (appunto) che una ragazza senza un arto può gareggiare al pari di tutte, che la diversità non è vincolante, che la vita non si interrompe mai ed è sempre bella, anche quando sembra che ce l’abbia con te, che da un dramma si rinasce e si cresce più forti di prima, tutto sta nel saper reagire». 

E questo messaggio è arrivato forte e chiaro a molta gente; della sua Tarquinia, ma anche in generale del mondo – della moda e non – che continua ad accogliere Chiara a braccia aperte. 

Lo si evince dai tanti commenti sui social, come quello di Anna Rita che scrive:“Non vuole essere un endorsement, sarebbe troppo scontato. Ciò che dico in queste righe è la descrizione di un inno alla vita, un inno alla gioia, un inno al coraggio. Da quando ho conosciuto Chiara ho avuto modo di vedere e conoscere la forza del suo sorriso, un sorriso che ti attraversa. Un sorriso che può averlo solamente una persona che ha scritto nei suoi occhi il senso profondo di una anima piena di sentimenti. Lei bambina gigante nel cuore e nella testa. Lei non sarà mai la Miss scontata della “pace nel mondo”. Non può esserlo perché lei la pace l’ha trovata in tutto ciò che fa ogni giorno con la semplicità di una ragazza di 18 anni. Lei sta sfidando il mondo ed è chiaro che sta vincendo! Per questo lo dico già da ora che per me la mia Miss Italia sarà lei, Chiara Bordi! Comunque vada”. 

Dello stesso tenore le parole di Antonella: “La bellezza non è solo quella esteriore, ma Chiara Bordi è bellissima sia dentro che fuori, lei partecipa non per vincere, ma per dimostrare che la disabilità non è diversità e che con la forza di volontà può fare tutto quello che possono fare le altre ragazze”.

E quelle di Irene: “… Chiara, una gamba amputata a 12 anni per un incidente, con 15 interventi alle spalle, non ha mai visto limiti, non ha mai visto barriere, non ha mai sognato a percentuale, non ha mai creduto alle vie di mezzo, e allora o tutto o niente e il suo sogno di diventare Miss Italia con una gamba strafiga bionica ha preso il sopravvento e non si è fermata alle provinciali e non si è fermata alle regionali è arrivata alle finali …lei che di diverso rispetto ai normodotati ha solo una cosa la determinazione di chi, potendo accontentarsi di una vita su misura, ha scelto di correre senza limiti. Senza paracadute. Go #chiarabordi tu sei già la mia Miss Italia. Tu hai già vinto tutto”.

Ore 22,20: Chiara Bordi passa il turno, ed è tra le 15 finaliste del concorso in corso in diretta su La7.

Ore 23,07. Avanti ancora un altro turno: Chiara Bordi è tra le 10 finaliste.

Ore 23,55: Chiara Bordi è tra le cinque finaliste del concorso di Miss Italia 2018.

Ore 00,33. La 18enne passa il turno, ed è tra le tre più belle d’Italia.

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