De Angelis: ''Disgustati''; Pascucci: ''Irresponsabili''

CERVETERI – Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà domani alle 15, in seconda convocazione, visto lo scioglimento avvenuto nell'assise si ieri per la mancanza del numero legale a causa dell’abbandono dell’aula dell’intera opposizione tranne i consiglieri Mancini e Accardo, eletti nella lista del candidato sindaco Margherita Tassitano,  dimessasi dopo qualche tempo.  
Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando da una parte e il sindaco Pascucci dall’altra, fanno il resoconto di quanto è avvenuto con due comunicati di fuoco.
“Siamo disgustati, amareggiati, sconcertati, ma non delusi – scrivono De Angelis e Osomando – L’opposizione, quella vera e responsabile, ha fatto soltanto il proprio dovere e, dopo i fuochi e le offese, sono soltanto parole vuote le accuse del Sindaco, per quanto riguarda la sua débacle del consiglio del 9 ottobre, cercando di rimpallare colpe e responsabilità, come di consueto, su di noi accusandoci di irresponsabilità e quant’altro malgrado è la sua stessa maggioranza (e questo è strano…) a far mancare il numero legale e, cosa non trascurabile, tutto questo sotto la maldestra regia del presidente del Consiglio Travaglia che, sull’orlo di una crisi di nervi e forse interpretando a proprio  uso e consumo la normativa vigente, dimostra ancora una volta di non essere proprio al di sopra delle parti come il ruolo richiede, arrogandosi il diritto di censurare i discorsi a lui non graditi spegnendo i microfoni e impedendo ai cittadini non presenti in aula di ascoltare gli interventi nella diretta streaming, negando la parola ad un consigliere di opposizione Piergentili (guarda caso è sempre lo stesso e viene da pensare se non è sbocciato un amore !) e consentendo sistematicamente al Sindaco ciò che non andrebbe concesso sino a tergiversare per la verifica del numero legale in aula».  I due consiglieri non nascondono che quando hanno visto che la maggioranza non aveva i nuneri hanno deciso di uscire dall’aula al momento della verifica per dimostrare che non sono «la stampella di questo Sindaco irriverente e irrispettoso, a differenza del duo di consiglieri Mancini e Accardo che addirittura sono stati ringraziati per essere, invece, rimasti ai loro posti dimostrando di voler aiutare questa maggioranza, come bravi soldatini, malgrado sono stati eletti in opposizione e con un candidato sindaco differente, e allora la domanda nasce spontanea, amano il brivido istituzionale o vogliono andare a governare? Noi andremo avanti, anche nel caso in cui, con l’aiuto di qualche stampella politica priva di anima e attributi, questa maggioranza il prossimo Consiglio riuscisse a far votare la Delibera sulla Cantina di Cerveteri  perché siamo convinti che c’è qualcosa che non và !!!». Pascucci, dal canto suo, scrive: «I consiglieri di minoranza, con l’esclusione di Mancini e  Accardo, hanno approfittato dell’assenza dovuta a sopraggiunti impedimenti di alcuni consiglieri di maggioranza, per far cadere il numero legale in maniera strumentale. Tutto questo proprio quando si stava discutendo la delibera finalizzata agli interventi in favore della Cantina Cerveteri, una delle più importanti realtà aziendali del nostro territorio.  I consiglieri di minoranza che sono usciti sono stati eletti dai cittadini per restare in aula e rappresentare la volontà popolare, con quest’atto non fanno altro che dimostrare la loro mancanza di responsabilità e inadeguatezza. In particolare il consigliere Juri Marini, PD, ha dapprima presentato un emendamento e poi è uscito irresponsabilmente dall’aula senza che neppure fosse discusso: se davvero avesse avuto l’interesse a migliorare l’atto sarebbe certamente rimasto in Consiglio».

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Amministrative Tarquinia, Mori: ''Bisogna aprirsi alle donne e agli uomini migliori''

TARQUINIA – «Comunicati stampa, toto-sindaci, riunioni e assemblee. A otto mesi dalle elezioni comunali, la macchina elettorale di partiti e movimenti si è già messa in moto. Tutto come se niente fosse successo: le elezioni comunali dello scorso anno, le elezioni dell’Università Agraria, le elezioni regionali  e politiche del 4 marzo, il forfait dell’amministrazione comunale dopo 15 mesi di governo.
Tutto scorre, con le solite logiche, i soliti nomi, i soliti gruppi, le solite idee». In vista delle amministrative di maggio 2019 i Moderati e Riformisti tornano a predere la parola per voce di Giancarlo Capitani  di Tarquinia  e Stefano Bonori, coordinatore provinciale di Viterbo. L’obiettivo è auspicare la nascita a Tarquinia di un ‘‘fronte democratico’’.  «A sinistra come a destra. – affermano Capitani e Bonori – candidati “potenziali”, quasi predestinati, non si sa se per successione dinastica o per scelta divina. Film già visti, ennesima replica della serie : ‘‘Intanto scegliamo il sindaco, poi vediamo’’. Già pronti i copia e incolla dei programmi salvati sui pc dagli anni ’90 ad oggi : riqualificare San Giorgio, valorizzare il Lido, fare finalmente il nuovo piano regolatore. E poi il turismo, certo, perché “una città come la nostra dovrebbe vivere di turismo”. Solo che stavolta qualcosa è cambiato, se non nelle forze politiche, sicuramente nei cittadini : la gente non si fida più, delle cose e delle persone.  Ecco che allora sarà forse il caso, per una volta, di cambiare rotta ed invertire l’ordine dei lavori: progetti, prima, seri e credibili. E dopo, chi è in grado di realizzarli, per comprovata competenza ed esperienza. La nostra proposta, come Moderati e Riformisti, è quella di aprire da subito un grande cantiere delle idee, gettare le fondamenta, creare una grande squadra di operai che sappiano mettere al servizio del progetto le loro esperienze e le loro competenze.  Per questo sarà necessario superare lo schema classico, la formula partito o coalizione, per aprirsi alle donne e agli uomini migliori, che possano riconoscersi in quel progetto con entusiasmo e passione, per ridisegnare insieme un modello di città capace di far sognare i cittadini. È venuto il tempo perchè Tarquinia giochi finalmente la grande scommessa della “città d’arte”, ponendo i beni culturali e la loro valorizzazione come fondamenta di quel cantiere, certi che il modello di sviluppo di questo territorio debba passare necessariamente da un turismo qualificato, attratto dalle bellezze del nostro patrimonio. Cultura, arte, grandi eventi di qualità, promozione e strategie di marketing territoriale, non dovranno più rappresentare la “Cenerentola” dei bilanci, relegati all’ultimo posto dei capitoli di spesa. Occorre invero invertire l’ordine della cose : cultura e turismo dovranno essere le priorità della programmazione economico-finanziaria, con investimenti importanti nella pianificazione delle voci di bilancio dedicate a questi settori, da intendersi oramai quale volano decisivo per la crescita ed il rilancio socio-economico della città. Serve coraggio, intraprendenza, e fors’anche l’essere un pò visionari. Questa città ha aspettato troppo tempo, e non ha più tempo per aspettare. Come Moderati e Riformisti ci saremo, auspicando che anche a Tarquinia possa nascere un “fronte democratico”, moderato e riformista (stavolta scritto minuscolo), in grado di confrontarsi su questa nuova sfida, sulla scia di altri comuni, anche della Tuscia, che hanno avuto il coraggio di fare un salto di qualità rispetto all’offerta turistica tradizionale, scommettendo ed investendo in cultura, ambiente, qualità della vita. Insomma, in bellezza». «Tarquinia può farcela. – concludono Capitani e Mazzola – Negli ultimi due decenni le amministrazioni Conversini prima, e Mazzola poi, hanno tracciato il solco, iniziando un percorso al quale è mancata però troppo spesso la spinta finale, il colpo di reni decisivo, il coraggio di spingere sull’accelleratore. Ora è venuto il momento di riprendere quel cammino, e di osare fino in fondo. Chi farà il sindaco è un problema secondario. Se le fondamenta saranno solide, se il progetto sarà valido, se la squadra che lavorerà sarà forte, capace e competente, sarà più facile trovare un buon capo-cantiere, che sappia dirigere e coordinare i lavori con mano esperta».

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Ladispoli, scende dallo scuolabus e si ritrova in una classe diversa dalla sua

LADISPOLI – Un primo giorno di scuola turbolento per un bambino della Corrado Melone. Scende dallo scuolabus e si ritrova in una classe che non è la sua. A raccontare la disavventura del bambino è stata la madre che ha prontamente denunciato l'accaduto alla dirigenza scolastica e all'amministrazione comunale. Alcune aule della scuola primaria della Melone sono state trasferite, per esigenze, al plesso Odescalchi. Ed è da qui che sarebbe nato il problema. Chi avrebbe accompagnato i bambini lasciati a piazzale Ancheschi del plesso Fumaroli fino al plesso Odescalchi. A quanto pare il dirigente scolastico, venuto a conoscenza della situazione, avrebbe fatto richiesta all'amministrazione comunale di istituire una nuova fermata scuolabus nei pressi di Piazza Falcone, o quantomeno di attivare qualche volontario che avrebbe prelevato i bambini alla fermata e li avrebbe accompagnati in classe. Il tutto in attesa di conoscere il personale ATA in capo all'istituto così da "smistare" i compiti. "Il comune – racconta il genitore – non ha accolto nessuna di queste richieste". E così iscritto il figlio al servizio scuolabus, comunicati gli orari della fermata, ma ignari che il servizio per i ragazzi trasferiti al plesso Odescalchi sarebbe partito con qualche giorno di ritardo, l'ignaro genitore ha accompagnato il figlio al pullmino e salutandolo lo ha visto partire direzione scuola. Ma qualcosa nell'animo la turbava. E così seguito lo scuolabus ha notato qualcosa di insolito. Giunti alla fermata di piazzale Ancheschi del plesso Fumaroli il bambino scende con l'assistente scuolabus, per poi risalire sull'autobus giallo dopo la segnalazione del personale Ata. Il bambino dunque viene portato fino alla fermata di via Torino. Ed è qui che nasce il problema. Il genitore "pedinatore" perde le tracce del figlio a causa della calca di alunni e docenti che si stavano avviando all'interno dell'istituto. Non riuscendo più a individuare il bambino tra la folla, trascorso inoltre diverso tempo, si avvia verso la sua classe e qui l'amara scoperta: suo figlio non c'è. Nessuno lo aveva visto: dagli agenti di Polizia municipale fuori dal plesso che allertati hanno subito chiamato il comando per verificare se fosse stato portato un bambino in stazione, fino all'autista della linea scuolabus del bambino che ha ribadito come tutti fossero scesi in via Torino. Solo una volta giunta alla segreteria della Corrado Melone è arrivato il sospetto che il bambino fosse sì entrato a scuola, ma in una classe diversa dalla sua. Ed infatti era proprio così. Il figlio era sì nella classe indicata anche sui suoi quaderni di scuola, ma della Ladispoli 1. "Ho recuperato mio figlio che era naturalmente confuso e non capiva perché si era ritrovato improvvisamente in un'altra classe, con altri compagni e altri insegnanti, che a quanto pare (e qui la vicenda tocca l'apice dell'assurdo) non si sono chiesti chi fosse questo nuovo bambino". Della vicenda sono stati informati sia il dirigente scolastico della Melone che "con una circolare ha comunicato l'incarico del personale interno per accogliere i bambini da piazzale Anceschi"; e agli uffici competenti del Comune dove è stata ammessa "la gravità dell'accaduto". Della vicenda si è anche interessata l'assessora alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi che ha assicurato ai genitori del bambino il suo impegno personale per richiamare formalmente il personale incaricato. Per fortuna, tutto bene quel che finisce bene. 

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Scilipoti e Quattrini sulla vertenza Sgm: "Un'odissea"

CIVITAVECCHIA – «Siamo ormai a fine settembre e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di agosto. Il disagio ormai è costante e addirittura cresce in questo periodo in cui l’apertura delle scuole e le spese per i libri e materiali didattici rappresentano per le famiglie un ulteriore problema». Lo dichiarano in una nota Fausto Quattrini (Filcams-Cgil) e il consigliere comunale Patrizio Scilipoti, intervenendo sul disagio vissuto dai lavoratori Sgm-Scala Enterprise, impegnati nel servizio hostess e pulizie presso gli edifici comunali. Il sindacato ha già segnalato il problema all’Anac, alla Prefettura, al Comune e alla stessa associazione temporanea di imprese: «Non siamo più disposti a tollerare un atteggiamento del genere da parte dell’azienda. I continui ritardi dei pagamenti degli emolumenti – prosegue la nota – non vengono neanche più comunicati, come se si trattasse di normale procedura e i tempi continuano ad allungarsi. Stigmatizzato il silenzio del sindaco e della maggioranza sulla vertenza, mentre viene auspicato un incontro in Prefettura che coinvolga tutte le parti interessate. «Oggi più che mai – proseguono Scilipoti e Quattrini – serve il lavoro sinergico tra istituzioni e parti sociali per ripristinare un disagio che stanno pagando solo i lavoratori. Questo dimostra che una politica di austerità non funziona né per il lavoro né per i cittadini. Questa vertenza ha preso una brutta piega sin dall’inizio, con la riduzione del 19% del monte ore lavorative. Si traduce l’esigenza di razionalizzazione in una politica che ha gravato solo ed esclusivamente sulla fascia più debole, cioè i lavoratori. Benché – affermano – a fronte di tale taglio, l’amministrazione avesse integrato le ore in appalto, i lavoratori non hanno visto alcun cambiamento».

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Sgm, lavoratori ancora senza stipendio

CIVITAVECCHIA – “Siamo ormai a fine settembre e i lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di Agosto”. Lo comunica Fausto Quattrini, segretario della Filcams Cgil, che lancia l’ennesimo allarme per quanto riguarda la situazione dei dipendenti dell’associazione temporanea di imprese fra Sgm e Scala Enterprise, addetti alle pulizie, all’accoglienza e ai servizi tecnici e amministrativi presso numerosi uffici del comune di Civitavecchia.

“Il disagio ormai è costante – prosegue Quattrini – e addirittura si accresce in questo periodo in cui l’apertura delle scuole e le spese per libri e materiali didattici rappresentano per le famiglie un ulteriore problema. Nella giornata del 18 Settembre – avvisa il sindacalista – ho provveduto a mandare una segnalazione all’Anac, Prefettura di Roma, Commissione di garanzia all’attuazione dei servizi pubblici essenziali, a Sgm e Scala Enterprise e per conoscenza al comune di Civitavecchia. Non siamo più disposti a tollerare un atteggiamento del genere da parte dell’azienda – tuona Quattrini – i continui ritardi dei pagamenti degli emolumenti non vengono neanche più comunicati, come se si trattasse di normale procedura, e i tempi continuano ad allungarsi. Per questo nella nota, da me inviata, richiedo una nuova e urgente convocazione presso il prefetto che coinvolga tutte le parti interessate dalla problematica”.

Ma alle parole di Quattrini si aggiungono anche quelle del consigliere comunale Patrizio Scilipoti che punta il dito contro l’amministrazione comunale: “Ritengo che il silenzio del Sindaco e della maggioranza sulla vertenza – sostiene Scilipoti – non sia di aiuto, anzi, oggi più che mai, serve il lavoro sinergico tra istituzioni e parti sociali per ripristinare un disagio che stanno pagando solo i lavoratori. Questo dimostra che una politica di austerità, caricandone le conseguenze e i disagi ai cittadini con servizi scadenti e l’assenza di qualunque tutela, non funziona né per il lavoro né per i cittadini. Questa vertenza – continua Scilipoti – ha preso una brutta piega sin dall’inizio, con la riduzione del 19% del monte ore lavorative. Si traduce l’esigenza di razionalizzazione in una politica che ha gravato solo ed esclusivamente sulla fascia più debole, cioè i lavoratori”.

Scilipoti ricorda come a fronte del taglio il Comune avesse integrato le ore in appalto con una determina ma, ad oggi, non c’è stato ancora nessun cambiamento e chiede che fine abbiano fatto quelle ore.

“Infine – conclude Scilipoti – risulta siano state effettuate assunzioni non tenendo conto delle lavoratrici e lavoratori della Miorelli che sono stati scorporati dall’appalto e che oggi effettuano servizio presso il tribunale con una riduzione del 70% circa dell’orario di lavoro, in deroga ai parametri contrattuali previsti e che vede il livello salariale medio di 300 euro al mese”.

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''Caso Corrado Melone'', Grando: «Chiesto un incontro al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale»

LADISPOLI – “Vogliamo che il centro di via Begnac sia a disposizioni dei ragazzi di tutte le scuole di Ladispoli e di tutte le associazioni che nella nostra città praticano attività culturali, musicali e teatrali”.
Con queste parole il sindaco di Ladispoli, Alessandro Grando, è intervenuto sulla decisione dell’Amministrazione comunale di predisporre, per gli alunni della Corrado Melone che fino allo scorso anno scolastico consumavano i pasti nella struttura Polifunzionale, un nuovo locale mensa nel plesso Fumaroli.
“Questa mattina – ha proseguito Grando – insieme alla Asl abbiamo effettuato un sopralluogo nella nuova mensa e gli ispettori non hanno trovato nulla da eccepire sull'idoneità dei locali che devono ospitare il servizio di refezione scolastica, idoneità che era già stata garantita dagli uffici comunali competenti.Inoltre, non corrisponde al vero che la società CIR abbia affermato che i nuovi locali non fossero idonei, notizia che era stata data ai genitori dal Prof. Agresti in una delle sue email informative. Poiché vogliamo che le famiglie abbiano la massima certezza che i proprio figli frequentino locali a norma, abbiamo chiesto espressamente alla Asl, anche se non dovuto per legge, un parere scritto che certifichi l'idoneità dei locali e anche il numero di alunni che possono essere ospitati. In attesa di ciò, a partire da domani e fino alla completa definizione della vicenda, i ragazzi della Corrado Melone potranno consumare i pasti all’interno del Polifunzionale che, ribadisco, in futuro dovrà essere un luogo a disposizione di tutta la popolazione studentesca e di tutte le associazioni di Ladispoli. Non è oggettivamente possibile garantire la convivenza delle attività culturali con quella di refezione scolastica. Già in passato si sono verificati problemi e, sempre poiché abbiamo a cuore la salute dei ragazzi che frequentano le nostre scuole, abbiamo preso la decisione di dividere i due settori. Non saranno le urla e le invettive di una rumorosa minoranza di genitori, aizzati ad arte contro il Comune dalla Dirigenza e da alcuni insegnanti politicizzati della Melone, a fermare l’impegno dell’Amministrazione comunale per le scuole di Ladispoli".
Il primo cittadino bacchetta poi il dirigente scolastico sulla "guerra" a suon di comunicati nei confronti dell'assessore alla Pubblica Istruzione Lucia Cordeschi e all'amministrazione comunale, definendoli "vergognosi". 
"Questo è il ringraziamento per aver lavorato una estate intera per esaudire le richieste di aule aggiuntive della Melone. Richiesta che è stata prontamente accolta nonostante la Corrado Melone fosse stata già diffidata a non accettare iscrizioni oltre il limite di capienza delle aule che ha in dotazione. La Dirigenza delle Melone ritiene però di non dover rispettare tali limitazioni e di avere il diritto/dovere di aumentare all'infinito il numero di iscritti, senza considerare le ripercussioni di questo comportamento. A Ladispoli ci sono altri 3 Istituti comprensivi, con nessuno di questi ci sono i problemi di alcun tipo e ogni questione viene affrontata con il massimo rispetto da ambo le parti. Lo scorso anno l'Istituto Ladispoli 3 ha dovuto far fronte alla mancanza del plesso di via Rapallo e a metà di quello di via del Ghirlandaio e quest'anno ancora a quello di Via Rapallo, eppure non c'è traccia di tutto il polverone alzato in questi giorni dalla dirigenza della Melone. La salute e la sicurezza dei ragazzi è sempre stata e continuerà ad essere una priorità della mia amministrazione. Lo abbiamo dimostrato con i fatti, intervenendo in tempi record lo scorso anno sul plesso di via del Ghirlandaio e recuperando un finanziamento di mezzo milione di euro per la ristrutturazione della scuola di via Rapallo che stava per essere perso a causa del disinteresse chi ci ha preceduto. Inoltre, questa estate sono stati eseguiti lavori di manutenzione, controlli sugli impianti elettrici e sulle dotazioni antincendio di tutti gli Istituti per oltre 100.000 euro di investimenti.   E qualcuno vorrebbe farci passare come persone che non hanno a cuore la sicurezza dei bambini? Non scherziamo, non ci sto! Stiamo facendo i miracoli senza soldi a disposizione, chiedendo alle ditte di fare lavori quasi a prezzo di costo per il bene dei ragazzi. A loro e a tutti gli uffici comunali va il mio personale ringraziamento e quello di tutta l'amministrazione. Chi invece porta la politica all'interno delle scuole non merita nulla. Ho già chiesto un incontro con al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale perché questa volta non intendo soprassedere su quanto accaduto. Pretendo il rispetto che si deve all'Istituzione che ho l'onore di rappresentare e non intendo minimamente assecondare i comportamenti riprovevoli che si sono verificati in queste settimane. Le famiglie degli alunni stiano tranquille, l'amministrazione comunale continuerà a fare tutto il possibile per garantire a tutti ragazzi di Ladispoli la massima sicurezza e tranquillità”.

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Dimissioni Mencarini, Palmini (Pd): "La toppa peggio del buco"

TARQUINIA – «La toppa è peggio del buco. Prendete esempio dal Sindaco cosa vuol dire dignità: il comunicato dei gruppi della maggioranza che chiedono al sindaco di ripensarci è patetico, vergognoso e conferma che chi amministrava questa città era ed è senza dignità. Le motivazioni del Sindaco Mencarini sono chiare, cristalline altro che strumentalizzate da avvoltoi e sciacalli”. Nuovo affondo del segretario del Partito democratico Armando Palmini che torna a rimarcare le parole del sindaco ‘’Lascio non per motivi di salute come qualcuno della mia maggioranza vorrebbe far credere, ma per motivi politici. Sono stanco dei ricatti continui che subisco da un anno a questa parte dai gruppi della mia stessa maggioranza’’. Avete capito bene cosa ha scritto il vostro Sindaco. Inutile adesso elaborare comunicati congiunti strappalacrime dove dite al” Babbo” non lo facciamo più, non ci cacciare, diventiamo buoni, votiamo tutto quello che vuoi. Cosa non si fa per un mese di stipendio in più, per trattenere la parte più nobile del corpo umano ancora per un pò di tempo sul comodo strapuntino dove i cittadini vi hanno messo e mai più vi ci metteranno. Senza dignità, come a quei bambini a cui la maestra gli toglie i giocattoli e piangenti la supplicano di non farlo più». 
«Vi siete dimenticati già come vi ha definiti? – aggiunge Palmini – Gruppi di potere a caccia di voti, sempre pronti ad azzannarvi, condizionando perennemente l’attività amministrativa per soli scopi personali. Non vi basta come vi ha definito e quello che state facendo all’Agraria dove addirittura il gruppo Serafini è passato all’opposizione? Non sappiamo chi ha scritto quel comunicato pietoso ,privo di dignità e di vergogna. Ma chi l’ha scritto doveva essere veramente nel panico, altrimenti un comunicato del genere non ha giustificazioni. Cari consiglieri di maggioranza, lo sappiamo cosa vi passa per la mente: che i cittadini hanno la memoria corta e tra qualche mese sarà tutto dimenticato. Ricordate che potranno avere qualche volta la memoria corta ma i cittadini nun’so’ fess e con il popolo, a forza di pigliarlo in giro “ ce se sbatte er muso”. Perché statene certi, che quello che ha scritto di voi il Sindaco Mencarini non lo dimenticherà nessuno, come i cittadini non dimenticheranno il vostro pietoso, indegno e vergognoso comunicato di ammissione di colpa».

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''Saremo ben lieti di ospitare gli studenti nel nostro impianto''

LADISPOLI – “Si tratta di un argomento spiacevole da trattare e non vorrei urtare la suscettibilità di altri”. A parlare il sindaco ladispolano Alessandro Grando riguardo al vecchio palazzetto, quello che doveva aver già inaugurato tre anni fa la ex Provincia. Ora però la struttura è abbandonata e i lavori sono fermi da tempo, troppo temo. “Come amministrazione comunale – prosegue il primo cittadino – comunque ci siamo interessati di questo progetto a questo punto fantasma già ad inizio anno scolastico 2017-2018. Gli studenti hanno chiesto a me un interessamento per ottenere spiegazioni dall’Area Metropolitana; ho scritto alla sindaca Raggi per ottenere incontro relativo alle sorti dell’impianto senza però ottenere alcun tipo di risposta. In diversi comunicati i consiglieri metropolitani hanno spiegato in passato di essere interessati alla vicenda e speriamo lo abbiano fatto ma al momento non abbiamo alcun tipo di notizia certa”. Frecciatina finale da parte di Grano: “Visto che faremo prima noi con il Palazzetto dello sport, saremo ben lieti di ospitare i ragazzi dell’Alberghiero nel nostro impianto”

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Scoppia la polemica tra Pd e Cinque Stelle sull'idrico

CIVITAVECCHIA – Botta e risposta tra l’opposizione targata Pd e l’amministrazione comunale sul tema idrico. Ad iniziare il dibattito il segretario Pd che ha criticato il modus operandi del Pincio sul passaggio ad Acea. «La complessità della rete idrica cittadina – ha dichiarato – prevede una serie di manovre da svolgere quotidianamente ad orari fissi, al fine di permettere l’approvvigionamento idrico alle varie cisterne della città. Fondamentale quindi sarebbe stato un affiancamento dei tecnici Acea con quelli comunali i quali conoscono nel dettaglio le criticità del nostro sistema idrico. Ricordo l’accesso all’acqua potabile ed ai servizi igienico sanitari è un diritto fondamentale per l’essere umano, come tra l’altro ha sancito nel 2010 l’ONU. Considerando ciò, ne consegue l’approvvigionamento idrico per tutti i cittadini di Civitavecchia e la rapida risoluzione del problema che in questi ultimi anni si sta presentando maggiormente, con carenze anche in inverno, dovrebbe essere prioritario per un Sindaco». A replicare a Ferri è il neo consigliere comunale Bertolini, molto attivo in quanto a comunicati usciti dall’ufficio comunicazione del sindaco.  Bertolini ha ricordato quanto fatto dal Pincio con l’accordo realizzato con le grandi utenze come port mobility. Sempre Bertolini ha dichiarato: «Il Comune ha dovuto dar seguito alla diffida della Regione Lazio (sempre guidata dal PD) e passare il servizio idrico ad Acea dopo aver perso il ricorso prima al TAR e poi al Consiglio di Stato (sottolineo ultimo grado di giudizio). In questi primi mesi il Comune ha sempre offerto collaborazione e continua a collaborare con ACEA per ridurre al minimo i disagi ai cittadini in questa fase delicata di transizione. Invito chiunque, come Ferri, prima di criticare l’amministrazione, qualunque essa sia, a fotografare la situazione, ad esempio al 2013, e umilmente chiedersi cosa ho fatto io al suo posto? Il Pd amministrava ed il servizio idrico era abbandonato a sè stesso, così come avvenuto negli ultimi 20 anni».

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Oltre 700 atleti alla Granfondo dell’Est! Est!! Est!!!

La nuova Granfondo dell’Est! Est!! Est!!! ha ottenuto un grande successo e l’alto gradimento da parte dei numerosi partecipanti. In una calda domenica di fine luglio, oltre 700 sono state le iscrizioni giunte alla Mtb Montefiascone, società organizzatrice dell’ultima tappa del Circuito Mtb della Maremma Tosco Laziale. Per la prima volta, infatti, a Montefiascone è stato proposto il percorso Marathon, una gara di 52 km per 1600 metri di dislivello. Questo tracciato impegnativo ha affiancato il tradizionale percorso della Granfondo di 42 km, oltre a quello non competitivo di 18 km.
Il re del percorso Marathon è stato Davide Di Marco (Race Mountain Folcarelli team), già vincitore più volte in passato della granfondo di Montefiascone e ora primo vincitore nell’albo d’oro del percorso lungo. Su questa distanza il corridore marchigiano non ha avuto rivali, precedendo di circa 7 minuti Lorenzo Ciutti (Custom4it). Sul terzo gradino del podio assoluto sale Pierluigi Torelli (Team Bike Race Mountain Civitavecchia). Tra le ragazze, sul percorso di 52 km il successo è andato a Fabia Romana Costantini (Team Bike Palombara). 
Alfredo Balloni (Custom4it) è riuscito ad imporsi sul percorso di 42 km. Anche il corridore laziale è riuscito a dare un distacco di circa sette minuti al secondo classificato, Valerio Piancatelli (Team Bike Palombara); al terzo posto chiude uno dei compagni di squadra di Piancatelli, Stefano Prati. Tra le ragazze il successo è per Simona Petrini (Team Civita Bike) davanti a Laura Sopranzi (Centro Bici Team Terni) e a Claudia Cantoni (Team Bike Race Mountain Civitavecchia). 
Ulderico Catteruccia, presidente del comitato organizzatore, afferma: «Siamo molto felici della grande partecipazione alla gara. Abbiamo riscontrato tanti feedback positivi e questo non può farci altro che piacere. Abbiamo proposto un nuovo percorso molto impegnativo, e l’apprezzamento dei tanti corridori, sia per ciò che riguarda il tracciato che per ciò che concerne la sicurezza e i ristori, ci ripaga del grande sforzo organizzativo».
Il Circuito Mtb della Maremma Tosco Laziale conclude così la propria decima storica edizione, confermando i grandi numeri in continua crescita non solo da parte degli abbonati, ma anche dei singoli iscritti alle gare. Nei prossimi giorni saranno comunicati in via ufficiale luogo e data della premiazione conclusiva.

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