«La sua passione era il mare ed il volo»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – “In ricordo di Marco, un caro abbraccio dalla PAN”. Questa è l’espressione che compare su una gigantografia con la foto di Marco e le Frecce Tricolori  nel cielo, scritta e firmata dal comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale e dallo stesso consegnata domenica sera a papà Valerio e mamma Marina dopo lo sfrecciare nei cieli di Ladispoli delle suggestive Frecce Tricolori, in occasione dell’Air Show 2018. Nella parte bassa della foto compare la città di Ladispoli con sopra la firma del sindaco Grando e l’espressione “Ladispoli ricorda Marco Vannini’’.
Mamma Marina: «Sono rimasta molto toccata emotivamente. Ero molto emozionata perché mio figlio diceva che prima o poi avrebbe volato. E quindi vedere le frecce tricolori nel cielo che facevano le acrobazie mi veniva da pensare come se fosse mio figlio che mi volesse dare questo dono e mi dicesse “mamma ci sono riuscito’’. Sono cose mio, cose molto personali –  dice Marina con la voce strozzata dal pianto – Sono rimasta molto contenta. Mi sono emozionata tanto. Per noi è stato importante. A me e Valerio ci è sembrato di vedere che per Marco si era realizzato il suo sogno: volare. Quegli uomini che sfidavano ad ogni manovra spazi e gravità librandosi leggeri nel cielo che dominavano da padroni incorniciandolo con figure acrobatiche tanto da sembrare eseguissero una meravigliosa coreografia, ci hanno regalato un sogno. E Marco, se può vedere, e sono certa che può, ne è stato di certo orgoglioso e fiero. E’ stata una cosa molto significativa anche che il comune di Ladispoli abbia pensato Marco».
Mamma Marina ci tiene a dire che sono stati invitati all’evento dallo stesso sindaco Grando non solo perché purtroppo quello di Marco è un caso che ha colpito tutta la cittadinanza di Ladispoli ma anche sapeva che il giovane era appassionato di volo e un fan delle frecce tricolori.
«E’ stata la prima giornata dopo questi lunghi tre anni che per la prima volta avevo il mio vero sorriso – continua mamma Marina – Era quel sorriso vivo, quello che avevo quando c’era Marco. Questo momento magico però viene bruscamente richiamato ad una realtà che non mi piace con la notizia giunta ieri del ricorso in appello presentato dal pm. L’incanto si è rotto. E’ come se in casa fosse entrato uno tsumani che con la sua foga mi impedito di elaborare il tutto.  Nell’arco di 24 ore ho visto Marco gratificato da un dono importante e autografo del comandante della Pattuglia Acrobatica Nazionale in cambio della sua tesina al diploma di maturità.  Così c’è stato uno scambio di doni alla pari. Poi ho visto Marco al quale è stata tolta la vita che non riesce ancora ad avere giustizia».
Papà Valerio: «Marco era un appassionato delle frecce tricolori. Il suo massimo sogno era fare il pilota. Quando fece l’esame di maturità al liceo scientifico dell’Istituto Mattei ha portato come tesi il ‘’volo’’. Quando abbiamo consegnato la tesina al comandante ha detto che l’affiggeranno al loro comando. Sono stati molto carini. Vivevo come in un sogno tanto che quando si avvicinava qualcuno a chiedermi qualcosa dicevo che non dovevano disturbare . Era come se stessi guardando con gli occhi di Marco. Guardavo per lui perché so quanto lui ci teneva e quanto gli piaceva. Marco non sarebbe mai mancato ad un’occasione del genere. Gli piaceva troppo. La sua passione era il mare e il volo. L’acqua e il cielo».  

 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Franco Pierotti il “padre” dell'Orata della Fiera del Mare

LADISPOLI – La città di Rossellini, Rustichelli, Magnani che ha vissuto una grande era fatta di piccole cose, come gli amici, i ritrovi in piazza. Una città di appena 900 abitanti che traeva la sua vera ricchezza dal mare. E' Ladispoli. Quella conosciuta da Franco Pierotti. A lui va il merito della grande orata che predomina sul manifesto della prima edizione della Fiera del Mare. Un'immagine dipinta con olio su tela e che è il vero simbolo, la vera protagonista della manifestazione fortemente voluta dall'amministrazione comunale e che l'Unicom sta organizzando.

Nato a Roma il 20 marzo 1947 a piazza delle Vaschette, non camminava ancora quando i suoi genitori lo hanno portato a vivere in quella casa acquistata nel '46 a Ladispoli. Ed è qui che si è innamorato del mare, quello di Ladispoli, e delle bellezze nascosto nei suoi fondali. Già a 10 anni ha indossato le sue prime maschere e il suo primo boccaglio per andare a scoprire di persona che cosa questo mare nascondeva. Un amore, una passione che, a 25 anni, ha voluto iniziare a ritrarre nei suoi quadri, nelle sue opere, la maggior parte delle quali sono state regalate successivamente anche ad amici e delle quali lui conserva gelosamente le foto. A lui sarà dedicato uno spazio importante durante la kermesse che prenderà il via a fine giugno su tutto il lungomare ladispolano: in Piazza dei Caduti. Vi esporrà una piccola collezione di archeologia industriale (fucili subacquei, bombole, erogatori degli anni '50) grazie anche all'aiuto di amici che metteranno a disposizione dell'evento la propria collezione personale. Pierotti ha deciso di prendere parte all'evento per l'amore che prova per la sua Ladispoli, quella in cui è cresciuto «molto diversa da oggi, caotica, quasi irriconoscibile». La sua città era «a misura d'uomo». E anche il mare è cambiato: «Ad oggi – ha raccontato – mancano un sacco di specie animali tra quei fondali». Fondali che vorrebbe far “rivivere” proprio come un tempo. Un desiderio realizzabile solo se si mettessero a punto delle tecniche per garantire la nascita, crescita e sviluppo di quelle specie (animali e vegetali) ormai depredate dalla mano dell'uomo. Un habitat naturale dove la vera regina, come ha detto anche Pierotti è l'orata, la stessa che compare in molte delle sue opere.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Ladispoli, a Punta di Palo arrivano le ruspe

LADISPOLI – Ruspe di nuovo in azione a Ladispoli nel piano di lottizzazione denominato Punta di Palo. Da qualche giorno è aperto il cantiere che prevede la realizzazione di appartamenti e strutture ricettive praticamente di fronte al Bosco di Palo Laziale e alle spalle della via Aurelia.

Molte polemiche esplose negli scorsi anni sia da parte dal Movimento Cinque Stelle ma anche da parte dell’attuale primo cittadino Alessandro Grando. Il sindaco di Ladispoli infatti aveva annunciato di dare battaglia su Punta di Palo, ma evidentemente le vicissitudini della macchina amministrativa ed i suoi tempi si sono mostrati più rilassati del previsto. Nella revoca dei piani integrati voluta dall'amministrazione non compare il piano di lottizzazione punta di palo nato comunque sotto l'ala di Paliotta e di altri intermediari politici. Di fatto Il piano casa consentirebbe per legge di trasformare il piano di lottizzazione originario in un vero e proprio, imponente, piano di edilizia residenziale a canoni agevolati, in cambio dello stanziamento del 10% delle volumetrie in edilizia a canone calmierato. Operazione gestita tramite gli strumenti di legge in vigore. Secondo il sindaco Grando ciò sarebbe stato possibile in quanto, sempre all'epoca dei predecessori (della vecchia amministrazione quindi), il comune di Ladispoli non perimetrò (come fece per Olmetto monteroni) le aree, escludendole da questo tipo di lottizzazione. Nel 2017 si era provveduto al cambio di destinazione d’uso di questa grande area che ha fatto gola ad imprese di fuori.

“C’è da dire che un nuovo quartiere residenziale potrebbe compromettere ancor di più la viabilità in un punto critico della città con disagi al traffico cittadino, al sistema idrico e fognario, ai trasporti pubblici, agli uffici comunali che già non riescono a fornire servizi adeguati a causa della carenza di personale”, era il commento iniziale di Grando.

“Verrà compromessa per sempre una delle ultime aree di pregio rimaste nelle nostra città causando un danno irreparabile all’ambiente, sosteneva sempre Grando nel 2017 quando indossava i panni del consigliere di minoranza.

Nel frattempo chi interviene sull’argomento è l’ex sindaco del Pd, Crescenzo Paliotta: “Quell'area era stata destinata già dal Piano Regolatore del 1978 prevalentemente a finalità turistico recettive (Alberghi) . Purtroppo la legge del Piano Casa ha dato diritto ai proprietari di un cambio di destinazione, con una procedura svoltasi tutta a livello Regionale ".

Il punto di vista della politica tende dunque a deresponsabolizzare gli amministratori locali circa la paternita' dell'operazione. Bisognerebbe chiedere ai tecnici quale e' stato, di preciso, l'iter consumatosi prima dell'approvazione della cementificazione.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Torna lo spettacolo dell’Infiorata  del Corpus Domini

TARQUINIA – Un tappeto magico che compare una volta l’anno, è quello dell’Infiorata, che nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2018, in occasione della ricorrenza religiosa del Corpus Domini, copre  le vie del centro storico con un manto di petali colorati disposti ad arte a raffigurare soggetti religiosi.
L’appuntamento è per domani, sabato 2 giugno, quando gli infioratori daranno il via ai lavori operando durante la notte per permettere alle figure di prendere forma completa al sorgere del sole.
La mattina di domenica 3 giugno, Corso Vittorio Emanuele II, piazza Duomo ed il Sacrario della Chiesa di San Francesco si trasformeranno in una grande tela pronta ad emozionare tanti cittadini e turisti.
La manifestazione, promossa dall’assessore al Turismo Pietro Serafini in collaborazione con il consigliere incaricato al commercio Stefania Ziccardi, è per Tarquinia un appuntamento tradizionale che coinvolge attivamente persone di ogni età, tra le quali tanti bambini. 
Alla creazione dei quadri di fiori parteciperanno la sezione locale della Croce Rossa Italiana, le parrocchie di Santa Lucia Filippini, Stella di Mare, San Francesco, Madonna dell’Ulivo e i Ragazzi dell’Ulivo, l’Istituto San Benedetto, l’Associazione Neocatecumenale, gli Scout del Gruppo Tarquinia 1° Santa Margherita e il Gruppo di Franca Colageo. Quest’anno sarà presente tra gli infioratori anche l’Università Agraria.
La sera di sabato 2 giugno, grazie al Comitato Giostra delle Contrade in collaborazione con il CAG (Centro Aggregazione Giovanile), una novità animerà piazza Giacomo Matteotti, la prima partita di scacchi viventi. La scacchiera, realizzata con il sale e altri materiali, rimarrà come decorazione da ammirare all’interno dell’Infiorata.
«L’Infiorata è una delle più antiche forme della celebrazione dei santi della cristianità e l’obiettivo della manifestazione è far vivere al nostro paese questa antica tradizione che, anno dopo anno , si trasforma nella creazione di nuove forme artistiche .- commenta l’assessore Serafini – Oltre l’aspetto prettamente religioso, l’appuntamento diviene motivo di unione ed aggregazione dove tanti giovani si applicano nel conoscere ed imparare l’arte dell’infiorare. Ringrazio le parrocchie, le associazioni e i volontari che realizzeranno questo meraviglioso spettacolo ed invito la cittadinanza a passeggiare per il centro storico ed ammirare le composizioni».
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Quei 7.000 passeggeri contro Alitalia che chiedono 24,5 milioni di euro

Il dato compare in uno dei documenti, pieni di omissis, dei commissari straordinari. I più litigiosi sono i passeggeri brasiliani. La compagnia si aspetta di pagare la metà

Leggi articolo completo

@code_here@

Rinaldi: ''Ecco le cose fatte''

di GRAZIAROSA VILLANI

BRACCIANO – Difende il suo operato e in una lettera di commiato elenca tutte le cose fatte. Il defenestrato Gianfranco Rinaldi, già vicesindaco di Bracciano, e oggi sostituito da Luca Testini, passato dalla minoranza allo scranno di vice, ringrazia inoltre i dipendenti per la collaborazione. 
Tra i primi interventi del quale si è occupato Rinaldi compare il bando per le Reti di Impresa che ha portato a Bracciano fondi per 200mila euro. 
“Con la spinta e il coinvolgimento di più di 100 attività economiche – scrive nella lettera l’ex vicesindaco Rinaldi – , sono stati elaborati due progetti denominati “Visit Bracciano” e “ Vedo Chiaro” risultando primi tra circa 250 candidati. 
Abbiamo ottenuto complessivamente un finanziamento di circa 200.000 euro per la realizzazione di attività e interventi nello sviluppo turistico del territorio e delle attività economiche coinvolte, ora divenute consorzi, che prevedono la valorizzazione dell’offerta turistica locale, dei prodotti tipici e delle attività commerciali connesse, attraverso: gestione del “Punto di Informazione Turistica” con acquisto di attrezzature; realizzazione di un sito web; attività di marketing territoriale; promozione eventi; partecipazione a fiere; riqualificazione urbana attraverso la sostituzione dei lampioni di via Agostino Fausti e di parte di Via Principe di Napoli con luci a led.
 I progetti prevedono inoltre – precisa ancora Rinaldi – la riqualificazione di viale Odescalchi con il recupero dei lampioni, delle fioriere, la installazione di rack portabici da distribuire sul territorio comunale, al fine di attrarre maggiormente i cicloturisti. I progetti prevedono anche l’ attivazione di un mercato dei prodotti tipici locali e il  potenziamento delle linee bus per il lago durante il periodo estivo”. 
Tra gli altri punti qualificanti del suo operato Rinaldi cita anche l’elaborazione del bando di gara per l’affidamento del Servizio di Igiene Urbana oggi assegnato alla società Tekneko di Umberto Di Carlo. 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Ex cartiera, sopraffazione dell’interesse privato''

TARQUINIA – «Ecco le ragioni dell’esistenza di  una destra e una sinistra. La svendita dell’ex cartiera  è la testimonianza piu vera della sopraffazione dell’interesse privato su quello pubblico». Affondo di ‘‘Areasx, svolta a sinistra’’, dopo l’ultimo consiglio comunale che ha approvata con i voti della maggioranza di centrodestra, la delibera relativa alle alienazioni e valorizzazioni immobiliari per l’anno 2018. «Nell’elenco dei beni immobili contenuto nella delibera, oggetto di vendita a privati compare la ex cartiera di Tarquinia – rimrcano da Areasx – La base d’asta da cui dovrebbe partire tale vendita ammonta alla cifra di euro 900mila euro. Detta cosi, ad un orecchio poco attento potrebbe sembrare anche una cosa positiva, se non altro per la cifra, all’apparenza importante che potrebbe entrare nelle casse del comune. Vogliamo noi della sinistra far notare alcuni importanti particolari, distratti all’attenzione della gente che fanno del provvedimento qualcosa che grida allo scandalo. Intanto la cartiera è un bene di proprietà pubblica, cioè a dire di tutti noi cittadini, una volta venduta il bene è andato per sempre. E vogliamo ricordare a codesta distratta amministrazione che tra gli intenti dichiarati in campagna elettorale e subito dopo, vi era la promessa della concertazione e la condivisione con la città sulle grandi e importanti scelte che riguardano la colletività. Ma questo è nulla. Forse non tutti sanno che il complesso della cartiera viene realizzato  agli inizi del 900 e costituisce uno dei primissimi esempi di struttura utile allo  sviluppo industriale del paese. Chiamata “La Ferriera” inizialmete produceva lingotti in ferro e prima ancora nella zona insisteva un opificio a sei macine di proprietà del comune di Corneto. Vi sono ragioni legate alla storia del paese e dei primissimi esempi di industrializzazione che da sole sconsigliano la vendita a privati, provate solo ad immaginare quale potrebbe essere la sorte  di quelle strutture, come minimo ci ritroviamo  un’acqua felix. Ma questo è nulla. Dovete sapere che sull’ex cartiera è in atto una “proposta di contratto di valorizzazione urbana” questo è il termine tecnico. Che danno facoltà al comune di accedere ai finanziamenti come previsti dal D:L:22.06.12 n. 83 e già deliberato dall’allora  giunta comunale per un investimento complessivo di 30 milioni. Avete capito bene, 30 milioni di investimenti che avrebbero ricadute sull’occupazione e per un nobile scopo,  recuperare un bene della collettività, in antitesi ad una possibile vendita che porterebbe 900mila euro più spicci. Il progetto prevede il recupero delle strutture sotto il profilo storico-architettonico, una parte delle strutture dedicate ai temi della tradizione, del sapere popolare e delle sperimentazioni economiche, altre strutture dedicati al recupero sociale, altre ancora alla cura del corpo e della riabilitazione motoria e infine, ma non per ultimo, una parte delle strutture dedicate alla salvaguardia ambientale  e al monitoraggio ecologico  del fiume Marta». «Le domande che vi state ponendo voi adesso sono le nostre – concludono da Areasx – Perché tanta fretta nel voler vendere una nostra proprietà e questa svalutazione del bene così forte? Perché non si lavora su un progetto già approvato che porterebbe investimenti pubblici e lavoro buono,  ma si preferisce regalare a qualcuno la cartiera? Credo che sia chiaro a tutti, oggi, quale sia la differenza tra una visione di sinistra e una di destra. Ma sopratutto che i culi che siedono su quelle poltrone non sono tutti uguali, ma quelli che  pagano le conseguenze di tanta oscura scelleratezza sì».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Alessandro Mendini: «Sono come Geppetto, con le mani creo la vita»

Il designer 86enne: «Ancora non mi so vestire, porto lo stesso abito da sempre. Bisogna imparare a essere invisibili. Ogni notte nei miei sogni compare una Milano che non c’è mai stata, ma è molto nitida e definita»

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Pronti a scendere in piazza

S. MARINELLA – Sulla questione relativa al progetto Sprar, che consente l’accoglienza in città di circa 50 immigrati, il movimento politico cittadino Lega Santa Marinella asserisce che sull’immigrazione non può decidere il commissario prefettizio e che per questo sono pronti a scendere in piazza. «Aumenteranno le tasse sugli scuolabus per garantire 48 richiedenti asilo – spiegano i responsabili locali – apprendiamo con stupore che tra le procedure affidate di recente all’architetto Maia, compare il rinnovo del servizio Sprar e ci sentiamo in dovere di gridare alla totale inopportunità di questa scelta, frutto solo di speculazione sugli immigrati e che riversa gli effetti sulle tasse che pagano i nostri concittadini. Ad oggi, il servizio da tempo scaduto, è stato rinnovato per ben sei volte allo stesso soggetto, cioè l’Arci di Civitavecchia, in barba a tutte le disposizioni sancite dal codice dei contratti che parla chiaro sulle proroghe tecniche, oltre al fatto che anche la procedura di gara non è andata a buon fine, in quanto, l’unica concorrente idonea, si è rilevata poi carente di alcuni requisiti fondamentali per gestire questo difficoltoso servizio». «Come anche è doveroso sottolineare – dice la Lega – che nessuno ha mai saputo come questi progetti si sviluppano, come i richiedenti asilo sono stati integrati e dove, magari a fare lavori utili, ad imparare come si coltiva la terra ad esempio. La domanda che facciamo ai cittadini della Perla è proprio questa, c’è qualcuno di voi che sappia gli oltre 50 immigrati che dimorano a Santa Marinella cosa fanno? C’è qualcuno che ha interagito con loro e può dare testimonianza della loro integrazione? Noi li abbiamo visti solo stazionare nei luoghi dove c’è il wifi gratuito o affacciati a qualche balcone sulla via Aurelia. Il progetto Sprar è pagato con i soldi dei contribuenti e, nel caso di Santa Marinella, che compartecipa alle spese, anche da ogni cittadino della Perla che paga le tasse e non riteniamo sia opportuno continuare con questa prassi, considerato che il nostro Comune ha le casse vuote, che molto probabilmente aumenteranno a breve le tasse, lo scuolabus e la mensa mentre non rinunciamo a pagare per l’integrazione dei rifugiati politici, soprattutto in questo momento storico in cui il tema si presenta infuocato». «Rivolgiamo quindi un appello alla Commissaria – concludono i responsabili della Lega Santa Marinella – affinchè sospenda immediatamente la procedura di rinnovo del Servizio Sprar, nell’ottica del risparmio dell’ente, dal momento che non rappresenta un pubblico servizio né tantomeno un servizio essenziale. Il risparmio dei soldi destinati alla compartecipazione al progetto possono essere destinati a tante altre pubbliche utilità, oppure, magari a dare la possibilità a qualche giovane laureando di accedere a degli stage all’interno del Comune». (Gi.Ba.)

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###