Vandalizzata ancora ''Mirabilia urbana''

CIVITAVECCHIA – Ancora un danneggiamento per ‘‘Mirabilia urbana’’. Questa volta ad essere vandalizzata è stata l’opera di Lucio Perone. Recentemente l’altra statua posizionata davanti al teatro Traiano era stata riparata dall’artista Peppe Perone. Questa volta però le telecamere ci sono e si sta già lavorando all’identificazione del colpevole. 

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FdI: ''Abitanti dimenticati dall’amministrazione''

CIVITAVECCHIA –  «Non possiamo non essere pienamente solidali con gli abitanti di San Liborio». Lo dichiara il direttivo del circolo territoriale di Fratelli d’Italia Giorgio Almirante che interviene a supporto degli abitanti del popoloso quartiere periferico, dopo il grido d’allarme lanciato tramite un video sui social da un residente esasperato. Una situazione al limite del tollerabile, un quartiere dormitorio senza marciapiedi e illuminazione. Un quadro disarmante, soprattutto per i suoi abitanti. FdI interviene ricordando che «la commissione decoro urbano del circolo ‘‘Almirante’’ di Fratelli d’Italia, ha presentato – continuano dal direttivo – il 2 luglio 2018, protocollandola presso l’ufficio protocollo del comune di Civitavecchia, una dettagliata richiesta di intervento per la pulizia delle strade e lo sfalcio delle erbacce del quartiere San Liborio, così come del parco prospiciente via Cerruti. Purtroppo, a distanza di un mese, i problemi segnalati sono rimasti insoluti – tuonano da FdI – e gli interventi effettuati da Csp, sulla base anche della nostra segnalazione, sono stati purtroppo realizzati in maniera parziale (strade e sfalcio dell’erba non completato, ad esempio in via Nuova di San Liborio)». Insomma, siamo al punto di partenza o quasi. Il direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ sottolinea come il fatto che questi interventi non siano stati risolutivi abbia mostrato «i problemi organizzativi e di organico che, come evidenziato in una nostra successiva comunicazione, rappresentano un limite strutturale del contratto di servizio della manutenzione del verde – continuano da FdI – un servizio che, per come è stato strutturato dall’amministrazione comunale, non funzionerà mai».

Che le richieste di interventi di manutenzione del verde fosse tante non è certo una novità, era stato lo stesso amministratore unico della Csp, Francesco De Leva, a confermarlo. Il problema però resta ed è oggettivo. Che a San Liborio sterpaglie ed erba siano fuori controllo è un dato di fatto, che i marciapiedi in alcune aree siano impraticabili anche, così come l’assenza di illuminazione su via Nuova di San Liborio alta. «Oltre al verde – proseguono dal direttivo del circolo ‘‘Almirante’’ – anche il problema dell’illuminazione pubblica carente è molto sentito: è da dicembre – sottolineano – che il nostro circolo ha segnalato pubblicamente il problema, senza, purtroppo, ricevere alcuna risposta dall’amministrazione comunale. Le opere di urbanizzazione del quartiere non sono state completate e gli uffici competenti non si sono attivati per pretendere la corretta esecuzione dei lavori. A pagarne le conseguenze – concludono duri – purtroppo, sono gli abitanti di San Liborio».

Quindi per FdI ‘‘Almirante’’ si tratterebbe, ancora una volta, di colpevole inerzia che va a scapito dei cittadini, in questo caso de quartiere periferico. Intanto dall’amministrazione silenzio dopo la richiesta di intervento dei cittadini e la perdita segnalata nei giorni scorsi – sempre su via Nuova di San Liborio – nella giornata di giovedì è peggiorata con l’asfalto che si è rialzato e acqua e fango che hanno invaso la via. La sensazione che si ha attraversando San Liborio è di un quartiere agonizzante, lasciato a se stesso, mentre vivendoci si ha l’impressione di abbandono totale da parte delle istituzioni. La richiesta da parte dei cittadini è sempre la stessa: maggiore considerazione.

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Caso Cfft, Moscherini: ''Si deve favorire chi porta traffici. La concessione a Rtc va tolta''

CIVITAVECCHIA – «Quella concessione va tolta e rimessa in gara per cercare un nuovo cliente o quantomeno i termini devono essere rinegoziati con nuovi traguardi». Parola dell’ex sindaco ed ex presidente dell’Authority Gianni Moscherini che è intervenuto sul caso Cfft con una conferenza stampa criticando duramente quell’ordinanza dell’Adsp che impone lo scarico nella banchina 25 a partire dal 15 settembre. Critico anche nei confronti dell’attuale gestore e concessionario Rtc colpevole, secondo Moscherini, di non aver rispettato i termini contrattuali.

«Quando fu rilasciata la concessione c’era il presidente Ciani che commise un errore, infatti – ha spiegato Moscherini – si parlò di un impegno di soli 150mila contenitori, ma sono cifre che comunque non sono state rispettate. Nel 2017 – ha tuonato – i dati del porto parlavano di 64mila teus di cui quasi i due terzi erano vuoti. Quindi si parla di una banchina gestita prevalentemente come un deposito contenitori vuoti. Se si deve favorire qualcuno – ha evidenziato – è chi porta traffici nel porto».

Non ha dubbi Moscherini che si schiera contro l’ordinanza e a favore di Cfft: «È giusto che scarichi sulla banchina, certo deve attrezzarsi per farlo in sicurezza. Il terminal frutta è un terminal specializzato    e deve diventare multi purpouse così come deve essere per la banchina 26 per cui ha fatto richiesta la Tmc. Soltanto a Roma – ha continuato Moscherini – parliamo di 580 – 600mila teus l’anno. Quella concessione è sbagliata. Spero che l’Authority preveda una seconda ordinanza più corretta e più produttiva. La responsabilità – ha concluso – di quello che sta succedendo è a catena di chi si è succeduto alla guida del porto dopo di me. Ora basta, i cittadini devono protestare».

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Enel, Onda popolare: ''Gravissimo atteggiamento indifferente di Cozzolino''

CIVITAVECCHIA – «È gravissimo l’atteggiamento indifferente del sindaco Antonio Cozzolino, della sua giunta e dei consiglieri 5 stelle, rispetto al disperato grido d’aiuto lanciato dai sindacati, dai lavoratori e con essi da una Città colpita nella propria dignità». Parola dell’associazione Onda popolare che «tramite – spiegano – il proprio consigliere comunale Patrizio Scilipoti, denuncia il silenzio più che sospetto, osservato dall’amministrazione comunale anche rispetto da quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali di Civitavecchia al riguardo della questione Enel».

 L’intervento a firma del consigliere Scilipoti prosegue evidenziando un silenzio colpevole da parte dei pentastellati che, secondo l’associazione, avrebbero dovuto difendere il lavoro: «Non si può assistere silenti alla distruzione – prosegue la nota – di posti di lavoro nelle centrali prima e ora anche negli uffici della zona di Civitavecchia di E – distribuzione di Enel university e nel Punto Enel, dimenticandosi volutamente degli accordi sottoscritti al momento della costruzione e avvio della Centrale a Carbone, come se lavorare nelle centrali che pur producono enormi utili agli azionisti ed all’indotto, sia una colpa grave e, il ridimensionare e magari chiudere anticipatamente tali realtà, sia utile alla città».

Scilipoti e Onda popolare non hanno dubbi, «tacere equivale ad un consenso – tuonano – magari indotto dall’insana e dannosa attualizzazione dell’ accordo Enel – Comune a firma Cozzolino, sottoscritto unicamente per salvare dal fallimento le casse comunali e predisporre successivamente ‘‘effetti speciali’’ in vista delle elezioni per scadenza mandato».

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Pirgo: stagione 2018 senza stabilimento

CIVITAVECCHIA – Chissà come commenterà ora l’assessore Vincenzo D’Antò la notizia relativa alla morte del Pirgo? Il grillino spiritoso, quello convinto di poter colmare le lacune legate alla propria incapacità amministrativa con l’ironia partenopea o con la battuta fuori luogo, oggi deve prendere atto di una sola cosa: la stagione estiva 2018 per quanto riguarda la spiaggia del Pirgo non inizierà mai. 
E questo nonostante i tardivi tentativi dell’amministrazione comunale di correre ai ripari, promettendo chissà cosa per avere bagnini e pulizia della spiaggia praticamente gratis. 
Già l’iter amministrativo (anomalia tutta civitavecchiese che coincide con l’arrivo al Pincio del Movimento 5 Stelle) è partito ancora una volta con colpevole ritardo, poi il salvataggio in extremis con l’individuazione dei soggetti a cui poter affidare le spiagge risalente a otto giorni fa. Ora la triste notizia: la paesaggistica è scaduta e le strutture al Pirgo non potranno essere montate. Così Mario Benedetti, il gestore dell’area, ha caricato l’attrezzatura su un camion e l’ha portata indietro, scontrandosi anche con il rammarico dei frequentatori abituali di una spiaggia che per anni, tra alti e bassi, ha rappresentato il biglietto da visita della città e che oggi è diventata una fogna a cielo aperto. Se l’amministrazione si fosse mossa prima, probabilmente il problema del rinnovo della paesaggistica sarebbe stato superato con una nuova domanda e la relativa attesa di risposta. Ma presentare una richiesta il 16 luglio significherebbe nella migliore delle ipotesi aprire lo stabilimento dopo Ferragosto. Chissà se almeno questa volta l’assessore D’Antò avrà l’umiltà di chiedere scusa senza aggiungere le solite giustificazioni senza senso alle quali sempre meno persone credono? 
Il Pirgo è morto e gli assassini hanno nome e cognome.

 

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IL COMMENTO AL VANGELO. La nuova famiglia di Gesù

X domenica del tempo Ordinario
Mc 3,20-35

 

di Don Ivan Leto 

Gesù è ormai riconosciuto come maestro affidabile, da alcuni come un profeta che continua la missione di Giovanni il Battista. La parola autorevole di Gesù e la sua attività di cura e guarigione dei malati attivano molta gente, che vuole ascoltarlo e vederlo. Marco osa attestare questa diffidenza ostile a Gesù da parte dei “suoi”, i familiari che, venuti dal loro villaggio, cercano di mettere le mani su di lui, di prenderlo e portarlo via, giudicandolo “fuori di sé”, esaltato, impazzito. Gesù aveva operato scelte di vita che ai suoi familiari potevano sembrare stoltezza e follia. Aveva infatti abbandonato la famiglia, si era dato a una vita itinerante, viveva la condizione del celibe, del non coniugato, infamante per la cultura del tempo, e con il suo successo si era inimicato le stesse autorità religiose.

Giudicato “eversivo”, andava dunque fermato. Se per i suoi familiari Gesù è pazzo, gli esperti delle sante Scritture lo ritengono posseduto da Beelzebul, il capo dei demoni, che – costoro affermano – opera in lui fino a scacciare dalle persone i demoni inferiori. Si faccia attenzione: costoro non negano che Gesù compia un’opera di liberazione, di guarigione delle persone che egli incontra e cura. Pensano che Gesù scacci i demoni che tengono in schiavitù uomini e donne, ma lo faccia da indemoniato: in lui agisce il capo dei demoni, Beelzebul (alla lettera: il signore dello sterco)! Questa l’insinuazione e il giudizio di quelli che contano, delle autorità della comunità religiosa cui Gesù appartiene.

Gesù però li chiama a sé, li smaschera e si rivolge a loro con linguaggio parabolico, mediante una domanda seguita da alcune affermazioni: “Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito”. Il concetto espresso da Gesù è chiaro: se fosse vero ciò che dicono gli scribi, se Satana, attraverso le sue azioni, insorgesse contro se stesso, ciò significherebbe che il suo potere sta andando in rovina, che non è più vincitore ma vinto. Per questo Gesù aggiunge, in modo decisamente convincente e non contestabile: “Nessuno può penetrare nella casa di un uomo forte e saccheggiarla, se prima non lo ha reso inoffensivo legandolo. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa”. Dunque Gesù può scacciare Satana perché lo ha legato, perché ha reso impotente colui che è forte, fin dalla sua immersione nel Giordano e dalla sua lotta contro Satana nel deserto. Ma la risposta di Gesù diventa anche un avvertimento grave e minaccioso, introdotto da un solenne “Amen”: “Amen, in verità vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie, per quante ne abbiano dette; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo non avrà mai perdono, sarà colpevole di una colpa definitiva”. Parole dure, che devono però essere accolte senza indulgere a fantasie o immaginazioni circa questo peccato contro lo Spirito santo. In realtà è un peccato banale, come è banale il male; è un peccato che non richiede particolare malvagità ma è semplicemente consumato da chi vede e discerne il bene che viene fatto eppure, piuttosto che riconoscere questa verità, preferisce chiamarlo male, attribuendolo a Satana. È il peccato che procede dall’invidia, dal non sopportare che un altro abbia fatto o faccia il bene, perché si vorrebbe solo se stessi come soggetti del bene; e non volendo riconoscere in un altro quel bene che viene da Dio, si preferisce attribuirlo al demonio. Quegli scribi vedevano il bene operato da Gesù ma, piuttosto che riconoscerlo come opera ispiratagli da Dio, sceglievano deliberatamente di imputarlo a Satana. Non riconoscere l’opera di Dio, non riconoscere l’azione dello Spirito santo, fino a stravolgere lo sguardo e il giudizio, attribuendo il bene operato a Satana, è davvero il peccato imperdonabile, dice Gesù. Gesù, da parte sua, resta al suo posto, tra i suoi discepoli, in mezzo alla comunità riunita in cerchio attorno a lui, e volgendo lo sguardo su questo gruppo dice con forza: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”.

In tal modo egli dichiara di conoscere e vivere i legami di una nuova famiglia, la comunità dei discepoli, legami che non nascono dalla carne o dal sangue, cioè dalla storia familiare, ma dal fare la volontà di Dio. La prossimità a Gesù non è decisa dal vincolo parentale ma si basa sull’ascolto della parola di Dio, sul realizzare la sua volontà, sul vivere la fraternità nel vincolo dell’amore quale figli e figlie di un unico Padre: Dio.

Don Ivan Leto
 
* Parroco di San Gordiano Martire in Civitavecchia 
Diocesi Civitavecchia-Tarquinia

 

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Battilocchio: ''Pratiche locali tradizionali, davvero non ci siamo''

“Qualora dovesse permanere questo stato di colpevole  inerzia, unico in Italia,  che dura ormai da lontano 2015 e che mette a repentaglio la sussistenza di molte aziende zootecniche della nostra Regione, chiederò l’intervento del neo Ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, al fine di sollecitare un atto amministrativo che sia rispettoso di quanto previsto dalla normativa nazionale e dai regolamenti comunitari”.

Nuovo netto intervento del deputato del collegio, Alessandro Battilocchio, in relazione alla questione delle Pratiche Locali Tradizionali, che interessa direttamente e pesantemente le aziende agricole del nostro territorio.

"Dopo la lettera a Zingaretti – spiega Battilocchio – relativa all’approvazione della deliberazione sulle aree destinate alle Pratiche Agricole Tradizionali, avevo preso atto con favore dei proclami con i quali si annunciava l’intenso lavoro in essere ed addirittura l’imminente approvazione di un provvedimento risolutivo. La pubblicazione dell’atto, avvenuta il 29 maggio scorso, ha lasciato sconcertate le aziende agricole interessate che mi stanno contattando numerose e con grande preoccupazione visto che hanno constatato la sostanziale inutilità della deliberazione della Giunta Regionale – tuona il deputato – che contiene soltanto l’asserita volontà di formalizzare l’elenco delle superfici idonee alle Pratiche Agricole Tradizionali entro i prossimi 4 mesi. Deliberare che se si delibererà apparirebbe come cosa comica se non fosse per la drammaticità della situazione in cui versano gli agricoltori a cui non è stata fornita alcuna indicazione in merito alle superfici utilizzabili per le domande relative alla Politica Agricola Comunitaria ed al Piano di Sviluppo Rurale in scadenza il 15 giugno prossimo”.

Ma non finisce qua perché, continua Battilocchio “a ciò si aggiunge il blocco, da parte di Agea, dei pagamenti relativi all’annualità 2017 e la possibilità di recupero di quanto erogato nelle annualità precedenti per le superfici che permangono in anomalia”.

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Spettatore fa causa a David Copperfield che deve svelare il trucco

L’illusionista citato per danni dopo che un uomo è rimasto ferito durante un numero. La giuria lo ha trovato colpevole di negligenza ma non dovrà pagare i danni. Però ha dovuto rivelare in aula i meccanismi della sua «magia»

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@code_here@

Pulizia straordinaria di un tratto di arenile

di TONI MORETTI

CERVETERI – L’assessore all’ambiente Elena Gubetti ringrazia l’amministratore Ricci e il direttore generale Manella e tutte le maestranze della Multiservizi Cerite che coadiuvate anche dall’aiuto volontario di ulteriori uomini e mezzi messi a disposizione dall’Assobalneari, che ieri mattina, come programmato, hanno effettuato la pulizia straordinaria del tratto di spiaggia compreso tra l’Ocean Surf e l’Assonautica come richiesto già dall’11 maggio dal dirigente scolastico Loredana Cherubini per festa di fine anno con gli alunni e gli insegnanti dell’Istituto Marina di Cerveteri che si terrà stamattina.
Nonostante il denunciato “Minestrone”, su queste colonne, fatto dal consigliere Garbarino, M5S che divulgava, tre giorni prima dell’evento un accorato appello al Sindaco e all’amministrazione comunale tutta, affinchè si provvedesse alla  pulizia del tratto di spiaggia in questione visto anche che fra quei bimbi ci sarebbe stata sua figlia. Nonostante un autorevole ritorno sull’argomento su un altro organo di stampa locale, dove si è addirittura riusciti a sbagliare anche la data dell’evento, dato per domenica  e non per oggi come programmato, come volevasi dimostrare, parlando di scuola il sillogismo ci sembra utile e opportuno, ieri mattina, la Multiservizi Cerite, ha provveduto ad eseguire il programmato servizio di pulizia. 
Quindi tutto come previsto. Tra l’altro la dirigente scolastica Loredana Cherubini, a salvaguardia della maggiore sicurezza possibile per i bimbi della scuola, ha organizzato tutto alla perfezione, richiedendo  per oggi anche l’assistenza della Protezione civile e di una ambulanza, come previsto dalla norma. 
L’associazione Scuolambiente, molto vivace per iniziative che riguardano la tutela e la cura dell’ambiente, plaude per l’iniziativa ma questa volta non risulta assolutamente coinvolta ed è quindi stato del tutto erroneo e gratuito associarla con il pretesto, molto strumentale, di voler ricordare un’iniziativa di tutt’altro tenore, quando i volontari dell’associazione, lo scorso anno, nel pulire loro stessi la spiaggia, proprio in quel tratto, trovarono una siringa per diabetici. 
E’ colpevole associare l’evidente strafalcione ad un certo che di euforia provocata forse dall’eccitazione dovuto al fatto che al movimento, sia pure per volontà del popolo sovrano, è stata data la grande responsabilità di dare vita al governo del Paese?

 

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