De Angelis: ''Disgustati''; Pascucci: ''Irresponsabili''

CERVETERI – Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà domani alle 15, in seconda convocazione, visto lo scioglimento avvenuto nell'assise si ieri per la mancanza del numero legale a causa dell’abbandono dell’aula dell’intera opposizione tranne i consiglieri Mancini e Accardo, eletti nella lista del candidato sindaco Margherita Tassitano,  dimessasi dopo qualche tempo.  
Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando da una parte e il sindaco Pascucci dall’altra, fanno il resoconto di quanto è avvenuto con due comunicati di fuoco.
“Siamo disgustati, amareggiati, sconcertati, ma non delusi – scrivono De Angelis e Osomando – L’opposizione, quella vera e responsabile, ha fatto soltanto il proprio dovere e, dopo i fuochi e le offese, sono soltanto parole vuote le accuse del Sindaco, per quanto riguarda la sua débacle del consiglio del 9 ottobre, cercando di rimpallare colpe e responsabilità, come di consueto, su di noi accusandoci di irresponsabilità e quant’altro malgrado è la sua stessa maggioranza (e questo è strano…) a far mancare il numero legale e, cosa non trascurabile, tutto questo sotto la maldestra regia del presidente del Consiglio Travaglia che, sull’orlo di una crisi di nervi e forse interpretando a proprio  uso e consumo la normativa vigente, dimostra ancora una volta di non essere proprio al di sopra delle parti come il ruolo richiede, arrogandosi il diritto di censurare i discorsi a lui non graditi spegnendo i microfoni e impedendo ai cittadini non presenti in aula di ascoltare gli interventi nella diretta streaming, negando la parola ad un consigliere di opposizione Piergentili (guarda caso è sempre lo stesso e viene da pensare se non è sbocciato un amore !) e consentendo sistematicamente al Sindaco ciò che non andrebbe concesso sino a tergiversare per la verifica del numero legale in aula».  I due consiglieri non nascondono che quando hanno visto che la maggioranza non aveva i nuneri hanno deciso di uscire dall’aula al momento della verifica per dimostrare che non sono «la stampella di questo Sindaco irriverente e irrispettoso, a differenza del duo di consiglieri Mancini e Accardo che addirittura sono stati ringraziati per essere, invece, rimasti ai loro posti dimostrando di voler aiutare questa maggioranza, come bravi soldatini, malgrado sono stati eletti in opposizione e con un candidato sindaco differente, e allora la domanda nasce spontanea, amano il brivido istituzionale o vogliono andare a governare? Noi andremo avanti, anche nel caso in cui, con l’aiuto di qualche stampella politica priva di anima e attributi, questa maggioranza il prossimo Consiglio riuscisse a far votare la Delibera sulla Cantina di Cerveteri  perché siamo convinti che c’è qualcosa che non và !!!». Pascucci, dal canto suo, scrive: «I consiglieri di minoranza, con l’esclusione di Mancini e  Accardo, hanno approfittato dell’assenza dovuta a sopraggiunti impedimenti di alcuni consiglieri di maggioranza, per far cadere il numero legale in maniera strumentale. Tutto questo proprio quando si stava discutendo la delibera finalizzata agli interventi in favore della Cantina Cerveteri, una delle più importanti realtà aziendali del nostro territorio.  I consiglieri di minoranza che sono usciti sono stati eletti dai cittadini per restare in aula e rappresentare la volontà popolare, con quest’atto non fanno altro che dimostrare la loro mancanza di responsabilità e inadeguatezza. In particolare il consigliere Juri Marini, PD, ha dapprima presentato un emendamento e poi è uscito irresponsabilmente dall’aula senza che neppure fosse discusso: se davvero avesse avuto l’interesse a migliorare l’atto sarebbe certamente rimasto in Consiglio».

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Settore metalmeccanico in affanno

CIVITAVECCHIA – È un settore che vive un momento particolarmente delicato e difficile quello metalmeccanico. Specialmente sul territorio di Civitavecchia dove, nel corso degli anni, si sono persi gradualmente posti di lavoro. 

Di questo, e delle direttive per dare nuovo slancio al settore, si discuterà venerdì nel corso del secondo congresso della Fiom-Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo: saranno 34 i delegati, eletti dalle assemblee congressuali dei posti di lavoro svolte tra luglio e settembre, che affronteranno gli obiettivi che la Fiom e la Cgil si pongono per i prossimi 4 anni e di tutte le problematiche che riguardano i lavoratori metalmeccanici dell'Alto Lazio, da Roma nord a Montalto di Castro passando per Civitavecchia e il viterbese.

"Tra i principali problemi dei lavoratori metalmeccanici di questo territorio – ha spiegato il segretario generale della Fiom Cgil Giuseppe Casafina – c'è il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni, difficoltà determinate quasi sempre dai ribassi imposti dalle imprese per aggiudicarsi gli appalti o i subappalti, in particolare a Civitavecchia per le lavorazioni nella centrale elettrica Enel di Torrevaldaliga. Ma anche l'emergenza occupazionale che purtroppo riguarda il territorio civitavecchiese quanto quanto il viterbese: un'area interna per risollevare la quale servono urgentemente soluzioni e adeguate politiche di settore. Nel breve termine ci auguriamo un rapido inizio delle attività per la riconversione dell'ex centrale Alessandro Volta a Montalto di Castro e l'avvio di un progetto di sviluppo sul porto di Civitavecchia, per il futuro di tutti e in particolare per i lavoratori ex Privilege, che da troppo tempo sono in difficoltà per colpe non loro".

I lavori del congresso  termineranno con l'elezione degli organismi dirigenti territoriali e del segretario generale.

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Impianti per i rifiuti: considerati idonei i comuni di  Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

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Impianti per i rifiuti: tra le aree considerate  idonee  figurano Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

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L’eterno ritorno di Renzi. Invettive e nomi storpiati rottamano l’autocritica

Nelle sue invettive irride gli avversari e le colpe sono sempre di qualcun altro. Non si è mai chiesto le ragioni profonde dell’apocalisse del 4 marzo. Lui non voleva conquistare, voleva annientare

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Ponte di Genova, sotto torchio i manager della mail sospetta

Ascoltati per ore come testi Valeri di Autostrade e Murano di Cesi, a cui hanno sequestrato il telefonino. Il sospetto delle pressioni dal concessionario perch� le colpe ricadano altrove. I due manager sentiti come testimoni

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Errato conferimento dei rifiuti, oltre 40 verbali

LADISPOLI – Sono oltre 40 i verbali comminati dalle associazioni di volontariato Fare Ambiente (per un totale ad oggi di 35 verbali) e Nogra (17 verbali) per la tutela del territorio. A finire nel mirino dei volontari, in particolar modo, sono stati soprattutto i condomini. Già nei mesi scorsi, infatti, il consigliere delegato al servizio di igiene urbana, Carmelo Augello, aveva annunciato pugno duro nei confronti di chi non conferisce correttamente i rifiuti. E proprio in quell'occasione le associazioni di volontariato avevano “scovato” alcuni condomini che soprattutto nel giorno di raccolta dell'indifferenziato, non conferivano correttamente, approfittandosene, per liberarsi un po' di tutto. Situazione che, una volta segnalata anche agli uomini della Polizia municipale, aveva portato all'emissione di sanzioni amministrative nei confronti del condominio. Di questo si erano lamentati proprio alcuni condomini, tramite social, che avevano soprattutto evidenziato due aspetti: non si può punire un condominio intero, e quindi più famiglie, quando magari a non rispettare le regole non sono tutti ma solo alcuni. E in secondo luogo: non è escluso che qualcun altro, non appartenente al condominio sanzionato, approfitti dell'esposizione dei mastelli per conferire, di nascosto, i propri rifiuti. Se pur potrebbe esser vero quanto lamentato dai cittadini, c'è da dire, come tenuto a sottolineare anche dal consigliere delegato al servizio di igiene urbana Augello, che i condomini là dove è stato riscontrato il mal conferimento dei rifiuti, «risulta palese che la differenziata non è stata mai fatta» o che comunque è sempre stata fatta in maniera errata. Per quanto riguarda poi la possibilità che qualche incivile approfitti del mastello in strada per gettare i propri rifiuti, questo non è assolutamente da escludersi. E ancora una volta, in questo senso a prevalere è l'inciviltà da parte di chi di rispettare le regole proprio non ne vuole sapere. Il tutto a discapito di quei cittadini che invece alla tutela dell'ambiente e del territorio ci tengono che si ritrovano a dover pagare le “colpe” di chi infrange le regole. Non va infatti dimenticato che, «tutto quello che viene fatto – ha sottolineato Augello – sul territorio, in termini di rimozione e bonifica delle discariche abusive grava sulle tasche di tutti i cittadini».
 

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Dimissioni, Mencarini lapidario: ''Il dado è tratto''

TARQUINIA – È andato in Comune, si è intrattenuto con qualche amico, ha parlato con il segretario generale, con il prefetto, ma dei consiglieri di maggioranza dice di «non voler sapere più nulla». «Potevano pensarci prima». Forse esagera o forse dice il vero ancora sull’onda degli eventi, certo è che ad oggi il sindaco di Tarquinia Mencarini, si mostra lapidario e convinto delle dimissioni.  Ieri, nel giorno dell’auspicata intesa, ha infatti lasciato trasparire tutta la sua determinazione verso una chiusura definitiva.
«Il dado è tratto. Tra venti giorni io me ne vado e arriverà il commissario. – ha scandito – Loro lo sapevano che il giorno in cui mi sarei stancato più del solito mi sarei dimesso». 
Irremovibile nel non voler spiegare nello specifico le motivazioni alla base delle dimissioni, il sindaco Mencarini si trincera dietro il solo comunicato e le «ragioni politiche».
«È per rispetto della città che me ne vado. – dice – Tutti i gruppi di questa maggioranza hanno colpe; ognuno le proprie. Io mi sono stancato e quindi basta così. Non potendo governare è inutile che sto in Comune a perdere tempo. Io non faccio il domatore. Nel comunicato che ho diffuso ho riportato tutto quello che c’è da dire». Chiusura totale anche verso l’ipotesi di accogliere un contratto di governo e verso la manifestata fiducia nell’operato del sindaco da parte della sua squadra. «Quello che scrivono oggi i consiglieri di maggioranza non conta più niente. Ormai è tardi», sottolinea in tono di rimprovero. 
Sul fatto di lasciare una città senza una guida, a soli 14 mesi dall’elezione, Mencarini è altrettanto ferreo: «La responsabilità di quello che accadrà in futuro non può essere addebitata al sindaco, ma è di tutti gli amministratori». I giorni intanto scorrono e il margine per un ripensamento forse resta ancora nelle mani dei gruppi di maggioranza e sulla loro capacità di essere adeguatamente  convincenti.

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Dehors, Tullio Nunzi critica l'amministrazione

CIVITAVECCHIA – Nonostante gli anni trascorsi, i ritardi, lo studio, le audizioni e l'approvazione del regolamento, i problemi per quanto riguarda i dehors sembrano non essere risolti del tutto. Lo conferma anche Tullio Nunzi, dell'associazione "Meno panchine più poltrone" il quale critica l'assessore al Commercio parlando di "afasia" del settore.   

"La legalità ed il rispetto delle leggi è presupposto imprescindibile per uno sviluppo economico in generale – ha spiegato – quindi tolleranza zero. Leggo però che a detta dell’assessore il nuovo regolamento, ricordiamo stilato dall’amministrazione stessa, mostra alcuni aspetti di dubbia interpretazione. Ovvio che se si tratta di casi eclatanti e contro legge va bene il pugno duro; se si dovesse rientrare in problemi interpretativi, non dico tolleranza ma almeno comprensione ci potrebbe stare. Faccio un appello, una richiesta all’amministrazione, per la conoscenza che ho del terziario e per l’importanza che riveste, oggettivamente, in questa città. Se in tre giorni esponenti dell’amministrazione si rivolgono ai commercianti bollandoli come zozzoni (leggi pirgo), o furbetti (leggi dehors), o imputando loro scarsa capacità di offerta e qualità, beh la sensazione di lavorare “contro” ci sta tutta nella categoria. Categoria meritoria, perché lavora in una città sporca, transennata, dissestata, poco vigilata, con problemi di mobilità e traffico; nonostante tutto svolge il proprio lavoro e bene, alzando ogni giorno le saracinesche della propria attività. Possibile che le colpe non siano addebitabili a questa amministrazione, ma la realtà triste è proprio questa. Credo che se in questa città il 70% del pil viene creato dal terziario – ha concluso – una qualche parola di elogio andrebbe spesa per questo settore".

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Tariffe scuolabus, duro attacco alla giunta Tidei da parte del M5S

SANTA MARINELLA – Anche il Movimento 5 Stelle cittadino interviene sulla polemica relativa all’aumento delle tariffe dello scuolabus. «I cittadini di Santa Marinella non avranno più la possibilità economica di usufruire del servizio di scuolabus – dicono in un comunicato i grillini – questo è il primo importante regalo dell’amministrazione che “losafare”. A noi non interessa sapere di chi sia la colpa. Le colpe le attribuiscono i giudici in tribunale, gli elettori al momento del voto e gli storici sui libri. A meno che stessimo assistendo ad un esperimento suicida, il nuovo modo di fare politica ci lascia sorpresi e con l’amaro in bocca. Già un avviso era arrivato nel comunicato stampa diffuso sulle false prime residenze qualche giorno fa, quello nel quale l’amministrazione Tidei ha annunciato di non voler rispettare né far rispettare la legge perché in questo modo si sarebbe guadagnato di più.  Noi sappiamo che è un gioco al massacro e da questa macelleria messicana vogliamo chiamarci fuori”. “Chi scrive tali sciocchezze – continuano – chi compie atti ingiusti come la delibera dello scuolabus, non merita il rispetto di nessuno, anche perché propina sciocchezze e dati erronei. Le famigerate seconde case sono una fonte di economia valida, per Santa Marinella, oppure no? Bisogna che qualcuno lassù, si decida a spiegarci che abbiamo pagato sempre tutto di meno proprio grazie alle residenze fittizie, e mi raccomando non false. Il Commissario Caporale ha istituito l’albo dei legali del Comune e già il cinquanta per cento degli incarichi è stato affidato a professionisti non in elenco. L’ampliamento dell’elenco degli evasori Imu potrebbe essere un’ulteriore follia, utile a far capire al Governo in che modo si intenda risanare un decennio di malgoverno, probabilmente con il lazzi ed i frizzi di gente che non ha voglia di fare nulla e desiderio di cambiare qualcosa. Altrimenti non si comprenderebbero le ferie, non sappiamo se forzate o meno, del primo cittadino, assente tutto il mese di agosto salvo una fugace apparizione, proprio nel momento in cui la città è concentrata sul suo asset turistico e ha bisogno di maggiori attenzioni”. 
“Caro Sindaco – conclude la nota – la luna di miele è finita, cominciano i problemi veri ed il fuoco amico in maggioranza ne è la dimostrazione palese. Un gesto signorile sarebbe ammettere di aver sbagliato. Un gesto, un gesto solo e appunto signorile, magari nei confronti di quei bambini che, poiché la loro scuola è stata chiusa, sono stati deportati a chilometri di distanza ed ora si accorgono di essere deportati a loro stesse spese”. 

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