Di Maio e il lavoro nero, il Pd attacca. Renzi: «Le colpe dei padri non ricadono sui figli, ma chieda scusa». Boschi: «Mio padre tirato nel fango»

«Non m’interessa sapere se il padre di Di Maio abbia dato lavoro in nero, evaso le tasse, condonato gli abusi edilizi». «Ma rivedo il fango gettato addosso a mio padre»

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Identikit del cretino per capire l’Italia: il bestiario ironico di Fruttero e Lucentini

Dal piagnisteo collettivo all’abitudine di scaricare le colpe. Il libro disponibile da martedì. Alla Fondazione Corriere della Sera un evento a loro dedicato

Leggi articolo completo

@code_here@

''Da Leoncelli e Massi solo falsità''

TARQUINIA – Il presidente dell’Università Agraria di Tarquinia Sergio Borzacchi replica ai consiglieri Maurizio Leoncelli e Massi: «Da loro solo falsità per denigrare l’amministrazione da me presieduta». «I consiglieri di ‘’Idea  Sviluppo’’ Maurizio Leoncelli e Massi possono pensare ciò che vogliono, – afferma Borzacchi – ma non possono e non debbono scrivere falsità al solo fine di denigrare l’amministrazione da me presieduta, sostenendo “l’incongruenza della stessa”. Fino ad oggi non ho risposto agli attacchi dei consiglieri di ‘’Idea  Sviluppo’’, che oggi sono ridotti a due. Di fronte  alle ennesime falsità, sento il dovere, nei confronti degli utenti, i quali hanno diritto di conoscere la verità, di replicare, contestando punto per punto. Partendo dalla mancata convocazione dei consigli, preciso che ai sensi dell’art. 16, n° 12 dello Statuto dell’ente, “il consiglio si riunisce in seduta ordinaria due volte l’anno: a) per l’approvazione del bilancio di previsione; b) per l’approvazione del conto consuntivo dell’esercizio precedente.  «Il consiglio per l’approvazione del bilancio preventivo è stato fatto, mentre quello per l’approvazione del conto consuntivo del 2017 (gestione del Commissario) no, per il semplice fatto che il servizio finanziario ed il Collegio dei Revisori non lo hanno ancora predisposto. Il ritardo relativo alla redazione del consuntivo 2017 è dovuto al fatto che dalle indagini e verifiche amministrative, al 31.12.2017, è emerso un debito di €. 4.396.538,00, che, tra l’altro, non è ancora definitivo. Sono stati poi fatti altri due consigli straordinari: uno per prendere atto del rilevante debito nei confronti di Equitalia e per deliberare in merito; un altro ancora per prendere atto di alcuni debiti riscontrati al 31.12.2017 di €. 4.396.538,00. Quindi è evidente che sono stati fatti più consigli dei due previsti dallo statuto». 
«Relativamente alla asserita mancata produzione della documentazione – aggiunge Borzacchi – ricordo ai consiglieri Massi e Leoncelli che non devo dare loro alcuna documentazione e che, se avessero letto lo statuto, avrebbero rilevato che l’art. 14 n° 11 prevede che “I consiglieri d’amministrazione hanno libero accesso e il diritto di ottenere dagli Uffici dell’Ente tutte le notizie ed informazioni in loro possesso utili all’espletamento del proprio mandato». Principio poi ribadito dall’art. 17 n° 4 dello stesso Statuto, che nuovamente prevede che “per l’espletamento del proprio mandato i consiglieri hanno diritto di ottenere dagli uffici dell’Università Agraria tutte le notizie e le informazioni in loro possesso».  «Anziché esercitare questo loro diritto pretendono che io invii loro la documentazione relativa (secondo loro agli ipotetici debiti dell’Ente). – aggiunge il presidente – La domanda che asseriscono di aver prodotto all’Ente l’01.10.2018 è stata inviata alla mia attenzione e non al servizio finanziario, tanto che il 05.11.2018 hanno ripetuto la richiesta al responsabile amministrativo. Comunque anche questa richiesta non poteva essere fatta, perché, come sopra precisato, il consigliere ha libero accesso agli atti ed ha diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie ed informazioni in loro possesso e non può pretendere di ricevere a casa documentazione. Visto che una parte del debito, del quale Leoncelli chiede la documentazione, riguarda l’importo di €. 834.305,17, per contributi previdenziali dei dipendenti non versati nel periodo 2012/2017, Leoncelli lo dovrebbe conoscere bene perché è stato amministratore nel periodo in cui è sorto il debito e precisamente dal 21.06.2010 al 22.09.2013 come consigliere e dal 23.09.2013 al 27.08.2015, come assessore. Leoncelli si dovrebbe ricordare anche che per fare l’assessore ha percepito un regolare compenso. Nell’articolo si legge anche che «l’attuale amministrazione è inconcludente e capace solamente di scaricare le colpe sulle altre amministrazioni». Il debito di €. 4.396.538,00 che certamente crescerà, è stato rilevato al 31.12.2017, l’attuale amministrazione è nata dalle elezioni del 10.12.2017, quindi questi debiti necessariamente sono stati contratti dalle precedenti amministrazioni, senza entrare nel merito di come e perché si sia arrivati ad un debito così elevato. Se Leoncelli avesse amministrato diligentemente non avrebbe dovuto consentire ai dipendenti dell’Ente l’utilizzo di autoveicoli sui quali Equitalia ha messo il fermo amministrativo nel 2007 per un debito di €. 344.800,00. Leoncelli e Massi minacciano di rivolgersi alle autorità competenti per non aver ricevuto la documentazione, ritenendo che sia stato violato un loro diritto. Se hanno questa convinzione lo facciano pure. Ritengo che non sia stato violato alcun loro diritto, come innanzi precisato. I diritti da tutelare sono quelli degli utenti e per questo motivo è stata fatta regolare comunicazione alla Corte dei Conti circa la situazione debitoria dell’ente al 31.12.2017». «Gli utenti sappiano che questa amministrazione sta percorrendo ogni  strada possibile per cercare di risolvere la situazione critica nella quale si trova  l’Ente. – conclude Sergio Borzacchi – Non possiamo nascondere agli utenti che la grave  situazione nella quale versa l’Ente è di difficile risoluzione. Relativamente al legname per la stagione corrente assicuriamo agli utenti che il legname c’è. Leoncelli e Massi continuano le loro falsità, asserendo che questa amministrazione “è riuscita a far lievitare il credito con la Maretour a 700mila euro, mai successo in alcuna delle amministrazioni passate». Il debito che la Maretour ha verso l’Ente riguarda principalmente quello lievitato fino al 31.12.2017 nelle precedenti amministrazioni. Il debito relativo a questa amministrazione è ovviamente solo il canone  del 2018, scaduto l’01.3.2018 per un importo di €. 158.326,00 e per il quale è stata iniziata una azione legale. Il consigliere Leoncelli dimentica che al 31.12.2017 erano in corso varie procedure giudiziarie per il recupero maturato con le precedenti amministrazioni e che questa amministrazione è nata con le elezioni del 10.12.2017. Leoncelli e Massi si chiedono “sarà inesperienza amministrativa?”, la risposta sta nei fatti. Questa amministrazione ha portato a conoscenza degli utenti la grave crisi economica nella quale versa l’Ente, realtà che nessun utente si sarebbe immaginato. Se l’aver portato a conoscenza degli utenti questa triste realtà vuol dire “inesperienza amministrativa” siamo  ben lieti di essere inesperti».
 

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

''Arsial pronta a cedere terreni al Comune''

SANTA MARINELLA – Attacco a 360 gradi del sindaco Pietro Tidei nei confronti dell’ex candidato alla Regione Lazio Sergio Pirozzi, che tacciava come una operazione a fondo speculativo edilizio, la concessione dei terreni dell’Arsial destinati al Comune di Santa Marinella per realizzare le case popolari. 
«Dopo la sonora batosta ricevuta alle elezioni regionali – dice Tidei – Pirozzi sembra aver smesso di amare Santa Marinella, la stessa città a cui giurava amore eterno sponsorizzando il suo “scarponcino” Bacheca, Pirozzi quindi non meriterebbe nessuna risposta ai suoi “sembrerebbe, si parla, si prevede”. La meritano però i cittadini che non devono cadere nel tranello delle fake news. Arsial è disponibile a cedere al Comune di Santa Marinella diverse decine di ettari di terreni abbandonati, di cui una piccola parte da destinare ad Ater, per la realizzazione di edilizia economica popolare, dove la stessa azienda si è impegnata a realizzare un parco pubblico e degli impianti sportivi a costo zero per le casse comunali. Dopo 60 anni, si concretizza la possibilità di realizzare alloggi popolari per i nostri cittadini. Per quanto concerne gli immobili all’interno dell’ambito territoriale oggetto di cessione, l’agenzia regionale si è impegnata, prima della cessione stessa, alla risoluzione di eventuali problematiche preesistenti». «Questa sarebbe la speculazione di cui parla Pirozzi? – si chiede il sindaco – proprio lui che da Sindaco di Amatrice ha combattuto in prima linea l’emergenza abitativa. Dove era Pirozzi quando il suo candidato Bacheca approvava la lottizzazione che fece cadere la mia giunta? Attribuire colpe alla Regione e ad Arsial per essere venute incontro ad un Comune dissestato, mi sembra davvero una cosa paradossale. Alla Regione abbiamo chiesto invece di ricevere quei terreni e beni dell’ex Pio Istituto S. Spirito di Santa Severa, non per costruire case, ma per realizzare servizi, parcheggi , impianti sportivi». «Nessun consumo ulteriore di suolo è scritto a caratteri cubitali nel programma elettorale della mia coalizione – conclude Tidei – Pirozzi torni ad amare Santa Marinella e porti un contributo concreto ad un ente dissestato proprio dal suo Scarponcino».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Agraria Tarquinia, Leoncelli e Massi: «Vogliamo i documenti che attestano il debito»

TARQUINIA – Ancora polemiche sull’amministrazione dell’Università Agraria di Tarquinia. Ad alzare la voce  contro l’operato della giunta Borzacchi sono i consiglieri leoncelli e Massi che parlano di un’amministrazione  inconcludente, “capace  solamente di  scaricare  le  colpe  sulle  altre  amministrazioni”. Imprenditori  agricoli  (così  si  definiscono ) che  poco  hanno  a  che  fare  con  l’amministrazione  pubblica, e che pensano di amministrare l’ente come fosse  la  propria  azienda  agricola”.  Al centro degli attacchi le mancate risposte da parte del presidente Sergio Borzacchi: “Dopo  quel  manifesto  che   la  maggioranza  ha  sbandierato   ai  quattro  venti – dicono Roberto Massi e Maurizio Leoncelli –  con  più  di  4  milioni  di  euro  di  debito,  avevamo fatto  richiesta  della  documentazione  per verificare  la  reale  esistenza  di  tale  debito. Era il  1 ottobre  e ad  oggi  non  è  pervenuta  alcuna documentazione . Considerando  che  per  legge  l’ ente  ha  a  disposizione  30 giorni  per  produrre  tutti  i  documenti  del  caso  a  qualsiasi  amministratore  che  ne  faccia  richiesta,  siamo fuori  tempo  massimo.  Ma   sembra  che  questa  amministrazione  non  faccia  tanto  caso  né  a  rispettare  lo  statuto  né  la  legge:  vedi  la  convocazione  dei  consigli, in  un  anno  sono stati fatti solo 3  e  tutti e tre  carenti  di  documenti  e  di  convocazioni;  addirittura spostate  con  dei  messaggi  sul  telefonino, o  addirittura  con un  consuntivo  che  doveva  essere  fatto  ad aprile  e ad  oggi,  allo  scadere  del  2018, ancora  non  è  stato  prodotto;  per  finire  con la  richiesta  di  documentazione  dove  saremo  costretti  a  rivolgerci  alle  autorità  competenti visto  che  è  un  diritto  visionare  i  documenti.  Questi amministratori  sono solo  capaci di  farsi  dei  selfi  a  scopo  mediatico  ma  ad  oggi   non  hanno  prodotto  nulla, addirittura  non  sono riusciti  ancora  a  produrre  legname  per  la  stagione  corrente; sono  riusciti  a  far  lievitare  il  credito  con  la  Maretour a  700.000.00 settecento  mila  euro,  mai  successo  in  alcuna  amministrazione,  per  poi  non  produrre  nulla,  solo  la  certezza  che  oltre  al  debito  che  loro  sostengono,  il  credito  vantato  non  potrà  più  essere  esigibile, vista  la  situazione  critica  in cui versa    la  società  che  gestisce  la  pineta.  Forse  il  tutto  è  anche  imputabile  a  degli  amministratori, inesperti  della  gestione  pubblica  che  pensano  che  tutto  possa  essere  gestito  come  la  cosa  propria, e  che  se  guardiamo  nell’ archivio  dell’ ente   li  ritroviamo  alcuni  ad  amministrare   proprio  negli  anni  che  è  stato  prodotto  il  maggior  debito  dell’ ente.   Detto  ciò nei  prossimi  giorni  saremo  costretti  a  presentarci   alle  autorità  competenti  e  denunciare    l’ impossibilità  di  esercitare  il  nostro  mandato,  visto  che  non  ci  vengono  consegnati  i  documenti   inerenti   i  debiti    sbandierati   dalla  medesima  maggioranza”.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

De Angelis: ''Disgustati''; Pascucci: ''Irresponsabili''

CERVETERI – Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà domani alle 15, in seconda convocazione, visto lo scioglimento avvenuto nell'assise si ieri per la mancanza del numero legale a causa dell’abbandono dell’aula dell’intera opposizione tranne i consiglieri Mancini e Accardo, eletti nella lista del candidato sindaco Margherita Tassitano,  dimessasi dopo qualche tempo.  
Aldo De Angelis e Salvatore Orsomando da una parte e il sindaco Pascucci dall’altra, fanno il resoconto di quanto è avvenuto con due comunicati di fuoco.
“Siamo disgustati, amareggiati, sconcertati, ma non delusi – scrivono De Angelis e Osomando – L’opposizione, quella vera e responsabile, ha fatto soltanto il proprio dovere e, dopo i fuochi e le offese, sono soltanto parole vuote le accuse del Sindaco, per quanto riguarda la sua débacle del consiglio del 9 ottobre, cercando di rimpallare colpe e responsabilità, come di consueto, su di noi accusandoci di irresponsabilità e quant’altro malgrado è la sua stessa maggioranza (e questo è strano…) a far mancare il numero legale e, cosa non trascurabile, tutto questo sotto la maldestra regia del presidente del Consiglio Travaglia che, sull’orlo di una crisi di nervi e forse interpretando a proprio  uso e consumo la normativa vigente, dimostra ancora una volta di non essere proprio al di sopra delle parti come il ruolo richiede, arrogandosi il diritto di censurare i discorsi a lui non graditi spegnendo i microfoni e impedendo ai cittadini non presenti in aula di ascoltare gli interventi nella diretta streaming, negando la parola ad un consigliere di opposizione Piergentili (guarda caso è sempre lo stesso e viene da pensare se non è sbocciato un amore !) e consentendo sistematicamente al Sindaco ciò che non andrebbe concesso sino a tergiversare per la verifica del numero legale in aula».  I due consiglieri non nascondono che quando hanno visto che la maggioranza non aveva i nuneri hanno deciso di uscire dall’aula al momento della verifica per dimostrare che non sono «la stampella di questo Sindaco irriverente e irrispettoso, a differenza del duo di consiglieri Mancini e Accardo che addirittura sono stati ringraziati per essere, invece, rimasti ai loro posti dimostrando di voler aiutare questa maggioranza, come bravi soldatini, malgrado sono stati eletti in opposizione e con un candidato sindaco differente, e allora la domanda nasce spontanea, amano il brivido istituzionale o vogliono andare a governare? Noi andremo avanti, anche nel caso in cui, con l’aiuto di qualche stampella politica priva di anima e attributi, questa maggioranza il prossimo Consiglio riuscisse a far votare la Delibera sulla Cantina di Cerveteri  perché siamo convinti che c’è qualcosa che non và !!!». Pascucci, dal canto suo, scrive: «I consiglieri di minoranza, con l’esclusione di Mancini e  Accardo, hanno approfittato dell’assenza dovuta a sopraggiunti impedimenti di alcuni consiglieri di maggioranza, per far cadere il numero legale in maniera strumentale. Tutto questo proprio quando si stava discutendo la delibera finalizzata agli interventi in favore della Cantina Cerveteri, una delle più importanti realtà aziendali del nostro territorio.  I consiglieri di minoranza che sono usciti sono stati eletti dai cittadini per restare in aula e rappresentare la volontà popolare, con quest’atto non fanno altro che dimostrare la loro mancanza di responsabilità e inadeguatezza. In particolare il consigliere Juri Marini, PD, ha dapprima presentato un emendamento e poi è uscito irresponsabilmente dall’aula senza che neppure fosse discusso: se davvero avesse avuto l’interesse a migliorare l’atto sarebbe certamente rimasto in Consiglio».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Settore metalmeccanico in affanno

CIVITAVECCHIA – È un settore che vive un momento particolarmente delicato e difficile quello metalmeccanico. Specialmente sul territorio di Civitavecchia dove, nel corso degli anni, si sono persi gradualmente posti di lavoro. 

Di questo, e delle direttive per dare nuovo slancio al settore, si discuterà venerdì nel corso del secondo congresso della Fiom-Cgil Civitavecchia Roma nord Viterbo: saranno 34 i delegati, eletti dalle assemblee congressuali dei posti di lavoro svolte tra luglio e settembre, che affronteranno gli obiettivi che la Fiom e la Cgil si pongono per i prossimi 4 anni e di tutte le problematiche che riguardano i lavoratori metalmeccanici dell'Alto Lazio, da Roma nord a Montalto di Castro passando per Civitavecchia e il viterbese.

"Tra i principali problemi dei lavoratori metalmeccanici di questo territorio – ha spiegato il segretario generale della Fiom Cgil Giuseppe Casafina – c'è il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e delle retribuzioni, difficoltà determinate quasi sempre dai ribassi imposti dalle imprese per aggiudicarsi gli appalti o i subappalti, in particolare a Civitavecchia per le lavorazioni nella centrale elettrica Enel di Torrevaldaliga. Ma anche l'emergenza occupazionale che purtroppo riguarda il territorio civitavecchiese quanto quanto il viterbese: un'area interna per risollevare la quale servono urgentemente soluzioni e adeguate politiche di settore. Nel breve termine ci auguriamo un rapido inizio delle attività per la riconversione dell'ex centrale Alessandro Volta a Montalto di Castro e l'avvio di un progetto di sviluppo sul porto di Civitavecchia, per il futuro di tutti e in particolare per i lavoratori ex Privilege, che da troppo tempo sono in difficoltà per colpe non loro".

I lavori del congresso  termineranno con l'elezione degli organismi dirigenti territoriali e del segretario generale.

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Impianti per i rifiuti: considerati idonei i comuni di  Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

Impianti per i rifiuti: tra le aree considerate  idonee  figurano Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano

ALLUMIERE – La Città metropolitana torna all’attacco: le zone di Allumiere, Cerveteri, Fiumicino e Riano sono state inserite dai tecnici della Città metropolitana fra le aree ‘’idonee’’ per i nuovi impianti della spazzatura: discariche, inceneritori, centri di trattamento. La capitale ha infatti bisogno di trovare un nuovo sito per il conferimento dei rifiuti per tirarsi fuori dall’emergenza cominciata nel 2013 con la chiusura della discarica di Malagrotta e non si sono trovate alternative. Nel documento messo a punto dai tecnici provinciali sono segnalate, quindi,  le ‘’aree bianche’’ dove cioè si potrebbero aprire nuovi impianti come Fiumicino e Cerveteri, o quelle dove sono presenti ‘’cave non in esercizio’’ come Allumiere, Riano e una zona al confine tra Roma e Zagarolo. La cosa che che spaventa di più è il fatto che il piano regionale per i rifiuti del 2012 ha indicato come fattore preferenziale l’individuazione di discariche in aree degradate dalla presenza di cave e quindi Allumiere corre seri pericoli. «La mappa individua le zone idonee per i nuovi impianti della spazzatura – spiega il sindaco Pasquini – cara Raggi e Città Metropolitana scordatevi la nostra zona: non vogliamo diventare una nuova Malagrotta.  Il territorio del comune di Allumiere non può essere giudicato idoneo in quanto tutelato dalla Direttiva 79/409/CEE nota come Direttiva Uccelli, nello specifico siamo in zona a protezione speciale (ZPS) creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea. Faremo anche l’impossibile per difendere il nostro territorio». Sul piede di guerra i cittadini di Allumiere. «Da anni Allumiere ha detto no alle discariche, inceneritori e centri di trattamento; in tal senso sono state approvate delibere sia in consiglio comunale che nel consiglio agrario; sono stati fatti incontri in Regione per ribadire il no e attuate varie forme di protesta e ora torna di nuovo il pericolo che il paese collinare diventi la nuova Malagrotta – scrivono arrabbiati i cittadini di Allumiere – insieme alle istituzioni e ai politici del territorio hanno più volte alzato la voce per dire no a questa ‘’fissa’’ di inserire Allumiere tra i siti idonei alla discarica. Lo abbiamo detto e ripetuto siamo pronti a alzare le barricate e a iniziare la guerra contro i rifiuti. Noi siamo un Comune che ricicla, che fa la differenziata, che ama l’ambiente e ha conservato nei secoli pressochè integri i nostri territori perché dobbiamo pagare per colpe non nostre? Perchè questa spada di Damocle continua a pesare su di noi? Perché tra le tante servitù dobbiamo avere anche questa? È ora fi finirla con queste angherie della capitale e dei poteri forti».

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###

L’eterno ritorno di Renzi. Invettive e nomi storpiati rottamano l’autocritica

Nelle sue invettive irride gli avversari e le colpe sono sempre di qualcun altro. Non si è mai chiesto le ragioni profonde dell’apocalisse del 4 marzo. Lui non voleva conquistare, voleva annientare

Leggi articolo completo

###BANNER_ADS###